Mar 18

Con l’accusa di rissa aggravata, i Carabinieri della Compagnia di Ortona hanno arrestato Vito Rossetti 44 anni di San Salvo, Giacondino De Rosa 41 anni di Casalbordino, e Ermand Conci un uomo di nazionalità albanese ma residente anch’esso a Casalbordino. I tre, secondo la ricostruzione degli uomini dell’arma, sarebbero responsabili di una rissa scaturita, forse per questioni di donne, in un Night Club di Fossacesia. I tre, nella mattinana di ieri sono stati processati per direttissima dal Tribunale di Lanciano. Vito Rossetti è stato condannato a sei mesi, De Rosa a quattro e Conci a due mesi e venti giorni. Al termine dell’udienza, Rossetti e Conci hanno ottenuto la sospensione della pena.

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Mar 18

Sulla base del protocollo d’intesa tra ANCI e Consulta nazionale dei CAF, il Comune di San Salvo ha approvato una convenzione con la CNA, la CIA e la CISL, aventi sede operativa a San Salvo, per la gestione delle pratiche relative al “Bonus Energia” e Bonus gas che sarà effettuata dai CAF senza oneri per il Comune.
I “bonus” sono strumenti di sostegno alle famiglie che si trovano in condizione di disagio economico, garantendo loro un risparmio sulla spesa annua per l’energia elettrica ed il gas.
Sono previsti sconti anche per i casi di disagio fisico, cioè per i casi di grave malattia che imponga l’uso di apparecchiature elettromedicali indispensabili per il mantenimento in vita.
Potranno accedere al bonus sociale tutti i nuclei familiari che dispongono di un ISEE il cui valore sia inferiore o uguale a 7500 euro oppure di 20.000 euro, ma con più di tre figli a carico.
Il bonus elettrico è valido per la sola abitazione di residenza e per una fornitura dalla potenza non superiore a 3 KW.
Il valore del bonus sarà inoltre differenziato a seconda della numerosità del nucleo familiare (56 euro/anno per un nucleo familiare di 1-2 persone, 72 euro/anno per 3-4 persone, 124 euro/anno per un numero di persone superiore a 4).
Le richieste presentate entro il 30 aprile potranno accedere anche agli arretrati relativi ai mesi di gennaio, febbraio e marzo.
“Con puntualità continuiamo a recepire le norme a favore delle fasce sociali più svantaggiate che in questo caso vanno a garantire un risparmio del 20% circa sulle bollette dell’energia elettrica e del gas per i clienti domestici che rientrano nei requisiti – ha dichiarato il sindaco Gabriele Marchese – La convenzione stipulata con CNA, CIA e CISL impegna i CAF ad assistere nella corretta compilazione dell’apposita modulistica i cittadini che ne fanno richiesta e a trasmettere la pratica alla piattaforma SGATE”.

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Mar 18

È stato approvato il progetto “Più Tempo Insieme” proposto dal Comune di San Salvo, ente Capofila dell’Ambito territoriale n. 26 “Costa Sud”.
Il progetto è stato finanziato all’interno del “Piano Regionale di Interventi in favore della famiglia” con 13.458 euro su una spesa complessiva di 25.000 euro e sarà realizzato in forma associata con i Comuni dell’Ambito Territoriale.
“L’intervento va a consolidare il servizio offerto dal nido pubblico Baby Atlantide che accoglie i minori tra i 15 mesi ed i 3 anni e offre un servizio educativo di qualità finalizzato a favorire la socializzazione, il benessere psicofisico nonché lo sviluppo delle potenzialità cognitive del minore” – ha spiegato l’assessore alle politiche sociali Angela Di Silvio.
I laboratori e le attività tengono conto delle specificità sia in termini percettivi che di bisogni emotivi e vengono ideati in base agli stimoli necessari ad ogni singolo bambino per sviluppare al meglio il proprio specifico potenziale psicofisico.
Il Nido, inoltre, offre un ambiente multietnico capace di favorire la massima integrazione dei minori stranieri attraverso esperienze educative adeguatamente organizzate.
“Rafforziamo in questo modo quel servizio di sostegno alle famiglie nella cura dei figli che facilita l’accesso delle donne nel mondo del lavoro rendendo possibile, per entrambi i genitori, conciliare le scelte professionali con quelle familiari nella convinzione che le pari opportunità passano necessariamente per le adeguate condizioni di assistenza nei bisogni fondamentali all’infanzia, che dobbiamo essere in grado di garantire” – ha dichiarato il sindaco Gabriele Marchese.

fonte: sansalvoedintorni.blogspot.com » Vai al post originale

Mar 16


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Ciaspolata al monte Bar, 14.03.2010
in una mappa di dimensioni maggiori

Percorso effettuato: Corticiasca (Q1008) - Pian Sotto (Q1200) - Alpe Musgattina (Q1350) - Capanna monte Bar (Q1610) - Monte Bar (Q1816) e ritorno per la stessa
via.

Difficoltà: sentiero T1 e WT2. 

Dislivello: 810 metri.

Lunghezza del percorso: 8 chilometri.

Sforzo equivalente: 16 chilometri.

Durata (incluse le pause): 5.75 ore.

Riferimenti capanna monte Bar, “Il Baro nella nebbia, 31.01.2009″.

Questa volta sono arrivato in cima per secondo. Di due. Ma andiamo con ordine.

La meteo per il fine settimana è splendida, temperature ormai primaverili. Decidiamo che è opportuno utilizzare le ciaspole ancora una volta, prima di appenderle al chiodo fino al prossimo
inverno. Ci sono alcune varianti che possiamo prendere in considerazione: monte Bar, già tentata l’anno scorso e fallita a causa della nebbia, oppure la capanna Bovarina, o ancora salire a
Cardada e provare i nuovi sentieri per le racchette da neve che portano a Cimetta, oltrettutto con vista splendida sul lago Maggiore. Beh, mi era rimasta sul gozzo non aver potuto arrivare in
cima al Bar, così si decide per questo percorso.

Il monte Bar è la montagna più sicura che io conosca per quanto riguarda le ciaspole. Praticamente in nessun punto la pendenza è maggiore di 30° per cui il rischio slavina è zero, è talmente
frequentata che è impossibile perdersi, calva com il Golgota, si vede sempre bene dove ci si trova. Dalla cima, si gode di un bellissimo panorama. E dulcis in fundus, la capanna è sempre aperta,
per cui un buon piatto di minestra non manca mai.

09:30 Sistemata l’auto appena fuori Corticiasca, ci siamo preparati per partire. Di neve, qui, niente, per cui ci carichiamo le ciaspole sul sacco, e sembriamo due muli degli Alpini che devono
salire al Grappa o al Tomba. La giornata è bellissima, cielo terso, appena un filo d’aria che tiene lontane le nuvole. Temperatura ancora frescotta, ma per la giornata hanno previsto 15° in
pianura. Troviamo subito il cartello giallo che ci porta ad attraversare il paese.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1566
Sulla nostra destra (salendo), in cima alla val Colla, vediamo il passo del San Lucio con le due capanne e la chiesa (di cui si nota solo la cima del campanile).

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1567
E come sempre, verso Sud, la foschia dell’inquinamento che ci giunge dalla valle Padana.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1572
Appena passato il paese imbocchiamo il sentiero di salita. Regalo gradito, ai bordi i primi crocus selvatici già fioriti. La primavera è proprio arrivata.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1575
09:50 Il sentiero sale nel bosco, neve praticamente non ne abbiamo ancora vista. Penso che siamo un po’ comici, con questi trespoli attaccati al sacco. Arriviamo ad un piccolo insediamento posto
su di una bella terrazza soleggiata, lo aggiriamo e ci rituffiamo nel bosco.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1584
10:05 Abbiamo raggiunto altri tre gitanti, ed inizia ad apparire la neve sul sentiero, non abbastanza da giustificare il calzaggio delle ciaspole, ma sufficiente per darci qualche problema di
tenuta.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1590
10:15 Arriviamo a Pian Sotto, il bosco termina. Di fronte a noi, imponenti, i Denti della Vecchia.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1603
E là sopra, la fattoria dell’alpe Musgattina.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1606
Superiamo e veniamo superati da diversi compagni di tragitto. Questa non è una escursione da meditazione: il percorso è talmente frequentato, spesso e volentieri, che si incontra gente quasi ad
ogni momento. Intanto la neve inizia a farsi più consistente: è quasi ora di mettere le ciaspole.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1610
10:30 In alto, riesco a vedere l’antenna posta sul monte Bar. A guardare da qui non sembra manchi molto, ma non bisogna farsi fregare.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1614
Man mano che ci innalziamo, oltre la catena Tamaro - Lema iniziano ad apparire i giganti vallesani, primo tra tutti il Monte Rosa. E fra poco ne vedremo molti altri.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1618
10:40 Alpe Musgattina: siamo alla fattoria, dove vengono allevate le mucche scozzesi. Breve sosta per fare il pieno di carburante, e infilare le ciaspole, dato che da qui in avanti la pendenza si
fa più impegnativa, e la neve ricopre tutto il pendio.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1619
11:10 Ci siamo tirati bene in quota, superando la parte più pendente. Rita chiaramente mi surclassa, come fa ogni donna che si rispetta con gli uomini. Anche in questo tratto un gran via vai di
gente che sale, e gente che scende. Sull’altro lato, oltre il San Lucio, iniziano ad apparire le Grigne, tanto care ai lombardi.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1630
E su, e su, e su. Solo salita davanti a me. Poi Rita arriva al punto di cambio di pendenza: significa che siamo vicini alla capanna.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1626
11:30 Capanna, ci sono anch’io. Abbiamo deciso di lasciare qui gli zaini per salire l’ultimo tratto, sono solo 200 metri di dislivello. Davanti alla capanna una marea di gente, speriamo di
trovare posto per pranzare quando torniamo. Rita, che dovunque vada incontra sempre qualcuno che conosce e la conosce, questa volta incontra 4 o 5 persone con cui fermarsi a ciacolare. Benedete
ste femene…

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1645
Ben visibile, sopra di noi, il culmine del monte Bar.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1647
11:45 Infiliamo le giacche, in quota come sempre c’è vento, e si vedono mulinelli di neve soffiata percorrere spirali aeree poco invitanti. Partendo, un bel sorbo, forte contrasto di rosso in un
paesaggio per il resto bianco e azzurro.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1649
12:15 La salita procede bene, la visuale diventa sempre più impressionante. Poi entro nella zona dei mulinelli, e la neve mi punge la faccia come uno sciame d’api.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1675
Siamo a Q1800 circa, mica al circolare polare artico…

12:20 Eccoci in vetta, cioé, come avevo detto, secondo di due. Rita cerca di ripararsi dietro l’antenna, mentre mi attende.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1678
La vista è mozzafiato. I gianti vallesani si mostrano in tutta la loro possanza, dal Monte Rosa fino al Dôm, passando per l’Eiger, il Mönch, e tanti altri che non conosco ancora. Tra loro e me,
il “massiccio” del Tamaro, con l’alpe Foppa e la chiesa del Botta a destra, e la grande antenna di Manera.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1673
E poi, le Grigne, il Generoso, il Boglia, la Fojorina, il Pairolo ed il San Lucio, il Garzirola, e il mio caro Camoghé, visto da un angolo insolito.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1662
E ancora, Mornera, la capanna Mognone, la capanna Orino, la cimetta d’Orino, la cima dell’Uomo, la cima del Gaggio, e, nella foto, il Pizzo di Claro e il Piz de Molinera.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1683
Riesco a fotografare anche Claro, con il suo convento. Ma per quanto splendida la vista, il vento soffiando impetuoso, rende una semi-tortura restare qui. Ci siamo riempiti gli occhi ed il cuore,
abbastanza da sopravvivere tutta la settimana. Iniziamo la discesa.

12:30 Davanti a noi lo spettacolo dei Denti della Vecchia, il Boglia, ed il monte Generoso.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1699
E l’anfiteatro di Lugano, con la sua bella nebbiolina.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1703
12:35 Scendiamo veloci, quasi pattinando sulla neve. Siamo usciti dalla zona di vento, e si inizia nuovamente a sentire il tepore del sole. In brevissimo tempo siamo alla capanna.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1702
12:45 Arrivati. Se prima c’era gente, adesso c’è una folla, e, cosa che mi fa piacere, tante famiglie al gran completo (questo è il motivo per cui ho messo l’escursione nella categoria “ciaspole
per famiglie”). Temiamo un po’ per il posto a sedere, ma proprio mentre arriviamo, diversi gruppi si stanno preparando per scendere nuovamente. Un po’ di pazienza, e tutto si aggiusta. Intanto mi
fotografo il Generoso, che così gentilmente si mostra.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1717
13:50 Ce la siamo presi comoda… Un bel piatto di minestra di ceci, un poco di polenta e formaggio dell’alpe, poi quattro ciacole fuori, ripreparazione del sacco, carezze ai vari cani presenti,
e finalmente si riparte. Una fontana solitaria emerge dalla coltre di neve.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1721
14:10 Discesa schifosa. La temperatura ed il sole hanno reso molliccia la neve, e le racchette non tengono niente. Il piedi scivola in avanti, e fare telemarking con le ciaspole non è proprio
cosa agevole. Passetti corti, tenuti, ed i quadricipiti che si lamentano.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1729
14:15 Alpe Musgattina. Breve sosta, questa volta per togliere ed impacchettare le ciaspole. Poi terminiamo il thé delle thermos, e via di nuovo verso il basso.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1731
14:45 Siamo rientrati nel bosco, e ci siamo lasciati indietro la neve. E’ incredibile, in una giornata passare da un clima quasi primaverile, ad uno quasi invernale, e tutto con la sola forza
delle proprie gambe. Intanto un grande albero caduto richiede un aggiramento.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1739
Discesa senza storia, come sempre… Le cime scompaiono, nascoste dalle vette più vicine. Ma per un momento, siamo stati al loro cospetto, anche se distavano una quarantina di chilometri.
Scendendo l’aria si fa sempre più calda, e adagio adagio iniziamo la procedura di strip-tease, per non morire nel nostro sudore.

15:00 I crocus mi hanno atteso, e si sono aperti ancor di più.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1750
15:10 A valle. Riattraversiamo Corticiasca in direzione del parcheggio.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1754
Là in alto, due rapaci volteggiano con le ali spiegate. Non credo siano corvidi, sembrerebbero più falchi, ma non riesco a riconoscerli, non sono così bravo.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1757
Quello che resta, però, è questo splendido cielo azzurro che ci ha accompagnati durante tutta l’escursione.

Clicka qui se vuoi vedere tutte le foto (non che ci sia qualcosa di speciale).

fonte: www.montagnaticino.com » Vai al post originale

Mar 16


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Ciaspolata al monte Bar, 14.03.2010
in una mappa di dimensioni maggiori

Percorso effettuato: Corticiasca (Q1008) - Pian Sotto (Q1200) - Alpe Musgattina (Q1350) - Capanna monte Bar (Q1610) - Monte Bar (Q1816) e ritorno per la stessa
via.

Difficoltà: sentiero T1 e WT2. 

Dislivello: 810 metri.

Lunghezza del percorso: 8 chilometri.

Sforzo equivalente: 16 chilometri.

Durata (incluse le pause): 5.75 ore.

Riferimenti capanna monte Bar, “Il Baro nella nebbia, 31.01.2009″.

Questa volta sono arrivato in cima per secondo. Di due. Ma andiamo con ordine.

La meteo per il fine settimana è splendida, temperature ormai primaverili. Decidiamo che è opportuno utilizzare le ciaspole ancora una volta, prima di appenderle al chiodo fino al prossimo
inverno. Ci sono alcune varianti che possiamo prendere in considerazione: monte Bar, già tentata l’anno scorso e fallita a causa della nebbia, oppure la capanna Bovarina, o ancora salire a
Cardada e provare i nuovi sentieri per le racchette da neve che portano a Cimetta, oltrettutto con vista splendida sul lago Maggiore. Beh, mi era rimasta sul gozzo non aver potuto arrivare in
cima al Bar, così si decide per questo percorso.

Il monte Bar è la montagna più sicura che io conosca per quanto riguarda le ciaspole. Praticamente in nessun punto la pendenza è maggiore di 30° per cui il rischio slavina è zero, è talmente
frequentata che è impossibile perdersi, calva com il Golgota, si vede sempre bene dove ci si trova. Dalla cima, si gode di un bellissimo panorama. E dulcis in fundus, la capanna è sempre aperta,
per cui un buon piatto di minestra non manca mai.

09:30 Sistemata l’auto appena fuori Corticiasca, ci siamo preparati per partire. Di neve, qui, niente, per cui ci carichiamo le ciaspole sul sacco, e sembriamo due muli degli Alpini che devono
salire al Grappa o al Tomba. La giornata è bellissima, cielo terso, appena un filo d’aria che tiene lontane le nuvole. Temperatura ancora frescotta, ma per la giornata hanno previsto 15° in
pianura. Troviamo subito il cartello giallo che ci porta ad attraversare il paese.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1566
Sulla nostra destra (salendo), in cima alla val Colla, vediamo il passo del San Lucio con le due capanne e la chiesa (di cui si nota solo la cima del campanile).

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1567
E come sempre, verso Sud, la foschia dell’inquinamento che ci giunge dalla valle Padana.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1572
Appena passato il paese imbocchiamo il sentiero di salita. Regalo gradito, ai bordi i primi crocus selvatici già fioriti. La primavera è proprio arrivata.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1575
09:50 Il sentiero sale nel bosco, neve praticamente non ne abbiamo ancora vista. Penso che siamo un po’ comici, con questi trespoli attaccati al sacco. Arriviamo ad un piccolo insediamento posto
su di una bella terrazza soleggiata, lo aggiriamo e ci rituffiamo nel bosco.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1584
10:05 Abbiamo raggiunto altri tre gitanti, ed inizia ad apparire la neve sul sentiero, non abbastanza da giustificare il calzaggio delle ciaspole, ma sufficiente per darci qualche problema di
tenuta.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1590
10:15 Arriviamo a Pian Sotto, il bosco termina. Di fronte a noi, imponenti, i Denti della Vecchia.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1603
E là sopra, la fattoria dell’alpe Musgattina.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1606
Superiamo e veniamo superati da diversi compagni di tragitto. Questa non è una escursione da meditazione: il percorso è talmente frequentato, spesso e volentieri, che si incontra gente quasi ad
ogni momento. Intanto la neve inizia a farsi più consistente: è quasi ora di mettere le ciaspole.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1610
10:30 In alto, riesco a vedere l’antenna posta sul monte Bar. A guardare da qui non sembra manchi molto, ma non bisogna farsi fregare.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1614
Man mano che ci innalziamo, oltre la catena Tamaro - Lema iniziano ad apparire i giganti vallesani, primo tra tutti il Monte Rosa. E fra poco ne vedremo molti altri.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1618
10:40 Alpe Musgattina: siamo alla fattoria, dove vengono allevate le mucche scozzesi. Breve sosta per fare il pieno di carburante, e infilare le ciaspole, dato che da qui in avanti la pendenza si
fa più impegnativa, e la neve ricopre tutto il pendio.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1619
11:10 Ci siamo tirati bene in quota, superando la parte più pendente. Rita chiaramente mi surclassa, come fa ogni donna che si rispetta con gli uomini. Anche in questo tratto un gran via vai di
gente che sale, e gente che scende. Sull’altro lato, oltre il San Lucio, iniziano ad apparire le Grigne, tanto care ai lombardi.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1630
E su, e su, e su. Solo salita davanti a me. Poi Rita arriva al punto di cambio di pendenza: significa che siamo vicini alla capanna.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1626
11:30 Capanna, ci sono anch’io. Abbiamo deciso di lasciare qui gli zaini per salire l’ultimo tratto, sono solo 200 metri di dislivello. Davanti alla capanna una marea di gente, speriamo di
trovare posto per pranzare quando torniamo. Rita, che dovunque vada incontra sempre qualcuno che conosce e la conosce, questa volta incontra 4 o 5 persone con cui fermarsi a ciacolare. Benedete
ste femene…

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1645
Ben visibile, sopra di noi, il culmine del monte Bar.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1647
11:45 Infiliamo le giacche, in quota come sempre c’è vento, e si vedono mulinelli di neve soffiata percorrere spirali aeree poco invitanti. Partendo, un bel sorbo, forte contrasto di rosso in un
paesaggio per il resto bianco e azzurro.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1649
12:15 La salita procede bene, la visuale diventa sempre più impressionante. Poi entro nella zona dei mulinelli, e la neve mi punge la faccia come uno sciame d’api.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1675
Siamo a Q1800 circa, mica al circolare polare artico…

12:20 Eccoci in vetta, cioé, come avevo detto, secondo di due. Rita cerca di ripararsi dietro l’antenna, mentre mi attende.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1678
La vista è mozzafiato. I gianti vallesani si mostrano in tutta la loro possanza, dal Monte Rosa fino al Dôm, passando per l’Eiger, il Mönch, e tanti altri che non conosco ancora. Tra loro e me,
il “massiccio” del Tamaro, con l’alpe Foppa e la chiesa del Botta a destra, e la grande antenna di Manera.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1673
E poi, le Grigne, il Generoso, il Boglia, la Fojorina, il Pairolo ed il San Lucio, il Garzirola, e il mio caro Camoghé, visto da un angolo insolito.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1662
E ancora, Mornera, la capanna Mognone, la capanna Orino, la cimetta d’Orino, la cima dell’Uomo, la cima del Gaggio, e, nella foto, il Pizzo di Claro e il Piz de Molinera.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1683
Riesco a fotografare anche Claro, con il suo convento. Ma per quanto splendida la vista, il vento soffiando impetuoso, rende una semi-tortura restare qui. Ci siamo riempiti gli occhi ed il cuore,
abbastanza da sopravvivere tutta la settimana. Iniziamo la discesa.

12:30 Davanti a noi lo spettacolo dei Denti della Vecchia, il Boglia, ed il monte Generoso.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1699
E l’anfiteatro di Lugano, con la sua bella nebbiolina.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1703
12:35 Scendiamo veloci, quasi pattinando sulla neve. Siamo usciti dalla zona di vento, e si inizia nuovamente a sentire il tepore del sole. In brevissimo tempo siamo alla capanna.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1702
12:45 Arrivati. Se prima c’era gente, adesso c’è una folla, e, cosa che mi fa piacere, tante famiglie al gran completo (questo è il motivo per cui ho messo l’escursione nella categoria “ciaspole
per famiglie”). Temiamo un po’ per il posto a sedere, ma proprio mentre arriviamo, diversi gruppi si stanno preparando per scendere nuovamente. Un po’ di pazienza, e tutto si aggiusta. Intanto mi
fotografo il Generoso, che così gentilmente si mostra.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1717
13:50 Ce la siamo presi comoda… Un bel piatto di minestra di ceci, un poco di polenta e formaggio dell’alpe, poi quattro ciacole fuori, ripreparazione del sacco, carezze ai vari cani presenti,
e finalmente si riparte. Una fontana solitaria emerge dalla coltre di neve.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1721
14:10 Discesa schifosa. La temperatura ed il sole hanno reso molliccia la neve, e le racchette non tengono niente. Il piedi scivola in avanti, e fare telemarking con le ciaspole non è proprio
cosa agevole. Passetti corti, tenuti, ed i quadricipiti che si lamentano.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1729
14:15 Alpe Musgattina. Breve sosta, questa volta per togliere ed impacchettare le ciaspole. Poi terminiamo il thé delle thermos, e via di nuovo verso il basso.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1731
14:45 Siamo rientrati nel bosco, e ci siamo lasciati indietro la neve. E’ incredibile, in una giornata passare da un clima quasi primaverile, ad uno quasi invernale, e tutto con la sola forza
delle proprie gambe. Intanto un grande albero caduto richiede un aggiramento.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1739
Discesa senza storia, come sempre… Le cime scompaiono, nascoste dalle vette più vicine. Ma per un momento, siamo stati al loro cospetto, anche se distavano una quarantina di chilometri.
Scendendo l’aria si fa sempre più calda, e adagio adagio iniziamo la procedura di strip-tease, per non morire nel nostro sudore.

15:00 I crocus mi hanno atteso, e si sono aperti ancor di più.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1750
15:10 A valle. Riattraversiamo Corticiasca in direzione del parcheggio.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1754
Là in alto, due rapaci volteggiano con le ali spiegate. Non credo siano corvidi, sembrerebbero più falchi, ma non riesco a riconoscerli, non sono così bravo.

2010.03.14-Ciaspolata-Monte-Bar 1757
Quello che resta, però, è questo splendido cielo azzurro che ci ha accompagnati durante tutta l’escursione.

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fonte: montagnaticino.over-blog.com » Vai al post originale

Mar 16

Dilagante vittoria della formazione under 18 dell’U.S. San Salvo. La squadra allenata da Nicola Marcello espugna il campo del fanalino di coda Internazionale Durini con il risultato di uno a cinque. La formazione biancazzurra è scesa in campo con Cericola fra i pali, Sappracone, Felice, Tumini e Lombardozzi in difesa; Di Laudo, Cilli, Di Santo e Civico a centrocampo e Bortone e Costantini a formare il tandem di attacco.
Per la squadra sansalvese, che occupa la zona medio-bassa della classifica, sono andati in rete Costantini autore di una doppietta, Bortone, Di Laudo e Felice.
Nel prossimo week-end i giovani ragazzi sansalvesi saranno impegnati contro il Torre Alex Cepagatti, in una gara che i biancazzurri tenteranno di vincere a tutti i costi.
Luca Di Sciascio

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Mar 16

L’ex assessore alla cultura del Comune di Vasto, nonchè esponente dell’IDV Francesco Paolo D’Adamo ha aderito alla lista civica Alleanza per Vasto di Nicola Del Prete e Davide D’Alessandro. In virtù di questa adesione, Davide D’Alessandro segretario della lista civica ha convocato una conferenza stampa per le 12.00 di mercoledi’ 17 marzo per presentare ufficialmente l’ingresso nella lista dell’ex assessore D’Adamo.Luca Di Sciascio

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Mar 16

È stato approvato il secondo lotto funzionale per la realizzazione del Teatro Comunale.
Lo ha annunciato il sindaco Gabriele Marchese.
Con l’approvazione del secondo lotto, che prevede la copertura e tutti gli infissi, si prosegue l’intervento del progetto principale con la sola sostituzione della soluzione strutturale relativa alla copertura.
Questa sarà realizzata in legno lamellare anziché in cemento armato per una migliore resa sia sul piano estetico che su quello dell’acustica, mantenendo inalterata la spesa prevista.
L’importo per il secondo lotto è di 540.000 euro e sarà ripartito tra 340.000 euro di entrate derivanti da alienazione di terreni ad uso civico e 200.000 euro mediante mutuo.
I lavori di costruzione dell’intera struttura, relativamente al primo lotto, proseguono secondo programma.
“Per giugno si prevede di terminare la realizzazione definitiva della sala di registrazione e prove che sarà possibile utilizzare prima ancora della completamento del teatro – ha spiegato il sindaco Gabriele Marchese - Riusciamo a completare così, la prima, importante fase delle operazioni di realizzazione di quella che rappresenta un’opera strategica per la città in termini di crescita culturale e sviluppo di un turismo di qualità.
In futuro si andrà avanti in base alle disponibilità economiche con il massimo impegno finalizzato alla ricerca delle risorse necessarie al completamento dell’intero intervento” - ha concluso il primo cittadino.

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Mar 16

“Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà
difficile che incontri qualcuno al quale tu possa andare bene come sei. Vivi
come credi. fai cosa ti dice il cuore…ciò che vuoi…La vita è un’opera di
teatro che non ha prove iniziali. Quindi canta, ridi, balla, ama…e vivi
intensamente ogni momento della tua vita… prima che cali il sipario e l’opera
finisca senza applausi”
(Charlie
Chaplin
) Zoppo,con il solo bastone a farmi compagnia,cammino per apatiche strade. Davanti a me il tramonto di un amore sincero e passionale,il
nostro amore. Esco dalla città per trovare conforto ma dopo pochi passi,sono
costretto a fermarmi e chinare la testa. Sei ancora con me. La tua presenza
aleggia al mio fianco. E tutto torna così chiaro. Ricordo un volto,e nel
riflesso del suo sguardo,verità di un tempo che scorre inesorabile. Ero
fanciullo,sono uomo,ero fiammella,sarò eruzione,ero capellone.. beh sarò anche
con pochi capelli comunque affascinante e sexy. Mi sembra quasi di sentire un
profumo,quel profumo agli estratti di vaniglia ed eucalipto,al retrogusto di fiori
di loto e zucchero filato,così poetico,così “abre magic” che portavi. E
più gli istanti passano più quell’ombra mi si avvicina fino a sfiorarmi. La tua
presenza è ormai qui,la sento..sento che mi coccola, che mi accarezza,che…mi
lecca e sbava anche un pochino. Un attimo..ma è un chiwawa! Nello spavento lo
colpisco duramente tanto che comincia a ringhiare. Fuggo via a gambe levate
facendo pressione sul mio bastone con il vento che soffia gelido verso di me per
ripicca,anche lui un po’ invidioso di quello che eravamo. Un po’ invidioso di
quando in aperta campagna lo sfidavamo a prenderci,lo ricordo come fosse ieri.
Tu raccoglievi un fiore e te lo mettevi tra i capelli,poi ti nascondevi e io
nella fretta di trovarti, pestavo parecchi escrementi e me li tenevo lì tutto
il giorno a fermentare,con le suole delle scarpe che avrebbero preferito essere
incarcerate a Guantanamo con dei sodomiti,piuttosto che subire una tortura
simile. E corro sembrando una via di mezzo tra Forest Gump e il Dottor House
con la bestia feroce che mi insegue abbaiando. ”Perchè fai così dolce
cucciolotto
?” gli chiedo con l’affanno,”dammi
il tempo di spiegare almeno,ti prego non mi azzannare…
 Ma un
flashback mi distrae e mi sembra di rivivere uno dei giorni più belli con te. Quale
luce,quale sole brilla così forte alle 3 di notte quando all’indomani dovrei
andare a scuola?Quale suono così incantevole mi fa cadere dal letto?Oh è
la tua voce angelo mio,e il telefono,la sua navicella. Uomini e donne è
finito sì tragicamente presto in giornata e non riesci a prender sonno neanche
dopo aver chiesto alla luna di cullarti. Lei acida ha chiuso un occhio
ignorandoti. Beaae lei che almeno un occhio riuscirà a chiuderlo!! E quindi
chiamavi me,allietandomi con le tue perplessità sui tronisti. Venuto il giorno,poi
ti incontravo con i tuoi occhialoni neri a coprire le borse e salutandomi
appena stizzita davanti al mio “Mi stavi aspettando?” rispondevi
soavemente ”come si aspetta un infarto. amore mio.” Torno alla realtà e
lascio i ricordi nel fango per alleggerirmi .Scende intanto sul viso uno schizzo di
gioia,che bagna anche i capelli già umidi per il sudore ”Perché
proprio su di me,non poteva andare a cagare altrove quel piccione maledetto?
!”E
quando le forze cominciano a venir meno,e il cuore si rifugia a Guantanamo con
le scarpe,mi fermo a riflettere su quanto sia stato grande il dolore di perdere
una persona come te. Di perdere il tuo affetto nel momento del bisogno. Di
perdere le tue parole,i tuoi gesti,il tuo profumo. E sorpreso capisco che la più
grande sofferenza la sto provando in questo momento,quando ormai mi ha
raggiunto e morso quel bastardo di un cane!

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Mar 14

Un’auto è stata bruciata nella serata di ieri in piazza De Gasperi a San Salvo. L’auto, una “Fiat Uno” di proprietà di T.D., 50enne di Acerra ma residente a San Salvo sostava nella piazza da alcuni mesi. Secondo i Carabinieri, che sono certi della natura dolosa, l’auto potrebbe essere stata bruciata per un semplice dispetto poichè dava fastidio. Sul posto a domare le fiamme sono intervenuti i Vigili Del Fuoco di Vasto che pare abbiano trovato tracce di benzina nei pressi dell’auto.
Luca Di Sciascio

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Mar 14

Finisce con una sconfitta per l’U.S. San Salvo, l’anticipo della 29° giornata del campionato di Promozione gr.B. Allo stadio “S.Marco” di Pescara i biancazzurri di mister Bellomo soccombono alla Flacco Porto per 3-2. La squadra pescarese, si è subito portata in vantaggio dopo un minuto grazie alle rete di Coppa. Al 49’ il San Salvo perviene al pareggio grazie alla rete del centravanti Mucci. L’esultanza dei biancazzurri dura solo 5 minuti, perché ancora Coppa sigla su calcio di rigore il momentaneo 2-1. A dieci minuti dal termine della gara, ancora uno scatenato Coppa batte l’estremo difensore sansalvese e sigla la sua tripletta personale odierna. La seconda rete per il San Salvo, viene realizzata allo scadere dal giovane Felice.
Questo risultato, a sole cinque gare dal termine del campionato, fa diventare ripido il cammino della squadra sansalvese verso i play-off poiché proprio la Flacco Porto Pescara si porta a più sei dai biancazzurri. Domani bisognerà sperare in un risultato negativo della Folgore Sambuceto impegnata a Perano per rimanere a ridosso della zona play-off e tentare il definitivo aggancio.
La squadra sansalvese, in settimana si è rinforzata ulteriormente grazie all’arrivo del centrocampista Francesco Lauri, classe 1984, svincolatosi a dicembre da una formazione del campionato campano di Promozione.
La compagine biancazzurra domenica sarà impegnata nuovamente in trasferta sul campo del fanalino di coda Silvi.
Luca Di Sciascio

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Mar 14

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO:
Antonio Turdò, consulente finanziario e presidente del comitato pro Trignina, comunica la sua candidatura alle prossime elezioni regionali del Lazio del 28 e 29 Marzo, in qualità di rappresentante delle comunità abruzzesi, nella Lista Civica per Bonino Presidente nella circoscrizione di Roma. Antonio Turdò, nato nel 1963, sposato e padre di tre figli, già consigliere comunale e provinciale, capogruppo ed assessore alla comunità montana dell’alto vastese, è impegnato in politica da 22 anni, periodo che gli ha permesso di acquisire esperienza nel campo amministrativo e che lo ha convinto ad accettare questa nuova ed emozionante sfida. Antonio Turdò, con la sua candidatura, vuole dare voce e spazio alle comunità abruzzesi e molisane che vivono e lavorano a Roma e in provincia, diventando, per le stesse, un serio punto di riferimento nelle istituzioni regionali Laziali. La detassazione dell’IRAP regionale, dell’addizionale IRPEF, l’eliminazione del bollo auto e la creazione del fondo BAI – Bonus Avviamento Impresa – sono alcuni punti del suo programma elettorale che la Senatrice Emma Bonino ha accolto con entusiasmo. Il comitato elettorale di Antonio Turdò ha sede a Roma in via Flaubert, 23 ed è raggiungibile al 333.1077384. Maggiori info sul sito www.antonioturdo.it

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Mar 12

Una pesante multa è stata inflitta dalla lega all’U.S. San Salvo. Nel comunicato n° 50 della F.I.G.C. Abruzzo, si evince che la società sansalvese è stata multata di euro 1200 in riferimento alla gara di domenica con la Virtus Cupello. Nel comunicato, si legge che “ i propri sostenitori lanciavano in campo in più occasioni numerosi petardi che scoppiavano anche nei pressi dell’A.A. provocandogli dolore alle orecchie;inoltre nel corso del secondo tempo altri sostenitori lanciavano sputi contro l’A.A., che veniva attinto in più parti del
corpo e componenti della panchina assumevano comportamento antisportivo con chiaro intento di provocare ritardi nelle riprese di gioco.” Una vera stangata per la società biancazzurra, in una gara che anche se caratterizzata da molto agonismo non ha avuto nessun atto di violenza. Anche la Virtus Cupello ha ricevuto un’ammenda, anche se solo di euro 200 per intemperanze dei propri tifosi nei confronti della terna arbitrale. Le decisioni prese dalla F.I.G.C. sembrano veramente sproporzionate visto che malgrado era una partita accesa per la rivalità tra i due paesi vicini geograficamente, sugli spalti non sono apparsi gesti violenti nei confronti di nessuno, anzi solo una grande festa per i numerosi sportivi di entrambi i paesi intervenuti alla gara.
La formazione biancazzurra, intanto sta preparando al meglio la trasferta in programma per sabato alle 15.00 contro la Flacco Porto Pescara. Gli uomini di mister Bellomo, rinvigoriti dalla vittoria sulla capolista Virtus Cupello, cercheranno un risultato utile anche a Pescara per entrate in zona play-off e completare l’operazione aggancio.

