Giu 30

Da sin. Iannone, Lapenna, Forte e papà Regalino

di Gabriele Cerulli

“Alla prossima vittoria sventolerò la bandiera biancorossa perchè quando vinco io, vince anche la mia città”. Con queste parole Andrea Iannone stamane ha salutato giornalisti e tifosi in conferenza stampa in Municipio, invitato dal sindaco Luciano Lapenna dopo la seconda strepitosa seconda vittoria stagionale inb Moto2 ad Assen, in Olanda.

“Finora gli enti sovracomunali sono stati completamente assenti, ecco perché mi accingo a scrivere sia al presidente della Regione Chiodi che al presidente della Provincia Di Giuseppantonio: Iannone va sostenuto perché è un campione a livello internazionale che può promuovere non solo Vasto ma anche la Provincia e la stessa Regione”. E queste sono le parole di Lapenna, le promesse di Lapenna. Sarò anche un noioso sognatore, un passionale, uno che fa le cose in cui crede senza privilegiare un personale interesse, ma le dichiarazioni di…Luciano e il Campione mi sanno tanto di tristezza. In pratica, di fatto, si è giunti a tal punto dopo sei anni di motomondiale e sei vittorie in 76 Gran Premi disputati. Tre 6 non sono un bel presagio per i cabalisti. Per me si tratta di una ridicola messinscena dovuta ad un mero, agognato accordo economico di reciproco interesse. Lapenna ha avuto troppo tempo a disposizione per impegnarsi, come per le recinzioni, e non lo ha mai fatto a dispetto delle piccole bugie di Andrea… (leggi www.histonium.net  fonte dalla quale è tratta la foto) Lo stesso Fenomeno della Moto2 ha avuto 76 occasioni per dire “Vasto” e non lo ha mai fatto. Troppo facile adesso…Io per Andrea c’ero prima che il carro fosse costruito, per puro disinteresse personale e nel segno della promozione della sua carriera (a 14 anni). Quanta gente c’era oggi in Comune…

P.S. Fermo restando che auguro ad Andrea di confermare il buon auspicio di qualche anno fa, quando scrissi che era pazzo e talentuoso abbastanza per aspirare a diventare l’erede di Valentino Rossi. Non credo che le cose accadano per caso. Andrea ha vinto la sua prima gara italiana, al Mugello, nel giorno più triste della carriera del “Mostro a 2 ruote”…

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Giu 30

post di Giovanni Spinelli

Pino Petrini,Ebe Torriero

Il grido di affamato dolore del Presidente della Associazione Lidi Vastesi  gli ha fatto scrivere una serie di amene e ridicole considerazione in difesa dei suoi privilegi.Sappaimo tutti che il problema non è il “dettato normativo statale”.E’ quello regionale fatto ad arte per i suoi abusi e privilegi.Immagino che lei sia Pomponio Palmerino-Ricorso al TAR Pescara R.G. 382/08 avverso ordinanza di demolizione recinzione – sentenza n.8/2010 – respinto.

Immagino lei sia quello a cui un nostro frequente commentatore,PaoPaolo,ha dedicato su Qui Quotidiano la seguente risposta:”A corollario, io darei l’informazione (non il commento, ma pura e semplice informazione) seguente:

  1. A parlare è un’associazione. Ok. Ma chi rappresenta questa associazione?
    Alcuni balneatori? tutti?Ok.Chi è il presidente? E’ ancora Pomponio?Quindi questo Pomponio:
    - è il titolare del Delfino.
    - recinta “abusivamente”
    - perde il ricorso al tar, difeso dall’avv. Tagliente
    - Tagliente alla fine riesce a modificare la legge che vieterebbe a Pomponio di recintare il suo stabilimento.
    - Pomponio, nella persona di presidente di un’associazione, dice che le recinzioni vanno bene.”

Nel  suo grido di affamato dolore lei arriva a dire”I concessionari balneari di Vasto, così come avviene in località come Jesolo, Forte dei Marmi, il Gargano, Marina di Pietrasanta, Ostuni ed altre, sono pronti, come hanno fatto finora, a rispettare il dettato normativo statale o regionale garantendo il libero e gratuito accesso alla spiaggia tutti i giorno dell’anno ad esclusione delle ore notturne.La presenza delle recinzioni infatti non rappresenta una limitazione al godimento del bene demaniale, che rimane pur sempre libero e gratuito, ma risponde all’esigenza di ordinare e regolamentare il godimento del bene demaniale in un’ottica di sicurezza, di tutela delle strutture balneari e di rispetto del decoro, della pulizia e della sicurezza sanitaria richieste dall’utenza turustica.”

Guardi le fornisco alcune informazioni utili a rinsavire dall’insano ed improvvido paragone:

-questi è l’indirizzo delle webcam di stabilmento di Jesolo:http://www.jesolo.it/ita/webcam.html

Si faccia un giro e mi dica dove vede recinzioni.

Poi le fornisco un indirizzo di uno stabilimento balneare di Jesolo  ,che si chiama ORO BEACH

http://www.jesolo.it/ita/stabilimenti-balneari/oro-beach.html

Anche qui si faccia un giro e mi dica dove vede recinzioni.E sopratutto voi offrite gli stessi servizi?Oro beach offre:

“La tranquillità ed il comfort sono garantiti dal generoso posizionamento dei quasi 400 ombrelloni, alcuni dotati di cassaforte, dal servizio costante di pulizia della sabbia, dalla costante attenzione dei bagnini di salvataggio, dai gruppi di docce al coperto dotate di acqua calda, dai servizi igienici riservati, dal parco giochi per bambini
e dalla sala giochi, possibilità di noleggio pedalò e canoe.Sono a disposizione un chiosco sulla spiaggia ed il ristorante “Churrascaria”, che offre piatti della cucina tipica brasiliana che vengono serviti anche nel garden all’aperto.Il parcheggio privato offre la possibilità di lasciare l’auto direttamente all’interno dello stabilimento.
Le formule di noleggio dei posti ombrellone sono molteplici, dal giornaliero a diversi tipi di abbonamento per le esigenze più disparate.Nel periodo di alta stagione è disponibile un innovativo servizio di prestito di libri gratuito, in collaborazione con la biblioteca civica di Jesolo.Servizi presenti nel nostro stabilimento:

• 1174 Lettini

• 587 Ombrelloni (di cui n. 22 di denominazione Prestige)

• Parco giochi esterno

• Bar ristorante e Gelateria

• Area Relax con vasche idromassaggio

• Docce & wc coperti

• N. 1 altane servizio di salvataggio

• Parcheggio 120 posti auto

• Chiosco bar in spiaggia

• Giardino

Disponibilità di carrozzine per le persone diversamente abili, per poter arrivare fino al mare.”

QUINDI PENSIAMO ALLE NOSTRE MISERIE.VOSTRE SOPRATUTTO.MA CHE PARAGONE VUOLE FARE?!E PARLIAMO DI NOI.DI VOI.SIAMO A VASTO,STESSO MARE ADRIATICO.

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Giu 30

di Gabriele Cerulli

Sostengo da trentanni che a provocare la violenza negli stadi siano i potenti del calcio e le vittime siano forze dell’ordine e tifosi, con la differenza che a questi ultimi venga sistematicamente addebitata ogni responsabilità. Sia chiaro, detto ciò non offro giustificazioni ad alcun delinquente che sceglie lo stadio per sfogare le sue frustrazioni, ma a tanti ultrà innocenti certamente si. E sono la maggioranza, poiché i veri delinquenti li conoscono tutti, ma chissà perché quasi sempre la fanno franca. Quello che sta succedendo in Sudafrica dimostra palesemente le mie ragioni. Joseph Blatter, ed ora anche Michel Platini, stanno completando l’opera di distruzione del gioco del calcio. Se il pugno rifilato da un messicano avesse provocato la caduta dalla balaustra di quella ragazza argentina (immagini poco irradiate, Why not?), oggi di cosa staremmo parlando? Pipipi pipipi, patapim e patapam. Le solite menate che puntualmente non portano a nulla, ma continuano a mietere vittime. Stiamo assistendo ad una raffica di macroscopici errori arbitrali che in Eccellenza si spalmano in almeno due campionati. E la moviola in campo? Noooo, mai! Il maxischermo si, però. Secondo alcuni la tecnologia ucciderebbe l’essenza del gioco del calcio. Il diritto all’errore umano ne rappresenta uno spaccato di cui non possiamo privarci, al pari degli strafalcioni dei giocatori davanti alla porta. Se dei goal divorati non possiamo farne a meno, perché non dovrebbe valere la stessa cosa per gli arbitri? Barzellette talmente insignificanti da non far ridere veramente nessuno, tutt’altro. Provocano inequivocabilmente reazioni inconsulte. Le conseguenze descrivono un panorama da sceneggiata napoletana della migliore scuola. L’arbitro, i due assistenti ed il quarto uomo non vedono un fuorigioco colossale di Carlitos Tevez che va a rete e sblocca il quarto tra Argentina e Messico. Inevitabilemente scoppiano le proteste dei verdi che si portano verso il guardalinee Ayroldi. Arriva Rosetti e a quel punto  Messi e compagni captano che la decisione potrebbe cambiare. Sul maxi schermo il fuorigioco di Tevez non lo può evitare nessuno. Ne nasce un conciliabolo a due, tre, quattro. Quanti uomini in collegamento auricolare per decidere il da farsi? Le espressioni non verbali di Rosetti ed Ayroldi “dichiarano” che il goal è da annullare, ma la suprema legge del mondo arbitrale e dei potentati calcistici dicono di no. L’arbitro italiano cede, suo malgrado. Dimostra onestà o ingenuità? A mio avviso dimostra entrambe. Ora staremo a vedere quale valore verrà riconosciuto al fischietto torinese. A Berlino, nel 2006, l’arbitro argentino (classica coincidenza del destino) Elisondo si accorse dal maxi schermo della testata di Zidane a Materazzi e lo buttò fuori. Rosetti ha tergiversato troppo, si è fatto cogliere in castagna, ma le responsabilità vere, uniche, come possiamo non addebitarle alla coppia Blatter-Platini? Se la tecnologia deve restare fuori dal calcio, perché abbiamo introdotto da tre mondiali il maxi schermo negli stadi? Nel pomeriggio la stessa cosa era accaduta in Germania-Inghilterra. Il tiro di Lampard aveva superato la linea di almeno 50 centimetri e nessuno dei quattro arbitri se ne è accorto. Stessa scena del maxi schermo. Tutto lo stadio vede, il gioco continua nell’ilarità generale. Ma almeno in questo caso il gioco continuava, a differenza della gara serale in cui Rosetti aveva tutto il tempo di decidere a gioco fermo. A cose fatte, meno male che la Germania ha poi dilagato. Se la partita fosse finita 2 a 1, non so se se i tifosi inglesi l’avessero presa con la stessa rassegnazione. Più in generale mi ha colpito il clima di garantismo negli stadi. Alle decine di migliaia di vuvuzuela, si sono unite migliaia di ombrelli. Ma come, sosteniamo che il calcio deve avere uniformità assoluta dal mondiale alla terza categoria e poi facciamo entrare di tutto negli stadi sudafricani? Non so cosa accade fuori dall’Europa, ma da noi al massimo è consentita una bottiglietta di plastica da un quarto di litro. E allora ci dobbiamo decidere, sennò continuerà ad accadere che l’Irlanda del Trap venga sbattuta fuori dal mondiale da un arbitro che favorisce spudoratamente la Francia e come premio viene designato per la fase finale. Ora staremo a vedere cosa succederà a Rosetti. Io credo che la sua avventura si sia chiusa ieri sera, reo di aver rispettato i dettami Fifa. Ovvero di aver confermato una decisione sbagliata quando poteva tornare sui suoi passi grazie alla chiarezza del maxi schermo. La tecnologia nel calcio, mi pare di capire, può anche starci, ma alle condizioni di Blatter e Platini e non a disposizione della regolarità delle partite! Se questa non è violenza negli stadi…

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Giu 30

NON BASTA ESSERE D’ACCORDO: COSA FARE PER CAMBIARE


Leggevo l’Art. del PRC, sulle dichiarazioni di Monsignor Forte nell’aula Consigliare del Comune di Vasto. Siccome ero presente alla visita Pastorale, ho potuto apprezzare direttamente quanto da lui dichiarato in aula, pertanto mi permetto di intervenire.

