Il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Vincenzo Carbone, ha firmato il 5 novembre 2026 il provvedimento che disciplina un nuovo servizio web per aprire la partita IVA dall’area riservata. Il testo è stato pubblicato il 6 novembre e riguarda gli artisti e i liberi professionisti persone fisiche. Il servizio però non è ancora attivo: la data di avvio sarà comunicata con un avviso sul sito dell’Agenzia.
In breve
- Provvedimento firmato il 5 novembre 2026, pubblicato il 6 novembre (prot. n. 322727/2026 secondo Finanza & Fisco).
- Possono usarlo le persone fisiche che avviano un’arte o professione senza Registro delle imprese, REA e Comunicazione unica.
- Si accede con SPID, CIE o CNS e si compila la dichiarazione online, senza software.
- L’attività non deve essere iniziata da più di 30 giorni.
- La data di partenza del servizio non è ancora stata comunicata.
Il provvedimento del 5 novembre e la data di avvio ancora da fissare
Se dovete aprire la partita IVA nei prossimi giorni, non potete ancora contare sul nuovo canale. Il provvedimento stabilisce infatti che la funzionalità sarà disponibile a partire dalla data indicata in un apposito avviso sul sito dell’Agenzia delle Entrate, e questa data non è ancora stata fissata. Il testo, firmato il 5 novembre dal direttore Vincenzo Carbone e pubblicato il 6 novembre, regola le modalità di accesso e di utilizzo del servizio. Con questo servizio si presenta la dichiarazione di inizio attività prevista dall’art. 35 del Dpr n. 633/1972 e si ottiene il numero di partita IVA. Secondo Finanza & Fisco, la misura attua l’art. 22 del decreto legislativo n. 1/2024, che punta a rafforzare i servizi digitali dell’Agenzia. Oggi questo adempimento può essere svolto anche presentando il modello AA9/12 negli uffici.
Chi può richiedere la partita IVA online e chi resta escluso
La partita IVA online è riservata alle persone fisiche che iniziano in Italia l’esercizio di un’arte o di una professione. Devono valere due requisiti:
- l’attività non richiede l’iscrizione nel Registro delle imprese o nel REA (Repertorio economico amministrativo);
- non c’è l’obbligo di presentare la Comunicazione unica per la nascita dell’impresa, prevista dall’art. 9 del decreto-legge n. 7/2007, come ricorda Fisco Oggi.
Le due condizioni vanno verificate separatamente. Una persona esonerata dal Registro delle imprese e dal REA potrebbe comunque dover usare la Comunicazione unica, per esempio quando questa serve per gli adempimenti previdenziali o assistenziali legati all’avvio dell’attività. In quel caso il nuovo canale non è utilizzabile.
All’interno del servizio sarà consultabile l’elenco dei codici Ateco ammessi. Attenzione però: trovare il proprio codice nell’elenco non basta a qualificare l’attività come artistica o professionale. Contano le caratteristiche concrete dell’attività e il modo in cui viene svolta. Se l’attività ha natura d’impresa, occorre passare dalla Comunicazione unica. Nella mia esperienza di consulenza fiscale per piccole realtà, l’errore più frequente all’avvio è proprio questo: si sceglie un codice che sembra adatto, senza chiedersi se il lavoro svolto abbia in realtà un’organizzazione di tipo imprenditoriale.
Come funziona la procedura: accesso, limite dei 30 giorni e controlli
Per accedere vi servono le credenziali per l’area riservata: SPID, Carta d’identità elettronica (CIE) o Carta nazionale dei servizi (CNS). Una volta entrati, un percorso guidato vi chiede di inserire le informazioni previste dal modello AA9/12. Potete anche modificare i dati che il sistema eventualmente propone già compilati, e poi inviare la dichiarazione. Non dovete scaricare software né preparare moduli cartacei o file telematici.
Il limite temporale è rigido. La data di inizio attività indicata non può essere precedente di oltre 30 giorni rispetto al giorno in cui presentate la dichiarazione. Chi ha cominciato da più tempo è escluso dalla procedura web.
Dopo l’invio, i dati passano attraverso controlli automatici. Il sistema verifica:
- che le informazioni siano complete e formalmente corrette;
- che siano coerenti con i dati dell’Anagrafe tributaria;
- che sussistano i requisiti per usare il servizio.
Finanza & Fisco precisa che questi controlli sono illustrati nelle motivazioni del provvedimento.
Ricevuta, scarto e notifica su App IO: cosa cambia per i professionisti
Se i controlli vanno a buon fine, potrete consultare e scaricare la ricevuta con il numero di partita IVA attribuito. Secondo Finanza & Fisco, il sistema mostrerà anche la dichiarazione presentata e lo stato di lavorazione della richiesta. Se invece la dichiarazione non supera le verifiche, riceverete una ricevuta di scarto con l’indicazione dei motivi. Per i liberi professionisti e gli artisti questo significa ottenere il numero direttamente dal proprio computer, senza passare da uno sportello, e sapere subito perché una richiesta è stata respinta.
La disponibilità delle ricevute verrà segnalata con un avviso nell’area riservata e con un messaggio sull’App IO. Conviene quindi verificare di avere attive le notifiche dell’app prima di inviare la richiesta.
Il dato da seguire nelle prossime settimane è la data di avvio, che l’Agenzia delle Entrate annuncerà con un avviso sul proprio sito. Se state per iniziare un’attività professionale, nel frattempo potete preparare le credenziali SPID, CIE o CNS. Vale la pena anche verificare se la vostra attività è davvero esclusa dalla Comunicazione unica, così da poter usare il servizio nei 30 giorni previsti appena sarà attivo.
Mi sono laureato in Economia all’Università di Bologna e per dodici anni ho lavorato come redattore per testate economiche, occupandomi di mercati, imprese e politica fiscale. Accanto al giornalismo ho sviluppato attività di consulenza in finanza personale e fisco per piccole e medie imprese, che mi ha insegnato a tradurre le norme in decisioni concrete. Oggi scrivo per spiegare questi temi in modo chiaro, partendo dai problemi reali di chi deve far quadrare i conti, che sia un privato o un imprenditore.


