Mar 20

Ottimizzare, eliminare, riorganizzare.Per sopravvivenza? No. Per vivere meglio. Perché così non si va avanti.Scendere a compromessi con me stessa è un bel casino. Sono una poliedrica iperattiva. Sono un albero che mette sempre nuovi rami e germogli. So dove inizio ma non so dove finisco. E quindi? Quindi meglio fermarsi un attimo a rivedere i propri impegni prima di schiattare come una pera matura caduta dal ramo.Sono giorni che scrivo su carta e pianifico. Penso, rifletto, cerco soluzioni che trovo e non mi piacciono. Perché io sono così: se sto ferma mi annoio. Ma nel fare spesso mi esaurisco. Ci metto troppa passione, troppa energia vitale. Ma come si fa a dare di meno? A moderarsi? Come si fa ad essere diversi da ciò che si è?Allora chiedo aiuto al maritozzo. Lui è il "solido" di casa, quello con i piedi per terra. Il mio opposto e il mio complemento. Di lui mi fido: mi conosce bene e fiuta a distanza quando sto esaurendo le pile. Mi dice: "Ehi, datti una calmata… lo sai che poi ti blocchi." Io faccio spallucce, ignorando l'ammonimento, ma poi ci rimugino sopra. E mi prendo delle lunghe pause per rimettere le cose a posto.Adesso è quel momento. E per l'ennesima volta mi trovo costretta a tagliare i rami. Che non sono secchi, ma verdi e rigogliosi. Che portano frutti bellissimi, ma faticosi da raccogliere. Mi riapproprierò di nuovi spazi: farò vuoto per riempire. Di momenti dedicati alla famiglia. Togliendo agli altri.

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Tag: nel quotidiano, profondità e altezze

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Mar 20

Cresce del 5,8%  il numero di spot sociali gratuiti in Italia. La pubblicità no profit ospitata gratuitamente sui media italiani aumenta  da 56 a quasi 60 mila passaggi negli ultimi 12 mesi. Un incremento trainato soprattutto dalla radio, utilizzata nel 35 per cento dei casi, seguita dalla tv (30,2 per cento), dai quotidiani (15,3) e dalle affissioni (14,5). Staccati i periodici e i cinema, che insieme arrivano al 5%.

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Lo ha dichiarato il direttore marketing della Nielsen media, Alberto Dal Sasso, intervenuto alla Conferenza internazionale della Comunicazione sociale della Fondazione Pubblicita’ Progresso chiusa gli scorsi giorni. Negli ultimi 12 mesi e’ la televisione che ha registrato un autentico boom degli spot sociali gratuiti, con un +31,8 per cento rispetto a ottobre dello scorso anno, seguita dai periodici (+16,8) e dalla radio (+9 per cento). In controtendenza i quotidiani, che perdono oltre il 10 per cento. Un dato positivo, che pero’ non nasconde alcune criticita’ sulla formulazione dei messaggi da parte del mondo no profit. Secondo il presidente della Fondazione Pubblicità Progresso, Alberto Contri, infatti: “Assistiamo a una mole esagerata di messaggi spesso dispersivi, che nella maggior parte dei casi non raggiungono il necessario grp, ovvero il valore minimo di notorietà che attesta l’efficacia di un messaggio. E’ senz’altro un fatto positivo poter contare sulla disponibilità dei media, ma è il mondo del sociale che dovrebbe autoregolamentarsi con una cabina di regia in grado di ottimizzare la portata comunicativa a nostra disposizione”.

Fonte Nielsen- tratto da Comunicazione Sociale

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Mar 20

 

E’ la cittadinanza che è ormai estranea alla politica o è la politica che parla un linguaggio alieno?

Secondo la campagna di comunicazione del candidato a sindaco di Venezia, Alfredo Scibilia, la politica non riesce più a comprendere le vere esigenze dei cittadini, si rivolge ad essi con soluzioni e linguaggi obsoleti… insomma i veri alieni sono proprio i veneziani. E Scibilia è l’extraterrestre! Alieno rispetto alla tradizionale classe politica e simbolo di un progetto politico innovativo nato dalla società civile veneziana (le associazioni Mestre una grande cittàVenezia in MovimentoMestre futura).

Nasce così il simpatico “occhio alieno”, personaggio simbolico scelto come portavoce della campagna, capace di comunicare i concept di cambiamento e innovazione alla base del programma di Scibilia. Non solo,  la mascotte è dotata di lunghe antenne che intercettano i bisogni dei veneziani e non a caso è rappresentata con una forma concentrica (tre cerchi uno dentro l’altro). La proposta centrale di Una Grande Città, la lista civica dei cittadini per i cittadini, è il progetto di “Una Grande Città circolare” che supera il classico rapporto centro-periferia ed è orientato ad una logica di network e interconnessioni tra luoghi, idee e risorse dei territori di Venezia e Mestre.

Una Grande Città è un progetto collettivo. Ciò si evince dagli slogan, dalle foto di gruppo, dal sito internet che dà spazio a tutti i candidati e comunica una forte dimensione collaborativa. Tanta attenzione anche ai target più giovani.

Un aperitivo “operativo” per i giovani candidati in lista: “6 weekend in giro per Mestre e Venezia per parlare di politica e di futuro nella stessa lingua”. Così recita lo slogan dello Spritz Tour. Naturalmente non manca il monito: “Bevi moderatamente, vota responsabilmente!”.

Una campagna tutta orientata alla cittadinanza, una buona causa su cui orientare anche gli aiuti economici da parte dei cittadini sostenitori. Sul sito web si dà infatti grande risalto alla campagna di fund raising (“Aiutaci a vincere”“Aiutaci a portare i cittadini al governo di Venezia”) poiché tutte le attività di Una grande Città sono finanziate da donazioni volontarie pubblicate per trasparenza sul sito internet.

La raccolta fondi è molto importante per una lista civica, in quanto non è sostenuta dai partiti. Scibilia, difatti, si propone come “terzo polo” nella sfida traBrunetta (Pdl+Lega+Adc+Pensionati e altri) e Orsoni (Pd+Udc+Idv+Psi e altri), ovvero i candidati più accreditati di questa competizione elettorale che vede in tutto 9 candidati presidente e ben 800 aspiranti consiglieri in corsa. Sostenuti dai partiti maggiori, Brunetta e Orsoni, però, monopolizzano la comunicazione e nella fase più delicata della campagna elettorale sono da soli a confrontarsi all’Ateneo Veneto all’attenzione delle tre principali testate cittadine. Scibilia non è invitato e commenta così: “Un’occasione mancata di confronto democratico, ma noi non ci sentiamo di Serie B“.

Come extraterrestri rispetto all’attuale contesto politico, si misureranno, infatti, continuando a portare avanti le loro proposte da cittadini per i cittadini, supportati da una campagna di comunicazione  a mio parere efficace e originale.

Marina Ripoli

Fonte Spinning News

 

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Mar 20

Vedrete
PRESIDENTE SILVIO MA’ QUANTO PRIMA POSSIBILE FATE FARE A SGARBI SU’ UN CANALE MEDIASET UNA TALK-SWOU COME ANNOZERO AL CONTRARIO DI SX E’ VEDRETE COME SANTORO
VERRA

Come mai
Dopo essere entrato nel blog Forza Silvio quando clicco su una qualsiasi pagina vengo buttato fuori dal blog nella schermata di richiesta della mia password come mai?

Ancorché
Va tutto bene e condivido il vostro impegno e mi permetto di suggerire al nosto Capo di inoltrare personalmente un invito telefonico, ancorchè in automatico, a votare

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Mar 20

Al Maresciallo Stalin

Ieri sera ho visto per la seconda volta il film «Kutuzov», del quale Lei mi ha fatto dono. Quando lo vidi la prima volta mi suscitò una grande ammirazione, ma essendo in russo non ero riuscito a comprendere il senso di tutte le situazioni. Ieri sera ho rivisto il film con i sottotitoli inglesi, che hanno reso perfettamente comprensibile tutto, e devo dirLe che, a mio parere, si tratta di uno dei film più geniali che io abbia mai visto. Mai conflitto tra due personalità è stato mostrato con maggiore chiarezza. Mai delle immagini cinematografiche hanno espresso tanto efficacemente l’importanza della fedeltà nei comandanti e nei semplici soldati. Mai i soldati russi e il popolo russo sono stati presentati al popolo britannico così gloriosamente attraverso quest’arte. Non ho mai visto una maggiore maestria nell’uso della macchina da presa.
Se ritenesse appropriato comunicare privatamente la mia ammirazione e gratitudine a coloro che hanno lavorato a quest’opera d’arte e di elevata moralità, Gliene sarò grato. Nel frattempo mi congratulo con Lei.
Amo pensare che siamo stati insieme in quella lotta mortale come in questa guerra trentennale. Suppongo che Lei non abbia mostrato questo film a de Gaulle, così come io non intendo mostrargli «Lady Hamilton» quando verrà qui per firmare un trattato simile a quello che Lei ha firmato con lui e che abbiamo firmato tra noi.
Saluti!

Winston L. S. Churchill

Link (in russo)

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Mar 18

 

22 Aprile 2010,

Hotel Radisson Roma

Via Filippo Turati, 171
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Si chiama Marketing Mash Up ed è l’effetto che deriva dalle continue, nuove intersezioni tra discipline ed esperienze diverse che stanno ampliando a dismisura l’area di gioco del marketing.

Per parlare di queste inedite prospettive e opportunità, PAN Advertising incontrerà i manager di 21 imprese di comunicazione europee e i responsabili marketing e communication di un ristretto gruppo di aziende italiane.

Il seminario avrà luogo presso il Radisson Hotel di Roma il 22 Aprile prossimo nell’ambito del Managers Business Meeting di Dialogue International, il network di imprese di comunicazione di cui PAN fa parte dal 1995.

Be inspired!

 

 

 

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Mar 18

RDF 102.7 A.A.A. nome cercasi Le idee del pubblico e degli ascoltatori per la radio del futuro

RDF 102.7, emittente radiofonica nata a Firenze nel 1976, lancia una grande campagna di comunicazione tra i radioascoltatori ed il pubblico per dare voce alle loro idee e trasformare le migliori nella radio del futuro. 

Per interagire con il progetto si possono utilizzare il sito di RDF 102.7 (www.rdf.it) e quello della campagna (www.faisentirelatuaidea.it) che contiene tutte le informazioni per partecipare al concorso, il programma degli eventi e i link ai video e alle foto realizzate, così come ai social network, oppure partecipare alle videointerviste itineranti che la troupe di RDF 102.7 realizza in locali, teatri, spazi per concerti, eventi di sport, d’arte e di cultura, punti di ritrovo e di grande flusso, dove tutti potranno ‘far sentire le loro idee’ e quindi vedere i propri video on line, in tv e in radio. 

Al progetto è legato anche uno straordinario concorso rivolto a tutti, per una proposta creativa sul nuovo nome di RDF 102.7; l’idea migliore può vincere, a scelta, uno dei premi messi a disposizione da RDF e dagli sponsor dell’iniziativa:

  • un anno di lavoro presso la radio (sei mesi full time o dodici mesi part time);
  • una Fiat 500 (la stessa adoperata per promuovere l’iniziativa);
  • buoni acquisto per 10.000 euro da usare nelle attività e nei negozi convenzionati con il progetto.

Per maggiori informazioni:

 Sito web RDF 102.7: www.rdf.it
Sito web della campagna ‘Fai sentire la tua idea’: www.faisentirelatuaidea.it

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Mar 18

questo csm eh insoportabile….una muchiatta di vecchi pagati con i soldi dei contribuenti..e che sano solo difendere i suoi interessi…in verita non servono a nula

eh nela magistratura che ci sono incastelati i rossi..fano dela magistratura suo castelo di bataglia nei giorni di oggi…dobiamo abatere questo castelo.

bravissimo il ministro alfano…..eh copertissimo di ragione nel caso del csm….riforma dela giustizia giaaaaaaaaaaa

una riforma dela giustizia e dele intercetazione telefoniche eh urgentissima……

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Mar 18

Traduzione di un altro testo su Bolaño e gli infrarealisti su mirumir 2.0 a questo indirizzo.

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Mar 16

- Adesso te la mangi, una mela?
- Puoi mettertela nella separazione tra le due chiappe.

- Hai capito.
- Ti è piaciuta, eh?
- Tutta suo padre.
- La raffinatezza però la sta imparando da te.

Stamani abbiamo trovato un post-it con su scritti con calligrafia infantile nome e cognome del PUF, “Julia”, “Masia” e “14 euro”.
Questo, soprattutto “14 euro”, apre scenari sinistri eppure intriganti.

Intanto nel condominio succedono fatti inspiegabili, mentre nel palazzo di fronte vive un altro vecchio del Mossad. Insomma, tutto bene.

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Mar 14

Una passeggiata per la letteratura

di Roberto Bolaño

per Rodrigo Pinto e Andrés Neuman

1. Ho sognato che Georges Perec aveva tre anni e veniva a trovarmi. Lo abbracciavo, lo baciavo, gli dicevo che era un bambino molto bello.

2. Siamo rimasti a metà, padre, né cotti né crudi, persi nella grandezza di questa discarica interminabile, a sbagliare ed equivocare, a uccidere e chiedere perdono, maniaci depressivi nel tuo sogno, padre, il tuo sogno che non aveva limiti e che abbiamo sviscerato mille volte e poi mille volte ancora, come detective latinoamericani persi in un labirinto di vetro e di fango, a vagare sotto la luna, a vedere film in cui apparivano vecchi che urlavano tornado! tornado!, a guardare le cose per l’ultima volta, ma senza vederle, come fantasmi, come rane sul fondo di un pozzo, padre, persi nella miseria del tuo sogno utopistico, persi nella varietà delle tue voci e dei tuoi abissi, maniaci depressivi nella grande sala dell’Inferno in cui si cucina il tuo Umorismo.

3. A metà, né crudi né cotti, bipolari capaci di cavalcare l’uragano.

4. In queste desolazioni, padre, dove della tua risata rimanevano solo resti archeologici.

5. Noi, i nec spes nec metus.

6. E qualcuno ha detto:

Sorella della nostra memoria feroce,
del valore è meglio non parlare.
Chi ha saputo vincere la paura
è diventato coraggioso per sempre.
Balliamo, poi, mentre passa la notte
come una gigantesca scatola di scarpe
sopra la scogliera e la terrazza,
in una piega della realtà, del possibile,
dove la gentilezza non è un’eccezione.
Balliamo nel riflesso incerto
dei detective latinoamericani,
una pozzanghera d’acqua piovana che riflette le nostre facce
ogni dieci anni.

Poi è arrivato il sonno.

7. Ho poi sognato che visitavo la casa di Alonso de Ercilla. Io avevo sessant’anni ed ero tormentato dalla malattia (cadevo letteralmente a pezzi). Ercilla ne aveva una novantina e agonizzava su un enorme letto con baldacchino. Il vecchio mi guardava con disprezzo e poi mi chiedeva un bicchiere di acquavite. Io cercavo e cercavo l’acquavite ma trovavo solo finimenti.

8. Ho sognato che camminavo sul lungomare di New York e che vedevo in lontananza la figura di Manuel Puig. Portava una camicia celeste e dei pantaloni di tela leggera, azzurro chiaro o azzurro scuro, dipende.

9. Ho sognato che Macedonio Fernández appariva nel cielo di New York in forma di nuvola: una nuvola senza naso né orecchie, ma con gli occhi e la bocca.

10. Ho sognato che stavo su una strada africana che presto si trasformava in una strada messicana. Seduto su uno scoglio, Efraín Huerta giocava a dadi con i poeti mendicanti del DF.

11. Ho sognato che in un cimitero dimenticato dell’Africa trovavo la tomba di un amico di cui non riuscivo più a ricordare la faccia.

12. Ho sognato che una sera bussavano alla mia porta. Stava nevicando. Io non avevo né stufa né soldi. Credo che stessero anche per tagliarmi la luce. E chi c’era, dietro la porta? Enrique Lihn con una bottiglia di vino, un pacchetto di cibo e un assegno dell’Università Sconosciuta.

13. Ho sognato che leggevo Stendhal nella Stazione Nucleare di Civitavecchia: sulla ceramica dei reattori scivolava un’ombra. È il fantasma di Stendhal, diceva un giovane con gli stivali nudo dalla cintola in su. E tu chi sei?, gli ho chiesto. Sono il tossico della ceramica, l’ussaro della ceramica e della merda, ha detto.

14. Ho sognato che stavo sognando, avevamo perso la rivoluzione prima ancora di farla e avevamo deciso di tornare a casa. Mentre cercavo di mettermi a letto trovavo De Quincey addormentato. Svegliati, don Tomás, gli dicevo, già albeggia, deve andarsene. (Come se De Quincey fosse stato un vampiro.) Però nessuno mi ascoltava e uscivo nuovamente nelle strade buie di Città del Messico.

15. Ho sognato che vedevo nascere e morire Aloysius Bertrand nello stesso giorno, quasi senza una pausa, come se entrambi vivessimo in un calendario di pietra perduto nello spazio.

16. Ho sognato che ero un detective vecchio e malato. Così malato che cadevo letteralmente a pezzi. Seguivo le tracce di Gui Rosey. Camminavo per i quartieri di un porto che poteva essere Marsiglia oppure no. Un vecchio cinese affabile mi portava infine in uno scantinato. Questo è ciò che resta di Rosey, diceva. Un mucchietto di cenere. Così com’è potrebbe essere Li Po, rispondevo.

17. Ho sognato che ero un detective vecchio e malato e che cercavo gente scomparsa da tempo. A volte mi guardavo casualmente in uno specchio e riconoscevo Roberto Bolaño.

18. Ho sognato che Archibald McLeish piangeva — solo tre lacrime — sulla terrazza di un ristorante di Cape Cod. Era passata la mezzanotte e nonostante non sapessi come tornare finivamo a bere e a brindare per il Nuovo Mondo Coraggioso.

19. Ho sognato i Morti e le Spiagge Dimenticate.

20. Ho sognato che il cadavere tornava alla Terra Promessa cavalcando una Legione di Tori Meccanici.

21. Ho sognato che avevo quattordici anni e che ero l’ultimo essere umano dell’Emisfero Sud che leggeva i fratelli Goncourt.

22. Ho sognato che incontravo Gabriela Mistral in un villaggio africano. Era un po’ dimagrita e aveva preso l’abitudine di dormire seduta in terra con la testa appoggiata sulle ginocchia. Perfino le zanzare sembravano conoscerla.

23. Ho sognato che tornavo dall’Africa su un autobus pieno di animali morti. A una frontiera qualsiasi appariva un veterinario senza volto. La sua faccia era come un gas, però io sapevo chi era.

24. Ho sognato che Philip K. Dick passeggiava per la Stazione Nucleare di Civitavecchia.

25. Ho sognato che Archiloco attraversava un deserto di ossa umane. Si faceva coraggio da solo: «Su, Archiloco, non perderti d’animo, dai, dai.»

26. Ho sognato che avevo quindici anni e che andavo a casa di Nicanor Parra per dirgli addio. Lo trovavo in piedi, appoggiato a un muro nero: Dove vai, Bolaño?, ha detto. Lontano dall’Emisfero Sud, gli ho risposto.

27. Ho sognato che avevo quindici anni e che in effetti me ne andavo dall’Emisfero Sud. Mentre mettevo nello zaino il mio unico libro (Trilce, di Vallejo), questo prendeva fuoco. Erano le sette della sera e gettavo dalla finestra il mio zaino bruciacchiato.

28. Ho sognato che avevo sedici anni e che Martín Adán mi dava lezioni di pianoforte. Le dita del vecchio, lunghe come quelle di Mr. Fantastic, l’Uomo di Gomma, sprofondavano nel pavimento e tasteggiavano su una catena di vulcani sotterranei.

29. Ho sognato che traducevo Virgilio con una pietra. Ero nudo su una grande lastra di basalto e il sole, come dicono i piloti di caccia, fluttuava pericolosamente alle 5.

30. Ho sognato che stavo morendo in un cortile africano e che un poeta di nome Paulin Joachim mi parlava in francese (capivo solo frammenti come «il conforto», «il tempo», «gli anni che verranno») mentre una scimmia impiccata dondolava dal ramo di un albero.

31. Ho sognato che c’era la fine del mondo. E che l’unico essere umano che contemplava la fine era Franz Kafka. Nel cielo i Titani lottavano a morte. Da una sedia di ferro battuto del parco di New York Kafka vedeva il mondo bruciare.

32. Ho sognato che stavo sognando e che rincasavo troppo tardi. Nel mio letto trovavo Mario de
Sá-Carneiro che dormiva con il mio primo amore. Alzando le coperte mi accorgevo che erano morti e mordendomi le labbra fino a farle sanguinare tornavo sulle strade di campagna.

33. Ho sognato che Anacreonte costruiva il suo castello sulla cima di una collina spoglia e poi lo distruggeva.

34. Ho sognato che ero un detective latinoamericano molto vecchio. Vivevo a New York e Mark Twain mi assoldava per salvare la vita a una persona senza volto. Sarà un caso maledettamente difficile, signor Twain, dicevo.

35. Ho sognato che mi innamoravo di Alice Sheldon. Lei non mi amava. Così io tentavo di farmi uccidere in tre continenti. Passavano gli anni. Alla fine, quando ero molto vecchio, lei appariva all’altro capo del lungomare di New York e a gesti (come quelli che si fanno sulle portaerei per guidare i piloti all’atterraggio) mi diceva che mi aveva sempre amato.

36. Ho sognato che facevo un 69 con Anais Nin sopra un’enorme lastra di basalto.

37. Ho sognato che scopavo con Carson McCullers in una camera in penombra nella primavera del 1981. E ci sentivamo entrambi irrazionalmente felici.

38. Ho sognato che tornavo al mio vecchio Liceo e che Alphonse Daudet era il mio professore di francese. Qualcosa di impercettibile ci indicava che stavamo sognando. Daudet guardava tutto il tempo fuori dalla finestra e fumava la pipa di Tartarino.

39. Ho sognato che mi addormentavo mentre i miei compagni di Liceo tentavano di liberare Robert Desnos dal campo di concentramento di Terezin. Quando mi svegliavo una voce mi ordinava di muovermi. Rapido, Bolaño, rapido, non c’è tempo da perdere. Uscendo incontravo solo un vecchio detective che scavava tra le macerie fumanti dell’assalto.

40. Ho sognato che una tempesta di numeri fantasma era tutto ciò che restava degli esseri umani tremila milioni di anni dopo che la Terra aveva cessato di esistere.

41. Ho sognato che stavo sognando e che nei tunnel dei sogni incontravo il sogno di Roque Dalton: il sogno dei valorosi che morirono per una chimera di merda.

42. Ho sognato che avevo diciotto anni e che vedevo il mio amico di allora, diciottenne anche lui, fare l’amore con Walt Whitman. Lo facevano su una poltrona, guardando il tramonto burrascoso di Civitavecchia.

43. Ho sognato che ero in prigione e che Boezio era mio compagno di cella. Guarda, Bolaño, diceva allungando la mano e la penna nella semioscurità: non tremano!, non tremano! (Dopo un po’ aggiungeva con voce tranquilla: però tremeranno riconoscendo quel cornuto di Teodorico.)

44. Ho sognato che traducevo il Marchese de Sade a colpi d’ascia. Ero impazzito e vivevo in un bosco.

45. Ho sognato che Pascal parlava della paura con parole cristalline in un’osteria di Civitavecchia: «I miracoli non servono per convertire, ma per condannare», diceva.

46. Ho sognato che ero un vecchio detective latinoamericano e che una Fondazione misteriosa mi incaricava di trovare i certificati di morte dei Sudamericani Volanti. Giravo il mondo: ospedali, campi di battaglia, pulquerías, scuole abbandonate.

47. Ho sognato che Baudelaire faceva l’amore con un’ombra in una camera in cui era stato commesso un crimine. Ma a Baudelaire non importava. È sempre la stessa cosa, diceva.

48. Ho sognato che un’adolescente di sedici anni entrava nel tunnel dei sogni e ci svegliava con due tipi di bastone. La ragazzina viveva in un manicomio e diventava a poco a poco sempre più pazza.

49. Ho sognato che nelle diligenze che entravano e uscivano da Civitavecchia vedevo il volto di Marcel Schwob. La visione era fugace. Un volto quasi trasparente, con gli occhi stanchi, impregnato di felicità e di dolore.

50. Ho sognato che dopo la tempesta uno scrittore russo e i suoi amici francesi sceglievano la felicità. Senza chiedere né pretendere nulla. Come chi si abbatte privo di sensi sul suo tappeto preferito.

51. Ho sognato che i sognatori erano andati a combattere nella guerra fiorita. Nessuno aveva fatto ritorno. Sui tabelloni di caserme dimenticate sui monti riuscivo a leggere alcuni nomi. Da un luogo remoto una voce trasmetteva ripetutamente gli ordini in base ai quali erano stati condannati.

52. Ho sognato che il vento muoveva l’insegna logora di un’osteria. All’interno James Mathew Barrie giocava a dadi con cinque uomini minacciosi.

53. Ho sognato che mi rimettevo in viaggio sulle strade, però questa volta non avevo quindici anni ma più di quaranta. Possedevo solo un libro, che tenevo nel mio zainetto. All’improvviso, mentre stavo camminando, il libro si incendiava. Albeggiava, e non passava quasi nessuna macchina. Mentre gettavo in un fosso lo zaino bruciacchiato ho sentito che la spalla mi pizzicava come se avesse le ali.

54. Ho sognato che le strade dell’Africa erano piene di gambusinos, bandeirantes, sommisti.

55. Ho sognato che nessuno muore la vigilia.

56. Ho sognato che un uomo si voltava a guardare il paesaggio anamorfico dei sogni, e che il suo sguardo era duro come l’acciaio ma si frammentava anche in sguardi multipli sempre più innocenti, sempre più indifesi.

57. Ho sognato che Georges Perec aveva tre anni e piangeva sconsolato. Io cercavo di calmarlo. Lo prendevo in braccio, gli compravo ghiottonerie, libri da colorare. Poi andavamo sul lungomare di New York e mentre lui giocava sullo scivolo io mi dicevo: non servo a niente, ma il mio unico scopo sarà prendermi cura di te, nessuno ti farà del male, nessuno cercherà di ucciderti. Poi si metteva a piovere e tornavamo tranquillamente a casa. Ma dov’era la nostra casa?

Blanes, 1994
Originale: “Un paseo por la literatura”, Tres, 2000.

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Mar 14

Parole povere
Il problema non sono TALK SCHOW ma i conduttori che essendo di parte gesticono il programma a modo loro(di appartenenza politica)in parole povere sono schierati.

Non a tutto
Cavaliere tra le sue fila ci sono almeno 500/600 mila cacciatori. Non ci deluda. Non vogliamo sparare a tutto ma noi paghiamo onestamente e vogliamo rispetto. Mediti

Più
noi con idee del PDL dobbiamo essere più uniti e più convingenti in modo che possiamo sconfiggere tutte queste fesserie causati dall’opposizione ingompetenti di polit

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Mar 12

Disfagia. Negli ultimi giorni ho scoperto un nuovo termine.
Trattasi di problemi alla deglutizione; può manifestarsi in forma lieve oppure importante, interessare solo l'assunzione di liquidi oppure di liquidi e di cibi solidi. Praticamente il cibo, anziché finire nello stomaco, finisce nelle vie aeree causando polmoniti e infezioni gravi. Le conseguenze della disfagia sono: malnutrizione, disidratazione, perdita rapida di peso, anemia e diminuzione delle difese immunitarie. Tutti sintomi che manifesta mio padre sin dal primo ricovero in ospedale. Adesso, finalmente sappiamo. E' disfagico e ha difficoltà a ingerire i liquidi. Quindi, è necessario capire come assisterlo da qui in poi. Andiamo a parlare con i medici. Il percorso non sembra complicato perché basta aggiungere addensanti ai liquidi ma… c'è un ma. Nei malati di Parkinson la disfagia è uno dei sintomi dello stadio finale della malattia che inizia lieve e poi via via si aggrava. Però non v'è modo di stabilire quando, dipende sempre dal malato, dalle sue condizione e dallo stile di vita.

