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Prestiti Inpdap – Piccolo Prestito
Il prestito Inpdap rappresenta la somma di denaro erogata al dipendente pubblico, quindi aderente all’istituto previdenziale INPDAP, ed iscritto alla Gestione unitaria autonoma delle prestazioni creditizie e sociali.
Il prestito Inpdap spesso viene richiesto per fronteggiare un’improvvisa esigenza di liquidità data da motivi vari, per esempio la ristrutturazione dell’immobile, l’acquisto di un’auto, il matrimonio del figlio, una malattia improvvisa.
Requisiti essenziali per poter accedere al prestito Inpdap sono l’essere dipendenti o pensionati iscritti al fondo speciale dell’Inpdap per la gestione del credito e percepire una retribuzione mensile fissa o un trattamento pensionistico erogato dall’Inpdap.
I prestiti Inpdap hanno generalmente una durata di 12, 24, 36 o 48 mesi, che corrisponde al numero di rate, formate, a loro volta, da quota capitale più quota interessi, da pagare per estinguere il prestito.
L’importo finanziabile è proporzionato alla retribuzione percepita e, a seconda della tipologia di prestito richiesto, è pari ad una o più mensilità percepite.
La rata, come già evidenziato, è composta da una quota capitale, una quota interesse, il cui tasso varia a seconda della tipologia di prestito richiesto, da una quota destinata al fondo rischi dell’istituto ed, infine, da una quota di spese amministrative.
I prestiti Inpdap si distinguono in annuali, dove viene anticipato un importo pari ad una o due mensilità, biennali, con anticipo da due a quattro mensilità, triennali, da tre a sei mensilità, ed infine abbiamo i prestiti quadriennali che rappresentano la durata massima per i piccoli prestiti, dove vengono erogate da quattro ad otto mensilità.
La prima rata viene, generalmente, trattenuta nel mese successivo all’erogazione, ed, altra nota importante, in caso di morte o invalidità permanente per causa di servizio, l’Inpdap non procede al recupero del dovuto.

fonte: prestito-veloce.blogspot.com » Vai al post originale

Un verbo spagnolo davvero simpatico e poliedrico è il verbo COMER, ossia MANGIARE.
Ma in realtà COMER è un verbo con sorpresina, perché a seconda dei contesti il suo significato cambia profondamente.

Incontriamo COMER nelle seguenti espressioni:

-comerse el coco: letteralmente mangiarsi la testa, cioè riflettere insistentemente su qualcosa
-comer el coño/polla: praticare sesso orale (il coño è la patatina, la polla è l’uccellino. Notare l’inversione dei sessi… Questa espressione è volgarissima! non usarla MAI!)
-comerse una farola, un palo, etc…: non fermarsi in tempo e quindi prendere in pieno qualcosa
-comerse un marrón: subire un rimprovero molto duro
-comerse una torta: ricevere uno schiaffone (oltre che mangiare torta!)

Sempre a proposito di cibo mi sono venute in mente una serie di espressioni spagnole relazionate con il mangiare:

Darle calabazas a alguien: letteralmente dare zucca a qualcuno, cioè rifiutare qualcuno

Dar las uvas a alguien: dare l’uva a qualcuno, cioè essere lentissimi, far pasarse trooooppppo tempo per fare qualcosa (l’uva si riferisce ai 12 chicchi che si mangiano a capodanno)

Darse una piña= darsi un ananas, farsi male

Estar como un espárrago= stare come un asparago, essere molto magro

Importarse un pimiento= interessarsi un peperone, non fregarsene un cacchio

Mandar a alguien a freír espárragos
= inviare qualcuno a friggere asparagi, mandare a quel paese

Pedirle peras al olmo= chiedere pere al olmo, chiedere qualcosa di impossibile

Ponerse como una sopa= stare come una zuppa, addormentarsi

Ponerse como un tomate=diventare come un pomodoro, bruciarsi

Sacarle las castañas del fuego (a alguien)= tirar fuori le castagne dal fuoco (a qualcuno) risolvere un problema

Ser pan comido= essere pane mangiato, qualcosa facilissima

Ser un melón= essere un melone, essere un pò ingenuo (in senso affettuoso, non dispettivo!)