Tre erano gli interrogativi posti da Monsignor Forte: Urbanistica, Sviluppo turistico e Politiche di aggregazione giovanile, e rivolgendosi direttamente alla classe politica ne chiedeva le soluzioni. Trattandosi di argomenti forti, è naturale che abbiano fatto rumore in città.  Noi dell’Italia dei Valori condividiamo quanto detto da il mons. Forte ma ci chiediamo: “Sono sufficienti le nuove NTA a risolvere il problema della crescita abitativa senza infrastrutture a Vasto? E’ vero che i nostri giovani hanno una carenza strutturale degli impianti sportivi e non sanno dove andare a giocare?  E’ vero che a Vasto Marina gli Alberghi offrono un servizio non adeguato al costo giornaliero? È vero che a Vasto Marina mancano le infrastrutture minime per cercare di fare un turismo di qualità? (vedi il porticciolo)”.  A questi interrogativi la politica deve dare risposta.

Poiché delle tre problematiche sollevate, l’argomento che ha appassionato di più è stato l’Urbanistica, cerchiamo di dare una risposta a questo quesito ed affrontare successivamente le altre tematiche.

E’ assolutamente vero che la paternità di questo PRG (di quantità piuttosto che di qualità) è da ascrivere alle passate amministrazioni di centro destra. Il nostro Piano Regolatore Generale risale al 2001, ma è pur vero che era compito di questa amministrazione arrivare alla stesura della Variante di Piano

Con l’avvento dell’attuale compagine amministrativa (primavera del 2006), molte sono state le sollecitazioni che il nostro partito ha rivolto agli altri partiti di maggioranza, per rimettere mano all’attuale strumento Urbanistico attraverso la redazione di un nuovo PRG. Purtroppo le nostre sollecitazioni sono state inascoltate.

Infatti NOI SOSTENEVAMO che, bisognava (non basta rivisitare solo le attuali Norme Tecniche, NON RISOLVONO IL PROBLEMA DELL’ESPANSIONE EDILIZIA) tornare a governare il territorio. L’Urbanistica, la Pianificazione, l’Ambiente diventavano capitoli straordinari della città.

Vasto è stata saccheggiata da una deregulation urbana che è sotto gli occhi di tutti. Una deregulation talmente negativa che ha bloccato il giusto equilibrio tra la concessione privata e il diritto del bene comune.  Bisognava ristabilire regole e principi per non favorire gli speculatori, spesso di fuori Regione, che investono i loro capitali sulla nostra città senza lasciare nessun beneficio economico sul nostro territorio, colpendo esclusivamente gli imprenditori edili locali e gli artigiani che vedono saturata ogni possibilità operativa.

Mancano pochi mesi alla chiusura della legislatura e, quindi, manca il tempo materiale per redigere un nuovo Strumento Urbanistico, però il tempo rimanente è sufficiente per discutere apertamente, senza secondi fini, di politica urbanistica.

NOI dell’IDV, ribadiamo che gli strumenti urbanistici devono poter essere flessibili e rispondere, prontamente, alle esigenze che possono sorgere con lo scorrere del tempo. La vicina San Salvo in otto anni ha già fatto tre varianti di PRG.

E’ indubbio che un passaggio istituzionale di siffatta rilevanza per la Città di Vasto merita  un ben più ampio dibattito pubblico e richiede un confronto serio ed approfondito con la cittadinanza, con le categorie economico-sociali, imprenditoriali, associazioni culturali che insistono sul territorio, con gli Ordini professionali, con i tecnici ecc. ABBIAMO IL TEMPO SUFFICIENTE PER FARE QUESTO, l’Amministrazione Comunale non deve sottrarsi al terreno del confronto, rinunciando a quei contributi e suggerimenti che possono arrivare dagli operatori del settore, imprese, artigiani ecc..

Rinunciare a questo esercizio di responsabilità, ricorrendo ad una soluzione autoritativa e non partecipata, mette in chiara evidenza che certe scelte urbanistiche (che si vorrebbero strategiche) sono in realtà meri artifizi. Rinunciare ad una disamina seria ed attenta dei processi di trasformazione territoriale in atto, rischia di compromettere gravemente le esigenze di sviluppo della città e di penalizzare i bisogni ed i diritti delle persone.

Tutto questo per arrivare, ALMENO, a formulare l’incarico professionale per la redazione del nuovo PRG.

Certamente i quesiti posti da Monsignor Forte saranno per noi dell’IDV la base di partenza per il futuro programma elettorale. Chi vorrà fare alleanze elettorali con l’IDV dovrà necessariamente non solo sotto firmare i tre quesiti ma ci dovrà pure dire con chi intende realizzarli.

Noi dell’Italia dei Valori, inoltre, siamo favorevoli al recepimento della legge Regionale n. 16, il cosiddetto “Piano Casa”, in quanto essa deve essere vista come un’opportunità per rilanciare un’economia locale oramai stagnante.

La ristrutturazione edilizia remunerata con una maggiore cubatura potrà consentire alle famiglie, che hanno piccoli risparmi, di investire per rinnovare ed ammodernare vecchi fabbricati in modo da rafforzare anche la sostenibilità energetica degli alloggi e migliorare la qualità complessiva della nostra edilizia.

Oggi che ci troviamo di fronte ad una forte congiuntura occupazionale, a cui si aggiunge un vasto patrimonio edilizio invenduto, consentire il recupero e la ristrutturazione edilizia privata ci sembra un’opportunità da cogliere favorevolmente. Ciò consentirà al nostro artigianato locale (idraulici, elettricisti, muratori, falegnami ecc.) di poter lavorare e dare occupazione.
Italia Dei Valori

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Giu 30

postrinfresca memorie di Giovanni Spinelli.

Vasto Marina 1954

Nel mese di Febbraio 2010(verificare qui per credere:http://semidiceviprima.com/?p=2339)rimbalzai un post di Mare Libero ( è tutto sotto) sulla codetta Legge Di Dalmazio che intendeva estendere  la durata delle concessioni demaniali per uso turistico-ricreativo. La normativa prevedeva che i titolari di concessioni demaniali marittime per la balneazione possano richiedere l’estensione della durata della concessione fino ad un massimo di venti anni, a partire dalla data di rilascio, in virtu’ degli investimenti effettuati.

PERCHE’ INTENDEVA?PERCHE LA LEGGE E’ STATA OSSERVATA E BLOCCATA DAL GOVERNO”AMICO”.E PERCHE’?

Il 2 febbraio 2009, l’Unione Europea ha aperto nei confronti dell’Italia una procedura d’infrazione (n. 2008/4908) per il mancato adeguamento della normativa nazionale in materia di concessioni demaniali marittime ai contenuti previsti dalla “direttiva servizi“, meglio conosciuta come direttiva Bolkenstein (direttiva 123/2006/CE) che detta i principi della concorrenza nel libero mercato.

Veda signor Pomponio,presidente  della associaione Lidi Vastesi:perche’ io non posso concorrere ad avere una licenza demaniale?Perche’ lei ed altri  villaragate di 10 metri in 10 metri.E la spiaggia ve la fottete tutta voi.

ECCO IL POST DI FEBBRAIO 2010.

L’approvazione della  norma regionale compromette la realizzazione delle finalità dettate dai Piani, in quanto, una volta assicurato ai concessionari un permesso di durata anche ventennale, le Amministrazioni si priveranno di qualsiasi strumento per assicurarsi l’adeguamento delle strutture alle nuove norme. In sostanza non avranno facoltà di pianificare sul loro territorio (demaniale) …da qui all’eternità!

E ,tutti zitti.Anzi plauso.

Il 2 febbraio 2009, l’Unione Europea ha aperto nei confronti dell’Italia una procedura d’infrazione (n. 2008/4908) per il mancato adeguamento della normativa nazionale in materia di concessioni demaniali marittime ai contenuti previsti dalla “direttiva servizi“, meglio conosciuta come direttiva Bolkenstein (direttiva 123/2006/CE) che detta i principi della concorrenza nel libero mercato.

In una nota inviata al Governo nell’agosto 2009, la Commissione Europea, ha evidenziato che l’articolo 37 del nostro codice della navigazione, nel favorire il concessionario uscente, è in aperto contrasto con l’articolo 43 del trattato CE e con l’articolo 12 della “direttiva servizi” .

Quindi nell’ipotesi di pieno adeguamento del nostro ordinamento alle indicazioni di questa direttiva, le concessioni demaniali marittime, a decorrere dal prossimo anno, non potranno più essere rinnovate automaticamente, non valendo più il diritto di insistenza, ma anzi dovranno essere oggetto di un bando con procedura di evidenza pubblica alla scadenza temporale di ogni concessione.

Sotto la pressione lobbistica delle associazioni di categoria la Giunta regionale abruzzese ha prontamente  proposto un Disegno di Legge  in cui i titolari di concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricreative possono richiedere l’estensione della durata delle concessioni fino a un massimo di venti anni a partire dalla data di rilascio, in ragione dell’entità degli investimenti.

Il Consiglio regionale d’Abruzzo, riunito a Pescara, ha approvato il Progetto di legge di iniziativa della Giunta regionale, la cosiddetta ”Legge Di Dalmazio”, che estende la durata delle concessioni demaniali per uso turistico-ricreativo. La normativa prevede che i titolari di concessioni demaniali marittime per la balneazione possano richiedere l’estensione della durata della concessione fino ad un massimo di venti anni, a partire dalla data di rilascio, in virtu’ degli investimenti effettuati.

Afferma l’assessore al turismo Mauro Di Dalmazio: “Questo disegno di legge è l’unico strumento a disposizione della Regione per dare maggiori elementi di stabilità a tutela degli investimenti degli operatori del settore”.

Comprendiamo come il recepimento della direttiva europea possa essere un problema per gli imprenditori che hanno investito ingenti somme nell’arco di vari decenni in cui la deregulation ha regnato sovrana su tutto il litorale abruzzese (spesso in modo discutibile) ma la proposta di legge così formulata è, a nostro parere, pericolosa sia dal punto di vista urbanistico che della pubblica fruibilità del demanio marittimo.

A tale riguardo la prima forma di regolamentazione del settore si è avuta con la Legge Regionale 141/97 con la quale è stata approntata una regolamentazione urbanistica speciale (indicazione delle superfici massime, dei volumi, previsione di liberi accessi al mare etc..). Ma la sua applicazione, il Piano Demaniale Marittimo, ha visto la luce solo nel 2004, consentendo nel frattempo la prosecuzione dell’occupazione selvaggia del demanio. Poi i Comuni sono stati chiamati a redigere i loro Piani Spiaggia comunali ( tanti non lo hanno ancora fatto).

Ne consegue che ad oggi l’adeguamento dal punto di vista urbanistico è stato irrilevante in quanto le prescrizioni contenute nei Piani Spiaggia comunali possono valere per le realizzazioni già compiute solamente “al rinnovo della scadenza del titolo concessorio” (come ha stabilito anche il Consiglio di Stato nella sentenza della Sez. VI del 17.12.2007 n. 6468).

In questo contesto, l’approvazione della norma regionale così come proposta compromette la realizzazione delle finalità dettate dai Piani, in quanto, una volta assicurato ai concessionari un permesso di durata anche ventennale, le Amministrazioni si priveranno di qualsiasi strumento per assicurarsi l’adeguamento delle strutture alle nuove norme. In sostanza non avranno facoltà di pianificare sul loro territorio (demaniale) …da qui all’eternità!