Luca Di Sciascio

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Mar 12

I Sindaci del comprensorio Trigno-Sinello si sono detti soddisfatti dei risultati comunicati durante la Conferenza presieduta dal Sindaco di San Salvo Gabriele Marchese che si è tenuta nei giorni scorsi alla presenza dei tecnici del Patto Territoriale.
Il Protocollo d’Intesa per la realizzazione coordinata di uno studio di fattibilità e la promozione del comprensorio turistico della “Costa dei Trabocchi” è stato approvato e nei prossimi giorni sarà sottoscritto con l’amministrazione provinciale di Chieti, Confindustria, Confesercenti, Confcommercio.
Sul regolamento per la gestione associata delle funzioni relative alle autorizzazioni paesaggistiche e l’istituzione della Commissione per il Paesaggio, i Sindaci hanno ritenuto di fare una più attenta riflessione per velocizzare ulteriormente il procedimento.
Si vorrebbe inserire nella Commissione, la Soprintendenza il cui parere è indispensabile per l’ottenimento delle autorizzazioni.
Relativamente al S.I.T. già 13 Comuni hanno realizzato il sistema; la conferenza ha deciso di accelerare le procedure per permettere l’inserimento anche di altri Comuni; la variante approvata va in questo senso.
È stato inoltre approvato sia il bilancio che il conto consuntivo dello Sportello Unico per le Attività Produttive con la condivisione da parte dell’Assemblea dei risultati ottenuti in questi anni: 2038 procedimenti attivati fino ad oggi, di cui 245 nel 2009 e ben oltre 60 che già si contano in questo inizio del 2010.
Il sindaco Marchese ha dichiarato: “Continuando a lavorare in questa direzione il territorio, unito nell’Associazione dei Comuni, crescerà sempre più in termini di turismo di qualità, sviluppo sostenibile, avanguardia sul fronte tecnologico e dunque dei servizi erogati e soprattutto riuscirà a collocarsi nel panorama nazionale con una identità unitaria, capace di attrarre attenzione ed interesse come già avvenuto nel caso del S.I.T. riconosciuto tra i migliori progetti italiani e lo Sportello Unico per le Attività Produttive che, anche in tempi di crisi economica, riesce a dare risultati importanti”.

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Mar 12

Ottimo successo per gli allievi della scuola di danze Trendy Dance di San Salvo, ai Campionati Regionali di Danze Artistiche. Sabato 6 e domenica 7 marzo presso il palacongressi di Montesilvano, affollato di spettatori, i ragazzi della Trendy Dance hanno conquistato il titolo di campioni regionali nelle discipline ShowDance under 21, Sincronizzato under 15 e over 16 e nel Coreografico under 15. Oltre questi primati, gli allievi sansalvesi sono arrivati secondi nel Sincronizzato under 21, under 11 e under 9 e nel Coreografico under 21 e under 11. Con queste vittorie, la scuola Trendy Dance è riuscita anche a migliorare i già esaltanti risultati ottenuti nel 2009. La maestra della scuola Trendy Dance, Lucia Rossi, ringrazia i genitori e le persone che sostengono la scuola di ballo in ogni momento e tutti gli atleti per il grande impegno dimostrato.
Luca Di Sciascio

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Mar 12

Sono sette i punti all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale convocato in prima convocazione lunedì prossimo 15 marzo, alle ore 8, e in seconda convocazione martedì 16 alle ore 9,30.
A darne notizia è il Presidente Giuseppe Forte.
Questi gli argomenti:
- Approvazione Regolamento sulla Consulta Giovanile
- Approvazione Regolamento Comunale per il servizio di noleggio con conducente di veicoli a trazione animale di genere equino;
- Approvazione regolamento sul funzionamento del Consiglio Comunale e delle commissioni consiliari
- Prosecuzione esame delle osservazioni alla variante delle N.T.A.
- Palazzi Scolastici: relazione del Direttore Generale. Provvedimenti;
- Dissesto idrogeologico del versante orientale di Vasto. Provvedimenti;
- Interrogazioni ed interpellanze.

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Mar 12

Anche la Protezione Civile Arcobaleno di San Salvo e le Giacche Verdi di Vasto sono intervenute per prestare soccorso e assistenza agli automobilisti rimasti bloccati sull’autostrada A24 a causa delle abbondanti nevicate. Le due associazioni che in queste settimane stanno operando presso l’Interporto di Avezzano per risistemare tutto il materiale utilizzato nel terremoto de L’Aquila, hanno iniziato l’intervento intorno alle 21.00 di martedi’ 9 marzo. Con le due associazioni del Vastese, hanno partecipato ai soccorsi anche il gruppo volontari di Magliano Dei Marsi, il gruppo comunale di Avezzano e la Croce Rossa Italiana. A gestire le operazioni di assistenza agli automobilisti è stato Mauro Ostitoni del Dipartimento Nazionale in collaborazione con i due funzionari regionali Francesco Prosperini e l’ing. Luigi D’Eugenio. Abbiamo assistito moltissimi automobilisti consegnando oltre 600 coperte e bevande calde, inoltre –afferma Nicola Di Sciascio, presidente della Protezione Civile Arcobaleno – grazie al lavoro in sinergia e al coordinamento tra i gruppi, le operazioni di assistenza sono state le più rapide ed efficaci possibili.
Alcuni degli automobilisti soccorsi sono stati ospitati presso l’Interporto di Avezzano dove hanno atteso le prime ore dell’alba per rimettersi in viaggio. L’importante lavoro svolto dai volontari si è concluso alle 5 del mattino, quando le condizioni metereologiche sono migliorate.
Luca Di Sciascio

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Mar 12

Si è conclusa la gara per l’affidamento in gestione del Centro Turistico Integrato “Soleado” sito alla marina di San Salvo al confine con la strada statale 16 e il piazzale del complesso Shangrillà.
L’azienda aggiudicataria, in base ai requisiti tecnico economici ovvero prevalentemente la qualità del progetto di gestione presentato e l’offerta relativa al canone annuo è la “Villa Raspa” s.r.l. di San Salvo.
Questa ha infatti inserito nel progetto numerosi elementi migliorativi e fortemente innovativi che permetteranno alla struttura di essere a breve tempo funzionale, accogliente ed accessibile a tutti e di elevare notevolmente, nel corso di qualche anno, il livello della struttura.
Il sindaco Gabriele Marchese si ritiene soddisfatto della grande partecipazione che c’è stata alla gara con ben 13 ditte e diversi progetti di alto livello presentati.
“Il Soleado sarà consegnato a breve all’azienda affidataria in modo che questa possa attrezzarsi nel migliore dei modi all’arrivo della stagione estiva sia per quanto riguarda il servizio di ricezione alberghiera che per le attività connesse al tempo libero – ha spiegato il sindaco – Ci auguriamo quindi che la società vincitrice riesca a valorizzare la struttura in tutto il suo potenziale e a farne un importante polo d’attrazione turistica”.
Si ricorda che la struttura ricettiva ha una capacità d’accoglienza di 95 posti letto distribuiti tra 10 bungalow, 14 camere doppie con servizi igienici, 2 suite composte da 5 posti letto + servizi igienici, 2 camere doppie con predisposizione per disabili + servizi. È dotata anche di un laghetto per la pratica della pesca sportiva di mq. 3.560, di un’area spettacoli plurifunzionale di mq. 701.50, una vasca per giochi di mq. 734, un locale bar con annesso un ampio terrazzo, un locale ristorante, ampi parcheggi e un’area camper di circa mq 5400.
L’assessore alle attività produttive Gabriele Di Lallo, esprimendo soddisfazione per i risultati raggiunti, augura buon lavoro alla società affidataria.

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Mar 12

Ms. Triniti, all’anagrafe Triniti Bhaguandas e’ stata definita a pieno titolo la regina del Ragga Hop grazie alle sue doti canore che le permettono di spaziare tra ritmi hiphop, reggae e dancehall…

continua…

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Mar 10


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La spirale del Bigorio, 06.03.2010
in una mappa di dimensioni maggiori

Percorso effettuato: Camignolo (Q480) - Busio (Q818) - alpe Santa Maria (Q995) - Matro di Stinchè (Q1068) - Condra (Q920) - bivio per il convento Bigorio (Q730) -
monti di Brena (Q923) - Piazzeno (Q478) - Camignolo.

Difficoltà: sentiero T1 e T2, in parte su asfalto.

Dislivello: 1′000 metri.

Lunghezza del percorso: 13 chilometri.

Sforzo equivalente: 23 chilometri.

Durata (incluse le pause): 7 ore.

Riferimenti: il convento Santa Maria del Bigorio, il movimento scoutistico ticinese

Meteo per il fine settimana schifossisima, ma con uno spiraglio per sabato: molto nuvoloso, ma niente precipitazioni. Decidiamo di organizzare qualcosa velocemente. Sguardo al DVD della
confederazione con i percorsi, l’occhio mi cade sul tratto Gola di Lago - Bigorio, percorso il 31.10.2009 durante l’escursione da Camorino a Lugano, e mi accorgo che è possibile fare l’anello attorno al Monte
Bigorio.Controllo il percorso, fattibile, e non fuori di testa. Venerdi veloce giro di telefonate, e si organizza il tutto.

09:30 Camignolo, nella valle del Vedeggio. La prima volta nella mia vita, ed è poi ad un tiro di schioppo da casa mia… Danila, Rita, Pierfranco ed io siamo riusciti persino a bere il caffé, e
siamo pronti per la partenza. Il paesino è grazioso, abbarbicato alla montagna sovrastata da Gola di Lago, all’imbocco della valle che porta a Medeglia ed Isone. A dispetto della meteo ci
ritroviamo con un cielo azzurro splendido, che fa ben sperare per la giornata. Prendiamo il sentiero verso Gola di Lago, e subito il panorama si apre verso il Monte Ceneri.

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1325
La temperatura è frescolina, ma siamo ben equipaggiati. Il sentiero si inerpica subito deciso lungo il fianco della montagna, entrando in un bosco splendido di faggi, con rari innesti di betulle
e castagne.

09:40 Raggiungiamo un piccolo insediamento, con tanto di pony, caprette e cani. I pony si avvicinano tutti per farsi accarezzare, e immediatamente resto indietro. Poi, già che ci sono,
sostituisco il grandangolo con lo zoom, mi tolgo la giacca, bevo un po’ di acqua, e dato che un signore è uscito dal suo rustico, faccio quattro chiacchere. Partito da 10 minuti, sono già fermo
alla grande…

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1335
09:50 Mi sono rimesso in moto, ma dei miei compagni non c’è più traccia. Conoscendo come stambeccano, mi avranno dato almeno 100 metri di dislivello di distacco. Il bosco è piuttosto fitto, si
intravvede il fondo valle tra i tronchi, ma la visibilità è minima, fino ad un piccolo spiazzo dal quale posso rimirare l’alpe Foppa con la chiesa del Botta.

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1343
Accanto, sulla sinistra, si intravvede la grande antenna di Manera, il tutto facente parte del percorso dal Tamaro al Lema (fatto lo 06.09.2009).

10:05 Rita mi ha atteso, e ci siamo rimessi al passo assieme. Danila e Piefranco, scomparsi nel faggetto, ci hanno mandato una voce tanto per sapere se siamo ancora in zona, o abbiamo disertato.
Li tranquilliziamo, e procediamo tra giravolte in salita. A terra, i resti di un mega-fungo, che probabilmente è riuscito a non decomporsi durante l’inverno.

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1352
10:30 Arriviamo a Busio, piccolo insediamento posto su di una terrazza naturale, con tanto di mini via Crucis, e chiesetta. Danila e Pierfranco ci stanno attendendo con molta pazienza.

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1371
Ci mettiamo al sole per un piccolo spuntino, e ci godiamo la vista sulla cima di Medeglia, l’alpe Foppa, Manera, e la vallata di Medeglia.

10:45 Ripartenza. Ormai non mancherà molto all’alpe Santa Maria. Intanto però, sul sentiero, esposto prevalentemente a Nord, è comparsa la neve. Dura, con la crosta e portante, per cui camminare
non è troppo impegnativo.

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1372
Dopo alcune centinaia di metri il sentiero si congiunge con la forestale che sale all’alpe. La pendenza diminuisce ed il tracciato si fa più largo, ma aumenta anche la neve. E’ un continuo
zigzaggare a destra e sinistra per cercare i punti più sicuri. In basso ultimo scorcio su Camignolo, prima di scollinare.

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1375
11:45 Alpe Santa Maria. Ricordi di militare nel 1985, un freddo micidiale, senza equipaggiamento adatto, e Rita che mi porta a casa il sabato sera con le dita gelate, quasi mi fa andare in pronto
soccorso. Da quassu, lezione di geografia per tutti, con vista sul Camoghé da una prospettiva molto diversa dal solito…

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1392
…il Pizzo di Claro, con il Piz de Molinera ed il Piz Martun (ET Telefono Casa)…

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1395
..e poi Cardada, Cimetta, il pizzo Vogorno, il Sassariente, la cimetta d’Orino, la capanna Mognone, Mornera, la cima dell’Uomo, la cima del Gaggio, il monte Bar. E non appena scolliniamo, i Denti
della Vecchia. Durante il passaggio in ottobre, non vedevo niente a causa della nebbia (ma è stata bella per altri motivi).

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1389
11:55 Ci rimettiamo in moto, passando il punto dove avevo pranzato: questa volta il cagnolino non c’è. Come al solito, quando si passa una cresta di qualche tipo, troviamo un venticello gelido
che ci induce a rimandare il pranzo. Propongo di arrivare fino a Condra, e l’idea viene accettata all’unanimità. Il paesaggio è delizioso: neve, azzurro, silenzio (non abbiamo incontrato ancora
nessuno), la temperatura che con il sole ha iniziato ad essere quasi gradevole.

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1411
Salendo il bosco ha cambiato i connotati, ed i faggi hanno lasciato il posto alle betulle. Prendiamo la forestale che porta verso il Matro di Stinché. La salita qui è più impegnativa: il centro
della strada è stato spianato diverse volte da una o più motoslitte, e la neve è completamente gelata. Camminiamo prevalentemente “fuori sentiero”, dove la crosta tiene piuttosto bene, evitandoci
di dover calzare le gamasce (o ghette da neve, come si dice in Italia).

12:15 Siamo al Matro. Da qui, si potrebbe salire ancora un poco e ridiscendere direttamente ai monti di Brena, ma così facendo accorceremmo troppo il percorso. Di conseguenza prendiamo in
direzione di Condra. Alla nostra destra restano lo Stinché ed il monte Bigorio, attorno ai quali faremo il giro completo. Poco più avanti, lungo il sentiero, un cartello che non avevo notato
l’altra volta.

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1412
Questo tratto di “strada” fa parte del sentiero che congiunge il Mare del Nord con il Mediterraneo!!! Appena il cervello capisce il significato di quello che ho letto, manda l’informazione al
resto del corpo. I piedi immediatamente chiedono “Allora, quando è che si parte?”. Mamma mia, le pianure della Germania, la zona della Foresta Nera, poi giù da Basilea verso il Gottardo, la
Leventina, la Riviera, via di qui, giù probabilmente fino a Milano, e da li? Si può andare verso Venezia, oppure tagliare fuori ben prima, fare il Malcantone, poi verso Varese, la parte bassa del
Monferrato fino a Genova. Pensa pure che io sia pazzo (probabilmente è vero), ma quasi quasi…

12:30 Continuiamo decisi, tra tratti innevati e tratti liberi. Non mi ero atteso ancora così tanta neve. E’ pur vero che le masse d’aria polare confluite sulla zona negli ultimi periodi hanno
tenuto bassa la temperatura, ma qui l’esposizione al sole è ottima! Poi, finalmente, un timido segno di primavera. Ho sentito continuamente fruscii, ma non ero ancora riuscito a beccarne una.

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1421
Ho dovuto attendere qualche minuto, prima che se la sentisse di uscire nuovamente.

12:50 Il sentiero orami inizia la piccola discesa che porta a Condra, e sulla nostra destra, sotto il monte Bigorio, diverse terrazze naturali ospitano casolari ed ex-fattorie.

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1439
13:00 Condra. Porto i miei compagni sulla collinetta che avevo scoperto durante l’altra escursione, e dalla quale l’avevo potuta rimirare dall’alto. Ma questa volta non c’è nebbia, e lo sguardo
si apre d’incanto verso il lago di Lugano, il San Giorgio, il San Salvatore, il Generoso.. Bellissimo.

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1445
E sotto di noi, l’insediamento di Condra.

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1451
Troviamo un angolino riparato, e finalmente mettiamo in modo anche i denti. Il buco nello stomaco ormai si faceva sentire bene.

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1458
Non appena terminata la pappa, prendo la macchina fotografica e mi sposto su di una collinetta davanti a noi, per guardarmi in giro. La chiesetta di Condra…

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1466
Il golfo di Agno…

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1472
L’alpe Foppa e la chiesa del Botta.

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1477
E per finire, il passo del San Lucio, con il campanile della chiesetta (a destra), la capanna svizzera (in centro) e la capanna italiana a sinistra.

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1448
13:45 Pance satolle, si riparte, scendendo verso il parcheggio alla fine della strada che sale da Bigorio City, passando per il convento. Finalmente la neve è scomparsa, e si marcia bene, in
qualche tonnellata di foglia, che arriva fino a metà polpaccio.

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1480
14:10 Siamo al parcheggio. Da qui si può scendere direttamente al convento del Bigorio, lungo il sentiero, oppure prendere la strada asfaltata che porta fino alla deviazione per i monti di Brena,
percorso che seguiamo, ma non prima di aver immortalato alcune primule.

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1484
14:20 Abbiamo preso la forestale (non asfaltata, per fortuna) in direzione di Brena. Dato che in pianura non temo concorrenti, per una volta tanto posso fotografare i miei compagni da davanti,
invece che da dietro :-)

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1487
Ma la mia felicità è di breve durata: un cartello mi informa che sto per essere doppiato.

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1491
In effetti in pochissimo tempo mi strombazzano da dietro per avere via libera… Coda tra le gambe, e salgo anch’io, mentre Danila e Rita se la contano su tranquillamente distaccandomi ad ogni
passo.

15:00 Quasi arrivato ai monti di Brena, scorgo un bellissimo gioco di ghiaccio su di un ramo.

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1506
Appena passato l’insediamento, al culmine, incontriamo un laghetto, ed il cartello indicante il sentiero che arriva dal Matro di Stinché, e un po’ più in basso, a sinistra, il cartello che indica
il sentiero di discesa verso Mezzovico.

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1510
Iniziamo la discesa, che si mostra subito impegnativa. Il sentiero è abbastanza stretto, con neve scivolosa. Bisogna fare attenzione ad ogni passo, dato che la pendenza non scherza.

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1516
Si scende, e si scende. Alla nostra sinistra inizia a riapparire la valle del Vedeggio, con i suoi paesini, e il Monte Ceneri.

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1523
16:00 La neve è terminata, ma ha lasciato il posto alla foglia, quasi peggio. E’ alta, arriva ben sopra la caviglia, e non si vede dove si posa il piede. In alcuni punti nasconde terreno fangoso,
a causa dei rivoli d’acqua che scende, e c’è il rischio di scivolare. Finalmente siamo in basso, a Piazzeno. Il bosco è ancora addormentato, ma qua e là si intravvedono i primi sbadigli colorati,
segno del lento ridestarsi della flora.

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1535
Il sentiero adesso ha poca pendenza, e diventa nuovamente una strada forestale. In un attimo arriviamo al bivio per Mezzovico-Stazione e Camignolo. Qui, anche la capanna dell’AEC, Associazione
Esploratori Cattolici. Devi sapere che lo scoutismo è arrivato in Ticino nel 1919, prendendo il nome di AGET, Associazione Giovani Esploratori Ticinesi, sotto il cappello del movimento
scoutistico internazionale. Nel 1922, l’allora vescovo ticinese don Bacciarini, trovando riprovevole che i giovani ricevessero una formazione senza una base cristiana, fece fondare, unicum in
Svizzera e forse in tutto il mondo, un movimento analogo, ma di impronta cattolica, l’AEC appunto, non facente parte del cappello internazionale. Questa dicotomia è durata fino al 2007, quando i
due movimenti si sono fusi in uno solo.

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1544
Intanto davanti a noi è comparso Camignolo.

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1545
16:30 In un attimo entriamo nel paese, e lo percorriamo tutto fino al parcheggio delle nostre auto.

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1554
Veloce cambio di scarponi, deposito dei sacchi, poi via per il meritato caffé allo stesso bar di stamane.

Ed ecco l’andamento altimetrico dell’escursione.

Profilo
Clicka qui se vuoi vedere tutte le foto dell’escursione (non che ci sia qualcosa di
speciale).

fonte: www.montagnaticino.com » Vai al post originale

Mar 10


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La spirale del Bigorio, 06.03.2010
in una mappa di dimensioni maggiori

Percorso effettuato: Camignolo (Q480) - Busio (Q818) - alpe Santa Maria (Q995) - Matro di Stinchè (Q1068) - Condra (Q920) - bivio per il convento Bigorio (Q730) -
monti di Brena (Q923) - Piazzeno (Q478) - Camignolo.

Difficoltà: sentiero T1 e T2, in parte su asfalto.

Dislivello: 1′000 metri.

Lunghezza del percorso: 13 chilometri.

Sforzo equivalente: 23 chilometri.

Durata (incluse le pause): 7 ore.

Riferimenti: il convento Santa Maria del Bigorio, il movimento scoutistico ticinese

Meteo per il fine settimana schifossisima, ma con uno spiraglio per sabato: molto nuvoloso, ma niente precipitazioni. Decidiamo di organizzare qualcosa velocemente. Sguardo al DVD della
confederazione con i percorsi, l’occhio mi cade sul tratto Gola di Lago - Bigorio, percorso il 31.10.2009 durante l’escursione da Camorino a Lugano, e mi accorgo che è possibile fare l’anello attorno al Monte
Bigorio.Controllo il percorso, fattibile, e non fuori di testa. Venerdi veloce giro di telefonate, e si organizza il tutto.

09:30 Camignolo, nella valle del Vedeggio. La prima volta nella mia vita, ed è poi ad un tiro di schioppo da casa mia… Danila, Rita, Pierfranco ed io siamo riusciti persino a bere il caffé, e
siamo pronti per la partenza. Il paesino è grazioso, abbarbicato alla montagna sovrastata da Gola di Lago, all’imbocco della valle che porta a Medeglia ed Isone. A dispetto della meteo ci
ritroviamo con un cielo azzurro splendido, che fa ben sperare per la giornata. Prendiamo il sentiero verso Gola di Lago, e subito il panorama si apre verso il Monte Ceneri.

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1325
La temperatura è frescolina, ma siamo ben equipaggiati. Il sentiero si inerpica subito deciso lungo il fianco della montagna, entrando in un bosco splendido di faggi, con rari innesti di betulle
e castagne.

09:40 Raggiungiamo un piccolo insediamento, con tanto di pony, caprette e cani. I pony si avvicinano tutti per farsi accarezzare, e immediatamente resto indietro. Poi, già che ci sono,
sostituisco il grandangolo con lo zoom, mi tolgo la giacca, bevo un po’ di acqua, e dato che un signore è uscito dal suo rustico, faccio quattro chiacchere. Partito da 10 minuti, sono già fermo
alla grande…

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1335
09:50 Mi sono rimesso in moto, ma dei miei compagni non c’è più traccia. Conoscendo come stambeccano, mi avranno dato almeno 100 metri di dislivello di distacco. Il bosco è piuttosto fitto, si
intravvede il fondo valle tra i tronchi, ma la visibilità è minima, fino ad un piccolo spiazzo dal quale posso rimirare l’alpe Foppa con la chiesa del Botta.

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1343
Accanto, sulla sinistra, si intravvede la grande antenna di Manera, il tutto facente parte del percorso dal Tamaro al Lema (fatto lo 06.09.2009).

10:05 Rita mi ha atteso, e ci siamo rimessi al passo assieme. Danila e Piefranco, scomparsi nel faggetto, ci hanno mandato una voce tanto per sapere se siamo ancora in zona, o abbiamo disertato.
Li tranquilliziamo, e procediamo tra giravolte in salita. A terra, i resti di un mega-fungo, che probabilmente è riuscito a non decomporsi durante l’inverno.

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1352
10:30 Arriviamo a Busio, piccolo insediamento posto su di una terrazza naturale, con tanto di mini via Crucis, e chiesetta. Danila e Pierfranco ci stanno attendendo con molta pazienza.

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1371
Ci mettiamo al sole per un piccolo spuntino, e ci godiamo la vista sulla cima di Medeglia, l’alpe Foppa, Manera, e la vallata di Medeglia.

10:45 Ripartenza. Ormai non mancherà molto all’alpe Santa Maria. Intanto però, sul sentiero, esposto prevalentemente a Nord, è comparsa la neve. Dura, con la crosta e portante, per cui camminare
non è troppo impegnativo.

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1372
Dopo alcune centinaia di metri il sentiero si congiunge con la forestale che sale all’alpe. La pendenza diminuisce ed il tracciato si fa più largo, ma aumenta anche la neve. E’ un continuo
zigzaggare a destra e sinistra per cercare i punti più sicuri. In basso ultimo scorcio su Camignolo, prima di scollinare.

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1375
11:45 Alpe Santa Maria. Ricordi di militare nel 1985, un freddo micidiale, senza equipaggiamento adatto, e Rita che mi porta a casa il sabato sera con le dita gelate, quasi mi fa andare in pronto
soccorso. Da quassu, lezione di geografia per tutti, con vista sul Camoghé da una prospettiva molto diversa dal solito…

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1392
…il Pizzo di Claro, con il Piz de Molinera ed il Piz Martun (ET Telefono Casa)…

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1395
..e poi Cardada, Cimetta, il pizzo Vogorno, il Sassariente, la cimetta d’Orino, la capanna Mognone, Mornera, la cima dell’Uomo, la cima del Gaggio, il monte Bar. E non appena scolliniamo, i Denti
della Vecchia. Durante il passaggio in ottobre, non vedevo niente a causa della nebbia (ma è stata bella per altri motivi).

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1389
11:55 Ci rimettiamo in moto, passando il punto dove avevo pranzato: questa volta il cagnolino non c’è. Come al solito, quando si passa una cresta di qualche tipo, troviamo un venticello gelido
che ci induce a rimandare il pranzo. Propongo di arrivare fino a Condra, e l’idea viene accettata all’unanimità. Il paesaggio è delizioso: neve, azzurro, silenzio (non abbiamo incontrato ancora
nessuno), la temperatura che con il sole ha iniziato ad essere quasi gradevole.

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1411
Salendo il bosco ha cambiato i connotati, ed i faggi hanno lasciato il posto alle betulle. Prendiamo la forestale che porta verso il Matro di Stinché. La salita qui è più impegnativa: il centro
della strada è stato spianato diverse volte da una o più motoslitte, e la neve è completamente gelata. Camminiamo prevalentemente “fuori sentiero”, dove la crosta tiene piuttosto bene, evitandoci
di dover calzare le gamasce (o ghette da neve, come si dice in Italia).

12:15 Siamo al Matro. Da qui, si potrebbe salire ancora un poco e ridiscendere direttamente ai monti di Brena, ma così facendo accorceremmo troppo il percorso. Di conseguenza prendiamo in
direzione di Condra. Alla nostra destra restano lo Stinché ed il monte Bigorio, attorno ai quali faremo il giro completo. Poco più avanti, lungo il sentiero, un cartello che non avevo notato
l’altra volta.

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1412
Questo tratto di “strada” fa parte del sentiero che congiunge il Mare del Nord con il Mediterraneo!!! Appena il cervello capisce il significato di quello che ho letto, manda l’informazione al
resto del corpo. I piedi immediatamente chiedono “Allora, quando è che si parte?”. Mamma mia, le pianure della Germania, la zona della Foresta Nera, poi giù da Basilea verso il Gottardo, la
Leventina, la Riviera, via di qui, giù probabilmente fino a Milano, e da li? Si può andare verso Venezia, oppure tagliare fuori ben prima, fare il Malcantone, poi verso Varese, la parte bassa del
Monferrato fino a Genova. Pensa pure che io sia pazzo (probabilmente è vero), ma quasi quasi…

12:30 Continuiamo decisi, tra tratti innevati e tratti liberi. Non mi ero atteso ancora così tanta neve. E’ pur vero che le masse d’aria polare confluite sulla zona negli ultimi periodi hanno
tenuto bassa la temperatura, ma qui l’esposizione al sole è ottima! Poi, finalmente, un timido segno di primavera. Ho sentito continuamente fruscii, ma non ero ancora riuscito a beccarne una.

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1421
Ho dovuto attendere qualche minuto, prima che se la sentisse di uscire nuovamente.

12:50 Il sentiero orami inizia la piccola discesa che porta a Condra, e sulla nostra destra, sotto il monte Bigorio, diverse terrazze naturali ospitano casolari ed ex-fattorie.

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1439
13:00 Condra. Porto i miei compagni sulla collinetta che avevo scoperto durante l’altra escursione, e dalla quale l’avevo potuta rimirare dall’alto. Ma questa volta non c’è nebbia, e lo sguardo
si apre d’incanto verso il lago di Lugano, il San Giorgio, il San Salvatore, il Generoso.. Bellissimo.

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1445
E sotto di noi, l’insediamento di Condra.

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1451
Troviamo un angolino riparato, e finalmente mettiamo in modo anche i denti. Il buco nello stomaco ormai si faceva sentire bene.

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1458
Non appena terminata la pappa, prendo la macchina fotografica e mi sposto su di una collinetta davanti a noi, per guardarmi in giro. La chiesetta di Condra…

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1466
Il golfo di Agno…

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1472
L’alpe Foppa e la chiesa del Botta.

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1477
E per finire, il passo del San Lucio, con il campanile della chiesetta (a destra), la capanna svizzera (in centro) e la capanna italiana a sinistra.

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1448
13:45 Pance satolle, si riparte, scendendo verso il parcheggio alla fine della strada che sale da Bigorio City, passando per il convento. Finalmente la neve è scomparsa, e si marcia bene, in
qualche tonnellata di foglia, che arriva fino a metà polpaccio.

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1480
14:10 Siamo al parcheggio. Da qui si può scendere direttamente al convento del Bigorio, lungo il sentiero, oppure prendere la strada asfaltata che porta fino alla deviazione per i monti di Brena,
percorso che seguiamo, ma non prima di aver immortalato alcune primule.

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1484
14:20 Abbiamo preso la forestale (non asfaltata, per fortuna) in direzione di Brena. Dato che in pianura non temo concorrenti, per una volta tanto posso fotografare i miei compagni da davanti,
invece che da dietro :-)

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1487
Ma la mia felicità è di breve durata: un cartello mi informa che sto per essere doppiato.

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1491
In effetti in pochissimo tempo mi strombazzano da dietro per avere via libera… Coda tra le gambe, e salgo anch’io, mentre Danila e Rita se la contano su tranquillamente distaccandomi ad ogni
passo.

15:00 Quasi arrivato ai monti di Brena, scorgo un bellissimo gioco di ghiaccio su di un ramo.

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1506
Appena passato l’insediamento, al culmine, incontriamo un laghetto, ed il cartello indicante il sentiero che arriva dal Matro di Stinché, e un po’ più in basso, a sinistra, il cartello che indica
il sentiero di discesa verso Mezzovico.

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1510
Iniziamo la discesa, che si mostra subito impegnativa. Il sentiero è abbastanza stretto, con neve scivolosa. Bisogna fare attenzione ad ogni passo, dato che la pendenza non scherza.

