
In un una risposta a questo post:http://semidiceviprima.com/?p=6114,il compagno Fabio Giangiacomo ha scritto:
“il piano spiaggia è già andato in consiglio e ha già passato il vaglio politico della commissione urbanistica se non è stato ancora adottato la colpa non è solo di Annaâ€

La mia risposta :
“Fabio non intendevo ed intendo dire che è colpa solo di Anna..Mi chiedevo che fine ha fatto..â€
Tagliente nella sua “ giustificazione†a favore della modifica legislativa dice
“1) che l’altezza dei dissuasori dovrà essere comunque stabilita in sede di redazione del Piano del Demanio Marittimo Comunale (P.d.m.c.) e che in quel contesto (ove mai, ad esempio, l’amministrazione comunale di Vasto volesse finalmente degnarsi di licenziarne uno) ogni comune potrà autonomamente decidere la misura e la tipologia della modalità difensivaâ€
Pubblico,per una corretta informazione(e memoria di tutti..) il Verbale della discussione in Consiglio comunale del 5 Ottobre 2009 APPROVAZIONE PIANO DEL DEMANIO MARITTIMO COMUNALE (variante) – RINVIO (a puntate,però ..)
Quinta puntata
Interviene il Sindaco per illustrare il provvedimento, e così si esprime:
“â€â€â€â€â€â€â€â€â€â€â€â€ Questo è un provvedimento che sappiamo tutti essere atteso dalla città . Vorrei ricordare che il Piano del Demanio marittimo è stato approvato diversi anni fa dalla Regione Abruzzo. La passata Amministrazione ha portato avanti il lavoro, senza giungere all’approvazione definitiva del provvedimento. Quando noi ci siamo ritrovati con la decisione da assumere, questo Consiglio Comunale, penso all’unanimità , ritenne non solo di dover bloccare quello che era il bando precedentemente fatto, ma anche di ridare all’Assessore la possibilità di rivedere il Piano del demanio marittimo con quei criteri che furono già nel Consiglio Comunale, discussi. Ricordo della discussione che ci fu e questo è quello che è stato fatto. Ecco perché credo che è interesse di noi tutti, oggi, accelerare l’approvazione di questo provvedimento.
La predisposizione della variante all’attuale Piano del demanio marittimo, è scaturito e scaturisce certamente dalla necessità di eliminare quelle che per noi sono apparse delle incongruenze e, dicevo prima, la necessità di procedere alla revoca del bando, per l’assegnazione delle nuove concessioni demaniali previste nel Piano a suo tempo varato dall’allora Amministrazione Pietrocola.
Abbiamo inteso cogliere questa occasione per portare a compimento non solo quello che ci eravamo anche preposti nella competizione elettorale. Nel programma del Sindaco erano ben indicate alcune di quelle decisioni che poi noi abbiamo recepito all’interno di questa proposta che è all’attenzione nostra.
Una visione quindi integrata dei cosiddetti “pubblici usi del mare†e, nello stesso tempo, abbiamo cercato di tutelare il più possibile, l’interesse della collettività , l’interesse del cittadino, l’interesse dell’utente.
Molti di voi sanno quale impegno c’è da parte nostra, rispetto al mantenimento di alcuni diritti di cittadinanza. Penso agli accessi al mare, penso alla necessità di assicurare, tra uno stabilimento e un altro, quello che è un normale percorso per i cittadini. L’importanza che per noi ha assunto e assume, sempre di più, il discorso delle spiagge libere. Ovviamente legata alle spiagge libere, la pulizia della spiaggia, la pulizia dell’arenile. La necessità di dare a chi va in spiaggia, un’adeguata tutela. Da qui gli impegni robusti per il salvamento.
Parte di queste cose oggi le ritroviamo meglio specificate all’interno di questo provvedimento.
L’importanza che poi ha assunto per noi e molti atti vanno a dimostrarlo. La tutela ambientale intesa in senso ampio, che ha significato il vincolo paesaggistico e vorrei ricordare anche l’importante provvedimento assunto, che ha vietato l’uso di quelle che sono le aree di risulta delle ferrovie per fini edilizi, per cui un vincolo assoluto di in edificabilità e, dall’altro,quello che significa per noi, il discorso interno, tutto intorno alla riserva naturale e alla individuazione di quelle aree SIC che ci sono.
Noi oggi, in questo contesto, la scelta di eliminare le concessioni originariamente previste sulla scogliera sapete che questo ha comportato una discussione a più riprese all’interno anche della Commissione. Questa scelta certamente si conforma a quanto suggerito dai superiori livelli; dall’altro, come vi dicevo prima, l’importanza che noi diamo a provvedimenti di tutela rispetto alla spiaggia intesa non solo come sabbia ma, in questo caso, degli scogli.