(mare libero)

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Giu 30

postricordo di Giovanni Spinelli

Tutti ad applaudire mons.Bruno Forte per il suo discorso in Consiglio Comunale a Vasto.Io stesso ho scritto di farlo sindaco per un giorno,ironicamente ovvio. Tutti a godere per il suo Vasto è “città stupenda sotto l’aspetto naturale oggetto, però, di una ingiustificata colata di cemento.” Non senza ragione,beninteso.Da ultimi,Maurizio Acerbo, consigliere regionale PRC e Marco Marra, assessore PRC Comune di Vasto con questa dichiarazione:”Per quanto riguarda Vasto facciamo presente che lo sviluppo edilizio che ha suscitato il disappunto dell’arcivescovo non è opera dell’attuale amministrazione, ma degli strumenti urbanistici risalenti all’amministrazione di centrodestra guidata da Tagliente ultimamente tornato agli onori delle cronache per un barbaro emendamento che consente di recintare le spiagge abruzzesi.
Va ricordato che l’attuale amministrazione di centrosinistra ha comunque provveduto ad una modifica radicale e restrittiva delle NTA del PRG, oltre che a porre un vincolo edificatorio lungo tutto il tratto costiero ad est del tracciato ferroviario. Dobbiamo constatare comunque che è indispensabile, come passo politico successivo, modificare in toto l’attuale PRG.Anche perché la crescita del patrimonio edilizio da tempo ha smesso di avere una funzione sociale”.Ci puo’ stare anche questo.Ma che cazzo di memorie corte che avete tutti quanti.Vi aiuto?Ecco.Un post-articolo su Piazza Rossetti di qualche tempo fa:
(http://www.piazzarossetti.it/vasto-don-cassio-menna-nominato-ufficialmente-nel-consiglio-di-amministrazione-della-genova-rulli_28905.html)
“Prende il posto del dimissionario mons. Piero Santoro. La decisione non gradita dai cittadini vastesi
La notizia è ormai ufficiale. L’economo della Curia Arcivescovile di Chieti-Vasto, don Cassio Menna, è il nuovo componente il Consiglio di Amministrazione della Fondazione “Genova-Rulli”. Don Menna sostituisce don Piero Santoro il quale, nei giorni scorsi, dopo le polemiche sorte in relazione alla nota vicenda relativa alla vendita di 26 mila metri quadrati di terreno in località “S. Tommaso”, ad un gruppo imprenditoriale di Apricena, aveva rassegnato le proprie dimissioni nelle mani del vescovo, mons. Bruno Forte. Come si ricorderà la Curia teatina era intervenuta con una nota stampa molto polemica a firma del vicario episcopale di Chieti. Gli altri 6 membri del Consiglio di Amministrazione del “Genova-Rulli” non si sono dimessi. Nei giorni scorsi mons. Santoro era stato raggiunto da numerosi messaggi di solidarietà da parte dei cittadini vastesi che da sempre apprezzano la sua azione pastorale. La decisione assunta dal Vescovo Forte ha provocato una profonda spaccatura tra i sacerdoti delle due diocesi di Chieti e Vasto. “Non si capisce perchè – è questo il commento anche dei cittadini – un curiale di Chieti debba venire ad amministrare beni che appartengono alla chiesa vastese”. Nel frattempo si è appreso che nei prossimi giorni la vendita di quel terreno verrà perfezionata dinanzi ad un notaio di Vasto, così come previsto dal famoso bando pubblico che nessuno “ha visto” ma che era ed è facilmente consultabile anche sul sito della Fondazione “Genova Rulli”.
CHE COSA PRODUSSE QUESTA VENDITA? IL POST INTERO LO TROVATE QUI:
http://semidiceviprima.go.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1918950.E QUESTO è L’INCIPIT:
“Non è propriamente una storia da blog. Sarebbe una storia da giornalismo di inchiesta vero. Ma visto che a Vasto cambia nessuno vuole indagare,esplorare,capire e se del denunciare,lo facciamo noi. Quindi,cari lettori,armatevi di pazienza e seguiteci.Potremmo chiamarla Z come Z-L’orgia del potere o Z come Ercole Zulli, uno degli invisibili e “sconosciuti” esperti che a detta dell’Assessora Suriani diedero una”mano” alla definizione della variante alle NTA del PRG. Richiesti più volte da noi,i nomi non sono stati mai fatti dall’Assessora; e ci mancherebbe:nascondere è lo stile della “nuova amministrazione” di Centro Sinistra. Durò poco:Polis pubblicò le NTA di Monteodorisio redatte da Ercole Zulli che hanno costituito la “copia” fondante delle NTA Vastesi. Et voilà l’ennesima copia fu scoperta. Solo che questa “copia” vale milioni e milioni di Euri. ”
VAI SUL POST ORIGINALE E LEGGI IL SEGUITO

SEMPRE PER LA SERIE:MEMORIE CORTE ,INTELLIGENZE FUGGITIVE.

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Giu 30

postrichiesta di Giovanni Spinelli

Anche Vasto ha il suo bel Comitato per la celebrazione del 150° dell’Unità d’Italia.E’ composto da:

“..comitato presieduto dal Sindaco o suo delegato e composto dal prof. Gianni Oliva e dai consiglieri Nicolangelo D’Adamo e Giuseppe Tagliente, che si occuperà di definire il calendario delle manifestazioni dedicate alla celebrazione del 150° dell’Unità d’Italia.

Prof. fammi un regalo ..Un bel convegno su Mazzini..
Di Giuseppe Mazzini, nato a Genova il 22 giugno 1805, si ricorda il ritratto “ufficiale”, un viso austero, quasi esangue, molto “tirato”. In realtà il fondatore della Giovine Italia era tutt’altro che “tetro”: esperto suonatore di chitarra, amava e frequentava il teatro d’opera, considerava la musica maestra di formazione per i giovani. Studiò attentamente gli autori classici, da cui trasse insegnamenti e consapevolezza di natura morale.
Mazzini scoprì la sua vocazione politica assistendo sedicenne all’esodo dei profughi della fallita rivoluzione costituzionalista piemontese del 1821, la completò leggendo avidamente i giornali giacobini e napoleonici che erano nascosti dietro i libri di medicina della biblioteca paterna e proseguì con una sua polemica permanente sui giornali “contro l’autoritarismo pedagogico e il conformismo culturale”.
Antonio Gramsci scrisse: “il nucleo solido del mazzinianesimo, il suo contributo reale al Risorgimento fu nella continua e permanente predicazione dell’Unità, con onestà e coerenza refrattarie a qualsiasi suggestione trasformistica”.
Chissà se quelli della Lega di Bossi hanno mai sentito parlare di Giuseppe Mazzini, il padre del Risorgimento e dell’Unità d’Italia (con Cavour e Garibaldi), che alla fine morì in triste solitudine, sotto falso nome, esule in patria, attaccato violentemente anche dai capi del movimento operaio che non gli perdonarono le sue posizioni contro la Comune di Parigi e l’avversione al socialismo. Ma Mazzini non sottovalutò l’importanza della “classe”, tant’è che una sezione della Giovine Italia fu denominata “Unione degli operai italiani”. In questo senso fu anche uno dei principali propulsori del movimento operaio.
Fondamentale e attualissimo il suo concetto (allora inedito): “Non si fondava una nazione se non si fondava per tutti, se non si chiamava tutti a fondarla”, cioè a concorrere nei doveri e a partecipare nei diritti che sgorgano dal concetto nazionale.
Questa concezione, un vero e proprio monito, un pilastro ideale, culturale e politico, non solo fu “vincente” nella lotta del Risorgimento, ma resta un testamento ideale di grande attualità

Iamm famm su regale..

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Giu 30

In un una risposta a questo post:http://semidiceviprima.com/?p=6114,il compagno Fabio Giangiacomo ha scritto:

“il piano spiaggia è già andato in consiglio e ha già passato il vaglio politico della commissione urbanistica se non è stato ancora adottato la colpa non è solo di Anna”

La mia risposta :

“Fabio non intendevo ed intendo dire che è colpa solo di Anna..Mi chiedevo che fine ha fatto..”

Tagliente  nella sua “ giustificazione” a favore della modifica legislativa dice

“1) che l’altezza dei dissuasori dovrà essere comunque stabilita in sede di redazione del Piano del Demanio Marittimo Comunale (P.d.m.c.) e che in quel contesto (ove mai, ad esempio, l’amministrazione comunale di Vasto volesse finalmente degnarsi di licenziarne uno) ogni comune potrà autonomamente decidere la misura e la tipologia della modalità difensiva”

Pubblico,per una corretta informazione(e memoria di tutti..) il Verbale della discussione in Consiglio comunale del 5 Ottobre 2009 APPROVAZIONE PIANO DEL DEMANIO MARITTIMO COMUNALE (variante) – RINVIO (a puntate,però ..)

Quinta puntata

Interviene il Sindaco per illustrare il provvedimento, e così si esprime:

“”””””””””””” Questo è un provvedimento che sappiamo tutti essere atteso dalla città. Vorrei ricordare che il Piano del Demanio marittimo è stato approvato diversi anni fa dalla Regione Abruzzo. La passata Amministrazione ha portato avanti il lavoro, senza giungere all’approvazione definitiva del provvedimento. Quando noi ci siamo ritrovati con la decisione da assumere, questo Consiglio Comunale, penso all’unanimità, ritenne non solo di dover bloccare quello che era il bando precedentemente fatto, ma anche di ridare all’Assessore la possibilità di rivedere il Piano del demanio marittimo con quei criteri che furono già nel Consiglio Comunale, discussi. Ricordo della discussione che ci fu e questo è quello che è stato fatto. Ecco perché credo che è interesse di noi tutti, oggi, accelerare l’approvazione di questo provvedimento.

La predisposizione della variante all’attuale Piano del demanio marittimo, è scaturito e scaturisce certamente dalla necessità di eliminare quelle che per noi sono apparse delle incongruenze e, dicevo prima, la necessità di procedere alla revoca del bando, per l’assegnazione delle nuove concessioni demaniali previste nel Piano a suo tempo varato dall’allora Amministrazione Pietrocola.

Abbiamo inteso cogliere questa occasione per portare a compimento non solo quello che ci eravamo anche preposti nella competizione elettorale. Nel programma del Sindaco erano ben indicate alcune di quelle decisioni che poi noi abbiamo recepito all’interno di questa proposta che è all’attenzione nostra.

Una visione quindi integrata dei cosiddetti “pubblici usi del mare” e, nello stesso tempo, abbiamo cercato di tutelare il più possibile, l’interesse della collettività, l’interesse del cittadino, l’interesse dell’utente.

Molti di voi sanno quale impegno c’è da parte nostra, rispetto al mantenimento di alcuni diritti di cittadinanza. Penso agli accessi al mare, penso alla necessità di assicurare, tra uno stabilimento e un altro, quello che è un normale percorso per i cittadini. L’importanza che per noi ha assunto e assume, sempre di più, il discorso delle spiagge libere. Ovviamente legata alle spiagge libere, la pulizia della spiaggia, la pulizia dell’arenile. La necessità di dare a chi va in spiaggia, un’adeguata tutela. Da qui gli impegni robusti per il salvamento.

Parte di queste cose oggi le ritroviamo meglio specificate all’interno di questo provvedimento.

L’importanza che poi ha assunto per noi e molti atti vanno a dimostrarlo. La tutela ambientale intesa in senso ampio, che ha significato il vincolo paesaggistico e vorrei ricordare anche l’importante provvedimento assunto, che ha vietato l’uso di quelle che sono le aree di risulta delle ferrovie per fini edilizi, per cui un vincolo assoluto di in edificabilità e, dall’altro,quello che significa per noi, il discorso interno, tutto intorno alla riserva naturale e alla individuazione di quelle aree SIC che ci sono.