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1516
Si scende, e si scende. Alla nostra sinistra inizia a riapparire la valle del Vedeggio, con i suoi paesini, e il Monte Ceneri.

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1523
16:00 La neve è terminata, ma ha lasciato il posto alla foglia, quasi peggio. E’ alta, arriva ben sopra la caviglia, e non si vede dove si posa il piede. In alcuni punti nasconde terreno fangoso,
a causa dei rivoli d’acqua che scende, e c’è il rischio di scivolare. Finalmente siamo in basso, a Piazzeno. Il bosco è ancora addormentato, ma qua e là si intravvedono i primi sbadigli colorati,
segno del lento ridestarsi della flora.

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1535
Il sentiero adesso ha poca pendenza, e diventa nuovamente una strada forestale. In un attimo arriviamo al bivio per Mezzovico-Stazione e Camignolo. Qui, anche la capanna dell’AEC, Associazione
Esploratori Cattolici. Devi sapere che lo scoutismo è arrivato in Ticino nel 1919, prendendo il nome di AGET, Associazione Giovani Esploratori Ticinesi, sotto il cappello del movimento
scoutistico internazionale. Nel 1922, l’allora vescovo ticinese don Bacciarini, trovando riprovevole che i giovani ricevessero una formazione senza una base cristiana, fece fondare, unicum in
Svizzera e forse in tutto il mondo, un movimento analogo, ma di impronta cattolica, l’AEC appunto, non facente parte del cappello internazionale. Questa dicotomia è durata fino al 2007, quando i
due movimenti si sono fusi in uno solo.

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1544
Intanto davanti a noi è comparso Camignolo.

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1545
16:30 In un attimo entriamo nel paese, e lo percorriamo tutto fino al parcheggio delle nostre auto.

2010.03.06-Giro-del-Bigorio 1554
Veloce cambio di scarponi, deposito dei sacchi, poi via per il meritato caffé allo stesso bar di stamane.

Ed ecco l’andamento altimetrico dell’escursione.

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Mar 10

E’ salito a due il numero delle vittime dell’incidente accaduto intorno alle 17.00 del 8 marzo, nei pressi del casello di Vasto Nord. A perdere la vita in seguito alle ferite riportate nell’incidente è stata Borislava Georgieva, 42 anni di nazionalità bulgara. Nell’incidente, forse causato dallo scoppio di un pneumatico, aveva perso la vita Maryian Yordanov, anch’esso bulgaro. Restano ricoverati pressi gli ospedali di Vasto e Lanciano le altre quattro persone rimaste ferite nell’incidente.
Luca Di Sciascio

fonte: sansalvoedintorni.blogspot.com » Vai al post originale

Mar 10

A partire dal pomeriggio di domani mercoledi’ 10 fino alla mattinata di giovedi’ 11 marzo, per consentire la riparazione di un guasto della conduttura principale dell’acquedotto nel territorio di Fara San Martino verrà sospesa l’erogazione dell’acqua potabile.
Il blocco delle forniture, si legge in una nota della Sasi, la società che gestisce il servizio di fornitura idrica nel territorio, riguarderà 39 centri: Lanciano, Vasto, Ortona, Altino, Archi, Atessa, Arielli, Canosa Sannita, Casalbordino, Casoli, Castel Frentano, Civitella Messer Raimondo, Crecchio, Cupello, Fara San Martino, Fossacesia, Frisa, Furci, Gissi, Giuliano Teatino, Monteodorisio, Mozzagrogna, Paglieta, Perano, Poggiofiorito, Pollutri, Rocca San Giovanni, San Buono, San Salvo, Santa Maria Imbaro, Sant’Eusanio del Sangro, San Vito Chietino, Scerni, Tollo, Torino di Sangro, Treglio, Vacri, Villalfonsina e Villamagna.

Luca Di Sciascio

fonte: sansalvoedintorni.blogspot.com » Vai al post originale

Mar 10

Domani martedì 9, alle ore 18:00, nella sala della “Casa della Cultura” in P.zza San Vitale, si riunisce la Conferenza dei Sindaci del comprensorio Trigno-Sinello presieduta dal Sindaco di San Salvo Gabriele Marchese.
Gli argomenti all’ordine del giorno sono particolarmente importanti.
Ci sarà l’approvazione del Protocollo d’Intesa “Costa dei Trabocchi” da stipularsi con l’amministrazione provinciale di Chieti, Confindustria, Confesercenti, Confcommercio, ecc.
L’intesa è finalizzata alla redazione coordinata di uno studio di fattibilità ed alla promozione del comprensorio turistico della “Costa dei Trabocchi” in generale.
Verranno valorizzati, conseguentemente, le specificità del territorio e quindi si stabiliranno iniziative per potenziare le risorse ambientali e culturali, per migliorare la qualità e ampliare la gamma dei servizi turistici locali e infine per migliorare l’intero contesto territoriale.
Verrà poi approvato il regolamento per la gestione associata delle funzioni relative alle autorizzazioni paesaggistiche e verrà istituita la Commissione per il Paesaggio.
Il sindaco Marchese ribadisce che sempre più il territorio lavora in cooperazione e che problemi irrisolvibili per i piccoli e i singoli Comuni verranno affrontati e risolti dall’associazione.
Verranno inoltre approvate le ultime modifiche al Sistema Informativo Territoriale che ormai è realtà operativa per diversi Comuni dell’Associazione.
Infine l’assemblea verrà informata sul lavoro svolto dallo Sportello Unico per le Attività Produttive, sui risultati raggiunti nel 2009 e su tutta la situazione economico-finanziaria.
“La Costa dei Trabocchi è un grande progetto di valorizzazione della costa teatina e un importante intervento in termini di sviluppo turistico sostenibile in Abruzzo – ha dichiarato il sindaco Gabriele Marchese – Continua l’impegno dell’Associazione dei Comuni a far crescere questo territorio in maniera unitaria sia come attrattore turistico sia come capacità di promuovere progetti, iniziative e realtà operative all’avanguardia nel panorama nazionale quali il S.I.T. riconosciuto tra i migliori progetti italiani e lo Sportello Unico per le Attività Produttive che riesce a dare risultati sempre migliori”.

fonte: sansalvoedintorni.blogspot.com » Vai al post originale

Mar 10

Un tragico incidente, è accaduto dopo le 17.00 di oggi sull’A14 nei pressi del casello di Vasto Nord. Un furgone “Ford Tourneo” con sei operai a bordo è sbandato all’altezza del chilometro 436 direzione sud, nel territorio di Casalbordino, terminando la corsa contro il guard-rail. Il bilancio dell’incidente, forse causato dalla scoppio di un pneumatico, è di un morto e cinque feriti. A perdere la vita è stato Maryian Yordanov, 25 anni di nazionalità bulgara ma residente a San Severo. Il corpo dell’uomo, deceduto sul colpo, è stato trasferito presso l’obitorio di Casalbordino. Sul posto sono subito giunti gli uomini della Polstrada di Vasto Sud, i Vigili Del Fuoco di Vasto e le ambulanze del 118. Il traffico in direzione sud ha subito rallentamenti.

Luca Di Sciascio

fonte: sansalvoedintorni.blogspot.com » Vai al post originale

Mar 10

E’ stato aggredito da alcuni colpi di sedia in testa. L’episodio è accaduto nel tardo pomeriggio di ieri in via dello Stadio, nei pressi di un supermercato, a San Salvo. D.M., trentenne di San Salvo, è stato ricoverato presso l’ospedale “Renzetti” di Lanciano per trauma cranico. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, sul fatto dell’agressione ci sarebbero state tre persone, ma al momento dell’arrivo dei soccorsi la vittima era dolorante a terra da sola. Sull’agressione indagano i Carabinieri della Compagnia di Vasto, che sperando di acquisire qualche testimonianza voglio risalire al responsabile di tale gesto.Luca Di Sciascio

fonte: sansalvoedintorni.blogspot.com » Vai al post originale

Mar 10

Il ritmo assordante ti entra nella
testa,l’alcool e una pasticca ti annebbiano i sensi. Sali in macchina ti senti
immortale,un sorriso,uno schianto,sirene nella notte…poi solo lacrime e
dolore davanti ad una bara bianca,i tuoi vent’anni volati nel nulla..
.”
(“Vita spezzata” di Angela
Ambrosiani) Scrivo cose inutili. Pensieri inutili,parole,frasi,verbi inutili.
Non so cos’ altro fare. Questo è l’unico modo che conosco per colmare il vuoto.
L’unico gesto in grado di far tacere quel silenzio che mi ha sovrastato e reso piccolo,infinitesimale.
A costo di rendermi ridicolo quindi decido di combattere contro i mulini a
vento. Impugno la penna ma la mano trema. Butto giù qualche riga,poi la lascio
cadere sulla scrivania proprio davanti alla tua foto. Mi manchi da morire. Vorrei
piangere,urlare,dimenarmi per terra,spaccare tutto. Ogni piatto,ogni sedia,ogni
virgola mi rinfaccia che c’eri,che sei stato parte della mia vita,parte di
me,parte del resto di niente. Ma accanirmi sugli oggetti sarebbe
inutile,un’inutile protesta che sicuramente il crudele fato che ci ha diviso ignorerebbe. Alzo allora
le braccia al cielo in segno di resa e ascolto il vento infrangersi sul mio corpo nudo.
Gelo. Lo stesso di quella sera. Ricordo il telefono squillare ad ora tarda.
Ricordo il brivido che mi corse sulla schiena e che mai più mi ha abbandonato.
Ricordo tutto come se fosse ieri anche se non vorrei. Anche se avevo scavato
così a fondo dentro di me per seppellirlo che pensavo di esserne uscito illeso.
Ma pur nascondendole con il trucco le cicatrici non spariscono e a volte
tornano a fare male. Sei stato l’amico e il fratello che non ho mai avuto. E molto di più. Sei stato per anni la mia spalla,la mia torcia,la mia unica certezza. Poi all’improvviso il buio. Come una fioca voce che si perde
tra le montagne te ne sei andato,e per imboccare quel tunnel in cui la luce è
talmente lontana da essere un puntino perso nell’infinità dell’universo,mi hai lasciato da solo a naufragare sugli scogli. Scrivo cose inutili. Pensieri inutili
,parole,frasi,verbi inutili. Non so che altro fare. Questo è l’unico modo che
ho per colmare il vuoto. “Moltiplica
ciò che stai pensando all’infinito, gettalo
negli abissi
dell’eternità e
vedrai solo uno spiraglio di ciò
che vorrei dirti
.” (Vi presento Joe Black)

fonte: thelegendkiller89.spaces.live.com » Vai al post originale

Mar 08

L’ennesimo pugno alla democrazia è stato sferrato. Nella tarda serata di ieri il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge “Salva Liste” e il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, come da consuetudine, lo ha firmato. Questo decreto consente il reintegro di liste e candidati di centrodestra nelle regionali del Lazio e della Lombardia esclusi perché NON AVEVANO RISPETTATO LE LEGGI. Siccome siamo (forse) in un paese democratico, invece di rispettare le leggi in materia, il Governo in qualche ora emana un Decreto Legge per permettere anche alle liste giustamente escluse di partecipare alle consultazioni. Questa è l’ennesima riprova che leggi esistono solo per noi “poveri” studenti, pensionati, operai, imprenditori ma non per chi si trova in ruoli di potere. L’augurio è gli italiani si rendano conto che ieri in ITALIA E’ MORTA UFFICIALMENTE LA DEMOCRAZIA.
Luca Di Sciascio

fonte: sansalvoedintorni.blogspot.com » Vai al post originale

Mar 08

Un San Salvo a dir poco perfetto batte 3-1 la Virtus Cupello e continua la rincorsa alla zona play-off. Davanti a moltissimi sostenitori biancazzurri, come non si vedeva da tempo, la formazione di mister Bellomo è riuscita a mantenere il pallino del gioco per tutti i novanta minuti.
Il San Salvo, privo dello squalificato Battista, inizia subito forte e dopo qualche minuto si rende pericoloso con l’argentino Torres. Al 8’ Farina ruba palla ma spreca alto. Passano due minuti ed è ancora Farina che si scarta il portiere ma si allunga troppo la palla. Al 15’ il Cupello cerca di farsi vedere in attacco senza però grossi risultati. Al 26’ il numero dieci Trotta, lascia il campo in barella per infortunio e al suo posto entra l’argentino Salvato che proprio oggi debuttava con la maglia biancazzurra. Al 28’ è la squadra ospite che cerca il vantaggio con Rossi Cleo ma il portiere biancazzurro blocca facilmente. Alla mezz’ora, Praino su punizione impegna il portiere ospite Garibaldi che blocca a terra. Al 32’ minuto arriva il vantaggio biancazzurro, Mucci lanciato bene serve Torres che a porta sguarnita gonfia la rete e fa esplodere l’entusiasmo dei tifosi sansalvesi. Passano alcuni minuti, è il San Salvo raddoppia con Praino direttamente su calcio d’angolo ma l’arbitro annulla incredibilmente. Quando il primo tempo sembrava volgere al termine, la squadra ospite trova la rete del pareggio con Di Francesco. Inizia la ripresa ed il Cupello sfiora la rete del vantaggio. Il San Salvo continua ad avere la supremazia del gioco e si rende pericolosa varie volte, ed al 60’ ancora il bomber Torres, servito dall’uomo assist Mucci, batte per la seconda volta l’estremo difensore ospite e porta i biancazzurri nuovamente in vantaggio. La squadra di mister Carosella riesce a rendersi pericola sola con Cleo Rossi che al 79’ spreca di testa. Al 81’ Izzi ruba palla a centro campo e serve Mucci che cerca di andarsene in progressione ma viene atterrato in area da Cleo Rossi, l’arbitro senza esitazioni espelle il giocatore cupellese e concede il rigore al San Salvo. Sul dischetto va Mucci che batte Garibaldi e sigla il definitivo 3-1.
A fine gara esplode la gioia dei giocatori e dei tifosi che hanno incitato a gran voce la squadra per tutti e novanta i minuti.
L’U.S. San Salvo domenica sarà impegnata sul difficile campo della Flacco Porto Pescara.
Anche il Vasto Marina conquista i tre punti contro il Torricella Peligna grazie alla rete di D’Ettore, mentre perde 4-2 lo Scerni impegnato sul campo del Lauretum.Luca Di Sciascio

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Mar 06

L’Amministrazione Comunale è vicina ad Alberto Baiocco. E, in occasione della serata finale del Grande Fratello in programma lunedì prossimo, 8 marzo, a partire dalle ore 21, ha patrocinato una serata in diretta che si terrà nei locali del Politeama Ruzzi. Un modo per sensibilizzare ulteriormente Vasto per un evento nazionale che vede coinvolto in prima persona un cittadino vastese.
Alberto Baiocco, 26 anni, si è guadagnato lunedì scorso il diritto di essere il primo tra i tre concorrenti che si contenderanno la vittoria del grande appuntamento televisivo di Canale 5.
Ricordiamo che per votare Alberto Baiocco bisogna inviare un sms con il nome ALBERTO al numero 48422 o chiamare da rete fissa il numero 894.200.
La serata in programma al Politeama Ruzzi, alla quale parteciperà, insieme ad altri amministratori sia di maggioranza che di opposizione, anche il Sindaco Luciano Lapenna, rappresenterà un momento di grande aggregazione. Ma in città si susseguono tante altre iniziative per sostenere il giovane albergatore vastese in attesa della grande serata di lunedì.

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Mar 06

In occasione della FESTA DELLA DONNA l’amministrazione comunale di San Salvo promuove due iniziative: “La donna…. tra musica, favole e realtà” che si terrà lunedì 8 marzo alle ore 18:00 nella Sala della Cultura “Porta della Terra” e “….non solo mimose….” che si terrà domenica 7 marzo alle ore 18:30, presso il Centro Diurno Anziani.
La serata di lunedì sarà dedicata all’approfondimento del tema La donna nella sua quotidianità attraverso riflessioni, testimonianze e il reading di una “favola”, a cura di Raffaella Zaccagna.
Interverranno il sindaco Gabriele Marchese, il vicesindaco e assessore alle politiche sociali Angela Di Silvio e la psicoterapeuta Margherita Barone.
Saranno presentati brani musicali dagli allievi del secondo circolo didattico coordinati dall’associazione DUM TEK che curerà musiche e immagini di accompagnamento.
Nella serata di domenica, alla quale interverrà il sindaco Gabriele Marchese e l’assessore Di Silvio, sarà presentata la raccolta di poesie di Onorina Moretta Dolce La Sapienza del cuore. Seguirà un dibattito sulla figura della donna ieri e oggi.
Per l’occasione si esibiranno i musicisti G. Piccirilli, M. Stampone, P.Turchi e il Coro del Centro Diurno anziani.

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Mar 06

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO:
In occasione della festa della donna 2010 verrà presentata Lunedì presso la Sala Figlia di Jorio della Provincia di Pescara la neo costituita sezione abruzzese dell’associazione Donne In libertà che appena nata conta all’attivo già più di cinquecento iscritti in prevalenza donne impegnate in settori strategici delle professioni e del mondo produttivo. Spicca tra questi il governatore della Regione Abruzzo Gianni Chiodi oltre ad altri illustri rappresentanti istituzionali di entrambi i generi (uomini e donne).
In quella sede verrà presentato un primo embrionale direttivo regionale fortemente rappresentativo delle quattro province abruzzesi, descritte le finalità dell’organizzazione che in buona sostanza si propone di sviluppare una sensibilizzazione culturale intorno a problematiche femminili quali la salute, la pari opportunità nei luoghi di lavoro, la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, la promozione dell’imprenditoria femminile.
A seguito di questo primo evento poi, verranno costituiti immediatamente i nuclei provinciali e quelli territoriali tra i quali quello costituendo vastese già spicca per spessore e dal quale proviene la stessa presidente regionale dell’associazione.
Un’associazione importante, di respiro nazionale, che va ad arricchire il panorama regionale e dei vari territori, nuova, con attività concrete e con degli scopi originali volti a promuovere l’identità concreta della donna vista nella sua realtà contemporanea e il suo ruolo di risorsa e valore aggiunto nella società e nelle istituzioni..
Parteciperanno all’incontro parlamentari e rappresentanti istituzionali. Relazioneranno il dott. Claudio Angeloni (Medico coordinatore regionale comitato Screening tumori collo dell’utero) e la senatrice Laura Allegrini (segretario commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza) sul lancio della prima attività dell’associazione corrispondente ad una campagna informativa sul vaccino contro il tumore al collo dell’utero.
Direttivo regionale: Anna Paola Sabatini (Vasto (CH)– Presidente associazione), Marianna Menna-Patrizia Muscianese-Clementina De Virgiliis-Tiziana Magnacca-Anna Paris (provincia di Chieti); Patrizia Pennese-Ludovica Di Giambattista-Margherita D’Urbano-Chiara Giorgianni-Letizia Gomato (provincia di Pescara); Desiree Del Giovine-Annapaola Mazzone-Alessia Stranieri (provincia di Teramo); Antonella Di Nino-Ada Di Ianni- Celestina Ciccocioppo-Fernanda Luccitti (provincia de L’Aquila).
Costituendo direttivo vastese: Sonia Celenza, Marisa Di Falco, Annachiara Marchesani.

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Mar 06

Sarà un “derby” al cardiopalma quello previsto domenica 7 marzo allo stadio “Davide Bucci” tra l’U.S. San Salvo e la Virtus Cupello. La formazione biancazzurra dovrà fare a meno del giovane Battista fermato per una giornata dal giudice sportivo. Le due formazioni scenderanno in campo per accaparrarsi l’intera posta in palio, poiché da un lato c’è il San Salvo deciso ad entrare in zona play-off e che con una sconfitta potrebbe irrimediabilmente compromettere il proprio cammino, dall’altra la Virtus Cupello di mister Carosella che cercherà i tre punti per mantenere il primato in classifica ed allontanare le dirette concorrenti per la promozione diretta. La gara di andata è terminata con il risultato di 1-1, con la formazione sansalvese che si è fatta recuperare solo nei minuti finali. Le componenti per una grande gara ci sono tutte, cosi’ come quelle di uno stadio gremito di sostenitori biancazzurri che cercheranno di spingere la squadra alla vittoria, con la speranza che a vincere sia comunque una grande giornata di sport e festa per tutti.Luca Di Sciascio

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Mar 06

L’Amministrazione comunale di San Salvo è impegnata nella riorganizzazione del sistema di igiene urbana e nelle conseguenti forme di sensibilizzazione ed educazione ambientale di tutti i cittadini.
Non sono più ammessi comportamenti e violazioni di alcuna sorta.
Proprio qualche giorno fa, a seguito di una segnalazione di alcuni cittadini che ravvisano l’abbandono improprio di rifiuti sul territorio comunale, c’è stato l’immediato intervento dei vigili urbani che alla presenza dell’assessore all’ambiente Nicola Sannino, hanno sanzionato duramente un’impresa locale.
“Innanzitutto ringrazio i cittadini che tengono alto il senso civico e di responsabilità nella nostra città aiutando a risolvere i problemi e segnalando le violazioni nel delicato ambito del rispetto dell’ambiente – ha dichiarato l’assessore Sannino - Questo è solo l’inizio di un’attenta sorveglianza del territorio che sarà sempre meglio assicurata, pertanto saranno sanzionati tutti coloro che non osservano le regole, soprattutto in merito all’abbandono scorretto, fuori posto e fuori orario di rifiuti e altro.
Il sindaco, la giunta e l’intera amministrazione comunale sono fortemente impegnati a tutelare i diritti di tutti quei cittadini che rispettano le leggi e che vogliono la città di San Salvo sempre più pulita e accogliente”.

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Mar 06

Il Lions Club Vasto Host organizza per Sabato 6 Marzo, alle ore 18:30, c/o l’Auditorium San Paolo in via Ritucci Chinni a Vasto, la serata “Melodie per non dimenticare”. La serata musicale, dedicata agli Aquilani e alla memoria del terremoto che ha colpite quelle popolazioni, vedrà la partecipazione del Duo D’Annunzio e Pensa, fisarmonica e violino, di Giancarlo Spadaccini, Peppino Forte e Pino Borromeo come cantautori e della band musicale La Differenza, direttamente da casa San Remo.

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Mar 06

Uno scippo è accaduto intorno alle 20.30 di ieri sera in pieno centro a Vasto. Due commercianti, Dorina Ciccarone 60enne e il marito Donato Sabatini 62enne stavano uscendo da via Pescara quando un uomo,con il casco infilato e in sella ad una “Vespa” ha scippato la borsa dal braccio della donna dileguandosi su una strada laterale al viadotto Histonium. Il marito della donna, si è messo subito ad urlare ed un’automobilista di passaggio si è fermato. Entrambi hanno tentano in auto di inseguire lo scippatore senza però, alcun esito. L’uomo molto amareggiato per l’accaduto ha detto che nella borsa della moglie c’erano circa 250 euro in contanti oltre alle chiavi di casa e dell’ottica di loro proprietà. Pochi mesi fa, i due commercianti avevano subito un furto nel proprio negozio, da cui erano stati prelevati diversi occhiali per un danno di migliaia di euro. Sull’accaduto indagano i Carabinieri della Compagnia di Vasto.

Luca Di Sciascio

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Mar 06

Questa mattina il sindaco di San Salvo Gabriele Marchese ha indetto una conferenza stampa per esprime il suo disappunto sulla mancata apertura dell’autoporto e fare alcune precisazioni sugli interventi apparsi negli ultimi giorni sugli organi di stampa in merito alla problematica.
“Dagli ultimi interventi del consigliere Argirò sull’autoporto si evince che, addirittura, la Regione non ha ancora avviato le procedure per la gestione della struttura.
Si ribadisce ancora che l’autoporto è indispensabile per avere una logistica di qualità in tutto il territorio” – ha detto il primo cittadino spiegando quanto segue.
Ogni giorno che passa la Regione trova nuovi ostacoli per ritardare l’apertura dell’autoporto: prima la perizia sugli impianti elettrici, poi la cabina elettrica, vedremo nei prossimi giorni cosa si andrà ad inventare per giustificare il ritardo nell’apertura.
Si ricorda che la struttura è stata a suo tempo inaugurata e quindi aveva tutti i collaudi necessari. “Nonostante ciò, ho richiesto al Consorzio industriale tutti i collaudi dei lotti funzionali ed il collaudo finale” – ha precisato il sindaco di San Salvo.
Interventi di manutenzione che eventualmente sono necessari per il decorso del tempo, ammontano a poche decine di migliaia di euro e non possono essere un alibi per la Regione che gestisce miliardi di euro.
D’altro canto la sistemazione della struttura, l’affidamento della gestione, il suo funzionamento, fanno capo esclusivamente alla Regione.
“I cittadini e gli imprenditori di San Salvo, del comprensorio e dell’intera Regione Abruzzo hanno il diritto di utilizzare un’opera iniziata venti anni fa e conclusa tra mille difficoltà.
Non vi sono più attenuanti di nessuna natura. Per l’ennesima volta si invita la Regione ad iniziare le procedure per affidare la gestione ad una società così come previsto dalla legge regionale n.28 del 2002, confermando al contempo la piena disponibilità del Comune di San Salvo alla massima collaborazione. Qualora la Regione non provvedesse a dare corso a ciò che è suo preciso dovere, si prenderanno tutte le iniziative opportune” – ha concluso Marchese.

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Mar 06

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO:
In riferimento alle polemiche dell’ex commissario del Consorzio Industriale del Vastese, Fabio Giangiacomo, mi preme sottolineare quanto segue: 1) non mi sono mai vantato dello sblocco dei fondi per l’ampliamento del Porto di Vasto, infatti, il merito è dell’attuale commissario Battaglia, e del suo ottimo gruppo di lavoro, che in pochi mesi è riuscito a fare ciò che l’ex commissario non è riuscito a fare in quattro anni! 2) l’Autoporto di San Salvo necessita di una manutenzione di 57.000 euro e non di soli 20.000 euro come erroneamente affermato dall’ex commissario, soldi che l’assessore regionale Morra mi ha garantito personalmente non appena saranno pervenute le perizie definitive, inoltre, in riferimento all’impianto elettrico dell’Autoporto, non a norma secondo la normativa CEI 016/2008, voglio far notare che alla data dell’inaugurazione della struttura, Luglio 2008, lo stesso impianto era già fuori norma, essendo la normativa CEI in vigore dal Marzo 2008. 3) L’insediamento dell’attuale maggioranza di centro destra in Regione è avvenuto a Gennaio 2009, quello della IV Commissione alle Attività Produttive nel Febbraio 2009, soltanto 12 mesi di lavoro, e non 20 mesi come erroneamente affermato dall’ex commissario, con al centro la tragedia del terremoto, e la conseguente gestione dell’emergenza. Tuttavia, in soli 12 mesi di lavoro in Consiglio Regionale la mia Commissione ha licenziato 19 progetti di legge, 4 provvedimenti e 8 pareri. L’ex commissario, in quattro anni di gestione del Coasiv, dall’Ottobre 2005 al Giugno 2009, ha per caso elaborato il PRT, piano regolatore territoriale consortile, portatore di sviluppo ed economia? Non l’ha fatto, pur avendo avuto a disposizione quattro anni! Adesso, come priorità, c’è sicuramente l’Autoporto di San Salvo, per il quale c’è il mio massimo impegno e la mia totale disponibilità al confronto, purché questo sia in termini propositivi e costruttivi, e non certamente con i toni usati dall’ex commissario, in cui mi definiva “delirante” e “bugiardo”, e che mi amareggiano dal punto di vista umano, ancor prima che politico, in quanto sono abituato al confronto educato e civile e non certamente alla rissa e alla violenza verbale. Mi auguro che le prossime polemiche non siano fatte soltanto per una visibilità mediatica, che l’ex commissario cerca disperatamente, ma per fare proposte e suggerire soluzioni, come sono abituato a fare da sempre. 4) Infine, ricordo all’ex commissario che i miei elettori mi votano ininterrottamente da 14 anni prima al Comune, poi alla Provincia e adesso alla Regione, evidentemente soddisfatti del mio lavoro, l’ex commissario, anche lui candidato alle medesime competizioni elettorali senza grossi risultati, con le sue affermazioni, non offende soltanto me ma anche i miei elettori.

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Mar 04

Volevo segnalarvi che l’iniziativa “Experience…Finland” dopo aver fatto tappa a Torino e Roma si fermerà a Catania, al Palazzo della Cultura in via Vittorio Emanuele 121. La Finlandia, patria dei famosi architetti Alvar Aalto ed Eero Saarinen, e la sua cultura saranno al centro di una ricca iniziativa che permetterà al pubblico un’incursione tra architettura, design, musica e gastronomia. Un modo per portare il fascino e la modernità dell’architettura e del design finlandese dal Nord al Sud d’Europa.

dal 5 al 21 marzo “Experiece…Finland” sarà a portata di mano di numerosi visitatori grazie ad una serie di eventi caratterizzati dalla cultura finlandese e rivolti ad un vasto pubblico e principalmente a professionisti di settore, architetti e designers. Lo stile in Finlandia ovvero l’arte di vivere bene: forme, colori e design della nazione scandinava in un multi evento ricco di appuntamenti di qualità: un convegno sulla civiltà dell’abitare, mostre di architettura e design, festa con musica e gastronomia.
L’evento clou dell’iniziativa sarà la mostra “Architettura contemporanea in Finlandia“; un’architettura che mantiene aperto il dialogo con la natura e crea un contatto costante attraverso la scelta di materiali quale il legno, elemento primordiale del costruire; il vetro, grazie al quale dentro e fuori si mescolano come un tutt’uno, la trasparenza si fa luce. Un’architettura che riconduce lo spazio all’uomo restituendogli centralità e fondando un nuovo umanesimo. Che nell’equilibrato incontro di forme, volume e spazio diventa anche esperienza visiva armonica e suggestiva.


fonte: www.articdesign-designfinlandese.blogspot.com » Vai al post originale

Mar 04

Ci sarà anche una rappresentanza di volontari della Protezione Civile Arcobaleno di San Salvo, all’udienza fissata sabato 6 marzo con Sua Santità Benedetto XVI. Il Santo Padre, in questa Udienza speciale incontrerà i volontari delle associazioni di Protezione Civile d’Italia intervenute nel sisma de L’Aquila. Oltre all’udienza prevista per le ore 12.00, ci sarà anche un saluto del Capo Dipartimento Guido Bertolaso mentre nel tardo pomeriggio si svolgerà la S.Messa celebrata dal Cardinal Comastri presso la Basilica di San Pietro.
Intanto, la P.C. Arcobaleno dal 1 marzo è nuovamente impegnata nelle operazioni post sisma presso l’interporto di Avezzano dove si provvede alla sistemazione del materiale rientrato dalle tendopoli, e dove l’associazione presterà la propria opera fino al 15 marzo.
http://www.pcarcobaleno.blogspot.com

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Mar 04

Si è sparato ad un piede mentre puliva la sua pistola. Il triste e sfortunato episodio è accaduto alcuni giorni fa in località Sant’Antonio Abate a Vasto. L’uomo, un cinquantenne, secondo quando ha dichiarato agli agenti del Commissariato di Vasto, che indagato sull’accaduto, stava pulendo l’arma regolarmente detenuta, quando accidentalmente un colpo è partito dalla pistola ferendogli il piede. Alcuni familiari, presenti all’episodio hanno subito chiamato il 118. I sanitari giunti sul posto, hanno accompagnato l’uomo all’ospedale “San Pio” dove è stato operato al piede ferito.Luca Di Sciascio

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Mar 04

Si svolgeranno sabato 6 e domenica 7 marzo, presso il Palacongressi di Montesilvano, i Campionati Regionali di danza sportiva organizzati dalla FIDS (Federazione Italiana Danza Sportiva). Centinaia di atleti si scontreranno nelle varie discipline e categorie, per aggiudicarsi l’importante titolo di campione regionale 2010. La scuola di danza Trendy Dance di San Salvo, guidata dalla maestra Lucia Rossi, scenderà in pista per cercare di difendere i titoli regionali conquistati nelle passate stagioni. La scuola di danze artistiche sansalvese, detiene dal 2006 i titoli di campioni regionali nelle discipline SynchroDance under 11, CoreograpichDance under 15 e ShowDance under 21. Inoltre, nella passata stagione gli allievi sansalvesi hanno conquistato anche il titolo SyncrhoDance under 15 e un secondo posto nella disciplina CoreograpichDance under 21. La tensione e l’adrenalina sono alle stelle, ma gli allievi della Trendy Dance che alcuni mesi fa hanno partecipato anche alla trasmissione in onda su raidue “Mattina in Famiglia”, difficilmente si faranno prendere dall’emozione; l’impegno e la voglia di vincere prevarranno certamente su tutto.
Luca Di Sciascio

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Mar 04

Grido d’allarme dei Sindaci aderenti al Consorzio Civeta.
Stamane, in conferenza stampa, il primo cittadino di Vasto Luciano Lapenna ed i sindaci di San Salvo, Casalbordino, Cupello, Pollutri e Scerni, nel corso di una conferenza stampa, hanno richiamato la Regione Abruzzo ai propri doveri.
“Siamo al collasso – ha detto il Sindaco Luciano Lapenna – perché il trasferimento dei rifiuti all’impianto di Cerratina ha un costo che le Amministrazioni non possono più consentirsi. I numeri? Per rendere l’idea vi dico subito che i Comuni si stanno accollando dodicimila euro in più al giorno. Non è più pensabile andare avanti così ed è giusto che i cittadini le sappiano certe cose. Eppure l’accordo con la Regione prevedeva che l’iter per l’espletamento di tutte le pratiche del Civeta doveva essere concluso lo scorso 31 dicembre. Purtroppo, ad oggi, siamo ancora in alto mare”.
Ritardi incomprensibili nonostante le assicurazioni date in più circostanze dall’Assessore Regionale all’Ambiente Daniel Stati.
Dopo il parere dell’Arta ed il rilascio della Via, Valutazione d’impatto ambientale, manca ancora un parere tecnico della Regione teso a visionare e quantificare la composizione dei rifiuti già conferiti nella nuova vasca, a suo tempo senza autorizzazione.
Mentre il Sindaco di San Salvo Gabriele Marchese ha annunciato azioni clamorose qualora la situazione non dovesse sbloccarsi nello stretto giro di qualche giorno, il primo cittadino di Casalbordino Remo Bello ha parlato di “situazione scandalosa e di completa incapacità della Regione a gestire l’emergenza Civeta”.
“I nostri territori sono affamati – ha aggiunto il Sindaco di Cupello Angelo Pollutri – ma noi non staremo fermi. La Regione? In tema di rifiuti sta dimostrando di avere una programmazione a macchia di leopardo”.

