Di Pietro non è un avversario politico, è un vero e proprio nemico. Non tanto di Berlusconi, quanto della democrazia. I suoi atteggiamenti sono da raìs che prova a qualificarsi come salvatore della Patria di fronte ai suoi fedelissimi. Ed è lui stesso che lo dice, attribuendosi il ruolo di unico vero oppositore rimasto contro lo strapotere del cosiddetto «regime». La verità è che le caratteristiche che l’ex pm pretende di individuare in Berlusconi sono proprio le sue. Egli crede che il suo pensiero e le sue opinioni siano la verità assoluta; espone la sua retorica con l’albagìa di chi crede di possedere la verità totale; sputa le sue sentenze con la sicumera di chi è convinto che le sue parole siano vangelo. E così facendo riesce a raggranellare non pochi voti, pescando nel serbatoio dell’odio e del pregiudizio ideologico. Egli cerca in questo modo di fare il vuoto intorno a sé.

Non dobbiamo infine dimenticare che Di Pietro è un esperto di rivoluzioni. L’operazione «Mani Pulite» fu una rivoluzione politica, incorniciata dal livore populista, vanificata proprio dalla discesa in campo di Silvio Berlusconi, che salvò l’Italia da una triste deriva autoritaria. Di Pietro, esattamente come i compagni sconfitti, non ha accettato questo epilogo alla sua rivoluzione e per questo continua la sua battaglia dagli scranni della politica. Fin dal 1994 egli aspetta una «soluzione finale» che spazzi via l’odiato Berlusconi e consacri lui come il liberatore di turno agli occhi degli italiani. Certo, il suo partito resta pur sempre una forza di minoranza, ma sarebbe miope ignorare le sue percentuali: esse testimoniano infatti che ci sono italiani disposti a correre dietro all’ex pm. Di Pietro sparge in Italia un veleno di discordia che può avvelenare la vita democratica più di quanto lo sia stata fino ad ora dall’incapacità politica degli ex compagni, dalla strategia disinformativa e diffamatoria dei giornali collegati alla sinistra e dal furore ideologico dei comunisti residuali. Ogni voto guadagnato dall’Idv è un voto sottratto alla civiltà politica. (ragionpolitica)

 

fonte: bottomline.ilcannocchiale.it