Tener mala leche= questo lo sai già!

Ti piacciono queste curiosità sulla grammatica spagnola??? allora leggi anche JODER e poi VOTAMI (VIVERE A MADRID, il penultimo della pagina… 275 articoli pubblicati: me lo merito no????!??:)).
Io per sconfiggere la mala leche che mi attanaglia da 3 giorni questo we passerò delle brevissime vacanze a Valencia: che bello!!!

Ci vediamo lunedì

Pettegola qui…

    Subidón e bajón
    Subidón e bajón (COMMENTI: 0)
    Ma che freddo fa a Madrid!!! Dove sono le piscine comunali?? Dove i pisolini sull’erba del Retiro?? E le mie passeggiate senza meta con la motorella??
    In questo gelido 10 dicembre non ci resta che ta…Differenze tra italiani e spagnoli: cattiverie a Madrid
    Differenze tra italiani e spagnoli: cattiverie a Madrid (COMMENTI: 15)
    Dunque oggi vorrei parlare di alcune differenze basilari tra italiani e spagnoli, perchè a me piace molto pensare alle differenze ed alle somiglianze, e mi piace parecchio anche pensare alle cattiveri…

fonte: Vivere a Madrid » Vai al post originale

postaccecatidalsole di Giovanni Spinelli

Imapianto fotovoltaico Puccioni

Quel folletto del sindaco di Vasto  deve avere proprio in antipatia per gli impianti fotovoltaici..Oggi mi ha “bucato”,ha dato “buca” ,alla presentazione dell’impianto fotovoltaico  (e doveva fare le conclusioni secondo scaletta..) realizzato dalla Puccioni Spa..( dal comunicato stampa:”La Puccioni SpA, azienda leader nella produzione di fertilizzanti, ha avviato un impianto fotovoltaico da 873 Kwp.  La predisposizione dei pannelli, ad opera della Enerqos, è avvenuta sulla copertura di uno dei complessi industriali della zona industriale di Punta Penna. L’impianto produrrà, mediamente, più di un milione di kWh annui (l’equivalente del consumo medio di 250 famiglie) e consentirà di risparmiare l’emissione in atmosfera di quasi 760mila kg di Co2, che equivarrebbe a salvare ben 125 ettari boschivi, una superficie pari a 175 campi di calcio.”

Oh:ma ci deve essere una speciale repulsione  verso il fotovoltaico a Vasto.Chi amministra non sembra mostrare entusiasmi..Si vede che i pannelli  non abbronzano bene ,dove vengono  proposti .. Ironie a parte,abbiamo già parlato della singolarità di comportamento(eufemismo,ovvio) del Comitato di Gestione di Punata Aderci (ergo,il Comune di Vasto) che nella stessa seduta disse no all’impianto fotovoltaico Floew e si alla Istonia..(per gli smemorati: Fotobiomasse )…Ma ancor piu’ singolare è stato il comportamento per  l’impianto proposto dalla Ecoenergy Sviluppo srl  nei pressi  di Torresinello.Chiariamo che l’impianto è stato bocciato dal Comitato Via il 25/10/2011… Ma durante il tempo della procedura lo sapete che il Comitato di Gestione di Punta Aderci (ergo:il Comune di Vasto)non ha mai messo  all’odg  .per la espressioen di un parere,questo impianto?E che non ha mai risposto(facendo trascorrere  60 giorni canoniici per il silenzio assenso)? e quindi mai espresso un parere di merito..Ma come funziona?Quello della Floew  non va bene perche’  sopra una particella della fascia di rispetto della Riserva della Vergine..Questo che stava  nel pieno della Riserva  viene..trascurato  Non si risponde.. Ed era di 1,4 Mw…Troppi occhiali da sole..Poi quando si dice ,scrive che gli interessi che ..interessano sono ben  interessanti per pochi  si incazzano..Quando  lo sciogliamo  il CdG? Ed una domanda:se il comitato Via avesse detto si,chi avrebbe guidato  la richiesta di moratoria?A cagher..