Noi oggi, in questo contesto, la scelta di eliminare le concessioni originariamente previste sulla scogliera sapete che questo ha comportato una discussione a più riprese all’interno anche della Commissione. Questa scelta certamente si conforma a quanto suggerito dai superiori livelli; dall’altro, come vi dicevo prima, l’importanza che noi diamo a provvedimenti di tutela rispetto alla spiaggia intesa non solo come sabbia ma, in questo caso, degli scogli.

L’implementazione delle potenzialità d’uso delle aree demaniali si è realizzata attraverso il riconoscimento di regola a tutti i concessionari delle medesime tipologie di insediamento e attività consentite, sì da assicurare una omogeneità di fondo dei titoli concessori, che da strumenti eccezionali di gestione, vengono considerati ora normali strumenti di conformazione sia di utilizzazione dei beni demaniali, sia delle attività esercitate dai concessionari, a mezzo dei beni stessi.

Ovviamente questo lavoro è stato portato avanti anche in linea con quelli che sono le direttive europee. A me ha fatto molto piacere leggere in alcune sentenze dei TAR, che davano ragione all’operato di questa Amministrazione rispetto ad alcuni dinieghi di concessione, il richiamo ad una corretta applicazione di questi dettati europei ed il riscontro che nel nostro operato questi dettati erano stati tutti comunque sempre osservati. E’ stato per me motivo di grande soddisfazione.

Oltre a ciò, segnaliamo l’attenzione nostra nel contemperare le aspirazioni di sviluppo dei concessionari. Non siamo qui per un Piano spiaggia portato solo a mettere dei limiti. Noi abbiamo dato la possibilità, attraverso questo Piano spiaggia, ai concessionari di poter adeguare le loro concessioni, sempre a quella che è la legge regionale al Piano del demanio marittimo, sia per quel che riguarda soprattutto il fronte mare, sia per quel che riguarda i rinnovi di queste concessioni, quindi accogliendo quell’iter di rinnovo molto accelerato, anziché quei percorsi molto tortuosi che a volte si seguivano in passato.

Nel Piano spiaggia si tiene conto anche di una serie di aree destinate a quelli che sono gli usi speciali che costituiscono, come dirò poi, una novità di questa proposta progettuale, destinate ad essere attrezzate per lo svolgimento di attività sociali, connesse con le finalità turistiche e ricreative; per le attività ludico-culturali; per il gioco; per le attività sportive. Cose che sempre più oggi sono richieste da chi fruisce la spiaggia, quindi dai nostri concittadini, ma soprattutto dai tanti turisti.

Cosa ci poniamo? Quali sono le finalità? Le finalità vanno nella volontà di promuovere e incentivare la tutela ambientale e la riqualificazione del turismo e del litorale marittimo.

Mi avete spesso sentito parlare non sempre di un turismo balneare, ma di legare ad un turismo balneare i turismi, quindi il turismo ambientale che sicuramente deve rappresentare per Vasto, una delle opzioni importanti nel nostro futuro.

Il turismo anche rispetto alla spiaggia libera. Guai a non voler tener conto di questo e pensare che tutta la nostra spiaggia invece deve essere spiaggia data in concessione.

La seconda finalità: organizzare l’area di intervento del Piano in zone e sottozone, secondo determinate caratteristiche di omogeneità e affinità ambientali e infrastrutturali, cui far corrispondere una unitaria regolamentazione.

Abbiamo definito principi, criteri e modalità per la concessione del bene del demanio marittimo. Abbiamo cercato di tutelare e favorire la accessibilità e la fruibilità del litorale marittimo anche in relazione alle destinazioni del territorio urbano, che è immediatamente attigua alla stessa, come voi ben sapete.

Ultimo, ma non per importanza, la tutela della nostra costa, ai fini della conservazione delle risorse naturali, in armonia con lo sviluppo delle attività turistiche e la libera fruizione di tratti di costa definiti.

Perché queste finalità? Perché ci poniamo ovviamente alcuni obiettivi. L’obiettivo naturalmente di salvaguardare il nostro paesaggio, il nostro ambiente paesaggistico della spiaggia, garantendo, nello stesso tempo, lo sviluppo sostenibile nell’uso del demanio marittimo; il rendere ottimale le potenzialità turistiche della costa e quindi con il potenziamento delle strutture presenti ed operanti sul territorio, come dicevo prima, senza assolutamente distruggere una delle parti più belle del nostro Adriatico; lo sviluppo e l’incremento turistico-balneare, potenziando l’offerta presente sul territorio; sviluppare l’economia turistico-ricettiva del territorio e della città, valorizzando appieno le aree e i litorali del demanio marittimo, con una progettazione unitaria (questo è uno degli elementi più importanti che abbiamo cercato di recepire all’interno del nostro Piano, soprattutto delle norme di attuazione); il rispetto della vocazione del territorio e delle risorse ambientali esistenti, mediante una migliore organizzazione funzionale del territorio, anche al fine di assicurare l’integrazione da un lato con le riserve naturali contigue alle aree di intervento del Piano.

Abbiamo puntato molto a quelle che sono le aree riservate ad attività speciali e parlavo non a caso di quello che è il mondo dello sport.

Per finire, ci siamo posti l’obiettivo di riorganizzare le aree destinate alla piccola pesca.

Come vedete è un Piano ambizioso, robusto, che dovrà sicuramente ottenere e portare a tutti i risultati che riqualificheranno la spiaggia libera, riqualificheranno tutte le aree che oggi sono in disuso, con un’attenzione particolare anche a quelle aree che spesso oggi sono considerate abbandonate, degradate.

La riqualificazione di tutte le strutture balneari, quel discorso importante su…(parole non chiare) architettonica armoniosa, soprattutto per le nuovi concessioni. La disponibilità e l’accessibilità del mare e della spiaggia a tutta la collettività; l’eliminazione delle barriere architettoniche e visive; l’indicazione e l’utilizzo di materiale eco-compatibile di facile rimozione.

E’ chiaro che questo provvedimento per potersi concretizzare ha bisogno anche di un procedimento deliberativo e di una metodologia chiara del lavoro.

E’ inutile che mi dilungo molto su questo. Chi si leggerà le norme, troverà una serie di percorsi anche per arrivare all’ottenimento della concessione balneare in modo un po’ “diverso” (se mi è consentito), dal passato.

Ci tengo a ribadirlo ancora una volta: spesso ci siamo ritrovati con concessioni non si sa da chi dati. Abbiamo dovuto regolarizzare delle concessioni balneari attraverso provvedimenti che poggiavano a volte solo sul possesso pluriannuale di un determinato lotto. Questa Amministrazione ha fatto anche questo in questi anni. Ha cercato, con tutte le concessioni, di poter arrivare a definire qual è la concessione di Tizio, di Caio e di Sempronio. I nostri balneatori, i nostri concessionari oggi, devono essere grati a noi perché, attraverso questa chiara volontà, hanno veramente in mano un titolo concessorio che non è più attaccabile come lo poteva essere in passato e questo grazie all’operato di questa nostra Amministrazione.

Così come oggi, attraverso questo Piano che noi proponiamo a voi, attraverso le norme che noi proponiamo, arriveremo sicuramente a rendere chiaro e trasparente, tutto il percorso di rilascio di quelle che saranno le nuove concessioni da doversi dare.

Cosa aggiungere di più? E’ chiaro che il presente provvedimento suddivide la nostra costa in quattro zone. Abbiamo quella che è la zona libera, che comprende tutte le sottozone, l’area di battigia, i corridoi di libero transito e le spiagge libere. Sulla mappa è contraddistinto con la sigla “Z.L.” (zona libera); zona per concessione demaniale ad uso turistico-ricreativo (ZCD), comprendente la sottozona destinata a nuove concessioni demaniali e la sottozona delle concessioni esistenti; abbiamo la zona speciale che comprende le sottozone destinate ad attività nautiche, ad alaggio libero, ad interventi e servizi sociali, all’attività di piccola pesca, di interventi di tutela e riqualificazione ambientale nonché la sottozona comprendenti le aree riservate al Comune per le attività ludico, sportive, culturali e di intrattenimento; la zona di tutela e valorizzazione dei trabocchi, comprendente le aree dove esistono trabocchi in stato di abbandono o di degrado più avanzato.

Sapete che sul problema dei trabocchi, per anni abbiamo trascurato questo importarne elemento per la nostra promozione turistica del nostro litorale. In 16 km di costa abbiamo la possibilità di realizzare ben 11 trabocchi, in base a quelle che sono le mappe del nostro archivio. La costa dei trabocchi per convinzione di tutti, finisce a Torino di Sangro e non si capisce il perché, quando noi siamo la realtà che più può realizzare i trabocchi, sulla scorta di tutto quello che dicevo prima. Sicuramente questo è stato un elemento troppo tralasciato negli anni passati e dobbiamo assolutamente recuperare questo tempo.

Uno dei tempi portanti della nuova proposta, è la accessibilità alle aree marittime demaniali, anche questo troppo trascurato negli anni passati, con difficoltà che oggi noi abbiamo nel cercare di riaprire qualcuno di questi varchi, anche perché in molte parti si è acconsentito alla edificabilità, abbiamo molti di questi tratti occlusi per molte ragioni. Una cosa è certa: nel nuovo Piano abbiamo individuato quelle che sono le realtà più importanti di accesso e su queste realtà, una volta approvato il Piano, dobbiamo acconsentire il libero transito da parte soprattutto dei cittadini e dei turisti.

L’altro punto serio che aiuta a risolvere, mi auguro, una situazione molto delicata, perché abbiamo ereditato, con dei risultati sicuramente da noi ottenuti,non ancora sancito all’interno di un Piano spiaggia nostro, mi riferisco al divieto delle recinzioni perimetrali delle aree in concessione. Il divieto non significa che quelle aree sono alla mercé di tutti, ma significa che anche le eventuali recinzioni, devono essere fatte nel rispetto di quello che è previsto all’interno del Piano, con quel discorso che facevo poco fa, mantenendo ben ferma la necessità che i cittadini hanno, di poter arrivare sulla spiaggia, di poter arrivare al mare, quindi l’importanza che assume tra uno stabilimento ed un altro, il passaggio per quanto riguarda i cittadini.

Sempre nella prospettiva di una maggiore fruibilità sociale della risorsa costituita dal mare e dalla spiaggia, questa proposta prevede la realizzazione nelle spiagge libere, a cura dell’Amministrazione Comunale, dei servizi igienici e di salvaguardia dei bagnanti nonché, ove possibile, dei servizi di interesse collettivo alla fruizione della spiaggia.

Altre importanti innovazioni rispetto a quella che era la proposta di Piano che c’era stata lasciata dalla precedente Amministrazione e la classificazione, in attesa della predisposizione per l’approvazione da parte di questo Consiglio, del Piano di assetto naturalistico delle aree SIC, noi prevediamo che su queste aree, che non a caso sono considerati sistemi a tutela da parte dell’Unione Europea, prevediamo anche qui alcune forme particolari di tutela, per impedire che si arrivi ad una trasformazione dell’ambiente, soprattutto se questa non è finalizzata alla miglior conservazione dell’integrità del sistema della vegetazione e ovviamente, dell’equilibrio idrogeologico.

Nell’ambito dell’obiettivo di un’organizzazione integrata delle diverse attività connesse all’uso del mare e della spiaggia, la proposta offre una strategica scelta di concentrare attività similari, intorno a nuclei preesistenti, consolidati, nell’articolazione del litorale ed introdurre una disciplina che ne assicuri l’integrazione con la fruizione della spiaggia, a fini prettamente balneari.

