Molti sono gli uomini e le donne così stolte da credere che, se ad una
giovane è posto in testa una benda bianca e indosso una vesta messale nera, ella
non sia più femmina né più provi certi appetiti, come se farsi monaca rendesse
di pietra! E sempre costoro, nel caso sentano strane dicerie a riguardo, si turbano
come fosse accaduto qualcosa contro natura o un male tremendo fosse stato
commesso. Ma non è ognuno libero di fare ciò che vuole? Leggete il mio racconto
e riflettete. In una delle contrade qui vicino, c’era e c’è ancora un monastero
di donne dalla assai famosa santità, nel quale, tempo fa, lavorava un giovane
ortolano, il quale, non accontentandosi della paga, decise di tornare a casa,
dove lo aspettava una calda accoglienza. Qui incontrò Tommaso, un coetaneo
alto, forte e di bell’aspetto, il quale gli chiese quale tipo di lavori facesse
per le monache. Egli rispose che curava il giardino, raccoglieva la legna e l’acqua
dal pozzo quando serviva, il ché non era un grosso problema: la difficoltà
stava nel riuscire a sopportarle dato che sembravano avere il diavolo in corpo.
Aggiungendo a questo il basso salario, si era convinto ad andarsene con la
promessa che, se avesse avuto tra le mani qualche disoccupato, lo avrebbe mandato
da loro. E Tommaso, nonostante gli avvertimenti dell’uomo, desiderò fortemente
prendere al volo questa occasione. Dopo qualche giorno, infatti, prese qualche
bagaglio e si incamminò verso il monastero. Pensò che dove stava andando nessuno
lo conosceva e, per essere sicuro di esser accolto con benevolenza, credette
che sarebbe stato furbo fingersi muto. I fatti gli diedero ragione e, dopo poco,
gli fu affidato il primo incarico. Passarono i giorni e si accorse di quanto
veritiere fossero state le parole del precedente giardiniere: le monache non
solo gli ordinavano l’impossibile, ma non facevano altro che insultarlo, tutto
questo di fronte agli occhi indifferenti della badessa. Ma se lo aspettava e,
quindi, non storceva il naso. Un pomeriggio molto caldo, si stese sotto l’ombra
di uno degli alberelli cercando di prendere sonno, quando due suore gli si
avvicinarono e cominciarono a parlare tra loro. “Ho un pensiero che mi gira da
un po’ per la testa, se te lo racconto prometti di non dirlo a nessuno?” “Fidati,
rimarrà tra noi” rispose l’altra, pia. Così cominciò dicendo “Io non so se ti
rendi conto quanto noi siamo prigioniere in questo posto, tanto che non
possiamo vedere nessun uomo se non questo giardiniere muto. E, proprio riguardo
a ciò, ho sentito molto donne dire che non c’è niente di più bello ed appagante
di quello che accada tra sessi opposti. E, quindi, non riesco a mettermi
l’anima in pace e ti confesso che spesse volte mi è venuto in mente di provare
alcune cose con costui. Tanto anche volendo non può farne parola, né riferire a
nessuno. Che ne pensi?” Tommaso ascoltava incuriosito e guardò il viso
perplesso della donna prima che rispondesse “Ohimé, ma cosa dici? Non ti
ricordi che abbiamo promesso la nostra verginità a Dio?” “Oh, quante cose gli
giuriamo tutti i giorni che, poi, non manteniamo! Se ne può benissimo prendere
delle altre disposte a farlo.” Ancora
dubbiosa, l’altra rispose: “E se uscissimo incinta, come faremmo?” “Tu parti
con il piede sbagliato, se mai avvenisse, allora, in quel caso, ci penseremmo e,
poi, comunque, ci sono mille modi per nasconderlo, basta non dirlo, in fondo”.
Detto ciò, nella monaca dubbiosa salì forte il desiderio di provare il piacere
derivante lo stare con un uomo. “E, quindi, come facciamo?” ”Il ragazzo dorme
nella nove, mentre tutte le sorelle riposano, possiamo passare per l’orto, dove
tanto non c’è nessuno, e portarlo nello stanzino dove egli porta l’acqua; a
quel punto una farà la guardia e l’altra gli farà quel che vuole!” Tommaso
ascoltò tutto e, disposto ad ubbidire, non vedeva l’ora che lo “rapissero”. Queste,
però, non aspettarono ulteriormente e, vedendo che non c’era nessuno, vollero mettere
subito in atto il diabolico piano. Aspettarono che si alzasse, poi, con atti
lusinghieri, una di costoro lo prese per mano e, con una scusa, lo spinse nel
ripostiglio. Una volta uscita, leale, aspettò che l’altra facesse lo stesso.
Erano bastati dieci minuti per dar loro conferma di quanto avevano sentito dire
e, da allora, ogni momento libero era buono per trastullarsi con il giovanotto.
Un giorno, però, una delle sorelle, dalla finestra della sua cella, le notò,
mostrandole in flagrante anche ad altre due. Inizialmente pensarono di dirlo
alla superiora, ma poi cambiarono idea e, mettendosi d’accordo, entrarono anche
loro a far parte dello stesso circolo, che non faceva che ingrandirsi settimana
dopo settimana. Proprio uno di questi dì, la maggiore delle suore che, ancora,
non si era accorta di niente, camminava per il giardino. Dato che faticava
molto di notte, la mattina, il giardiniere, non si dava molto da fare, infatti,
lo trovò disteso sull’erba a riposare con il vento che gli alzata la maglietta.
La qual cosa, la fece cadere nello stesso vizio delle consorelle e, una volta
in piedi, portò Tommaso nello stesso ripostiglio dove si erano consumati per
giorni atti tanto proibiti. Questo andò avanti molto a lungo e, l’uomo, non
riuscendo più a soddisfare i continui bisogni delle donne, dopo un mese circa,
mentre era con la priora, interruppe il silenzio e dissi stizzito. “Madonna, ho
capito che un gallo va bene per dieci galline, ma per l’uomo non funziona allo
stesso modo. Non riesco ad andare avanti così, quindi, o trovate una soluzione,
o me ne vado.” La suora, sorpresa, rispose: “Che cosa?? Io credevo fossi muto!”
“Madonna” –risposte- “io lo ero, ma non di natura, ma non un trauma che mi
tolse da bambino la parola e, solamente ora, mi sento in grado di poter parlare
e lodo Dio per questo”. La religiosa gli credette e gli domandò cosa avesse voluto
dire con quell’esempio. Tommaso gli raccontò tutto e lei comprese che coloro
che la circondavano non erano, poi, tanto meglio di lei. Cercò di trovare un
accordo con il giovane per far sì che non mettesse in giro certe voci. Ed,
essendo morto il rettore da poco, fu cosa alquanto semplice. Infatti, quello
che era stato fino ad allora un semplice giardiniere, fu promesso ed eletto ad
unanime per ricoprire la carica lasciata vuota e, in più, come “bonus di uscita
per il silenzio”, fu messa in giro la voce della sua guarigione miracolosa. Tommaso
era partito povero e triste ma, quando decise di tornare, lo fece da ricco e
famoso e, a chi gli chiedeva quale fosse stato il suo segreto, prese
l’abitudine di rispondere “Così tratta Cristo chi gli mette le corna in testa!"
fonte: thelegendkiller89.spaces.live.com » Vai al post originale