Tutto  il parere qui:

 

 

 

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E dato che mi ci trovo,sull’impianto presentato oggi,alcune note”ufficiali”:
“La Puccioni è particolarmente sensibile alle problematiche ambientali –ha dichiarato Mario Puccioni, amministratore delegato dell’azienda vastese– una responsabilità che ci impone la massima attenzione sul fronte delle energie rinnovabili e dell’innovazione. L’investimento che presentiamo oggi ha un tangibile riscontro sull’impatto e sulla sostenibilità ambientale della nostra impresa. Scegliere il fotovoltaico –ha precisato– è una soluzione che ci consente di produrre energia pulita e contestualmente di ridurre le emissioni di Co2. La Enerqos ha messo al nostro servizio esperienza e professionalità, studiando un progetto con un rendimento ottimizzato che è stato realizzato in pochissimo tempo”.

Luca Marcucci, responsabile marketing e sviluppo di Enerqos ha commentato: “Enerqos, per la progettazione e realizzazione dell’impianto, si è affidata al partner locale Ensud. Una scelta obbligata nel rispetto di una precisa strategia che vuole la nostra azienda sempre vicina ai clienti, sia nelle fasi di realizzazione che in quelle successive di gestione e manutenzione. In particolare, l’impianto Puccioni è composto da 3640 moduli JA Solar da 240 Wp e si sviluppa sulla doppia falda della copertura con una inclinazione di 6°. L’innovativa struttura di ancoraggio dei moduli è progettata per utilizzare, esclusivamente, i punti di ancoraggio già esistenti sulla copertura, senza fare un solo foro aggiuntivo”.

“La Puccioni ha mostrato da subito un interesse non solo finalizzato alla mera produzione dell’energia elettrica da fotovoltaico –ha commentato Giuseppe Farnelli della Ensud, partner tecnico della Enerqos, che ha realizzato l’impianto– ma ci ha sollecitato la ricerca di una soluzione, con precise caratteristiche in ordine al valore ambientale dell’opera. Si è sviluppato così –ha proseguito Giuseppe Farnelli– un rapporto sinergico, al punto che l’azienda si è affidata a noi anche per gli aspetti di gestione e manutenzione. L’impianto Puccioni sarà sotto costante controllo del nostro centro di monitoraggio che  garantisce la continuità dell’operatività e la perfetta efficienza dell’impianto nel tempo, con la minimizzazione del rischio di mancata produzione a causa di una eventuale indisponibilità del sistema. La centrale operativa è in grado di gestire gli allarmi ed effettuare la diagnosi a distanza, coordinando, se necessario, l’intervento tempestivo di tecnici”.

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fonte: Semidiceviprima » Vai al post originale

Oggi  c’è lapresentazione dell’impianto fotovoltaico realizzato dalla Puccioni SpA(ore 11:00, nella sala meeting della Puccioni SpA, in via Osca).E parteciperanno:

- Mario Puccioni, amministratore delgato della Puccioni SpA;
- Giuseppe Farnelli, amministratore dellegato Ensud, partner tecnico della Enerqos che ha progettato l’impianto;
- Alfredo Castiglione, vice presidente della Giunta Regionale d’Abruzzo, Assessore regionale allo Sviluppo Economico;
- Luciano Lapenna, sindaco di Vasto.Al termine della conferenza stampa è stata predisposta la possibilità di effettuare un press-tour, direttamente sull’impianto realizzato.”
Ecco  ,vedete:il sindaco Lapenna si farà questo “press-tour” e prenderà un po’ di energia rinnovabile…Non è che si rinnovi,lui ..Anche perche’ ,gli impianti fotovoltaici ,a Vasto prima che se ne riveda un altro ne passerà..
In ogni caso,segnalo  questo studio di SRM(che vi allego in fondo) “Le Fonti Rinnovabili. L’energia fotovoltaica: un’analisi settoriale e territoriale” .Questo lavoro rappresenta il primo di una serie di paper elaborati da SRM sul tema delle fonti rinnovabili, tema diventato di stringente attualità per il nostro Paese e per l’Unione Europea tutta che ha stabilito l’approvvigionamento energetico europeo garantito per il 20% da fonti pulite entro il 2020.