Tralascio naturalmente di leggere l’altra parte della relazione. Lo dicevo già prima, voglio solo evidenziare l’importanza che per noi assume il polo nautico, quindi tutto quello che si sviluppa intorno al circolo nautico, sempre nella zona del pontile. L’importanza che per noi assume l’area sociale importante perché essa possa essere fruita soprattutto da chi ha particolari necessità; l’area eventi, già facevo riferimento sia per quel che riguarda le aree attrezzate per il gioco, per lo sport e per lo svago ed è importante anche il recepire la regolamentazione specifica rispetto ai trabocchi, dopo la legge regionale che è stata recentemente approvata dal Consiglio Regionale.

Nella prospettiva dello sviluppo sostenibile del turismo, una particolare attenzione è stata dedicata ad azioni di promozione, nella concretizzazione di questo obiettivo.

Si sono introdotte alcune indicazioni per la gestione eco-compatibile degli stabilimenti balneari, attraverso la promozione della realizzazione degli stabilimenti balneari eco-compatibili , gestioni eco-compatibili, per preservare l’ambiente, la diminuzione dei costi. Pensiamo ad esempio a quello che può significare il pannello solare all’interno di uno stabilimento balneare; l’importanza che può assumere il riuso dell’acqua delle docce per fini necessari per innaffiare ad esempio le piante… Una serie di accorgimenti che in altre parti d’Italia oramai sono state già perfezionate da anni e che noi vogliamo introdurre anche nella nostra realtà, per fare del nostro litorale, uno dei più belli, grazie ad un Piano spiaggia capace di assicurare da un lato il rispetto dell’ambiente e del cittadino e dall’altro andare incontro a quelle che sono le giuste richieste dei nostri operatori turistici che sempre più hanno bisogno di strumenti agili per poter operare in concorrenza con un sistema che sempre più è agguerrito.

Molte altre cose dobbiamo dire ancora su questo Piano spiaggia. Era importante cominciare questa discussione questa sera. Sono convinto che da parte di tutti c’è la volontà in questa direzione. Mi auguro che i prossimi Consigli possano chiudere un argomento come questo, molto atteso dalla nostra città. Grazie. “””””””

Indi,

IL CONSIGLIO COMUNALE

Preso atto di quanto sopra riportato e della decisione presa in sede di conferenza dei capigruppo;

RINVIA

il presente argomento alla prossima riunione del Consiglio Comunale.

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Giu 30


«Mi dite com’e possibile che a Vasto ci siano almeno 3000 case sfitte e il cemento continua ad avanzare, rischiando di rovinare una delle piu’ belle citta’ d’Abruzzo?».E’ uno dei passaggi più ruvidi dell’arcivescovo di Chieti-Vasto, monsignor Bruno Forte, che ieri, nel corso della visita pastorale, ha tenuto un breve discorso nell’aula consigliare del municipio di Vasto. Accolto dal presidente dell’assemblea, Giuseppe Forte e dal vice sindaco Vincenzo Sputore (il sindaco Luciano Lapenna e’ all’estero per un viaggio a Santiago de Compostela), il presule ha parlato a braccio per venti minuti, scuotendo le coscienze e richiamando gli amministratori di ieri e di oggi alle loro responsabilità.
«Vasto – ha detto tra l’altro – e’ una città stupenda, ma e’ oggetto di una ingiustificata colata di cemento. Che ne pensa il consiglio comunale? Perchè tutte queste nuove costruzioni?(DA PRIMA DA NOI)

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Giu 30

Iannone il dominatore

di Alice Margaria
L’audio della intervista:

Era in palla il pilota di Vasto, lo era da giovedì, e oggi ha affrontato la gara dopo essersi portato a casa un poker di primi posti in tutti i turni di prove, warm up compreso.

Partito dalla pole, Andrea Iannone è scattato non perfettamente rimanendo dietro al Ratthapark Wilairot, che l’ha fatto “patire” fino alla terza curva, dalla quale poi però se n’è andato.

Da lì in poi il pilota di Luca Boscoscuro ha iniziato a martellare con ritmi  intorno al ‘37 ed è diventato imprendibile, con distacchi da Toni Elias, che lo seguiva in lotta con Wilairot, di oltre 8 secondi. L’ha vinta alla grande. Eppure ha dichiarato di aver fatto fatica:

“Oggi è stata una gara molto difficile, Wilairot è partito davanti a me e ho perso tempo per passarlo al primo giro. Gli altri avversari erano fortissimi e sono riuscito a staccarli solo a metà gara. In generale preferisco le gare dove combatto un po’ di più e fino all’ultimo non si sa chi arriva perché mi dà maggiore soddisfazione. Ora dobbiamo rimanere concentrati perché tra poco (domenica prossima ndr) c’è il GP di Catalunya”.

E’ contento, Iannone, che tutto stia funzionando; forse potrebbe iniziare a pensare al mondiale, trovandosi a 33 punti di distacco da Elias con ancora 11 gare da disputare. E la prossima, quella di Barcellona, lui l’anno scorso l’ha vinta in 125.

“Elias è molto lontano. Dobbiamo tentare di ottenere i migliori risultati possibili, vincere quando si può, accontentarsi quando si è in difficoltà e sperare di recuperare qualche punto a Toni, che è molto costante. Barcellona l’anno scorso l’ho vinta ma la Moto 2 è un’altra categoria, ci sono altri piloti e tutti vicinissimi. Questa non è la 125, sto correndo contro piloti che vanno molto forte. Qui in gara sapevo di avere qualcosa in più degli altri perché sono stato il primo sempre. La 125 è più facile perché è più leggera e va moto forte per quello che è, però per andare forte e vincere con quella moto ci vogliono anche altre cose e non solo il talento. Nella Moto2 siamo tutti più costanti perché siamo livellati ad ogni gara e alla fine vince chi l’ha messa a posto meglio e chi dà più gas”.

A sei gare dall’inizio non si può ancora definire però la Moto 2 una categoria propedeutica alla MotoGP. Secondo Iannone è difficile passare direttamente i GP dopo un anno di esperienza.

“Credo che per fare una stagione in MotoGP ci vogliano molte cose e non è così semplice. Devo ancora imparare molto in questa categoria e adesso non penso alla MotoGP, penso solo ad andare forte qui”.

Con Valentino Rossi a casa “in malattia”, il popolo italiano, orfano del protagonista  italiano per eccellenza in MotoGP, potrebbe concentrarsi sulle performances in Moto 2 di Andrea Iannone.

“Vale è smpre Vale, ora lui non c’è e mi auguro che rientri presto. Sono contento di aver vinto e spero che qualche altro italiano in MotoGP riesca a fare bene. Io comunque ho vinto e sicuramente per l’Italia ci sono”.

Una curiosità: cosa c’è scritto sul tatuaggio che ha dietro al collo?

“E’ la firma di mia mamma – risponde Iannone – è lei che mi ha sfornato”.

Un saluto alla Mamma di Andrea, Katia Napolitano, che ha avuto la splendida idea di regalarci un pilota così.

L’audio

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Giu 30

Il “Portale Acque” si compone di quattro principali sezioni relative alle acque potabili, minerali e termali, e di balneazione. Le sezione acque potabili, minerali e termali, sono in fase di realizzazione, mentre la sezione acque di balneazione è già stata completata:ecco le condizioni del mare della costa di Vasto,con il solito Torrente Apricino a Punta Aderci..

Costa Vasto

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Giu 30

Era stata la notizia che aveva acceso le speranze dei tanti detrattori di questa nuova antica ricetta energetica italiana che risponde al nome di “energia nucleare”. Nella giornata di venerdì 18 giugno la Gazzetta Ufficiale pubblicava le motivazioni con cui la Corte Costituzionale il 9 giugno aveva accolto il ricorso delle regioni Umbria, Toscana ed Emilia-Romagna e della provincia autonoma di Trento contro l’articolo 4 della legge numero 102 del 3 agosto 2009 in tema di energia.

Il potere di commissariamento dello Stato sulle regioni, per provvedimenti energetici con capitali privati, era illecito, perché violava la competenza delle regioni in tema di realizzazione degli interventi.
Pertanto, la Consulta sanciva con chiarezza, in materia di energia (tutta l’energia, inclusa quella proveniente da fissione nucleare), l’equivalente potere delle singole regioni a confronto con quello del governo centrale.
Ieri la notizia che ha rovesciato gli umori e ha fornito nuova linfa vitale al governo e ai sostenitori del nucleare: il ricorso presentato da ben 10 regioni contro la legge 99 del 23 luglio 2009 che dà il primo via libera alla costruzione di centrali nucleari su suolo italiano è stato bocciato dalla Corte Costituzionale. Infondati o inammissibili i ricorsi presentati.

Dal centrodestra si è gridato al successo, eppure nessuna delle due sentenze, di fatto, stabilisce una parola definitiva sul tema in questione.
La situazione alla quale ci troviamo di fronte può essere interpretata, in termini calcistici, come il più classico degli 1 a 1 con palla al centro a pochi minuti dalla fine.

La prima realtà che in tanti hanno ignorato in questi giorni è che la Corte Costituzionale non può stabilire se produrre energia dagli atomi di uranio sia incostituzionale o meno. D’altronde l’energia nucleare è stata presente nel nostro paese per ben 28 anni.
Tantomeno la Consulta può stabilire se sia utile, dannoso o pericoloso il ricorso a tale “ricetta energetica”.

Ciò su cui la Corte Costituzionale può decidere è il rispetto delle competenze del governo centrale e delle regioni in materia.
La Costituzione prevede che in tema di energia governo centrale e enti regionali abbiano potestà concorrente. Ed è questo il punto cardine che può decidere come, quando e con quali poteri il governo potrà proseguire la sua corsa all’atomo.

La legge sull’energia nucleare, al vaglio della Corte Costituzionale ieri, almeno in relazione agli articoli contestati (dal 25 al 27), in nessun comma, in nessun periodo, presenta cenni di alcun tipo ai poteri delle regioni e del governo centrale, fatta eccezione per il richiamo alla Conferenza Unificata Stato-Regioni come primo passaggio per la discussione in materia.

Nessuna violazione esplicita dei poteri degli enti locali è presente nel provvedimento, per cui una bocciatura dei ricorsi per profili di incostituzionalità della legge era un passaggio pressoché inevitabile.

Non si può dire altrettanto del decreto legislativo 31/2010 del 15 febbraio, proveddimento attuativo della legge delega sul nucleare confermata ieri dalla Consulta.
All’articolo 11 comma 6, dopo una serie di disposizioni giuridiche atte a stabilire l’effettiva parità di poteri tra governo centrale e regioni sulla scelta della collocazione delle future centrali, trova posto il seguente passaggio, rappresentativo dei rapporti reali di forza tra governo ed enti locali:

Ove non si pervenga alla definizione dell’intesa entro i sessanta giorni successivi alla costituzione del Comitato, si provvede all’intesa con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, integrato con la partecipazione del presidente della Regione interessata“.

Ovvero, in mancanza di un accordo in sede di Comitato paritetico Stato-Regione, si provvederà alla formulazione dell’intesa in sede di Consiglio dei Ministri con la presenza eccezionale del Presidente di Regione in questione che, in assenza di vincoli sull’unanimità del voto (vincolo inesistente per regolamento interno del Consiglio dei Ministri [PDF]), assume, in ultima istanza, poteri praticamente nulli.

E’ su questo decreto che si svolgeranno gli ultimi minuti della partita sul nucleare. E’ con il pronunciamento su questo articolo, su cui Puglia, Toscana ed Emilia-Romagna hanno presentato l’ennesimo (e forse ultimo) ricorso e per la cui sentenza dovremo attendere ancora, che potremo stabilire con un margine significativo di certezza se la strategia nuclearista del governo è da cancellare, almeno per come è stata concepita finora, o se è ammissibile e, pertanto, pronta a divenire, in brevissimo tempo secondo quanto promesso dai ministri competenti, operativa.