Decido di passare una notte al computer per capire meglio qual'è e come si manifesta questo stadio finale della malattia e come possiamo affrontarlo dando a mio padre tutta l'assistenza possibile, preservando la sua dignità, non solo di malato, ma anche di uomo. E alla fine scopro che con un'alimentazione per via enterale che si chiama PEG (gastrostomia percutanea endoscopica) è possibile vivere in maniera decente per il tempo che resta senza correre il rischio di morire strozzati con il cibo (perché è questa la causa maggiore di mortalità).  E' un piccolo impianto che viene inserito nello stomaco - per via endoscopica appunto - e che si collega a una macchina esterna che fornisce il cibo. Rapido consulto e torniamo a parlare con i medici. Ma la cosa non è tanto semplice da attuare. A quanto pare ci vuole il consenso del malato, oltre a tutta una serie di esami per stabilire l'indoneità all'impianto. E se il paziente non è in grado di capire e quindi di dare il suo consenso? Bisogna procurarsi un avvocato e fare domanda al giudice tutelare per l'amministrazione di sostegno. Tempi tecnici dai 3 ai 4 mesi. E nel frattempo uno muore di fame? Nel frattempo si tira avanti come si può con un'endovena o con il sondino naso gastrico. Mi sembra pazzesco! E oltretutto irrealistico. Ricordo d'avere fra le mie allieve un'assistente sociale che si occupa proprio di queste tematiche. Non perdo tempo e la chiamo al telefono per avere chiarimenti. Lei mi conferma le tempistiche e i "giri burocratici" per ottenere l'amministrazione di sostegno e mi spiega anche che l'endovena non è percorribile a domicilio (perché mio padre a breve sarà dimesso e rientrerà a casa) e che il sondino naso gastrico provoca molti problemi ed è utilizzabile per massimo 60 gg. L'unica via è accelerare la PEG. Ci consultiamo in famiglia ma i pareri sono discordi: c'è chi lo da già per spacciato e quindi trova la PEG inutile e invasiva, chi dice che non serve e chi - io - è favorevole. Impossibile prendersi delle responsabilità di decisione in queste condizioni. E come se non bastasse ci si mettono in mezzo anche sussurri (voci che giungono dal personale dell'ospedale, nonché da alcune suore che non conoscono la situazione) che insinuano un accanimento terapeutico! Secondo questi "illuminati" dar da mangiare a mio padre è accanimento terapeutico?? Sono inorridita. Volete farlo morire di fame? Andate a dirglielo voi che non gli date da mangiare perché è una tortura inutile. Ma chi ha stabilito quando morirà quest'uomo? Se nemmeno i medici e i neurologi che lo hanno in cura lo sanno! Certa gente dovrebbe pensare 1000 volte prima di aprire la bocca. E adesso siamo qui, fermi. Chi poteva decidere è confuso e non riesce a prendere una posizione. E intanto papà oggi mi ha detto con un filo di voce che voleva un po' di yougurt…

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Tag: nel quotidiano

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Mar 12

 

Nel corso del 2010, la raccolta dei media tradizionali sarà sensibilmente più magra. Le aziende statunitensi preferiscono ambienti più diretti e coinvolgenti come quelli online

Roma - Il 2010 sarà probabilmente un anno difficile per quelli che oggi vengono chiamati media tradizionali. Per la prima volta, gli investimenti pubblicitari online prenderanno il sopravvento su quelli dedicati alla carta stampata. Non si tratta certo di un sorpasso bruciante, ma di uno scavalcamento significativo, considerata una crisi da tempo in corso all’interno dei meccanismi economici dei media old school.

Questo leggero sorpasso è stato annunciato da una recente ricerca della società d’analisi californiana, Outsell. Per il suo studio, Outsell ha preso in considerazione circa un migliaio di inserzionisti a stelle e strisce, chiedendo loro quelle che saranno le concrete strategie di marketing sia per l’ambiente online che per quello tradizionale, offline.

Ne è emerso un quadro poco incoraggiante per riviste, emittenti televisive e radiofoniche. La previsione di spesa per la comunicazione in Rete mostra un sensibile aumento del 9,6 per cento, per giungere ad una cifra complessiva pari a quasi 120 miliardi di dollari (circa 90 miliardi di euro). Gli investimenti totali nell’advertising cartaceo diminuiranno invece del 3 per cento, per una cifra globale di circa 112 miliardi di dollari (quasi 83 miliardi di euro). In termini percentuali - e sull’intera fetta del budget aziendale dedicato alla pubblicità e al marketing - le società statunitensi sfrutteranno il 32 per cento della spesa a disposizione per l’ambiente online, contro un 30,3 per cento per riviste e quotidiani. Un declino che coinvolgerà anche televisioni e radio, che scenderanno di 4 punti percentuali, ad un totale di 84,6 miliardi di dollari (circa 61 miliardi di euro) di raccolta pubblicitaria.

Sorpasso, dunque. Ma perché? “Gli inserzionisti stanno indirizzando i propri soldi verso quei canali che generano brand più efficaci - ha spiegato Chuck Richard, vicepresidente di Outsell - Mentre cercano di riemergere dalla recessione economica, gli inserzionisti hanno una maggiore responsabilità. Quindi sono alla ricerca di un numero più vasto di opzioni per distribuire i propri dollari”.

Secondo i dati di Outsell, la spesa complessiva nel settore dell’advertising aumenterà sensibilmente nel corso del 2010, dell’1,2 per cento per arrivare a 368 miliardi di dollari(270 miliardi di euro circa). Ma una sostanziosa percentuale di questi soldi si dirigerà verso gli ambienti online, preferiti sempre di più dalle aziende perché più diretti e coinvolgenti.

Mauro Vecchio
Mauro Vecchio Fonte Punto Informatico

 

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Mar 12

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Oggi mi è apparsa una pubblicità molto strana su Facebook, il rosario elettronico? Clikko et Voilà, x chi è pigro o a scarsa memoria il problema è risolto, dal sito si evince “Semplicissimo da utilizzare, il rosario elettronico può essere ascoltato come riflessione oppure si può rispondere alle Ave Maria come di consueto. Il rosario digitale è utile per chi viaggia, per chi vuole pregare in movimento (auto, treno,aereo, ecc.) ed è consigliato per anziani o ammalati. Disponibile in 3 colori diversi con la possibilità di scegliere l’immagine da applicare al rosario.”

e ancora “Il santo rosario è recitato da una voce e da un coro di persone che risponde. Inizia con Credo, Padre Nostro, Ave maria e Gloria, quindi viene annunciato il mistero del giorno seguito dalla lettura del brano di Vangelo relativo al mistero; seguono Padre Nostro, le dieci Ave Maria, il Gloria, O Gesù perdonate… Al termine, dopo la Salve Regina, sono recitate le Litanie Lauretane.”

si può anche personalizzare incredibile! un altra micidiale trovata di marketing x religiosi, forse si punta a mantenere le tradizioni? a coinvolgere anche il target dei giovani, i quali sono restii ad imparare a memoria il rosario? Immagino i genitori credenti che lasciano i propri figli con le cuffiette a casa al posto della televisione sarà meglio o peggio?

We è tutto vero… e non rientra nei prodotti del portfolio Cantellmi Network!

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Mar 12

 

primo-bannerIl primobanner pubblicitario della storia di internet non risale a tantissimo tempo fa. Erano esattamente quindici anni fa, il 27 ottobre del 1994, quando fece la sua comparsa la prima immagine promozionale della storia della rete. Si trattava di un banner inserito all’interno delle pagine web del sito di Hotwired, quello che poi sarebbe diventato l’attuale Wired nell’edizione statunitense.

Si trattava semplicemente di un rettangolo, quello che vedete in alto, con il quale (con una originalità molto spiccata) si invitava i visitatori a cliccare sul banner. Si trattava della pubblicità all’azienda di telecomunicazioni AT&T e se vi state chiedendo se è servito a portare qualche guadagno, considerate che la percentuale di clic si attestò al 30%, un risultato praticamente inatteso.

Fonte

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Vuoi Realizzare il Tuo Banner? Cantelmi Network 3402898314 cantelminetwork(@)gmail.com

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Mar 12

ABOVE THE LINE
Ogni tipo di pubblicità che impiega i grandi mezzi classici: stampa, televisione, radio, cinema, affissione.

ACCOUNT
Sono coloro che si occupano del coordinamento del lavoro dei vari reparti dell’agenzia pubblicitaria, in relazione ai progetti da loro seguiti e dei contatti coi clienti.

ACCOUNT DIRECTOR
Direttore del servizio clienti.

ACCOUNT EXECUTIVE
E’ l’esperto di marketing dell’agenzia, ma anche un conoscitore di psicologia; in genere è un buon parlatore, è dotato di gusto estetico, diplomatico e politico. Ha il compito di raccogliere tutte le possibili informazioni sul prodotto e di mantenere i collegamenti tra il cliente e l’agenzia. All’azienda vende la campagna realizzata e individua i mezzi più adatti per la pubblicizzazione del prodotto. Viene detto 
anche Contact Man. (Account supervisor: coordina il lavoro degli Account Executives.)

ACCOUNT SUPERVISOR
Coordina il lavoro degli Account Executives.

ADVERTISING
pubblicità pagata, effettuata tramite “media” (stampa, radio, tv, web) per comunicare prodotti, servizi o l’immagine di un’azienda.

ADVERTISING PLAN
Programma pubblicitario.

ANIMATIC
Sviluppo dello story board televisivo in un certo numero di sequenze che in sostanza animano delle illustrazioni.Viene impiegato dall’agenzia per dare al cliente un’idea sufficientemente precisa di quello
che sarà; il telecomunicato finale.

AREA TEST
Zona campione per rilevazione e studi di mercato e di lancio di nuovi prodotti.

ART BUYER
Colui che reperisce il materiale o le persone per la produzione di una pubblicità.

ART DIRECTOR
Direttore artistico di un’agenzia pubblicitaria; indica anche colui che, nella creazione delle campagne, si occupa principalmente della parte visiva o visuale.

AUDIENCE
Letteralmente “uditorio”. Persone raggiunte da un messaggio pubblicitario Radio, TV, Affissioni ecc. in
un determinato periodo di tempo.

AWARENESS
Misura per valutare la notorietà; della pubblicità, della marca.

BARTER O BARATTO
Baratto.Pagamento del tempo pubblicitario con beni prodotti dall’azienda.

BELOW THE LINE
pubblicità da cui le agenzie non ricavano la commissione. Per esempio, la pubblicità diretta, il materiale sul punto vendita. Per esteso, per below the line si intende tutta l’area della pubblicità non classica.

BENEFIT
Vantaggio di base offerto al pubblico in un annuncio pubblicitario per l’acquisto di un dato prodotto.

BILLING
Somma della pubblicità amministrata da un’agenzia.

BODY COPY
Parte scritta, informativa o esplicativa (solitamente in carattere più piccolo della head line) di un messaggio pubblicitario stampa. Può anche non esistere, in quanto vi sono campagne pubblicitarie
con la sola headline e, all’estremo opposto, possono esservi annunci privi di head line in cui appare
solo il body copy. Il body copy viene posto subito dopo l’headline.

BRIEF
E’ il documento che il cliente fornisce all’agenzia pubblicitaria. Contiene informazioni sul nome del prodotto, sulla sua confezione, sul prezzo, sul tipo di consumatore a cui è rivolto, sulle modalità; di acquisto e di consumo, sulla concorrenza ecc.

BRIEFING
Riunione per dare istruzioni e informazioni ad agenzie, ad istituti di ricerca ecc.: s’aggiornano i responsabili della campagna sui dati del prodotto.

BROKERAGGIO
Acquisto di spazio o tempo pubblicitario, non per usarlo direttamente, ma per rivenderlo a chi vi
inserirà; effettivamente la pubblicità.

BUDGET
Questo termine è una “stranezza” della pubblicità in Italia. Budget significa in inglese “bilancio” e 
nelle agenzie di tutto il mondo viene usato con questa accezione, ed è quindi il bilancio che un utente 
prevede di dover spendere, in un dato periodo, per la pubblicità di un prodotto o servizio. In Italia, invece, budget viene utilizzato per indicare l’incarico che un cliente affida ad un’agenzia e la sua 
entità;. Da noi, allora, si usa dire “L’azienda X ha affidato il suo budget per il prodotto Y all’agenzia Z”.

CARTOONS
Cartoni animati.

CLAIM
In senso generale la frase che richiama l’annuncio, lo slogan di una campagna diverso dalla headline e dal payoff.

CLICK THROUGH PERCENTAGE
Percentuale delle esposizioni che generano un clic.

CLICK THROUGH RATIO
Numero di esposizioni necessario per generare un clic.

CLICK THROUGHS
Numero di volte in cui il banner è stato cliccato rispetto alle visualizzazioni.

CLIPPING
Citazione di prodotto o azienda nel corso di un articolo redazionale.

CODICE DI AUTODISCIPLINA PUBBLICITARIA
E’ un volume. Per averlo, basta richiederlo allo Iap, via Larga, 15, 20121 Milano, telefono: +390258304941

COMMERCIAL
Filmato pubblicitario trasmesso in TV.

CONSUMER
Consumatore

CONSUMER RESEARCH
Ricerca sul consumatore.

CONSUMER TEST
Test sul consumatore.

CONTATTO
Esposizione di un individuo a un mezzo pubblicitario.

COPY
Parte scritta di un avviso pubblicitario. Nei messaggi televisivi prende il nome di Script.

COPY CHIEF
Capo dei copy writers.

COPY STRATEGY
Il documento che contiene la strategia creativa della campagna pubblicitaria: che cosa si vuol dire, a chi si vuol dirlo e in che modo.

COPYRIGHT
Riproduzione vietata, protezione da diritto d’autore.

COPYWRITER
Colui che scrive il testo di un annuncio o telecomunicato (headline, payoff, didascalie delle foto). Dev’essere capace di sintesi. In agenzia lavora sempre in coppia con l’art director.

COSTI
Dipende da quanto si vuole o si può spendere. Uno spot (o commercial, come dicono all’estero: spot si usa, curiosamente, solo in Italia) può costare solo in realizzazione 10 milioni o anche un miliardo. In media, un buon spot costa più di un medio film realizzato in Italia.

COUPON
Buono sconto, buono acquisto, omaggio, tagliando ecc.

CPM O CPI
Indica il costo di mille banner. Costo per Impression: la Impression viene calcolata, una sola volta, al momento dell’apertura della pagina che contiene la striscia pubblicitaria (banner).

CREATIVO
E’ una persona dotata di una buona cultura generale, attenta a tutto ciò che succede. Ha l’incarico di trovare “l’idea geniale”. Non necessariamente deve saper disegnare o scrivere bene: gli basta
comunicare all’art director e al copywriter l’idea in fieri.

DESIGNER
Grafico, architetto. In agenzia si preferisce usare il termine Visualizer.

EDITORIAL ADVERTISING
pubblicità redazionale.

EMOTIONAL APPEALS
Richiami emotivi, non razionali.

FLASH
Specie di “lampo” o ovale, all’interno del quale vengono scritte alcune parole tipo “nuovo”, “eccezionale”.

FOTOGRAFO
Deve possedere una notevole capacità; artistica per poter “entrare” nel messaggio, una grande abilità; tecnica e una sofisticata attrezzatura fotografica. In genere è un freelance e lavora per una determinata agenzia.

FREQUENZA
Numero di volte che un dato target può ricevere il messaggio pubblicitario.

FULL SERVICE AGENCY
Agenzia a servizio completo.

GADGET
il regalo abbinato al prodotto.

GRAFICO
Colui che realizza manualmente tutti gli “esecutivi”, cioè i singoli pezzi definitivi della pagina.

GRIFFE
Il marchio, la firma, la sigla usati nella moda (il coccodrillo di Lacoste, La V di Valentino, la doppia G di Gucci).

GRP (GROSS RATING POINT)
Unità; di misura per indicare la pressione pubblicitaria. Numero di contatti che si possono ottenere con una data campagna pubblicitaria in un certo lasso di tempo.

HEADLINE O HEAD LINE
E’ la frase iniziale dell’annuncio pubblicitario. Generalmente scritta in grande, sintetizza il messaggio; 
con termine non tecnico, viene talvolta chiamata “slogan” (dal gaelico antico: “slaugh-ghaim” = “grido 
di guerra”, lanciato dalle truppe all’attacco).

HIT
Ogni singolo elemento di una pagina web in fase di scaricamento (p.es. una pagina contenente due immagini genera tre hit: uno per il documento e due per le immagini).

ILLUSTRATORE
Colui che esegue i disegni, nel caso siano previsti. Di solito è un libero professionista (freelance) e collabora con diverse agenzie.

IMAGE URL
Il banner riproduce l’immagine dell’Url senza aver caricato la pagina corrispondente.

IMPRESSIONS BANNER
Numero di volte che il banner viene esposto a un visitatore. Una impression (o ad request) è
considerata valida a prescindere dall’effettiva possibilità; che il visitatore possa vedere tutti gli elementi grafici di una pagina web o che scarichi o meno tutto il documento html.

JINGLE
E’ la sigla o canzoncina pubblicitaria che, attraverso rime e ritmi accattivanti, cerca di farsi memorizzare perché sia ricordato il prodotto a cui si riferisce.

JOINT ADVERTISING CAMPAIGN
pubblicità fatta insieme da due aziende con prodotti complementari: ad esempio detersivi e lavatrici.

LAYOUT
Sistemazione grafica di un annuncio, bozzetto, bozza da impaginare.

LAYOUT MAN
Bozzettista grafico, detto anche Visualizer.

MARKET STRATEGY
Strategia del mercato.

MARKET TEST
Prova di mercato attuata in zone limitate per verificare l’accoglienza a un nuovo prodotto.

MARKETING
Ogni attività di analisi, organizzazione, pianificazione, promozione e distribuzione di beni e servizi.

MARKETING RESEARCH
Ricerca di mercato.

MEDIA (SINGOLARE MEDIUM) MASS-MEDIA
Parola latina, anche se nelle agenzie si pronuncia all’inglese “midia”. Si usa per indicare i mezzi di comunicazione di massa di cui la pubblicità può avvalersi (tv, radio, giornali, web, affissioni).

MEDIA BUYER
Colui che in un’agenzia è addetto all’acquisto degli spazi pubblicitari sui mezzi. E’ detto anche uomo media.

MEDIA PLAN
Piano mezzi: suddivisione degli investimenti pubblicitari tra i mezzi.

MEDIA PLANNER
Colui che studia la distribuzione migliore, degli investimenti pubblicitari tra i vari media.

MEDIASTRATEGY
Il documento che contiene la strategia media relativa alla campagna, ovvero: su quali mezzi sarà; programmata, 
quali persone dovrà; cercare di raggiungere.

MERCHANDISING
Letteralmente “fare il prodotto”, cioè dare alla sua presentazione le qualità; e gli elementi che attraggano il consumatore e lo attirino a provarlo e a comprarlo.

NETWORK
Rete televisiva o radiofonica privata

OTS (OPPORTUNITY TO SEE).
Impatto. Possibilità; di un annuncio di essere visto dal pubblico a cui è destinato.

PANEL
Gruppo di persone scelte per effettuare rilevazioni continuative su atteggiamenti o comportamenti di consumo.

PAYOFF O PAY OFF
Frase conclusiva dell’annuncio posta vicina al marchio per potenziare le qualità; del prodotto o l’immagine di una ditta: ricorre in tutti gli annunci della campagna pubblicitaria.

PEAK TIME
Orario di massimo ascolto televisivo.

PENETRAZIONE
Percentuale degli individui raggiunti da un messaggio pubblicitario rispetto al target totale.

POSTER
Manifesto di grandi dimensioni.

PRIME TIME
Il tempo di maggior ascolto.

PROMESSA
E’ quanto la pubblicità promette ed il prodotto deve mantenere.

PROMOTION (PROMO)
Azione promozionale, l’insieme dei metodi per stimolare le vendite.

PAGE VIEW
richiesta e visualizzazione di una pagina web.
Esprime il numero di volte che un annuncio è stato potenzialmente visto da un utente.

PAGINA BERSAGLIO
la destinazione di un link ipertestuale di un annuncio pubblicitario, che può portare a una singola
pagina o alla home page del sito dell’azienda inserzionista.

PAGINA 
è un documento che può contenere testo, immagini, suoni. La pagina può essere statica o dinamica. Solitamente un sito è composto da più pagine e quella di ingresso si chiama “home page”.

PAY-OFF
si tratta della frase riassuntiva, sintetica e caratterizzante, di un annuncio pubblicitario, in poche parole racchiude il significato del messaggio che si vuole trasmettere agli utenti.

PAY-PER-CLICK
forma di pagamento della pubblicità online: l’inserzionista paga una tariffa unitaria per click-through.

PAY-PER-LEAD
l’inserzionista paga una tariffa unitaria per ogni contatto diretto generato dalla visualizzazione del messaggio pubblicitario, dal relativo click e dalle informazioni fornite dall’utente.

PAY-PER-SALE 
l’inserzionista paga una tariffa unitaria per ogni vendita generata online grazie alla visualizzazione dell’annuncio pubblicitario; particolarmente diffuso nei programmi di affiliazione (es. Amazon.com).

PAY-PER-VIEW 
forma di pagamento della pubblicità on line più diffusa: l’inserzionista paga una tariffa unitaria per ogni visualizzazione del banner.

POP UNDER BANNER 
la finestra banner si apre sullo sfondo e diventa visibile solo quando l’utente chiude tutte le altre finestre del browser.

POP UP
il banner pop up apre automaticamente una piccola finestra del browser appena il navigatore richiede l’apertura della pagina di un sito. Può essere di diverse dimensioni e si può stabilire la frequenza della sua apertura.

POSIZIONAMENTO 
modalità; di classificazione dei prodotti esistenti su un mercato sulla base delle loro caratteristiche significative per il comportamento del consumatore / utente.

POTERE D’ACQUISTO
la capacità; di compiere acquisti di prodotti in un determinato periodo di tempo, da parte di un gruppo di individui. Questa capacità; dipende da due variabili: il reddito degli individui e i prezzi dei prodotti.

PUBLIC RELATIONS (PR) 
letteralmente “relazioni pubbliche”. attività di comunicazione d’azienda che ha lo scopo di predisporre positivamente l’ambiente circostante nei confronti dell’azienda stessa e dei suoi prodotti.

QUOTA DI MERCATO
percentuale delle vendite di un’azienda sul totale delle vendite del settore di mercato a cui l’azienda appartiene.

QUERY
significa “richiesta” ed indica l’azione attraverso la quale vengono estratte una serie di informazioni
da un database.
La query si ottiene effettuando una serie di comandi standard, specifici per ogni database.

RÉCLAME
Qualsiasi forma di pubblicità, sussurrata o gridata, stampata o proiettata, sul cartellone o in televisione.

REDIRECT URL
Quando si clicca su un banner si viene reindirizzati all’url linkato.

ROUGH
Abbozzo di un annuncio pubblicitario.

SCRIPT
Sceneggiatura dell’annuncio televisivo.

STOPPER
Colui che fa la spesa o anche il sacchetto con la scritta pubblicitaria.

SHORT
breve comunicato pubblicitario televisivo.

SLOGAN
Frase pubblicitaria, spesso come sinonimo di headline. Deriva dall’antico gaelico SLAUGH GHAIRM, che significava “grido di guerra”, cioè il grido che le truppe lanciavano al momento dell’attacco.

SPONSOR
Patrocinatore. Colui che finanzia una ricerca, una impresa, dandogli anche il proprio nome.

SPOT
Breve messaggio radiofonico o televisivo..

START DATE
Il banner non ruoterà; finché non sia passata una data prestabilita.

STOP CLICKS
Il banner sarà; rimosso solo dopo essere stato cliccato un certo numero di volte se queste sono definite.

STOP DATE
Il banner sarà; rimosso dalla rotazione solo dopo il raggiungimento di una data prestabilita.

STOP IMPRESSIONS
il banner verrà; rimosso dalla rotazione solo dopo un certo numero di esposizioni, se definite.

STORY BOARD
Serie di immagini o sceneggiatura illustrata che racconta visivamente la proposta di uno spot al cliente.

STRIP
Breve fumetto o striscia pubblicitaria.

TARGET
Obiettivo, meta, traguardo, pubblico al quale è rivolta l’azione pubblicitaria o di marketing.

TARGET GROUP
Il “gruppo bersaglio” al quale è rivolta la campagna pubblicitaria o di rnarketing.

TESTIMONIAL
Personaggio che dà; maggior garanzia al prodotto.

TEMPO DI DURATA 
si tratta del tempo trascorso tra due azioni o della durata di una visita ad un sito.

TEMPO MEDIO SULLA PAGINA
è il tempo medio trascorso da un utente su una pagina.

TEXT LINK BANNER 
questi banner non utilizzano file grafici ma consentono comunque di monitorare l’andamento delle campagne pianificate.

TIME OUT 
è il tempo oltre il quale, in assenza di attività da parte dell’utente sul sito, si considera conclusa la visita dell’utente. Di solito il time out coincide con 20 minuti o mezz’ora di inattività.

TRASFERIMENTO (TRANSFER) 
è l’azione attraverso la quale viene scaricato il contenuto del server web sul browser dell’utente, è un’operazione valida per le pagine web. Invece nel caso del trasferimento con la tecnica dello streaming (applicazioni audio e video) non è necessario effettuare il download dal server al browser.

UNIFORM RESOURCE LOCATOR (URL)
identifica in modo univoco e in forma alfabetica la posizione di un sito su Internet. Ogni pagina ha un suo URL. Si compone del prefisso che indica il tipo di connessione di cui si ha bisogno (http://, news://, file:// ecc.); le due barre preannunciano che l’informazione che segue è il nome del computer su 
internet cui si sta per avere accesso.

UOMO-MEDIA
E’ l’esperto dei mezzi, cioè chi decide se una campagna si deve articolare sulla carta stampata e radio o su affissioni e tv.

USER 
soggetto, unico, che visita un sito web.

USP (UNIQUE SELLING PROPOSITION).
Proposta unica di vendita. E’ una tecnica utilizzata nella realizzazione di una campagna.

VISUAL
La parte che “si vede” di un annuncio stampa, la sua impostazione grafica. E composto, a seconda dei casi, dalla fotografia o dai disegni utilizzati, dai caratteri e dalla grandezza con cui sono scritte l’head line e la body copy.

VISUALIZER
Grafico che cura la trasposizione delle idee in bozzetti.

VIDEO BANNER 
questo tipo di banner prevede l’utilizzo di file video e streaming video.

VISIONE DELL’ANNUNCIO (AD VIEW) 
rappresenta l’esposizione del messaggio pubblicitario all’utente in seguito al trasferimento della pagina. Durante l’esposizione è possibile che l’utente abbia visto il messaggio pubblicitario (banner), quindi la visione dell’annuncio rappresenta il numero netto di impressioni.

VISIONE DELLA PAGINA (PAGE VIEW)
rappresenta la richiesta di una pagina web, quando la pagina contiene un messaggio pubblicitario indica il numero di volte che l’annuncio è stato visto dall’utente.

VISITA (VISIT)
richieste consecutive che un utente effettua allo stesso sito.

VISITATORE (VISITOR) 
il visitatore identificabile e unico che abbia effettuato almeno una visita ad un sito in un determinato arco di tempo.

WEB PROPERTY
identifica tutti i siti web che fanno capo alla stessa società;.

WORLD WIDE WEB (WWW)
alla lettera “ragnatela grande come il mondo”. E’ un insieme di documenti collegati in modo da consentire di passare dall’uno all’altro attraverso dei collegamenti ipertestuali, o link, selezionabili 
con un click.

X PROMOTION (CROSS PROMOTION)
è uno strumento importante nella promozione di un sito web, si tratta di un’accordo di promozione incrociata tra due o più siti realizzati attraverso gli strumenti dello scambio banner, scambio spot in newsletter o scambio link.

Y2K
sigla che ha identificato il problema del cambio di formato di data nell’anno 2000. Il software per pc ha utilizzato per la registrazione delle date un formato a 6 cifre: due per il mese, due per il giorno e due
per l’anno. 
Queste ultime, con l’anno 2000, costituiscono il problema Y2K, in quanto per un computer l’anno 00 (2000) sarà; inferiore all’anno 99 (1999) di ben 99 anni! Per risolvere questo è stata necessaria la riscrittura di moltissimi software.

YATTD
termine utilizzato nelle Chat, nei Newgroup e via email confidenziali per velocizzare la comunicazione. E’ l’acronimo di Yet Another Thing To Do, letteralmente “ancora un’altra cosa da fare”.

YHM 
termine utilizzato nelle Chat, nei Newgroup e via email confidenziali per ridurre i caratteri da scrivere. E’ l’acronimo di You Have Mail, letteralmente “hai posta!”.

YMODEM 
protocollo per il trasferimento di file tra computer via modem e collegamento diretto o telefonico. Consente l’invio di più file con un’unica operazione.

ZIP
È il nome dell’estensione di un programma di Micrososft Windows per la compressione/decompressione dei file. 
Spesso i programmi che si possono scaricare su questo sito sono molto estesi e di conseguenza sono compressi (in gergo: zippati). Per poter essere utilizzati devono prima essere “unzipped” ovvero decompressi.

fonte: comunytation.myblog.it » Vai al post originale

Mar 12

In gabina
Cari amici bisogna muoversi ,farci vedere e sentire bene, altrimenti si rischia che alle prossime,avremo in gabina una TOGA a insegnarci votare, OCCHIO !

Sinistrici
E’ VERO BISOGNA RICONTEGGIARE I VOTI DEL 2006 PER SVELARE I BROGLI DEI SINISTRICI - URGENTE|||||

Stallatico
Tranquilli amici, il nostro Pres. è già al lavoro x trasformare in oro, tutto lo stallatico che i compagni magistrati, e pd,idv, ecc., hanno inutilmente tent. di scar

Grande

signor presidente lei e un grande a gia vinto non vada in piazza, sola chi non e buono di far politica come i sinistroidi ci vanno ,

Invece
sig presidentel sono un suo elettore e ne vado fiero. so che lei a fatto tantissime cose,ma mi aspettavo che cambiasse l’italia come aveva promesso .