In questo primo studio, SRM fornsice un quadro dettagliato delle caratteristiche e dello sviluppo del settore fotoltaico in Italia e in particolare nelle regioni del Mezzogiorno, con confronti a livello europeo e internazionale.Le fasi attualmente più sviluppate della filiera fotovoltaica nel nostro Paese sono quelle corrispondenti alla distribuzione e installazione, che sono anche quelle a più basso valore aggiunto.
L’Italia in questi ultimi anni si è sviluppata fortemente dal punto di vista della capacità utilizzativa delle energie rinnovabili. In termini di potenza installata a fine 2010 l’Italia risulta al quarto posto nel mondo dietro Germania, Spagna e Giappone. Guardando a come è suddivisa questa potenza installata al suo interno, è il Mezzogiorno a detenere il primato con il 35% dei MW complessivi (1217 su 3470 MW totali). Per quanto concerne il numero degli impianti, dei 156 mila in esercizio a fine 2010 circa la metà ricade nelle regioni del Nord Ovest e del Sud, con una leggera prevalenza di quest’ultima macroarea.

La diffusione del fotovoltaico vede, quindi, il Sud in una posizione di rilievo rispetto alle altre Aree del Paese, con punte in Puglia, Sicilia, Sardegna e Campania. Proprio in Puglia e nelle due Isole maggiori si concentrano i due terzi del complesso degli impianti presenti nella Macroarea, mentre nella sola Puglia si concentra oltre il 56% della potenza installata.

La crescita del mercato fotovoltaico italiano è stata di fatto sollecitata dai sistemi di incentivazione, questo perché in assenza di incentivi la produzione di energia attraverso la tecnologia fotovoltaica non è ancora del tutto economicamente conveniente. Il Conto Energia disciplina l’erogazione degli incentivi all’energia prodotta da un impianto fotovoltaico ed attualmente è in vigore il Quarto Conto Energia. I dati relativi al totale dei risultati del Primo, Secondo, Terzo e Quarto Conto Energia aggiornati a fine ottobre 2011 evidenziano un complesso di oltre 291 mila impianti incentivati da quando è partito il meccanismo nel 2005; il 27% del totale (77.291) è situato nelle regioni del Mezzogiorno. Osservando i dati sulla potenza installata, su un totale di oltre 11.212 MW nel Sud è presente il 37% della potenza incentivata complessivamente (4.145 MW).

Se confrontati con quelli degli altri paesi europei gli incentivi italiani sono nettamente superiori. I cambiamenti avvenuti nello scenario energetico di riferimento hanno mostrato chiaramente la necessità di introdurre in Italia un sistema di incentivazione diverso, con costi inferiori per il sistema paese a parità di capacità installata e che consenta di adeguarsi tempestivamente ai cambiamenti in corso consentendo così di pianificare efficacemente quantità e mix di fonti rinnovabili. Le linee seguite nella determinazione del sistema in vigore richiamano quanto applicato in Germania, ritenendo che un meccanismo di feed in differenziato per segmento e aggiornato periodicamente (ispirato al modello tedesco) possa meglio contribuire al raggiungimento dei molteplici obiettivi che lo sviluppo delle fonti pulite si pone.

L’esperienza della Germania mostra che nonostante contrazioni del livello di incentivazione il mercato può continuare a crescere; occorre, dunque, che gli incentivi siano stabili nel tempo, economicamente sostenibili e che tengano conto dell’evoluzione tecnologica in modo da garantire il raggiungimento degli obiettivi fissati per la crescita delle energie rinnovabili.

In estrema sintesi ciò che è importante avere è un orizzonte di tempo sufficientemente ampio in cui l’esistenza di un sistema di incentivazione sia assicurata in modo chiaro e univoco, in maniera da consentire agli operatori di pianificare i loro investimenti nell’ambito di un quadro di regole certo e stabile.
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fonte: Semidiceviprima » Vai al post originale

 

GIF da UNARARARANANERA (CLICKA SOPRA)

