E il Pdl lancia l’ecodistretto

Una cittadella della spazzatura. Un ecodistretto industriale dove impiantare una vera e propria filiera dei rifiuti. E’ la proposta partorita dal Pdl di Cosenza per dare un contributo con l’infinita emergenza che in questi giorni è riesplosa con l’occupazione del Comune da parte degli operai di Vallecrati spa, senza stipendio da mesi e senza certezze per il futuro. E se l’amministrazione di Palazzo dei Bruzi avanza il sospetto che la protesta dei lavoratori venga strumentalizzata per obiettivi elettorali. Il Pdl stavolta risponde con la politica, convocando una conferenza stampa (ieri mattina nella sede della federazione di Cosenza) e illustrando la sua «idea». Dice il coordinatore provinciale Sergio Bartoletti: «Oggi i partiti si sono ridotti a cartelli elettorali dove ci si organizza per fare vincere il candidato e finisce lì. Noi vogliamo invertire questa tendenza: parlando di contenuti, evitando di indulgere nella polemica e nella demagogia». Il compito di dare sostanza a questo nobile intendimento è affidato al vicecoordinatore provinciale Luciano Marranghello. E’ lui ad aver elaborato la proposta ed è lui a presentarla ai giornalisti. La premessa «Cosenza oggi è uno schifo». Parla chiaro l’uomo di San Lorenzo del Vallo. Uno che ha avuto il coraggio – in tempi non sospetti – di offrire la disponibilità del suo comune a ospitare un termovalorizzatore. La premessa: come ha avuto modo di accertare la commissione parlamentare sulle ecomafie durante la recente visita in città, la provincia di Cosenza non ha impianti, le discariche a gennaio saranno esaurite, non si sa come smaltire la spazzatura (circa 335mila tonnellate all’anno).La proposta: individuare attraverso il piano provinciale dei rifiuti un sito dove impiantare un vero e proprio «ecodistretto»: raccolta, selezione, riciclaggio, trattamento. «Tutto in un unico luogo, con benefici evidenti per la comunità come per l’economia». Il piano del Pdl si fonda su tre pilastri:«La riduzione dei rifiuti alla fonte; lo sviluppo di una raccolta differenziata degna di questo nome che possa portare al riciclaggio di una parte significativa dei rifiuti; recuperare energia trattando i rifiuti non riciclabili attraverso impianti tecnologicamente avanzati». Praticamente : un termovalorizzatore. «Quando offri la disponibilità del mio Comune per la realizzazione dell’impianto – racconta Marranghello – Loiero mi telefonò dicendo che era favorevole. Lo stesso fece il presidente della Provincia Oliverio.Atti amministrativi, però,non ne ho visto».«Il punto è questo –aggiunge Bartoletti – il Pdl è pronto a votare un piano provinciale dei rifiuti che tenga conto di questa proposta ma la filiera istituzionale è in mano alla sinistra, sono loro che devono dimostrare una volontà concreta».«Se c’è questa volontà – precisa Marranghello – i tempi non sarebbero nemmeno tanto lunghi». Volontà, atti amministrativi, predica l’uomo di San Lorenzo,che con fair play riconosce all’assessore regionale Greco di aver fatto la bontà della sua politica volta a incentivare i comuni che fanno la differenziata. «Sta facendo un buon lavoro, perché negarlo», dice Marranghello. Ora, però, tocca ai comuni. Lapidario il giudizio su Perugini: «Sindaco della città, presidente del consorzio Vallecrati, se la situazione è questa la colpa non è certamente nostra. Coerenza vorrebbe che si dimettesse insieme a tutta la sua amministrazione».Adriano Serafini ribadisce il concetto:«Non stiamo dicendo che è tutta colpa del sindaco, Cosenza sconta ritardi anni: e al governo c’è stato sempre il centrosinistra». Quanto all’occupazione del Comune, il giudizio del Pdl è sostanzialmente assolutorio nei confronti dei lavoratori. «Non possiamo che condannare gli atti di vandalismo, ma non è colpa loro se Vallecrati è fallita».

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fonte: blog.libero.it/Coordinamentopdl