Comunity
SILVIO ORA PIù CHE MAI DEVI TRASFORMARE QUESTO SPAZIO AZZURRO IN UNA COMUNITY CON LUOGHI E TEMPI X FARCI INCONTRARE E METTERE INSIEME DELLE IDEE X DIFENDERE LA NS LIBE

Spaziali
voterei Pdl anche se fossi tra i marziani. anche se credo che, essendo “spaziali” anche loro vorrebbero un presidente come il nostro: SPAZIALE!!!

Globo
Sono mesi che denunzio che in tutti i comparti RADIO-TELEVISIVI, DEL GLOBO. è in atto una totale eversione politica, contro le ISTITUZIONI DEMOCRATICHE del PDL, e Voi?

fonte: mirumir.blogspot.com » Vai al post originale

Mar 12

Spero
Spero che questa vicenda sii un esperienza per migliorarci a livello coordinativo il PDL non è radicato in tutti i comuni(piccoli) ma ci arriveremo col tempo.

Come una fanta lasciata aperta sotto il sole di luglio
E’ bastato dare la vera versione dei fatti su quanto accaduto a Roma sulle liste PdL, e subito Bersani parla di ‘ricostruzioni fantasiose’ dimenticando la sua fanta

Tu for tu
Quel tu per tu usato dalla Finocchiaro, non e´livore politico ma astio viscerale non trattenuto, che puo mandare al sanatorio.

Perpetue
A mio avviso, occorre da subito, sorgenti informative perpetue x il GOV. x contrastare le vigliaccherie trasmesse ininterrottamente dai canali RA-TV,spons. da sinistri

Baby-zombi
Forza Romani votate per la Bonino che a mio avviso è un’assasina ha ucciso milion i di bambini mai nati con il beneplacito di tanti cattolici adulti da Prodi alla Bin

Caramelle non ne voglio più
tante parole.troppe parole.Non servono a niente!dove siete???Visibilizzatevi TUTTI il Popolo ha creato il partito.Dovete uscire ,Subito, Far Campagna,riprendere il

Tutto inutile
se non riusciamo a scriverVi e farVi sentire che aria tira,NON VINCEREMO MAI TORNIAMO a ZERO,cioè al punto di partenza. Ho detto prima devo scrivere almeno 5o/70 paro

Urgente
Io devo scrivere al Presidente,mi dite come si fà a scrivere almeno 50/70 parole???In Forza Silvio non si può,quì nemmeno!! è urgente stop saluti

End of the story
la signora bonino,ritiri la lista del PD,nella provincia di roma.e fine delle discussioni.

fonte: mirumir.blogspot.com » Vai al post originale

Mar 12

La notizia arriva dalla Russia, viene rilanciata dai cinesi e arriva “forte e chiaro” agli Americani. (ovviamente ignorata dagli Italiani)

La sfida del futuro si giocherà sul saper Innovare realmente e come si vede le “potenze” stanno attrezzandosi in tal senso.
Dopo i Cinesi, ora anche la Russia ha lanciato la sfida a Silicon Valley, chiamando a se le “Migliori menti”.
Gli Usa, che da tempo vedono tornare a casa molti dei propri geni Indiani, Cinesi e ora anche Russi, ora rischiano davvero nella supremazia di un area che è stata sicuramente il motore della ricerca e della innovazione degli Usa.
Stendiamo invece un “pietoso” velo sulla situazione italiana che a Genova intendeva sfidare addirittura il MIT centro che invece sembra che stia vivacchiando o meglio stia conformandosi alle regole del paese, in un lento ma inesorabile declino.
Triste presente e inesorabile futuro, per il paese che ha inventato tutto l’inventabile (Leonardo, Pila, Radio, Nucleare, PC …..)
Medvedev calls for Silicon-Valley-like research centerRussian President Dmitry Medvedev on Tuesday called for intensified efforts to establish a research and development center similar to the Silicon Valley in the United States.”I do not know if we can manage to build a Silicon Valley of our own, but the idea is to set up an innovative center to do research and further commercialize its results,” Medvedev was quoted by Russian news agencies as saying at a meeting on preparations for the center.Medvedev instructed the government to choose the location of the prospective center and to define its sources of funding and functions.”Officially, we will call it a research and development center. In fact, it will be a compound to facilitate the development of state-of-the-art technologies,” he said.Medvedev added the center would need to attract foreign experts to get the most out of it.During an annual state-of-the-nation address last November, the president proposed setting up a research center similar to Silicon Valley in order to put Russia on the track to an innovative economy.



fonte: yibuyibu.blogspot.com » Vai al post originale

Mar 10

Ma c'è ancora chi la festeggia?
Forse qualche sparuto capannello di casalinghe post liberazione femminista che aspetta solo questa serata per liberare gli ormoni repressi… e rivendicare il suo mazzetto di mimosa (a caro prezzo). Ma io mi chiamo fuori. Non ho bisogno dell'8 marzo per essere orgogliosa d'essere una donna.
Ovviamente i più ignorano la storia di questa ricorrenza…
Amen!

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Tag: profondità e altezze

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Mar 10

 

Slogan Piaggio anni '80

Alcuni slogan pubblicitari furono dei veri capolavori d’arte, soprattutto linguistica. Dato che la pubblicità fa ormai parte integrante della nostra vita, non dispiacerà ai più giovani vedere “come” si faceva la pubblicità ai prodotti italiani, diciamo dagli anni ’30 in su, fino agli anni ’80. E’ un repertorio che ho raccolto nel tempo, e devo dire che alcuni slogan sono ancora oggi dei veri portenti.

  1. A dolce peccato dolcissimo rimedio: Magnesia San Pellegrino (1933)
  2. Bassetti, il corredo che arreda.
  3. Bassetti: la casa si veste di nuovo.
  4. Ho un debole per l’uomo in Lebole.
  5. Fanta, l’aranciata d’arancia.
  6. Fiuggi vi mantiene giovani.
  7. Chiaro? Limpido! Recoaro!
  8. Chiamami Peroni, sarò la tua birra.
  9. E’ sempre l’ora dei Pavesini.
  10. O li cogliete voi, o li sceglie Arrigoni.
  11. Galbani vuol dire fiducia.
  12. Oggi e domani, lesso Galbani.
  13. Con Api si vola.
  14. Dentifricio Squibb: la scienza al servizio del sorriso.
  15. Il primo bacio è sempre un bacio Perugina.
  16. Neocid: la mosca muore in picchiata.
  17. Super Faust, non addormenta, fulmina!
  18. Chiquita, la banana 10 e lode.
  19. Bic scrive per tre chilometri
  20. C’è una gran cuoca in Voi, e Barilla la rivela.

 

Fonte ; Internet Business Project

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Mar 10

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Mar 10

Facile
BONINO-BERSANI PER VINCERE FACILE COMPRATEVI I GRATA E VINCI

Ieri
Ieri a Piazza Navona c’è stata una riunione di indemoniati!

Subito
Piazza CATTIVA, subito.

Sempre
VOI DI SINISTRA RASSEGNATEVI CHE PERDERETE SEMPRE LE ELEZIONI IL POPOLO HA CAPITO CHE SIETE FAVOREVOLI PER GLI STRANIERI. CHI HA CAPITO NON VI VOTERA’ MAI

Esseri
IN NIGERIA SI UCCIDONO 500 ESSERI AL AL GIORNO. C’E’ ODIO TRA CRISTIANI E MUSULMANI. CARA SINISTRA TU CHE SEI SOLAMENTE A FAVORE DI QUESTI MUSULMANI,VEDI IL RISULTA

Cugine
Mia cugina è nata alle 0,01 del 28 marzo 1992 mentre io sono nata alle 23,59 del 27 marzo dello stesso anno. Ebbene mia cugina vota e io no. Perchè?

Finché
finche’ l’immigrazione olandese proveniva dalle colonie come le antille tutto filsava liscio.sono arrivati in massa i musulmani,e non si vive piu’.

Pacifica
sono una pacifica(non pacifista),sto male se vedo soffrire anche un gatto,ma spero per un futuro migliore,che si vada subito allo scontro con i musulmani.

Do Brasiu!
avere una figura como di pietro nela politica fa vergogna a l’italia….un personage da dimenticare…..io subito che lo vedo in televisione cambio canale…

Do Brasiu!/2
questa sclusione del pdl dele liste eh ridicola.nel passato fecevano brogli eletorali (elezione 2006) ora non ci fano partecipare. il pd e idv sono ditatori

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Mar 10


Dall’articolo “Ecco lo Zaia pensiero su famiglia, mais, patria e tutto il resto”, pubblicato oggi su Nuova Venezia-Mattino di Padova-Tribuna di Treviso e dedicato al libro del ministro dell’Agricoltura Luca Zaia Adottare la terra, Mondadori 2010.

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Mar 08

Nel 1975 il giovane poeta messicano Mario Santiago Papasquiaro conosce il cileno Roberto Bolaño. L’incontro avviene al caffè La Habana, che diventerà poi il ritrovo degli infrarealisti. Lì Mario Santiago consegna a Bolaño un fascio di poesie che il cileno leggerà fino all’alba. È l’inizio di una stretta amicizia che andrà oltre la morte di Papasquiaro nel 1998 e che è in parte anche l’origine e il nucleo del movimento infrarealista.

Una mattina del 1975, all’alba, Mario Santiago porta uno dei suoi compagni del seminario di poesia dell’UNAM, Ramón Méndez, a conoscere Roberto Bolaño. Durante questo incontro nasce l’impulso di creare un nuovo movimento poetico. Così Ramón Méndez ricorda quel giorno: “Quando Santiago e io lasciammo la casa di Bolaño lo avevamo convinto della nostra sovversione vitale contro l’ufficialità della cultura, e lui ci aveva paragonato ai beatniks: “Tu sei Ginsberg – aveva detto a Santiago – e questo è Corso: i beatniks del Messico”.

Tra la fine del 1975 e gli inizi del 1976 irrompe nel panorama culturale messicano il movimento infrarealista. Il vagabondare, l’alcol e una passione incorruttibile per la poesia sono i principi fondamentali che danno coesione a questo gruppo di giovani che cercarono in ogni gesto e in ogni verso un nuovo modo di spiegare il mondo e di esprimerlo in una poesia lontana dalla burocrazia, dagli spazi del potere e da anchilosate legittimazioni.

Andrea Cobas Carral, “La estupidez no es nuestro fuerte”. Tres manifiestos del infrarrealismo mexicano .

Come sognare l’utopia e svegliarsi urlando, ancora una volta.
Il fondamentale saggio di Andrea Cobas Carral sulle linee guida dell’infrarealismo e le avanguardie latinoamericane degli anni Settanta è tradotto integralmente su 2.0 a questo indirizzo.

[Un grazie a Carmelo di archiviobolano.it per i suggerimenti preziosi e puntuali, l'entusiasmo e l'instancabile lavoro di ricerca e a tutti i bolañani che leggono e condividono appassionatamente questi materiali.]

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Mar 08

“La Cina si oppone a politicizzare le questioni monetarie” dichiarazione alla conferenza stampa del Governatore della banca centrale Zhou Xiaochuan in risposta ad una domanda circa l’accusa che la Cina manipola tasso di cambio dello yuan.

Giornalisti al lavoro durante la sessione di apertura del Parlamento Cinese…BBC al lavoro Giornalisti al lavoro … per scrivere i pezzi …
Scambio di opinioni e … dettatura del pezzo …

Riprese nella Grande sala

Interviste volanti ai deputati in arrivo (il deputato è Tan Jing)
Muro di fotografi per l’inizio dei lavori

Conferenza Stampa dei diversi leaders al termine delle diverse sessioni di lavoro

Zhang Ping il Presidente del NDRC ( National Development and reform Commission) Xie Xuren, Ministro delle Finaze, Chen Deming, Ministro del Commercio e Zhou Xiaochuan, Governatore della Bank of China



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Mar 08

Virtuale e reale si sono dai appuntamento nella Grande Sala del Popolo di Beijing, infatti contemporaneamente alla sessione ufficiale formale se ne svolgeva un’altra in quella battezzata la “Grande Sala virtuale”.

Un’altra tappa del processo di modernizzazione in corso nel paese, tanto che addirittura nel 2009, Zhang Xiaoli, un noto blogger conosciuto con il soprannome di “Old Bull,” è stato eletto al Congresso popolare municipale di Luoyan nel centro Provincia di Henan.

“Molte delle opinioni on-line sono lungimiranti e con i piedi per terra”, ha detto Wang Min, decano del Dipartimento della gestione amministrativa, Hunan Normal University, “Internet è una nuova piattaforma, facilmente accessibile che può  rendere più dirette le comunicazioni tra governo nazionale, le persone e i funzionari locali.

“La rete può essere strumento con il quale  svolgere un ruolo positivo nella supervisione del governo e anche combattere la corruzione esistente nel paese.”

A conferma dello sforzo in corso esistente, dal 2007 molti legislatori e consulenti politici nello Shaanxi hanno aperto micro-blogs con lo scopo di raccogliere idee e proposte on-line, sollecitando i pareri direttamente dai navigatori.

Così’ come di rilievo sia il fatto che dallo scorso anno ben 114 giudici nella provincia dello Shaanxi abbiano trasmesso le prove connesse ai propri casi e pubblicato le proprie sentenze direttamente sui loro siti ufficiali, cercando comunque di tutelare la privacy dei protagonisti o dei segreti commerciali connessi, così come le cause che coinvolgevano minori.

Shi Ying, vice presidente dello Shaanxi Accademia delle Scienze Sociali, ha però avvertito della tendenza di alcuni cittadini della rete di voler attraversare la linea di tutela della privacy e dei diritti personali, “in nome della vigilanza”.

“E’ sicuramente una cosa positiva che la società virtuale e il mondo reale si fondono. Dovremmo essere pronti per i buoni risultati ma anche alle problematiche connesse.”

Mo Jihong, ricercatore dell’Istituto di legge in Accademia Cinese delle Scienze Sociali (CASS), ha affermato come, “Internet senza dubbio sia un mezzo con il quale avvicinare le persone alle problematiche reali, andando oltre i confini della vita quotidiana. In Cina potrà anche aiutare a promuovere il senso civile nel paese, molto importante per la modernizzazione politica e sociale del Paese “.

A questo va aggiunto come i governi e i dipartimenti di polizia siano sempre più consapevoli del crescente peso della opinione pubblica online.

In questa direzione quindi gli sforzi compiuti per migliorare le comunicazioni con i cittadini della rete, in un percorso che è solo ai suoi inizi.

Tornando quindi alla “Grande sale” virtuale di questi giorni, gli utenti di Internet di tutto il Paese hanno quindi potuto esprimere pareri su varie questioni dalla corruzione, alla riforma degli ospedali pubblici.

Sullo schema di lavoro adottato anche a livello dell’NPC, si sono poi creati diversi sotto-forum per le diverse province e minoranze presenti all’NPC.

Ma quali sono i problemi più sentiti arrivati dalla rete cinese?

Prezzi delle abitazioni, il crescente divario di ricchezza, la riforma medica e istruzione, così come la richiesta dell’ adeguamento del salario degli insegnanti delle scuole in villaggi remoti quale segno e supporto per poter ridurre le distanze tra aree urbane e rurali, prima di tutto sul piano dei “know - how”.

Insomma l’inizio di un percorso di dialogo che continuerà durante tutte queste giornate della sessione del Parlamento cinese.



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Mar 08

Turandosi il naso la soluzione trovata appare la migliore e necessaria. Sarebbe stato impossibile ed ingovernabile l’azione di Governo in Lombardia e Lazio, con una parte politica che non avrebbe mai riconosciuto le decisioni prese nelle assemblee elette.
Turandosi il naso ci si augura che dopo le elezioni il PDL si dia una “bella regolata” per evitare che nel futuro “cadute di tono” coime queste siano ancora all’ordine del giorno di quello che è il partito di governo, che però sembra oggettivamente avere grossi problemi nella gestione delle procedure interne.
Se PDL deve essere che sia, ma almeno dia il senso non di essere solo una “somma matematica” ma una entità in grado di creare valore e una Governabilità per il paese.
Errori di gioventù per stavolta? Ma i vertici del partito non devono prendere sotto gamba quanto accaduto visto che ha finito per infiammare ulteriormente la piazza, aggravando il solco e le differenze esistenti, dando ancora una volta segnali tutt’altro che rassicuranti, che preoccupano prima di tutto proprio quelli che vorrebbero un PDL efficace ed efficente. Una macchina moderna per guidare il paese nel futuro.
Così invece non si va da nessuna parte!! 
Turandosi il naso speriamo che stata solo una “falsa partenza”.  
Turandosi il naso Di Pietro e gli altri che ora provano a cavalcare la situazione, devono stare molto attenti a non accendere pericolose miccie che poi non si sa dove ci potrebbero portare e di non alimentare il fuoco sotto la brace di chi non è più convinto da tempo che esista una soluzione politica al problema italiano



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Mar 06

 

La società “Artefatti” e i giovani designer di LALALABimpegnati in una campagna elettorale ad Andria, si stanno caratterizzando per essere riusciti a studiare una strategia assolutamente efficace che sta dando i primi significativi frutti. Una difficoltà è stata partire dopo rispetto agli avversati ma è giusto cercare di far in modo che tutto diventi un’opportunità da sfruttare positivamente. In questo senso, ritengo assolutamente appropriato puntare su una strategia di rottura e soprattutto accattivante. Mi piacciono molto infatti i manifesti che hanno studiato, in cui si punta o sul candidato o sullo slogan o ancora su una specifica iniziativa. Questo penso che sia assolutamente opportuno, soprattutto in una competizione locale in cui la persona, inteso come il candidato, può fare la differenza anche se il suo schieramento è in minoranza nella città, cercando quindi di smarcarsi dai partiti che oggi più che mai sono in una fase di assoluta difficoltà. Anche il loro “modo di fare”: se fossi sindaco, mi piace molto perché hanno trovato un sistema originale per far partecipare i cittadini di Andria e renderli così protagonisti della campagna elettorale. Questo però ha anche delle controindicazioni e cioè che deve prevedere la presenza di un forte staff che “governi” l’immensa mole di proposte, cercando non solo di ascoltarle ma soprattutto di farle sentire davvero protagoniste, ma da come si può constatare fin ora, questo viene opportunamente fatto, anche perché “la partecipazione non è a parole (come dicono tutti in campagna) ma è fattiva”. Ancora, ottimi i tanti strumenti che mettono a disposizioni sempre per rendere il cittadino parte assolutamente attiva: scrivere provocatoriamente sui manifesti, poi hanno le cartoline, gli sms, le mail, le video idee da caricare sul sito. Mi permetto solo di fare un inciso, secondo me infatti, si dovrebbe in parallelo a questo, pubblicizzare quello che il candidato propone, ovviamente cercando di tenere in considerazioni le indicazioni dell’elettorale: i cittadini, soprattutto in questa particolare fase storica, vogliono risposte e rassicurazioni! Molto buono lo slogan scelto dal candidato: le tue idee saranno i nostri fatti. Fatti sentire; si poteva anche parlare al plurale per dare il senso delle tante persone che seguono queste iniziative e quindi: le vostre idee saranno i nostri fatti. Fatevi sentire. Giusto rimarcare il termine “fatti”, è quello che la gente vuole! Trovo inoltre molto interessante, sicuramente il pezzo forte, la loro fase B della campagna (veramente molto originale e bella). Penso che l’idea dei pannelli sia davvero molto geniale e che ravviva la comunicazione politica che purtroppo in Italia cercano sempre di “ridicolizzarla”. Ottimi ancora i manifesti con 13 biciclette montate su pannello e 4 veri pannelli solari. Giustissimo inoltre che gli oggetti siano accompagnati dai messaggi pervenuti tramite mail e sms. Ovviamente guidati, ma che servono a non perdere mai di vista l’oggetto della campagna e cioè la partecipazione. Molto bello anche il sito internet (www.lisosindaco.it), curato, molto completo che riprende, giustamente, l’impostazione della campagna elettorale. L’unico dubbio è che una campagna del genere riesce difficilmente a “parlare” anche quegli elettori anziani, meno istruiti e soprattutto stufi della politica, ma come preannunciato dalla società “Artefatti”, per questa categoria di elettori ci sarà una specifica strategia, dove vedrà protagonista proprio il candidato sindaco. Detto questo, in conclusione, la strategia in questione mi piace davvero molto perché è inedita e dà una grande speranza a chi ama questa professione e crede che gli strumenti di marketing politico possano fare la differenza; ovviamente accompagnati anche da altri importanti fattori.

Luca Checola

Fonte Spinning News

Spinning politics è stato creato da Luca e Marina con l’ambizioso scopo di sviluppare una rete di consulenti politici che analizzi attraverso la lente della Comunicazione e del Marketing Politico i maggiori temi politici locali, nazionali e internazionali.

 

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Mar 06

 

Cosa rende un manifesto elettorale innovativo e allo stesso tempo attraente? E’ la domanda che sorge spontanea di fronte ai manifesti “diversi” di Nichi Vendola. La risposta, o meglio il segreto, lo hanno rivelato nella nostra newsletter i tre giovani esperti di design dello studio pugliese FF3300 che collaborano alla creazione della campagna del candidato presidente: Alessandro Tartaglia, Carlotta Latessa e Nicolò Loprieno.

Le campagne di Vendola e del PD sono curate dalla stessa agenzia di comunicazione. Il risultato, però, è evidentemente diverso. Cos’è che fa la differenza? E qual è il vostro ruolo?

Premessa: noi non partecipiamo al progetto della campagna PD, quindi possiamo parlare di quella che stiamo curando per Nichi.
Nessun candidato in Italia ha mai avuto la lungimiranza di Nichi Vendola circa la comunicazione (e la sua apertura mentale, probabilmente).
Sebbene i più credano che le campagne politiche siano il frutto di un lavoro d’agenzia, questa campagna sperimenta nuove alchimie progettuali.
Su questo concept l’agenzia Proforma ha curato i contenuti, il copy, e la strategia.
FF3300, insieme a Carla Palladino (una forza esterna allo studio, ma con la quale lavoriamo spesso) ha invece curato il “design della comunicazione”.
Quando parliamo di design intendo dire che abbiamo progettato il sistema di icone, con il quale sono stati “sintetizzati” i concetti chiave; abbiamo scritto un programma (con un linguaggio java-derivato) per trasformare l’immagine fotografica di Vendola in un ritratto composto dalle icone delle sue politiche; abbiamo studiato una gamma cromatica che potesse “accompagnare con leggerezza” lo sguardo del cittadino, e soprattutto, abbiamo stravolto l’usuale stereotipo delle campagne politiche, mettendo al centro della comunicazione la realtà, i fatti, l’informazione (e non le promesse, i punti di vista, e il populismo).
Direi che abbiamo fatto tesoro dell’esperienza Obama, reinterpretandola in chiave “locale”.

Ritenete dunque che questo sia un punto di forza per la campagna di Vendola?

Se c’è un buon messaggio, basta comunicarlo con onestà e semplicità. In questo caso il lavoro che viene svolto dai noi progettisti è semplificato dalla grande esperienza di chi cura testi e contenuti, e quindi più che in altre occasioni per noi è possibile investire energie e risorse nello sviluppo di un visual vincente.

In che termini le due agenzie collaborano per costruire la campagna? Quali sono le fasi che portano alla combinazione delle strategie con il “messaggio” e la parte visiva di quest’ultimo?

Noi per fortuna o sfortuna, non siamo un’agenzia, ma un piccolo studio di tre designer, che lavora quasi artigianalmente sulle immagini. Ciò significa che per noi, a differenza che per le grandi agenzie, il messaggio è l’immagine che lo comunica, sono la stessa cosa.
Proforma in questo ci è venuta incontro, permettendoci di trasferire questo modello semiotico anche nella comunicazione politica.
La sintesi di un’esperienza pluriennale sui testi, coniugata con la semplicità e l’immediatezza di codici linguistici ampiamente condivisi, come lo sono le icone, permettono la comprensione del messaggio ad una fascia di utenti maggiore.

Qual è il valore aggiunto del design nella comunicazione e in particolare nella comunicazione politica?

Riteniamo che i partiti politici italiani abbiano tutti un grande problema di comunicazione.
Si muovono su schemi semantici obsoleti, ignorano i social network, e non hanno la minima cura della propria immagine pubblica.
Mi viene in mente quello che ci disse Vendola quando vide i primi manifesti della Fabbrica di Nichi, quelli cuciti a mano, di stoffa: “mi avete portato fuori dalla terza internazionale” disse.

Il design nella comunicazione politica è una pratica poco diffusa in Italia. Perché?

Da sempre in Italia le Agenzie Pubblicitarie hanno imposto una sorta di “orientamento” al mercato, basato sulla quantità al posto della qualità.
A nostro parere, purtroppo, non serve studiare cinque anni per progettare la maggior parte delle campagne politiche in circolazione (probabilmente per noncuranza di chi le commissiona, o per scarsa educazione alla “buona comunicazione” oltre che alla “buona politica”).
Bisogna dare credito, valorizzare la cultura e i giovani che approfondiscono lo studio della comunicazione.
Non possiamo credere che Obama sia un caso, il mondo si trasforma e bisogna capire come poter essere uomini del proprio tempo, bisogna sentire lo spirito del tempo.

Dalle vostre esperienze, quanta responsabilità ha il politico nella scelta di ricorrere al design per la sua campagna? In poche parole, l’utilizzo del design nella comunicazione politica è direttamente proporzionale al grado di innovatività del candidato e del suo staff?

Vendola non è un politico come gli altri, e lo sta dimostrando.
La Puglia è un posto migliore, per questo c’è tanta mobilitazione.
Il fiorire della cultura, delle capacità progettuali diffuse, senza dubbio facilita il cammino di chi promuove la qualità. Nel nostro caso l’invito a partecipare a questo progetto è arrivato in seguito alla visibilità che avevamo avuto curando la comunicazione di un importante festival di teatro internazionale. Come diceva Munari, da cosa nasce cosa, ma per iniziare questa spirale, c’è bisogno di una grande volontà di innovazione.

Cosa avviene invece all’estero?

Il modello Obama, i social network, la semplificazione, e lo studio delle gerarchie delle informazioni sono solo alcuni degli spunti da cui abbiamo attinto.
Spesso non bisogna guardare a cosa fanno gli altri, basta fermarsi a riflettere su come andrebbero fatte le cose, se fossimo alla prima volta.

Quali sono le vostre attese e le vostre previsioni?

Non facciamo previsioni, non siamo astrologi, posso solo dire che noi la nostra battaglia la stiamo giocando al meglio delle nostre possibilità, stiamo cercando di cambiare il modo di fare la comunicazione politica in Italia.

(Intervista a cura di Marina Ripoli)

Fonte; Spinning News

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Mar 06

non ho parole per quello che sta succedendo,ogni giorno c’è qualche rogna!per fortuna sono molto positiva penso sempre che si risolvi tutto per il meglio!