Pubblicato da Alessandro Tauro

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Giu 30

Sconosciuta alla massa, la perla del Montenegro, anno dopo anno inizia ad affacciarsi al turismo internazionale conquistando i vacanzieri con i suoi panorami mozzafiato e le innumerevoli occasioni per spassarsela dalla mattina alla sera.

L’antica cittadina di Budva, situata sulla costa adriatica del Montenegro, anno dopo anno si sta affermando come meta vacanziera prediletta dal turismo internazionale. Ad attirare l’attenzione dei turisti sono le sue bellissime spiagge sabbiose ma non solo, di grande fascino è anche il suo centro, un vero gioiello urbanistico ed architettonico custode di un patrimonio ricco di memorie della sua lunga storia. Courtesy of©Montenegro.travel

Quando si tratta di andare in vacanza sono in pochi ad avere le idee chiare; c’è chi cerca, studia e consulta internet, cataloghi, forum e amici alla ricerca di consigli ed illuminazioni circa la migliore soluzione dove trascorre il proprio meritato risposo. I più giovani generalmente sono soliti prediligere quelle località che, di anno in anno, si confermano una garanzia per la qualità del mare, il caldo sole e tanto divertimento ma, mettendo da parte le solite scelte, è bene guardare al di là delle mete più commerciali e battute dal turismo di massa, esistono anche angoli meno popolari ma altrettanto validi per soddisfare quel giusto mix di relax e follia.
Tra le perle dell’Adriatico, il Montenegro da qualche anno si sta aprendo al turismo sostenibile mostrandosi in tutto il suo splendore, quello di una località ricca e accattivante, tanto per il suo mare, quanto per la sua natura, i parchi nazionali, le cittadine ma anche per i locali dove trascorrere animate nottate tanto da far invidia a molti altri stati europei. Distante solo poche ore di volo o di traghetto dall’Italia, la costa montenegrina offre circa 300 km di spiagge, baie ed isolette dove poter ammirare con i propri occhi il fascino di quello che risulta essere il primo stato ecologico al mondo.

BUDVA, IL DIVERTIMENTO DEI BALCANI
Rinomata per le spiagge sabbiose, il gradevole clima mediterraneo e la vita notturna, Budva, il fiore all’occhiello del Montenegro, è una pittoresca città costiera, la meta ideale per coloro che cercano una vacanza spensierata, perfetta in estate per chi ama quel pizzico in più di allegria e di movida.
Qui ogni giorno è scandito da ritmi tranquilli, c’è tempo per il sole, il mare, il relax, il divertimento ma anche per le escursioni; vale la pena avventurarsi ed esplorare il territorio a partire dal cuore storico di Budva, un vero gioiello urbanistico ed architettonico caratterizzato da strette stradine tortuose, piazzette, chiese e fortezze che offrono ai visitatori scorci davvero suggestivi.

Da non sottovalutare i suoi dintorni, come Santo Stefano (Sveti Stefan), un’ isola-penisola collegata alla terraferma da una lingua di sabbia, un tempo cittadella fortificata, oggi albergo esclusivo, molto amato da regnanti e dal jet-set internazionale. Da aggiungere alla lista anche una visita all’isolotto di San Nicola, situato nella baia di Budva, conosciuto come Skolj, una bellissima riserva naturale circondata da un mare cristallino, tra calette, spiagge ed insenature, perfette per chi cerca un angolo in cui ritagliarsi momenti di intimità.

SPIAGGE DA BANDIERA BLU
A Budva si va dalle spiagge più turistiche a quelle più nascoste, tutti hanno la possibilità di scegliere fra tante bellezze come quella di Becici, lunga 2 km, proclamata nel 1936 “la spiaggia più bella d’Europa“; ad incantare i vacanzieri é anche la spiaggia di Jaz,formata principalmente da ciottoli e solo in parte minore di sabbia, famosa per aver ospitato in passato concerti di grandi nomi del panorama musicale come Lenny Kravitz, Madonna, The Rolling Stones e tanti altri big. Che dire invece delle spiagge di Mogren I e Mogren II, le più attraenti sulla costa montenegrina nonché le più pulite premiate, dal giugno del 2004, con il prezioso riconoscimento della ” Bandiera blu“, simbolo della sicurezza e la pulizia delle sue acque.

MOVIDA NOTTURNA
Se pensate che Budva é tutta mare e spiagge e niente di più vi sbagliate, durante la stagione estiva la cittadina si anima a tal punto da essersi guadagnata l’appellativo “la Rimini del Montenegro” per quel suo sorprendente lato vivace che la rende la regina del divertimento che, ogni anno, non delude i suoi ospiti intrattenendoli e deliziandoli con importanti manifestazioni culturali e spettacoli.

Per chi ha intenzione di fare le ore piccole che dire, ce n’è per tutti i gusti! Se volete tentare la sorte ad attendervi il casinò ma anche discoteche, piano bar, cocktail lounge e pub come l’Hacienda, con un grande giardino e musica cubana; il Trocadero offre invece ben 3 piste per scatenarsi in pista mentre per veder suonare i dj più famosi come Felix the Housecat, Deep Dish, Bob Sinclair etc. bisogna recarsi al Miracle lounge, a 3 km dal centro di Budva, facilmente raggiungibile grazie ai pullman che, ogni mezz’ora, in occasione dei maggiori eventi conducono gli ospiti nel tempio della notte. Se invece, almeno per una sera, avete in programma una chiacchierata tra amici, lasciata da parte il ritmo più caotico delle dance hall per fare tappa nel frequentatissimo Petto, un pub irlandese dove bere una birra o un cocktail in piacevole compagnia.

Di Livia Fabietti, www.nexta.com,

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Giu 30


La Grecia è in svendita. Dopo la sovranità economica nazionale sta perdendo anche la sovranità territoriale. E’ la contaminazione moderna tra Stato e mercato. Lo Stato in bancarotta diventa merce e va all’asta. La Grecia ha 6000 isole, le venderà, risanerà il bilancio e le resterà solo la parte continentale. Ci sono già trattative in corso per Rodi, Mykonos, e isole in offerte speciale a due milioni di euro. L’Italia, come è possibile vedere nel sito specializzato “Private Islands Online” si è già portata avanti. Le isole di Volpera, Carbonera e Gallinaro sono disponibili per il miglior offerente prima ancora che Tremorti abbia dichiarato lo stato di crisi. L’Italia non ha 6000 isole come la Grecia e dovrà attingere al suo patrimonio culturale. Proposte di interesse sono già al vaglio, nel più assoluto riserbo, per il Colosseo alla Coca Cola e la Fontana di Trevi alla Suez.

Fonte articolo

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Giu 30

Il laboratorio di Fumetto-reportage, attivato nell’ambito del Progetto Giovani dall’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Vasto, ha registrato in questi giorni un inizio straordinario grazie alla concomitante presenza a Vasto dell’incontro internazionale “INTERCULTURART AND SUSTAINABLE LIVING- Sustainable Europe against Poverty and Social Exclusion”, di cui l’Arci é promotore con il partenariato di circa quindici Organizzazioni non governative europee impegnate in un progetto a lungo termine chiamato denominato ORA (Osservare, Ripensare, Agire), con lo scopo di sensibilizzare i cittadini europei sui temi dello sviluppo sostenibile, per promuovere uno stile di vita più attento all’ambiente.

Il progetto si sviluppa attraverso l’attuazione di azioni concrete per condividere le buone pratiche, attività e valori positivi tra le diverse realtà Euro Mediterraneo e ad organizzare incontri internazionali tra gli attivisti, volontari, artisti, studenti, giovani e operatori sociali al fine di creare
e diffondere attività sostenibili, elaborare campagne di comunicazione sui temi dell’ecologia e sostenibilità ambientale.

L’incontro di Vasto, infatti, ha previsto un laboratorio di grafica e animazione che ha coinvolto alcuni tra i più importanti fumettisti e animatori della scena europea.

I primi partecipanti al corso, Matteo Di Giacomo, Simone Erra, Antonella Mangiocavallo, Carmen Chiacchia, Margherita Luciano e Leila D’Annunzio hanno dunque potuto conoscere alcuni loro “colleghi” europei e partecipare con i propri disegni all’elaborazione della campagna di comunicazione, in particolare alla realizzazione di una serie di adesivi con il logo del progetto O.R.A. Osserva Ripensa Agisci” nonché all’allestimento della mostra apertasi il 25 giugno nella Sala Colonna di Palazzo d’Avalos.

Nell’ambito della mostra é stato inoltre realizzato un gemellaggio ideale con un analogo laboratorio di fumetto rivolto ai giovani bosniaci, la Scuola di fumetto “Kljun” di Banja Luka, i cui lavori sono stati esposti al fianco dei coetanei vastesi.

Le emergenze ambientali a livello mondiale e regionale, prima fra tutte la deriva petrolifera della costa teatina, rappresentano uno dei temi portanti di un corso che considera il fumetto non come evasione, bensì come mezzo per raccontare la realtà che ci circonda e denunciarne le situazioni critiche. Il coordinatore del laboratorio, Franco Sacchetti, ha giustamente ritenuto fosse una occasione unica di arricchimento per i giovani allievi, trovando appoggio nell’Arci, disponibilità ed entusiasmo tra gli artisti, alloggiati al campeggio Grotta del Saraceno: Matei Branea (Romania), Carlos Arrojo (Spagna), Asparuh Petrov (Bulgaria) Sonia Cucculelli (Italia), Sasha Mihailovjc, Vuk e Vladimir Palibrk (Serbia), Ines Dedovic (Bosnia), Ivanka Apostolova (Slovenia). Il corso prevederà contributi di altri artisti esterni, quali la fumettista partenope Simona Bassano di Tufillo che presenterà a settembre le sue strisce dedicate al problema dei rifiuti in Campania.

Nelle parole di Leila D’Annunzio, la più giovane partecipante al laboratorio : “Questo progetto é stato molto interessante ma anche altrettanto divertente, é stato bello conoscere tutti quegli artisti, osservare i loro stili e confrontarmi con loro. Ma mi é piaciuto tanto anche il fatto di avervi aiutato ad allestire la mostra, é stato un modo in più di partecipare”.

Si ricorda che le iscrizioni sono tuttora aperte presso l’Informagiovani.

fonte: Semidiceviprima » Vai al post originale

Giu 30


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Sopra Mesocco: Nassel, Calnisc, Gumegna, 27.06.2010
in una mappa di dimensioni maggiori

Percorso effettuato: Mesocco (Q768) - Nassel (Q1139) - Calnisc (Q1276) - Gumegna (Q1365) - Mesocco.

Difficoltà: strada asfaltata, forestale T1, sentiero T2.

Dislivello: 1050 metri.

Lunghezza del percorso: 15 chilometri.

Sforzo equivalente: 26 chilometri.

Durata (incluse le pause): 8.50 ore.

Un invito: questo sentiero si sta chiudendo miseramente. I tratti non boschivi ormai sono quasi invasi dalle erbacce, e i passaggi nel bosco non sono messi molto meglio, segno che ci passa poca
gente di qui. Questo sentiero, tra pochi anni, esisterà solo nel ricordo, e nelle marche bianco-rosso-bianco che si sbiadiranno lentamente. Aiuta a tenerlo vivo, e pianifica anche tu
un’escursione su questo tracciato. Grazie.