L’implementazione delle potenzialità d’uso delle aree demaniali si è realizzata attraverso il riconoscimento di regola a tutti i concessionari delle medesime tipologie di insediamento e attività consentite, sì da assicurare una omogeneità di fondo dei titoli concessori, che da strumenti eccezionali di gestione, vengono considerati ora normali strumenti di conformazione sia di utilizzazione dei beni demaniali, sia delle attività esercitate dai concessionari, a mezzo dei beni stessi.
Ovviamente questo lavoro è stato portato avanti anche in linea con quelli che sono le direttive europee. A me ha fatto molto piacere leggere in alcune sentenze dei TAR, che davano ragione all’operato di questa Amministrazione rispetto ad alcuni dinieghi di concessione, il richiamo ad una corretta applicazione di questi dettati europei ed il riscontro che nel nostro operato questi dettati erano stati tutti comunque sempre osservati. E’ stato per me motivo di grande soddisfazione.
Oltre a ciò, segnaliamo l’attenzione nostra nel contemperare le aspirazioni di sviluppo dei concessionari. Non siamo qui per un Piano spiaggia portato solo a mettere dei limiti. Noi abbiamo dato la possibilità , attraverso questo Piano spiaggia, ai concessionari di poter adeguare le loro concessioni, sempre a quella che è la legge regionale al Piano del demanio marittimo, sia per quel che riguarda soprattutto il fronte mare, sia per quel che riguarda i rinnovi di queste concessioni, quindi accogliendo quell’iter di rinnovo molto accelerato, anziché quei percorsi molto tortuosi che a volte si seguivano in passato.
Nel Piano spiaggia si tiene conto anche di una serie di aree destinate a quelli che sono gli usi speciali che costituiscono, come dirò poi, una novità di questa proposta progettuale, destinate ad essere attrezzate per lo svolgimento di attività sociali, connesse con le finalità turistiche e ricreative; per le attività ludico-culturali; per il gioco; per le attività sportive. Cose che sempre più oggi sono richieste da chi fruisce la spiaggia, quindi dai nostri concittadini, ma soprattutto dai tanti turisti.
Cosa ci poniamo? Quali sono le finalità ? Le finalità vanno nella volontà di promuovere e incentivare la tutela ambientale e la riqualificazione del turismo e del litorale marittimo.
Mi avete spesso sentito parlare non sempre di un turismo balneare, ma di legare ad un turismo balneare i turismi, quindi il turismo ambientale che sicuramente deve rappresentare per Vasto, una delle opzioni importanti nel nostro futuro.
Il turismo anche rispetto alla spiaggia libera. Guai a non voler tener conto di questo e pensare che tutta la nostra spiaggia invece deve essere spiaggia data in concessione.
La seconda finalità : organizzare l’area di intervento del Piano in zone e sottozone, secondo determinate caratteristiche di omogeneità e affinità ambientali e infrastrutturali, cui far corrispondere una unitaria regolamentazione.
Abbiamo definito principi, criteri e modalità per la concessione del bene del demanio marittimo. Abbiamo cercato di tutelare e favorire la accessibilità e la fruibilità del litorale marittimo anche in relazione alle destinazioni del territorio urbano, che è immediatamente attigua alla stessa, come voi ben sapete.
Ultimo, ma non per importanza, la tutela della nostra costa, ai fini della conservazione delle risorse naturali, in armonia con lo sviluppo delle attività turistiche e la libera fruizione di tratti di costa definiti.
Perché queste finalità ? Perché ci poniamo ovviamente alcuni obiettivi. L’obiettivo naturalmente di salvaguardare il nostro paesaggio, il nostro ambiente paesaggistico della spiaggia, garantendo, nello stesso tempo, lo sviluppo sostenibile nell’uso del demanio marittimo; il rendere ottimale le potenzialità turistiche della costa e quindi con il potenziamento delle strutture presenti ed operanti sul territorio, come dicevo prima, senza assolutamente distruggere una delle parti più belle del nostro Adriatico; lo sviluppo e l’incremento turistico-balneare, potenziando l’offerta presente sul territorio; sviluppare l’economia turistico-ricettiva del territorio e della città , valorizzando appieno le aree e i litorali del demanio marittimo, con una progettazione unitaria (questo è uno degli elementi più importanti che abbiamo cercato di recepire all’interno del nostro Piano, soprattutto delle norme di attuazione); il rispetto della vocazione del territorio e delle risorse ambientali esistenti, mediante una migliore organizzazione funzionale del territorio, anche al fine di assicurare l’integrazione da un lato con le riserve naturali contigue alle aree di intervento del Piano.
