Ho trascorso una settimana d’inferno. Adesso posso dirlo: nella palazzina la pace è andata a farsi benedire! Tutto è iniziato lunedì mattina. Stavamo facendo colazione e dalle scale arrivava uno strano trambusto: voci concitate, porte che si aprivano e sbattevano, suono di campanelli. Fatto inconsueto perché la nostra è una scala tranquilla; non ci sono bambini – solo un cane muto e invisibile – nessuna discussione a voce alta, niente musica a palla. Una vera oasi di tranquillità. Fino allo squillo del campanello.

Loretta, la mia vicina di pianerottolo, entra con la faccia tirata e guarda mio marito: «Scusate per l’ora: hai per caso una cassetta per gli attrezzi?»
«Sì, cosa ti serve?»
«Ma, non so. Si è incastrata la serratura del garage. Non entra la chiave…»
«Vuoi una mano?»
«Grazie, ma sotto c’è Roberto. Poi ti riporto su la cassetta.»
«Non serve, fai con comodo, me la ridai stasera.»
Piccolo passaggio di mani e la porta si chiude. Noi finiamo di fare colazione, ci vestiamo e scendiamo a prendere l’auto. Fuori si è radunato un bel gruppetto di condomini. Con quel casino Loretta deve aver svegliato l’intera palazzina e adesso sono tutti lì a darle una mano. Che strano però, mentre passiamo sento i loro sguardi addosso. Non sono sguardi curiosi, sembrano più sguardi… d’attesa. Ma non ho il tempo materiale per riflettere sulle mie sensazioni: dobbiamo aprire lo studio.

La mattina passa in fretta ed è già ora di pranzo. Rientrando a casa notiamo un gruppetto di condomini che parlano animatamente davanti al cancello principale. Uno di loro ci nota e viene verso l’auto: «Avete saputo?»
«Che cosa?» ci guardiamo senza capire.
«Hanno bloccato le serrature di otto garages.» Abbasso il volume della musica per capire meglio.
«Qualcuno… ha messo della colla, probabilmente Attak. Abbiamo chiamato il fabbro. La vostra è a posto?»
«Pare di sì, stamattina siamo entrati.» Il pensiero corre veloce. «Pensi che…» No, non è possibile! «Andiamo subito a vedere.»

Ci dirigiamo velocemente verso i garages. «Accidenti. Se la serratura è bloccata ci tocca chiamare il fabbro e trapanare. Ti rendi conto del danno?» Mio marito è furioso. «Quello è pazzo, te lo dico io. Ma ‘sta volta non la passa liscia.»
Lo afferro per un braccio: «Abbassa la voce che ti può sentire, siamo sotto la sua terrazza.» Cerco di calmarlo ma la prima ad essere agitata sono io. Nel pomeriggio devo vedere una cliente e la mia auto è chiusa lì dentro! Ma quando arriviamo possiamo tirare un sospiro di sollievo: la nostra serratura è a posto. Ma per quanto? Decidiamo di tirare fuori la macchina per prevenzione. Chiunque sia stato può tornare ed io non voglio correre rischi. Dopo qualche istante arrivano anche gli altri condomini sollevati del fatto che almeno noi siamo stati risparmiati. Si fa la conta dei danni e si discute sulle tempistiche. Tre garages sono stati danneggiati di notte e gli altri cinque prima della pausa pranzo. Non è possibile che sia stato "qualcuno proveniente da fuori", gli orari della pausa pranzo sono troppo diversi: c’è chi torna all’una, chi all’una e mezza, altri alle due. Chi sarebbe così pazzo da rischiare? Solo uno che conosce bene i nostri orari… E che non ha una cippalippa da fare tutto il giorno. Il cerchio è stretto su un solo sospetto, siamo tutti d’accordo. Ma il motivo? Nessuno riesce a capire il perché di tanta cattiveria gratuita. Intanto però si prendono accordi per fare denuncia ai carabinieri e la sera, dopo il lavoro, ci ritroveremo per parlarne.

Potete immaginare come abbiamo trascorso il pomeriggio? Un solo pensiero fisso nella mente: se è davvero stato lui, come facciamo a beccarlo? Ma soprattutto: quale sarà la sua prossima mossa? Vi risparmierò le nostre elucubrazioni mentali, del resto qualsiasi cosa vi passi per la mente noi l’abbiamo pensata prima!

La sera ci siamo ritrovati tutti nel nostro salotto, in riunione segreta come dei massoni e lì… lì è venuto fuori tutto quello che non sapevamo: dieci anni di convivenza insospettabili. Litigi, dispetti, discussioni animate su tutto. Minacce e persino mani addosso. E meno male che "lui" vive in un’altra scala! Non solo detesta i cani e non sopporta i bambini, ma è pure razzista! Incredibile. Dov’ero in tutti questi anni che non mi sono mai accorta di niente? Mi vive acccanto un pazzo ed io cado dalle nuvole. E lei? La moglie, l’insospettabile, è anche peggio. Che bel quadretto. Sembrano i coniugi "Olindo"…

Per farvela breve, adesso dei fatti si sta occupando la Procura della Repubblica. Nel racconto, per ovvi motivi, ho omesso dei particolari gravi che sono successi il giorno dopo anche perché la rete non si sa mai dove ti porta… ma credetemi, siamo tutti seriamente preoccupati di quello che potrebbe accadere se non lo fermiamo in tempo.

Pubblicato da Bellissimagin | Commenti (3)

Tags: nel quotidiano

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fonte: gincastelli.splinder.com