Il Messaggero in data 24 dicembre pubblica una pregevole analisi di Romano Prodi sul tema della crisi economica,con interessanti riflessioni a proposito dei rapporti con il mercato immobiliare.
La tesi esposta in esordio, senz’altro valida con riferimento ai fenomeni intervenuti soprattutto in America, calata nella situazione italiana, merita qualche considerazione aggiuntiva.
È probabile che la sfiducia e la preoccupazione delle famiglie da noi non siano collegate direttamente alla percezione del calo dei valori immobiliari; pur essendo quello nella casa l’investimento di gran lunga più diffuso nel nostro paese.
1- perche’la percezione della crisi in atto, per chi utilizza la casa per uso proprio, non è operatore economico del settore e non ha dovuto in questo periodo affrontare una transazione particolare, probabilmente non si è ancora concretizzata.
Essendo essa solo il riflesso della percezione relativa al calo di altri valori patrimoniali.
Quanto alla redditivita’ dell’investimento immobiliare,poi, nella maggioranza dei casi essa non si è ancora ridotta.
2-perche’ cio’ che ha allarmato, in prima battuta, le famiglie risparmiatrici ( e nel nostro paese tale realta’ è più rilevante che in altri paesi europei) è stato, da un lato il grande clamore mediatico relativo al possibile scoppio di un crack finanziario a livello mondiale, con il rischio di perdere in tutto o in parte i propri averi; e comunque, d’altro lato, il ridimensionamento effettivo ( questo si’, verificato in tempo reale - caratteristica d’altronde propria dei patrimoni mobiliari ), della consistenza patrimoniale e della stessa redditivita’.
3-la percezione quotidiana del dilagare della crisi economica, si è poi legata alla preoccupazione, vissuta direttamente o indirettamente, del mantenimento di salari e stipendi, nonche’ del posto di lavoro ed alla preoccupazione generata dalla riduzione dell’attivita’ economica nei campi produttivo-commerciale-professionale.
4- certo è che il superamento della crisi economica passa a sua volta anche attraverso il superamento del cambio di mentalita’ che si è nel frattempo prodotto.
Perche’ la percezione dell’impoverimento generale ha generato in molti il passaggio dalla mentalita’ dell’acquisto del superfluo a quella dell’acquisto del necessario; e sara’ difficile ritornare rapidamente indietro.
E quindi la ripresa dei consumi dovra’ necessariamente fare i conti anche con questo passaggio.
Autore: Achille Colombo Clerici - presidente di Assoedilizia - www.assoedilizia.com
fonte: formarealestate.blogspot.com » Vai al post originale






Non so voi, ma a me il pranzo di Natale, così come il cenone di San Silvestro, danno un senso di nausea alla bocca dello stomaco. Non è la festa in se’ che mi disturba, anzi, ma tutto quel cibo elaborato e pesante e le ore trascorse a tavola, seduti ad aspettare le innumerevoli portate, mi sfibrano. 

































































































