Abbiamo puntato molto a quelle che sono le aree riservate ad attività speciali e parlavo non a caso di quello che è il mondo dello sport.
Per finire, ci siamo posti l’obiettivo di riorganizzare le aree destinate alla piccola pesca.
Come vedete è un Piano ambizioso, robusto, che dovrà sicuramente ottenere e portare a tutti i risultati che riqualificheranno la spiaggia libera, riqualificheranno tutte le aree che oggi sono in disuso, con un’attenzione particolare anche a quelle aree che spesso oggi sono considerate abbandonate, degradate.
La riqualificazione di tutte le strutture balneari, quel discorso importante su…(parole non chiare) architettonica armoniosa, soprattutto per le nuovi concessioni. La disponibilità e l’accessibilità del mare e della spiaggia a tutta la collettività ; l’eliminazione delle barriere architettoniche e visive; l’indicazione e l’utilizzo di materiale eco-compatibile di facile rimozione.
E’ chiaro che questo provvedimento per potersi concretizzare ha bisogno anche di un procedimento deliberativo e di una metodologia chiara del lavoro.
E’ inutile che mi dilungo molto su questo. Chi si leggerà le norme, troverà una serie di percorsi anche per arrivare all’ottenimento della concessione balneare in modo un po’ “diverso†(se mi è consentito), dal passato.
Ci tengo a ribadirlo ancora una volta: spesso ci siamo ritrovati con concessioni non si sa da chi dati. Abbiamo dovuto regolarizzare delle concessioni balneari attraverso provvedimenti che poggiavano a volte solo sul possesso pluriannuale di un determinato lotto. Questa Amministrazione ha fatto anche questo in questi anni. Ha cercato, con tutte le concessioni, di poter arrivare a definire qual è la concessione di Tizio, di Caio e di Sempronio. I nostri balneatori, i nostri concessionari oggi, devono essere grati a noi perché, attraverso questa chiara volontà , hanno veramente in mano un titolo concessorio che non è più attaccabile come lo poteva essere in passato e questo grazie all’operato di questa nostra Amministrazione.
Così come oggi, attraverso questo Piano che noi proponiamo a voi, attraverso le norme che noi proponiamo, arriveremo sicuramente a rendere chiaro e trasparente, tutto il percorso di rilascio di quelle che saranno le nuove concessioni da doversi dare.
Cosa aggiungere di più? E’ chiaro che il presente provvedimento suddivide la nostra costa in quattro zone. Abbiamo quella che è la zona libera, che comprende tutte le sottozone, l’area di battigia, i corridoi di libero transito e le spiagge libere. Sulla mappa è contraddistinto con la sigla “Z.L.†(zona libera); zona per concessione demaniale ad uso turistico-ricreativo (ZCD), comprendente la sottozona destinata a nuove concessioni demaniali e la sottozona delle concessioni esistenti; abbiamo la zona speciale che comprende le sottozone destinate ad attività nautiche, ad alaggio libero, ad interventi e servizi sociali, all’attività di piccola pesca, di interventi di tutela e riqualificazione ambientale nonché la sottozona comprendenti le aree riservate al Comune per le attività ludico, sportive, culturali e di intrattenimento; la zona di tutela e valorizzazione dei trabocchi, comprendente le aree dove esistono trabocchi in stato di abbandono o di degrado più avanzato.
Sapete che sul problema dei trabocchi, per anni abbiamo trascurato questo importarne elemento per la nostra promozione turistica del nostro litorale. In 16 km di costa abbiamo la possibilità di realizzare ben 11 trabocchi, in base a quelle che sono le mappe del nostro archivio. La costa dei trabocchi per convinzione di tutti, finisce a Torino di Sangro e non si capisce il perché, quando noi siamo la realtà che più può realizzare i trabocchi, sulla scorta di tutto quello che dicevo prima. Sicuramente questo è stato un elemento troppo tralasciato negli anni passati e dobbiamo assolutamente recuperare questo tempo.
Uno dei tempi portanti della nuova proposta, è la accessibilità alle aree marittime demaniali, anche questo troppo trascurato negli anni passati, con difficoltà che oggi noi abbiamo nel cercare di riaprire qualcuno di questi varchi, anche perché in molte parti si è acconsentito alla edificabilità , abbiamo molti di questi tratti occlusi per molte ragioni. Una cosa è certa: nel nuovo Piano abbiamo individuato quelle che sono le realtà più importanti di accesso e su queste realtà , una volta approvato il Piano, dobbiamo acconsentire il libero transito da parte soprattutto dei cittadini e dei turisti.