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Mar 06

Sono iniziati i lavori di preparazione per la sessione annuale dell’NPC Cinese e dell’National People’s Congress (NPC)  che si apre domani.
In questa fase di preparazione si sta stabilendo l’agenda dei prossimi lavori così come gli emendamenti che saranno proposti dai diversi gruppi di delegati che sono arrivati da tutta la Cina.
Vediamo allora di riassumere alcune di questi Key Points in discussione da domani. 
Il primo è l’emendamento contenente le modifiche sulla legge elettorale per “espandere la democrazia nel paese e permettere a tutti di salvaguardare i propri diritti“.
Questo emendamento intende in primis bilanciare o meglio aggiornare, il criterio di rappresentanza ora vigente a partire dal 1953. In sostanza verrà garantita la parità dei diritti elettorali per le popolazioni urbane e rurali.Sarà un passaggio importante, soprattutto perchè cadranno le “differenze” fino ad ora esistenti anche relativamente i gruppi etnici, minoranze ed aree autonome, che di fatto saranno d’ora in poi TUTTI UGUALI.
Nella sostanza cadrà il rapporto “4 ad 1″ vigente per le aree rurali adottato dal 1995 che aveva modificato il precedente “8 ad 1″ adottato prima del 1995.Un criterio che teneva conto del fatto che le aree rurali rappresentavano il 90% della popolazione nel 1949. 
Ora la situazione è profondamente mutata con un rapporto nell’ordine del 54,7 % per la popolazione rurale e 45,7% per quella urbana.
Quindi i tempi sono maturi per procedere al livellamento tra i diritti di voto, un atto “storico” ed evidenza dei profondi cambiamenti avvenuti nel paese in questi decenni.
Ma questo sarà solo il primo passo verso quello che Li Zhaoxing, il portavoce della terza sessione del 11° NPC ha dichiarato essere la necessità di creare un più completo sistema elettorale che possa essere adottato nel prossimo futuro nel paese.
Di certo è che entro la fine di quest’anno sarà definito il “sistema giuridico socialista con caratteristiche cinesi“, la base sulla quale poi introdurre le successive modifiche per l’attuazione di un sistema democratico adatto ai tempi ed alle sfide future del paese.
Affermazioni che a noi appaiono spesso “incomprensibili”, perchè lontane dalle nostre evidenze di un percorso verso la Democrazia, che anche da noi ha avuto sue tappe intermedie,
Non dimentichiamoci che da noi si arrivò al suffragio universale solo nel 1946 e per secoli  la democrazia nei paesi occidentali era solo diritto per certe “caste” di popolazione così come  l’estensione del voto alle donne, in Usa arrivò solo nel 1918 (mentre in Italia sempre nel 1946!),  visto che prima era una cosa sola per uomini.
Anche la Cina sta ora attraversando le proprie tappe di sviluppo e lo sta facendo “programmandole”, affinchè rispondano alle esigenze di uno sviluppo che deve necessariamente essere “controllato” o quanto meno guidato, viste le dimensioni delle variabili in gioco nel paese.
Per cui non stupisce il secondo punto fondamentale di questa sessione annuale dell’NPC: sostegno delle minoranze etniche, una richiesta giunta dai parlamentari delle minoranze etniche della provincia di Qinghai.
La motivazione è ancora una volta legata a due parametri per i cinesi sempre molto importanti: numero e benessere.
Negli anni del boom che ha di fatto interessato la parte ad est del paese, si è assistito ad una sostanziale stagnazione di quella ad Ovest, sia sul piano economico che di crescita della popolazione.
Ora i parlamentari di queste minoranze etniche chiedono che la prossima sessione del Parlamento cinese, possa sostenere lo sviluppo delle diverse etnie attraverso aiuti che sostengano le imprese localmente e quindi la propria identità locale.
Per quanto il governo abbia da sempre cercato di sostenere lo sviluppo di queste aree investendo circa 2.5 Miliardi di Yuan per la costruzione di strade, impianti elettrici, telefonici ed idrici, per Qiao Zhengxiao, un altro parlamentare proveniente da Qinghai, non sono stati sufficienti.
In particolare i deputati delle etnie con meno di 100.000 individui, si lamentano che il governo abbia favorito gli interventi in Tibet ed ad altre etnie numericamente decisamente superiori.
Per cui ora si aspettano che l’attenzione per i gruppi più piccoli cresca, in particolare per salvaguardare le culture e i dialetti connessi ed evitarne così una prevedibile estinzione.
Un altro dei punti che sarà al centro delle sessioni del parlamento cinese è lo sviluppo economico per battere la crisi finanziaria, basato in particolare sulla crescita del mercato interno, quale trascinamento alla crescita del paese nei prossimi anni e ridurre la tensione che potrebbe esserci se il paese continua a rimanere di fatto legato a filo doppio alle proprie esportazioni.Ambiente e azioni contro il cambiamento climatico, budget militari (che sarà aumentato del 7.5% a 532 Miliardi di Yuan), modello di sviluppo e trasformazione dello stile di vita nel paese, la legge sui segreti di stato, stretta adozione delle regolamentazioni WTO negli scambi commerciali. i rapporti con Taiwan per il prossimo futuro.
Questa in sintesi l’agenda di quello che è l’appuntamento dell’anno, paragonabile al nostro per quanto riguarda la Finanziaria, il momento che getta le basi dell’anno a venire e mette i paletti delle operatività che poi dovranno guidare il governo nel suo Day by Day.
Un metodo ed un approccio pragmatico, apparentemente semplicistico, ma che sta dimostrandosi molto efficace e con il quale è possibile che un paese da 1,3 Miliardi di persone non perdano mai la bussola del proprio sviluppo.



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Mar 04

La mia amica virtuale violapensiero ha pubblicato giorni fa sul suo blog "Vento a nord est" una poesia di Alessandro Baricco che non conoscevo, ma che esprime le emozioni di questo periodo. Anch’io sono una piazza, un posto dove si intrecciano vite e si scambiano gioie e dolori. Ma sono anche una strada percorsa e ancora da percorrere…

"Sarebbe tutto più semplice se non ti avessero
inculcato questa storia del finire da
qualche parte, se solo ti avessero insegnato,
piuttosto, a essere felice rimanendo immobile.
Tutte quelle storie sulla tua strada.
Trovare la tua strada.
Andare per la tua strada.
Magari invece siamo fatti per vivere in una
piazza, o in un giardino pubblico, fermi lì,
a far passare la vita, magari siamo un crocicchio,
il mondo ha bisogno che stiamo fermi, sarebbe un
disastro se solo ce ne andassimo,
a un certo punto, per la nostra strada,
quale strada?
Sono gli altri le strade, io sono una piazza,
non porto in nessun posto, io sono un posto."

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Mar 04

Pertanto
CORTE EUROPEA HA ACCOLTO LA NS RICHIESTA DI RINVIO, PERTANTO SI DEVE AVERE IL CORAGGIO DI RIAPPENDERE IL CROCIFISSO NELLE AULE DOVE ERA STATO TOLTO !!!!!!!!!!!!!

Mezzo
Vi invito a controllare a tappeto tutte le liste dl centro siniistra e a contestarle con ogni mezzo , a brignate birgante e mezzo

In corpo
caro silvio con noi o contro di noi non si puo govrnare con le serpi in corpo senza pulizia siamo destinati a sparire. abbiamo i c…..i pieni.

CC
E ORA DI ATTACARE IL PD IN CANPANIA IL DISASTRO CHE HANNO CONPINATO SANITA E CC NON ABASSIAMO LA GUARDIA

Polico
Chi va a “mangiar er panino” anzichè stare in fila a presentare la lista PDL ci copre di ridicolo e ci farà perdere nel Lazio. Scegliamo meglio il personale polico.

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Mar 04

Basta aprire un giornale Italiano dall’estero per rendersi conto di come il paese sia altrove rispetto al resto del mondo, quasi si stesse leggendo una gazzetta (dello sport) politica.

Le problematiche che stanno “ingessando” l’Italia e le impediscono di “spiccare il volo” sembrano ben descritte da Ernesto Galli della Loggia nel suo “famoso” editoriale e che chi ha spesso parlarto con me di questioni Italiane sa che non posso che condividere e sottoscrivere in pieno.  La plastica si sta squagliando? Sembrerebbe. Certo che coloro che si erano illusi dopo le elezioni del 2008 che il Pdl fosse diventato un partito più o meno vero, qualcosa di più di una lista elettorale, sono costretti ora a ricredersi.

Non era qualcosa di più: spesso, troppo spesso, era qualcosa di peggio. Una corte, è stato autorevolmente detto. Ma a quel che è dato vedere pare piuttosto una somma di rissosi potentati locali riuniti intorno a figuranti di terz’ordine, rimasuglio delle oligarchie e dei quadri dei partiti di governo della prima Repubblica.

E tra loro, mischiati alla rinfusa - specie nel Mezzogiorno, che in questo caso comincia dal Lazio e da Roma - gente dai dubbi precedenti, ragazze troppo avvenenti, figli e nipoti, genti d’ogni risma ma di nessuna capacità.

E’ per l’appunto tra queste fila che a partire dalla primavera dell’anno scorso si stanno ordendo a ripetizione intrighi, organizzando giochi e delazioni, quando non vere e proprie congiure (e dunque non mi riferisco certo all’azione del Presidente Fini, il quale, invece, si è sempre mosso allo scoperto parlando ad alta voce), allo scopo di trovarsi pronti, con i collegamenti giusti quando sarà giunto il momento, da molti cortigiani giudicato imminente, in cui l’Augusto sarà costretto in un modo o nell’altro a lasciare il potere.

Da quel che si può capire, e soprattutto si mormora, sono mesi, diciamo dalla famigerata notte di Casoria, che le maggiori insidie vengono a Berlusconi e al suo governo non già dall’opposizione ma proprio dalla sua stessa parte, se non addirittura dalle stesse cerchie a lui più vicine.

Al di là di ogni giudizio morale tutto ciò non fa che mettere in luce un problema importante: perché mai la destra italiana, durante la bellezza di quindici anni, e pur in condizioni così favorevoli, non è riuscita che a mettere insieme la confusa accozzaglia che vediamo?

Perché non è riuscita a dare alla parte del Paese che la segue, e che tra l’altro è quasi sicuramente maggioritaria sul piano quantitativo, niente altro che questa misera rappresentanza?

Certo, hanno influito di sicuro la leadership di Berlusconi e la sua personalità. Il comando berlusconiano, infatti, corazzato di un inaudito potere mediatico-finanziario, non era tale da poter avere rivali di sorta assicurandosi così un dominio incontrastato che almeno pubblicamente ha finora messo sempre tutto e tutti a tacere; la personalità del premier, infine, ha mostrato tutta la sua congenita, insuperabile estraneità all’universo della politica modernamente inteso e dunque anche alla costruzione di un partito.

La politica, infatti, non è vincere le elezioni e poi comandare, come sembra credere il nostro presidente del Consiglio: è prima avere un’idea, poi certo vincere le elezioni ma dopo anche convincere un Paese e infine avere il gusto e la capacità di governare: tutte cose a cui Berlusconi, invece, non sembra particolarmente interessato e per le quali, forse, un partito non è inutile.

Ma se è vero che il potere e la personalità del leader sono state un elemento decisivo nell’impedire che la Destra esprimesse niente altro che Forza Italia e il Pdl, è anche vero che né l’uno né l’altra esauriscono il problema …Detto questo, occorre passare ad una azione, altrimenti si rimane sempre alle “vuote parole”.
Da qui l’invito ai miei coetanei (sopratutto quelli del PDL): per quanto la figura di Berlusconi rappresenti oggi sicuramente qualcosa di importante e di riferimento per molto di loro, non si può procedere nella forma “divinatoria” attuale, occorre seriamente pensare al futuro nostro e del paese e “riaprire” i giochi di una dinamica che da troppi anni è ingessata dalla indubbia (e forse eccessiva) Leadership di Berlusconi.
Girare pagina velocemente significa anche avere il coraggio di affrontare vie nuove, esplorare proposte, persone, cambiamenti che vadano oltre all’ormai trito e ritrito con o contro Berlusconi.
Altrimenti rimarremo ancorati al “tifo da curva nord” di questi tempi, che non fanno vedere oltre il semplice risultato della partita ( elezioni) come ben detto da Della Loggia.
Le Idee poi devono essere un patrimonio delle persone che guidano il paese, persone che non possono essere promosse per “editto del capo” solo perchè carine o telegeniche, ma devono poter essere espressione vera di un Sogno Italiano che possa valere per tutti, indistintamente.
Togliere il sogno” è stato il peccato originale di questa classe politica che indistintamente, ha favorito arrogantemente solo i propri. 
Soprattutto occorre ridare dignità alla “vocazione del fare politica”, missione sincera e profonda e non una scorciatoia per ottenere indubbi vantaggi in questa o quella attività professionale o potere da girare ai propri Personal Networks. 
Curioso il parallelismo con quanto sta accadendo in  Thailandia, dove lo Stato ha espropriato metà del patrimonio personale del precedente premier, basandosi sul fatto che tale ricchezza fosse stata fortemente favorita dal potere politico di cui aveva goduto quale Premier,  una pregiudiziale, un dubbio che oggettivamente appare anche un “imbarazzante macigno” su tutta la gestione Berlusconi. Occorre quindi svegliarsi dalla Sindrome di Stoccolma di cui soffre il paese e comprendere come la Seconda Repubblica non sia mai realmente nata e che quella attuale sia solo una brutta copia e il “riciclaggio” di quella precedente.
Per cui occorre cercare di pensare nuovo, lontani dalle logiche del nostro passato, fatto di ormai obsolete destre e sinistre, riscoprendo il senso del dialogo e rispetto politico.
Un fatto normale nei paesi cui cerchiamo sempre di ispirarci, quali UK, Stati Uniti, dove le differenze tra gli estremi appaiono decisamente meno marcate delle nostre, qualcosa che da noi sembra invece essere impossibile, visto il continuo riemergere del nostro essere stato paese di confine tra Est ( URSS) ed Ovest (Usa).
Situazione che ha insegnato più che al dialogo a considerare l’avversario politico un “nemico” da annullare, cancellare, picchiare e portatore certo di idee sbagliate e preconcette.
Probabilmente è questo il punto focale per la rinascita italiana e degli italiani, quello di  poter finalmente guardare le cose e guardarsi con gli occhi del futuro e per quanto riguarda il nostro oggi, poter guardare oltre Berlusconi senza per questo essere accusati di essere CONTRO Berlusconi.



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Mar 04

Curioso che una notizia del genere la si debba leggere con grande risalto più sui giornali cinesi che su quelli italiani.
Andrea Bocelli da ieri ha “la sua stella” tra le stelle della famosissima Walk of Fame di Los Angeles.
Una celebrità che come si vede, il mondo ci invidia, che però dimostra ancora una volta il famoso detto “Nemo profeta in patria“.
Sarà che la critica nostrana non lo considera un cantante di livello dei Caruso e Pavarotti, sarà che Bocelli sembra appartenere più allo star system d’oltreoceano che a quello nostrano, sarà tante cose, ma forse c’è solo tanta invidia nel suo aver ottenuto un successo planetario reale a partire da un Sanremo di tanti anni fa.
L’uomo che viene invitato a cantare davanti ai Presidenti Americani, alle celebrazioni dell’11 Settembre a New York, che gira per il mondo e trasmette le melodie Italiane a tutte le latitudini e tutte le culture, ora ha quindi la sua stella nel luogo che celebra i numeri 1 dello spettacolo americano.
E noi in Italia? Un trafiletto ben nascosto!
Mentre nel mondo è diventato un artista completo, in Italia Andrea Bocelli continua ad essere considerato quello del Sanremo di tanti anni fa, una ragazzone speciale, per quel suo porsi originale, diverso dai tenori a cui si era abituati fino ad allora, un approccio che aveva conquistato tutti prima di tutto sul piano umano.
Sarà forse per questo che l’Italia del bel canto è poi rimasta sempre molto “perplessa” sul successo che è riuscito a raggiungere, grazie a quel suo modo originale di porsi e cantare,  una sorta di Stevie Wonder o Josè Feliciano Italiano al quale forse non si perdona il fatto di non voler essere rimasto quel ragazzone del Sanremo di tanti anni fa.
Per cui gustatevi le immagini del “divo Italiano”.



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Mar 04

Di tutti i commenti letti in queste ore quello di un lettore del Corriere (Lettore_1064536) che mi sembra centrare in pieno il problema dietro la quesitone delle Liste e le problematiche di queste ore, soprattutto dopo le ultime parole del Presidente del Senato Schifani ( seconda carica dello stato)

per cortesia….la sostanza prevalga sulla forma ma per tutti! se io privato cittadino sbaglio forme ne pago le conseguenze se non c’è la certezza delle forme c’è l’arbitrio. a te si a te no.. diamo uno stop a questa deriva, per favore!! Playsirena invece dichiara:

Schifani chi, il presidente del Senato?Ma come può permettersi “l’esimio” presidente del senato di dire ” si rispetti la sostanza più della forma”? Dove siamo arrivati al Burundi? Se un’istituzione “consiglia” di non rispettare le regole dobbiamo pensare che ormai tutto è perduto? Perchè non lo va a dire ai Radicali che per le regole si sono visti cancellare più di una volta dalle liste? Ed allora, “l’esimio” presidente del Senato dov’era? Non mi risulta avesse mai manifestato contrarietà in tal senso. E la polverini che aizza la folla, contro di chi? Forse contro quello “sprovveduto” o contro quell’individuo che lo ha “adeguatamente” indirizzato alla “bisogna”? Perchè non fa un gesto liberale e di rottura definitiva contro un’accozzaglia di sprovveduti (?) e declina la candidatura? E Gigilupo

em la logica?Leggendo alcuni commenti c’è da rimanere allibiti. Alcuni del centro destra riescono anche in questo caso a dare la colpa alla sinistra. Se fanno finta di non capire questa cosa facile facile, come si può pretendere che capiscano una cosa molto difficile come “la legge è uguale per tutti?”, impresa impossibile a quanto pare. Ma perchè le persone normali (compresie quelle di destra) devono sottostare a tutte le regole e i politici no? Derogare adesso non è così semplice, perchè vuol dire che in futuro tutti saranno autorizzati a fare alterttanto, e non mi sembra molto logico. Ma anche questo è troppo difficile da capire.
 E si può continuare a lungo..

Un brutto, veramente brutto momento per l’Italia. Un altro!!
La speranza è l’ultima a morire, ma la si sta mettendo veramente a dura prova …



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Mar 04

In un incredibile succedersi di notizie e di smentite, come le dichiarazioni antitetiche di ieri dei rispettivi ambasciatori sulla situazione reale delle relazioni esistenti tra Usa e Cina, ora arriva dagli Usa la rettifica alla notizia data dai Cinesi due settimane fa relativamente alla top list dei creditori Usa.
Sorprendentemente, secondo il Dipartimento del Tesoro Americano nel rapporto annuale rilasciato ieri, la China possiede ben 895 miliardi di dollari, mentre il Giappone “solo” 766 Miliardi di titoli del tesoro.
Nel precedente rapporto divulgato guarda caso dai Cinesi, veniva dato invece il Giappone in testa in questa “specialissima classifica” e quale primo finanziatore degli Usa, situazione che appariva essere connessa all’inizio di una diversificazione degli investimenti (e dei rischi) cinesi.
I due rapporti comunque hanno in comune l’elemento fondamentale: effettivamente la Cina ha diminuito la propria esposizione di Dicembre verso gli Usa, il segnale della “sfiducia” rispetto al ventilato piano di Obama per attaccare il debito “mostre” degli Usa, una azione ritenuta dai cinesi non sufficiente per invertire la pericolosa tendenza attuale che potrebbe contagiare anche gli equilibri stessi della finanza mondiale.
La notizia più che essere direttamente una “smentita” ai cinesi, appare però quasi un messaggio agli altri creditori, per sottolineare come la Cina non ha abbia ancora perso la fiducia nel suo maggiore debitore.
Qualcosa che comunque rivela ancora una volta il “nervosismo” di fondo esistente nelle relazioni attuali tra Usa e Cina, qualcosa che lascia perplessi, soprattutto di fronte le prossime importanti questioni da affrontare, Iran in testa, che dovrebbero vedere i due paese “alleati” in un profittevole agire congiunto futuro e che invece li vede quotidianamente impegnati in snervanti “botta e risposta” sulle agenzie stampa.



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Mar 02

E’ un momento difficile…

E mentre sabato mio padre rientrava a casa, io accompagnavo un amico nel suo ultimo viaggio.
Carlo era un ragazzo genuino, di quelli di una volta. Dico era perché è morto il 18 febbraio scorso. Aveva 35 anni e come tutti i ragazzi amava la vita. L’avevo conosciuto andando a ballare, frequentando gli stessi ambienti, le stesse persone. Anche lui, come me, era un cialtrone salsero: amava la musica cubana, la salsa e tutto ciò che girava intorno a quel mondo. Aveva un carattere riservato e sensibile ma anche scanzonato e acuto nelle sue riflessioni ad alta voce. Mi aveva colpito subito per quello strano pallore che aveva sempre in volto e per quel non stare troppo bene che alternava a momenti di grande vitalità ed energia. All’inizio pensavo fossero problemi di alimentazione e abbiamo iniziato a parlare scambiandoci pareri su esami fatti o da fare. Poi ho capito che doveva esserci dell’altro… Ma rispettavo il suo riserbo, in attesa di un cenno. Non amo invadere gli spazi altrui, però se serve… ci sono.

All’improvviso, lo scorso ottobre l’ho visto male e ho inziato a pensare al peggio. Anni fa persi un amico per una leucemia fulminante e vedere Carlo così smagrito e pallido mi ha fatto venire in mente brutti ricordi. Poi, più niente, sparito, fino a quella frase detta da un comune amico, il 31 dicembre, al momento del brindisi di fine anno: "un pensiero al nostro amico Carlo…", seguito da un applauso di tutti i presenti. Carlo, Carlo, il pensiero mi tormentava ma nessuno diceva nulla, non arrivavano notizie. Fino a quella sera in cui aprendo il suo profilo su Facebook ho notato qualcosa di strano. Non so dirvi cosa ma era una sensazione forte, tanto forte da farmi prendere in mano il telefono e chiamare una comune amica. In pochi minuti ho saputo la verità: Carlo aveva un tumore e nessuna speranza di sopravvivere. Glielo aveva detto pochi giorni prima direttamente il primario dell’ospedale dov’era ricoverato. Il mio cuore si è fermato.

Perché? La prima domanda affiorata alla ragione. Dio, dimmi perché? E’ giovane, ha ancora tante cose da fare… Perché? Eppoi, il sopravvento: come starei io se fossi al suo posto? Come reagirei? Le risposte mi rimbombavano in testa. Stupore, incredulità, rabbia, paura. Una marea di emozioni contrastanti sono affiorate insieme all’istinto di andare da lui. Subito. Mentre guidavo in direzione dell’ospedale pensavo a cosa avrei potuto dirgli. Cosa si può dire a un ragazzo che muore? Parole banali, probabilmente inutili. Così ho iniziato a pregare, chiedendo la forza per sostenerlo, le parole giuste per aiutarlo. O Dio aiutami, usami tu perché io non sono nulla…

Ero preparata a quello che avrei trovato ma quando sono entrata in quella stanza, varcata la soglia, è scesa dentro me una calma innaturale. Gli ho detto semplicemente:
«Sorpreso che sono venuta a trovarti?»
Lui ha spalancato gli occhi azzurri, grandi nel volto scavato: «No, mi avevano detto che saresti venuta.»
Mi sono seduta accanto al letto, gli ho preso la mano in silenzio, in attesa. E lui ha iniziato a parlare a fatica, raccontando tutto dall’inizio. Di quando gli avevano diagnosticato il tumore, di come avesse paura a raccontarlo agli amici perché temeva la loro reazione. Ecco perché non me l’aveva detto, ma non c’era nulla di che giustificarsi. Di come aveva affrontato la prima operazione, poi la chemio, di come i medici gli avessero detto che era guarito, non c’era più nulla da temere, e invece, eccolo qui ancora a combattere.
«E’ un melanoma, sai?» Mi ha detto con forza. Ho annuito muta. Non volevo dire nulla, non volevo fermare quel fiume in piena, quel ragazzo che soffriva e aveva bisogno di condividere il suo dolore. Sentivo la rabbia, la disperazione, anche se le parole erano morbide.
«Sai cos’ho imparato stando qui, in questa stanza? Che la vita è bella e preziosa. E non voglio smettere di lottare. Anche se mi hanno detto che non c’è speranza.»
«Chi te l’ha detto?»
«Il primario. Mi ha detto che non c’è più niente da fare… ma io non smetto di combattere.»
«E fai bene. Nessuno può sapere di preciso… anche i medici spesso sbagliano. E la speranza non te la può togliere nessuno.»
«E’ vero… Sai, non importa se uscendo da qui non sarà più come prima… se non potrò più ballare, fare le cose che facevo, pazienza. E così bella la vita lo stesso! In semplicità, senza grandi cose: una pizza con gli amici, quattro chiacchiere in compagnia. Niente di più.»
Sì, è vero. E’ così bella la vita…. pensavo, mentre le sue parole cambiavano tono, facevano progetti, ricordando le serate trascorse insieme, la musica, gli amici. Tante parole dette in quelle poche ore, ma ognuna scolpita a fuoco nel mio cuore.

Poi è venuto il momento del congedo. Avevo per lui un dono speciale ma non sapevo se l’avrebbe gradito. Così, con semplicità, guardando i pupazzi sparsi per la stanza che gli amici gli avevano portato ho detto con un filo di voce: «Ho qualcosa per te. E’ un dono speciale. Non ti conosco così bene da sapere se credi in qualcosa o in qualcuno… ma io ci provo lo stesso. Stamattina aprendo un cassetto prima di venire da te - un cassetto che apro ogni giorno - mi è venuta in mano questa. E’ la medaglia miracolosa dedicata alla Madre di tutti; ha portato grandi gioie nella mia vita e alla mia famiglia e oggi lo dono a te, perché so che a te è destinata. Quando hai paura, ti senti perso, quando non sai più a cosa aggrapparti, aggrappati a Lei. Chiamala in tuo soccorso e vedrai che non ti lascerà solo.» Lui ha guardato la medaglietta nelle mie mani, poi ha guardato me e tirandosi su con una forza che pensavo non avesse mi ha abbracciata dicendo in un sussurro: «Però a volte mi arrabbio e dico brutte cose…» Gli ho sorriso. «Non ti preoccupare, una mamma ama sempre i suoi figli, anche quando si arrabbiano e sono cattivi.» Mi ha stretta forte ringraziandomi e mentre me ne andavo sentivo i suoi occhi addosso: «Tornerò presto Carlo. Verrò a raccontarti la storia della medaglietta.» Invece sono passati i giorni, ho preso l’influenza e non potevo assolutamente portare il virus in ospedale. Di lì a pochi giorni mio padre si è aggravato, l’hanno ricoverato in ospedale ed è arrivata un’altra telefonata: Carlo ha tre giorni di vita…

Ed io ho mollato tutto, lavoro, famiglia e impegni e sono corsa da lui, per dargli l’ultimo saluto. Frastornata dal dolore per lui e per la sua famiglia che ancora non conoscevo ma che presto avrei incontrato. Quando sono entrata in quella stanza silenziosa, rotta solo dal suo singhiozzare convulso, sono svanite tutte le buone intenzioni. Ero lì, nuda di fronte alla morte e non sapevo cosa fare, come aiutare quella famiglia straziata che stava lì accanto al suo capezzale, in attesa. Ho pregato in silenzio, ho condiviso le lacrime, ho cercato di dare  conforto; ma è possibile confortare una madre, un padre, che vedono morire anzitempo un figlio? Ero lì e mi facevo mille domande mentre Carlo apriva e richiudeva gli occhi. Era cosciente? Sì, lo era. Era presente e abbastanza lucido, nonostante la morfina. O Dio, ti prego, prendilo presto fra le tue braccia, non farlo soffrire così tanto. Dev’essere terribile sapere d’essere vicini alla fine. Perché lui sapeva, ne sono certa.

D’un tratto ho sentito una voce maschile nel corridoio; era il prete. Ho trattenuto il respiro. Carlo l’ha sentito entrare, lo conosceva ed ha aperto gli occhi. Ha fatto un cenno di diniego quando gli è stato chiesto se soffriva, se sentiva dolore. Sembrava sopito, ma a tratti era vigile. Il sacerdote gli ha chiesto se voleva pregare con noi e lui subito ha congiunto le mani. Lì ho capito. E nel mio cuore è scesa tanta pace mista a dolore. Stavo perdendo un amico terreno ma sapevo che moriva sereno. La medaglietta aveva lasciato un segno anche questa volta. Più tardi, mentre me ne stavo andando in punta di piedi Carlo ha spalancato i suoi occhi azzurri. E mi ha detto cose che solo il linguaggio del cuore conosce. Arrivederci amico mio. Mentre guidavo verso casa ho messo la "sua" musica a palla e ho pianto tutte le lacrime che avevo.

Questo post è dedicato a tutti gli amici di Facebook, di cui molti ancora non sanno cos’è successo; agli amici salseri che leggono il mio blog e a tutti i cialtroni che come me gli volevano bene.

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Tag: nel quotidiano, profondità e altezze

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Mar 02

… che dura dal 12 febbraio scorso: venerdì.
Mio padre è stato ricoverato d’urgenza in ospedale. Gli era salita improvvisamente la febbre e comparsa una tosse fastidiosa. Dopo il ricovero dello scorso ottobre - di cui ho scritto qui - si temeva un nuovo focolaio. Eppoi, negli ultimi giorni mangiava pochissimo e beveva ancor meno. Un rapido consulto con il medico e poi la mia decisione di ricoverarlo immediatamente. Mia madre ha una forte idiosincrasia verso le strutture ospedaliere; come sente la parola ricovero il suo cervello si rifiuta di collaborare e minimizza. Dall’altra parte, invece, mia sorella maggiore - che si sente il "capofamiglia" - insisteva per farlo ricoverare ed io in mezzo a decidere fra i due litiganti. Dopo una serie di telefonate e mille discussione (inutili) ho minacciato di portarlo giù di peso!

Trenta minuti dopo l’ambulanza era sotto casa. Mia madre con lo sguardo rassegnato e spaurito è salita in auto e via in pronto soccorso. Due ore dopo papà era già in stanza, con la flebo attaccata, in attesa del medico. Un tempo record per il pronto soccorso di Udine, e forse per tutti. Mentre attendevo cercavo di organizzare la giornata seguente: dovevo annullare le lezioni, ma anche tutti gli appuntamenti e gli impegni lavorativi della settimana. Sentivo che la situazione era seria e guardando mamma così spaurita capivo che avrei dovuto occuparmi anche di lei. Era notte fonda quando finalmente la febbre è scesa e la situazione stabile ci permetteva di rientrare a casa. Così è iniziata.