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Mar 04

Un incidente mortale è accaduto questa mattina intorno alle 10 in località fonte Pannonico a Pollutri. Un motore agricolo si è ribaltato per cause ancora da accertare e il corpo di Rosa Petrucci , 61 anni, è finito sotto il mezzo. Per la donna subito soccorsa dai vicini e dai sanitari del 118 di Vasto non c’è stato niente da fare a causa dei forti traumi da schiacciamento riportati. Sul posto sono intervenuti anche i Vigili Del Fuoco di Vasto per estrarre il corpo da sotto il mezzo agricolo e i Carabinieri della stazione di Torino di Sangro e della compagnia di Ortona per i rilievi di legge. Straziante il dolore per amici, parenti e soprattutto per il marito di Rosa, Giuseppe Pietropaolo.

Luca Di Sciascio

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Mar 04

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO:
La nuova legge regionale sul commercio piace a tutti i Sindaci tranne uno.
Probabilmente il Sindaco di San Salvo non ha ancora letto la nuova legge sul commercio ed è per questo che ho provveduto ad inviargli una copia originale del testo licenziato in Commissione. La nuova legge regionale sul commercio, infatti, sembra piacere a tutti i Sindaci, come dimostra il comunicato che segue, tranne che a quello di San Salvo. Tanto è vero che i Sindaci dei Comuni di Città Sant’Angelo, Cepagatti, Chieti, Montesilvano, Spoltore, Silvi, Ortona, e Colonnella che dal mese di novembre hanno rivendicato maggiore autonomia in merito alle autorizzazioni per le aperture domenicali degli esercizi commerciali si dicono fortemente soddisfatti della nuova legge.
«Ciò consente ai sindaci», spiegano gli stessi interessati in un comunicato stampa, «di riappropriarsi in pieno di quelle prerogative che il Testo Unico degli Enti Locali, all’articolo 50, comma 7, prevede e che la Legge Regionale n. 11/2008 ha fortemente ridimensionato. Le chiusure imposte e le poche deroghe precedentemente ammesse hanno messo a serio rischio i livelli occupazionali, considerato che i consumatori indirizzano la propria domanda soprattutto nei giorni festivi».
La nuova proposta di Legge è quella di lasciare ai singoli comuni la decisione di consentire alla grande distribuzione l’apertura domenicale. «In tal caso», spiegano i primi cittadini, «i centri commerciali saranno impegnati in un’azione di soccorso nei confronti degli operatori economici più piccoli, specialmente per quelli presenti presso i centri storici, versando al Comune contributi finanziari finalizzati alla organizzazioni di eventi promozionali di sostegno alle attività economiche di minori dimensioni».

I sindaci chiedono all’intero Consiglio Regionale «di mostrare altrettanta consapevolezza e di approvare il testo licenziato dalla Commissione, offrendo così una risposta efficace per l’economia dell’intero comparto regionale».
Mi auguro che il Sindaco Marchese legga con attenzione la copia della nuova normativa che ho provveduto ad inviargli, così da evitare polemiche inutili e prive di fondamento.

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Mar 04

Il Comune di San Salvo ha promosso il progetto “Mediare In ABRUZZO” nell’ambito del bando annuale del Fondo Europeo per l’Integrazione dei cittadini dei Paesi Terzi.
Lo hanno annunciato il sindaco Gabriele Marchese e il vicesindaco e assessore alle politiche sociali Angela Di Silvio.
“L’iniziativa si inserisce in una solida tradizione di interventi che il nostro Comune si è impegnato a portare avanti negli anni per l’integrazione dei cittadini immigrati in questa comunità e nel più ampio contesto regionale - ha dichiarato il primo cittadino - La città di San Salvo si è inoltre fatta promotrice dell’attivazione di diversi progetti sperimentali finalizzati all’inclusione socio-lavorativa di stranieri immigrati”.
Il progetto “Mediare in Abruzzo” intende investire sulla realizzazione di un sistema regionale di mediazione culturale che valorizzi la figura professionale del mediatore culturale e favorisca concretamente l’integrazione degli stranieri, in particolare donne, minori, anziani e disabili. È rivolto a tutto il territorio regionale in cui il fabbisogno emergente è proprio quello della più ampia collaborazione tra tutte le istituzioni pubbliche competenti in tema di integrazione (E.A.S., consultori familiari, medici di base, pronti soccorso - Amministrazioni penitenziarie, etc) per creare un sistema ed un clima diffuso di integrazione culturale.
Il progetto intende rafforzare, integrandoli, le politiche e gli interventi promossi dalla Regione Abruzzo poiché ne fa proprie le priorità. Se infatti fino ad oggi gran parte degli interventi di integrazione e di mediazione sono stati attivati prevalentemente su scala localistica (in ciascun E.A.S.) o tutt’al più su scala provinciale (v. i Centri Polivalenti) adesso si rileva un bisogno diffuso, soprattutto tra gli operatori sociali, di un raccordo di portata regionale tra di essi e non solo programmatico ma anche metodologico e operativo. Ciò è dovuto principalmente alla una nuova fase che sta attraversando il fenomeno migratorio in Abruzzo che vede un consolidamento delle posizioni “economiche”, “sociali” degli immigrati arrivati per primi, segno di un processo in atto di integrazione culturale e politica.
I partner del progetto sono: la Provincia di Chieti, l’Associazione On the Road, l’Associazione Intermedia.

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Mar 04

Erano circa le 23.30 di ieri sera quando un furgone di proprietà di un imprenditore edile quarantenne, è andato in fiamme in via Conti Ricci a Vasto. Sul posto è subita giunta una squadra dei Vigili Del Fuoco del distaccamento di Vasto che ha domato le fiamme. I Vigili del Fuoco sospettano la natura dolosa dell’incendio e per questo la Polizia del locale Commissariato ha aperto un’indagine sull’accaduto anche se l’imprenditore dichiara di non aver mai ricevuto minaccie.

Luca Di Sciascio

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Mar 02

Il consigliere regionale Nicola Argirò, in merito alla nuova legge regionale sul commercio, precisa che la nuova normativa è stata discussa nell’arco di otto mesi in sede di commissione attività produttive con l’audizione di tutte le associazioni di categoria, dei consumatori, e dei sindaci delle città più grandi d’Abruzzo, tra cui il sindaco di Chieti e quello di Città Sant’Angelo, entrambi del Pd, una fase molto ampia e assolutamente democratica, dove chiunque ha potuto contribuire con le proprie idee alla stesura della nuova normativa. La legge, infatti, è passata con il solo voto contrario di Rifondazione Comunista, mentre Pd e IDV si sono astenute, e in politica l’astensione vale come voto favorevole ed affermativo, tanto è vero che gli emendamenti presentati dall’opposizione sono stati accolti e recepiti nel nuovo testo normativo. La nuova legge, pertanto, non appartiene alla sola maggioranza bensì a tutte le forze politiche, e non è assolutamente passata sopra le teste dei sindaci come ha erroneamente affermato il sindaco di San Salvo. La nuova normativa è composta da trentadue articoli e di questi soltanto due sono oggetto di contestazione e polemica: quello riferito alle aperture nei giorni festivi e domenicali dei centri commerciali e la deroga alla costruzione di nuovi centri commerciali per le aree degradate e per le licenze già rilasciate. Mentre la vecchia normativa lasciava ai sindaci potere discrezionale di apertura soltanto per quattro giorni all’anno, oltre i quaranta stabiliti per legge, oggi i sindaci possono scegliere liberamente se far aprire o tenere chiusi i centri commerciali, in quanto, la legge delega ai comuni questa scelta, in modo assolutamente liberale. Nessuna preoccupazione, dunque, per il centro commerciale di piana Sant’Angelo di San Salvo, che potrà rimanere aperto in concomitanza di quelli situati appena fuori regione, sempre che il sindaco di San Salvo lo voglia autorizzare all’apertura. Il sindaco in questione ha evidentemente confuso il caso di Cepagatti e di Silvi Marina, che, prima della nuova normativa, erano costretti alla chiusura, per legge, durante tutte le domeniche dell’anno per via delle fiere che si svolgevano in concomitanza nel loro territorio, con la nuova normativa, si è messo fine ad una discriminazione, saranno infatti i sindaci a decidere l’apertura, vale anche per quello di San Salvo. In merito alla deroga per le licenze già rilasciate è evidente che un’opera già iniziata e quasi terminata non può essere bloccata a scapito dei lavoratori e degli investimenti precedentemente fatti, si tratta di buon senso. La regione, infine, non guarda soltanto agli interessi di alcune categorie particolari, ma a quelli di tutti i cittadini, pertanto, è necessario fare una sintesi, che tenga conto di tutti gli interessi, la politica non può essere serva di interessi particolari bensì di quelli generali.

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Mar 02

“Le nuove norme sul commercio in discussione alla Regione hanno bisogno di un’attenta riflessione. Ogni provvedimento di natura generale può contenere decisioni non esaminate con la dovuta attenzione. Le polemiche di questi giorni con la Regione non devono servire ad eludere i problemi sul tappeto. Al contrario, i miei interventi vogliono essere spunti di riflessione su un argomento vitale per il commercio” - lo afferma il sindaco di San Salvo Gabriele Marchese che torna con decisione sulla problematica evidenziando “la necessità di stabilire regole certe per tutti e di non lasciar passare la logica della liberalizzazione selvaggia”.
La chiusura domenicale e festiva deve essere attentamente vagliata in raccordo con l’intero territorio e con le disposizioni delle Regioni limitrofe.
Il commercio a San Salvo soffre la concorrenza degli esercizi ubicati nella Regione Molise e con queste si deve confrontare.
Le disposizioni approvate dalla 4° Commissione regionale prevedono che, passati 24 mesi dall’entrata in vigore della nuova legge, i sindaci possano autorizzare l’apertura per 40 giorni domenicali o festivi nell’anno. Ciò pone il Centro Commerciale “Insieme” in una posizione di netto svantaggio rispetto al vicino Centro Commerciale, indipendentemente da quanto sostenuto dal presidente della IV Commissione della Regione Abruzzo.
Altra questione importantissima è la previsione, all’interno delle nuove disposizioni, che per un periodo di 24 mesi non sono consentite richieste di autorizzazione di apertura di grandi superfici di vendita; sono fatte salve le richieste presentate prima dell’entrata in vigore della nuova legge sul commercio.
È del tutto evidente che chiunque, da oggi fino all’entrata in vigore della legge, può presentare richiesta di autorizzazione per una grande superficie di vendita la quale, tra l’altro, deve essere esaminata entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge stessa.
Tale previsione non appare sufficiente a bloccare le autorizzazioni per la grande distribuzione.
Nelle aree artigianali e industriali, infine, può essere effettuata la vendita al dettaglio di prodotti non realizzati dalle aziende insediate.
La norma dovrebbe essere attentamente vagliata in quanto il rischio è che imprese artigianali e industriali potrebbero optare per insediamenti commerciali senza eccessivi oneri. Ciò comporterebbe una diminuzione consistente della produzione nel territorio.
“È bene quindi che su questi argomenti si sviluppi il più ampio dibattito perché dalla discussione possano concretizzarsi idee e suggerimenti utili alla riforma del commercio e quindi all’intera categoria dei lavoratori addetti a questo settore” – ha concluso il sindaco Marchese.

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Mar 02

Termina con il risultato di 1-1 l’importantissimo incontro tra il Torricella Peligna e il San Salvo. La formazione biancazzurra reduce dalla sconfitta interna contro l’Amatori Passo Cordone è riuscita a conquistare un punto prezioso, contro una delle formazioni più temibili del campionato di Promozione gr.B. La squadra locale è passata in vantaggio dopo solo 10’ grazie alle rete di Mainella. La compagine sansalvese sostenuta da numerosi tifosi, per l’occasione è partito un pulmann da San Salvo, ha cercato la rete del pareggio e quando la gara sembrava volgere al termine, il numero 10 Trotta trova la rete del pareggio al 87’ e permette ai biancazzurri di rimanere agganciati a solo tre punti di distanza dalla zona play-off. La squadra di mister Bellomo, domenica scenderà in campo al “Bucci” dove sarà impegnata nel ‘derby’ contro la capolista Virtus Cupello, in una gara che può valere un’intera stagione.
Proprio la capolista Virtus Cupello sconfigge 2-1, tra le mura amiche, la lanciatissima Flacco Porto Pe grazie alle reti di De Cillis e Rossi Cleo. Continua la striscia positiva anche per lo Scerni che batte 2-1 il Torre Alex Cepagatti in virtù delle reti di Di Pasquale e D’Astuto, mentre perde 1-0 il Vasto Marina impegnato in trasferta contro l’Amatori Passo Cordone. CLASSIFICA AGGIORNATA DOPO LA 27a GIORNATA:
Virtus Cupello 54; Torricella Peligna 51; Casalincontrada 49; Flacco Porto Pescara, Folgore Sambuceto 45; San Salvo, Lauretum 42; Vasto Marina 40; Acqua e Sapone 39; Scerni, Vestina Penne 36; Perano 35; Moscufo 32; Amatori Passo Cordone 30; Torre Alex 29; Pianella 21; Castelfrentano 20; Silvi 16. Luca Di Sciascio

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Mar 02

Di
fronte ad una pagina bianca solitamente resto indifferente;capita a tutti prima
o poi di non aver nulla da raccontare,nessuna nuova avventura o stato d’animo
per cui valga la pena di trasformare un documento “senza nome” in qualcosa di
più di un semplice file. In un
qualcosa che ti appartiene,un frammento infinitesimale di te;quindi quando
succede,spengo il computer e vado oltre,riprendendo la mia giornata come se
niente fosse. Ma quella sera sembrava tutto così diverso e proprio non riuscivo
a lasciare che l’indifferenza prendesse il sopravvento. C’era qualcosa,un qualcosa
con cui ora riesco a convivere anche se con difficoltà,che stentava a venir
fuori,d’altronde ammettere di stare male non è mai stato il mio forte!Ma prima
di raccontare,sono costretto ad aprire una piccola parentesi per dare senso al
tutto. Ho sempre considerato la scrittura,oltre che un piacevole passatempo
come una spada da brandire nel momento del bisogno. Una spada che non conosce
limiti se non quelli dettati dalla fantasia e dalle esperienze che prima la
forgiano e poi devono saperla affilare quando ne sente il bisogno. Quindi essa
è sostanzialmente la voce della mia anima,a volte malinconica,triste,altre
allegra e sorniona. La mia paura più grande è stata sempre quella
di “essere uno dei tanti di passaggio
“,che viene al mondo senza averlo
chiesto,trascorre una vita anonima fino a che un giorno se ne va senza salutare. Per questo cerco di farmi conoscere e nello stesso tempo trovare persone nuove con le quali condividere pensieri,parole ed emozioni. E così
quando la penna è ferma,è il mio spirito a tacere. spesse volte solo per
stanchezza,altre per delusioni non ancora digerite o per confusione. E la
confusione si sà ,cresce ancora di più quando il silenzio cala. Siamo talmente
abituati a sentire musiche,urli e rumori vari che quando arriva l’istante in
cui siamo soli con noi stessi,ci sentiamo persi. Forse quei suoni non fanno
altro che coprire,soffocare il mare in tempesta dentro di noi
. E quella
sera che anche la fastidiosa ventola del processore sembrava aver smesso di
girare,mi sentivo vuoto. Perso tra quei muri bianchi da cui non riuscivo ad
uscire. E sembrava che ogni secondo,ogni minuto nel suo scorrere ingrandisse
quel labirinto e i piccoli caratteri delle piccole parole che accennavo
sembravano solo briciole al confronto. Tre,tre.tre
. Non facevo altro che digitare quel numero,quasi come se premere quel tasto
fosse di vitale importanza per me;avevo freddo tanto freddo. A pochi passi da
me un letto caldo mi aspettava ma sicuro che la mia anima volesse palesarmi una
verità nascosta tramite quei tre tre,rimasi con lo sguardo sbarrato fissando il
monitor,aggiungendo ogni tanto dei puntini sospensivi. Ero confuso,i rebus non
mi sono mai piaciuti,ma dato che questo mi riguardava,non potevo lasciarlo in
sospeso. Poi all’improvviso,il buio. Mi svegliai tutto sudato (non guardai
l’orologio per paura che fossero passare proprio più di 2 ma meno di 4 ore)e
ricordai chiaramente di aver fatto un sogno strano. Sogni infatti di causare un
incidente stradale pur di non investire un gatto nero. Notai che il monitor era
ancora acceso e trascrissi la vicenda su file word. Scrivendo,scrivendo mi
venne in mente un dettaglio inquietante e cioè che nell’interpretazione dei
sogni, che pochi giorni addietro avevo consultato per il mio romanzo, quell’avvenimento
coincideva con un numero…indovinate un po’ quale??Tentai di consolarmi dando la
colpa al film di Jim Carrey "23" che probabilmente mi aveva suggestionato a tal
punto da rivivere l’esperienza del psicolabile protagonista. Ma non era così,dovevo
trovare solamente il coraggio di guardare dentro di me. Quando ormai stava per
sorgere l’alba decisi che era tempo di lasciar perdere;sconsolato mi affacciai
al balcone per guardarla;mancava ancora un po’ o forse troppo alti i palazzi
davanti ma non riuscivo a vedere nulla,e questo mi infastidì a tal da prendere
la prima felpa che trovai nell’armadio ed andare nell’unico posto dove ero
sicuro di poterla ammirare:San Martino. Una volta arrivato,mi sedetti su una
panchina,o meglio dovrei dire la panchina e subito i fantasmi di un passato non
tanto lontano mi circondarono;non riuscì a resistere al loro assalto perciò mi
abbandonai completamente nei pensieri a cui mi avevano traghettato;ne seguì un
lungo flashback. Riaprì gli occhi gonfi e umidi come non mai. Mi voltai di
scatto e lessi una scritta sull’albero affianco “1/2/00 E+V” ..i nostri nomi
impressi..e poi i tuoi baci,le tue carezze..il tuo profumo..quelle meravigliose
sensazioni che stare con te mi aveva regalato…Capii tutto. Il mio
subconscio aveva cercato di dimenticarti..di nasconderti in uno stanzino buio
con gli altri scheletri,ma ad un anno esatto di distanza da quando ti ho perso,la
mia anima è ancora così legata a te da cercare di riaverti
. Anche se per poco.anche
se solo in piccole gocce di memoria. Questo voleva dirmi quel silenzio e quel
foglio bianco. Tornai correndo a casa ..ad ogni passo,ad ogni battito,il tuo
ricordo…dovevo sfogare quel sentimento represso a lungo e smettere di
essere così orgoglioso da non ammettere nemmeno con me stesso di pensare ancora
a te. Smettere di essere così orgoglioso da non ammettere che dal 3/3/3 non fai
che mancarmi

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Feb 28


Ci scusiamo con tutti i nostri clienti ma a causa di lavori al server su cui si appoggia il sito web del negozio online Artic Design, lo stesso potrebbe risultare offline in alcuni momenti. Ripristineremo il corretto funzionamento del sito web il più presto possibile.

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Feb 28

Lo Sportello Unico per le Attività Produttive del Trigno-Sinello non conosce crisi.
I procedimenti conclusi nell’anno 2009 sono stati 245 contro una media di provvedimenti degli anni dal 2005 al 2008 di 239.
Gabriele Marchese, sindaco di San Salvo e presidente dell’Associazione dei Comuni del Trigno-Sinello, si è dichiarato particolarmente soddisfatto “perché in un anno di crisi come il 2009 c’è stato un aumento di richieste di insediamento o ampliamento di imprese.
Questo fa bene sperare per il futuro del territorio e ci porta a pensare che si potrebbe avere presto un aumento dell’occupazione”.
Il 18% degli interventi sono avvenuti per attività artigianali, il 17% per attività industriali, il 10% in attività agricole, il 14% in attività turistico-ricettive, il 23% nei servizi e il 18% per le attività commerciali.
Quest’anno la Pilkington è stata autorizzata per 4 interventi: 1) la realizzazione di un locale serigrafia; 2) l’installazione di una nuova linea e forno di tempera; 3) l’installazione di due nuovi forni.
“Come si vede – aggiunge Marchese – l’industria locale dà segno di vivacità operativa e di precisa intenzione di consolidare il suo ruolo nella produzione di settore in quanto sta investendo svariate decine di milioni di euro in questo momento di crisi”.
Gli interventi si sono spalmati nel territorio della Regione Molise e della Regione Abruzzo.
Sia per numero che per importanza si sono concentrati ovviamente nei Comuni più grandi: Vasto, San Salvo, Agnone, Trivento, Casalbordino e Cupello.
Investimenti importanti relativi alla produzione di energia rinnovabile si stanno effettuando in vari Comuni della Regione Molise, sia per quanto riguarda il fotovoltaico che l’eolico.
Altri interventi importanti sono stati autorizzati per quanto riguarda la ricettività complessiva del territorio, la realizzazione di trabocchi e il miglioramento delle strutture balneari.
È stata autorizzata, inoltre, la variante per l’ampliamento del Porto Turistico di San Salvo che prevede 70 nuovi posti barca.
Tra i numerosi interventi autorizzati ci sono infine: il recupero di un fabbricato a Vasto per l’istituzione di un Centro Diurno per l’Autismo che è anche già stato realizzato; alcuni centri zootecnici ad Agnone; vari opifici nel campo agricolo a Cupello; la ristrutturazione di un Centro-Vacanze a Casalbordino; una cantina vinicola a Vasto; un capannone artigianale a Castiglione Messer Marino ed una stalla a Scerni.

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Feb 28

Erano circa le 5 di stamattina, quando in viale D’Annunzio a Vasto due uomini stavano tentando un furto ad un bar. Una donna insospettita dalla presenza dei due uomini ha allertato il 113. Una pattuglia degli uomini del Commissariato di Vasto si è prontamente recata sul posto, e dopo aver parcheggiato l’auto un pò distante gli agenti hanno raggiunto a piedi il bar. I due malviventi alla vista degli agenti sono subito fuggiti ma uno di loro è stato fermato ed arrestato dagli uomini della Polizia. Il ragazzo Naim Redouane, 25 anni di nazionalità marocchina è risultato privo del permesso di soggiorno. L’uomo arrestato per tentato furto aggravato in concorso, è stato trasferito al carcere di Torre Sinello a Vasto dove sarà a disposizione dell’autorità giudiziaria. Per il Vice Questore Ciammaichella, questo arresto è la dimostrazione che se i cittadini collaborano i risultati ci sono. A partire dalla prossima settimana, a rafforzare l’organico della locale Polizia arriveranno tre pattuglie per turno da parte del reparto Prevenzione Crimine di Pescara.

Luca Di Sciascio

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Feb 26

Affrettatevi e approfittate delle offerte perchè i saldi finiscono il 28 Febbraio; non fatevi sfuggire il momento!
Tra i nostri saldi invernali trovate offerte speciali con sconti fino al 50% sugli articoli per la casa e di decorazione di design scandinavo.
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Feb 26

“L’apertura dell’autoporto non può essere rimandata all’infinito.
Occorre prendere tutte le iniziative necessarie per affidare la gestione della struttura” – lo ha dichiarato il sindaco di San Salvo Gabriele Marchese che torna sull’argomento precisando quanto segue.
Il compito di individuare la Società di gestione compete esclusivamente alla Regione Abruzzo. Ad oggi la giunta regionale ha in mano tutti gli elementi per avviare le procedure di evidenza pubblica per selezionare la società di gestione.
L’autoporto collaudato e inaugurato a suo tempo aveva tutte le condizioni per funzionare e per dare un servizio di qualità al territorio.
La posizione del consigliere regionale Argirò, il quale ritiene che la struttura sia incompleta, appare non conforme alla situazione di fatto.
Anche eventuali riparazioni, infatti, competono al Consorzio Industriale retto da un Commissario nominato dalla Regione stessa.
Si tratta di mettere a disposizione del Commissario, il quale ha dato per altro dimostrazione di capacità operative, le risorse necessarie ad ottimizzare la struttura.
Il sindaco Marchese ritiene che il Bando per l’affidamento debba partire immediatamente e dichiara che provvederà a sollecitare in tutti i modi la Regione rimanendo a disposizione per collaborare e prendere tutte le iniziative di competenza del Comune di San Salvo.

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Feb 26

Si è svolto oggi l’incontro tra la dirigenza della Pilkington di San Salvo e i sindacati. Al termine dell’incontro, la multinazionale giapponese ha annunciato la cassa integrazione da 2 a 4 giorni per mille operai. Da venerdi’ 5 marzo a lunedi’ 8 marzo circa 400 lavoratori della linea accoppiato finiranno in cassa integrazione mentre il resto della fabbrica, ad eccezione del Float, si fermerà solo 2 giorni. Dopo i 70 interinali licenziati dall’azienda alcuni giorni fa, nei prossimi giorni potrebbero non essere rinnovati i contratti ad altri 40. Malgrado le rassicurazioni dell’azienda, tra riduzione di marcia degli impianti e trasferimento di particolari all’estero, la situazione per i lavoratori inizia ad essere davvero preoccupante.

Luca Di Sciascio

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Feb 26

Erano circa le 8.30 di questa mattina quando, per cause in corso di accertamenti un’auto è finita fuori strada sulla Fondo Valle Sinello nel territorio di Monteodorisio. La ragazza, A.D.F. 20 anni di Vasto dopo l’intervento dell’ambulanza del 118 è stata subito trasportata in eliambulanza all’Ospedale di Pescara. Attualmente la ragazza è ricoverata presso il nosocomio pescarese e le sue condizioni appaiono ancora gravi. Sul posto oltre al personale del 118 sono giunti anche i Vigili Del Fuoco del distaccamento di Vasto.

Luca Di Sciascio

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Feb 24

La proposta di legge sul commercio deliberata dalla Commissione “Industria e Commercio – Turismo” del Consiglio regionale dell’Abruzzo passa sulla testa dei territori, delle associazioni di categoria e delle amministrazioni locali – è quanto dichiara il sindaco di San Salvo Gabriele Marchese - Ancora una volta si adotta la logica dei Figli e Figliastri e si dà, inoltre, un forte potere discrezionale alla Giunta Regionale
Pur ritenendo necessario approfondire gli aspetti salienti della normativa, Marchese fa alcune riflessioni.
È difficile spiegarsi perché è stato abolito l’obbligo di chiusura nei giorni festivi per la grande distribuzione dei Comuni di Silvi Marina e Cepagatti obbligando i Centri Commerciali degli altri Comuni abruzzesi ad osservare alcune chiusure domenicali. Si dovrebbe chiedere ai Commissari che hanno votato questo provvedimento se stanno difendendo San Salvo e il comprensorio obbligando alla chiusura domenicale il Centro Commerciale “Insieme” il quale ha un concorrente come “Costa Verde” che può rimanere aperto tutte le domeniche dell’anno.
Con questa decisione inopportuna e penalizzante per il territorio, il centro-destra dimostra di non essere cosciente fino in fondo della gravità dei problemi che sta affrontando il Commercio in Italia e in Abruzzo.
È pertanto indispensabile evitare disparità di trattamento tra i territori ed impedire la concorrenza sleale.
L’altra importante questione è relativa alla grande distribuzione per la quale è prevista il blocco delle concessioni nei successivi 24 mesi dall’entrata in vigore della legge, fatte salve le autorizzazioni già in itinere e quelle da rilasciarsi nelle aree svantaggiate.
Anche qui occorre una riflessione attenta sulla necessità o meno di attivare nuovi Centri Commerciali.
Certo è che tutti devono essere messi nelle stesse condizioni, devono cioè poter agire in un libero mercato con regole certe.
Sembra quindi una lettura poco attenta del territorio in un momento di grave crisi e in cui bisogna trovare un punto di equilibrio tra le esigenze della piccola e media impresa commerciale, dei consumatori, dei lavoratori addetti al commercio e della grande distribuzione.
I sindaci chiedono di essere coinvolti nelle decisioni perché hanno puntuale conoscenza dei loro territori e chiedono ai rappresentanti regionali di essere convocati come rappresentanti delle Comunità locali.

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Feb 24

Le peculiarità e le potenzialità della riserva naturale di Punta Aderci di Vasto al centro dell’ultima conferenza stampa organizzata dal Comune di Vasto alla Borsa Internazionale del Turismo che si è chiusa ieri a Milano. Con il sindaco Luciano Lapenna erano presenti il presidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio, il vice presidente Antonio Tavani e Stefano Taglioli, in rappresentanza della cooperativa Cogecstre che si occupa della gestione dell’area protetta. Valenza naturalistica ed ambientale del territorio, il primo protetto sulla costa nella regione, ed una serie di iniziative - organizzate nel corso della stagione estiva - per vivere e sfruttare al meglio spazi ed opportunità offerte da un’area unanimente riconosciuta tra le più belle ed affascinanti dell’Adriatico: su questi aspetti si sono incentrate le analisi e le relazioni di Lapenna e Taglioli. “Per Vasto la promozione della riserva di Punta Aderci - ha spiegato il sindaco - rappresenta uno dei punti cardine nell’obiettivo di aprirci sempre più alle esigenze di un turista che guarda con maggiore attenzione alla conservazione dell’ambiente e dunque della flora e della fauna tipica del posto ed alla scoperta di territori affascinanti tra scogliere, calette, spiagge libere e promontori. E garantire sempre maggiori servizi ed informazioni al pubblico è fondamentale”. Taglioli ha ricordato gli ottimi riscontri avuti in occasione delle varie attività organizzate nell’ambito della riserva, dalle escursioni in canoa alle passeggiate notturne alla scoperta delle costellazioni; dalle escursioni in mountain bike al trekking sui sentieri della riserva con annesse degustazioni di prodotti dell’enogastronomia tipica locale.

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Feb 24

Suona un’ultima volta la campanella. È l’inizio di una nuova vita. Mi avvio lento verso l’uscita,triste ed emozionato come un gladiatore che si appresta a buttarsi nella mischia. Eccomi nell’arena. Istintivamente alzo la testa per scrutare il cielo. Piove ma il sole combatte per guadagnare.tra i pochi spiragli concessi dalle nubi,spazio. Ne nasce uno spettacolo paradossale. Toc toc. Alla mia porta si insinua la fragilità a cui però decido di non aprire.essendo in questo momento l’alleata di cui ho meno bisogno. E pur di eluderla mi eclisso,perdendomi nelle sensazioni che la natura ispira. Scompaio per un attimo. Per il mondo non ci sono. Con o senza di me continua comunque a piovere. A piovere sul bagnato,per il mare quell’acqua è solo un dettaglio. A piovere sul deserto,che non aspettava altro che essere consolato. A piovere sugli innocenti e sugli egoisti. A piovere sui pedoni,e sulle macchine. A piovere su ogni cosa e ogni persona senza distinzione. E allora con innocenza mi chiedo perché non siamo tutti uguali,se non davanti al tribunale dell’inferi. Una risposta interessante mi sorge altrettanto spontaneamente. Per non lasciare che la mia utopia rimanga inascoltata,la scrivo su un pezzetto di carta che prometto di affiggere al primo muro che avrei trovato. È assurdo avere la pretesa di cambiare il mondo,se non si parte smuovendo chi ci sta attorno. Faccio qualche passo in avanti e mi imbatto in un enorme pozzanghera. Prima di girarle attorno,mi ci specchio. E subito nuovi pensieri mi riconducono nel passato, alla ricerca di quei frammenti andati perduti. Di quelle briciole che ho lasciato per strada,e che ora affamato come sono vorrei recuperare. Chiudo gli occhi. Dall’aria che tira mi rendo conto di non essere più fuori scuola. Mi accorgo di star rivivendo in terza persona quel giorno di pioggia un po’ strano,l’ultimo di me e di te. Anche quell’oggi con il sole pioveva. E pioveva sulle nostre mani che si uniscono. E pioveva sui nostri volti pallidi che si riconoscono un’ultima volta. È il tempo dei saluti al retrogusto amaro di addio. Alla stazione un treno fischia,non sarà il tuo,ma mette comunque tristezza. Rallento i movimenti,rubo un po’ di sabbia al tempo pregandoti di non andar via. Ma tu ormai hai deciso,non ci sarà un biglietto di ritorno. Ti guardo inzuppato di amarezza mentre abbassi gli occhi. Non hai il coraggio di dirmi quella verità che io già conosco,quindi taci e rimani immobile rosa tu nel mio pugno. Ti stringo,le spine mi feriscono. Comincio a sanguinare. Una carezza,poi rimango solo su una panchina esanime. Nessuno a consolarmi,se non i mille pezzi del mio cuore che una folata di vento porterà via. Da allora sono passati quattro anni,ma non c’è stato modo di ritrovarli,se non per pochi istanti. Quelli che bastano alla mia mente per tornare indietro e nel tentativo di cancellarti,darti nuovamente la forza di scomporli. Eppure basterebbe solo dimenticare. Dimenticare il giorno in cui le mie lacrime e le tue bugie si perdevano tra quelle del cielo. Tra quello spazio infinito che mi divideva da un sole mai così indifferente e bugiardo. Eppure basterebbe solo dimenticare….