Tre settimane di fermo io, cinque settimane Rita. La meteo di fine maggio e giugno non è stata clemente. Per fortuna almeno per queso fine settimana si prevede bello, con temperature nella norma
del periodo. E’ l’occasione buona per fare la conoscenza personale con un gruppo di persone con le quali sono in contatto “emailistico” da diverso tempo, Francesca, Antonella, Silvana, Fabio e
Roberto, e una conoscenza più recente, Renzo, che tiene un bel sito con il catalogo dei cartelli escursionistici gialli della Svizzera. Rita ed io discutiamo, e ci viene voglia di rifare la bella
escursione, fatta il 09.09.2007
 con Daniela, Luigi, Fabio, Dario e la
nostra Zara sopra Mesocco. Organizzo tutto, e ci ritroviamo alla vecchia stazione di Mesocco alle 9:00. Assieme a noi anche Marco, che sembra inizi a prendere gusto a sgambettare di domenica (in
realtà è un montagnard anche lui di lunga data).

Salendo mi sono ripercorso mentalmente il tragitto fatto il 05.12.2009. Guardo in su, verso Pian San Giacomo, e penso che probabilmente, senza la deviazione indesiderata sopra il portale Nord
del passante di Roveredo, si potrebbe fare in una giornata Bellinzona - San Bernardino.

09:15 Tutti pronti con lo scarponi ed i sacchi. Guardo quello di Roberto, è enorme, persino più grande di quello di Enrico. Provo ad alzarlo, quasi non ce la faccio. Ma cosa ci terrà dentro? In
fondo è un’escursione relativamente facile. Per cortesia e pudore non chiedo, ma scoprirò più tardi il perché di cotanto peso. La tradizione impone la foto di gruppo prima della partenza, ed
essendo tutti lettori fedeli dei miei resoconti, si prestano senza sbuffare troppo.

2010.06.27-Sopra-Mesocco 4617
Il mio sacco tiene tre litri d’acqua, dato che non mi ricordo se ci siano punti d’approvvigionamento idrico,
e le temperature sono previste sul quasi torrido. Per fortuna buona parte del tracciato è nel bosco. La partenza avviene in relax. Prendiamo la stradina che scende fino al ponte, per passare la
Moesa, Dall’altra parte iniziamo la salita fino a passare la frazione di Mesocco, Sulla nostra sinistra, il salto che porta a Pian San Giacomo, ed i tornanti della semiautostrada.

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Appena sopra la frazione, mi ricordo che avevmo preso la forestale per salire a Nassel. Sarebbe mio desiderio
evitare il sentiero nel bosco, in questo tratto, per poter tenere un ritmo più vicino a quello degli altri, che hanno già dimostrato di essere dei veri montagnards, Rita inclusa, e non degli
escursionisti come me. In effetti arriviamo al cartello, e tutti vorrebbero salire dal sentiero. Noooooo, dico io, prendiamo la forestale.

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Tutti ubbidienti mi seguono, saliamo ancora un poco lungo la strada, e questa finisce. Ohibò, dov’è finita la
forestale? Faccio buon viso a cattiva sorte, e informo che si sale dal sentiero. Torniamo indietro di duecento metri, e dentro nel bosco. E succede ciò che mi attendevo: partono tutti con il
turbo. Alé, rimango indietro. Vabbé, giustificherò la mia lentezza con la necessità di scattare qualche foto.

09:45 Si comincia a vedere che si sale. Sotto di me, in uno squarcio tra gli alberi, posso riprendere Mesocco.

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Il bosco è vivo vivo vivo. Canto di uccelli ovunque, fruscii nel sottobosco. Una ragnetta con tanto di sacca
delle uova passeggia tranquillamente vicino ai miei piedi.

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Api, mosconi, farfalle, c’è di tutto.

10:15 Rita mi attende, e con lei una piccola parte del gruppo. Da qui in avanti viaggeremo a fisarmonica: gruppo di testa che ogni tanto si ferma (anche se non ne avrebbero bisogno) per
aspettarci, gruppo intermedio con Rita, ed io che faccio da spazzastrada di coda. Poi il gruppo intermedio riparte, e nel volgere di pochi attimi scompare nell’empireo boschivo. Laggiù, intanto,
appare Soazza, ed i resti del castello di Serravalle.

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10:45 Salita senza storia. Il sentiero ogni tanto interseca la forestale, e poco più avanti si tuffa
nuovamente bel bosco. Ogni tanto dei tratti sono invasi dalle erbe, e non si vede più il suolo nudo, tipico del passaggio regolare degli scarponi. E un bel moscone attrae la mia attenzione.

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11:00 Raggiungo gli altri che mi hanno atteso accanto ad un cascinale. Non manca molto per Nassel. Francesca
e Antonella decidono di continuare lungo la forestale, assieme a Rita, Marco, Renzo e me. Gli altri propendono per il sentiero. Pendenza più umana per me, riesco quasi a tenere il passo. Salendo,
un bel giglio di Sant’Antonio (e speriamo che non ne abbia anche il “fuoco”).

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11:20 Arriviamo al cartello giallo di Nassel, e del gruppo del sentiero non c’è traccia. Dovrebbero aver impiegato meno di noi, ed essere già qui… Attendiamo qualche minuto, poi veloce
colloquio telefonico. Sono finiti direttamente a Stabi, bell’insediamento abitativo all’imbocco del pianoro che porta all’alpe da Barna. Spieghiamo loro che il posto dove sono è sicuramente
bello, ma dalla parte sbagliata rispetto al nostro percorso.

12:00 Comitiva ricomposta. Francesca ci descrive Stabi, Rita ed io ci guardiamo, ed il messaggio è chiaro: da farsi. Propongo di tirare fino a Calnisc, mi ricordo che c’è un bel prato con vista
sulla vallata, adatto al pic-nic. La proposta viene accettata, e ci rimettiamo in cammino. Intanto abbiamo superato in altezza Pian San Giacomo, e si vedono le collinette che chiudono il piccolo
pianoro dove si trova San Bernardino.

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12:10 Arriviamo alla prima delle varie cascate che passeremo oggi, e sorpresa sorpresa, il sentiero
dall’altra parte è franato, causa valanga, e da questa parte non è messo molto meglio, Inoltre, una grossa quantità di neve occupa parte del tratto da percorrere.

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Attraversiamo con cautela, fino a raggiungere la zona stabile dall’altra parte. Questa non me la aspettavo:
siamo poi alla fine di giugno, e non siamo così in alto… E noto con piacere, che tra la roccia e la massa nevosa, dove il terreno è stato rivoltato dal movimento, spuntano diverse piantine: la
vita ha preso il sopravvento nuovamente.

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Da qui il sentiero non presenta ulteriori difficoltà, ed entra ed esce dal bosco continuamente. Nelle zone
esposte, il caldo è torrido, e si suda che è un piacere.

12:25 Siamo praticamente in verticale sopra il castello di Serravalle. Se mi ricordo bene, dovrebbe mancare poco a Calnisc.

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12:30 Effettivamente, pochi passi ancora, e siamo a Calnisc. Il prato c’è, ma è molto più in pendenza di
quanto ricordassi. Nessun problema: troviamo un tavolino libero, e ci prepariamo per il pranzo.

Rita ed io, morigerati e probi, tiriamo fuori il nostro pranzo da frate francescano: 50 grammi di carne secca, un po’ di noccioline salate, un po’ di frutta secca, pane nero. I cinque bucanieri
(Silvana, Francesca, Antonella, Roberto e Fabio) iniziano a strusare con i loro sacchi, ed appaiono (non nell’ordine):

- una tovaglia
- due torte (buonissime entrambe) fatte da Francesca
- un salame piccante
- diverse scatolette con sott’aceti, peperoni ripieni, affettato di varia natura e forma
- vino e birra
- pane già tagliato in fette
- patatine chips
- due o tre tipi di formaggio
- il caffé, lo zucchero e la grappa

Adesso ho capito il motivo del peso dello zaino di Roberto (e probabilmente anche di Fabio). Fossimo all’osteria fuori porta, non saremmo serviti meglio e in modo più variato. Così, tra un
boccone e una chiacchera, una foto ed un sorso, passa ben un’ora e cinquanta di pausa (non faccio mai cosî tanto in una volta, ed è una delle cose per cui i miei compagni di viaggio mi
maledicono sempre).

14:20 Stiamo rigovernando per lasciare tutto in ordine. Alcuni sono già riusciti ad alzarsi dal tavolo, e sedersi un po’ più in la.

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Si riparte. Attraversiamo gli ultimi campi di Calnisc, e dentro il bosco nuovamente. Il sentiero scende
brevemente, poi inizia a risalire per portarci verso una cascata. Attraversamento non troppo difficoltoso, questa volta.

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E’ piccola, ma ha il suo fascino.

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Subito dopo si rientra nel bosco. Ci ripara dal sole diretto, ma le folate di aria calda che arrivano dal
basso…

Lungo la via, due o tre rustici completamente demoliti ormai. Una volta erano una ricchezza, probabilmente si poteva uccidere per averne uno. Oggi sono lasciati al loro destino impietoso.

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E anche il bosco, purché bello, ha un aspetto malato…

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15:00 Bivio: un cartello ci dice che siamo a “Puzzei”, ma attorno non c’è niente che faccia capire che questo
luogo ha qualcosa di speciale. E non c’è neanche una terza via che scenda. Mistero.

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15:30 Il tratto nel bosco (sempre in salita) termina, e ci ritroviamo a seguire una esile traccia fatta più di marche che di sentiero vero e proprio. E si sale, forte, si sale. L’ultima fatica
prima di arrivare alle due cascate più belle. Tanto per cambiare sono l’ultimo della fila, arranco in salita. Rita che trattiene il passo per attendermi, dopo una sudata micidiale sotto il sole
che picchia impietoso mi dice “Siamo arrivati”.

2010.06.27-Sopra-Mesocco 4771
La prima delle due cascate, quella più grande. Ha ancora un arco di neve (tieni conto che siamo si e no a Q1400), e romba dall’alto saltando per diverse decine di metri, scalino dopo scalino.
Bellissima. La pozza sotto l’arco che è un invito al bagno, ma sarà gelata….

2010.06.27-Sopra-Mesocco 4773
Sull’altro versante, una lingua di roccia alta pochi metri nel tratto terminale, impedisce di vedere la seconda cascata. Devi salire sulla lingua, per poterle vedere entrambe
contemporaneamente.

2010.06.27-Sopra-Mesocco 4770
Foto a gogò da tutti i punti di vista. Poi passiamo sull’altro lato, dove si trova la seconda, molto più piccola, che scende dalla destra.

2010.06.27-Sopra-Mesocco 4789
Terminata l’ammirazione, ci rimettiamo in cammino, rientrando nuovamente nel bosco, per l’ultimo tratto di sentiero, breve, che porta a Gumegna, dove arriviamo alle 15:50.

15:50 Gumegna. Breve sosta su di una bella terrazza panoramica, con tanto di fontanella per rinfrescarsi e rifare il pieno alle bottiglie.

2010.06.27-Sopra-Mesocco 4798
Bella vista su Mesocco, Pian San Giacomo e la zona di San Bernardino.

2010.06.27-Sopra-Mesocco 4801
16:10 Adesso ci attende la parte più noiosa: la discesa verso Mesocco lungo la forestale. Un’oretta e mezzo senza storia né gloria, ma adatta alle chiacchere e alla conoscenza reciproca. Riesco
persino a non rimanere indietro, e si che il sacco di Roberto e di Fabio adesso è molto più leggero di quando siamo saliti :-)

16:45 Il bosco si apre un’attimo, e ci permette di vedere dove eravamo appena un’oretta fa, lassù in alto.

2010.06.27-Sopra-Mesocco 4816
Scendendo questo rivo crea ancora dei begli effetti anche più in basso.

17:00 Camminando vedo un ranocchio che dalla forestale si nasconde nel verde. Con l’aiuto di Roberto riesco a riportarlo alla luce e ad immortalarlo.

2010.06.27-Sopra-Mesocco 4836
17:25 E giù, e giù, e giù. Siamo praticamente all’altezza di Mesocco, ma bisogna scendere ulteriormente per passare il ponte sulla Moesa, e risalire poi dall’altra parte.