E il sabato seguente è finita, o almeno credevamo tutti fosse finita. L’ospedale infatti dichiarava che era tutto a posto: nessuna polmonite, polmoni puliti, così come le vie respiratorie. La febbre scesa, l’anemia compensata con una trasfusione (ma perché era anemico nessuno l’ha detto) e di conseguenza lo dimettevano… ma con assistenza infermieristica a domicilio. Già. Perché papà non riesce più a bere normalmente e quindi va fatta la flebo di idratazione a giorni alterni. Tutto bene allora. Forse. Perché io avevo notato una pancia gonfia in modo anomalo e avevo chiesto lumi al dottorino di turno. Dottore cos’ha? Una visita veloce e: Niente… è tutto a posto, stia tranquilla. Ma tanto tranquilla non ero. Papà tornava a casa ma secondo me non era la mossa migliore.

Infatti, venerdì scorso è rientrato.
Ancora con la febbre alta e una pancia così gonfia che sembra di otto mesi.
La giostra ricomincia a girare: ricovero urgente e attesa di una diagnosi. Che questa volta dovranno darmi. Costi quel che costi.

Pubblicato da Bellissimagin | Commenti (4)

Tag: nel quotidiano

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Mar 02

Una decisione importante, significativa per la presenza italiana in Cina. Padre Matteo Ricci sara’ il testimonial dell’Italia all’Expo’ di Shangahi, che si terra’ dal 1 maggio al 31 ottobre. Una gigantografia di questo grande intellettuale e missionario campeggera’ infatti all’ingresso del padiglione italiano a sottolineare l’attualita’ delle via del dialogo con la cultura cinese iniziata 400 anni fa dal gesuita marchigiano.
  E nella metropoli cinese sara’ anche riproposta la mostra “A servizio del Signore del Cielo” che ha riscosso nei giorni scorsi uno straordinario successo a Pechino. Un Convegno Internazionale si aprira’ domani alla Gregoriana e proseguira’ a Macerata con l’intervento del card. Camillo Ruini, presidente del Comitato per il Progetto Culturale . (AGI)



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Mar 02

Ecco la nota AP sul viaggio degli Israeliani in Cina. (vedi post precedente)
La delegazione israeliana recatasi a Pechino la scorsa settimana ha fornito ai responsabili cinesi informazioni dettagliate di intelligence sul programma nucleare iraniano, per convincere la Cina che Teheran sta cercando di fabbricare la bomba atomica. Lo ha detto una fonte diplomatica al quotidiano israeliano Haaretz.

La delegazione, guidata dal ministro per gli Affari Strategici Moshe Yaalon e dal governatore della Banca Centrale israeliana Stanley Fischer, ha cercato di persuadere il governo cinese ad appoggiare un inasprimento delle sanzioni contro l’Iran, fornendo “tutte le informazioni di intelligence a disposizione di Israele”, ha detto il diplomatico. Gli israeliani hanno hanno fatto presente ai cinesi che se l’Iran aumenterà il prezzo del petrolio se si doterà della bomba atomica, e la Cina importa dall’Iran una significativa quota di greggio.



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Mar 02

Interessante il botta e risposta di oggi, anche per le fonti e i luoghi.
Sulla agenzia ufficiale cinese grande rilevanza alle dichiarazioni rilasciate a Washington dall’Ambasciatore Cinese ll’ONU Zhou Wenzhon, che di fatto ha sottolineato come “gli Usa rispettino gli interessi (interni) Cinese” aggiungendo come “non esistono stanze di compromesso” per quanto riguarda i temi di sovranità e integrità territoriale.
A breve giro sulle agenzie arriva invece da Beijing, non dall’Onu o dagli Usa, la “mano tesa” dell’Ambasciatore Americano che dichiara ” risolveremo i problemi per rilanciare le relazioni…”.
Insomma come dire “quanto fatto dagli americani nelle ultime settimane non è ancora stato digerito, anzi appare chiaro dalle dichiarazioni di Zhou che se gli americani non torneranno ufficialmente sulle posizioni degli accordi sottoscritti nella visita di Obama, difficile che il tutto passi con “una pacca sulla spalla”.
Per contro gli Americani hanno perso la parola e hanno lasciato al loro Ambasciatore lo scomodo ruolo di pacificatore di una situazione ingarbugliata in cui si sono andati a ficcare ma che ora sembra non sappiano come uscirne. 
Di seguito il testo delle dichiarazioni dell’Ambasciatore Cinese all’ONU:China’s ambassador to the United States has urged Washington to respect China’s core interests and major concerns and abide by the principles enshrined in the three Sino-U.S. Joints Communiques and the Sino-U.S. Joint Declaration.

Sino-U.S. relations have deteriorated recently due to Washington’s announcement of weapon sales to Taiwan, President Barack Obama’s meeting with the Dalai Lama, and trade disputes between the two countries, Ambassador Zhou Wenzhong said in an interview with Xinhua on Friday.

“The U.S. side should take concrete measures to undo the negative effect,” said Zhou, adding that the healthy and stable development of Sino-U.S. relations conforms to the common interests of both countries and peoples.

“There is no room for compromise” on the key issues of sovereignty and territorial integrity, which are specified as fundamental principles in the three joint communiques and the joint declaration, Zhou said.

Overall, Sino-U.S. relations have developed smoothly in recent years, Zhou said. Dialogue and cooperation have been the main stream of Sino-U.S. relations, and respecting and taking care of each other’s core interests and major concerns is an important prerequisite for stable development of bilateral ties, he said.

“Both countries should follow the principles defined by the Sino-U.S. Joints Communiques and the Sino-U.S. Joint Declaration, and in particular they should respect each other’s sovereignty and territorial integrity, so as to ensure the healthy and stable development of bilateral relations,” he said.

At the end of January, the Obama administration announced plans to sell an arms package to Taiwan, which included Patriot missiles, Black Hawk helicopters and minesweepers. On Feb. 18, Obama met with the Dalai Lama in Washington, regardless of China’s repeated and resolute opposition to the meeting.

Both China and the United States agree that the fundamental principle of respect for each other’ sovereignty and territorial integrity is at the core of the three Sino-U.S. joint communiques and the joint declaration which guide Sino-U.S. relations, and that respecting each other’s core interests is extremely important to ensure steady progress in China-U.S. relations.

Neither side supports any attempt by any force to undermine this principle.   Di seguito le dichiarazioni dell’Ambasciatore Americano in Cina:
“Abbiamo avuto alcune questioni su cui siamo stati in disaccordo, ma siamo stati sempre in grado di risolvere i nostri problemi e fare passi avanti nelle questioni piu’ importanti”. L’ambasciatore americano a Pechino, Jon Huntsman, esprime cosi’ ottimismo sulla possibilita’ che Stati Uniti e Cina, dopo i mesi di tensione dovuti prima al braccio di ferro su Google, poi alla vendita di armi a Taiwan, culminate con l’incontro di Barack Obama con il Dalai Lama alla Casa Bianca, possano “ritrovarsi presto” e “concentrarsi sulle questioni di interesse globale per il resto dell’anno”.

Intervistato dall’agenzia ufficiale cinese Xinhua a margine di una cerimonia alla Renmin University in Cina, il rappresentante di Washington si e’ detto quindi “molto ottimista” sulle relazioni tra Cina e Stati Uniti, dal momento che questo “sono cresciute costantemente” da quando i due paesi hanno ristabilito relazioni diplomatiche oltre 30 anni fa.



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Feb 28

Le scarpe con il tacco alto hanno un grande potere seduttivo; sono sexy, slanciano e rendono molto femminile il nostro incedere. Alzi la mano chi non ha mai "sbavato" davanti a un paio di Manolo Blahnik? Be’ sbavato forse no, ma svenute sì, visti i prezzi. E allora a noi. Se siete dotate di gambe piuttosto "in carne", con caviglia forte e polpaccio da terzino, ci sono alcune regole che dovete tener presente prima lanciarvi nello shopping. La regola è semplice: gambe forti tacco forte (cioè largo), gambe sottili tacco sottile. In questo modo le proporzioni fra tacco e gamba si compenseranno mimetizzando gli eccessi. Per quanto riguarda l’altezza invece, il tacco minimo è 5 cm. - ebbene sì, spiacente per le amanti del "rasoterra" ma la salute della schiena richiede un tacco minimo fisiologico - mentre il massimo è 7-8 per il giorno e 9-10 per la sera. E i tacchi 12 o 15? Lasciamoli agli stilisti in cerca di sensazionalismo da passerella e agli equilibristi. Le donne d’oggi corrono e sui trampoli si corre il rischio di cadere! Leggi tutto…

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Tag: gestione immagine, belle oltre la 46

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Feb 28

21.11.2008 - 25.01.2009

la_mostra.jpg

La mostra, aperta fino al 25 gennaio 2009 al Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo, è un progetto che vuole valorizzare la memoria storica e culturale delle imprese italiane nel loro crescere e divenire identità intellettuale di un Paese.

Grazie alla contestualizzazione espositiva di opere d’arte, di prodotti, di progetti e documenti storici, che rappresentano il mondo sotteso all’agire produttivo di gran parte delle imprese italiane, la mostra si pone come felice chiave di lettura e connubio in cui, in maniera tangibile, è possibile osservare le interazioni proprio tra il mondo imprenditoriale e il mondo culturale.

Le imprese, infatti, da sempre hanno saputo intercettare e valersi del mondo intellettuale italiano, apportando al prodotto quel valore aggiunto che ha generato il tanto apprezzato e riconosciuto “Made in Italy”.

Per questo, luogo ideale ad esprimere a pieno le stratificazioni culturali come l’identità collettiva dell’ “eccellenza” italiana, sintesi e origine di questo interagire dinamico con l’evoluzione dei tempi, è risultato il Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo. La Soprintendenza al polo Museale Romano, in maniera acuta e nel pieno spirito dei tempi, ha fornito l’opportunità che la mostra potesse essere ospitata nei suoi prestigiosi spazi, come prosecuzione logica di quella chiave di lettura che vuole i luoghi della memoria, luoghi vivi e interattivi. Castel Sant’Angelo, prima sepolcro dell’imperatore Adriano (123 d.C.), poi fortezza papale e prigione, a seguito delle sue mille metamorfosi, è l’identificazione massima dunque “di quel passato che diviene futuro”.

Memoria, identità e futuro sono i tre momenti fondanti del progetto, che si traducono nella formulazione delle tre aree tematiche della mostra: Storie di LoghiStorie di Nomi,Luoghi d’Amore, i cui passaggi integrati vengono scanditi da suggestive installazioni interattive e multimediali.

In Storie di Loghi, i presupposti della mostra vengono fruiti attraverso quattro sezioni:Impresa e ComunicazioneImpresa e Arte,Impresa e DesignImpresa e Innovazione. Tra queste sezioni, si inserisce in maniera trasversale una quinta chiave di lettura: quella riservata all’Architettura.

Nelle sale di Clemente VIII è stata allestita la sezione dedicata a Impresa e comunicazione, mostrando come un’azienda ha promosso all’esterno i suoi prodotti avvalendosi spesso di artisti, grafici, designer famosi italiani e non. In queste sale sono esposti manifesti, inserzioni pubblicitarie, “caroselli”, in una chermesse anche mediatica sul modo di comunicare.

Nella sala di Apollo è allestita la sezioneImpresa ed arte, dove sono esposte le opere di quegli artisti come Dudovich, Bertolucci, Andy Warhol, Pomodoro, Cambellotti, Dalì che si sono cimentati o si cimentano nella creazione di vere opere dedicate alla interazione con il mondo imprenditoriale: manifesti pubblicitari, quadri, sculture e riviste. In questa logica e con lo spirito di favorire nuovi processi culturali sono state contestualizzate le opere di artisti contemporanei come Carla Accardi e Franco Guerzoni (dettagli).

Nelle sale dell’Armeria inferiore, la sezioneImpresa e design snoda il percorso narrativo attraverso gli oggetti più noti di progettisti e designers italiani come Mari, Munari, Zanuso le cui creazioni sono entrate nella storia del “design”, contribuendo alla nascita del “Made in Italy“.

Nelle sale del Giretto di Alessandro VI, la sezione Impresa e innovazione presenta attraverso oggetti storici, plastici e manifesti le storie di quelle aziende che si sono contraddistinte per capacità innovativa, produttiva e tecnologia.

Nelle sale del Giretto di Pio IV si articola la sezione dedicata a Storie di Nomi, in cui l’accento è stato posto sulla valorizzazione del “saper fare impresa” intorno all’imprenditore o all’imprenditrice che hanno saputo interpretare, in un determinato momento storico, guardando e avvalendosene, i movimenti intellettuali e artistici del momento. Sono persone che, oltre a rimanere nella storia per la loro capacità imprenditoriale, hanno avuto un’incidenza a volte anche fondamentale nella cultura italiana segnando una importante linea di demarcazione tra l’essere semplicemente imprenditori e l’esserlo in maniera “illuminata”.

Nelle sale dell’Armeria inferioreLuoghi d’Amore si pone e apre una finestra sull’innovazione nei territori italiani. L’attenzione si concentra in quei luoghi o territori nei quali si sono sviluppate le eccellenze del Made in Italy identificative in alcune circostanze e di importanti realtà museali e di riconoscibilità del rapporto tra Brand e Territorio.

Il percorso espositivo termina nel Bookshop, dove è possibile portare a casa un estratto dei ricordi e delle emozioni che ha suscitato la visita!

Le storie delle aziende raccontate in mostra sono conservate integralmente nel Catalogo, che offre un approfondito excursus sulla storia dell’imprenditoria, dell’arte e della comunicazione italiana lungo due secoli di storia.

Nel bookshop, inoltre, acquistando l’originalissimo Catalogo Smart è possibile collezionare le immagini più significative degli oggetti in mostra.

fonte: comunytation.myblog.it » Vai al post originale

Feb 28

“Mai troppo tempo in uno stesso posto, come i guerriglieri, come gli ufo, come gli occhi bianchi degli ergastolani.”

Roberto Bolaño, Primo manifesto infrarealista, 1976.

Ho fatto un primo imperfetto tentativo di traduzione di “Déjenlo todo, nuevamente”: sta su mirumir 2.0 a questo indirizzo.

fonte: mirumir.blogspot.com » Vai al post originale

Feb 28

Oggi dalle 3 del pomeriggio ora locale (le vostre 8 di mattina), il premier cinese Wen Jiabao è in Chat e risponde alle migliaia di domande che stanno arrivando in via telematica.
A quando un Berlusconi in Chat anche in Italia??
Sarebbe un bel gesto, un segno per riconoscere l’importanza dei Social Media quale asset del futuro sociale che avanza e l’apertura di un contatto “digitale” reale e poter rispondere, alle crescenti critiche e ai “pruriti mediatici” per ben altri “contatti” portati poi dritti a ricoprire alte cariche politiche, senza passare dal via. (veline ed affini).
Caro Presidente: la “politica della televisione” se analizzata a fondo e senza pregiudizi (od interessi), sembra stia contribuendo in maniera determinante allo scollamento crescente tra cittadino ed eletto, visto che i programmi di opinione, così come i giornali di riferimento, sono visti e seguiti solo da una esigua minoranza di cittadini, una sorta di elitè.
Penso sappia come il Corriere della Sera sia di fatto letto solo dal 2% della popolazione, mentre il sistema dei quotidiani su cui si fanno le quotidiane guerre mediatiche di questi tempi, lo sia solo dal 10%??
E i talk show alla Vespa? Solo il 3 – 4% della popolazione!. Un’inezia
La questione che sembra emergere chiaramente è come, più si continui con questa politica mediatica quale veicolo dell’azione politica nazionale e locale, più lo scollamento cresca. Non è quindi casuale il successo crescente della Lega che guarda caso fa esattamente il contrario ed agisce sul terreno del rapporto diretto tra persone, indirizzando le relazioni e gli sforzi a salvaguardare ben precise problematiche e non generiche dichiarazioni d’intenti.
Quindi il pragmatismo reale delle Lega sta lentamente intaccando il mediatico- apparire del PDL che sempre più lontano dai propri elettori ed incollato SOLO grazie alla sua figura carismatica, sta di fatto “squagliandosi al sole”.
Le opposizioni poi sono sparite, perché tutte prese a cercare di competerle sul piano mediatico, dove oggettivamente appiano nettamente inferiori sia per competenze che per mezzi, nel contempo si sono dimenticate delle proprie origini e delle proprie identità, più pensate per un talk – show od una pubblicità di prodotto, che per una reale e convinta azione nel sociale e quale alternativa politica per il paese.
Per cui partire dalla Rete, dove non esiste il paracadute e dove il contatto è diretto, vero, non intermediato da nessuno e dove si è “nudi” di fronte alla tastiera, unito ad un contemporaneo ritorno dei partiti a fare politica per le strade, in un rapporto diretto tra eletti ed elettori e non più negli studi televisivi come ora ed una legge elettorale che rispecchi questa dinamica e non quella da Talent Tv Show attuale, potrà sicuramente aiutare l’Italia a travasare il meglio che comunque esiste, verso la costruzione di un futuro migliore di quello attuale, fatto solo di scontri mediatici e dei “furbetti della politica” che sguazzano e proliferano in questo mondo politico disconnesso ormai dalla realtà e che vive solo nella propria “bolla mediatica”.
Bene, detto questo, la Cina, sempre citata quale esempio negativo con tanto di accuse dai campioni della rete, Google in testa, oggi ha dato sicuramente una pesante lezione ai paesi occidentali e lanciato una sfida che sarebbe il caso di accettare, magari istituzionalizzando un incontro periodico, stile il discorso del Presidente alla radio negli USA, un “question time” fatto tutto sulla rete, evitando così il teatrino delle accuse dell’“uso improprio” dello spazio pubblico e dell’assenza di contraddittorio, come invece le accade sempre quando usa i media televisivi per i suoi interventi.
Di sicuro l’italia all’ascolto sarà diversa da quella televisiva o giornalistica a cui è abituato. Ma la generazione del futuro e i “nati digitali” del paese sono tutti li e quale asset vero del paese, una visione lungimirante dovrebbe suggerire la necessità di creare con un contatto diretto e costante, otre ad essere anche un bel esempio di dialogo tra generazioni che manca nella vita politica italiana.
Sperando di vederla presto in Chat.
Cordiali saluti da Shanghai.

Di seguito i contenuti della Chattata di Web Jiabao

Premier Wen vows to prevent possible inflation 2010-02-27 16:28:31

China-U.S. trade disputes must be settled through negotiations: Wen 2010-02-27 16:45:02

Premier Wen says to help foreign firms in China enjoy “national treatment” 2010-02-27 16:43:49

Chinese Premer hopes to maintain good trade relation with U.S. 2010-02-27 16:34:04

Premier vows to tame “wild horse” of skyrocketing housing prices 2010-02-27 16:09:33

Premier Wen stresses fair distribution of social wealth 2010-02-27 15:57:38

China still faces serious employment pressure, says Premier Wen 2010-02-27 15:30:14

Chinese premier encourages university graduates to start own businesses 2010-02-27 16:04:12

Chinese Premier urges people to read more 2010-02-27 16:20:46

Premier Wen says to advance reform of household registration system 2010-02-27 16:08:23

Wen confident in economy 2010-02-27 15:37:16

Premier: China’s massive stimulus plan proved effective 2010-02-27 15:38:15

Premier: “dignity” of people lies in protection of Constitutional rights, freedom 2010-02-27 15:33:29

Wen starts online chat 2010-02-27 15:05:11

Wen to face massive queries 2010-02-27 12:39:32

Chinese Premier Wen Jiabao arrives for online talk with netizens 2010-02-27 15:03:54

Biographical sketch of Wen Jiabao 2010-02-27 11:21:38

Premier Wen spends Lunar New Year with ethnic villagers 2010-02-26 16:04:24

Premier visits drought-hit southwest China ahead of Spring Festival 2010-02-26 16:10:37

Premier visits blizzard-hit Xinjiang, promising relief measures 2010-02-20 16:58:49

Chinese Premier stresses development of social undertakings 2010-02-20 17:14:40

Chinese Premier calls for faster economic adjustment 2010-02-20 16:35:14

Premier Wen says China-Japan ties at crucial stage, urges mutual trust 2010-02-20 16:51:59

Chinese Premier seeks opinions on draft of education reform plan 2010-02-20 16:31:08

Premier visits drought-hit southwest China ahead of Spring Festival 2010-02-20 16:30:06

Premier Wen welcomes more foreign experts to work in China 2010-02-20 16:37:50

Premier Wen spends Lunar New Year with ethnic villagers 2010-02-20 16:28:55



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Feb 28


Da Affari Italiani 27 Febbraio 2010


di Luca Maria de Grazia
avvocato

Riprendo il discorso portato avanti con l’articolo pubblicato nei giorni scorsi, e mi sembra giusto precisare alcune altre cose.

Sto leggendo su internet i commenti più disparati, in linea di massima quasi tutti tendenti al catastrofismo, si grida all’attentato alla libertà di iniziativa economica, alla libertà di espressione,l’Italia è stata paragonata alla CinaAndiamo con ordine, fermo restando e ribadendo nella maniera più assoluta che ogni commento dovrebbe essere effettuato, nel bene e nel male, solamente dopo avere letto la motivazione della sentenza.

Per ora si sa soltanto che i dirigenti di Google sono stati condannati per violazione del D.Lgs. n.196/2003. Punto e basta.

Ecco, il primo “refuso”. Non è stata condannata Google, ma alcuni suoi dirigenti. Sono state condannate delle persone che probabilmente hanno omesso di svolgere, di esercitare quel potere/dovere di controllo sulla struttura amministrata.
Non dimentichiamo che la responsabilità penale è personale, ora anche una società può essere condannata per varie violazioni (vedi il D.Lgs n.231/2001), ma si tratta di responsabilità concorrenti e che non si escludono a vicenda.
Ecco chi sono: ex presidente del consiglio di amministrazione di Google Italy, David Carl Drummond, un ex membro del consiglio di amministrazione e Ceo di Google Italy, George De Los Reyes, il responsabile delle politiche sulla privacy europeo di Google, Peter Fleitcher, e Arvind Desikan, l’ex-responsabile di Google Video per l’Europa.
Poi, il paragone con la Cina… qui è stato un giudice, organo della magistratura, che ha emesso una sentenza, che è appellabile, mentre per la vicenda Google in Cina si è trattato di una imposizione governativa. 

Ci siamo dimenticati la differenza e la distinzione tra i poteri costituzionali? Governo, Parlamento, Magistratura? Non ritengo che sia troppo corretto parlare delle interferenze tra questi poteri solamente in alcuni casi… o lo si fa sempre o non lo si fa mai. Almeno da un punto di vista logico dovrebbe essere così.
Poi se passiamo ad esaminare più specificatamente la vicenda, da quanto risulterebbe (sempre se confermato):
 il video NON E’ STATO rimosso immediatamente. Il video è stato online più o meno due mesi raggiungendo il primo posto tra i video più visti nella categoria “video divertenti”. Ogni commento è superfluo.
 Il capo di imputazione dovrebbe essere relativo alla violazione di alcuni articoli del D.Lgs. n.196/2003. Come ha scritto un mio carissimo e validissimo collega,  Google semplicemente si rifiuta di accettare che si applichi la legge sulla privacy. Avrebbe potuto sollevare l’eccezione di non competenza del Tribunale di Milano. Se ha accettato di essere giudicata dal Giudice Italiano, dovrà pur accettarne le conseguenze. O no?
 Il trattamento dei dati personali da parte di Google dovrebbe, tra l’altro, essere previamente condizionato dall’adesione della medesima ai c.d. safe harbor; in caso contrario per definizione della legge il trattamento dei dati personali, per di più sensibili, è vietato! Posso essere d’accordo che il D.Lgs. n.196/2003 sia una legge difficile da applicare, che possa costituire delle pastoie per certe attività, ma mi sembra che non si possa lasciare al singolo la libertà di scelta su quanto rispettare le legge e quando no.
• Una possibile obiezione potrebbe essere che attraverso la pubblicazione del video siano  stati individuati i colpevoli. Ma sarebbe stato considerato ben diversamente il comportamento di Google qualora avesse presentato lei stessa denuncia alla autorità competenti. Ma così non è stato! e passiamo al punto successivo…
 Penso si possa tranquillamente affermare che Google viva mettendo a disposizione informazioni, le quali fanno da volano per il traffico degli utenti, il quale traffico rende la pubblicità un investimento con margini di profitto piuttosto ampi. Google afferma che la messa a disposizione delle informazioni è il suo business fondamentale. Se questo è il loro prodotto/servizio, come tutti coloro che vendono un prodotto/servizio, ne ha la responsabilità. 
 La libertà di internet: come ho più volte ed in tempi non sospetti scritto, se la libertà significa poter liberamente pubblicare anche cose del genere, e se limitarle suscita reazioni di questo tipo, allora occorre prendere atto che il senso della misura non è più di questi tempi.
Sinceramente, mi lascia molto più sconfortato il coro di proteste che la sentenza, almeno per ora.



fonte: yibuyibu.blogspot.com » Vai al post originale

Feb 28

Update: Continuo a confermare la posizione espressa nel post precedente che sul caso di Google condannata per il video pubblicato su Youtube e di come siano del tutto fuoi luogo i richiami alla “violata lesa libertà”, con tanto di intervento addirittura dell’Ambasciatore Americano.
Di seguito il parere di un avvocato pubblicato su Affari Italiani sulla vicenda:

di Luca Maria de Grazia
avvocato

Video contro down, condannati tre dirigenti di Google
Google/ L’antitrust europea apre un’indagine sul motore di ricerca per presunte pratiche anticoncorrenziali
La fine della “Google era”. Di G. Morello
Google, ma quale censura. Di A. Fattori
Come tutti ormai sanno, dei dirigenti di Google sono stati condannati dal Tribunale (penale) di Milano in relazione alla vicenda che riguardava la messa on line su YouTube di video concernenti ragazzi affetti dalla sindrome di down.
Ne ho lette di tutti i colori… vediamo se si riesce ad esaminare quanto è successo con un minimo di obiettività.
Allora, prima di tutto sarebbe corretto ed opportuno che i commentatori (specialmente quelli con formazione giuridica, mi sia consentito) attendessero il deposito della motivazione della sentenza, in quanto è solamente dalla motivazione che si può esattamente comprendere l’iter logico che ha seguito il magistrato.
In secondo luogo, sembra che la società sia stata condannata per illecito trattamento dei dati personali, conseguenza di una informativa relativa al trattamento di dati sensibili carente o non esistente, mentre il magistrato non avrebbe assolutamente toccato il discorso (previsto dal D.Lgs n.70/2003) della responsabilità dell’hosting provider o del fornitore di servizi c.d. di “caching” (nello specifico articoli 13 e 14 del citato decreto).
Ora, è sufficiente andare ad esaminare quella che è la struttura delle “Condizioni Generali” che Google propone all’utente al momento della formazione dell’account per capire come queste non possano essere applicate al diritto italiano o, più esattamente, corrano il rischio di essere (quasi) totalmente disattese nella applicazione pratica. Vediamo perché.

Il discorso fondamentale da fare è il seguente:
1. spuntare una casella in un form web e rifarlo subito dopo per accettare, come previsto, delle condizioni generali di contratto espressamente previste come tali ex artt. 1341 e 1342 del codice civile, semplicemente non è sottoscrizione. In altre parole quello che viene chiamato “point & click” non rientra in quelle forme di sottoscrizione [eh, già, si chiama sottoscrizione nel diritto la "firma" :-) ] previste dal Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) come parificabili ad una, appunto, sottoscrizione autografa.

2. La conseguenza che tutte le clausole che rientrino negli artt. 1341 e 1342  sono da considerarsi come “non accettate” dall’utente.

3. manca l’informativa concernente il trattamento dei dati personali collegati all’utilizzazione dell’account (vedi art.13 D.Lgs. n.196/2003 ; l’art.26 del D.Lgs. n.196/2003 recita, tra le altre cose:
Art. 26. Garanzie per i dati sensibili
1. I dati sensibili possono essere oggetto di trattamento solo con il consenso scritto dell’interessato e previa autorizzazione del Garante, nell’osservanza dei presupposti e dei limiti stabiliti dal presente codice, nonché dalla legge e dai regolamenti.
quindi, oltre a mancare l’informativa, senza la quale (ricordo) qualunque consenso è non correttamente prestato [la conseguenza della mancanza del consenso è l'illegittimità di qualunque trattamento di dati personali e ricordo ancora che, ci piaccia o no, il D.Lgs. n.196/2003 NON E' la legge sulla "privacy" (leggi "praivasi" :-( ) ma la regolamentazione dei trattamenti dei dati personali, concetti molto molto più ampi della semplice riservatezza (termine italiano per tradurre correttamente "privacy"], oltre a mancare l’informativa, manca anche ogni esplicita autorizzazione al trattamento dei dati sensibili, sia nel rapporto diciamo Google / Utente, sia - direi quasi ovviamente - nel rapporto Utente / soggetto interessato)
.
In pratica, il sillogismo è questo:
• l’utente per poter correttamente utilizzare dati sensibili deve aver previamente acquisito il consenso dell’interessato;
• si applica totalmente il D.Lgs. n.196/2003 in quanto, anche se si trattasse di uso personale, essendo il “documento” destinato alla diffusione (tra l’altro è espressamente vietata la diffusione dei dati sensibili) non si applicherebbe la quasi totale esenzione dal D.Lgs. n.196/2003 prevista per i trattamenti a scopo solo personale
• chi ha fornito i mezzi all’utente per violare la legge è corresponsabile (infatti ci si dimentica che comunque chi ha commesso il fatto è stato sottoposto a giudizio, mentre qui si discuteva della responsabilità anche del soggetto che avesse consentito la diffusione del video).