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Feb 22

Si è svolto nella tarda mattinata di oggi, l’incontro tra S.E. Mons.Bruno Forte Vescovo della diocesi Chieti/Vasto e le associazioni di Volontariato sansalvesi.
Mons.Forte che in questi giorni è in visita pastorale presso la parrocchia di San Giuseppe, ha incontrato le associazioni unitamente a don Raimondo Artese presso la sala parrocchiale.
Hanno partecipato all’incontro ben 14 associazioni di volontariato da quelle di Protezione Civile alla Croce Rossa, al WWF, ai Carabinieri in congedo, al FAI all’associazione Reduci di guerra, all’AVIS, all’AIDO ed altre ancora.
Sua Eccellenza Bruno Forte, ha definito queste associazioni come l’esercito della salvezza e ha lanciato l’idea di creare una tavola rotonda del volontariato tra le numerose associazioni di San Salvo.
Ampio risalto è stato dato da Mons.Forte al termine della “gratuità” al quale i volontari si ispirano mettendo da parte il profitto e ribadendo che i volontari devono essere spinti da uno spirito di coscienza e non per una visibilità personale.
Luca Di Sciascio

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Feb 22

Domenica pomeriggio amara per la formazione dell’U.S. San Salvo. Dopo diciassette risultati utili consecutivi in campionato la squadra biancazzurra è tornata alla sconfitta, la prima dell’era Bellomo. Il San Salvo reduce da uno straripante 0-6 a Pianella, è apparso poco lucido con una prestazione al di sotto delle proprie capacità. La compagine sansalvese priva del bomber Torres, ancora infortunato, è passata in svantaggio al 18’ del primo tempo in virtù della rete realizzata da Falone. Il pareggio per la squadra biancazzurra arriva al 26’ grazie al giovane Felice che batte il portiere ospite. Quando il primo tempo volgeva al termine, la squadra ospite trova nuovamente il goal con D’Intino che sigla il definitivo 1-2.
Nella ripresa il San Salvo tenta di fare la gara, mentre l’Amatori Passo Cordone sfrutta le ripartenze in contropiede. I biancazzurri del presidente Torricella non riescono comunque a rendersi pericolosi se non in un paio di circostanze. L’occasione ghiotta per il San Salvo arriva al 85’, quando su una punizione dal limite, Trotta colpisce il palo pieno e la difesa ospite libera l’area di rigore.
La strada per la formazione biancazzurra appare in leggera salita, visto che adesso sarà attesa da tre gare consecutive non facili a partire dalla trasferta di domenica prossima a Torricella Peligna, per poi passare alle gare contro la Virtus Cupello e la Flacco Porto Pescara.
Vincono tutte le formazioni del vastese impegnate nel campionato di Promozione girone B. Il Vasto Marina liquida 3-1 il Pianella, la capolista Virtus Cupello espugna 2-3 il campo del Silvi e vince pure lo Scerni 2-0 in trasferta contro l’insidiosa Vestina Penne.

CLASSIFICA AGGIORNATA DOPO LA 26° GIORNATA:

Virtus Cupello 51; Torricella Peligna 50; Flacco Porto Pe; Casalincontrada 43; Folgore Sambuceto 42; San Salvo, Lauretum 41; Vasto Marina 40; Acqua e Sapone 39; Vestina Penne 36; Scerni 33; Perano, Moscufo 32; Torre Alex 29; Amatori Passo Cordone 27; Castelfrentano 19; Pianella 18; Silvi 16.

Luca Di Sciascio

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Feb 20

Il sindaco di San Salvo Gabriele Marchese interviene sui ritardi che si stanno avendo nell’attivazione e nel completamento dell’autoporto.
L’apertura della struttura è assolutamente indispensabile per l’economia di San Salvo e per l’intero comprensorio andando a determinare lo sviluppo della logistica in una delle aree più industrializzate della Regione Abruzzo.
Da qualche anno, a scadenze regolari, si interviene sull’argomento.
Il presidente di Confindustria e la Confederazione Nazionale dell’Artigianato hanno più volte sollecitato la Regione a predisporre gli strumenti per l’apertura dell’autoporto.
Ogni volta la Regione ha assicurato un intervento risolutivo che puntualmente è caduto nel dimenticatoio.
“Non possiamo più accettare colpevoli ritardi in ordine all’attivazione delle procedure – ha dichiarato il sindaco Marchese - Chiedo alla Regione di dare attuazione alla legge regionale n. 28 del 2002, che essa stessa si è data.
Chiedo, inoltre, a tutti gli organi interessati di vigilare e di prendere ogni opportuna iniziativa per indurre la Regione a fare ciò che gli compete per obbligo di legge.
Non si può più perdere altro tempo. È con urgenza che occorre sia emanare il bando per l’attivazione e la gestione della struttura sia stanziare fondi per il miglioramento della stessa” – ha concluso Marchese.

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Feb 18

Leggerezza, trasparenza, delicatezza e colori chiari, sono i temi di Iittala per la primavera 2010.
I nuovi e brillanti colori sono il verde acqua e il blu cobalto.
Trovi i bicchieri Kartio nei nuovi colori nello shop online di Artic Design, clikka qui (Il colore blu cobalto è disponibile ora, il verde acqua lo sarà alla fine di febbraio).

I magnifici contenitori Iittala Jars sono disponibili in nuovi formati e nuovi colori, guarda il blu cobalto e il verde acqua qui.

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Feb 18


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Alto Malcantone, 13.02.2010
in una mappa di dimensioni maggiori

Percorso effettuato: Bedano (Q340) - Arosio (Q830) - Mugena (Q810) - Vezio (Q780) - Frescoggia (Q830) - Breno (Q790) - Miglieglia (Q705) - Novaggio (Q630). Rientro
a Bedano con il postale da Novaggio.

Difficoltà: sentiero T1, in parte su asfalto.

Dislivello: salita circa 1′000 metri, discesa circa 600 metri.

Lunghezza del percorso: 17 chilometri.

Sforzo equivalente: 27 chilometri.

Durata (incluse le pause, senza il viaggio di rientro con il postale): 7 ore.

Riferimenti: il
“Sentiero del castagno”
, “La strada verde”, il Malcantone su Wikipedia, l’aragonite su Wikipedia.

Nota: ho catalogato questa escursione sotto la categoria “trekking impegnativo”, dato che lo sforzo equivalente è di circa 27 chilometri. Ciò non ostante, la zona tra Novaggio ed Arosio si presta
benissimo a stupende passeggiate famigliari, soprattutto seguendo il sentiero del castagno (vedi riferimento sopra).

Conosci l’Alto Malcantone? Io no, non lo conoscevo. Non ostante sia a pochi passi da casa mia, in tutta la vita non c’ero mai stato. Avevo addocchiato la zona diverse volte, non ultima quando il
06.09.2009 stavo scendendo con la teleferica dal Monte Lema verso Miglieglia, e sulla mia
sinistra si apriva questa bella valle.

Il nome Malcantone deriva da un fatto storico. Oggi, chi sale da Milano (per strada o ferrovia) per dirigersi verso Nord, raggiunge Como, poi si inoltra fino a Bissone, dove passa il lago di
Lugano sul ponte di Melide, e continua poi verso Lugano, e la valle del Vedeggio che lo porta al Monte Ceneri. Nel Medioevo, dato che il ponte di Melide non esisteva (è stato costruito alla fine
del 1800 per la ferrovia), saliva a Varese, poi Ponte Tresa, passava il fiume Tresa, percorreva le sponde del lago di Lugano in direzione di Taverne. Questa zona era frequentata da briganti, che
avevano la poco piacevole abitudine di attaccare i convogli che passavano per depredarli. I viaggiatori lo sapevano, e di conseguenza la zona venne definita “mal cantone” (dal vecchio italiano
cantone = zona, area). Da qui il nome che si porta dietro tutt’ora. Ma non è finita: passato il Monte Ceneri, per scendere verso Bellinzona, dovevano passare un’ulteriore zona infestata da
briganti. Il loro covo venne chiamato “ruba il sacco”, da cui il Robasacco di oggi… Viaggiare, una volta, non era mica facile! Ah, e Taverne prende il nome dal fatto che durante il Medioevo era
sede di diverse osterie con alloggio e stallaggi, per dare ospitalità ai viandanti prima che affrontassero il Monte Ceneri, o se vi venivano. Chiaramente non gratuitamente :-)

Non abbiamo voglia di mettere le ciaspole, per cui mi studio un percorso a bassa quota, e la memoria, cadendo sui ricordi di quanto visto durante la discesa dal Lema, mi fa analizzare un percorso
nell’Alto Malcantone. Decido di partire da Bedano, salire ad Arosio, poi toboga in discesa fino a Novaggio, percorrendo così quasi tutta la valle. L’organizzazione richiede un po’ di attenzione,
dato che il postale che scende da Arosio ferma a Gravesano. Decidiamo di trovarci a Gravesano, lasciarvi un auto, andare a Bedano con la seconda, e alla sera recuperare la seconda a Bedano
utilizzando quella lasciata a Gravesano.

09:00 Pronti per la partenza a Bedano. La meteo è semplicemente splendida, con un cielo azzurro e terso che invoglia già lui a mettersi in cammino. Con noi Danila e Pierfranco. Dato che Danila si
lamenta sempre (a ragione) delle sorprese, decido di scattare una foto di gruppo a perenne memoria, nel caso non dovessero più trovarci. La zona di Gravesano e Bedano era apprezzata per
l’estrazione dell’aragonite, minerale di calcio di bella presenza.

2010.02.13-Alto-Malcantone 0986
Tentiamo (soprattutto io) di bere il caffé prima di partire, ma senza speranza. In breve troviamo il sentiero di salita verso Arosio, con l’indicazione 1.5 ore. Come al solito mi sento preso per
i fondelli, ma scoprirò poi con piacere che stavolta più o meno l’indicazione corrispondeva alla mia velocità. Un po’ di esitazione all’altezza di un pozzo di sfogo di un riale, poi capiamo che
il sentiero continua sulla destra, e ci avventuriamo. Lungo il tragitto, un cartello che è un invito all’amicizia e alla compagnia.

2010.02.13-Alto-Malcantone 0991
Vista, come al solito a queste basse quote, niente. La vegetazione, anche se non ha foglie, è abbastanza fitta da togliere la panoramica.

09:20 Breve scorcio laterale, che mi permette di immortalare il Bar.

2010.02.13-Alto-Malcantone 0994
Il sentiero sale piuttosto deciso in questa prima parte, e come al solito resto indietro…

2010.02.13-Alto-Malcantone 0993
10:10 Salendo il sentiero inizia a coprirsi di neve. Poca e rada all’inizio, poi sempre più alta. In due occasioni abbiamo sentito dei rumori che ci hanno fatto pensare a selvatici ungulati che
stavano scappando, ma non siamo riusciti a vederli. Però le traccie lasciate sono abbastanza evidenti.

2010.02.13-Alto-Malcantone 1011
Continuiamo a sentire il rumore della cività, in particolare quello dell’autostrada, poi arriviamo ad un bivio nel bosco, il sentiero inizia a spianarsi, e capiamo che finalmente stiamo per
scollinare.

2010.02.13-Alto-Malcantone 1012
10:25 In effetti la vegetazione inizia a diradarsi, il cielo a mostrasi, e la pendenza diviene meno impegnativa. Una volta ad Arosio, il grosso della salita per oggi lo avremo fatto.

2010.02.13-Alto-Malcantone 1014
Incrociamo una strada forestale in prossimità di una segheria. Guardando indietro, scorgo il Pizzo di Claro ed il Piz de Molinera, montagne che sovrastano casa mia.

2010.02.13-Alto-Malcantone 1016
10:35 Siamo alla periferia di Arosio, ed è tutta un’attività edilizia. Cantieri ovunque, casette nuove appena terminate. La zona deve essere decisamente rinomata. In effetti, in condizioni
normali penso che in meno di mezz’ora si possa arrivare a Lugano, e la vista e la collocazione sono magnifici. Di fronte a noi (zoomato) il Monte Bar (tutto a sinistra) e la sua capanna (tutta a
destra).

2010.02.13-Alto-Malcantone 1022
Dalla pendenza si capisce perché in inverno è così frequentata dagli ciaspolatori: la pendenza è al di sotto  dei 30° oltre i quali vi è possibilità di slavine. Ma soprattutto, niente più
rumori di traffico: tranquillità, e silenzio naturale.

10:45 Siamo in centro paese. Anche qui di bar aperti nisba. Mi sa che dovrò fare a meno del caffé ancora per un po’. Qui inizia il sentiero del castagno, che seguiremo per buona parte della
giornata. La prima meta è Mugena, e là davanti vediamo già il Monte Lema, ai cui piedi arrivermo questo pomeriggio.

2010.02.13-Alto-Malcantone 1034
Il sentiero scende. portandoci in una conca con una piccola scuderia, gira largo verso sinistra, per tornare poi a rialzarsi e portarci verso Mugena. L’ultimo tratto è un po’ più iimpegnativo:
neve ghiacciata, bisogna fare attenzione a come e dove si cammina.

11:10 In vista di Mugena. Il paesino (come tutti gli altri) è abbarbicato sulle pendici nord della montagna, in modo da ottimizzare l’esposizione al sole.

2010.02.13-Alto-Malcantone 1051
11:20 Il nucleo è ben conservato. Le case tutte attaccate le une alle altre (la privacy era un optional). Su di un muro, una meridiana senza gnomone, e poco più avanti una seconda, anche lei
senza gnomone.

2010.02.13-Alto-Malcantone 1055
Attraversiamo tutto il paesino, continuiamo per meno di 1 chilometro lungo la strada asfaltata che porta a Breno, poi vediamo la diramazione del sentiero. Lungo la strada il percorso sarebbe più
corto, dato che il sentiero fa una lunga curva seguendo la valletta laterale che porta verso la catena del Tamaro, per alzarsi poi e passare sopra a Vezio e Frescoggia. Abbiamo deciso di seguire
questo percorso, per evitare la strada e l’asfalto. Lungo il sentiero, montagne di m…. Deve esserci un pascolo… In effetti una giovane scozzese ci attende poco oltre.

2010.02.13-Alto-Malcantone 1063
11:40 Il sentiero è entrato deciso nella valletta laterale. La neve comincia ad essere tanta, per fortuna altre persone sono passate prima di noi.

2010.02.13-Alto-Malcantone 1068
Poco oltre, un ponticello che permette di passare il riale che scaturisce dalle montagne. Appena oltre, la zona con un piccolo bacino artificiale, costruito per facilitare l’opera di spegnimento
in caso di incendio. Piccola discussione se fermarsi qui per il pranzo, anche se non è ancora mezzogiorno. Valutiamo i pro ed i contro: una zona così tranquilla e soleggiata difficilmente la
ritroviamo. Si mangia.

2010.02.13-Alto-Malcantone 1076
Ai bordi del laghetto, un castagno vecchissimo.

2010.02.13-Alto-Malcantone 108812:30 Dopo i soliti due panini, thé caldo, una riga di cioccolata, e quattro chiacchere in libertà, ripartiamo. Davanti a noi il sentiero che sale per scollinare nuovamente in
direzione di Vezio.

2010.02.13-Alto-Malcantone 1089
12:35 Arriviamo al bivio che scende nuovamente verso Vezio, o che porta sopra lo stesso. Discussione: Danila e Pierfranco lo hanno già percorso. E’ esposto a Nord, e in certi punti stretto. Con
la quantità di neve presente, ed il freddo, rischiamo di trovare molto ghiaccio: troppo pericoloso. Decidiamo di riportarci verso la strada.

2010.02.13-Alto-Malcantone 1093
Scendendo trovo un punto di stratificazione verticale, che presenta evidenti segni di ferro, e meno di due metri più in là non ce n’è più traccia. Arriviamo alla strada: abbiamo percorso circa
tre chilometri per spostarci di meno di uno :-)

12:45 Vezio. Anche qui entriamo nel paesino. Non abbiamo incontrato praticamente anima viva in nessuno dei tre che abbiamo già passato. Anche qui il nucleo è ben tenuto, Lo attraversiamo tutto
per riprendere il nostro sentiero, che scende nuovamente.

2010.02.13-Alto-Malcantone 1104
13:00 Siamo scesi sotto la strada principale. Sulla nostra sinistra un piccolo altopiano, al centro della valle, con una grande fattoria che è stata riconvertita in agriturismo. E dietro di noi,
bella vista su Arosio.

2010.02.13-Alto-Malcantone 1117
E là davanti, invece, Aranno, dal quale non passeremo, dato che si trova sull’altra sponda della valle.

2010.02.13-Alto-Malcantone 1121
Il sentiero (è una forestale) continua passando sotto Frescoggia, che di conseguenza non visitiamo. Poi si inerpica nuovamente, e ci riporta sulla strada, grazie alla quale entriamo in paese.
Alla nostra sinistra appare il Monte Generoso.

2010.02.13-Alto-Malcantone 1124
Settimana scorsa, dal Poncione
d’Arzo
, lo avevo visto da un’altra angolazione… Intanto anche il Lema si avvicina.

2010.02.13-Alto-Malcantone 1125
13:30 Entriamo a Breno, e lo passiamo percorrendo le sue viuzze. La chiesa, la piazza principale, fontane, acciotolato. Tutto lindo e ben tenuto. Dalla terrazza posta davanti alla chiesa,
vista imprendibile in tutte le direzioni.

2010.02.13-Alto-Malcantone 1144
Usciamo, e nel contempo involontariamente una signora del posto si affianca a noi. Sta per fare una passeggiata, e percorriamo assieme un tratto del sentiero che porta verso Miglieglia. Il
sentiero si stacca nuovamente dalla strada principale, per portarci in una valletta. Arriviati al bivio per il Lema / Miglieglia, la signora si congeda, e Danila mi fa notare le seconde primule
di quest’anno.

2010.02.13-Alto-Malcantone 1153
Noi prendiamo a sinistra, passando subito un ponticello. Qui il sentiero è esposto a Nord, ed in effetti vi è abbastanza ghiaccio. Abbiamo fatto bene ad evitare il tratto sopra Frescoggia e
Vezio: ci avrebbe potuto causare delle difficoltà.

14:00 Sguardo verso Breno.

2010.02.13-Alto-Malcantone 1165
14:20 Il sentiero è terminato, siamo ritornati sulla strada. Abbiamo già visto i piloni della teleferica che porta al Lema. La zona è fredda, con continue cascatelle di ghiaccio lungo le pareti
di sasso. Qui il sole non batte per buona parte dell’anno.

2010.02.13-Alto-Malcantone 1178
Camminando raccolgo tre bottigliette di birra lasciate lungo il bordo della strada. La maleducazione non ha limiti. Il bello è che se qualcuno mi vede, penserà che io sia un alcoolizzato, proprio
io che non tocco mai una goccia di alcool. Ma per la natura si fa questo ed altro.

14:30 Siamo quasi arrivati a MIglieglia. Siamo andati decisamente più veloci di quanto immaginassi. Il postale che ci riporterà a Gravesano parte solo alle 17:01 da Novaggio, e da Miglieglia a
Novaggio ci vuole solo una mezz’oretta. Dietro di noi riappare Breno, splendida nella sua posizione dominante.

2010.02.13-Alto-Malcantone 1185
14:40 Siamo in centro paese, dove si sta organizzando il carnevale.

2010.02.13-Alto-Malcantone 1194
Finalmente un bar aperto!!!! Entriamo, tanto abbiamo tutto il tempo che vogliamo, e finalmente, finalmente posso bermi il mio caffé.

15:10 Dopo aver sistemato diversi bisogni, ci rimettiamo in marcia verso Novaggio. Il sentiero scende seguendo la cresta della montagna, e nuovamente troviamo diversi punti ghiacciati. Arrivati
in fondo troviamo un ristorante, sei stelle, con tanto di armigero che fa la guarda., e la ruota di un antico mulino.

2010.02.13-Alto-Malcantone 1210
15:40 Il sentiero ha toccato il punto più basso, e ricomincia a salire. Vediamo nuovamente Breno dietro di noi.

2010.02.13-Alto-Malcantone 1214
15:45 Usciamo dalla valletta incassata che abbiamo percorso, e vediamo Aranno di fronte a noi.

2010.02.13-Alto-Malcantone 1234
Il sole sta iniziando a tramontare, e i colori diventano più soffusi. Bellissimo.

16:00 Siamo a Novaggio. Controlliamo gli orari del postale, per verificare se ve ne sia uno prima, ma niente da fare. Decidiamo di imboscarci in un bar, in modo da non prendere freddo.
Percorriamo le viuzze di Novaggio, con cartelli d’altri tempi. Eccone uno ad esempio.

2010.02.13-Alto-Malcantone 1229
Devo fare attenzione: in piano io galoppo a 7 Km/ora, rischio una brutta multa.

Ci lasciamo guidare dal naso, ed entriamo nel ristorante-pizzeria Belcantone. Normalmente,
quando entro in un bar di paese con gli scarponi ed il sacco, mi guardano male, come se penssassero “chissà se avrà i soldi per pagare” o “adesso mi sporca tutto il pavimento di fango” o ancora
“prenderà un bicchiere d’acqua e farà storie per pagare dicendo che è troppo cara”. Sono pronto al peggio, sempre. E invece, miracolo, ci si fa incontro un giovane cortese, con un bel sorriso. Ci
fa accomodare, è gentilissimo di sua natura, non per forza. Facciamo una merenda splendida con formaggio stagionato dell’alpe, salamino, pane scurso croccante. E per finire in bellezza, ci porta
un assaggio di crema di ceci e carciofo crudo, senza sovrapprezzo. Ci racconta della sua passione per la ristorazione, di come hanno ristrutturato le camere con letti a baldacchino. La sala da
pranzo ben apparecchiata, tovaglie in tessuto e non in carta, una bella terrazza esterna che deve essere una goduria in estate. La carta propone piatti equilibrati, ad un prezzo onesto. E c’è
anche la pizzeria. Senti, normalmente io non faccio pubblicità, e Fulvio non mi ha pagato, ma questi signori meritano veramente una visita. Io ci tornerò.

17:00 Saltiamo sul postale che ci porterà fino a Breno, dove cambieremo per prendere quello che ci porterà a Gravesano.

17:18 Stiamo correndo per arrivare alla fermata del secondo postale, il primo ci ha lasciati fuori paese. La luce indora il Bar ed il Garzirola. Mentre falchiamo per le stradine, scatto di
corsa.

2010.02.13-Alto-Malcantone 1238
17:50 Siamo a Gravesano. Danila e Pier ci accompagnano a Bedano a recuperare la nostra auto, poi via verso casa. Escursione splendida, zona meravigliosa, ci torneremo.

Clicka qui se vuoi vedere tutte le foto dell’escursione (non che ci sia qualcosa di
speciale).

fonte: montagnaticino.over-blog.com » Vai al post originale

Feb 18

Le finali Nazionali Under 17 di Pallacanestro. Ma anche il turismo naturalistico con l’esempio della Riserva di Punta Aderci e quello religioso con il primo tratto percorribile a piedi del cammino dell’apostolo Tommaso.
Sono queste alcune delle principali anteprime che l’Amministrazione Comunale presenterà alla Borsa Internazionale del Turismo che apre i battenti domani a Milano.
“Le finali di Pallacanestro – ha detto stamane il Sindaco Luciano Lapenna – in programma nella nostra città dal 14 al 20 giugno, grazie alla presenza in città di oltre cinquecento addetti, ci permetteranno di lanciare nel migliore dei modi la stagione estiva 2010. Eventi di questo genere consentono a Vasto di diventare sempre più competitiva e di conquistare nuove nicchie di mercato dal momento che l’obiettivo di destagionalizzare il turismo è sempre più una priorità sia per gli amministratori che per gli operatori”.
L’evento sarà presentato a Milano, nello stand della Regione Abruzzo, in collaborazione con l’area comunicazione della Fip, nel corso di una conferenza stampa in programma sabato 20, alle ore 17,30, alla presenza dei massimi esponenti della Federazione Italiana Pallacanestro.
Gli altri due appuntamenti con la stampa specializzata sono in programma venerdì 19, alle ore 12,15, di concerto con la Provincia di Chieti, per la presentazione del primo tratto percorribile a piedi del Cammino dell’Apostolo Tommaso e domenica 21, alle ore 12, sempre allo stand della Regione Abruzzo, per il turismo naturalistico con “l’esempio della Riserva di Punta Aderci.”
A Milano Vasto avrà un testimonial d’eccezione: il Campione di Motociclismo Andrea Iannone, che, sempre nella giornata di sabato 20, alle 11, presenzierà nell’area dello stand della Regione Abruzzo, richiamando l’attenzione sei suoi numerosi fans.
I settori turismo e cultura, intanto, stanno lavorando da tempo per l’allestimento del calendario delle manifestazioni estive. Confermati tutti gli appuntamenti storici, dal Vasto Film Festival al Toson d’oro. Particolare attenzione sarà riservata all’enogastronomia ed in modo particolare alla promozione del piatto tipico della nostra città, il brodetto di pesce alla vastese.
Il cartellone completo di tutte le manifestazioni dell’estate 2010 sarà presentato alla stampa il prossimo mese di maggio.

fonte: sansalvoedintorni.blogspot.com » Vai al post originale

Feb 18

La Provincia di Chieti ha provveduto all’approvazione della riorganizzazione degli istituti scolastici di tutto il territorio.
Le scuole di San Salvo non sono state prese in alcuna considerazione mortificando l’offerta formativa in un Comune dinamico e che vede in costante aumento la popolazione scolastica.
È forte la protesta del sindaco Gabriele Marchese che chiede di rivedere il Piano Scolastico coinvolgendo pienamente i sindaci e tutti gli attori che nel territorio hanno una funzione specifica. Marchese chiede di incrementare l’offerta formativa offrendo nuove opportunità agli studenti del territorio.
Per l’Istituto Tecnico Commerciale chiede nuovi indirizzi di amministrazione, finanza e marketing, nonché turismo; per quello Professionale chiede l’istituzione di servizi commerciali, sociosanitari, manutenzione ed assistenza tecnica, produzioni industriali; per il Liceo Scientifico, il Diploma di Liceo Scientifico con opzione “Scienze Applicate”.
Durante la fase di studio della rete scolastica è mancata la collaborazione dei consiglieri provinciali di maggioranza.
Tutti i territori sono stati difesi ad esclusione del nostro.
Il sindaco, per fugare ogni dubbio e incertezza, ha inviato nota al Presidente della Provincia e al dirigente dell’ufficio scolastico provinciale per le richieste specificate con la certezza che verrà da tutti compresa l’importanza di qualificare la formazione del nostro territorio ed, in particolare, di offrire ulteriori occasioni di crescita alla nostra città.

fonte: sansalvoedintorni.blogspot.com » Vai al post originale

Feb 18

Questa mattina, in conferenza stampa, sono state presentate due rassegne cinematografiche promosse dall’amministrazione comunale, che si terranno nei mesi di febbraio e marzo, con ingresso gratuito, presso il Centro Culturale Aldo Moro.
Lo hanno annunciato il sindaco Gabriele Marchese e l’assessore alla cultura Mauro Naccarella.
“Con lo slogan Tutti al Cinema presentiamo a San Salvo una rassegna di film d’essai e una di film per ragazzi offrendo ai più giovani un’occasione di svago e al contempo di crescita culturale attraverso quello straordinario tuffo nella fantasia, nell’immaginazione e nel sogno che sa regalare il grande schermo e proponendo, agli appassionati di film d’autore, una selezione di proiezioni tra le migliori dell’ultimo anno – ha detto il primo cittadino”.
La rassegna d’essai si terrà dal 18 febbraio al 1 aprile ogni giovedì alle ore 21:00 con il seguente programma:
- 18 FEBBRAIO – GLI ABBRACCI SPEZZATI
- 25 FEBBRAIO – GLI AMICI DEL BAR MARGHERITA
- 4 MARZO – MILK
- 11 MARZO – FORTAPASC
- 18 MARZO – LA PRIMA LINEA
- 25 MARZO – LA SICILIANA RIBELLE
- 1 APRILE – ALZA LA TESTA
La rassegna di film per ragazzi si terrà dal 20 febbraio al 20 marzo ogni sabato alle ore 17:00 con il seguente programma:
- 20 FEBBRAIO - ALVIN 2
- 27 FEBBRAIO – L’ERA GLACIALE 3
- 6 MARZO – PLANET 51
- 13 MARZO – ARTHUR E LA VENDETTA DI MALTAZARD
- 20 MARZO - UP
“Rispondiamo in questo modo anche alla richiesta di ampliare le opportunità e i momenti di aggregazione ed intrattenimento avanzata dal consiglio dei ragazzi della nostra città, da un lato, mentre dall’altro, offriamo agli appassionati di cinema sette serate diverse da trascorrere in città” – ha concluso l’assessore Naccarella.
In allegato si riportano schede e trame dei film.

fonte: sansalvoedintorni.blogspot.com » Vai al post originale

Feb 16


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Alto Malcantone, 13.02.2010
in una mappa di dimensioni maggiori

Percorso effettuato: Bedano (Q340) - Arosio (Q830) - Mugena (Q810) - Vezio (Q780) - Frescoggia (Q830) - Breno (Q790) - Miglieglia (Q705) - Novaggio (Q630). Rientro
a Bedano con il postale da Novaggio.

Difficoltà: sentiero T1, in parte su asfalto.

Dislivello: salita circa 1′000 metri, discesa circa 600 metri.

Lunghezza del percorso: 17 chilometri.

Sforzo equivalente: 27 chilometri.

Durata (incluse le pause, senza il viaggio di rientro con il postale): 7 ore.

Riferimenti: il
“Sentiero del castagno”
, “La strada verde”, il Malcantone su Wikipedia, l’aragonite su Wikipedia.

Nota: ho catalogato questa escursione sotto la categoria “trekking impegnativo”, dato che lo sforzo equivalente è di circa 27 chilometri. Ciò non ostante, la zona tra Novaggio ed Arosio si presta
benissimo a stupende passeggiate famigliari, soprattutto seguendo il sentiero del castagno (vedi riferimento sopra).

Conosci l’Alto Malcantone? Io no, non lo conoscevo. Non ostante sia a pochi passi da casa mia, in tutta la vita non c’ero mai stato. Avevo addocchiato la zona diverse volte, non ultima quando il
06.09.2009 stavo scendendo con la teleferica dal Monte Lema verso Miglieglia, e sulla mia
sinistra si apriva questa bella valle.

Il nome Malcantone deriva da un fatto storico. Oggi, chi sale da Milano (per strada o ferrovia) per dirigersi verso Nord, raggiunge Como, poi si inoltra fino a Bissone, dove passa il lago di
Lugano sul ponte di Melide, e continua poi verso Lugano, e la valle del Vedeggio che lo porta al Monte Ceneri. Nel Medioevo, dato che il ponte di Melide non esisteva (è stato costruito alla fine
del 1800 per la ferrovia), saliva a Varese, poi Ponte Tresa, passava il fiume Tresa, percorreva le sponde del lago di Lugano in direzione di Taverne. Questa zona era frequentata da briganti, che
avevano la poco piacevole abitudine di attaccare i convogli che passavano per depredarli. I viaggiatori lo sapevano, e di conseguenza la zona venne definita “mal cantone” (dal vecchio italiano
cantone = zona, area). Da qui il nome che si porta dietro tutt’ora. Ma non è finita: passato il Monte Ceneri, per scendere verso Bellinzona, dovevano passare un’ulteriore zona infestata da
briganti. Il loro covo venne chiamato “ruba il sacco”, da cui il Robasacco di oggi… Viaggiare, una volta, non era mica facile! Ah, e Taverne prende il nome dal fatto che durante il Medioevo era
sede di diverse osterie con alloggio e stallaggi, per dare ospitalità ai viandanti prima che affrontassero il Monte Ceneri, o se vi venivano. Chiaramente non gratuitamente :-)

Non abbiamo voglia di mettere le ciaspole, per cui mi studio un percorso a bassa quota, e la memoria, cadendo sui ricordi di quanto visto durante la discesa dal Lema, mi fa analizzare un percorso
nell’Alto Malcantone. Decido di partire da Bedano, salire ad Arosio, poi toboga in discesa fino a Novaggio, percorrendo così quasi tutta la valle. L’organizzazione richiede un po’ di attenzione,
dato che il postale che scende da Arosio ferma a Gravesano. Decidiamo di trovarci a Gravesano, lasciarvi un auto, andare a Bedano con la seconda, e alla sera recuperare la seconda a Bedano
utilizzando quella lasciata a Gravesano.

09:00 Pronti per la partenza a Bedano. La meteo è semplicemente splendida, con un cielo azzurro e terso che invoglia già lui a mettersi in cammino. Con noi Danila e Pierfranco. Dato che Danila si
lamenta sempre (a ragione) delle sorprese, decido di scattare una foto di gruppo a perenne memoria, nel caso non dovessero più trovarci. La zona di Gravesano e Bedano era apprezzata per
l’estrazione dell’aragonite, minerale di calcio di bella presenza.

2010.02.13-Alto-Malcantone 0986
Tentiamo (soprattutto io) di bere il caffé prima di partire, ma senza speranza. In breve troviamo il sentiero di salita verso Arosio, con l’indicazione 1.5 ore. Come al solito mi sento preso per
i fondelli, ma scoprirò poi con piacere che stavolta più o meno l’indicazione corrispondeva alla mia velocità. Un po’ di esitazione all’altezza di un pozzo di sfogo di un riale, poi capiamo che
il sentiero continua sulla destra, e ci avventuriamo. Lungo il tragitto, un cartello che è un invito all’amicizia e alla compagnia.

2010.02.13-Alto-Malcantone 0991
Vista, come al solito a queste basse quote, niente. La vegetazione, anche se non ha foglie, è abbastanza fitta da togliere la panoramica.

09:20 Breve scorcio laterale, che mi permette di immortalare il Bar.

2010.02.13-Alto-Malcantone 0994
Il sentiero sale piuttosto deciso in questa prima parte, e come al solito resto indietro…

2010.02.13-Alto-Malcantone 0993
10:10 Salendo il sentiero inizia a coprirsi di neve. Poca e rada all’inizio, poi sempre più alta. In due occasioni abbiamo sentito dei rumori che ci hanno fatto pensare a selvatici ungulati che
stavano scappando, ma non siamo riusciti a vederli. Però le traccie lasciate sono abbastanza evidenti.

2010.02.13-Alto-Malcantone 1011
Continuiamo a sentire il rumore della cività, in particolare quello dell’autostrada, poi arriviamo ad un bivio nel bosco, il sentiero inizia a spianarsi, e capiamo che finalmente stiamo per
scollinare.