2010.06.27-Sopra-Mesocco 4841
17:40 Eccoci al ponte. Sotto di noi, le acque turbinose della Moesa, che creano giochi di spruzzi bellissimi.

2010.06.27-Sopra-Mesocco 4849
2010.06.27-Sopra-Mesocco 4850
Per finire risaliamo dall’altra parte, e arriviamo sul piazzale della stazione, dove le nostre auto si sono trasformate in altoforni industriali, con temperature interne prossime al punto di
fusione dell’elio.

18:00 Rinfrescati, messo le auto all’ombra per renderle vivibili, ci godiamo gli ultimi momenti assieme.

2010.06.27-Sopra-Mesocco 4859
Cotti dal sole e dal caldo, ma vivi. Giornata splendida, escursione deliziosa, compagnia piacevolissima.

Ed ecco il profilo altimetrico dell’escursione.

Profilo
Clicka qui se vuoi vedere tutte le foto (non che ci sia qualcosa di speciale).

fonte: www.montagnaticino.com » Vai al post originale

Giu 30

Andrea Iannone a Palazzo di Città. Stamane il pilota vastese, reduce dai due successi consecutivi ottenuti al Mugello il 6 giugno e, sabato scorso ad Assen, in Olanda, è stato ricevuto a Palazzo di Città dal Sindaco Luciano Lapenna.
Nell’affollata conferenza stampa, alla presenza del Presidente del Consiglio Giuseppe Forte, del vice Sindaco Vincenzo Sputore e di diversi assessori e consiglieri, Andrea Iannone si è detto soddisfatto dei risultati ottenuti finora ed ha ringraziato l’Amministrazione Comunale che, anche nei momenti più difficili della sua carriera, non gli ha mai fatto mai mancare il proprio sostegno.
“La prossima vittoria la dedicherò a Vasto, alla mia città – ha detto il pilota – ed insieme al tricolore sventolerò anche la bandiera biancorossa perché resto sempre dell’idea che vincendo io vince anche la mia città”.
Il Sindaco Luciano Lapenna, poi, ha detto che nei prossimi giorni si farà portavoce nei confronti della Regione Abruzzo e della Provincia di Chieti affinchè, da subito, possano sostenere dal punto di vista economico il pilota vastese.
“Finora gli enti sovraordinati sono stati completamente assenti – ha dichiarato il primo cittadino di Vasto – ecco perché mi accingo a scrivere sia al Presidente della Regione Chiodi che al Presidente della Provincia Di Giuseppantonio: Iannone va sostenuto perchè è un campione internazionale e promuove non solo Vasto ma anche la Provincia e la stessa Regione”.
Nato a Vasto il 9 agosto del 1989, Iannone ha finora partecipato ad 82 Gran Premi (76 in 125, 6 in Moto 2) vincendone 6 (in Cina, Katar, Giappone, Catalogna, Mugello e Assen).
Grazie alla vittoria ottenuta in Olanda il pilota vastese è salito al quarto posto nella classifica mondiale piloti, portando la sua scuderia al terzo posto per quanto riguarda il Mondiale costruttori.

fonte: sansalvoedintorni.blogspot.com » Vai al post originale

Giu 30

Il prossimo 5 luglio riprenderanno le indagini archeologiche in località S. Vito.
Lo hanno annunciato il sindaco Gabriele Marchese e l’assessore alla cultura Mauro Naccarella.
In questa area sorse, nel XIII secolo, l’abbazia cistercense di S. Vito de Trineo, le cui strutture sono state evidenziate, per mezzo di prospezioni georadar, nel luglio 2007, grazie alla collaborazione dell’USDA-Forest Service.
“Portiamo avanti i lavori di scavo, avviati lo scorso anno nell’ambito di un protocollo di intesa tra il Comune di San Salvo, la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Abruzzo e il Dipartimento di Studi Classici dell’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti. La campagna di quest’anno sarà volta, da un lato, ad approfondire le indagini relative alle strutture del monastero, dall’altra a scavare l’area funeraria già in parte evidenziata lo scorso anno. Continua così il programma di recupero e valorizzazione del patrimonio archeologico della città” – ha spiegato il sindaco Marchese.
Gli scavi vedranno anche quest’anno coinvolto un buon numero di studenti dell’insegnamento di Archeologia medievale dell’università. Le indagini archeologiche di questa abbazia rientrano infatti tra le attività pratiche che possono essere svolte dagli studenti del corso di Beni Culturali, indirizzo archeologico, in modo da poter venire direttamente in contatto con quelle che sono le metodologie di scavo, acquisendo una parte fondamentale della loro preparazione in vista del loro successivo inserimento nel mondo del lavoro.
I lavori di scavo dell’area funeraria, saranno condotti in collaborazione con gli antropologi della sezione di antropologia del Museo di Scienze Biomediche dell’Università di Chieti.

fonte: sansalvoedintorni.blogspot.com » Vai al post originale

Giu 30

Invece di essere coerente con quanto sbandierato in campagna elettorale, l’attività di Governo del centro-destra è sinora stata caratterizzata dalla volontà di punire poliziotti e magistrati, colpevoli delle innumerevoli indagini che hanno portato alla luce cricche di signorotti dediti a trarre profitto dalla gestione della cosa pubblica.“Il silenzio sulle magagne che hanno enormemente concorso a portare il paese sull’orlo di una crisi economica a beneficio dei conti corrente e del patrimonio di alcuni individui e la punizione per coloro che adempiendo ai propri obblighi hanno contribuito a svelare fatti di cotanta spudoratezza che forse nemmeno durante la prima Repubblica erano stati compiuti: questo viviamo!” Così Alessando Rosito, segretario regionale del sindacato Polizia COISP. Tutti zitti, stiamo rubando: questo è il messaggio che si percepisce analizzando l’attività politica degli gli ultimi mesi.“Leggiamo- prosegue Rosito- che la “privacy” degli accordi finalizzati a rubare non può essere violata dalle intercettazioni. Leggiamo che poliziotti e magistrati devono pagare per la violata maestà e poco importa se a farne le spese saranno anche e principalmente i cittadini la cui sicurezza verrà sempre meno. Poco importa se i soggetti nei cui confronti il Governo alza ancora una volta la mannaia sono coloro che muoiono per salvare la vita degli altri, coloro che hanno giurato di far rispettare le leggi dello Stato a prescindere dal “colore” di chi è al Governo. “Ci stanno punendo- continua Rosito- e, ancora una volta, ci stanno accoltellando alle spalle!! La manovra finanziaria, con il decreto legge 31 maggio 2010 n. 78 contenente “Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica”, è un’offesa alla specificità del lavoro dei poliziotti tanto propagandata da questo Governo. Il trattamento economico, compreso quello accessorio, bloccato per 4 anni (da una media di 6-7.000 ad oltre 10.000 euro in meno per i poliziotti); le missioni per l’accompagnamento degli stranieri espulsi a spese dei poliziotti (arriveremo a non controllare più un cittadino straniero per paura di non doverlo espellere dal territorio nazionale a nostre spese); la conferma che il contratto economico per il 2008-2009 sarà di 30-40 euro netti di aumento mensili più 6 euro per le innumerevoli indennità (mai prima ci è stata proposta una simile miseria); le progressioni di carriera che interverranno negli anni 2011, 2012 e 2013 saranno efficaci ai fini esclusivamente giuridici (anche qui in media qualche migliaio di euro in meno per i poliziotti); l’appropriazione degli stanziamenti sinora accantonati per il riordino delle carriere (i poliziotti continueranno ad essere penalizzati nel confronto del restante pubblico impiego … che lavora senza dover rischiare la vita!); il ritardo di 12 mesi del diritto al trattamento pensionistico per coloro che maturano il requisito per l’accesso al pensionamento, per vecchiaia o anzianità, nel corso del 2011; le penalizzazioni economiche per il trattamento di fine rapporto, etc.. etc..“A questa vergognosa azione contro noi poliziotti -alza il tono Alessandro Rosito, segretario regionale del Coisp Polizia- il COISP ABRUZZO DICE NO! Se non avremo come garantire un adeguato controllo del territorio, se non avremo come garantire la sicurezza dei cittadini, se non avremo come far rispettare le leggi dello Stato, non sarà un nostro problema. Faremo con quello che ci viene dato. Poi ci fermeremo! Ognuno tragga le proprie conclusioni: questo Governo vuole il caos e noi non gli metteremo i bastoni tra le ruote, ma lotteremo solamente per i nostri legittimi e sacrosanti interessi.
Centinaia di poliziotti abruzzesi,- conclude Rosito- con un PUGNALE PIANTATO NELLA SCHIENA denunciano la reale azione del Governo nei confronti della sicurezza del Paese, ed esprimono il doloroso sentimento con il quale operano, oggi, tutti gli Appartenenti delle Forze di Polizia. Ci faremo sentire e vedere ovunque e per giovedi’ 1 luglio il sindacato autonomo COISP organizzerà una manifestazione di protesta davanti alla Questura di Pescara.

fonte: sansalvoedintorni.blogspot.com » Vai al post originale

Giu 30

                         Riunione tecnica sulla sanità

Si e’ svolta, nella sede della Presidenza della Giunta, a palazzo “Alemanni di Catanzaro, una nuova riunione tecnica sulla sanita’. All’incontro, presieduto dal Governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti hanno preso parte, tra gli altri, il Dirigente Generale del Dipartimento della Presidenza Franco Zoccali e quello del Dipartimento “Tutela della salute” Andrea Guerzoni. “Nel corso della riunione - come riportato in una nota dell’Ufficio Stampa della Giunta - si e’ discusso in merito alle novita’ relative alla situazione dell’intero comparto sanitario calabrese, anche alla luce della diffida della Presidenza del Consiglio dei Ministri sugli adempimenti previsti dal Piano di Rientro, sottoscritto il diciassette dicembre 2009, e non riscontrati dalla Regione per come comunicati nell’udienza del tavolo “Massicci”, del venti maggio scorso. Nello specifico, il Presidente Scopelliti ha invitato i presenti ad un maggiore impegno per accelerare i tempi per l’attuazione del Piano di Rientro. Per la prima volta sono stati convocati, attorno ad un tavolo, tutti i soggetti interessati al comparto sanita’, compreso il Comitato Tecnico Scientifico ed i rappresentati della Stazione Unica Appaltante, rappresentata dal Commissario Salvatore Boemi”. “C’e’ la necessita’ di operare concretamente - ha affermato il Presidente Scopelliti - affinche’ si raggiunga l’obiettivo di offrire ai calabresi una sanita’ efficiente e di qualita’, in modo sinergico con gli altri interventi in essere: i nuovi ospedali (Piana di Gioia, Sibari, Vibo e Catanzaro), sui quali si deve avere una maggiore certezza nella loro realizzazione. L’approfondimento con Agenas, sugli obiettivi fissati per il miglioramento della rete sanitaria territoriale, di quella ospedaliera, di un nuovo rapporto con i privati, con i quali si deve aprire un confronto serio e propositivo. In questo scenario occorre instaurare collaborazioni con istituti sanitari d’eccellenza di altre regioni, cosi’ da offrire ulteriori professionalita’ che migliorino l’efficienza del sistema che deve comprendere anche le cosiddette “case della salute”, sulle quali - ha concluso Scopelliti - apriremo un sereno confronto con le amministrazioni locali per la loro collocazione sul territorio regionale”. Priorita’ assoluta e’ stata data, quindi, - si evidenzia nella nota - alla riorganizzazione dell’intera rete sul territorio, stabilendo di procedere attuando un’inversione di tendenza, rispetto al passato, nell’erogazione dei servizi al cittadino, restituendo cosi’ credibilita’ all’intero comparto, elemento essenziale per un piu’ proficuo confronto con il Governo.

Info e contatti
coordinamentopdlcs@libero.it

fonte: blog.libero.it/Coordinamentopdl » Vai al post originale