Sinceramente, non mi sembra proprio violazione delle fondamentali libertà di espressione, ma semplicemente rispetto della normativa.

Che poi Google per propria scelta “politica” decida di considerarsi (ma non è la sola, anche Microsoft, tanto per non far nomi, non adatta i contratti relativi ai propri software ai vari paesi, traduce semplicemente l’originario contratto di diritto Usa. nelle varie lingue) al di sopra della legge, e decida di adottare dei sistemi di “sottoscrizione” e quindi di auto tutela non corrispondenti a quello che stabilisce la normativa italiana, a mio modesto parere rientra in quella che viene considerata la c.d. “gestione del rischio“, ovvero mi faccio quattro conti e decido se rispettare la legge a puntino oppure rischiare.

Scelta sicuramente legittima, ma poi non ci si deve lamentare se la legge… arriva e punisce



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Feb 26

 
Ricordate il post scritto lo scorso anno sul miglior mascara in commercio? Be’ è giunto il momento di fare un aggiornamento. C’è infatti un nuovo prodotto in profumeria che si difende molto bene: è il mascara Diorshow Extase, volumizzante, incurvante, oversize ad alta definizione. Lo sto provando da quattro settimane con notevole soddisfazione. L’effetto volume è buono, riesce davvero a raddoppiare lo spessore delle ciglia - peccato che non sia anche un po’ allungante, sarebbe stato perfetto. La pasta è morbida e permette quindi diverse passate prima di indurire. Non so ancora la durata, ma spero sia maggiore rispetto al Diorshow classico che a fatica raggiunge i due mesi (ed è già un traguardo). Il colore? Rigorosamente nero. Prezzo online € 26,00.

Pubblicato da Bellissimagin | Commenti (3)

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Feb 26

Agenda dell’Innovazione Smau, School of Management del Politecnico di Milano 2009

Il ruolo delle ICT per la Direzione Marketing e Commerciale

Le ICT hanno giocato un ruolo importante nell’innovazione dei processi della funzione Marketing e Commerciale. Circa tre quarti dei partecipanti all’indagine reputa rilevante (46%) o molto rilevante (28%) il supporto che le ICT hanno fornito negli ultimi tre anni all’innovazione dei processi (Figura 3.1). Se guardiamo ai prossimi tre anni, è addirittura la quasi totalità dei Responsabili Marketing e Commerciali ad aspettarsi un ruolo rilevante (più di un partecipante su 3) o molto rilevante (addirittura quasi due partecipanti su 3) delle ICT nell’innovazione dei processi della propria funzione. Entrando nel merito del supporto alle specifiche attività che caratterizzano la Direzione Marketing e Commerciale (Figura 3.2), dall’analisi emerge come il ruolo delle ICT venga percepito come rilevante o molto rilevante per la maggior parte delle attività.

Con specifico riferimento alle attività di Marketing, il ruolo delle ICT negli ultimi 3 anni è stato valutato come rilevante o molto rilevante da più del 70% dei partecipanti all’indagine per le attività di Gestione della Reportistica, di Analisi clienti e segmentazione e di Gestione dei clienti. Da notare, tuttavia, come anche per tutte le altre attività - Ricerche di mercato, Previsione della domanda, Implementazione di campagne promozionali, Misura dei risultati delle campagne e Comunicazione - più della metà dei Responsabili Marketing e Commerciali reputi il ruolo delle ICT rilevante o molto rilevante.

Per quanto riguarda le attività commerciali, circa il 70% degli intervistati ha segnalato come molto rilevante o rilevante il ruolo delle ICT nella Gestione del canale di vendita, mentre una percentuale di poco inferiore, ha segnalato le attività di Erogazione dei servizi post-vendita e la Gestione della forza vendita.

L’importanza del ruolo delle ICT viene ulteriormente confermata se guardiamo alle previsioni sui prossimi 3 anni nei quali, per tutte le attività, è sempre atteso un ruolo rilevante o molto rilevante delle ICT.

L’analisi sui prossimi 3 anni, permette anche di individuare, attraverso l’adozione di uno specifico indicatore, le attività su cui è atteso un incremento maggiore del valore delle ICT a supporto della Direzione Marketing e Commerciale (Figura 3.3).

Per quanto riguarda il Marketing, gli intervistati, nei prossimi 3 anni, si attendono un significativo incremento di rilevanza nel ruolo delle ICT a supporto delle attività di Comunicazione, di Implementazione di campagne promozionali, di Analisi clienti e segmentazione e di Misura dei risultati delle campagne. Anche le Ricerche di mercato, la Previsione della domanda e la Gestione clienti rappresentano attività per le quali ci si aspetta un ruolo crescente del supporto fornito dalle ICT.

Per quanto riguarda le attività commerciali, l’Erogazione di servizi post-vendita è quella su cui è atteso il maggiore incremento di rilevanza delle ICT, seguita dalla Gestione della forza di vendita e dalla Gestione del canale di vendita.

 

La relazione tra Direzione Marketing e Commerciale e Direzione ICT

Nonostante il ruolo rilevante che le ICT hanno giocato nell’innovazione dei processi e nel supporto alle attività della funzione Marketing e Commerciale, circa la metà dei partecipanti all’indagine valuta il supporto fornito dalla Direzione ICT come decisamente migliorabile: il 47% per quanto riguarda lo sviluppo di nuovi progetti, il 42% per quanto concerne il supporto nella gestione delle attività correnti.

L’altra metà dei Responsabili Marketing e Commerciali valuta positivamente il supporto fornito dalla Direzione ICT, sia per il supporto nello sviluppo di nuovi progetti (valutato come buono dal 42% dei Responsabili Marketing e Commerciali e come ottimo dal 7%), sia per il supporto delle ICT nella gestione delle attività correnti (valutato come buono dal 48% e come ottimo dal 7% dei Responsabili Marketing e Commerciali).

Una percentuale esigua (3-4%) dei Responsabili Marketing e Commerciali, infine, ha giudicato il supporto fornito dalla Direzione ICT come pessimo.

Se guardiamo alle principali criticità messe in evidenza nella collaborazione tra Direzione Marketing e Commerciale e Direzione ICT, non si evidenzia una netta prevalenza di una problematica rispetto ad un’altra.

Prevalgono, anche se in modo non marcato, le criticità derivanti dal Disallineamento strategico tra le due funzioni e dalle Tensioni nel processo di budgeting (la prima con il 42% delle risposte, la seconda con il 37%).

Vengono inoltre evidenziate come criticità rilevanti il Gap tra le esigenze della Direzione Marketing e Commerciale e le funzionalità implementate dalla Direzione ICT e lo Scarso supporto da parte della Direzione ICT nell’avvio e nella diffusione di nuove soluzioni agli utenti e nell’analisi e valutazione dei progetti ICT. Fonte Osservatori SMAU

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Feb 26

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Dopo il primo Flash Mob della Calabria che ha coinvolto più di 200 persone nel realizzare la scritta “Love Me”, sulla spiaggia di Catanzaro, in anteprima verranno presentate le fotografie inedite dell’evento, grazie alla collaborazione con l’Associazione Fotografica “La Lanterna”, che ha realizzato le foto domenica scorsa, con uno staff di 6 fotografi coordinati dal fiduciario provinciale FIAF Danilo Assara.  Verrà proiettato un video con il sottofondo musicale della colonna sonora della manifestazione “Love Full” dei Cardigans, che successivamente sarà inserito sul canale YouTube FlashMobCZ, sarà anche l’occasione di rivedere le immagini per chi ha partecipato ma anche per chi non era presente. La mostra si terrà Venerdì 26 Febbraio alle ore 18.00 presso la location di un nuovo locale di Catanzaro situato in viale progresso, Senso Unico aperitive-restaurant-pub con degustazione di Birra da Mangiare e Dolce alla Birra.

x info Andrea Cantelmi 3402898314

fonte: comunytation.myblog.it » Vai al post originale

Feb 26

- Emanuele buonasera.
- Buonasera, buonasera. Scusatemi di non essere con voi, però il mio primo pensiero era di andare a ritrovare la mia famiglia qua.
- Ecco, dunque lui oggi ha fatto un’intervista al quotidiano l’Opinione dicendo: “Ma insomma qualunque cosa faccio non va bene. Se lavoro magari nei fondi di investimento dicono che faccio un lavoro plebeo, e se non lavoro dicono che campo di rendita e non va bene, e se… insomma, l’unica cosa che non mi può essere rimproverata è di fare il re”, sostanzialmente, insomma. Vabbe’. Siccome questo non è immediatamente possibile bisogna accontentarsi.
- E poi non è affatto… poi soprattutto non è affatto la mia idea, diciamo.
- Ecco, appunto. Allora come è andata? Ditemi insomma la verità o comunque avviciniamoci. Quando siete stati eliminati la prima sera…

[Ieri sera a Porta a Porta Bruno Vespa voleva sapere da Emanuele Filiberto la verità. O comunque avvicinarcisi.]

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Feb 26

Il giro di vite per “stroncare” il gioco on line in Cina, ha avuto una stretta in questi giorni.

“China arrests over 900 for online gambling crimes
BEIJING, Feb. 25 (Xinhua) — Chinese police had cracked 210 online gambling crimes and arrested 918 suspects in the 13 days ending Feb. 20, an official with the Ministry of Public Security (MPS) said Wednesday.
Gu Jian, vice director of the bureau of cyber security under the ministry, said the ministry also cracked another 122 less severe cases and punished 351 people in the same period.
He did not provide further details about the cases.
Eight Party departments, government ministries and financial regulatory bodies including the MPS and the People’s Bank of China, jointly launched a seven-month-long nationwide campaign to curb online gambling on Feb. 8.
The campaign, according to an earlier statement from the MPS, targets “major and severe cases, and would arrest domestic and foreign groups that organize online gambling and severely punish the offenders.”
Online gambling has seriously disturbed social and economic order, and has drawn strong complaints from the public, Gu said



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Feb 26

Ogni volta che si parla di rete, sui titoli dei giornali, le parole “libertà” e “Cina” sono sempre utilizzate quali valori positivi ed esempi negativi, con i quali in molti, troppi poi tendono a difendere / giustificare il proprio agire.
Google è stata condannata da un tribunale italiano per violazione della Privacy nel caso del ragazzo perseguitato dai suoi coetanei che poi ne hanno pubblicato il video su YouTube.
Subito i vertici della società americana (e molta stampa) si sono scaldati, invocando “la violazione della Libertà della rete in Italia e che l’Italia è come la Cina”.
Entrambe le affermazioni, in questo caso, non sono assolutamente calzanti, anche perché in questo caso è tutto, tranne che un caso di censura contro YouTube.
Infatti i giudici hanno solo applicato la legge, in particolare per quello che in termini giuridici si definisce “la responsabilità oggettiva” della società e dei suoi vertici di fronte alla legge, quando questa viene violata, sia da propri dipendenti che da propri servizi / clienti / partners.
Il problema però di fondo, è che pensando a se stessa, troppo spesso Google pensa di poter godere di una extra-territorialità de facto, la stessa che ha finito per portarla sul banco degli imputati per evasione fiscale, vista la “triangolazione” sull’Irlanda dei fatturati Italiani (e conseguente evasione fiscale), un modo molto “old economy” per gestire i propri affari o sul caso dei diritti d’autore violati nel caso degli scrittori di tutto il mondo. ( cinesi compresi!)
Nel caso del ragazzo “sbattuto” su Internet, la libertà non c’entra nulla. Perché se è vero che chi ha pubblicato quel video è colui che va perseguito, oggettivamente, Google ha consentito che ciò accadesse, nel senso che il servizio di sua proprietà ha la “spiccata” potenzialità di dare notorietà planetaria ma anche “sputtanamenti” di pari rilevanza.
Per cui, come del resto si intende per “oggettivo”, Google – Youtube, hanno il compito / obbligo di vigilare affinché non si compiano “abusi” o peggio, si usi il servizio per altri fini, diversi da quelli “buoni” che tutti si augurano siano la norma.
Se poi come dichiarato da Google “controllare tutto è qualcosa di “impossibile”, questa appare una giustificazione di comodo, visto che da quando mondo è mondo, gli editori e Google – Youtube è equiparabile ad un editore del 20° secolo, sono spesso finiti nella aule di tribunali per quanto pubblicato sui propri canali.
Ovviamente il compito di vigilare di Google – Youtube, se comparato con quello degli editori tradizionale, è improbo, vista la tipologia della sua rete e i quasi 1 Miliardo di video pubblicati sulla propria piattaforma Youtube.
Ma ciò non basta a giustificare il rifiuto alla “oggettiva” responsabilità che Google – Youtube devono accettare, visto che fa parte degli Oneri – Onori di cui gode e grazie ai quali è divento un colosso a livello mondiale in termini economici e finanziari.
Non scordiamoci che attraverso i video che “gratuitamente” gli utenti pubblicano, Google – Youtube ne hanno fatto un business di advertising per se stessi (senza ricompensare i propri utenti!).
Quindi invece di chiamare ogni volta la “guerra santa”, Google – Youtube cerchino di trovare la giusta maniera affinché episodi del genere non abbiano a ripetersi, perché il ragazzo oggetto degli abusi, ne avrà un ricordo profondo che rischia di segnarlo per tutta la vita. E questo chi glielo ripaga??
Per quanto le regole vigenti appaiono spesso sicuramente antiquate per giudicare episodi sui Social Media, come nel caso della responsabilità oggettiva degli editori 2.0, dove di fatto sono spesso più piattaforme che editori nel senso classico, non va però dimenticato come il mondo della rete sia solo una parte, per quanto importante, della società umana.
E per quanto ci si augura che le dinamiche che la rete sta innovando costantemente da una quindicina di anni, possano continuare a migliorare anche la società civile offline, occorre però anche trovare un modo meno “fondamentalista” di un perenne scontro tra reale – virtuale, analogico – digitale, vecchio – nuovo, che invece rischia di far regredire non di poco.
L’esempio è sotto gli occhi di tutti: più si alza il “tiro” dichiarando la legittimità di certi atti web 2.0 ( vedi questioni sui diritti d’autori, blogger, identità – wifi ..) più la risposta dei legislatori occidentali ( Francia, Italia etc…) si fa stringente, perché li porta a scegliere di regolamentare di più, per paura che la rete, possa non essere solo un nuovo media innovativo, ma prima di tutto, un mezzo per cambiare gli status quo della società.
Una strategia perdente, perché la “rivoluzione silenziosa” che Internet è in grado di realizzare, non ha bisogno di scontri, visto che dove arriva, provoca sempre cambiamenti duraturi del tutto naturali, senza forzature.
Quindi che Google voglia ergersi a portavoce della difesa della nostra libertà, mentre nella realtà, come giusto che sia, sta di fatto difendendo i propri interessi aziendali nel mondo, rischia di strumentalizzare la “naturale” bellezza della rete.
Quella che aspira al prossimo Premio Nobel per la Pace, quella che come le Madre Teresa di Calcutta e i Gandhi, non hanno alcun bisogno di alcuno scontro per portare il “verbo” e contribuire a cambiare il mondo nel suo profondo, per sempre.
Quindi Google, oggettivamente, la smetta di parlare di cose che sono “ancora più grandi di loro” e pensi a fare ancora meglio quello che sta già facendo egregiamente, potenziando i suoi controlli, come stanno facendo i cugini di Facebook, cosa che probabilmente non li fa più dormire la notte!



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Feb 26

Il problema sembra essere non se, ma solo quando.
Gli Israeliani con una missione diplomatica ad altissimo livello, arrivano per la fine del mese in Cina. 
Una missione molto delicata, un’azione diretta che potrebbe essere il preludio di un “cambiamento di strategia” nei confronti delle continue provocazioni iraniane e lo spettro della possibilità che a breve anche l’Iran possa entrare nel ristretto giro dei paesi con la propria bomba atomica.
La missione in terra cinese è fondamentale, visto che ufficialmente cercherà di ottenere un supporto concreto cinese  per nuove sanzioni contro l’Iran. Ma c’è un ma.
Non è un mistero che gli Israeliani non credano alla soluzione diplomatica e al contrario, siano favorevoli ad un attacco preventivo contro le installazioni Iraniane, come del resto fecero nell’81 con Iraq dove distrussero il reattore nucleare di Saddam Hussein o molto più recentemente, contro alcune installazioni in Syria, azione che rischiò di portare i due paesi ad un conflitto armato.
Con l’Iran, Israele sembra ora voler giocare d’anticipo, visto che Mahmoud Ahmadinejad ha dichiarato più volte che intende “distruggere Israele”, una minaccia che a Gerusalemme prendono molto seriamente.A complicare tutto la posizione Americana, impantanata sui due fronti  militari in Iraq e in Afghanistan, situazione che impedisce agli Usa di poter giocare il “peso deterrente” della minaccia di un proprio intervento diretto, perchè non sarebbe sostenibile sul piano miliatare, visto che l’esercito americano può essere presente solo su due fronti contemporaneamente.Da qui le crescenti “libertà” e minaccie Iraniane, che sanno di non correre rischi su quel fronte e la contemporanea consapevolezza di Israele di “dover fare da soli”.
Ed ecco il “succo” della della missione Israeliana in Cina, cercare di creare un canale d’intesa con il quale poter poi mettere in pratica ciò che ormai appare inevitatabile: l’attacco di Israele all’Iran.Israele è pronta a ciò, così come sono pronti anche sul piano delle inevitabili ritorsioni, visto che anche gli ultimi rifugi anti-atomici sono stati approntati. 
L’appoggio e il dialogo con la Cina, serve più che “disinnescare il problema Iraniano”; ad evitare che questa azione possa aggravare la già tesa situazione tra Usa e Cina possa e si possa così precipitare in guerra aperta, visto lo stretto rapporto che lega Usa ed Israele e che potrebbe far pensare ad un  qualche “suggerimento” americano nell’azione programmata.
Da qui le pubbliche dichiarazioni Americane che sottolineano come non intendono attaccare l’Iran, dichiarazioni che invece di “tranquillizzare”, sembrano essere il segnale che l’azioni da tempo pensata in Israele, stia entrando nella sua fase operativa.E che qualcosa, dopo la visita degli emissari Israeliani in Cina, possa accadere, sembra ahimè ormai inevitabile.Come le recenti tensioni interne all’Iran e l’instabilità che lo stanno caratterizzando, qualcosa che sembra essere tutt’altro che “solo” interno, visto che una eventuale “contro rivoluzione”, potrebbe essere l’ultima speranza per evitare che gli Israeliani si sentano in dovere di agire direttamente.
Ora si tratta di vedere se e cosa la Cina potrà dire agli Israeliani, affinchè possa dissuaderli ad usare la forza, lasciando da parte antichi timori e cercando invece, di continuare a collaborare con le organizzazioni internazionali per una soluzione pacifica.
La speranza è l’ultima a morire, ma il filo Israeliano è da tempo troppo teso, al limite della rottura.



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Feb 24

Essendo
NEL PDL E’ LA VOLONTA’ DEL SUO POPOLO “LIBERO…DI ESSERE SE STESSO UN’AZZORRO TRICOLORE CHE SFIDA I TEMPI E GLI SPAZI DELL’EUROPA E DEL MONDO SOLO ESSENDO SE ST

In modo
MI SONO ISCITTO AL VS PARTITO. PER FAVORE LIBERALIZZATE DEL TUTTO LA PUBBLICITA’ SANITARIA PER LE STRUTTURE SANITARIE PRIVATE IN MODO DA FARSI CONOSCERE LIBERAMENTE

Con calma
bisogna far dei mega campi O.N.U.,in libia o al polo nord.tutti gli irregolari,vanno portati li’ di peso,senza se e semza ma.poi con calma li si porta ai loro paesi.

Pölitica
NEL PDL C’E’ UN POPOLO! MA POI C’E’ IL PARTITO-POLITICO CHE NON VUOLE ESSERE ESPRESSIONE DI QUEL POPOLO MA UNA “IKEA PER PROPRIO POTERE”ASSEMBLATA SOLO PER OTTEN

Silvio,
Great spirits have always encountered violent opposition from mediocre minds – Albert Einstein.

A vario titolo
troppa gente africana,magrebina circola liberamente a vario titolo nel paese. e’ ora di far un censimento,controllarli uno a uno.E’ UNO SCHIFO!!!

Kanta che ti passa
LA LEGGE MORALE DENTRO DI ME IL CIELO AZZURRO SOPRA DI ME… ITALIA, LA MIA CASA !

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Feb 24

Leggo sul Corriere la proposta che il Presidente delle Camera Fini, intende fare dopo le elezioni regionali per migliorare il livello di fiducia tra istituzioni e cittadini.
LISTE PULITE - Il numero uno di Montecitorio lancia anche la sua personale proposta sulle “liste pulite” andando oltre il piano di Berlusconi di escludere dalle elezioni i candidati corrotti. «Se domani - è il pensiero del co-fondatore del Pdl - il Parlamento approvasse col voto di tutti una leggina per cui chi è condannato con sentenza definitiva per reati contro la Pubblica Amministrazione per 5 anni non si può candidare, la pubblica opinione direbbe “meno male”, reagirebbe positivamente, e le istituzioni politiche acquisterebbero un tassello di fiducia in più rispetto a oggi».
Mi permetto di consigliare al Presidente della Camera che la legge, affinchè la pubblica opinione possa finalmente dire “meno male”, dovrebbe prevedere l’esclusione a vita dalla vita politica per chi è stato condannato in via definitiva per reati contro la Pubblica Amministrazione ( corruzione etc…:)
Questa si che sarebbe una vera Rivoluzione e una riforma molto sentita. Non il passare dalla galera di Monopoliana memoria!!



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Feb 24

Occorre guardare in faccia il problema e combatterlo duramente piuttosto che “minimizzarlo” sperando che passi da solo, come una influenza!! http://ping.fm/3Fwih



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Feb 24

Il Financial Times ha pubblicato la notizia dell’individuazione dell’hacker cinese responsabile dell’attacco a Google e ad altre aziende internazionali, avvenuto qualche settimane fa.Si tratterebbe di un giovane cinese esperto in informatica, al momento freelance. Sarebbe stato lui a compilare il codice utilizzato nei cyber attacchi a Google e ad altre 30 aziende scoperti a gennaio scorso. Il codice malevolo avrebbe sfruttato una vulnerabilità di Internet Explorer all’epoca dei fatti ancora sconosciuta, questo bug ha permesso di installare lo spyware all’interno di centinaia di PC e server.

Non è ancora chiaro se il Governo di Pechino è coinvolto nella vicenda, le indagini della NSA proseguono e non passa giorno che non vi siano nuove indiscrezioni.

Al momento, la minaccia di Google di lasciare la Cina non è ancora stata messa in atto, anche su questo fronte si attendono ulteriori sviluppi. (PcTuner.net)



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Feb 22

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L’originale manifestazione patrocinata dall’Assessorato al Turismo del comune di Catanzaro che si svolgerà Domenica 21 Febbraio alle ore 15.00 sul lungomare di Catanzaro si terrà regolarmente. Fotografo ufficiale della kermesse sarà Danilo Assara, fiduciario provinciale della FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche), in questi giorni è curatore della mostra in grande formato sulla vita del giudice Salvatore Blasco ospitata presso i locali di Palazzo Fazzari,  vincitore nel gennaio 2005 del concorso fotografico “Click d’Autore” con la fotografia “Sola” si classifica secondo exequo alla VII Biennale Internazionale dell’Arte Fotografica Orizzonte Portfolio del 2007. La famosa conduttrice televisiva Deborah Felli sarà la madrina del primo flash mob della Calabria, il palco sarà predisposto sul lungomare di Catanzaro tra il Marrone Glacè e il Cremino In. Rinnoviamo pertanto l’invito a partecipare in massa per lanciare un messaggio d’amore alla meravigliosa terra calabra.

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Feb 22

 È stato amore a prima vista, ve lo dico subito.

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Feb 22

In anteprima, dopo aver rivisto con attenzione le performances dei diversi artisti, visto il fuso  (obbiamo andare a dormire !) siamo costretti a “rivelare” i risultati e la Classifica finale del 60° Festival della Canzone Italiana, direttamente da Shanghai, classifica che gli Hacker cinesi, confermano essere tale!!
1° Pupo - Principe Emanuele di Savoia con la canzone: “Italia Amore Mio”2° Noemi con la canzone “Per tutta la vita”3° Marco Mengoni ( versione Solis String Quartet), con la canzone: “Credimi Ancora”
Va fatto notare come il primo posto della canzone “Italia Amore Mio”, non sia mai stato in discussione e che ha surclassato le pur originali performaces soprattutto di Marco Menegoni, sicuramente ritenuto, dalla attentissima giuria cinese, “un artista molto interessante” e quindi è stato decretato il vincitore del premio dalla “critica”.
Un commento è d’obbligo: grande vantaggio la canzione vincitrice se lo è costruito utilizzando le “leve sonore classiche” che ci caratterizzano in tutto il mondo ed ora sembra essere sulla strada della famosissima canzone di Cotugno “sono un italiano vero”, che dopo le nostre arie d’opera, prima di tutto il mitico “vincerò” e l’innarrivabile “O Sole Mio”, oramai spesso eseguito in versione Cinese sulle televisioni nazonali, è canzone molto nota all’estero.
Ora tocca al televoto italiano. I Cinesi hanno votato!! (gli Hackers anche)….



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Feb 22

Dopo il voto dalla Cina, il verdetto del 60° Festival della Canzone Italiana, sembra confermare in parte le anticipazioni fatte nella notte cinese.
O meglio, sembra confermarlo in pieno, anche alla luce del 4° posto di Noemi e il prepotente ingresso di Valerio Scanu alla testa.
Il primo commento della parte cinese alla lettura dei risultati è stato “agli Italiani sembra non piacere più la musica tradizionale“.
Tradotto: “perchè vergognarsi se poi vinceva un brano “tipicamente Italiano?”.
Un commento che un pò spiazza se letto alla luce anche delle “proteste” che hanno caratterizzato la serata finale e di orchestrali che stracciano gli spartiti e così via.
Perchè dovremmo vergognarci di una canzione che, forse ruffianamente, va dritta ai valori e le soronità tradizionali e forse dice quello che tutti si pensa (o vorrebbero pensare) ma che nessuno ha il coraggio poi di dire in pubblico, quasi fosse una cosa obsoleta, antiquata??.
Che gusto c’è a vedere vincere una canzone che sembrava la riedizioni delle Mietta e Minghi di qualche tempo fa, costruita a tavolino anch’essa ma per altre ragioni di tipo prettamente commerciale?
Sicuramente “Amici” crea un “pacchetto di voti” fedeli che consente al cantante di turno di arrivare al festival ben in vantaggio rispetto ai suoi concorrenti, ma allora perchè gli orchestrali volevano dichiarare il proprio voto, che pesa il 50% del giudizio finale??
Cosa c’è sotto o dietro a questo che da 60° è il Festival degli Italiani??
Speriamo che non si scoprano “altarini” anche qua e qualche “sotterfugio” di qualcuno interessato ai ritorni economici del risultato, in grado di manipolarli a proprio piacimento.
Sarebbe poi triste spiegare ai cinesi che non solo agli italiani sembrano non piacere più le canzoni di taglio tradizionale (anche se ruffiane ;), ma che tutto, in un paese democratico e avvezzo al voto come il nostro, era finto, truccato!!  Un pò come la nostra legge elettorale??
E allora si intoni ancora la canzone giunta al secondo posto, quale monito, auspicio, visto che se  nemmeno sul festival della canzone riusciamo a metterci d’accordo, è il caso di chiudere “baracca e burattini” per sempre.
L’Italia altrimenti è Over!