2010.02.13-Alto-Malcantone 1012
10:25 In effetti la vegetazione inizia a diradarsi, il cielo a mostrasi, e la pendenza diviene meno impegnativa. Una volta ad Arosio, il grosso della salita per oggi lo avremo fatto.

2010.02.13-Alto-Malcantone 1014
Incrociamo una strada forestale in prossimità di una segheria. Guardando indietro, scorgo il Pizzo di Claro ed il Piz de Molinera, montagne che sovrastano casa mia.

2010.02.13-Alto-Malcantone 1016
10:35 Siamo alla periferia di Arosio, ed è tutta un’attività edilizia. Cantieri ovunque, casette nuove appena terminate. La zona deve essere decisamente rinomata. In effetti, in condizioni
normali penso che in meno di mezz’ora si possa arrivare a Lugano, e la vista e la collocazione sono magnifici. Di fronte a noi (zoomato) il Monte Bar (tutto a sinistra) e la sua capanna (tutta a
destra).

2010.02.13-Alto-Malcantone 1022
Dalla pendenza si capisce perché in inverno è così frequentata dagli ciaspolatori: la pendenza è al di sotto  dei 30° oltre i quali vi è possibilità di slavine. Ma soprattutto, niente più
rumori di traffico: tranquillità, e silenzio naturale.

10:45 Siamo in centro paese. Anche qui di bar aperti nisba. Mi sa che dovrò fare a meno del caffé ancora per un po’. Qui inizia il sentiero del castagno, che seguiremo per buona parte della
giornata. La prima meta è Mugena, e là davanti vediamo già il Monte Lema, ai cui piedi arrivermo questo pomeriggio.

2010.02.13-Alto-Malcantone 1034
Il sentiero scende. portandoci in una conca con una piccola scuderia, gira largo verso sinistra, per tornare poi a rialzarsi e portarci verso Mugena. L’ultimo tratto è un po’ più iimpegnativo:
neve ghiacciata, bisogna fare attenzione a come e dove si cammina.

11:10 In vista di Mugena. Il paesino (come tutti gli altri) è abbarbicato sulle pendici nord della montagna, in modo da ottimizzare l’esposizione al sole.

2010.02.13-Alto-Malcantone 1051
11:20 Il nucleo è ben conservato. Le case tutte attaccate le une alle altre (la privacy era un optional). Su di un muro, una meridiana senza gnomone, e poco più avanti una seconda, anche lei
senza gnomone.

2010.02.13-Alto-Malcantone 1055
Attraversiamo tutto il paesino, continuiamo per meno di 1 chilometro lungo la strada asfaltata che porta a Breno, poi vediamo la diramazione del sentiero. Lungo la strada il percorso sarebbe più
corto, dato che il sentiero fa una lunga curva seguendo la valletta laterale che porta verso la catena del Tamaro, per alzarsi poi e passare sopra a Vezio e Frescoggia. Abbiamo deciso di seguire
questo percorso, per evitare la strada e l’asfalto. Lungo il sentiero, montagne di m…. Deve esserci un pascolo… In effetti una giovane scozzese ci attende poco oltre.

2010.02.13-Alto-Malcantone 1063
11:40 Il sentiero è entrato deciso nella valletta laterale. La neve comincia ad essere tanta, per fortuna altre persone sono passate prima di noi.

2010.02.13-Alto-Malcantone 1068
Poco oltre, un ponticello che permette di passare il riale che scaturisce dalle montagne. Appena oltre, la zona con un piccolo bacino artificiale, costruito per facilitare l’opera di spegnimento
in caso di incendio. Piccola discussione se fermarsi qui per il pranzo, anche se non è ancora mezzogiorno. Valutiamo i pro ed i contro: una zona così tranquilla e soleggiata difficilmente la
ritroviamo. Si mangia.

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Ai bordi del laghetto, un castagno vecchissimo.

2010.02.13-Alto-Malcantone 108812:30 Dopo i soliti due panini, thé caldo, una riga di cioccolata, e quattro chiacchere in libertà, ripartiamo. Davanti a noi il sentiero che sale per scollinare nuovamente in
direzione di Vezio.

2010.02.13-Alto-Malcantone 1089
12:35 Arriviamo al bivio che scende nuovamente verso Vezio, o che porta sopra lo stesso. Discussione: Danila e Pierfranco lo hanno già percorso. E’ esposto a Nord, e in certi punti stretto. Con
la quantità di neve presente, ed il freddo, rischiamo di trovare molto ghiaccio: troppo pericoloso. Decidiamo di riportarci verso la strada.

2010.02.13-Alto-Malcantone 1093
Scendendo trovo un punto di stratificazione verticale, che presenta evidenti segni di ferro, e meno di due metri più in là non ce n’è più traccia. Arriviamo alla strada: abbiamo percorso circa
tre chilometri per spostarci di meno di uno :-)

12:45 Vezio. Anche qui entriamo nel paesino. Non abbiamo incontrato praticamente anima viva in nessuno dei tre che abbiamo già passato. Anche qui il nucleo è ben tenuto, Lo attraversiamo tutto
per riprendere il nostro sentiero, che scende nuovamente.

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13:00 Siamo scesi sotto la strada principale. Sulla nostra sinistra un piccolo altopiano, al centro della valle, con una grande fattoria che è stata riconvertita in agriturismo. E dietro di noi,
bella vista su Arosio.

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E là davanti, invece, Aranno, dal quale non passeremo, dato che si trova sull’altra sponda della valle.

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Il sentiero (è una forestale) continua passando sotto Frescoggia, che di conseguenza non visitiamo. Poi si inerpica nuovamente, e ci riporta sulla strada, grazie alla quale entriamo in paese.
Alla nostra sinistra appare il Monte Generoso.

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Settimana scorsa, dal Poncione
d’Arzo
, lo avevo visto da un’altra angolazione… Intanto anche il Lema si avvicina.

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13:30 Entriamo a Breno, e lo passiamo percorrendo le sue viuzze. La chiesa, la piazza principale, fontane, acciotolato. Tutto lindo e ben tenuto. Dalla terrazza posta davanti alla chiesa,
vista imprendibile in tutte le direzioni.

2010.02.13-Alto-Malcantone 1144
Usciamo, e nel contempo involontariamente una signora del posto si affianca a noi. Sta per fare una passeggiata, e percorriamo assieme un tratto del sentiero che porta verso Miglieglia. Il
sentiero si stacca nuovamente dalla strada principale, per portarci in una valletta. Arriviati al bivio per il Lema / Miglieglia, la signora si congeda, e Danila mi fa notare le seconde primule
di quest’anno.

2010.02.13-Alto-Malcantone 1153
Noi prendiamo a sinistra, passando subito un ponticello. Qui il sentiero è esposto a Nord, ed in effetti vi è abbastanza ghiaccio. Abbiamo fatto bene ad evitare il tratto sopra Frescoggia e
Vezio: ci avrebbe potuto causare delle difficoltà.

14:00 Sguardo verso Breno.

2010.02.13-Alto-Malcantone 1165
14:20 Il sentiero è terminato, siamo ritornati sulla strada. Abbiamo già visto i piloni della teleferica che porta al Lema. La zona è fredda, con continue cascatelle di ghiaccio lungo le pareti
di sasso. Qui il sole non batte per buona parte dell’anno.

2010.02.13-Alto-Malcantone 1178
Camminando raccolgo tre bottigliette di birra lasciate lungo il bordo della strada. La maleducazione non ha limiti. Il bello è che se qualcuno mi vede, penserà che io sia un alcoolizzato, proprio
io che non tocco mai una goccia di alcool. Ma per la natura si fa questo ed altro.

14:30 Siamo quasi arrivati a MIglieglia. Siamo andati decisamente più veloci di quanto immaginassi. Il postale che ci riporterà a Gravesano parte solo alle 17:01 da Novaggio, e da Miglieglia a
Novaggio ci vuole solo una mezz’oretta. Dietro di noi riappare Breno, splendida nella sua posizione dominante.

2010.02.13-Alto-Malcantone 1185
14:40 Siamo in centro paese, dove si sta organizzando il carnevale.

2010.02.13-Alto-Malcantone 1194
Finalmente un bar aperto!!!! Entriamo, tanto abbiamo tutto il tempo che vogliamo, e finalmente, finalmente posso bermi il mio caffé.

15:10 Dopo aver sistemato diversi bisogni, ci rimettiamo in marcia verso Novaggio. Il sentiero scende seguendo la cresta della montagna, e nuovamente troviamo diversi punti ghiacciati. Arrivati
in fondo troviamo un ristorante, sei stelle, con tanto di armigero che fa la guarda., e la ruota di un antico mulino.

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15:40 Il sentiero ha toccato il punto più basso, e ricomincia a salire. Vediamo nuovamente Breno dietro di noi.

2010.02.13-Alto-Malcantone 1214
15:45 Usciamo dalla valletta incassata che abbiamo percorso, e vediamo Aranno di fronte a noi.

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Il sole sta iniziando a tramontare, e i colori diventano più soffusi. Bellissimo.

16:00 Siamo a Novaggio. Controlliamo gli orari del postale, per verificare se ve ne sia uno prima, ma niente da fare. Decidiamo di imboscarci in un bar, in modo da non prendere freddo.
Percorriamo le viuzze di Novaggio, con cartelli d’altri tempi. Eccone uno ad esempio.

2010.02.13-Alto-Malcantone 1229
Devo fare attenzione: in piano io galoppo a 7 Km/ora, rischio una brutta multa.

Ci lasciamo guidare dal naso, ed entriamo nel ristorante-pizzeria Belcantone. Normalmente,
quando entro in un bar di paese con gli scarponi ed il sacco, mi guardano male, come se penssassero “chissà se avrà i soldi per pagare” o “adesso mi sporca tutto il pavimento di fango” o ancora
“prenderà un bicchiere d’acqua e farà storie per pagare dicendo che è troppo cara”. Sono pronto al peggio, sempre. E invece, miracolo, ci si fa incontro un giovane cortese, con un bel sorriso. Ci
fa accomodare, è gentilissimo di sua natura, non per forza. Facciamo una merenda splendida con formaggio stagionato dell’alpe, salamino, pane scurso croccante. E per finire in bellezza, ci porta
un assaggio di crema di ceci e carciofo crudo, senza sovrapprezzo. Ci racconta della sua passione per la ristorazione, di come hanno ristrutturato le camere con letti a baldacchino. La sala da
pranzo ben apparecchiata, tovaglie in tessuto e non in carta, una bella terrazza esterna che deve essere una goduria in estate. La carta propone piatti equilibrati, ad un prezzo onesto. E c’è
anche la pizzeria. Senti, normalmente io non faccio pubblicità, e Fulvio non mi ha pagato, ma questi signori meritano veramente una visita. Io ci tornerò.

17:00 Saltiamo sul postale che ci porterà fino a Breno, dove cambieremo per prendere quello che ci porterà a Gravesano.

17:18 Stiamo correndo per arrivare alla fermata del secondo postale, il primo ci ha lasciati fuori paese. La luce indora il Bar ed il Garzirola. Mentre falchiamo per le stradine, scatto di
corsa.

2010.02.13-Alto-Malcantone 1238
17:50 Siamo a Gravesano. Danila e Pier ci accompagnano a Bedano a recuperare la nostra auto, poi via verso casa. Escursione splendida, zona meravigliosa, ci torneremo.

Clicka qui se vuoi vedere tutte le foto dell’escursione (non che ci sia qualcosa di
speciale).

fonte: www.montagnaticino.com » Vai al post originale

Feb 16

Un incidente mortale è accaduto nelle prime ore di stamane sulla Trignina nel territorio di Dogliola. A perdere la vita è stata Anastasia Leobruno, 44 anni di Mafalda, che insieme al marito gestisce l’area di servizio “il Girasole”. Secondo una prima ricostruzione, la donna che si stava immettendo sulla carreggiata dall’area di servizio con la sua “Opel Agila” si è scontrata con un camion carico di frutta diretto a San Salvo. Sul posto sono subiti giunti i Vigili del Fuoco di Vasto, le forze dell’ordine e le ambulanze del 118 che hanno trasferito la donna all’Ospedale San Pio di Vasto dove è deceduta poco dopo.

Luca Di Sciascio

fonte: sansalvoedintorni.blogspot.com » Vai al post originale

Feb 16

Un San Salvo stratosferico liquida con un incredibile 0-6 il Pianella e continua la corsa alla zona play-off e al primo posto che ora dista solo sette lunghezze. La formazione biancazzurra riesce a rifilare ben tre reti per tempo ai padroni di casa. Il San Salvo privo del fuoriquota Felice, squalificato, si è portato in vantaggio al 32’ del primo tempo grazie alla rete del bomber Mucci in giornata super. Il raddoppio della compagine sansalvese arriva 5 minuti dopo ancora con Mucci. Passano altri 5 minuti ed è il numero dieci Trotta che sigla il momentaneo 0-3 per la squadra di mister Bellomo. Nella ripresa, la squadra biancazzurra allunga ancora il risultato grazie a Battista che al 70’ batte l’estremo difensore locale. Al 81’ è ancora lo scatenato Giuseppe Mucci che batte il portiere locale e porta a tre reti il proprio bottino personale odierno. Il sigillo all’incontro viene siglato da Izzi che al 87’ realizza il definitivo 0-6 per l’entusiasmo dei tifosi sansalvesi. La formazione di mister Bellomo, appare ora come la vera corazzata del campionato che da qui alla fine delle stesso, potrà dire la sua in chiave promozione. Il San Salvo domenica scenderà in campo al “Bucci” dove affronterà l’Amatori Passo Cordone.
Perde 1-0 a Torricella Peligna la capolista Virtus Cupello, mentre il “derby” tra Scerni e Vasto Marina termina in parità 1-1 in virtù delle reti di Triglione e Pomponio.

CLASSIFICA AGGIORNATA DOPO LA 25° GIORNATA:

Virtus Cupello 48; Torricella Peligna 47; Flacco Porto Pescara 45; Casalincontrada 43; Folgore Sambuceto 42; San Salvo 41; Acqua e Sapone, Lauretum 38; Vasto Marina 37; Vestina Penne 36; Perano 32; Moscufo 31; Scerni 30; Torre Alex 26; Amatori Passo Cordone 24; Castelfrentano 19; Pianella 18; Silvi 16.
Luca Di Sciascio

fonte: sansalvoedintorni.blogspot.com » Vai al post originale

Feb 16

Un’incendio è divampato intorno alle 22.40 di ieri sera alla “Granito Forte” di Fresagrandinaria. Il rogo è partito accidentalmente da un compressore esterno al capannone utilizzato per il ciclo di lavoro delle mattonelle. Sul posto sono subito giunti i Vigili Del Fuoco del distaccamento di Vasto che, dopo un’oretta hanno spento tutte le fiamme senza nessun pericolo per gli operai che stavano svolgendo il terzo turno. Luca Di Sciascio

fonte: sansalvoedintorni.blogspot.com » Vai al post originale

Feb 16

Nel
buio di una notte senza stelle, una nave solca intrepida il mare dei pensieri. Divise
da abissali distanze, le onde del passato si sovrappongono vaghe, adeguandosi,
pian piano, alla calma piatta della luna. Eppure sembra oggi quello ieri che
ho vissuto;
ieri,
quell’oggi che sto vivendo
. A terra gli stralci lasciati in
ricordo delle tempeste affrontate, delle battaglie combattute. Mi sembra quasi
di sentirne il peso sulla pelle,mentre
una penna tatua quel fardello sul mio corpo e nel profondo della mia anima.È
stato l’impeto dell’incoscienza a guidarmi. A bendarmi, come se mi aspettasse
una sorpresa, per poi invece farmi conoscere il dolore. Incondizionatamente, ho
lasciato agire la fiducia, imbattendomi contro ogni porto, ogni scoglio, per
cercare un posto che mi appartenesse. Tentando di scacciare quei ricordi, mi
allontanavo incessantemente e la più dura sconfitta era ogni volta tornare
dinanzi a quello specchio e ritrovare chi non ero, chi non sarei mai più potuto
diventare. Dicono che i ricordi siano la croce e la delizia di un’umanità che
non sa dimenticare, ma non sa nemmeno fare niente per riscattarsi. Io penso che alcuni ricordi siano come
avere il manico di un coltello puntato verso il cuore
. La lama è dell’altra
parte, è vero, ma volendo si può rimediare. 
Il che significa che abbiamo sempre a disposizione gli strumenti per
farci del male. Far finta di niente, chiudere gli occhi e lasciarsi cullare
dalla marea, continuando a cercare le stelle in cielo mentre si divertono a
giocare a nascondino è inutile. Inutile. Forse bisognerebbe semplicemente
accettare. Accettare che in un attimo tutto possa finire e che in un attimo
possa tutto ricominciare. Questione di punti di vista, di come imposti la
bussola. Mezzo pieno o mezzo vuoto” non
sono altro che prospettive di un bicchiere diverso da come lo vorresti
. Da
questa vita, non so cosa mi aspetto, né, tanto meno, cosa sarà. Ma se devo
darle un senso, che sia grande e indimenticabile, perché non ho più voglia di
continuare ad ammirare il buio di notti senza stelle. Non ho più voglia di
rimanere qui, immobile, a suonare un’armonica mentre lentamente la barca
affonda. (Scritto con Jessica
Mastroiann
i
)

fonte: thelegendkiller89.spaces.live.com » Vai al post originale

Feb 14

Un uomo napoletano di 52 anni, C.P. le sue iniziali, è stato denunciato dai Carabinieri di San Salvo per tentato furto. L’uomo ieri sera ha sottratto quattro bottiglie di champagne dal centro commerciale Insieme di San Salvo, ma all’uscita dell’Ipermercato è stato fermato dagli uomini dell’Arma che hanno recuperato la refurtiva e l’hanno riconsegnata al centro commerciale. Oltre alle denuncia, per l’uomo è stata chiesta al Questore di Chieti, Alfonso Terribile, l’emissione del foglio di via obbligatorio con divieto di rientro a Vasto e San Salvo per tre anni.

Luca Di Sciascio

fonte: sansalvoedintorni.blogspot.com » Vai al post originale

Feb 14

Il Partito Democratico di San Salvo, alla luce dei continui attacchi da parte delle minoranze consiliari e di parte della stampa locale, ritiene doveroso e improcrastinabile ribadire il proprio sostegno all’Amministrazione Comunale, nella persona del Sindaco Gabriele Marchese, dei suoi Assessori e Consiglieri.
Da più parti, e con una certa insistenza, si diffondono notizie prive di fondamento relativamente alla tenuta dell’Amministrazione in carica e della maggioranza che la sostiene. Si sente spesso ripetere uno stonato ritornello che vorrebbe la maggioranza di centrosinistra in coma irreversibile e di cui addirittura qualcuno ha preparato l’elogio funebre. Il Partito Democratico intende invece rivendicare quanto di positivo è stato realizzato dalla squadra del Sindaco Marchese in questi anni, che è sotto gli occhi di tutti.
In particolare negli ultimi mesi sono stati deliberati importanti provvedimenti.
Alcuni esempi:
a) recepimento della Legge Regionale sul commercio;
b) approvazione del Piano Tratturi;
c) approvazione delle Borse Lavoro (aiuti alle famiglie in difficoltà); d) approvazione del Piano di Zonizzazione Acustica;
e) approvazione del PRG della zona Commerciale;
f) estensione della certificazione ISO 14001 a tutti i servizi comunali;
g) inaugurazione dello sportello per gli immigrati e quello contro la violenza sulle donne;
h) bando per Illuminazione Pubblica e risparmio energetico;
i) ampliamento del Cimitero; j) ampliamento del Porto Turistico.
Questi sono alcuni dei punti salienti per i quali la Giunta Marchese è considerata tra le più efficienti a livello nazionale. Prova ne sono gli importanti riconoscimenti ricevuti come Comune Virtuoso (da IL SOLE 24 ORE), il Premio per la Sostenibilità Ambientale, insieme ad attestati di merito sui servizi offerti e sulla qualità della vita.
Non ultimo vanno ricordate l’approvazione del Bando per la Raccolta Differenziata dei rifiuti, la discussione sul Piano Casa, la proposta di realizzazione del Mercato Contadino e i lavori di costruzione del Teatro Comunale.
Se questa è una Amministrazione in coma o defunta lasciamolo giudicare ai Cittadini, coloro che vedono e sentono sulla propria pelle quanto la nostra San Salvo sia cresciuta negli ultimi anni, anche in un periodo di grave recessione economica dagli effetti ancora imprevedibili. Una Amministrazione che ha adottato importanti strumenti di programmazione economico-finanziaria a medio-lungo termine, che ha anteposto e continuerà sempre ad anteporre l’interesse collettivo a quello personale.
Il Partito Democratico, terminata la fase congressuale animata da una interessante e costruttiva dialettica interna, ribadisce il pieno e totale sostegno all’Amministrazione Marchese e all’attuale Maggioranza di Centrosinistra (PD-Democratici per San Salvo-IDV-SDI) viva, vegeta e soprattutto democratica!!! che la sostiene, auspicando il suo consolidamento e il suo allargamento affinché anche per il futuro essa continui ad essere propulsore dello sviluppo della nostra Città e forza attiva di (BUON) governo.

Circolo PD di San Salvo

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Feb 14

Domenica 14 febbraio, alle ore 15:00, in Piazza San Vitale, ci sarà una grande festa di Carnevale promossa dal Comune che coinvolgerà bambini e adulti con variopinte animazioni itineranti.
“Nonostante il momento di difficoltà economica, quest’anno abbiamo organizzato un evento ricco di novità in occasione del Carnevale, sempre tanto atteso da grandi e piccoli – ha detto il sindaco Gabriele Marchese – Abbiamo voluto creare un momento di svago e intrattenimento di qualità ma che fosse anche in totale sicurezza, altro aspetto, quest’ultimo, di cui è necessario tener conto nel rispetto di tutti i cittadini”.
Ad allietare la festa ci saranno “Il trenino di Arlecchino” e “Le bici pazze”, oltre ad un “Fly Man” gonfiabile allestito in postazione fissa con impianto audio.
“Il fantastico trenino elettrico porterà a spasso bambini e adulti con animatore e musiche a tema – ha anticipato l’assessore alla cultura Mauro Naccarella – Mentre tre bizzarri personaggi, in costume ed in sella a bici di vario tipo, intratterranno i passanti improvvisando sketch che coinvolgono il pubblico, con il risultato di un’animazione di grande impatto visivo”.

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Feb 14

E’ stato condannato a quattro anni di reclusione P.M., 37 anni di San Salvo, con l’accusa di incendio ed estorsione. La sentenza, emessa ieri dal Tribunale di Vasto con rito abbreviato, si riferisce all’incendio di tre anni fa, ai danni di una Mini Cooper di R.P., 45 anni, anche lui di San Salvo. La sentenza si è basata sugli esami dei R.I.S. che hanno visionato il sistema di videosorveglianza comunale e sono risaliti all’autore grazie alla ricostruzione antropometrica della sagoma registrata dalle telecamere.
Luca Di Sciascio

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Feb 14

A breve partiranno 56 Borse Lavoro di aiuto e sostegno a persone in gravi difficoltà economiche. Questa mattina, in conferenza stampa, è stato presentato il nuovo bando per 40 borse lavoro rivolte ai disoccupati di lunga durata, agli ex lavoratori interinali e co.co.pro. e a coloro che sono in mobilità senza indennità, alle quali si aggiungono le 16 borse previste nell’ambito del Piano di Zona.
Erano presenti il sindaco Gabriele Marchese, il vicesindaco e assessore alle politiche sociali Angela Di Silvio e i capigruppo di maggioranza Costantino Santini, Valentino Paganelli, Paolo Palomba e Rolando Cinalli.
“Anche nel bilancio 2010, ci siamo imposti le due priorità fondamentali di seguire la linea della sobrietà e del rigore da un lato e di garantire il sostegno alle fasce sociali più deboli dall’altro, allo scopo di fronteggiare gli effetti della crisi economica che pesano fortemente sulle famiglie – ha dichiarato il sindaco Gabriele Marchese – Pur consapevoli che per fronteggiare la crisi in atto occorrono misure ben più importanti a livello governativo contro la disoccupazione e in sostegno alle persone più disagiate, continuiamo ad agire in tal senso, limitatamente ad interventi che sono nelle nostre possibilità come la lotta agli sprechi e all’evasione e il rafforzamento della rete di assistenza sociale di cui le borse lavoro rappresentano un progetto importante, capace di ridare speranza e slancio a persone a rischio di emarginazione”.
Il bando, che parte il prossimo 15 febbraio, prevede 20 borse per disoccupati di lunga durata, 10 per gli ex interinali e/o co.co.pro. e 10 per coloro che si trovano in mobilità senza indennità.
La durata della borsa è di 4 mesi. Ad ogni borsista sarà corrisposta un’indennità pari a € 400,00 euro mensili nonché la copertura INAIL a carico del Comune, per 15 ore settimanali di lavoro.
I requisiti essenziali sono lo stato di disoccupazione, la residenza nel Comune di San Salvo ed un’età compresa fra i 18 e 60 anni.
Le domande dovranno essere inviate entro il 15 marzo 2010.
I borsisti svolgeranno lavori di pubblica utilità, prevalentemente attività di manutenzione dei giardini pubblici, delle rotonde, delle scuole e degli edifici comunali, cosa che permette di dare un aiuto a persone svantaggiate salvaguardando la dignità e le capacità individuali. Il valore della borsa lavoro, infatti, oltre a quello puramente economico è di mettere in atto un’esperienza professionalizzante, seppur a tempo determinato, che favorisce l’acquisizione di conoscenze e l’inserimento in dinamiche relazionali utili alla successiva ricerca personale di nuove opportunità.
Alle 40 borse per persone con problematiche di disagio economico si aggiungono le 16 previste dal Piano di Zona, della durata di 6 mesi, per persone che soffrono disagi sul piano relazionale, familiare e sotto l’aspetto psicofisico le quali inizieranno a lavorare tra pochi giorni.
Ad ogni beneficiario/a verrà inoltre assegnato un tutor di riferimento cui spetta il compito di seguire lo sviluppo del progetto individuale.

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Feb 12

Un operaio di 33 anni è caduto questa mattina da un’impalcatura di un cantiere in Corso Garibaldi a Vasto. L’incidente è accaduto intorno alle 10.30 di stamane, quando l’uomo stava lavorando alla ristrutturazione di un edificio. L’operaio è stato immediatamente trasferito all’Ospedale “San Pio” di Vasto dove gli sono stati riscontrati traumi in diverse parti del corpo. Sul posto oltre all’ambulanza del 118 sono intervenuti anche gli uomini del locale Commissariato di Polizia.

Luca Di Sciascio

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Feb 12

Domenica 14 febbraio, alle ore 15:00, in Piazza San Vitale, ci sarà una grande festa di Carnevale promossa dal Comune che coinvolgerà bambini e adulti con variopinte animazioni itineranti.
“Nonostante il momento di difficoltà economica, quest’anno abbiamo organizzato un evento ricco di novità in occasione del Carnevale, sempre tanto atteso da grandi e piccoli – ha detto il sindaco Gabriele Marchese – Abbiamo voluto creare un momento di svago e intrattenimento di qualità ma che fosse anche in totale sicurezza, altro aspetto, quest’ultimo, di cui è necessario tener conto nel rispetto di tutti i cittadini”.
Ad allietare la festa ci saranno “Il trenino di Arlecchino” e “Le bici pazze”, oltre ad un “Fly Man” gonfiabile allestito in postazione fissa con impianto audio.
“Il fantastico trenino elettrico porterà a spasso bambini e adulti con animatore e musiche a tema – ha anticipato l’assessore alla cultura Mauro Naccarella – Mentre tre bizzarri personaggi, in costume ed in sella a bici di vario tipo, intratterranno i passanti improvvisando sketch che coinvolgono il pubblico, con il risultato di un’animazione di grande impatto visivo”.

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Feb 12

Si svolgeranno domenica 14 febbraio le manifestazioni di Carnevale a Vasto. Oltre agli spettacoli di musica e cabaret –si legge nella nota del Comune di Vasto- si esibiranno cantastorie, clown, giocolieri e fachiri. Gli spettacoli, organizzati dall’Associazione Sportiva Culturale Marcus Babieus e patrocinati dal Comune di Vasto si svolgeranno tutti in Piazza Diomede a partire dalle ore 15.00. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

Luca Di Sciascio

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Feb 12

Questa mattina, in conferenza stampa, alla presenza del sindaco Gabriele Marchese, dell’assessore all’ambiente Nicola Sannino e del presidente della commissione ambiente Santini Costantino, è stato presentato un progetto di risparmio energetico per la pubblica illuminazione.
“Si è compiuto un altro passo importante nella direzione di uno sviluppo sostenibile della nostra città – ha dichiarato il sindaco Gabriele Marchese – Dopo i primi interventi d’installazione degli impianti per la produzione di energia pulita sugli edifici comunali, abbiamo dato incarico di effettuare uno studio di ristrutturazione generale dell’impianto di pubblica illuminazione. Si tratta di un progetto di ampio respiro di cui ci apprestiamo a realizzare la prima fase, quella relativa ad interventi per l’efficienza dell’illuminazione pubblica, con la prospettiva di dotarsi di un piano energetico comunale capace di migliorare la qualità dell’illuminazione pubblica dell’intera città diminuendo drasticamente gli attuali consumi energetici con conseguente riduzione sia dei costi che dell’inquinamento luminoso e delle quantità di gas serra emessa in atmosfera, mantenendo, nel contempo, le caratteristiche di sicurezza sul piano dell’ordine pubblico e della viabilità stradale”.
L’intervento consiste nella sostituzione delle lampade a bassa efficienza, con lampade ad alta efficienza luminosa attraverso la formula del Finanziamento Tramite Terzi.
Ad essere sostituiti saranno lampadine e plafoniere.
In particolare i punti luce oggetto di sostituzione sono le lampade a vapori di mercurio anche denominate MBF, che ad oggi rappresentano circa il 40% dell’impianto di pubblica illuminazione del comune di San Salvo.
Tale tipologia di lampade è ormai obsoleta; presenta infatti bassa efficienza luminosa, bassa durata (vita utile circa 1,5 anni, contro i 3 delle Sap e i 10 dei Led) e difficoltà di smaltimento a causa del mercurio presente nelle lampade.
Questi aspetti, per le casse del comune, si traducono in bollette energetiche elevate, alti costi manutentivi (dovuti alla frequenza di sostituzione delle lampade) e onerosità di smaltimento.
“La sostituzione di tutti o parte di questi punti luce con lampade a tecnologia più elevata, permetterà al Comune di San Salvo di:
• risparmiare sulla bolletta energetica;
• risparmiare sui costi relativi alla gestione e manutenzione;
• contenere il consumo di energia elettrica e l’emissione di CO2 in atmosfera;
• adempiere in parte alla legge regionale n.12 del 2005 relativa all’inquinamento luminoso.
L’intervento previsto dal bando di gara rappresenta inoltre un primo passo verso la redazione del Piano di Illuminazione Pubblica (PIP), anche questo obbligatorio secondo la 12/2005 e verso la ristrutturazione generale dell’impianto di pubblica illuminazione.
L’aspetto fondamentale è che l’operazione è a costo zero per il Comune” - hanno spiegato l’assessore Sannino e il presidente della commissione ambiente Santini Costantino.
Il bando di gara ricorre, infatti, alle ESCO (società di servizi energetici) e al meccanismo del finanziamento tramite terzi, per il quale i flussi di cassa originati dai risparmi energetici conseguiti sono tali da ripagare l’investimento. Le ESCO finanziano i costi necessari alla realizzazione dell’intervento, recuperando il costo dell’investimento e il proprio profitto attraverso il risparmio economico che risulta dal progetto.
Il risparmio si manifesterà in una riduzione delle bollette energetiche del Comune e nel risparmio gestionale derivante dalla maggiore vita utile delle nuove lampade. Tale risparmio è totalmente a favore dell’Amministrazione.
Dal punto di vista dell’offerta economica il bando premia l’azienda che, con la soluzione proposta, realizza il risparmio economico maggiore e massimizza il beneficio economico del comune nell’orizzonte temporale relativo alla vita utile delle lampade. Dal punto di vista dell’offerta tecnica a concorrere al punteggio per l’aggiudicazione della gara sono i seguenti aspetti:
• maggiore efficienza luminosa, maggiore vita utile, maggior risparmio energetico
• consistenza dell’intervento (maggior numero di punti luce).
• certificazioni di qualità in possesso della Esco.
• miglior indice di resa cromatica
• bontà del progetto illuminotecnico
• caratteristiche tecniche delle plafoniere e dei componenti accessori.
Va ricordato che il Comune di San Salvo ha ricevuto una menzione speciale nell’ambito dell’evento “SAIENERGIA 09” promosso da Ancitel Energia e Saint-Gobain Sistema Habitat, con il patrocinio di SAIE, per aver dimostrato come anche un Comune di medie dimensioni può dotarsi di uno strumento di pianificazione sostenibile del territorio urbano
capace di integrare una molteplicità di fattori.

fonte: sansalvoedintorni.blogspot.com » Vai al post originale

Feb 12

In merito ad alcune notizie apparse su alcuni organi d’informazione, riguardante le riunioni di maggioranza relative alla stesura del Bilancio Comunale di San Salvo per l’anno 2010 i componenti del Gruppo consiliare “Democratici per San Salvo” Alfonso Di Toro e Rolando Cinalli comunicano quanto segue:
1)Che non vi è stato alcuno scontro tra i componenti di maggioranza ma unconfronto sereno e costruttivo tra le parti.
2) Che nei loro interventi Alfonso Di Toro e Rolando Cinalli hanno messo inevidenza che il progetto di bilancio di programmazione economica deve essere costruito mediante il criterio dell’efficienza e dell’economia. Per fare ciò i componenti del gruppo “Democratici per San Salvo”hanno proposto alcune linee guida, come:
· L’ottimizzazione della spesa mediante la Costituzione degli Albi deifornitori e dei professionisti (con esclusione dei professionisti impegnati inpolitica);
· Il controllo delle Entrate Comunali (pagare meno e pagare tutti);
· La gestione razionalizzata di tutte le strutture pubbliche;
· La ristrutturazione della pianta organica comunale attraverso il metodomeritocratico;
· La raccolta differenziata dei rifiuti su tutto il territorio comunale;
· L’Ottimizzazione della spesa sulle politiche sociali (meno convegni piùsostegno alle persone in difficoltà);
· Il rilancio dell’economia locale con maggior coinvolgimento delle imprese e delle risorse umane locali;
· Maggior investimento per i giovani soprattutto nel settore culturale.
In conclusione, con la consapevolezza di affrontare un momento economico molto particolare, il fine dell’azione politica di Di Toro e Cinalli rimane sempre e comunque quello di occuparsi e risolvere le varie problematiche che assillano i cittadini di San Salvo.

fonte: sansalvoedintorni.blogspot.com » Vai al post originale

Feb 10


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La sentinella delle prealpi: il Poncione d’Arzo, 07.02.2010
in una mappa di dimensioni maggiori

Percorso effettuato: Arzo (Q518) - Poncione d’Arzo (Q1015)  - cresta fino al punto “P49″ - Arzo.