La risoluzione che chiedeva il blocco delle autorizzazioni per la centrale biomasse di Vasto proposta dal consigliere F.Caramanico ,SEL,è stata respinta.Lui dice che il«Il respingimento della risoluzione da me presentata sull’impianto a biomasse dell’Istonia Energy, rappresenta un’occasione mancata per il Consiglio regionale, al quale si chiedeva semplicemente di sospendere l’autorizzazione in attesa del pronunciamento del Tar».Una analoga posizione di “similmoratoria” non era stata votata dai consiglieri di SEL(e proposta da Progetto per Vasto) in consiglio comunale a Vasto..Ora si puo’ anche non essere d’accordo sulle biomasse prossime venture,sulla rava e fava dell’impatto ambientale,se siano sostenibili  ambientalmente o meno ,ma essere così ridicoli e demagoghi  come i due consiglieri regionali del PD Giuseppe Di Pangrazio e Giovanni D’Amico penso non abbia eguali.I due ,in prima fila contro la realizzazione  della  ”megacentrale” nel Fucino hanno deciso di ripresentare sotto forma di proposta di legge  un articolo bocciato,respinto dal Centro Destra, nel corso della discussione della finanziaria regionale 2012

La proposta di legge  si titola :”Disposizioni relative alla costruzione di impianti per la produzione di energia tramite combustione da biomasse”.E questi sono alcuni illuminati stralci relazionali e di articolato del dispositivo

“Relazione al progetto di legge recante “Disposizioni relative alla costruzione di impianti per la produzione di energia tramite combustione da biomasse”

Il presente progetto di legge ha lo scopo di regolamentare la realizzazione di centrali per la produzione di energia tramite biomasse….Ultimamente c’è un’attenzione crescente, con risvolti anche di carattere speculativo, all’utilizzo delle biomasse vegetali sia agricole sia forestali per produrre energia elettrica. Il Piano Energetico della Regione Abruzzo stima in oltre 200 MWe la quantità di energia che potenzialmente può essere prodotta utilizzando le biomasse derivanti da produzioni agricole e forestali…”

“Attualmente la procedura di autorizzazione delle centrali a biomasse non tiene nella necessaria considerazione l’aspetto fondamentale dell’approvvigionamento. Se infatti parliamo genericamente di centrali a biomasse come da definizione dell’art. 2 del D.Lgs. 387/2003, che annovera fra le biomasse anche la parte biodegradabile dei RSU, è bene che le popolazioni interessate sappiano che negli impianti saranno bruciati anche RSU.Se invece l’autorizzazione riguarda impianti a biomassa vergine, che è quella che proviene dai boschi, dalle colture dedicate e dai residui delle coltivazioni agricole, occorre chiarire adeguatamente quale deve essere il piano di approvvigionamento, che non può essere costituito da carte sottoscritte da fornitori che autocertificano la disponibilità del materiale necessario…”

“L’autorizzazione ad installare e far funzionare una centrale a biomasse vergini dovrebbe pertanto basarsi sui punti seguenti:

1)potenza;
2)dimensionamento;
3)approvvigionamento.

Nell’articolo 1 infatti si va a limitare la potenza della centrale che non può essere superiore ai 4 MW e tale da consentirne l’alimentazione con le risorse agro-forestali effettivamente disponibili. Il suo dimensionamento deve pertanto rispondere a criteri di sostenibilità territoriale, in modo tale che la potenza installata sia effettivamente prodotta con le risorse che il singolo territorio può produrre senza impoverirsi. In ragione di ciò è prevista l’alimentazione degli impianti con le risorse agroforestali disponibili entro una distanza massima dalle centrali non superiore ad un raggio di30 Km in linea d’aria.
Previsto il divieto di realizzazione di centrali a biomasse vicino ad aree definite sensibili, ad aree agricole caratterizzate da produzioni pregiate e ad una distanza inferiore a 3 Km dal limite dei centri abitati.Ulteriore divieto è quello di utilizzo di biomasse derivanti da rifiuti.