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Feb 22

In linea con i precedenti post e che mi trova completamente allineato (oggi su Affari Italiani):
L’inquadratura è stretta, quella tipica di un film. Si vede un viso concentrato. Si capisce che l’uomo sta facendo degli attenti calcoli geometrici. Il campo visuale si allarga, viene inquadrato il busto che si protende in avanti. Le sue mani tengono saldamente l’attrezzo, indubbiamente ne ha piena padronanza. Nella testa dell’uomo si delineano complicate geometrie, vuole arrivare a bersaglio ma non ci può arrivare direttamente, deve prima poter effettuare diversi rimbalzi. Un ultimo momento di concentrazione prima di sferrare il colpo… centro! Così a prima vista sembrerebbe una scena che si svolge attorno ad un tavolo di biliardo. Invece no. E’ la scena che si ripete, tutti i giorni, mille volte al giorno intorno al tavolo che regge il laptop dell’hacker di turno. Che c’entra tutto questo? Pare che recentemente alcuni hacker cinesi abbiano sferrato un attacco ai server di Google e di alcune aziende americane. E pare che il tutto sia partito da alcune università cinesi, la Shanghai Jiaotong e la Lanxiang Vocational School. La prima riportata come università di scienze informatiche e la seconda come università nata da una iniziativa dell’esercito. Bum! Maledetti cinesi. E giù fiumi di inchiostro. 
Torniamo al biliardo. A seconda del gioco e delle sue regole, a volte è possibile spedire la palla in buca direttamente, altre volte è necessario dover colpire prima almeno una sponda. Nel mondo degli attacchi informatici, quelli seri, accade invece che la regola vigente sia sempre e solo quella del rimbalzo. Nessuno ha interesse a farsi beccare con le mani nel sacco, è quindi prassi prima di lanciare un attacco informatico quella di compromettere uno o più server da frapporre tra chi attacca e il bersaglio finale. Possibilmente scegliendo server ubicati in paesi diversi e possibilmente in contrasto politico fra di loro, così che le rispettive polizie non possano collaborare. Così facendo ricostruire le tracce e risalire all’attaccante sarà infinitamente più complicato. Una sorta di polizza-vita insomma. Pare che questa regola valga per tutti gli hacker del mondo, tranne che per i cinesi. Gli hacker cinesi sono stupidi, attaccano senza frapporre nessun server di rimbalzo. Peggio, attaccano direttamente da server riconducibili ad organizzazioni nate dalla volontà dell’esercito popolare. Sfacciataggine in salsa cze-chuan. Ma ne siamo così sicuri? 
Ragioniamo. Che gli hacker cinesi esistano e facciano il loro dannato lavoro è un dato di fatto. E quando lo fanno, lo fanno pure in maniera efficace. Che motivo avrebbero di farlo in maniera altrettanto stupida? Perché farsi beccare con le zampe nella marmellata? E così spesso poi, specialmente da un paio d’anni a questa parte e specialmente dopo che la stampa internazionale ha cominciato a parlarne diffusamente?Ipotesi: e se i cinesi facessero spesso da sponda inconsapevole per attacchi originati da qualche altro governo, che ha tutto l’interesse a gettare la colpa su di loro? Magari un governo occidentale? Non è che i governi occidentali si possano propriamente considerare immacolati. Gli Usa fecero ampio uso della rete di spionaggio denominata Echelon ai danni delle industrie europee. Il consorzio Airbus ne sa qualcosa nella annosa lotta contro la Boeing. E la Francia? Non fu da meno, a farne le spese qualche anno fa fu una azienda militare italiana di livello. Parliamo sempre di spionaggio tecnologico ed informatico. Poi il mondo è piccolo e tra gli hacker è un po’ come tra i rugbisti. Prima ti sferro un cazzotto sul campo, poi ti invito fuori la sera a bere una birra. E fu così’ che una sera mi ritrovai al tavolo di un caffè in un paese asiatico con altre due persone. Quello alla mia sinistra era quello che per conto dell’industria militare francese cercava di fare le scarpe alla famosa azienda militare italiana, a suon di colpi sapientemente rimbalzati digitalmente da una paese all’altro. Quello alla mia destra era colui che era preposto alla difesa digitale della stessa. Decisamente una situazione originale, indubbiamente una birra sorseggiata con gusto. Tutto questo per farvi riflettere sul fatto che dietro i cinesi, non sempre si cela Mao. R.P.Leggi il precedente: Google - Cina: e se fosse Cyberterrorismo??



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Feb 20

02moulin-rouge-sanremoUna giornalista, durante la trasmissione di Maurizio Costanzo "Sanremo? Parliamone", chiede alla Clerici come mai entri spesso in scena zoppicando. La risposta è semplice: "Non sono capace di camminare con i tacchi! E pensare che mi sono anche fatta modificare le scarpe passando da 15 a 12 cm."

Ok. Permettetemi di restare interdetta di fronte a tale affermazione. E’ proprio necessario indossare scarpe disumane e innaturali, rischiando, fra l’altro di rompersi l’osso del collo? Se lo scopo era quello di "slanciarla"… ahimé, dovevano puntare sugli abiti e non sull’altezza delle scarpe. Ma poi, perché snaturare la sua naturale bellezza? Antonella non è né alta né magra, lo sappiamo. Ma è bellissima così, nella sua rotondità di madre. Datele un paio di scarpe dai tacchi normali, che le permettano di camminare in modo elegante e non come una papera grossa e affaticata. Vestitela con abiti giusti, che valorizzano la figura; con tessuti opachi che accarezzano il corpo - non è necessario vestirsi solo di nero, ci sono anche variazioni di blu, verde e rosso che con i suoi colori chiari starebbero divinamente - e non con tessuti sberluccicanti simil carta stagnola che ingrasserebbero anche la Bruni. Cercano di nascondere le braccia con applicazioni che le rendono ancora più voluminose. Perché invece non dotarla di maniche? E le scollature? Con un seno così prorompente gli scolli rotondi non sono certo indicati! Diciamocela tutta: i costumisti e gli stilisti non sono ancora pronti a vestire con dignità ed eleganza una donna Donna come Antonella Clerici. E’ più facile vestire un palo della luce, tanto quello è senza curve!

Pubblicato da Bellissimagin | Commenti (1)

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Feb 20

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“Love Me” il primo flash mob della Calabria, patrocinato dall’Assessorato al Turismo del Comune di Catanzaro Roberto Talarico, si terrà Domenica 21 Febbraio alle ore 15.00 sul Lungomare di Catanzaro, di fronte il monumento ai caduti del mare “Ancora” dell’architetto Fausto Rippa, in concomitanza alla grande manifestazione “Carnevale d’Amare”. Alla fine della manifestazione la spiaggia di Catanzaro si trasformerà in una grande discoteca. Madrina d’eccezione di “Love Me” sarà la famosa presentatrice Deborah Felli. Il gruppo su facebook “Flash Mob Catanzaro” ha raggiunto i 1000 utenti, e le altre città calabresi hanno creato gruppi simili, segno di una rinascita culturale della città capoluogo di regione, che fa tendenza in tutto l’hinterland.  L’ideatore l’art director Pierpaolo Voci è stato inserito tra gli amministratori del Gruppo nazionale Flash Mob Italia, lo stesso ha già ottenuto un grande successo mediatico anche sulla stampa nazionale. Flash Mob Catanzaro rispetto agli altri eventi simili in Italia è stato un evento atipico in quanto si è focalizzata l’attenzione sul Marketing Territoriale, cercando di veicolare l’immagine del capoluogo al di fuori dei confini regionali. Fin dall’inizio gli organizzatori hanno dato un duplice significato all’evento oltre al San Valentino esso rappresenta un messaggio d’amore dei cittadini nei confronti del territorio, “Amami” “Ama Me”, è la Calabria che te lo chiede!

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Feb 20

Ieri c’è stata la visita del Dalai Lama ad Obama.
Fin qui apparentemente nulla di nuovo.
Ma non è invece così in questo caso, visto che gli USA durante la visita di Obama a Beijing, avevano firmato un accordo quadro (vedi precedente post) che di fatto metteva una “pietra tombale” sul tema di un Tibet indipendente, tanto che Obama (e gli USA con lui) riconosceva formalmente essere “solo una questione cinese”.
Per non parlare del capitolo riguardante Taiwan (leggere il post).
Bene, dall’inizio del 2010 prima la vendita delle armi a Taiwan e ora la visita del Dalai Lama. 
L’impressione che i Cinesi ne stanno traendo è che l’amministrazione Obama si sta comportando da Voltagabbana e comincia a serpeggiare il dubbio che sia tra le più “deboli” amministrazioni americane di sempre, nel senso che le altre i patti e le contrapposizioni li avevano hanno sempre coerentemente rispettate.
Invece Obama scende a Beijing e fa l’amico dei cinesi e promette, sottoscrive nero su bianco, che sulle principali questioni c’è un accordo completo. Poi riparte e dice e fa cose che vanno contro le parole sottoscritte poche ore prima.
Questo è un atteggiamento che preoccupa molto i cinesi, più delle questioni stesse, visto che il Dalai Lama nella sostanza non è un rischio reale, ma lo è una amministrazione americana senza una chiara rotta. Su tutto!!
Così dopo anni di investimenti convinti nella locomotiva americana, ora i cinesi stanno tirando i “remi in barca” perchè cominiciano ad essere convinti che come Obama mente e disattende gli accordi con loro, nulla vieta che stia accadendo anche in madre patria, per esempio per quanto rigaurda la gestione del debito e le riforme necessarie e promesse per salvare gli USA dalla bancarotta.
I cinesi non vogliono ritrovarsi miliardi di “cambiali americane” che non saranno mai pagate. E quindi ora chiedono ufficialmente agli americani, a partire dalla questione Dalai Lama, un serio modo di agire per il futuro.
Di seguito il richiamo ufficiale cinese alla amministrazione americana (Link)



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Feb 20


PIRATERIA”E’ da un ateneo e da una scuola cinesi
che sono partiti gli attacchi a Google”La rivelazione pubblicata dal New York Times, che cita l’inchiesta della Nsa. Usate come basi la Jiaotong University di Pechino e un istituto professionale finanziato dalle forze armate
"E' da un ateneo e da una scuola cinesi che sono partiti gli attacchi a Google"NEW YORK - Due istituti accademici cinesi sarebbero all’origine di numerosi attacchi informatici contro aziende occidentali, comprese le caselle di posta di Google di alcuni attivisti per i diritti umani: a sostenerlo, in un articolo pubblicato oggi, è il New York Times.

La vicenda ha contribuito, negli ultimi tempi, a rendere tese le relazioni tra Washington e Pechino. Secondo il quotidiano statunitense, gli attacchi sarebbero iniziati nello scorso mese di aprile, molti mesi prima di quanto si era pensato inizialmente: le indagini della National Security Agency hanno portato prima a dei server taiwanesi, per poi finire alla Jiaotong University di Shanghai e a un istituto professionale di Lanxiang finanziato dalle forze armate.

Gli analisti sostengono che l’ipotesi più probabile è che gli istituti siano stati usati dal governo cinese come base per gli attacchi informatici. Non si può escludere, però, un’altra ricostruzione, e cioè che quegli stessi istituti servissero come copertura a servizi di paesi terzi. O che l’intera operazione sia stata organizzata ai fini ai fini di spionaggio industriale. (Repubblica)



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Feb 20


Napoli è a migliaia di chilometri, ma qualcosa sembra accumunarla nel profondo con i cinesi: le tradizioni ( e le superstizioni).
Ieri alla mezzanotte in Cina infatti sono “ripartiti” i fuochi d’artificio.
Questa volta non quale continuazione o ritardato festeggiamento per il nuovo anno della tigre o per qualche inaugurazione di qualche negozio o qualche ingresso in qualche nuova casa.
Questa volta tutto ciò faceva parte del rito propiziatorio per invocare il Dio della Fortuna affinchè tornasse sulla terra (forse scappato per i botti di fine anno!!)
E’ infatti tradizione che al 5° giorno del nuovo anno cinese, si cerchi di “convincerlo” in tutte le maniere , botti compresi, affinchè l’anno appena iniziato possa essere fortunato. …  
Curioso il fatto che sempre nella tradizione cinese, i botti siano nel contempo utilizzati per “scacciare” i maligni e i fantasmi. 
Da queste parti, a forza di botti quindi si invoca fortuna e si evitano le disgrazie. Ecco la ragione profonda per cui i Cinesi nei secoli sono diventati “campioni” del settore, per necessità e convinzione. La stessa per la quale i Napoletani nella specialità non sono secondi a nessuno.
Sicuramente una bella lotta di botti e di superstizioni che accomuna nel profondo Cinesi e Napoletani!! 
Per cui non resta che augurare: “Buona Fortuna” a tutti!



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Feb 20

Nelle scorse settimane si è assistito ad un “botta e risposta” tra Usa e Cina che in qualche maniera ha intaccato lo spirito di grande sinergia ( e fiducia) che esisteva tra i due paesi e che aveva portato la Cina a divenire il primo creditore dei Titoli di Stato Usa.
Dopo quelle che i cinesi hanno ritenuto essere state autentiche “provocazioni” gratuite, come la fornitura di armi a Taiwan o il prossimo incontro tra Obama e il Dalai Lama ma soprattutto dopo non aver ricevuto le richieste garanzie a tutela del proprio imponente credito con gli Usa, sembra ora essere prevalsa a Beijing l’idea che l’America possa divenire un potenziale futuro problema, prima di tutto finanziario.
Per cui, detto - fatto, i cinesi nel dicembre 2009, hanno tagliato ben 34,2 Miliardi delle proprie partecipazioni sul debito Usa, lasciandosi così “superare” dal Giappone, che ora è diventato ufficialmente il primo creditore assoluto degli Stati Uniti.
Infatti nello stesso periodo, il Giappone ha aumentato la propria partecipazione di titoli del tesoro Usa di 11,5 Miliardi, arrivando alla quota di 768,8 Miliardi di dollari, superando la Cina ora attestata a 755,4 Miliardi di dollari. 
Una sorta di compensazione all’alleggerimento Cinese sembrano poi essere state le azioni di copertura della Gran Bretagna, che ha incrementato la propria quota di titoli Usa da 277,6 Miliardi di dollari di Novembre, a 302.5 Miliardi di dollari a Dicembre e del Brasile che ha aumentato da 157,1 a 160.6 miliardi di dollari la propria partecipazione al debito Usa.
Tra l’altro va segnalato come il Giappone, ora primo creditore degli Usa, esso stesso stia attraversando una fase di profonda crisi strutturale che potrebbe in futuro aggravarsi, tanto da rischiare un possibile Default paese.
Attorno al debito Usa si stanno giocando in queste settimane alcune partite prima di tutto di politica – internazionale, piuttosto che azioni puramente finanziarie ed economiche.
La prova sta nel fatto che mentre alcuni governi nazionali “amici degli Usa”, hanno aumentato la propria quota, nel frattempo gli investitori privati abbiano iniziato a ridurre la propria partecipazione al debito Usa (700 Milioni di dollari).
Va ricordato come nel 2008 gli investitori stranieri aumentarono le proprie partecipazioni sul debito americano di ben 456 Miliardi di dollari. 
Poi arrivò la crisi finanziaria e dopo una prima stagnazione, ora si sta profilando una “ritirata” di massa degli investitori stranieri, molto preoccupati anche dal fatto che il Governo Usa rischia ora di dover alzare i tassi di interesse per evitare l’emorragia dei propri investitori, a partire dalla Cina, ma questo però finirebbe per pesare in maniera significativa sul deficit federale,
Tra l’altro le ultime mosse del governo americano non tranquillizzano, visto che il primo febbraio è stato annunciato un deficit per l’anno 2010 che toccherà i 1,56 trilioni di dollari.
L’analisi cinese che sta dietro l’alleggerimento di dicembre, posizione del resto condivisa da molti analisti, sembra quindi essere di una generale sfiducia in questo piano che invece di risolvere, rischia di rinnescare una spirale simile a quella che portò alla precedente crisi finanziaria.
Per cui, di fronte alle “sterili” promesse di Obama che intende iniziare a risolvere il problema dell’enorme disavanzo attraverso la costituzione di una commissione che dovrà definirne le modalità di taglio, i cinesi, quale atto di sfiducia anche all’azione proposta da Obama, hanno preferito portarsi avanti, iniziando una sorta di disimpegno che potrebbe continuare nei prossimi mesi.
Qualcosa che potrebbe anche subire un’accelerata se le iniziative del governo americano, invece di attaccare il problema finanziario di cui soffrono e che potrebbe contagiare il mondo intero, continueranno a metter al centro della propria agenda “litigiosità” del tutto fuori luogo, in momenti delicati come quelli odierni e la non remota possibilità dell’aprirsi di nuovi fronti internazionali, quale per esempio quello medio orientale, che potrebbero portare gli Usa diritti alla bancarotta.
Qualcosa che preoccupa i Cinesi, per cui il disimpegno sul debito è stato sicuramente anche un “forte” messaggio inviato a Washington affinché si torni a discutere presto sulle priorità reali.
I cinesi infatti non sono più così sicuri che a Washington abbiano le idee chiare su come uscire dalla situazione attuale.



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Feb 18

Re Mago
Caro Pres. sei il RE-MAGO, della comunicazione. verbale, e via etere, e oggi permetti che tutti i canali d’infomazione radio-televisivi ogni istante del gio. ti sputa

Troppo
governano i magistrati, è una magistratozia. Siamo stati TROPPO BUONI per TROPPI ANNI, ed ora ci becchiamo i clandestini, i PM di SX, i giornalisti che calunniano etc

Contento
puttana eva come sarei contento di vedervi tutti in galera , in manette , a marcire , tangestisti corrotti e puttane malefiche .

Interessante
cari Sostenitori del pdl - anch’io condivido i vostri valori - vivo tra Paris e Milano; in questi mesi , in Francia, è d’attualità un interessante dibattito sull’

Ma
sono del pdl ma sono orgogliosamente ebreo, se candidate nel lazio celori votero bonino e riconsegnero la tessera del pdl, premesso risiedo a roma.

Sapientoni
Ennesimo ceffone del democratico Obama ai nostri cosiddetti democratici.Gli USA contruiranni altre centrali nucleari.E ora come la mettiamo,sapientoni del PD e IDV ?

Sembra
a me sembra che contro Berlusconi e il suo Governo ci siano attacchi concentrici a scadenza regolare sta a noi contrastarli con il nostro voto

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Feb 18

- Ciao mamma, come va.
- Ho la febbre.
- Vabbe’, influenza.
- Ma no, è che sabato alla festa in maschera devo aver urlato troppo.
- È sicuramente quello. Papà?
- Ha urlato anche lui.
- Quanta febbre?
- Eh?
- In gradi, tipo.
- Ah, no, abbiamo il termometro rotto!
- …
- Il mercurio non si muoveva più, stava fermo lì. Allora papà l’ha messo nell’acqua bollente.
- Ecco.
- Ma così, per sperimentare. Adesso è impazzito.
- Papà.
- No, il termometro. Fa 42°.
- Eh.
- Ma ti pare, se avevamo 42°.
- …
- Minimo minimo deliravamo.

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Feb 16

Si Comunica che la manifestazione “love Me”, il Primo Flash Mob della Calabria prevista per la giornata di San Valentino, è stata rinviata a data da destinarsi per le avverse condizioni metereologiche. Probabilmente verrà accorpata ad uno degli eventi di “Carnevale d’Amare” la kermesse carnascialesca che si concluderà il 21 Febbraio con una grande sfilata di carri allegorici.logo bianco love.jpg

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Feb 16

Dopo
DOPO I FATTI DI CRONACA A MILANO NON SI PARLI D’INTEGRAZIONE SCLETERATA A TUTTI I COSTI SENZA REGOLE X LA SICUREZZA URBANA DEI CITTADINI NON SI INSEGUI LE IDEE FOLLI

Stanchezza
I Compagni del P.D., siccome non sanno cosa Vuole dire LAVORARE…Si indignano se chi Lavora Veramente per togliersi la Stanchezza, si è fatto un Massaggio Rilassa

Cimice
I PM sinistri interccettano Bertolaso perchè non hanno a mia girato la cimice a Bologna negli affari tra CCC Coop rossa il Comune sinistro e la nuova area per la Ducat

Solito
E’allucinante assistere al solito gioco al massacro del solito magistrato in cerca di notorietà nei confronti della persona retta e operativa qual’è BERTOLASO. Vergo

Bandelliani
il movimento bandelliano vincera’.

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Feb 14

logo bianco love.jpg

E’ confermato per Domenica alle 15.00 sul lungomare di Catanzaro (di fronte Ancora) la kermesse “Love Me” il primo Flash Mob della Calabria patrocinata dall’Assesore al Turismo Roberto Talarico e ideata dall’art director Pierpaolo Voci.  Adesioni e apprezzamenti sono pervenute da tutta la Calabria e oltre i confini regionali, infatti la manifestazione ha preso valenza nazionale aderendo al circuito nazionale Flash Mob Italia su Facebook, iniziative similari si svolgeranno in tutta Italia (Roma, Napoli, Palermo). Ovviamente è stato un flash mob particolare in quanto si è cercato di incentivare il marketing territoriale, ma non mancheranno le sorprese dell’ultima ora. In questi giorni sono state effettuate operazioni di Co-Marketing, le quali proseguiranno anche in questo week-end, nelle discoteche e nei locali più importanti del Capoluogo punto di riferimento dei giovani di tutto l’hinterland. Alcuni locali del corso del quartiere marina hanno decorato le vetrine con il merchandising Love Me, per entrare ulteriormente nel clima di “San Valentino”. L’amministrazione investe sul progetto più ampio “Catanzaro città dell’amore”,  una festa tradizionale che tende a valorizzare le pecularietà del territorio a partire dalla leggenda di “Saverio e Adele” paragonabile a “Giulietta e Romeo” di Shackespeare.  Un particolare ringraziamento và allo staff di Movida per il supporto. Organizzazione Andrea Cantelmi Info 3402898314

 

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Feb 14

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Feb 14

Happy Tiger Year … 大家虎年新春快乐! - Auguri di Buon Anno della Tigre a tutti, amici vicini e lontani!!!



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Feb 12

Vi capita mai di andare a rileggere i post più vecchi dell’archivio? Io lo sto facendo e mi è venuta voglia di fare un po’ di ordine raccogliendo tutto in un file di word. Sto pensando di creare un grande PDF, tipo magazine, da tenere per i posteri. Per me, per gli amici, per chi avrà voglia di leggere. Perché, metti che all’improvviso Splinder si perda tutto; sai che casino!? Sì, è vero che faccio i salvataggi con HTTrack Website copier, ma copiarli e vederli scritti su carta mi mette maggiore tranquillità.

Poi pensavo anche fare un po’ di podcasting, di convertire cioè i post più significativi e importanti in file mp3 da ascoltare via web o da scaricare sul vostro computer. Che ne dite? Vi piace l’idea?

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Feb 12

17476_1329715012476_1518999633_886713_5255137_n.jpgGià 500 iscritti in 2 giorni su Facebook per il gruppo “Falsh Mob Catanzaro” la nuova sfida dell’Assessore al Turismo Roberto Talarico e dell’art director dell’agenzia Shape Pierpaolo Voci, è la prima volta che il comune si cimenta nell’organizzazione di un evento a San Valentino, ovviamente non poteva che essere anche una manifestazione originale ed innovativa per stare sempre al passo con i tempi, ed infatti si tratta del 1° Flash Mob in Calabria. In pratica si tratta di riunire una moltitudine di persone (circa 500) e di comporre la scritta “Love Me”, sulla spiaggia di Catanzaro. “Love Me” verrà ripresa dall’alto e per rimarcarne i contorni ai partecipanti verrà regalata una bandana rossa, l’effetto scenografico avverrà anche in stile 3 D in linea con la moda “Avatar” del momento, infatti saranno rilasciati contemporaneamente 500 palloncini a forma di cuore rossi gonfiati con elio, affinchè la scritta sia visibile anche dal basso verso l’alto. L’idea è quella di veicolare un messaggio positivo d’amore non solo per il giorno di San Valentino ma anche nei confronti della città, per veicolarlo al di fuori dei confini regionali. L’evento ha calamitato già l’attenzione dei media nazionali, ma anche numerosi cittadini che si sono dimostrati sensibili e felici di partecipare all’iniziativa, inoltre sul web sono apparse iniziative similari anche nelle città limitrofe, segno che Catanzaro fà tendenza. Si invitano pertanto le associazioni il mondo del volontariato, le famiglie ma anche i singoli cittadini a partecipare all’appuntamento che si terrà Domenica 14 Febbraio alle ore 15.00 sul lungomare di Catanzaro all’altezza del Monumento ai caduti del mare (Ancora). Per informazioni flashmobcz@gmail.com , 3402898314.

Iscrizioni al Gruppo “Falsh Mob Catanzaro”

Video

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Feb 12

MOTHO KE MOTHO KA BATHO BABANG
(Una persona è una persona perché ci sono altre persone)

Se allungo lo specchio fuori della finestra vedo
chiaramente fino in fondo al corridoio.
Laggiù c’è una persona.
Un prigioniero che lucida una maniglia.
Nello specchio lo vedo che vede
la mia faccia nello specchio.
Vedo le punte delle dita della mano libera
Riunirsi a formare
Un oggetto grande come un distintivo
Che gli sale su fino alla fronte
Sede di un berretto immaginario.
(Vuol dire: Un guardiano.)
Due dita si allungano a “v”
E tremano come due antenne.
(Lo stanno guardando.)
Un dito della mano libera traccia una lancetta di orologio che compie un arco
Sul polso del braccio che sta lucidando senza
Interrompere il ritmo lento del suo lavoro.
(Più tardi. Forse più tardi possiamo parlare.)
Ehi! Che cazzo fai?
- una voce da dietro l’angolo.
No, baas, sto solo lucidando.
Mi volta le spalle, ora vedo
La mano libera, quella loquace,
scivolargli quieta dietro la schiena
- Forza fratello, dice,
Dentro il mio specchio,
Un pugno nero.

Da Inside (1983), pubblicato in Italia da Supernova, Venezia 1991.

Jeremy Cronin, nato nel 1949, comunista, scrittore e attivista sudafricano bianco, ha partecipato alle lotte degli anni Settanta e Ottanta contro l’apartheid; ha composto le poesie della raccolta Inside (Dentro) durante gli anni di carcere nella prigione municipale di Pretoria. È attualmente vice ministro dei trasporti della Repubblica Sudafricana.

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Feb 12

Pasion Morena (Ep. 42 - Oscar avverte Aldo che Emilia protegge Leo perché innamorata di lui. Intanto Leo va a trovare sua nonna Josefina ma, quando le rivela che è suo nipote…)

Si aprono le scommesse sulla reazione di nonna Josefina.

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Feb 12

Un giorno Vladimir Vladimirovič™ Putin sedeva nel suo ufficio e mangiava bliny e caviale. A un tratto le imponenti porte dello studio si spalancarono e fece il suo cauto ingresso il ministro delle finanze Aleksej Leonidovič Kudrin.
- Bratello! - esclamò allegramente Vladimir Vladimirovič™.
- Non ci sono soldi, - rispose subito Aleksej Leonidovič, e dopo qualche secondo aggiunse - E non ce ne saranno.
- Ma perché parli di soldi tutto il tempo? - fece Vladimir Vladimirovič™ perfino un po’ offeso - Assaggia qua, che bliny! Ho appena letto su internet che quest’anno la Maslenica cade appena una settimana prima della Quaresima! Bisogna dirlo al patriarca…
- Non ho tempo per mangiare bliny, - disse il ministro, - Io c’ho il bilancio.
E Aleksej Leonidovič sventolò la mano verso un punto indefinito.
- Ed ecco perché sono qui, - continuò il ministro, - Non è che puoi farmi una raccomandazione?
- Una raccomandazione? - sorrise Vladimir Vladimirovič™, tirando a sé un foglio di carta, - Certo che posso! Dove vuoi andare?
- Nel partito, - disse piano Aleksej Leonidovič.
Il sorriso svanì dal volto di Vladimir Vladimirovič™, che strinse le labbra e allontanò il foglio di carta.
- Nel partito, dici? - domandò Vladimir Vladimirovič™ guardando attentamente il ministro, - Ma te lo meriti? Sei degno di questo partito?
- E dai, su, - si confuse Aleksej Leonidovič, - Che ti prende?
- No, bratello, - disse seccamente Vladimir Vladimirovič™ alzandosi dalla sedia, - La raccomandazione non te la do. Nel partito non ci servono quelli come te.
- Quelli come? - arrossì Aleksej Leonidovič.
- Quelli… be’ -Vladimir Vladimirovič™ agitò le braccia, - Quelli senza soldi.
Aleksej Leonidovič impallidì.
Vladimir Vladimirovič™ lo guardò dritto negli occhi.