Difficoltà: sentiero T1 - T2.

Dislivello: 500 metri.

Lunghezza del percorso: 10 Km.

Sforzo equivalente: 15 Km.

Durata (incluse le pause): 3.5 ore.

La zona di Arzo, Tremona, Meride, Besazio e Rancate è stata centro importante per le aziende tessili dal secondo dopo guerra fino a circa la fine degli anni ‘80. Vi si trovavano diverse ditte di
lavorazione dei tessuti, e sartorie che confezionavano abiti. Ogni giorno, dal valico di Arzo, entravano centinaia di donne frontaliere che andavano a lavorare in queste fabbriche, per rientrare
poi ai loro domicili alla sera.

Arzo è anche conosciuta per i marmi macchiati, particolarmente pregiati.

Non è andata come volevo… Tutto sbagliato… In primo luogo, avevo pianificato di salire finalmente alla capanna Bovarina (è da un anno che ce l’ho in programma). Tutto a posto, meteo per
domenica splendida, livello di pericolo valanghe 2 su 5, che per il posto va benissimo. Poi, venerdi si mette a nevicare: solo 24 ore, ma intanto mi fa alzare il livello a 3 su 5. Inoltre,
previsto favonio per domenica, il che significa che la neve fresca tenderà a sganciarsi facilmente. Niente, lascio stare. Così cerco nella mia memoria, e mi sovvengo del Poncione d’Arzo, che
avrei voluto raggiungere durante l’escursione al monte San Giorgio, ma che non eravamo
riusciti a fare.

Rita domenica ha un corso, così mi organizzo per andare da solo. Controllo la cartina, sono 5 Km andare, 5 Km tornare, e 500 metri di dislivello. Un po’ poco. Decido di allungare dal Poncione e
scendere fino a Crocifisso, da dove si può raggiungere Serpiano, il San Giorgio, e Meride. Il programma prevede la discesa su Meride, poi si continua fino a Tremona, Besazio, per rientrare ad
Arzo. In tutto 14 Km e 600 metri di dislivello. Ma come al solito, quando vado io ci sono le sorprese (come dice mooooolto giustamente Danila), e per finire ho fatto molto meno di quanto volessi.
Ma andiamo con ordine.

Domenica mattina me la prendo stracomoda, tanto un giro così lo faccio in meno di 6 ore, e ormai c’è luce fino alle 18:00. Per sicurezza metto la frontale nel sacco, non si sa mai. Per il resto,
sacco leggero con giusto il pranzo (che penso di fare in vetta), acqua e thé caldo, due mandarini. Dato che le temperature sono annunciate alte, mi vesto poco, ma prendo un po’ di scorta per i
“…ma perché non ci ho pensato?”.

10:15 Arrivo ad Arzo, e ho difficoltà a trovare un parcheggio. Dopo un po’ di girare, riesco a piazzare l’auto, infilo gli scarponi, Percorro il paese, cercando un caffé aperto, e fortunatamente
ne trovo uno. Mi imbosco immediatamente, e mi faccio l’iniezione di caffeina per svegliarmi. Ho calcolato di impiegarci poco più di un’oretta e mezza per arrivare in cima, per cui verso
mezzogiorno mi dovrei poter godere i panini con vista sulla pianura Padana, e le montagne a Nord.

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0904
10:30 Incredibile, sono pronto per partire. Mi avvio verso “La Perfetta”, e arrivato ad una cappelletta che soffre di gigantismo, trovo l’indicazione per il sentiero di salita.

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0905
Il sentiero si presenta come una mulattiera, con appena appena un velo di neve. Mi incammino tra la vegetazione che mi toglie tutta la vista sul paese. Il sentiero è talmente lineare che è
impossibile sbagliare. Poi, finalmente, una botta di vita: un ostacolo da superare… Beh, è stata praticamente la cosa più difficile che ho fatto durante tutta l’escursione.

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0908
Vista, nisba. Non ostante non ci siano foglie, gli alberi sono talmente fitti da impedire la vista in qualsiasi direzione.

10:50 Ohh, un po’ di cielo. E’ di un azzurro splendido, il vento ha pulito l’aria.

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0909
E la sopra, la mia probabile meta.

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0916
Verso Sud, invece, la situazione è pessima. Vedo le ondate di smog infrangersi contro le prealpi, in modo marcato. Niente visibilità. In condizioni normali si potrebbe vedere la madonnina del
duomo di Milano. Ma come fai, tu che abiti a Milano, a vivere dentro questa cappa mortale?

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0917
11:05 Arrivo ad un punto con un cartello non standard, con l’indicazione “P49″. Che sia Licio Gelli con la sua “P7″ al quadrato? Io ci scherzo, ma il cartello mi farà uno scherzo, questo
pomeriggio.

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0918
11:10 Fin qui la traccia sul sentiero era battuta. La neve è diventata un po’ più consistente, ma seguo le orme dei miei predecessori, e tutto funziona bene. Arrivo però ad un punto in cui i
cartelli gialli mi farebbero girare a sinistra. Noooo, torno ad Arzo se vado a sinistra. Però non ci sono indicazioni, ed il campo davanti a me non mostra tracce visibili di passaggio. Mi
avventuro ugualmente.

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0921
In effetti poco più avanti vedo la marca, e il messaggio “sentiero di montagna”. Mah, questi qui non sono mai stati in valle Leventina o Blenio. Oltre il campo ritrovo i segni pedestri di altri
scalatori, e tengo la via seguendo principalmente i loro passi, più che altro per non riempirmi gli scarponi di neve, che qui è alta almeno 10 centimetri. Non ho portato le ghette da neve (in
Ticino le chiamiamo ), e cerco di evitare di camminare fuori pista.

11:35 Il sentiero in questo tratto è decisamente più pendente. Giungo ad una cresta che guarda verso l’Italia, e vedo il segnale di confine, e la recinzione a rete metallica (chiamata in Ticino
).

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0925
La ramina è tutta sberciata e piena di buchi. Ripenso a quando (fino all’inizo degli anni ‘80) gli italiani emigrati in Svizzera venivano chiamati “maia-ramina” (mangia ramina). Coloro che
facevano i buchi nella rete, mangiandola, per venire in Svizzera e aprofittare del benessere e del lavoro. Mio papà arrivò nel 1946, il papà di Rita nel 1963. Il flusso di italiani dopo la II
guerra mondiale è stato importante, soprattutto dalle regioni più povere, come il Veneto, il Friuli, ed in generale il Sud Italia. Persone che si ritrovavano in un ambiente ostile, con una meteo
schifosa, una lingua dura e incomprensibile, giornate di lavoro durissimo, di 12-14 ore, compreso il sabato. E che venivano chiamati “maia-ramina”… Questi italiani che hanno dato lustro alla
loro Nazione, mostrando coraggio, caparbietà, intelligenza, voglia di lavorare, e che si sono fatti strada. Max Frisch (grazie Mauro per avermi fatto sapere chi è il padre di questa
affermazione) ha descritto il fenomeno con un’unica frase, azzeccatissima: “Volevamo braccia, e sono arrivati uomini”. Grande!

Intanto continuo, incontro un signore col cane che sta scendendo. Quattro chiacchere, mi informo sulla discesa per Crocifisso, mi informa che è problematica per la neve ed il fondo bagnato e
fangoso. Continuo la salita, e veloci vedo tre camosci, che scendono alla mia destra, passando dietro un costone. Lo risalgo rapidamente, ma purtroppo sono già scomparsi tra la vegetazione.
Incontro un altro gitante, che sta scendendo anche lui. Per il resto, silenzio.

12:01 Sono in cima. Come controaltare del cartello svizzero, adesso vedo quello italiano.

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0928
Zona di contrabbandieri, si saliva dalla Svizzera con il caffé ed il riso, e si scendeva verso Saltrio o Porto Ceresio. Così, vedo i resti di una garitta. Penso con compassione agli uomini che vi
dovevano fare la guardia, di notte, col freddo…

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0930
C’è vento freddo, non va bene fermarsi qui per il pranzo. Oltretutto la neve è alta, non c’è un posto per sedersi comodi. Decido di iniziare la discesa verso Crocifisso, e fermarmi in un luogo
più opportuno per il mio banchetto domenicale. Il cartello giallo è chiarissimo, e lo seguo.

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0929
Meride bello in grande! Il sentiero percorre inizialmente la cresta, e finalmente riesco ad avere un po’ di panorama.

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0931
Il mio senso dell’orientamento mi dice che sto andando nella direzione sbagliata… Torno indietro, cerco il sentiero verso sinistra, niente. Altri cartelli non ce ne sono. Passando però, il mio
occhio cade su di un sasso, e nella cavità sotto lo stesso, gioia e delizia, vedo le prime primule di quest’anno. A Q1000, in febbraio, con la neve tutt’attorno… Regalo bellissimo.

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0935
Mi rassegno, vorrà dire che il sentiero per Crocifisso è quello che il mio senso dice essere sbagliato… Dopo un centinaio di metri in cresta, il sentiero inizia a scendere, praticamente nella
neve fresca. Sguardo a destra, e vedo il monte Rosa.

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0940
12:15 Il sentiero corre pochi metri sotto la cresta. Senza gamasce la neve inizia ad entrare negli scarponi. Maledetto il sacco leggero… Vedo sulla cresta un punto senza vegetazione, e decido
di salirci. Ah, ne è valsa la pena.

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0942
Nell foto ci sono il San Salvatore, Melide, il lago di Lugano, Lugano, il monte Bar, la sua capanna, il pizzo di Claro, il convento del Bigorio, Bigorio, ecc. ecc. Riesco a fotografare anche il
monte Lema, il Garzirola, e tanti altri (vedi l’album). Perô, qualcosa non funziona… la cresta mi sta portando nella direzione sbagliata…

12:30 Trovo un pilone dell’alta tensione, libero da vegetazione attorno, e con i supporti in cemento adatti alla seduta e senza neve. Mi fermo per il pranzo. Ho controllato, sono dalla parte
sbagliata. Ma ormai sono sceso troppo, e tutto nella neve fresca. Decido di lasciar stare, godermi il pranzo, e farmi guardare maliziosamente dal Poncione.

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0969
13:00 Ripartenza. Ormai, guardando dal basso, capisco cosa è successo: ho attraversato il versante verso Est, invece di scendere verso Nord. Ma tant’è….

13:20 Ritrovo un cartello che conosco: adesso ho capito. Sono salito da sinistra, scendo da destra, e la “P” sta per “pirla”… Devo fidarmi di più del mio senso dell’orientamento, devo fidarmi
di più del mio senso dell’orientamento, devo fidarmi di più del mio senso dell’orientamento. A casa mi propongo di scriverlo almeno 100 volte.

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0970
13:30 Scendendo ho la bella vista sul monte Generoso.

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0972
13:45 Quasi in basso. Devio dal sentiero per avvicinarmi alla tenuta de “La Perfetta”. Una miriade di cartelli criminalizzanti mi accoglie, con divieti di tutte le specie, tipi e natura. Li
leggo attentamente, poi me ne frego altamente, ed entro, dato che ho visto una terrazza dalla quale probabilmente c’è un po’ di vista verso Arzo. E in effetti…

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0974
13:55 Fine della corsa. Sono nuovamente ad Arzo. Mi imbosco nello stesso caffé di stamane, per risollevarmi il morale. Tornando verso l’auto, bel contrasto di colori.

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0983
E no, non è andata come avrei voluto.

Clicka qui per vedere tutte le foto dell’escursione (non che ci sia qualcosa di speciale).

fonte: www.montagnaticino.com » Vai al post originale

Feb 10


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La sentinella delle prealpi: il Poncione d’Arzo, 07.02.2010
in una mappa di dimensioni maggiori

Percorso effettuato: Arzo (Q518) - Poncione d’Arzo (Q1015)  - cresta fino al punto “P49″ - Arzo.

Difficoltà: sentiero T1 - T2.

Dislivello: 500 metri.

Lunghezza del percorso: 10 Km.

Sforzo equivalente: 15 Km.

Durata (incluse le pause): 3.5 ore.

La zona di Arzo, Tremona, Meride, Besazio e Rancate è stata centro importante per le aziende tessili dal secondo dopo guerra fino a circa la fine degli anni ‘80. Vi si trovavano diverse ditte di
lavorazione dei tessuti, e sartorie che confezionavano abiti. Ogni giorno, dal valico di Arzo, entravano centinaia di donne frontaliere che andavano a lavorare in queste fabbriche, per rientrare
poi ai loro domicili alla sera.

Arzo è anche conosciuta per i marmi macchiati, particolarmente pregiati.

Non è andata come volevo… Tutto sbagliato… In primo luogo, avevo pianificato di salire finalmente alla capanna Bovarina (è da un anno che ce l’ho in programma). Tutto a posto, meteo per
domenica splendida, livello di pericolo valanghe 2 su 5, che per il posto va benissimo. Poi, venerdi si mette a nevicare: solo 24 ore, ma intanto mi fa alzare il livello a 3 su 5. Inoltre,
previsto favonio per domenica, il che significa che la neve fresca tenderà a sganciarsi facilmente. Niente, lascio stare. Così cerco nella mia memoria, e mi sovvengo del Poncione d’Arzo, che
avrei voluto raggiungere durante l’escursione al monte San Giorgio, ma che non eravamo
riusciti a fare.

Rita domenica ha un corso, così mi organizzo per andare da solo. Controllo la cartina, sono 5 Km andare, 5 Km tornare, e 500 metri di dislivello. Un po’ poco. Decido di allungare dal Poncione e
scendere fino a Crocifisso, da dove si può raggiungere Serpiano, il San Giorgio, e Meride. Il programma prevede la discesa su Meride, poi si continua fino a Tremona, Besazio, per rientrare ad
Arzo. In tutto 14 Km e 600 metri di dislivello. Ma come al solito, quando vado io ci sono le sorprese (come dice mooooolto giustamente Danila), e per finire ho fatto molto meno di quanto volessi.
Ma andiamo con ordine.

Domenica mattina me la prendo stracomoda, tanto un giro così lo faccio in meno di 6 ore, e ormai c’è luce fino alle 18:00. Per sicurezza metto la frontale nel sacco, non si sa mai. Per il resto,
sacco leggero con giusto il pranzo (che penso di fare in vetta), acqua e thé caldo, due mandarini. Dato che le temperature sono annunciate alte, mi vesto poco, ma prendo un po’ di scorta per i
“…ma perché non ci ho pensato?”.

10:15 Arrivo ad Arzo, e ho difficoltà a trovare un parcheggio. Dopo un po’ di girare, riesco a piazzare l’auto, infilo gli scarponi, Percorro il paese, cercando un caffé aperto, e fortunatamente
ne trovo uno. Mi imbosco immediatamente, e mi faccio l’iniezione di caffeina per svegliarmi. Ho calcolato di impiegarci poco più di un’oretta e mezza per arrivare in cima, per cui verso
mezzogiorno mi dovrei poter godere i panini con vista sulla pianura Padana, e le montagne a Nord.

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0904
10:30 Incredibile, sono pronto per partire. Mi avvio verso “La Perfetta”, e arrivato ad una cappelletta che soffre di gigantismo, trovo l’indicazione per il sentiero di salita.

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0905
Il sentiero si presenta come una mulattiera, con appena appena un velo di neve. Mi incammino tra la vegetazione che mi toglie tutta la vista sul paese. Il sentiero è talmente lineare che è
impossibile sbagliare. Poi, finalmente, una botta di vita: un ostacolo da superare… Beh, è stata praticamente la cosa più difficile che ho fatto durante tutta l’escursione.

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0908
Vista, nisba. Non ostante non ci siano foglie, gli alberi sono talmente fitti da impedire la vista in qualsiasi direzione.

10:50 Ohh, un po’ di cielo. E’ di un azzurro splendido, il vento ha pulito l’aria.

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0909
E la sopra, la mia probabile meta.

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0916
Verso Sud, invece, la situazione è pessima. Vedo le ondate di smog infrangersi contro le prealpi, in modo marcato. Niente visibilità. In condizioni normali si potrebbe vedere la madonnina del
duomo di Milano. Ma come fai, tu che abiti a Milano, a vivere dentro questa cappa mortale?

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0917
11:05 Arrivo ad un punto con un cartello non standard, con l’indicazione “P49″. Che sia Licio Gelli con la sua “P7″ al quadrato? Io ci scherzo, ma il cartello mi farà uno scherzo, questo
pomeriggio.

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0918
11:10 Fin qui la traccia sul sentiero era battuta. La neve è diventata un po’ più consistente, ma seguo le orme dei miei predecessori, e tutto funziona bene. Arrivo però ad un punto in cui i
cartelli gialli mi farebbero girare a sinistra. Noooo, torno ad Arzo se vado a sinistra. Però non ci sono indicazioni, ed il campo davanti a me non mostra tracce visibili di passaggio. Mi
avventuro ugualmente.

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0921
In effetti poco più avanti vedo la marca, e il messaggio “sentiero di montagna”. Mah, questi qui non sono mai stati in valle Leventina o Blenio. Oltre il campo ritrovo i segni pedestri di altri
scalatori, e tengo la via seguendo principalmente i loro passi, più che altro per non riempirmi gli scarponi di neve, che qui è alta almeno 10 centimetri. Non ho portato le ghette da neve (in
Ticino le chiamiamo ), e cerco di evitare di camminare fuori pista.

11:35 Il sentiero in questo tratto è decisamente più pendente. Giungo ad una cresta che guarda verso l’Italia, e vedo il segnale di confine, e la recinzione a rete metallica (chiamata in Ticino
).

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0925
La ramina è tutta sberciata e piena di buchi. Ripenso a quando (fino all’inizo degli anni ‘80) gli italiani emigrati in Svizzera venivano chiamati “maia-ramina” (mangia ramina). Coloro che
facevano i buchi nella rete, mangiandola, per venire in Svizzera e aprofittare del benessere e del lavoro. Mio papà arrivò nel 1946, il papà di Rita nel 1963. Il flusso di italiani dopo la II
guerra mondiale è stato importante, soprattutto dalle regioni più povere, come il Veneto, il Friuli, ed in generale il Sud Italia. Persone che si ritrovavano in un ambiente ostile, con una meteo
schifosa, una lingua dura e incomprensibile, giornate di lavoro durissimo, di 12-14 ore, compreso il sabato. E che venivano chiamati “maia-ramina”… Questi italiani che hanno dato lustro alla
loro Nazione, mostrando coraggio, caparbietà, intelligenza, voglia di lavorare, e che si sono fatti strada. Max Frisch (grazie Mauro per avermi fatto sapere chi è il padre di questa
affermazione) ha descritto il fenomeno con un’unica frase, azzeccatissima: “Volevamo braccia, e sono arrivati uomini”. Grande!

Intanto continuo, incontro un signore col cane che sta scendendo. Quattro chiacchere, mi informo sulla discesa per Crocifisso, mi informa che è problematica per la neve ed il fondo bagnato e
fangoso. Continuo la salita, e veloci vedo tre camosci, che scendono alla mia destra, passando dietro un costone. Lo risalgo rapidamente, ma purtroppo sono già scomparsi tra la vegetazione.
Incontro un altro gitante, che sta scendendo anche lui. Per il resto, silenzio.

12:01 Sono in cima. Come controaltare del cartello svizzero, adesso vedo quello italiano.

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0928
Zona di contrabbandieri, si saliva dalla Svizzera con il caffé ed il riso, e si scendeva verso Saltrio o Porto Ceresio. Così, vedo i resti di una garitta. Penso con compassione agli uomini che vi
dovevano fare la guardia, di notte, col freddo…

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0930
C’è vento freddo, non va bene fermarsi qui per il pranzo. Oltretutto la neve è alta, non c’è un posto per sedersi comodi. Decido di iniziare la discesa verso Crocifisso, e fermarmi in un luogo
più opportuno per il mio banchetto domenicale. Il cartello giallo è chiarissimo, e lo seguo.

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0929
Meride bello in grande! Il sentiero percorre inizialmente la cresta, e finalmente riesco ad avere un po’ di panorama.

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0931
Il mio senso dell’orientamento mi dice che sto andando nella direzione sbagliata… Torno indietro, cerco il sentiero verso sinistra, niente. Altri cartelli non ce ne sono. Passando però, il mio
occhio cade su di un sasso, e nella cavità sotto lo stesso, gioia e delizia, vedo le prime primule di quest’anno. A Q1000, in febbraio, con la neve tutt’attorno… Regalo bellissimo.

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0935
Mi rassegno, vorrà dire che il sentiero per Crocifisso è quello che il mio senso dice essere sbagliato… Dopo un centinaio di metri in cresta, il sentiero inizia a scendere, praticamente nella
neve fresca. Sguardo a destra, e vedo il monte Rosa.

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0940
12:15 Il sentiero corre pochi metri sotto la cresta. Senza gamasce la neve inizia ad entrare negli scarponi. Maledetto il sacco leggero… Vedo sulla cresta un punto senza vegetazione, e decido
di salirci. Ah, ne è valsa la pena.

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0942
Nell foto ci sono il San Salvatore, Melide, il lago di Lugano, Lugano, il monte Bar, la sua capanna, il pizzo di Claro, il convento del Bigorio, Bigorio, ecc. ecc. Riesco a fotografare anche il
monte Lema, il Garzirola, e tanti altri (vedi l’album). Perô, qualcosa non funziona… la cresta mi sta portando nella direzione sbagliata…

12:30 Trovo un pilone dell’alta tensione, libero da vegetazione attorno, e con i supporti in cemento adatti alla seduta e senza neve. Mi fermo per il pranzo. Ho controllato, sono dalla parte
sbagliata. Ma ormai sono sceso troppo, e tutto nella neve fresca. Decido di lasciar stare, godermi il pranzo, e farmi guardare maliziosamente dal Poncione.

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0969
13:00 Ripartenza. Ormai, guardando dal basso, capisco cosa è successo: ho attraversato il versante verso Est, invece di scendere verso Nord. Ma tant’è….

13:20 Ritrovo un cartello che conosco: adesso ho capito. Sono salito da sinistra, scendo da destra, e la “P” sta per “pirla”… Devo fidarmi di più del mio senso dell’orientamento, devo fidarmi
di più del mio senso dell’orientamento, devo fidarmi di più del mio senso dell’orientamento. A casa mi propongo di scriverlo almeno 100 volte.

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0970
13:30 Scendendo ho la bella vista sul monte Generoso.

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0972
13:45 Quasi in basso. Devio dal sentiero per avvicinarmi alla tenuta de “La Perfetta”. Una miriade di cartelli criminalizzanti mi accoglie, con divieti di tutte le specie, tipi e natura. Li
leggo attentamente, poi me ne frego altamente, ed entro, dato che ho visto una terrazza dalla quale probabilmente c’è un po’ di vista verso Arzo. E in effetti…

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0974
13:55 Fine della corsa. Sono nuovamente ad Arzo. Mi imbosco nello stesso caffé di stamane, per risollevarmi il morale. Tornando verso l’auto, bel contrasto di colori.

2010.02.07-Poncione-di-Arzo 0983
E no, non è andata come avrei voluto.

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Feb 10

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO:
Bottino pieno, nel fine settimana appena trascorso, per le squadre maggiori dall’ASP SAN SALVO, squadre militanti una nella 1^ Divisione gir. B Provinciale Maschile e l’altra nella 2^ Divisione gir. F Provinciale Femminile.
Si è cominciati con sabato 6 febbraio, alle ore 19 nella palestra di Via Verdi, con la 10^ partita (la 4^ di ritorno) della 1^ Divisione Maschile. La partita ha visto contrapposta alla squadra dell’ASP quella della MILLE SPORT SCERNI V. Il match è stato davvero entusiasmante, i giocatori dell’ASP hanno tirato fuori una grinta da leoni, andando a siglare un 3-2 importantissimo, capovolgendo il risultato dell’andata. In evidenza D’Astuto, Monaco e Cordisco.
Domenica 7 febbraio sempre nella palestra in Via Verdi ma alle ore 18, sono scese in campo per la 4^ giornata di campionato, le amazzoni della 2^ Divisione Femminile, le quali hanno saputo fronteggiare e vincere le ragazze dell’ATESSA VOLLEY SINERGIE, siglando un 3-1 che ha un sapore di trionfo, perchè con questo risultato le ragazze dell’ASP rimangono imbattute!

ASP SAN SALVO

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Feb 10

Il Comune di San Salvo ha approvato la conferma e la proroga dei servizi previsti nell’attuale Piano di Zona dell’Ambito Territoriale n.26 “Costa Sud”, in attesa dell’approvazione del nuovo Piano Sociale Regionale.
Lo hanno annunciato il sindaco Gabriele Marchese e il vicesindaco e assessore alle politiche sociali Angela Di Silvio.
“La Città di San Salvo si distingue fortemente per la priorità assoluta che l’Amministrazione comunale ha dato all’impegno di garantire servizi innovativi di tutela e protezione sociale e di mantenere sempre alta l’attenzione verso i bisogni emergenti” – ha dichiarato l’assessore Di Silvio.
Segretariato sociale, Assistenza Domiciliare minori in famiglia, Servizio Sociale Professionale, Carta Cittadinanza, Affido familiare, Bullismo, Borse lavoro, Assistenza Domiciliare Integrata e Centro Diurno Anziani, Assistenza e Aiuto personale ai Diversabili, Assistenza Specialistica agli alunni diversamente abili, Centro Socio Educativo per Diversabili, sono i principali servizi attualmente forniti.
“Questo impegno prioritario – ha precisato il sindaco Marchese - diventa ancora più urgente nell’attuale momento di crisi economica che ci vedrà impegnati in interventi importanti come la riproposizione non solo delle borse lavoro previste nel Piano di Zona, ma nell’erogazione di borse anche per quanti si trovano in gravi difficoltà economiche dovute alla perdita del lavoro”.
Il Centro Diurno Disabili è una struttura territoriale che fornisce un supporto alla famiglia con l’obiettivo di dare all’utente una valida opportunità di aggregazione sociale e di conferma della propria identità personale; a questo servizio si aggiunge l’Aiuto Personale ai Disabili e l’Assistenza Domiciliare per Disabili con l’obbiettivo di assistere gli utenti senza allontanarli dal proprio contesto abituale, nonché l’Assistenza qualificata nelle scuole e la presenza di un operatore sugli scuolabus.
Il Centro Diurno Anziani è una struttura polivalente dove rivolgersi nel tempo libero, ma è anche un luogo appropriato per la persona anziana per ricevere il necessario supporto relazionale e riabilitativo; a questo servizio si aggiunge l’Assistenza Domiciliare Anziani con l’obiettivo di offrire un giusto supporto evitando lo sradicamento dall’ambiente quotidiano dell’anziano e l’Assistenza Domiciliare Integrata che fornisce interventi allo scopo di sostenere la persona e la famiglia in un momento di particolare difficoltà (soggetti con forme psicotiche acute gravi, gravi fratture in anziani, malati terminali, dimissioni protette da strutture ospedaliere) mediante prestazioni mediche, infermieristiche, di riabilitazione e assistenziali, a domicilio.
Il Segretariato Sociale fornisce informazioni sulle leggi, sui servizi e sulle prestazioni assistenziali attivate da soggetti pubblici e privati, al fine di garantire ai cittadini il diritto all’assistenza sociale. Il Punto Unico d’Accesso ha la finalità di sviluppare un progetto personalizzato nei casi in cui si riscontrano bisogni complessi.
L’Assistenza Domiciliare Minori in Famiglia è rivolta a quei ragazzi che vivono situazioni di disagio evitandone lo sradicamento dal proprio nucleo familiare.
Sono stati riconfermati, poi, i principali progetti: “Stop al Bullismo”, rivolto alla riduzione del disagio giovanile e contro l’esclusione sociale per prevenire fenomeni e comportamenti “devianti”; “Sostegno alla malattia mentale” per migliorare la qualità della vita e l’integrazione sociale dei soggetti con malattie mentali e allo stesso tempo di dare sollievo alle famiglie; “Pronto Intervento Sociale” per affrontare con urgenza i bisogni di sopravvivenza di persone in grave situazione di marginalità.

fonte: sansalvoedintorni.blogspot.com » Vai al post originale

Feb 10


Disteso
sullo sterrato,vedo pararsi dinnanzi ai miei occhi lucidi,inanimati silenzi.Cade
l’unica stella in cielo e con lei annega nel profondo buio,lo sguardo. È la
notte solitaria. È
un altro giorno vissuto nella tua assenza. Passano le ore tutte uguali tra
marce spari e tonf
i. Rassicurato dall’inevitabile evolversi degli eventi
ritrovo me stesso nella soffice luce che illumina il calamaio. Una coda
contempla il manto stellato e dalla finestra della mia cella posso finalmente
ammirarti. Sei tanto lontana da questa Terra che lascio
a qualche pillola e a Morfeo l’onere di condurmi da te. Pochi istanti dopo sono
leggero  La gioia travalica il vaso di
Pandora con tutte le sue imposizioni e sguazzando nell’esuberante allegria il
destino sembra d’un tratto potersi piegare al mio volere. Spezzo le catene e
fuggo lontano. Il suono delle sirene accompagna i miei passi a piedi nudi nell’erba.
Corro verso la città e riposo l’euforia su una panchina. Al mio fianco una
donna bellissima mi deruba dell’innocenza. L’abbraccio senza bisogno di parole pizzicando
l’armonia del suo corpo con le dita. L’idillio è giunto ad una meta. Tu
alla metà dello splendore. Conoscenti e amici per le vie non riconoscono il
condannato a morte,il figlior prodigo in cerca d’ affetto che la patria ha privato
loro. Delle divise siamo solo tanti appendi abiti. Non possiamo scappare. Non
c’è paradiso che non includa inferno. Il gusto amarognolo della consapevolezza
appanna i sensi. E quel che era casa non è che un relitto circondato dalla
nebbia. Solo i tre quarti della notturna regina colmano il tremore. Provo
a coprire con la vernice la bandiera e tutti quegli stemmi impressi con la
forza sul mio petto, ma appena impugno il pennello sento delle ombre
avvicinarsi. Mi ridesto. Marce,spari e tonfi. Sgrano gli occhi. Riecco l’accampamento.
Un’orda di burattini intorno al mio letto chiede insistentemente “Dove sei
stato?”. Ma io non rispondo,sorrido,e guardo il mio plenilunio.

fonte: thelegendkiller89.spaces.live.com » Vai al post originale

Feb 08


DOBBIAMO STARE VICINI VICINI IO E TE!

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Feb 08

La riforma della Gelmini. imprese e manager negli atenei Meno democrazia e più potere al Cda con l’ingresso delle aziende private

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Feb 08

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Feb 08


BERLUSCONI A VESPA: “NON MI DIMETTO NEPPURE SE MI CONDANNANO”

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Feb 08

STATO D’ECCEZIONE

Dopo la gravità senza precedenti delle affermazioni del presidente con le palle super, rese ieri a Bonn per il vertice del Partito Popolare europeo, fin dalle prime ore di stamattina i suoi maggiordomi e retrievers da riporto stanno fornendo le prime giustificazioni, come sempre!, sul comportamento del loro datore di crocchette e ciotole d’acqua.“E’ stato un sfogo”, dicono, “era arrabbiato”. Tra poco i soliti Capezzone, Umilio Fede, Frankenstein Ghedini, Goretti Pecorella, Arcivescovo Bondi [poeta], Ammansito Lupi, Gnazio, Insetto Porca a Porca e chierichetti, Menzognini… inizieranno le novene per rattoppare il fallo del premier. “Non voleva dire quello che avete capito voi, comunisti!”, “avete interpretato male perché siete stampa sovversiva rossa”, “Lui è buono, troppo buono per pensare di dire quello che ha detto…”, et similaria cazzate.

E’ anche di poco fa la dura presa di posizione con un comunicato del Quirinale.

Il capo dei capi con le palle grosse così afferma: “Basta ipocrisia! Ho detto quel che dovevo dire!”

Visto che nel giro di poco, faranno come al solito e gireranno le frittate, ecco la trascrizione fedele lettera per lettera dell’intervento del “nostro” eroe, compresa barzelletta finale, con annessi video di prova che tutto ciò che è scritto tra virgolette l’ha veramente detto.Facciamone memoria.