Nell’articolo 2 si va a subordinare l’autorizzazione alla realizzazione della centrale alla presentazione di un piano di approvvigionamento che va pertanto redatto sulla base delle risorse di cui si ha certezza e non sulla base di generiche previsioni. In altri termini deve contenere, per ogni anno di funzionamento della centrale:

a)l’esatta individuazione, mediante l’indicazione degli estremi catastali, delle superfici boscate da sottoporre a taglio per ogni annualità di esercizio, nonché delle quantità dalle stesse ritraibili e destinabili alla combustione. Nel caso di superfici boscate appartenenti ai demani civici deve inoltre essere adeguatamente dimostrato il soddisfacimento dell’uso civico di legnatico;

b)l’esatta individuazione, mediante l’indicazione degli estremi catastali, dei terreni già utilizzati per colture dedicate e di quelli che a tal fine possono essere destinati, con la quantificazione delle produzioni effettive utilizzabili per ogni anno di esercizio della centrale. Tali terreni, qualora non siano al momento della presentazione della richiesta di autorizzazione già coltivati a colture per biomassa, non devono essere stati destinati a produzioni agroalimentari nel triennio precedente l’anno nel quale è presentata la richiesta di autorizzazione;

c)l’esatta individuazione, mediante l’indicazione degli estremi catastali, delle colture agricole dalle quali provengono i sottoprodotti da destinare alla combustione, la cui quantità deve comunque essere precisamente indicata per ogni annualità di esercizio della centrale;

d)l’esatta individuazione delle risorse diverse da quelle forestali e da quelle provenienti da colture dedicate e da sottoprodotti agricoli la cui quantità deve comunque essere precisamente indicata per ogni annualità di esercizio della centrale.
Ciò significa che ogni singola autorizzazione viene rilasciata sulla base di dati certi in merito alle risorse che saranno utilizzate per tutto il ciclo di vita della centrale e non sulla base di semplice e generiche stime di disponibilità basate su buone intenzioni che rimangono da verificare.

PROGETTO DI LEGGE

“Disposizioni relative alla costruzione di impianti per la produzione di energia tramite combustione da biomasse”

Art.1

1. Nel territorio della Regione Abruzzo è consentita la costruzione di impianti per la produzione di energia tramite combustione da biomasse entro i seguenti limiti:

a) le biomasse da utilizzare devono essere prodotte esclusivamente in Abruzzo;

b) non può essere autorizzata la realizzazione di centrali alimentate a biomasse aventi potenza superiore a 4 MW;

c)  fermo restando il limite massimo di potenza di 4 MW, la potenza effettiva della centrale deve essere tale da consentire l’alimentazione con le risorse agroforestali effettivamente disponibili entro una distanza massima dalla centrale non superiore ad un raggio di 30 km in linea d’aria;

d) non può essere autorizzata la realizzazione di centrali a biomasse vicino ad aree definite sensibili (SIC, ZPS, aree naturali protette) e ad aree agricole caratterizzate da produzioni pregiate;

e)  non può essere autorizzata la realizzazione di centrali  a biomasse ad una distanza inferiore a 3 Km dal limite dei centri abitati così come normati dai Piani Regolatori Generali approvati dalla Regione Abruzzo;

f) è prioritariamente autorizzata la realizzazione di impianti pubblici, finanziati attraverso un azionariato diffuso, in cui i produttori delle biomasse siano anche fruitori dell’energia prodotta;

g) non è consentito l’utilizzo di biomasse derivanti da rifiuti (CDR, frazione secca, e altre tipologie).

E continua l’articolato.. Ecco:io suggerirei di inviare subito questa proposta di legge al Governo,all’UE,affinche’ l’uno  introduca il reato di “commercio abusivo di cippato”, e l’altra  riconsiderei l’idea di reintrodurre le barriere doganali  ,insomma abolire Schengen..anzi autoproclamare una moratoria..Perche’ io vorrei capire,tra tante cose,perche’ si puo’ prendere ed utilizzare del materiale agroforestale fino a 30 km dalla centrale ma in Abruzzo e non a 5/10 km nelle Marche ,nel Lazio ,nel Molise..E vorrei capire  anche   il “vicino” come unità di misura..Dopo il “troppo nei pressi”..Fatto salvo  gli incendi ,le frane..

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fonte: Semidiceviprima » Vai al post originale

postpatto di Giovanni Spinelli.

Oltre le slide e nessuna delibera di Giunta  “conosciuta”, che cosa sarà o non sarà il patto proposto dal Sindaco Lapenna ,per un incontro tra le esigenze di sostenibilità ambientale  con l’insiedamento industriale di Punta Penna presente,nessuno lo sa.Secondo me,neanche il sindaco sa dove vuole andare a parare.In ogni caso,non sarebbe una cosa “nuova”,da “inventare” da capo.Ci sono altre esperienze,ci sono dei metodi.Oggi facciamo la conoscenza con gli approcci  dei costi benefici..