Fonte: vladimir.vladimirovich.ru

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Feb 10

I poveri siamo voi
LA TURCO E COMPAGNI SI FANNO UCCIDERE PER GLI IMMIGATI, DICONO CI VOGLIONO,I FLUSSI ,CI VOGLIONO I FLUSSI I FLUSSI. PERCHE’ NON SE LI PORTANO A CASA LORO.I POVERI SIA

E non 
NEL CORRIERE VENETO Cè UN ARTICOLO CHE RIGUARDA LE TRUFFE CHE MOLTI STRANIERI DELL’EST REGOLARI E NON FANNO NELL’AUTOSTRADA BUCANO LE GOMME AI VIAGGIATORI LI DERUBAN

Cattoinfedeli
SE SI APRONO GLI ARMADI DEI ANTIBERLUSCONIANI COME DIPIETRO COMUNISTI SINISTROSI CATTOINFEDELI E SI SCOPRONO DEI SCHELETRI LA STAMPA DI SINISTRA URLA AL COMPLOTTO MENT

Apprendimento
NO INSEGNAMENTO MATERIA IN INGLESE:NUOCE ALL’APPRENDIMENTO DELL’ITALIANO, SEMPRE PIù DEBOLE:E’ ANCHE IRREALIZZABILE.MEGLIO RIPRISTINARE ORE DI ITALIANO SOPPRESSE

Vagano
OGNI GG STRAGI DI POVERI ANZIANI CHE VIVENDO DA SOLI NELLE CAMPAGNE SONO FACILI PREDE DI AVVENTURIERI CLANDESTINI CON PERMESSI A TERMINE E PERDENDO IL LAVORO VAGANO X  

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Feb 10


Questa volta su Repubblica una statistica interessante, la crescita delle esportazione nell’area BIC ..
Ma il dato “rinquorante” + con la Cina (17.5), + con il Brasile (23,3), + con l’India (21,6) è preceduto da un un - che è riferito alle esportazioni sull’intero gruppo di paesi Extra EU ( comprese ovviamente Cina, India e Brasile).

In sostanza il paese ha perso in esportazione e se ha tenuto e non è crollato lo deve a qualche performance dei tre citati paesi.

E il futuro? Beh se non si cambia registro e l’approccio fin qua tenuto, potrebbero non ripetersi nel futuro.



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Feb 10

Se si vuole sapere come il mondo, la società e l’economia evolverà veramente, al di là delle speranze e parole, contano i numeri, in particolare i “freddi numeri” della capacità di innovare e di innovarsi dei diversi paesi.

Innovazione e brevetti sono una costante dietro il successo o insuccesso di una nazione.

Bene allora guardate questi e vedrete che le dinamiche in prospettiva futura le ritroveremo anche a livello macroeconomico.

Da notare, quale anticipazione degli scenari macro economici sul futuri che vedono una “retrocessione” di molti paesi oggi ai vertici. L’Italia qua è già al 11° posto, così come tra le prime 11 aziende al mondo non esiste una azienda italiana in grado di “creare innovazione”. (fonte Ompi)



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Feb 08

E’ passato un mese da quando ho iniziato la dieta proteica e devo ammettere d’aver ottenuto buoni risultati. Ho interrotto il racconto diverse settimane fa perché non volevo tediarvi con un "esperimento" che riguardava più il blog di Belle oltre la 46! che questo. Ma so che siete curiose e dopo diverse e-mail in cui mi chiedevate come stava andando, be’, ecco qui il risultato: - 4 chili in quattro settimane! Più di quanto avrei immaginato. All’inizio mi ero ripromessa di seguirla solo per 15 giorni, perché temevo di far soffrire troppo i reni, ma dopo aver consultato la nutrizionista e visto che tutto procedeva senza intoppi, ho deciso di continuarla per altre due settimane. Ora sto seguendo la fase di "transizione" che durerà un mese, quanto il periodo della dieta. Questa fase, come dice la dottoressa Marta, serve a reintrodurre gradualmente tutti gli alimenti prima esclusi, e a riattivare il metabolismo per mantenere nel tempo i risultati raggiunti. Quindi, per un po’ ancora bustine, ma meno di prima!

Conclusioni finali?
Presto detto. La dieta è "talebana", nel senso che è così rigorosa che basta uno sgarro per vanificare il risultato ottenuto. Ho sofferto per la mancanza di frutta, per l’abolizione dei formaggi e per alcuni gusti un po’ troppo sintetici delle bustine che alla fine mi uscivano dagli occhi, ma a parte questo, ho continuato a fare la mia regolare attività fisica - circa 7 ore a settimana - senza perdita di energia o di tono muscolare. Oltre ai chili ho perso anche centimetri sgonfiando in modo evidente la siluette. Ho perso anche una piccola percentuale di massa magra (si è visto nell’esame con l’adipometro) ma era quello che volevo. Le curve? Sempre al loro posto, grazie. Soprattutto il seno che grazie agli esercizi intensivi consigliati dal PT è ancor più tonico di prima. Ma la cosa più sorprendente, sulla quale mi riservo di indagare in maniera più approfondita, è che per tutto il mese in cui ho fatto la dieta e anche ora che sono in transizione non ho mai avuto un attacco di fibromialgia! Sarà un caso? Non credo. Sarà la grande quantità di potassio che ho preso per alleggerire i reni? Forse sì. O forse è il tipo di alimentazione che ha disinfiammato l’organismo. Chissà… Ad ogni modo, appena possibile ne parlerò con Marta, perché se così fosse sarebbe un bell’aiuto per tutti quelli che soffrono di fibro. Non vi pare?

Per tutti coloro che mi hanno chiesto se la consiglio, rispondo: sì, a patto che ci sia la salute e una forte motivazione. Perché senza la vedo dura tirare avanti per 30, 60 o 90 giorni. Eppoi tenete presente il costo, che per qualcuno potrebbe essere vincolante: di questi tempi, una dieta del genere è un bene di lusso! In un mese ho speso circa 400 euro, ai quali vanno aggiunti circa altri 200 per la fase di transizione. E la spesa della settimana non è stata più economica in quanto il maritozzo ha continuato a mangiare come prima - ovviamente - ed io ho acquistato quantità industriali di verdura e di proteine.

Bene, ora anche voi siete in grado di trarre le vostre conclusioni.
Per quanto mi riguarda… come gratifica per i risultati raggiunti dopo tanta "astinenza" ieri mi sono regalata un bel completino color lavanda della Freddy. Così, quando andrò a ballare la salsa potrò sfoggiare la mia linea invidiabile.
 
La dieta proteica
1° giorno di dieta

2° giorno di dieta
3° giorno di dieta
4° giorno di dieta
Quinto, sesto e settimo giorno
E l’ottavo giorno esultò

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Tag: dieta

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Feb 08

Pasion Morena (Ep. 36: Leo è ricercato dalla Polizia per l’omicidio di Adolfo e mentre Silvia e Georgia lo accusano Morena prende le sue difese. Intanto Emilia ha capito che dietro tutto si nasconde Aldo.)

Certo. Emilia, mentre Silvia e Georgia pettinavano le bambole, ha guardato l’episodio 35.

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Feb 08

Accademia delle Scienze dell’Unione Sovietica 21 febbraio 1958N° 1-680
Al CK KPSS [Comitato Centrale del Partito Comunista]
Per quanto concerne lo yeti
Desideriamo riferire che il Presidium dell’Accademia delle Scienze dell’URSS, riunitosi il 21 gennaio 1958, ha preso in esame la questione dello yeti.

Dopo avere ascoltato i rapporti di vari scienziati riguardo alcuni dati che ammettono la possibilità che il cosiddetto “yeti” si trovi sul suolo dell’URSS nella regione montuosa del Pamir, congiuntamente a varie dichiarazioni che negano tale possibilità, il Presidium dell’Accademia delle Scienze dell’URSS, al fine di intraprendere azioni appropriate per decidere in merito alla questione, ha ordinato a una Commissione presieduta dal membro S. V. Obručev di approntare i materiali per presentare al Governo una richiesta riguardante la protezione delle relative regioni montane del Pamir da spedizioni dilettantistiche e gruppi di escursionisti.

Inoltre la Commissione ha ricevuto l’ordine di presentare proposte per l’organizzazione, nell’anno corrente, di una spedizione ben equipaggiata nel Pamir al fine di studiare la questione dello yeti sotto tutti i punti di vista, nonché di una spedizione congiunta nell’Himalaya con l’India e la Cina.
La Commissione non ha ancora esaminato i materiali riguardanti la possibilità che nel Pamir si trovi lo yeti, ma le notizie apparse nel mese passato sulla stampa che riferiscono di incontri con lo yeti in questa regione dell’URSS non possono essere considerate del tutto veritiere. Al contempo l’esistenza di un gran numero di storie, diffusesi tra la popolazione locale, su incontri con lo yeti, così come la somiglianza fisico-geografica tra il Pamir, il Karakorum e l’Himalaya, rende plausibile l’ipotesi che lo yeti possa essere migrato a ovest dal suo habitat primario nell’Himalaya per raggiungere il Pamir.

Conseguentemente, la commissione ha concluso che deve essere organizzata una spedizione a tutti gli effetti per un esame scientifico su vasta scala dei due più irraggiungibili e meno studiati settori del Pamir, il bacino del lago Sarez e il bacino del fiume Muk-Su (compreso il fiume Baliand-Kiik). Oltre a studiare la questione dello yeti, la spedizione dovrebbe fornire materiali per determinare le caratteristiche botaniche, zoologiche e fisico-geografiche della regione. La commissione ha presentato al Presidium un piano operativo e un bilancio di spesa.

A causa dell’ampio dibattito sulla questione dell’esistenza dello yeti nei Pamir, è probabile che da quest’anno nella regione montana si verificherà un ingente afflusso di turisti, escursionisti e gruppi scientifici dilettantistici. Nella convinzione che la comparsa di un gran numero di persone nelle regioni della possibile dimora dello yeti, accompagnata da un’attività di bracconaggio, rappresenti un grave pericolo per l’operato della spedizione, la Commissione ha giudicato necessario creare una zona di interdizione nel bacino del lago Sarez e del fiume Muk-Su.

Dopo aver discusso la questione della presenza dello yeti in paesi stranieri, la Commissione ha determinato che, oltre che sul versante meridionale dell’Himalaya in Nepal (per il quale possediamo i dati più dettagliati e affidabili), notizie di incontri con lo yeti e le sue impronte sono disponibili per due regioni della Repubblica Popolare cinese – il confine meridionale del Tibet (il versante settentrionale dell’Himalaya) e i monti che si uniscono al Pamir sovietico da est (Sarykolsk o Mustag-ata nello Xinjiang).

In considerazione di ciò, la Commissione giudica utile sollevare presso l’Accademia delle Scienze cinese la questione dell’organizzazione di spedizioni sovietico-cinesi per uno studio su vasta scala dell’Himalaya tra il confine meridionale del Tibet e il Sarykolsk nello Xinjiang.

Riferendo quanto detto, il Presidium dell’Accademia delle Scienze dell’URSS chiede istruzioni.

Professor A. N. Nesmejanov, Presidente dell’Accademia delle Scienze dell’URSS
Professor A. V. Topčeev, Segretario Scientifico del Presidium dell’Accademia delle Scienze dell’URSS
Fonte: Slawkenbergius’s Tales

Ma come andò a finire con la spedizione sovietica?
Le forze armate isolarono l’area, gli scienziati furono in grado di lavorare in condizioni ideali, si fecero aiutare dai cani del nucleo cinofilo dell’esercito, i cani fiutarono, abbaiarono e seguirono tracce. Dello snežnij čelovek – l’uomo delle nevi – neanche l’ombra, però la spedizione raccolse campioni botanici e geologici e materiale etnografico in gran quantità (racconti, leggende e via dicendo).
Poco tempo dopo l’impresa dovette fare i conti con l’ostilità di Chruščev, che non la vedeva di buon occhio e considerava la stessa Accademia delle Scienze un’istituzione ingombrante e mal diretta.
Il professor Nesmejanov* andò in pensione due anni dopo quella prima e ultima spedizione ufficiale . Ce ne furono molte altre, ma tutte ufficiose e senza l’appoggio del Cremlino.
A quanto pare non solo lo yeti non esisteva, ma non era sovietico.

*Per la serie dilettevoli viaggi tra i cognomi russi: Nesmejanov, da “ne smejan”=che non ride, o che non ama la gente che ride. Tipo.

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Feb 08

Montezemolo è forse il “fratello gemello” che nel famoso paradosso della fisica è appena atterrato in Italia dopo un decennale viaggio spaziale alla velocità della luce?
Che la FIAT non abbia MAI e come sottolineato da lui stesso, MAI ricevuto supporti o soldi governativi, appare una incredibile, quanto irriverente battuta di cattivo gusto.

Per cercare di giustificare l’agire imprenditoriale che oggi li obbliga a licenziare, chiudere in Italia in nome della globalizzazione e delle nuove priorità americane che stanno guidando la futura crescita della società, Montezemolo sta di fatto cercando di cancellare tutta la storia di quella che fu per lungo tempo “l’azienda degli Italiani”.

Difficile ruolo quello dello “smemorato di Torino” che vuole far passare un’idea, che cerchi di salvargli la faccia in una situazione che anch’egli ha contribuito a creare. Dove era nei decenni passati??

Dispiace poi che una persona degnissima con Marchionne, per cercare di dimostrare l’indimostrabile e non sentirsi “sulle spalle degli Italiani”, continui a dire che la FIAT di oggi sia un successo manageriale e non invece sia anche il frutto di aiuti ben più vasti che l’anno ripetutamente salvata dal baratro.

Che Marchionne veda poi le cose SOLO nello spazio temporale di quando è diventato Amministratore Delegato appare del tutto scorretto, perché ora, forte di questa sua convinzione, ritiene che la FIAT debba avere un futuro altrove, mentre molti lavoratori che ne fanno parte no.

Che la FIAT abbia sicuramente ricevuto nei decenni corposi aiuti, supporti e garanzie finanziarie, economie ed ambientali dai diversi governi che si sono succeduti, è qualcosa che è stato sotto gli occhi di tutti e fa parte della storia di questo paese.

Non va infatti dimenticato che la ricchezza della FIAT passa prima dalla fornitura d’armi allo Stato, così come nelle molte fasi di difficoltà che ha attraversato ha sempre trovato nello Stato la sponda per salvare a più riprese il salvabile, o raggiungere risultati altrimenti impossibili.

Emblematico il caso ALFA, un esempio da manuale di come la concorrenza di allora, la FORD, si trovò sbarrata la strada dal muro Fiat - Governo che rese possibile una fusione che fece di fatto sparire o quanto meno, ridimensionò pesantemente una delle marche storiche di questo paese.

Qualcuno si ricorda che fine ha fatto Arese e la sua area industriale? Una cittadina che come Torino nacque dove esisteva una delle migliori case automobilistiche del mondo, ma che, come accadde anche a molte Repubbliche marinare del passato, ebbe poi la sfortuna di passare sotto il controllo del “concorrente” Italiano!

Che recentemente la FIAT stia percorrendo o stia cercando di percorrere una strada diversa rispetto il passato, si può solo vedere positivamente, ma prima di affermare che la libera impresa e FIAT siano la stessa cosa, ce ne corre.

I vertici della società torinese dovrebbero infatti avere in queste ore meno disprezzo delle speranze e fiducia che milioni di italiani riposero allora e anche oggi, affinché la FIAT potesse fare da traino all’Italia tutta.

Produrre ricchezza per il proprio paese dovrebbe essere infatti l’ABC degli imprenditori nostrani, troppo spesso invece campioni nel gioco del “Cornuto e razziato”, nel quale gli utili e i benefici sono della proprietà, mentre gli oneri e i debiti troppo spesso sono finiti a carico della collettività.

Fregarsene ora con questo “colpo di spugna” sulla storia, appare di cattivo gusto e molto offensivo per la stessa Italianità che Montezemolo, Ambasciatore del Made in Italy nel mondo per incarico di Berlusconi, dovrebbe rappresentare.

Ci auguriamo che si ammetta l’evidente e si cerchi di tornare a parlare sul come si riesca a creare una reale alternativa alla nostra industria che pezzo dopo pezzo sta sparendo per ragioni “finanziarie” o pessime gestioni passate.

Il paese senza Industrie non potrà vivere di solo terziario avanzato. Montezemolo e Marchionne facciano quindi bene i propri calcoli prima di ergersi a paladini ed esempio di Italiani nel mondo.

Forse saranno dei bravi amministratori, ma se la ricchezza che sono in grado di produrre rimarrà nelle mani dei soliti noti, non rappresenterà un modo corretto di impostare l’uscita da una crisi che sta mietendo vittime soprattutto nella classe media e quella più povera.

Proprio quella che ha bisogno di fabbriche per sopravvivere ed avere e dare un futuro ai propri figli.

E visto che l’Italia sta attraversando la difficile fase dei Dossier che spesso intendono riscrivere la storia passata della politica e della economia, sarebbe ora auspicabile che il Governo ne pubblicasse uno che faccia il punto sul come e quanto la FIAT e la famiglia Agnelli abbiano ricevuto dagli Italiani in tutti questi anni.

Questo affinché la famiglia e Montezemolo possano riflettere su quanta arroganza ora stiano manifestando, sputando nel “piatto” che ha contribuito, in maniera determinante, alle loro fortune.

Anche perché Montezemolo dovrebbe ricordarsi che molti italiani stanno ancora cercando di capire perché negli anni, sia sempre stato giusto aiutare il settore auto e non quello per esempio delle telecomunicazioni o del turismo che oltretutto è più importante anche del settore “auto motive”.

Così come è un fatto che ancora oggi solo 1 macchina su 33 a livello mondiale sia a marchio FIAT, con una presenza Asiatica ed Americana ancora ad oggi ridicola, il frutto di un approccio “lungimirante” di una managerialità negli anni, forse ben più capace nella gestione degli interessi e vantaggi nazionali, ma assolutamente incapace di competere dove veramente era necessario saperlo fare.

Per cui le lezioni di “Moralismo Imprenditoriale” di queste ore, lasciamole per favore da parte.



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Feb 06

Pasion Morena. (Ep. 35: Aldo si rende conto che Adolfo sa tutta la verità su di lui e Lucio e, per non perdere il prestigio del nome Sirenio, decide di farlo uccidere, facendo ricadere la colpa su Leo.)

Per non perdere il prestigio, capito.

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Feb 06

[SIAMO IN CAMPAGNA]
ELETTORALE E DOV’è LA PARCONDITION DELLA RAI,EMITTENTE PUBBLICA PAGATA DA NOI? GUARDANO LA PAGLIUZZA DELLE RETI MEDIASET DOVE VEDIAMO TUTTI E NON VEDONO I LORO TRAVI

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Feb 06

E’ solo questione di ore ma anche l’ultima delle aziende che poteva competere a livello globale sulle telecomunicazioni e nella innovazione del paese, sarà “data” agli Spagnoli di Telefonica.
Per quante rassicurazioni si possano sentire dalla politica nazionale e dai vertici di Telefonica, è indubbio che perdere Telecom Italia avrà contraccolpi incredibili sulla possibilità del paese di innovarsi nel futuro, perchè le priorità d’ora in poi saranno decise lontano “dal cuore italiano”.
I laboratori, i ricercatori le sfide saranno altrove. A noi resterà solo la parte commerciale di semplici rivenditori.
Tenersi la rete oltretutto servirà a poco, garantirà solo le “telefonate di condominio”.
Non avete visto che sulle telecomunicazioni, sulla loro garanzia e gestione si giocano e si giocheranno le crisi tra nazioni??
Nell’epoca del web 2.0, del mobile e della IPTV che l’Italia perda Telecom Italia è una resa che è un boccone difficile da mandare giù.
“L’allegra” gestione precedente di imprenditori e politici nazionale, fatta di arrembaggi finanziari alla fine hanno prostrato quella che una volta era una gallina dalle uova d’oro anche a livello internazionale.
Ora l’Italianità che le comunicazioni e le telecomunicazioni inevitabilmente si portavano dietro, spariranno dai radar internazionali, trasformandoci in una “provincia spagnola”.
E qua la legge di mercato c’entra poco. Anche perchè sembra che l’Italia stia perdendo tutte le battaglie per difendere la tanto decantata Italianità come sta succedendo anche con Alitalia (dove andrà la FIAT?).
Noi Inventori delle Telecomunicazioni con il quest’anno festeggiato Marconi, noi inventori di fatto dei PC con la ex Olivetti, noi inventori di tutto quello che sta costruendo il futuro cablato, non avremo più una compagnia di Telecomunicazioni che sia Italiana.
Che parli Italiano, con Manager Italiani è una magra consolazione di chi, sconfitto, accetta almeno di non essere eliminato, pur di soppravvivere.
Ed ora per aiutare le imprese Italiane ad entrare sui diversi mercati internazionali, a scapito di altri partner Europei, usando le telecomunicazioni come “leva per la loro innovazione” dovremo rivolgerci a Telefonica??
Per i nuovi progetti ed investimenti per favorire nuove soluzioni da dare alle aziende Italiane come quelle che le Americane, le Tedesche le Francesi, le Inglesi possono disporre, dovremo vedere che aria tira a Madrid??
Difficile credere che Telefonica, in una situazione di competizione come quella attuale, potrà essere imparziale nel gestire le proprie priorità di Stato e le nostre necessità di Italiani, guarda caso, i  loro principali concorrenti su tutto!!
Ringraziado chi ha avuto l’onore di “guidare” la Telecom dall’orgoglioso passato, alla polvere di questi tempi, mi auguro che ora gli Italiani riescano ad inventarsi qualcosa di veramente originale per cambiare la situazione.
E’ da qua che passa e si costruisce il futuro del paese e delle nuove generazioni!



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Feb 06

A parte le dietrologie che in Occidente si stanno “sprecando” sulla tensione Cina - USA, ecco cosa veramente preoccupa i Cinesi: che gli americani “saltino per aria” sui loro debiti con il mondo (Cinesi in testa).

Il resto è “acqua che passa”. http://ping.fm/urGNc



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Feb 04

0052341Ovvero, come rovinarsi l’immagine parlando a vanvera.
Dopo il caso Marrazzo sul quale avevo scritto qui, scoppia una nuova bomba mediatica.

Alla vigilia del Festival di Sanremo Morgan rilascia un’intervista in esclusiva alla rivista Max e si lascia andare a dichiarazioni "poco felici" sull’uso della cocaina come antidepressivo. Risultato? Silurato di brutto. Il direttore di Raiuno, Mauro Mazza, d’accordo con il direttore generale, Mauro Masi e dopo aver consultato il direttore artistico del Festival, Gianmarco Mazzi, decide di escludere Morgan dal Festival della canzone. E, a parer mio, siamo solo all’inizio. Oggi, nel pomeriggio, durante la trasmissione "Il fatto del giorno" condotta da Monica Setta, assisto al massacro. Nonostante le ripetute dichiarazioni di comprensione degli astanti per il fatto increscioso e l’intervento di Claudia Mori che con intelligenza ha cercato di smorzare i toni, la "macchina dello spettacolo", il "tritacarne", ha iniziato il suo lavoro. Prima ti innalza ai vertici dell’Olimpo e poi ti inabissa negli inferi. Povero Morgan, così preso dall’essere personaggio, trasgressivo e provocatorio, da rimanere vittima di se stesso. Con il suo modo di fare scomodo avrà senz’altro pestato i calli a più di qualcuno negli anni, che adesso godrà nel vederlo cadere. Sono convinta che durante l’intervista abbia parlato come al solito a sproposito, senza tener conto delle eventuali conseguenze. Finora gli era andata sempre dritta ma… come succede spesso a chi sta in alto, basta un attimo di distrazione e precipiti a terra. Staremo a vedere le ripercussioni su X Factor, che certamente non si faranno attendere.

Chissà perché, ma mentre sto scrivendo mi viene in mente la canzone Un giorno credi del mio amico Edoardo Bennato:

"Un giorno credi di essere giusto
e di essere un grande uomo
in un altro ti svegli e devi
cominciare da zero…."

Le dichiarazioni di Claudia Mori
“Trovo una forma di ipocrisia escluderlo dal Festival. E’ come dire, sei diverso e ti metto da una parte. E’ una cattiveria. Mi piacerebbe vivere in una società più comprensiva. Le droghe fanno malissimo, sia chiaro, ma inizi a dare l’esempio chi dovrebbe darlo, visto che la droga gira anche in Parlamento. Se dovessimo fare una distinzione tra buoni e cattivi, allora a Sanremo non dovrebbe andarci nessuno. Tra l’altro penso che Morgan si riferisse al passato: io ci ho lavorato a X Factor e non mi è sembrato che avesse problemi di questo genere”.
Tratto da: http://www.tvblog.it

Pubblicato da Bellissimagin | Commenti (1)

Tag: gestione immagine, tv e reality

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Feb 04

 

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Spindoctoring, studio professionale di comunicazione pubblica e politica, leader nazionale nel settore del marketing politico ed elettorale, informa che Martedì 9 Febbraio 2010, alle ore 10:30, presso il Grand Hotel Paradiso di Catanzaro, terrà un incontro con i giornalisti, gli opinion leader e le personalità politiche calabresi per presentare la propria attività professionale e le motivazioni che hanno indotto Spindoctoring ad investire le proprie risorse nel mercato politico elettorale della regione Calabria. All’incontrò prenderà parte Christian Lalla, giornalista e consulente politico, fondatore di Spindoctoring ed esperto di marketing politico ed elettorale. Saranno inoltre fornite indicazioni utili alla gestione di una campagna elettorale, presentati dei case history e altre attività correlate.

Organizzazione a cura di Andrea Cantelmi Resp. Spindoctoring Regione Calabria

Per maggiori info www.spindoctoring.it

Invito SpindoCtoring Calabria.jpg

 

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Feb 04

love-Me_small.pngSi terrà domani, mercoledì 3 Febbraio alle ore 12 presso la Sala Concerti di Palazzo de Nobili, una conferenza stampa nella quale verrà presentata l’iniziativa Flash Mob. Interverranno: l’Assessore al Turismo, Roberto Talarico e l’Art Director Pierpaolo Voci dell’agenzia Shape. Con il termine Flash mob (dall’inglese flash, breve esperienza e mob, moltitudine) si indica un gruppo di persone che si riunisce all’improvviso in uno spazio pubblico, mette in pratica un’azione insolita generalmente per un breve periodo di tempo per poi successivamente disperdersi. Il raduno viene generalmente organizzato attraverso comunicazioni via internet o tramite telefoni cellulari. In molti casi, le regole dell’azione vengono illustrate ai partecipanti pochi minuti prima che l’azione abbia luogo. Nella maggior parte dei casi, il flash mob non ha alcuna motivazione se non quella di rompere la quotidianità. I partecipanti all’azione (flashmobbers o mobbers) si incontrano in un punto prestabilito per realizzare assieme un’azione corale che non ha alcun senso, se non contestualizzato in quei brevi istanti di evento. Il Flash Mob nasce a New York nel 2003, da un’idea di un 28enne tale Bill, il quale , volle tentare un esperimento sociologico sulle folle, da allora in tutte le città del mondo si sono succedute eventi similari, tra le tante ricordiamo, Città del Messico, Londra, Victoria, e per rimanere in Italia, Firenze, Napoli, Roma.

Organizzazione a cura di Andrea Cantelmi

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Feb 04

Il lato oscuro degli ippopotami. (Stanno semisommersi nell’acqua, masticando erba con quella loro aria buffa. Ma gli ippopotami possono diventare aggressivi.)

Incubi a 8 zampe.

Come è fatto. (Le insegne commerciali, i pavimenti in legno duro, i tubi ondulati).

Animali fuori di testa.

Pasion Morena. (Ep. 33: Leo rimane esterrefatto quando scopre che l’esame del DNA che dovrebbe provare la sua appartenenza alla famiglia Sirenio risulta negativo. Emilia accusa Aldo di averlo contraffatto.)

Milagros. (Ep. 119: Dopo diversi malintesi, Milagros e Catriel riescono a chiarire ogni dubbio grazie al loro amore, e partono alla ricerca del circo e del piccolo Giuliano, alla quale Milagros è molto legata - corsivo mio.)

Ma Milagros lo sa che il circo sta su SkyUno alle 21.00? E che la piccola Giuliano sta infilando la testa nelle fauci di un buffo ippopotamo?

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Feb 04

Oggi è una grande giornata.La buona notizia è che non sono grassa.
La cattiva notizia è che my damage is brained.

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Feb 04

NON ABBIAMO AFFATTO BISOGNO DI BADANTI E INVASORI QUESTI IL LAVORO CE LO STANNO DIVORANDO, NON IMMAGIMATE QUALE BISINIS ESISTE DI QUESTA GENTE PAGA PER ENTRARE E POI R

INTERNET essendo suolo pubblico dovrebbe avere dei confini come quelli geografici standard per cui vanno filtrate le transazioni con l’estero e applicate le tasse dog

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Feb 04

E’ ORA CHE L’ITALIA DIA IN ADOZONE I NOSTRI BAMBINI E CHIUDA GLI ORFANATROFI CHE SONO SOLO UN BISINIS E IMPONE L’ADOZIONE STRANIERA CHE E’ INGIUSTO.VIVA L’ADOZION

E’ ORA CHE LE FABBRICHE CINESI SIANO TUTTE CHIUSE E RILEVATE DALL’ITALIA CHE STANNO SCONVOLGENDO LA NOSTRA ECONOMIA. LA LORO ‘ECONOMIA SALE E NOI AFFONDIAMO.HALP!!!

cambiamo il reato.non piu’ di clandestinita’,ma di INVASIONE.chi si introduce in casa nostra,non voluto,e’ un invasore e come tale va trattato.lui e il suo paese.

mi sono finta straniera per cercare lavoro, per gli italiani non c’è n’è più fate qualcosa!!!!!!!!

se si cambia l’habitat delle citta’,da europee le si fanno diventare africane o sob borghi mediorientali islamizzate,la gente si ribella…….e agisce spero……

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Feb 04