“Consentitemi, visto che altri colleghi lo hanno fatto, di parlarvi un minuto del mio paese. L’Italia. Siamo la terza economia d’Europa. Abbiamo anche noi vinto molto bene le elezioni. Abbiamo una maggioranza forte e coesa. Un governo molto operativo, un premier super . Oltre il 60% dopo le prove di efficienza date per la soluzione del problema dei rifiuti ereditato dalla sinistra in Campania, e l’organizzazione del dopo terremoto in Abruzzo abbiamo raggiunto in 68,8 %, poi dopo esiste naturalmente una sinistra forte dell’80% della stampa italiana, che mi ha attaccato su tutti i fronti, inventandosi delle calunnie incredibili che tuttavia mi hanno rafforzato perché coloro che credevano in me, oggi sono più convinti di quello che stiamo facendo e soprattutto si dicono mamma mia ma dove trovamo uno che è forte e duro con le palle come il signor Silvio Berlusconi. Bene, in Italia però attraversiamo un periodo di transizione particolare. Ve ne parlo solo perché molti giornali dei vostri Paesi hanno cambiato la realtà delle cose. In Italia non c’è l’immunità parlamentare, in Italia i pubblici accusatori non dipendono dal governo, dall’esecutivo, e si è formato via via nella sinistra un partito dei giudici, non riuscendo la sinistra, che è divisa, allo sbando, ad avere ragione attraverso la politica, cerca di avere ragione del centro destra attraverso i processi. Io sono stato investito da una serie di 103 procedimenti, 913 giudici si sono interessati di me, 587 visite della polizia giudiziaria e della guardia di finanza, credo… ah!, 2.520 udienze, credo sia il record universale della Storia; però soltanto assoluzioni perché è solo una parte dei giudici che sta con la sinistra, poi i giudici del secondo e del terzo livello sono giudici veri come negli altri Paesi.Bene che cosa succede in questo momento in Italia?Succede un fatto particolare che chiamo transizione e che dobbiamo rimediare. E cioè: la Costituzione italiana come tutte le costituzioni dice: “la sovranità appartiene al popolo”, bene il popolo vota ed è il Parlamento che riceve dal popolo da sovranità. Il Parlamento fa le leggi, ma se queste leggi non piacciono al partito dei giudici della sinistra, il partito dei giudici della sinistra si rivolge alla Corte Costituzionale che ha 11 componenti su 15 che appartengono alla sinistra, perché i 5 componenti di nomina dei Presidenti della Repubblica sono tutti di sinistra, in quanto abbiamo avuto, purtroppo, tre presidenti della Repubblica consecutivi tutti di sinistra, quindi la da organo di garanzia la Corte Costituzionale si è trasformata in organo politico, che abroga le leggi fatte dal Parlamento.Quindi la sovranità oggi in Italia, non credo di dire una cosa eccessiva, è passata dal Parlamento al partito dei giudici.Vi do due esempi di leggi recentemente abrogate: un legge per cui un cittadino accusato di un reato, portato davanti a un tribunale della Repubblica, assolto, la legge dice basta, non puoi più essere richiamato in secondo e terzo grado, rimesso nel girone infernale dei processi, che ti rovina la vita e che rovina la vita alla tua famiglia e ai tuoi cari, così come succede nelle altre grandi democrazie, una persona per un fatto si giudica una volta sola.Questa legge così giusta e così naturale, così necessaria è stata abrogata, su richiesta dei pubblici accusatori di sinistra, dalla Corte Costituzionale. Altra legge: Presidente della Repubblica, della Camera, del Senato e il Presidente del Consiglio, durante il loro mandato, dovendo dedicarsi completamente alla cura degli interessi del Paese, devono vedere i loro processi sospesi, si sospende anche la prescrizione, i processi riprendono alla fine dell’incarico. Anche questa legge è stata abrogata dalla Corte Costituzionale, che praticamente ha detto ai pubblici accusatori “riprendete la caccia all’uomo nei confronti del Primo Ministro”.Bene: questa è una situazione che voi dovete sapere, perché molto spesso i giornali di vari Paesi, rappresentano la situazione italiana in modo ho detto in modo completamente diverso dalla realtà.E’ una situazione transitoria certamente, abbiamo una grande maggioranza in Parlamento, stiamo operando per cambiare questa situazione, anche attraverso una riforma della nostra Costituzione.Ultima notizia: in Italia il Popolo delle Libertà che è il mio partito è davvero il rappresentate totale e completo del popolo europeo, abbiamo avuto l’onore e il piacere di adottare come nostra carta dei principi e dei valori, integralmente, la carta dei valori del nostro partito del popolo europeo, un partito che rappresenta la forza dell’Europa, che rappresenta, lasciatemelo dire, anche la speranza dell’Europa e in cui tutti qui noi abbiamo l’onore di riconoscerci perché crediamo davvero di potere fare bene per i nostri Paesi e per il nostro popolo europeo.Sono stato troppo serio? Allora finisco raccontando l’ultima storiella su Berlusconi che è stata data da una televisione privata ieri sera.C’è un aereo, a bordo Obama, Berlusconi, il Papa, un assistente del Papa. L’aereo si guasta, i piloti decidono che ci si deve buttare con il paracadute, ma ci sono solo cinque paracaduti ahimé, i piloti ne prendono due e dicono ai quattro passeggeri: “ci sono tre paracaduti: fate voi”. Obama prende il primo, naturalmente dice: “io sono l’uomo più potente del mondo spetta a me”. Berslusconi, sapete com’è, prende il secondo e dice: “Io sono l’uomo più intelligente d’Europa, e quindi spetta a me”. Il Papa dice “io sono il Papa, ma tu sei giovane, prendilo tu.”. Ma il giovane dice: “No santità, sono rimasti due paracaduti, come mai? Perché l’uomo più intelligente d’Europa si è buttato con il mio zainetto.”

Lucio Galluzzisu Bloggersu ChiareLetteresu I Nuovi Mostri Oliviero Behasu Liquidasu Report on Linesu faceBooksu Twittersu Twubs Editor e Administrator Italia e Mondo per Iran Election

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Feb 08

LA FATWA CONTRO MARCO TRAVAGLIO, OVVERO: QUANTO AMANO!

Bisogna dirlo.Questi nostri ayatollah italiani ci stanno davvero insegnando il valore sincero dell’amore.Meno male che ci sono, altrimenti non avremmo potuto godere del nostro masochismo.Eh sì, perché a noi piace essere trattati da pezzi di merda. E’ da tempo che dovremmo averlocapito.Ben prima del G8 di Genova.Ah ma è vero, chiediamo scusa, le manganellate, il sangue, la repressione violenta, le bugie di Stato, le molotov portate dai poliziotti dentro la Diaz, i pestaggi indiscriminati per strada e alla Bolzaneto, gli autoblindo che caricavano i gruppi … Carlo Giuliani: ce lo siamo inventati noi.Ci inventiamo le cose perché siamo comunisti cattivi e facciamo bollire i bambini anche.
E lo facciamo fatto per provocare i nostri masters, affinchè nel loro supremo sadismo ci continuino a legnare perché ci piace.Si sa, ne aveva già parlato la Cavani nel “portiere di notte”, vittime e persecutori si devono amare!Che bello questo amore però.Davvero. Finalmente scopriamo una dimensione pubblicamente sdoganata: il sadomasochismo proposto anche in fascia protetta, il festish più orrido diventa ostensorio.E poi dite/diciamo che non solo lungimiranti i nostri ayatollah! Perché siete/siamo cattivi e non godete/godiamo dei sensi in modo completo.Lo dice anche la Mussy che sei sei si sinistra ti devono piacere per forza le trans, e lei di queste cose se ne intende, maschio dominatore com’è!Cioè come dire: lasciate la vostra via così innaturale e peccaminosa e venite a noi!Cioè non a noi, a loro!
Ci sono anche quelli del PD [ci sono?] che hanno capito tutto. Difatti sono lì, adesso più di prima, ad amare tutti gli altri opposti.Però è anche un po’ devastante il termine “opposto” perché implica il concetto di contestare le posizioni degli altri e non è giusto questo. No!
Allora dopo il ferimento del Capo accorrono a prendere una palla al balzo, capiscono d’un botto che occorre pacificarsi, unirsi, amarsi e orgiare tutti insieme, irriconoscibili [come lo sono sempre stati], non si mascherano più, adesso possono amare a viso scoperto perché quel sangue sul volto del premier chiama - Korai, Korai! - alla unità nazionale causa gravissima emergenza.E’ come il rapimento di Aldo Moro e la sua uccisione, dicono, gli uni agli gli altri, e gli altri agli uni [anche agli Unni padani] come gli anni di piombo, ci sono pericoli gravissimi: FaceBook, Il Fatto Quotidiano, Travaglio, Di Pietro, La Repubblica, Annozero e Santoro… e occorre fare muro comune per fermare dapprima il “terrorista mediatico” [Marco Travaglio], poi calare saracinesche sulla Rete, vietare che parlino persone che non hanno padroni editoriali e usano l’arma della verità/ragione contro il Benemerito…

Amarsi tutti davvero [ma in "amarsi manca una erre"?], nella stessa idea, intruppati, greggi, campanacci… in processione devota, magari al mausoleo imperituro dei saggi ad Arcore.No, non la villa, proprio il mausoleo sotterraneo.Il posto esoterico, pieno di simboli rassicuranti dove riposeranno Capo e suoi fedelissimi: Previti, Confalonieri, Lecca…
Ma adesso tutti zitti, e basta! In nome dell’Amore Universale e del Rispetto Deferente al Grande Architetto dell’Universo, i nostri novelli Eric Segals [plurale perché sono tanti] stanno elaborando il nuovo Decreto Legge con naturale e Santa Richiesta di Fiducia [Bersani se sarà sveglio e ce la farà plaudirà] intitolato “Condanne a Morte in Love Story”.
Per ora è solo un Disegno Legge e quindi in gruppo si sono dotati di compasso, squadre, righelli, il pavimento a scacchiera sotto i piedi [così fra una pausa e l'altra giocheranno ai quattro cantoni], le colonne con i melograni sopra, il soffitto con le stelline fluorescenti [quelle le ha attaccate tutte Capezzone, è così un bravo servente/fervente!]…Insomma per farla breve, stanno lavorando, ergo: quando lavorano non vogliono essere disturbati, l’hanno imparato dal capo. Altrimenti sbagliano e non hanno la gomma per cancellare e la maestra poi ritira i diari e si incazzano.
Per non sporcarsi durante le merende mettono anche il grembiulino. Che belli che sono!Sembra davvero l’asilo di suor Diletta Pagliuca. Nel loro ex socialismo, cristianesimo, tolleranza, rispetto dell’altro, liberarismo… il rappresentante delegato Cappuccetto Rotto detto Ciqui ha relazionato in Parlamento sui lavori di questa Commissione.Ha spiegato quanto siano pericolosi certi personaggi che fanno terrorismo mediatico, rovinando l’Italia e facendo molto, ma molto male a Sua Eminenza il Sig. Dott. Cavaliere.Era arrabbiato quando parlava, il Ciqui, gli uscivano anche delle sputazzette dalla bocca, come Niccolò Lerch… ma il Motore Immobile lo ha supportato ad arrivare fino alla fine del suo intento oratorio: Marco Travaglio la deve smettere, punto e basta.
Perché è lui il caprone nero, più nero di Di Pietro, poi Santoro ormai è canuto. E’ esattamente Travaglio il mandante di tutto questo clima d’odio, dice sempre lo scappucciato, da anni istiga, ora lo fa anche da un quotidiano senza padrone “il Fatto Quotidiano” e questi sono i risultati.Quindi l’invito alla Nazione, tutta, al mutuo soccorso, all’unione civile e anche cristiana, di fatto, innaturale: uniamoci tutti contro Travaglio.Korai, Korai.Affinché il dolore che sta sopportando l’Onnipotente attinto possa essere preghiera mistica di pace su questa Terra.

Forse Cappuccetto Rotto è un po’ confuso e non si rende conto che chiede la “pacificazione con il dialogo” ma di fatto in barba ad ogni valore [dichiarato!] suo e del suo partito ha lanciato una vera e propria fatwa contro un suo fratello [non di loggia e neppure di partito].E lo ha fatto dal suo posto occupato in Parlamento, ripreso in diretta e poi mandato e ritrasmesso in ogni dove. Il risultato è: blabbeggiare sparando qualsiasi minchiata venga in mente a lui e ai popoli delle libertà che ha dietro e davanti, e in mezzo alle menzogne sue fatte passare per “verità istituzionale” indica con nome e cognome il target, il colpevole: Marco Travaglio
Il Cappuccetto loro sa benissimo che tutta la merda possibile sputata sarà dibattuta ed amplificata da Porca a Porca, Umilio Retriever, Velino Feltri, l’immancabile cristianissimo madre Badessa Giordano, Brachino Undercovered, Betulle Nane… con il risultato, preventivato, di mettere veramente a rischio la vita di Travaglio.
Tutto questo inserito nella panzana ultima del Partito dell’Amore per superare questo momento d’odio!Cioè vogliono [ma chi ci crede] confrontarsi con “pacatezza” [ci sarà bisogno di Ualter e Massimino Nostromo] e contemporaneamente indicano nomi e cognomi di persone classificandole come nemici pubblici numeri uno.
Io non ci sto.Non posso credere ulteriormente.Io realtà non ci ho mai creduto.Non ho alcuna intenzione di avvallo per qualsiasi tipo di violenza, sia portata da uno psicolabile o da rappresentanti delle Istituzioni o da chiunque altro.Ed è il caso di dire sempre basta e di più alla gestione della Cosa Pubblica come fosse latrina propria.No è il caso che chi ha partecipato, iscritto, consenziente al progetto eversivo di Licio Gelli e della sua/vostra P2 venga oggi a dare lezioni di pace, amore, democrazia, confronto…Almeno vergognarsi e chiedere scusa alla Nazione intera per aver quantomeno appoggiato il Piano di Rinascita Democratica sequestrato alla figlia del “Tanto Venerabilissimo Maestro” nel 1982, nel quale la P2 perseguiva, con progettazione specifica, obiettivi quali: il dissolvimento della RaiTV, l’informazione mediatica e stampata in mano a pochi contro giornali tipo La Repubblica, L’Espresso, Europeo; la modifica della Costituzione, la messa in crisi della Confederazione Sindacale, l’uso di miliardi a 30 per botta per “convincere” politici eterogenei ad abbracciare il piano piduista, leggi contro gli stranieri [ci sono anche quelle!] e i non garantiti; la riforma della Magistratura…e il tutto sfociò anche con il “tentato” di Golpe di Valerio Junio Borghese.
Oggi Licio Gelli dice: “Mi sveglio al mattino, leggo i giornali e mi sento soddisfatto. il mio progetto al quale ho lavorato per 30 anni, che si articolava in più di 50 punti si è realizzato. Devo chiederne i Diritti D’autore.”
Da certa gente non si accetta alcuna lezione di pace.Non è che si voglia la guerra con loro. Ma davvero, la smettessero di giocarsi l’Italia e le nostre vite a colpi di fascio.
Qualcuno l’altra sera ad Annozero, forse, tra un solito coprire l’altro che parla e continuare a farlo perché la verità è scomoda, chiedeva a Travaglio di porgere le scuse.A chi?Ai golpisti, piduisti, inquisiti, ai sottratti agli arresti per mafia dalla Giunta per le Autorizzazioni, agli ex incappucciati, a chi insulta il Presidente della Repubblica e la Magistratura, a chi vilipende la Costituzione?Lui, indicato come mandate dell’odio totale ed esposto a rischio altissimo, deve chiedere scusa?
Caro Marco, mi sa che dovrai iniziare una nuova battaglia, faticosissima, quella contro gli Ayatollah nostrani, che hanno tolto il cappuccio e messo il turbante.
Lucio Galluzzi
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Feb 08


GIOCO DI SOCIETA’: SCOPRI GLI INTRUSIparte prima

Lucio Galluzzi

su Olivero Beha I Nuovi Mostri

fonte: luciogalluzzi.gmail.com » Vai al post originale

Feb 08


STRATEGIA DELLA TENZONE

Sono bizzarri i regimi. Talmente lo sono da replicare sé stessi, pur con nomi diversi.
Appaiono misterici eppure nella contiguità sono biunivoci gli uni agli altri, chiari, palesati, senza alcuna ferma ai loro multipli.
Immutabili.
Dovremmo conoscerli bene, ormai. Eppure ci si meraviglia sempre. Perché è fin troppo umano non voler credere al peggio.
E invece è caratteristica regolare la bassezza che i poteri personali impoltronati frequentano.
Stanno lì, questi potenti impotenti, come stavano.
Cambia il progresso. Nel senso che i mezzi a disposizione che una volta venivano usati ora non sono più trendy.
Adesso c’è il grande fratello che può tutto.
Ammansire la massa, lavare i neuroni del pubblico, riprogrammare sinapsi e far apparire quello che è falso come dogma assolutamente non fallace.
Questione di religioni, di fede. Bombe lanciate senza pause che raggiungono targets studiati, sondaggiati, scientificamente colpiti ad hoc.
Sono rassicuranti i nuovi terroristi dell’informazione globale. Non proprio loro. Ma attraverso il simbolo adoperato lo diventano.
Che cosa c’è di più amabile di una mamma tutto che ti asciuga i fianchi? Che in cucina cucinava? Mamma tutto canticchiava anche. La tua mano nella mia, mamma amica mia.
E la paperella acqua e sapone che si fa il lifting per apparire estetica come non mai, esce dal trio delle sorelle e la fanno deputata. La si può anche incontrare la mattina presto nelle rassegne stampa di RaiNews24. Perché la devono invitare per forza. E lei, con imbarazzo visibile del direttore Mineo, quaqquera e con sospiri d’ansia e velocità commenta tutto a memoria. Dice anche “virgola”, “punto esclamativo!”, “due punti”…
Non dimentica mai che pure lei è una sorta di figlia Umilio Fede e tra una analisi e l’altra è obbligo accendere il carboncino e riempire d’incenso lo studio pregando e benedicendo il suo capo.
Non sa che l’incenso fuma parecchio. E dopo pochi secondi anche attraverso quella nebbia fitta capisci che non c’è alcun arrosto. Ma lei per par condicio ha il diritto di fumeggiare.

La mamma tutto non c’è riuscita a riprendersi una poltrona.
Forse perché alle sedute del Parlamento europeo era molto assente, tanto. Soprattutto muta, quando c’era. Mai una interrogazione, un intervento.
Non canticchiava neppure!
Ma sempre per par condicio pure questa molossa la mettono come collante in ogni dove televisivo.
Perché appunto è tanto simpatica, scrive anche libri, tutti le famiglie cristiane la conoscono e gallina vecchia fa buon brodo. Come Ciriaco de Mita.
Le canzoni napoletane romantiche, il mandolino e la chitarra, i buoni sentimenti, le poesie di Bondi, i calendari della Carfagna che ora è convertita al collegiale, la Brambilla, la Maria Star…
Meno male che ci sono!

Poi come tutti sappiamo, a queste figure così conosciute e acchiappanti, si affianca l’esercito dei mostri ad ogni costo. Questi il lifting non se lo fanno, altrimenti il capo sarebbe geloserrimo. Sono mostri e tali restano, anche perché devono recitare la parte improponibile della ragione ad ogni costo, costi quel che costi, è la loro Ragione di Stato, che però è il loro stato, preoccupante; allora anche lo Stato lo è [preoccupante]. Sta di fatto che, occupando ogni spazio possibile ed in barba a qualsiasi deontologia professionale, etica e morale, portano avanti senza tregua l’attacco al pensiero, al vocabolario della lingua italiana e alla logica, anche alla più semplice.

E’ quella che si chiama “SCOMPARSA DEI FATTI”. E uno spera che si voglia intendere che certi fatti [persone] scompaiano dal loro essere fatti e anche dalla visione/udito. E invece no.
Scomparsa dei fatti vuol proprio dire DEVONO fare così per occultare i fatti, le notizie, gli interessi veri delle persone. Altrimenti come potrebbero avere la ciotola di crocchette e l’acqua fresca tutti i giorni?

Se quotidianamente non fossero presenti su tutti i media del grande fratello, cioè quasi tutti, a fare di servitù virtù, i fatti verrebbero a galla.

I fatti quelli veri. Quelli che abbiamo in giro, per strada, nelle nostre case, nelle fabbriche, nelle carceri, nelle buste paga, nelle scuole…
Eh no! Non si può far sapere ai più che il Paese è in una situazione di merda. Anzi bisogna dire il contrario. Gli stipendi sono adeguati al costo della vita, le tasse diminuite per i lavoratori dipendenti, la tredicesima sarà più pesante, il Natale ci dimostra che i consumi aumentano perché lo sanno solo loro, i cassaintegrati sono garantiti e lo giurano pure sui loro figli, i precari sono una invenzione di Collodi, i ragazzini non si fanno di coca sempre di più per disperazioni, ma perché è aumentata la ricchezza e se lo possono finalmente permettere, non ci sono capifamiglia che uccidono a martellate mogli e figli causa perdita del posto di lavoro e nessun futuro e neppure suicidi da depressioni ed attacchi di panico…

No, queste cose no! Turberebbero.
Meglio confondere le acque. Spostare le attenzioni. Occultare.
E siccome, si sa per sondaggio, gli italiani sono gran divoratori di cronaca nera, rosa, inciuci sessuali altrui e sono anche molto legati al Papa, alla Chiesa, alla pizza, spaghetti, mafia e trallallà… Ecco fatto, ci vuole un attimo.

Trans a cascate, prostitute a go-go, filmati segreti di segretissime scopate, ricatti, furti di peni altrui, titoloni minchiate, tette rifatte, omosessualità di questo famoso e di quell’altro, outings, Garlasco, Perugia, la donna dalle mani mozzate, Erba, intercettazioni, ripetere “capra capra sei una capra” ad libitum e anche “studia, studia, studia… frocio, vergogna, vergogna…”, con le giugulari bombate che però purtroppo non scoppiano mai in diretta, sangue che non guasta mai, l’ultimo libro del qualunque pirla che deve promozionarlo e allora diventa tuttologo, forse quelle tracce biologiche sui pedali della bicicletta sono dovute al ciclo mensile della vittima…

E mentre tutto questo gran bordello si celebra, quelli che devono fare opposizione vogliono sedersi al tavolo e trattare con i tenutari, anche perché: pure Bersani inizia per B e B+B sai come D’Alema orgasmerebbe!
E il Capo, apparentemente sereno, truccato e laccato di fresco, nega tutto, non sa neppure lui cosa, ma nega.

Sono cambiati i tempi, abbiamo pure finito le maglie della salute.
D’altronde non potremmo neppure comprarcele.
Tanto adesso c’è Premium on Demand e lo spettacolo si approfondisce.

Sembravano bizzarri i regimi, misterici.

Pensa un po’: una volta c’era la strategia della tensione a distrarre la gente dai veri problemi.
Un autunno troppo caldo saltava un treno.
Elezioni particolarmende delicate: scoppiava una piazza.
Tentativo di Colpo di Stato: una stazione sventrata dal tritolo.
Compromesso storico e pacificazione sociale: rapimento Aldo Moro e suo assassinio, despistaggi, servizi segreti, strane Brigate Rosse, stranissime davvero.
Come strana fu la Falange Armata che pure lei sortiva, necrofaga, puntuale ad orologeria, quasi a comando.
Distrazioni mortuarie.
Tra una P2, qualche Gladio, giornalisti e giudici ammazzati, corpi lasciati lì a raffreddare sui selciati, machine pistoles, dossiers segreti, vertici delicatissimi neri… e verità nulle da Ustica, e ancor prima, in poi.

Poi l’orologeria sparì.
Per un po’ di macelleria se ne occupò la mafia.
E poi non si sentì più parlare, per esempio, di Falange Armata.
Né mai si seppe cosa fosse e perché.

Come molte altre di quegli anni piombati.

E’ finita quella strategia.

Adesso ci si distrae dal dolore sociale con altro.
Con la tenzone in diretta.

E proprio nel bel mezzo di questo schifo, gli analisti sociali e politici francesi annusano la possibilità che di nuovo gruppi armati, nel nostro Paese, si stiano organizzando, ma lo dice anche Maroni.

La Storia insegna che di fronte a disagi economici e sacrifici reiterati imposti alla gente, nella fame, precarietà e disperazione qualche “avanguardia” si lascia tentare e cade nella trappola della violenza.

In questo autunno caldissimo, in situazioni insostenibili, con opposizioni immobili, sindacati statalizzati, CGIL isolata, conflitto sociale più che pesante, Stato accentrato sui problemi privati di una sola persona, parlamento bloccato nelle sue funzioni causa solo voto di fiducia, alte cariche della Repubblica che si scontrano, ricatto legaiolo al Governo “attenti che se non ci fate passare l’emendamento vi mandiamo a casa”… Proprio in questo autunno, la gente, auto convocatasi, usando il mezzo non controllabile dal regime [il web], ha manifestato con più di un milione di persone a Roma per dire che “Adesso Basta” e chiedere le dimissioni del premier.
Non solo nella capitale, ma in altre città italiane, l’Onda Viola ha detto che non ci sta. Così come a Parigi, Berlino, Bruxelles, Londra, Madrid, Copenhagen…

Il fatto non solo rappresenta una svolta Storica dal punto di vista politico [la base che si organizza al di là dei partiti/bandiere e dei leaders], ma il messaggio dirompente e basilare che il Movimento spontaneo del No Berlusconi Day ha lanciato è preciso e netto: questo popolo non ha bisogno di avanguardie armate, di bastoni, passamontagna, trappole di facinorosi.
Lo ha dimostrato.
Una manifestazione non violenta nella quale ognuno ci ha messo la faccia e il nome.
Ogni nome e faccia chiede la stessa cosa. Uniti in un progetto di libertà da questa tirannìa.
E’ stato messo in piedi in pochi giorni un patrimonio preziosissimo.
Diamogli acqua.
Perché è unico e per questo ripetibile.


Lucio Galluzzi

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Feb 08


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- a domani per la seconda parte -

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Feb 08


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Feb 08

UN MILIONE DI VOLTE: DIMETTITI!

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Feb 08

L’AGENZIA STAMPA ANSIA.IT-MENZOGNINI RIBATTE: “INFATTI!”

Adesso sono già pronti per un nuovo lodo, nodo, covo, rovo. Un loden.

I maggiordomi non dormiranno più neppure come erano abituati.

Si potevano assopire solo al cesso.

Perché altrimenti: RAUS!

Li riempirà di cristalli direttamente sublinguali.

“Avanti marsh a ranghi ben serrati! Ché bisogna salvare capre e cavoli, vacche e muccai, capponi grassi e tutti i brodi delle mie galline: vecchie non le voglio, non brodano bene… su!”

E quelli, i servi, docili come Minnie Minoprio ai tempi di “quando mi dici così”, si faranno guinzagliare, apriranno nuovi tomi, anche quelli di quando erano piccoli [se mai sono stati bimbi, ma forse no, sono stati scodellati già così], soffieranno via la polvere e studieranno qualcosa.

Non ha importanza cosa! Il lettore non sia presuntuoso e non cerchi mai di capire fino in fondo.

Ce lo hanno insegnato che il termine è diverso dal’agito semantico,e che non c’è differenza tra significato e signi ficcante.

E’ solo una questione di inclinazione della schiena.

Con il grado giusto, meglio che sia più del novantesimo, tutti i verba perdono connotazione.

Ergo: silenzio che altrimenti o parlano gli Spatuzza o i Capi si distraggono e non possono lavorare per noi.

Eccheccazzo!

Sono anni che ve lo ripetono e ancora non l’avete minimamente realizzato?

Quindi, si diceva: gli azzeccagarbugli, anche con la radioestesia, devono, per forza di causa maggiore, trovare qualcosa.

Che sia sul Manuale delle Giovani Mignotte, su una copia originale della Prostituzione della Repubblica Italiana, sulla sacra Cribbia di Gerusalemme o la Settimana Leggittimistica poco importa.

Basilare è trovare un altro impiccio, ma questa volta non deve essere pirla come quello dell’altra volta, altrimenti mica ci cascano i giudici quelli alti.

E non deve essere neppure strapirla come l’altro precedente al pirla.

Perché a continuar ad andare giù di pirlate, quelli là, se la danno e mangiano la foglia.

Poi dopo la foglia, l’erba, si perde la capra, i cavoli, le vacche e tutto il resto.

Come la donna piccina picciò.


Questa volta non è concesso sbagliare.

Già i primi lavandai si sono presentati. Puliti, distinti, finti. Più di prima.

E con voce impostata, pacata, serena, un velo di ialuronico, hanno cominciato a come dire… sparare minchiate?

No! Non è polically correct usare questo scrivere [direbbe il Bersani che glielo ha detto D'Alema che lo ha sentito da Violante che lo aveva letto su una rizla maxi della Finocchiaro che l'aveva copiata,la frase, da Vespa che gliel'aveva ripetuta tredici volte il Capo. Il cerchio si chiude, adesso si è capito. Che bello!], non lo è no!

Ripresa: … hanno cominciato [i lavandai] a estroflettere genitalate.

Così va meglio. Si capisce di più.

Genitalata uno: “questi del no berlusconi day non hanno capito che facendo quello che hanno fatto, mio caro Fede [l'Emilio Retrievier], non fanno altro che fare quello che non avrebbero dovuto fare. E cioè, mi spiego: hanno semplicemente fatto il fatto di aver fatto di portare più consensi al centro destra e al governo, questo hanno fatto con quel fatto che hanno fatto!”

[Lo so che non si esprimerebbe mai come Laing, ma mi piace troppo il parlato così]

Genitalata due: “se questi [quelli del no B day] pensano di mandarlo a casa, usando girotondi e Di Pietri, quello resterà ancora lì per trent’anni” [Eh sì, invece se stiamo tutti a seguire te, che sei di certo concretamente per nulla democristo, lui perché gli fai una paura da babau scappa a Disneyworld, se la compra e poi va a vivere come ottavo da Biancaneve! Ma smetterla di prenderci per scemi e tacere ogni tanto mai?].


Genitalata tre: “beh? erano 350 mila? che minoranza insignificante! E tutti gli altri 26 milioni di elettori?” [Eh! Erano tutti lì a piangere per il capo così attaccato nell'anima e nel cuore dai cattivi minoritari. Infatti voi avete molta etica e fonetica. Perché come dice il tuo Capo, che è il vero Capo del Capo: "Attenti che prendiamo il kalashnikov, e in men che non si dica ci viene duro e neghiamo il voto al governo che cade quando lo vogliamo noi! RAUS!". Così sono in due a dire RAUS!]


Genitalata quattro: “saranno stati al massimo in 90 mila”.

[questi mi sa che hanno contato gli spettatori paganti e non per Juventus Inter e hanno pure sbagliato con le tabelline].


Fatto sta che a pensarci bene qualche dubbio viene.

Se nessuna televisione, tranne RAINEWS24, ha trasmesso la diretta dell’evento, allora non è che è possibile che sia tipo gli atronauti USA sulla Luna del quale si parla da anni come un falso clamoroso con la regia di Kubrik?

In questo caso si spiegherebbe tutto!

E’ una manovra comunista!

Bisogna dirlo a Capezzone.

Che lo dice al Capo.

Che chiama Fede [sempre il Retriever].

Che faxa Vespa.

Che informa Enrico Ruggeri e il Giacobbo.

Che tutti insieme costruiscono un bel plastico di piazza San Giovanni.

Si autocollegano in simultanea con Maurizio Costanzo Sciò, Menzognini e Michele Guardì.

Invitano negli studi Taormina, Ghedini, Pecorella, lo psicologo Meluzzi, il criminologo Bruno, la mamma di Cogne che non guasta mai, qualche trans, Alessandra Mussy e naturalmente Sgarbi.

E via col vento!

Ce la diranno loro la vera verità.


Sapremo anche che il previsto Sì B Day, annunciato per Febbraio [dovevano farlo anche loro ieri 5 dicembre, ma la questura ha chiesto di soprassedere perché Roma sarebbe stata deserta per via del ponte dell'Immacolata, prima di quello sullo Stretto] l’hanno fatto proprio il 5 dicembre, ieri, QUINDI ERANO LORO!


Perché questo si chiama diritto di cronaca e di libera informazione.

Dire i fatti come stanno.

Ieri non era il No B Day, era il contrario.

Difatti a Roma c’erano in piazza Navona circa una novantina di milioni di persone, tutte in azzurro madonna di fatima,

Quale viole avete visto? Daltonici!

Ma va là! Andate dall’oculista!

Se non sapete le cose non ditele. Fate fare il lavoro giusto a chi lo sa fare.

A loro!


Menzognini addirittura ha filmati che gli ha passato Feltri che dimostrano senza ombra di dubbio che i berluscones arrivavano anche dalle Code di Orione, Andromeda e altri posti che sono coperti da segreto di Stato.

Però i filmati loro li hanno.

Gnè! Gnè!

Sgarbi, dice il Giornale, quotidiano che più Libero di così non si può. ha avuto un reportage esclusivo da Brachino che dimostra con immagini nitide che verso le 18.47 nel bel mezzo dell’intervento sul palco della Binetti, un fascio enorme di luce tricolore l’ha assunta verso il cielo, al suo posto, teletrasportata [si parla della Star Trek avvistata subito dopo su Castel Gandolfo] è scesa la Vergine in persona.

Un po’ più bassa del solito, con il doppiopetto, collo corto, orecchie enormi, zatteroni, asfalto sulla testa, bandana dorata in vita; alla sua destra Santa Maria Vittoria, a sinistra la beata Mara, sulla trinità nuova splendeva luminosa MariaStar in forma di colomba pasquale.

[Le è stato urlato "RAUS!" dalla novella vergine causa sbaglio di festività: "Cribbio, siamo a Natale e questa fa la Pasqua? Dov'è la piccoletta che quella non sbaglia!"]

Adesso la sappiamo quasi tutta la verità.

La disinformazione comunista di Corradino Mineo è stata smascherata.


RaiNews24 ha anche taciuto un fatto nel fatto che più fatto di così non può essere fatto.

Alla fine della oceanica e virile manifestazione dei miliardi di arditi, scesi in tutti i pianeti del sistema solare, traiettorie laser e schiavi trasportavano la novella vergine, vestita da pontefice levebvriano, sul trono del santo padre, conducendola nei palazzi vaticani.


Ratzinger ritornava semplice Ratzinger e l’umanità umana, extraterrestre, cosmica, universale, e anche antimaterica ha due PAPI in una sola santa ed unica persona, bilocata.

Mentre i lavandai maggiordomi finalmente partoriscono il nuovo lodo, nodo, covo, rovo: lo chiameranno “Loden Bostik Bisont - il collante professionale che non si stacca più neppure se ci appendi una vacca”.

E con questo stratagemma lungimiroso ghedinico e pecorellico, spalmato sulle reali e padreterniche chiappe del Dio Papi, egli/l