L’altro punto serio che aiuta a risolvere, mi auguro, una situazione molto delicata, perché abbiamo ereditato, con dei risultati sicuramente da noi ottenuti,non ancora sancito all’interno di un Piano spiaggia nostro, mi riferisco al divieto delle recinzioni perimetrali delle aree in concessione. Il divieto non significa che quelle aree sono alla mercé di tutti, ma significa che anche le eventuali recinzioni, devono essere fatte nel rispetto di quello che è previsto all’interno del Piano, con quel discorso che facevo poco fa, mantenendo ben ferma la necessità che i cittadini hanno, di poter arrivare sulla spiaggia, di poter arrivare al mare, quindi l’importanza che assume tra uno stabilimento ed un altro, il passaggio per quanto riguarda i cittadini.
Sempre nella prospettiva di una maggiore fruibilità sociale della risorsa costituita dal mare e dalla spiaggia, questa proposta prevede la realizzazione nelle spiagge libere, a cura dell’Amministrazione Comunale, dei servizi igienici e di salvaguardia dei bagnanti nonché, ove possibile, dei servizi di interesse collettivo alla fruizione della spiaggia.
Altre importanti innovazioni rispetto a quella che era la proposta di Piano che c’era stata lasciata dalla precedente Amministrazione e la classificazione, in attesa della predisposizione per l’approvazione da parte di questo Consiglio, del Piano di assetto naturalistico delle aree SIC, noi prevediamo che su queste aree, che non a caso sono considerati sistemi a tutela da parte dell’Unione Europea, prevediamo anche qui alcune forme particolari di tutela, per impedire che si arrivi ad una trasformazione dell’ambiente, soprattutto se questa non è finalizzata alla miglior conservazione dell’integrità del sistema della vegetazione e ovviamente, dell’equilibrio idrogeologico.
Nell’ambito dell’obiettivo di un’organizzazione integrata delle diverse attività connesse all’uso del mare e della spiaggia, la proposta offre una strategica scelta di concentrare attività similari, intorno a nuclei preesistenti, consolidati, nell’articolazione del litorale ed introdurre una disciplina che ne assicuri l’integrazione con la fruizione della spiaggia, a fini prettamente balneari.
Tralascio naturalmente di leggere l’altra parte della relazione. Lo dicevo già prima, voglio solo evidenziare l’importanza che per noi assume il polo nautico, quindi tutto quello che si sviluppa intorno al circolo nautico, sempre nella zona del pontile. L’importanza che per noi assume l’area sociale importante perché essa possa essere fruita soprattutto da chi ha particolari necessità ; l’area eventi, già facevo riferimento sia per quel che riguarda le aree attrezzate per il gioco, per lo sport e per lo svago ed è importante anche il recepire la regolamentazione specifica rispetto ai trabocchi, dopo la legge regionale che è stata recentemente approvata dal Consiglio Regionale.
Nella prospettiva dello sviluppo sostenibile del turismo, una particolare attenzione è stata dedicata ad azioni di promozione, nella concretizzazione di questo obiettivo.
Si sono introdotte alcune indicazioni per la gestione eco-compatibile degli stabilimenti balneari, attraverso la promozione della realizzazione degli stabilimenti balneari eco-compatibili , gestioni eco-compatibili, per preservare l’ambiente, la diminuzione dei costi. Pensiamo ad esempio a quello che può significare il pannello solare all’interno di uno stabilimento balneare; l’importanza che può assumere il riuso dell’acqua delle docce per fini necessari per innaffiare ad esempio le piante… Una serie di accorgimenti che in altre parti d’Italia oramai sono state già perfezionate da anni e che noi vogliamo introdurre anche nella nostra realtà , per fare del nostro litorale, uno dei più belli, grazie ad un Piano spiaggia capace di assicurare da un lato il rispetto dell’ambiente e del cittadino e dall’altro andare incontro a quelle che sono le giuste richieste dei nostri operatori turistici che sempre più hanno bisogno di strumenti agili per poter operare in concorrenza con un sistema che sempre più è agguerrito.
Molte altre cose dobbiamo dire ancora su questo Piano spiaggia. Era importante cominciare questa discussione questa sera. Sono convinto che da parte di tutti c’è la volontà in questa direzione. Mi auguro che i prossimi Consigli possano chiudere un argomento come questo, molto atteso dalla nostra città . Grazie. “â€â€â€â€â€â€
Indi,
IL CONSIGLIO COMUNALE
Preso atto di quanto sopra riportato e della decisione presa in sede di conferenza dei capigruppo;
RINVIA
il presente argomento alla prossima riunione del Consiglio Comunale.
fonte: Semidiceviprima » Vai al post originale