“Perché una corretta analisi costi-benefici deve essere lo strumento da utilizzare per le politiche su rinnovabili ed efficienza energetica anche ai fini dell’utilità pubblica sul lungo periodo? Perché la politica, in nome dell’urgenza, non se ne avvale? Un’intervista ad Andrea Molocchi, economista e responsabile studi dell’associazione Amici della Terra
….”Gli strumenti offerti da una moderna analisi costi-benefici in un’ottica di utilità pubblica, quella che oggi viene chiamata ECBA, ovvero Environmental Cost Benefit Analysis, accompagna allo strumentario convenzionale della costi-benefici, la valutazione economica delle esternalità ambientali. Per maggiori informazioni su questo strumentario e su come ad esempio, esso potrebbe essere impiegato per la valutazione economica nell’ambito di strumenti di prevenzione o di compensazione dei danni, consiglio di visitare il sito www.ecbaproject.eu, realizzato in collaborazione con Donatello Aspromonte, uno dei maggiori esperti di costi-benefici nell’ambito degli studi di fattibilità. Per applicare questi strumenti sono richieste esperienze di ricerca e competenze di analisi che non si improvvisano in pochi mesi, né in un anno. Ci vogliono percorsi formativi, valorizzando il ruolo delle università e degli enti di ricerca, istituzioni pubbliche specializzate, come l’UVAL, metodologie di riferimento per armonizzare il lavoro dei consulenti, e statistiche appropriate, come le tavole input output.””…

Costi-Benefici

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Una delegazione di Futuro e Libertà per l’Italia, capeggiata da Stefano Moretti, ha incontrato nella giornata di ieri gli autotrasportatori nella zona adiacente il casello autostradale di Vasto Sud. Sono state ascoltate le loro dettagliate istanze e, condividendo le ragioni della protesta, la sezione locale del partito si è attivata contattando i vertici nazionali.
L’on. Daniele Toto, vice-coordinatore nazionale di FLI nonché capogruppo alla commissione Trasporti della Camera dei Deputati, ha dato la sua immediata disponibilità ad incontrare la delegazione di autotrasportatori abruzzesi. Nelle prossime ore è nostra intenzione ascoltare anche i dimostranti della Val di Sangro e di Ortona in modo da coinvolgerli al fine di
organizzare un sereno incontro già all’inizio della settimana prossima.Nel frattempo apprendiamo che il governo Monti ha programmato la riduzione dei pedaggi autostradali per l’autotrasporto e rimborsi più celeri per recuperare i soldi spesi dai lavoratori a causa delle accise sui carburanti.
«L’impegno del governo – ha affermato il coordinatore cittadino di Futuro e Libertà Giuseppe La Rana – dovrebbe essere di circa 170 milioni di euro. Ma sono interventi non sufficienti. L’esecutivo, per andare incontro agli autotrasportatori, agli agricoltori, ai pescatori e ai commercianti, deve abbassare il costo del carburante. Il movimento di protesta pone una domanda di tipo sociale a tutto il Paese: purtroppo, però, non possiamo trascurare che il blocco ad oltranza sta causando un danno economico che ammonta a diversi milioni di euro al giorno. Sembra altresì assurdo che – per avere una risposta dal governo – gli autotrasportatori abbiano dovuto incrociare le braccia per giorni dopo aver bloccato intere regioni e creato disagi a tutto il Paese. Auspichiamo comunque che da Vasto parta un sereno confronto che – nell’interesse delle categorie – riporti gli italiani ad una condizione di vivibilità proporzionata al momento economico che stiamo vivendo. Il danno causato da questa protesta – conclude La Rana – non deve diventare il biglietto da visita per l’avvio di una rinegoziazione con l’esecutivo del Paese».


fonte: sansalvoedintorni.blogspot.com » Vai al post originale

Secondo alcune indiscrezioni delle ultime ore, riportate da alcuni mezzi di informazione nazionali, le elezioni amministrative del 2012 si terranno, su decisione del Viminale, domenica 6 e lunedì 7 maggio. Nel vastese sono diversi i centri chiamati alle urne tra cui San Salvo. L’eventuale turno di ballottaggio, quasi certo a San Salvo visto i numerosi candidati sindaci, si svolgerà domenica 20 maggio. Con la scelta che ricade sui primi giorni di maggio si prevede una festa di “San Vitale” molto infuocata politicamente parlando.

