Gasparri:”Cosenza è stufa della sinistra”
Nel comizio di chiusura di questa tornata elettorale, il Popolo della Libertà sceglie piazza Kennedy, luogo che l’immaginario collettivo ricorda come la piazza storica della destra negli anni ’70. Da qui lo schieramento berlusconiano ha lanciato davanti a qualche migliaio di persone,il suo ultimo appello per convincere i cosentini che“un’altra stagione è possibile”.La posta in gioco è alta e la partita Maurizio Gasparri,capogruppo dei senatori Pdl e Giuseppe Scopelliti, in corsa per la conquista di palazzo Alemanni, vogliono vincerla nel territorio da anni roccaforte del centrosinistra. Ieri,alla presenza di molti candidati e dei vertici regionali, tra cui Tonino Gentile e Giovanni Dima, lo hanno ribadito a più riprese. Ed è in questa provincia che il giovane sindaco di Reggio punta a raccogliere quei consensi necessari per ottenere la corona di governatore. Non a caso ha passato “più tempo in provincia di Cosenza che nelle altre province”.Consapevole di un gap che da anni penalizza la destra, ma soprattutto della“cattiva gestione operata da Loiero e dal centrosinistra”,gestione della quale il centrodestra chiede oggi il conto.«Una sinistra parolaia di cui non se ne può più», aveva esordito il senatore Gentile,convinto anche lui che l’esito della sfida dipende dal risultato di Cosenza:«questa volta finirà l’idillio». Perché dall’altra parte «sono divisi e litigiosi» e «in questi cinque anni hanno portato la Calabria indietro di 30 anni». Un centrosinistra «che si è inventata la Nave dei veleni, ma il veleno lo conoscerà Loiero il29 sera», taglia corto Scopelliti,sicuro che la vicenda delle scorie sia stata «una trovata di Loiero e Greco per qualche consenso in più, mentre hanno rovinato la nostra immagine». A differenza loro, «noi vogliamo una Calabria migliore,che punti sulla qualità e sul merito, non sulle clientele e l’assistenzialismo». Anche il popolo del centrosinistra «si sente tradito e per questo a fine mese voterà per noi». Voti che accetta volentieri,salvo “quelli della ‘ndrangheta” e a tal proposito invita Loiero a rifiutare pubblicamente i voti dei due candidati presenti nelle sue liste e che Scopelliti ha “ripudiato”: (La Rupa jr e Signorelli). Il candidato alla presidenza torna sui programmi e annuncia grande attenzione per l’innovazione, la ricerca e come priorità lotta alla disoccupazione giovanile. Invoca manager competenti (“non gli amici degli amici”) e primari che entrino «non grazie alla tessera del Pd ma per concorso». Il sindaco di Reggio guarda poi al Mediterraneo come l’area dove la Calabria diventa «baricentrica» rispetto ai nuovi assetti geopolitici ed economici. Gasparri, dopo aver toccato temi di politica nazionale,ha invitato a «ribellarsi al vecchio metodo di fare politica antico e illegale. La sanità deve essere un luogo per curare non per allevare clientele».Attacca l’Unical e dice: «Vogliamo un’università libera dalle baronie», e su Scopelliti conclude: «E’ l’uomo della rinascita calabrese. Sono convinto che questa città e questa provincia ti faranno trionfare».Chiudendo il comizio, il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, ha detto che «non serve nemmeno più infierire contro Loiero:faccia i suoi discorsi intrisi di passato perchè il futuro della Calabria non gli appartiene».
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