Luca Di Sciascio


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Continua il blocco degli autotrasportatori al casello di Vasto Sud-San Salvo. Gli autotrasportatori sono certi: “fino a venerdi’ nessuno si muove”. Sono diverse decine i tir e i furgoni parcheggiati nei pressi del casello autostradale vastese. Intanto in giornata alcuni distributori di Vasto e San Salvo sono tornati ad avere la disponibilità di diesel e benzina verde. Rimane difficile il rifornimento di generi alimentari nei supermercati e di prodotti per le aziende del vastese con qualcuna che potrebbe anche chiudere per mancanza di materie prime.

L.D.S.


fonte: sansalvoedintorni.blogspot.com » Vai al post originale

Mercoledì 4 gennaio nasce a Vasto il Rotaract Club grazie all’impegno e all’entusiasmo di diciannove giovani studenti. “Servire al di sopra di ogni interesse” è il motto che esprime l’essenza e la vocazione del Rotaract, ed è illuminati da questo spirito che i giovani rotaractiani del club di Vasto si preparano a dare il loro contributo allo sviluppo umano della comunità locale, nazionale e internazionale realizzando services e progetti con il Distretto Rotaract 2090 (Abruzzo, Molise, Marche, Umbria). La cerimonia di fondazione del Rotaract Club di Vasto si è svolta presso la sede del Palace Hotel. Alla cerimonia erano presenti il Presidente del Rotary Club “padrino” Pasquale Colamartino, il Delegato Distrettuale ai Rotaract Club Massimo Deliberato, il Segretario della Commissione Distrettuale Nuovi Club Letizia Gomato, il Delegato Zona Abruzzo Alessandro Pala, il Presidente del Rotaract Club di Lanciano Stefania Pazienza, il Tutor per il Rotaract Club di Vasto Arnaldo Tascione, e i soci rotariani con le loro signore. La cerimonia si è aperta con la lettura da parte del Presidente del Rotaract Club di Vasto Francesco Colamartino della lettera di augurio del Rappresentante Distrettuale 2090 Maria Elena Castori, seguita dall’intervento del Presidente del Rotary “padrino” Pasquale Colamartino, che ha portato i saluti del Governatore Francesco Ottaviano, per poi lasciare la parola alle cariche distrettuali. Il segretario della Commissione Distrettuale Nuovi Club Letizia Gomato ha inoltre portato i saluti del presidente della commissione stessa e past-Rd Gino Petronio. Il Presidente del Rotaract Club Francesco Colamartino ha poi presentato il direttivo e i soci del nascente club, e ha illustrato i programmi e le idee su cui il Rotaract Club di Vasto lavorerà con impegno e determinazione. Sono stati affrontati i temi dell’ecologia, dello sviluppo economico, dell’azione di volontariato sociale e umanitario, e dei rapporti con le scuole, le istituzioni e le altre realtà associative nella realizzazione dei progetti. Al termine della presentazione dei progetti del club, il Presidente del Rotary “padrino” Pasquale Colamartino ha consegnato la Charta costitutiva al Presidente del Rotaract Club Francesco Colamartino, sancendo così la nascita ufficiale del club. Il direttivo è composto dal presidente Francesco Colamartino, il vicepresidente Francesco Tascione, il segretario Sara Bernabeo, il tesoriere Michelangelo Sciartilli, e i due consiglieri Vittorio Tagliente e Francesco Piccirilli. Gli altri soci, riuniti in cinque commissioni, sono Stefania Sabatini, Stefano Ruscitto, Anna Antenucci, Michele Canci, Marco Ottaviano, Rossana Riccioni, Concetta Cupaiuolo, Elsa Chiara d’Onofrio, Maria Pia Savelli, Luigi Piemontese, Andrea Catalano, Aldo Brunetti ed Erika Ruscitto.


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