Nov 30

Articolo realizzato da Gary Stewart, co fondatore di nuroa.it, motore di ricerca immobiliare con presenza in 12 mercati

Traduzione di Luca Vidotto

Lo scorso mese di agosto ho assistito alla conferenza “Real Estate Connect” a San Francisco, California. Come si poteva immaginare, la condivisione di informazioni era incentrata sul settore immobiliario nel contesto della crisi globale. C’era uno spirito molto forte di collaborazione e di speranza sul ritorno ad un aumento delle vendite immobiliari a medio termine anche se, per il momento, ciò sembra essere molto difficile. L’obietivo della conferenza era quello di condividere esperienza e know-how e di identificare nuove tecnologie ed opportunitá per riuscire a superare la crisi immobiliare.

Suscitò il mio interesse per la partecipazione dei principali leader del settore immobiliario come:
• Peter Flint e Sami Inkinen: co-fondatori di Trulia, il principale motore di ricerca immobiliare servito come modello per nuroa e per molti altri motori di ricerca, e che ha ricevuto circa .000.000 da fondi di capitale di rischio come Sequoia Capital, Accel Partners, etc.;
• Craig Newmark: fondatore di Craigslist, l’esempio definitivo di una pagina di annunci generalisti e gratuiti, presa a modello da bakeca.it, e molti altri;
• Glenn Kelman: fondatore di Redfin, un’agencia immobiliare online che offre commissioni più basse rispetto alle agenzie immobiliari offline;
• Jeremy Stoppelman: co-fondatore di Yelp, una pagina di consigli servita come modello a Qype, etc.;
• Spencer Rascoff COO di Zillow, la pagina web immobiliare che ha ricevuto .000.000 di finanziamenti ed è valutata 0.000.000, tutto basato su un sistema di valuatazione online di immobili.
Considerando il fatto che nuroa si è ispirata a questi prodotti e che l’ecosistema tecnológico negli Stai Uniti è, in molti sensi, molto più sviluppato e dirompente che in molti atri paesi, non potevamo perdere l’opportunità di conoscere e parlare con questi imprenditori.
Nel complesso, non mi sentii deluso. Ho avuto l’opportunità di conoscere e parlare con quasi tutti questi imprenditori. Tutti loro sono stati molto disponibili a fare networking e a condividere apertamente le loro esperienze.
Tra i relatori più interessanti, evidenzio i seguneti:
• Alfred Lin, Presidente del Consiglio di Amministrazione e COO/CFO di Zappos.com:
La sua presentazione si occupò di “Come creare un marchio cha possiede valore”, però quello che in realtà è interesante è che la settimana precedente alla conferenza Amazon comprò Zappos per 8 milioni (€650 milioni). È stata una seconda ascesa al successo per Alfred Lind, visto che al suo tempo, Microsoft comprò la sua prima azienda, LinkExchange, per 5 milioni. Detto in altre parole, possiede una grande esperienza e ne sa un bel po’ di quello che dice. Il suo consiglio per creare una marca solida è riassunto in sette punti:
o In primo luogo bisogna sapere quello che si vuole fare e metterlo in pratica. Manca solo decidere il mercato di riferimento, il tuo marchio, etc. Ed eseguire bene.
o Occorre definire i valori e la cultura della tua impresa, e i dipendenti devono collaborare al processo. Non è importante quali valori o cultura scegli, ma che tutti li abbiano ben chiari e siano allineati nello stesso sforzo. Bisogna vivere la marca, e la marca deve convertirsi in qualcosa di quasi più importante che l’impresa stessa.
o L’azienda deve essere trasparente. Non c’è nessun problema se i tuoi dipendenti sono su Twitter. L’idea è creare una famiglia e lasciare che tutti si sentano partecipi ed importanti. Per esempio, tutti i dipendenti di Zappos hanno acceso ai risultati dell’azienda.
o Occorre avere un obiettivo chiaro, valorando di più l’idea in se che la parte economica visto che quando si dirige un’azienda vi sono molti momenti di alti e bassi e a volte è possibile dubitare di te stesso o sentire che stai per fallire, ed è per questo che devi sapre qual’è la tua vera motivazione e, quasi più importante, qual’è la tua aspirazione. Ciò non significa che la visione del business deve essere statica, semplicemente che non deve concentrarsi unicamente nel guadagnare molti soldi, deve essere qualcosa con una vista a lungo termine. Zappos cambiò di vision in quattro occasioni, dalla vision iniziale di offrire la più grande selezione di scarpe, alla vision attuale di consegna di felicità ai clienti
o Bisogna creare relazoni. L’obiettivo non è collezionare biglietti da visita, ma creare relazioni vere con questi contatti.
o Bisogna creare un team: non bisogna avere troppa fretta nel proceso di contrattazione, però si che bisogna licenziare rápidamente la gente che non vale. Allo stesso tempo è necesario avere un buon mix tra scientifici, creativi e visionari. Se si dispone di troppi visionari, si fallisce nella realizzazione. Se si dispone di troppi scientifici, manca la visione del business e se si dispone di troppi creativi mancano i processi. Occorre quindi avere un buon mix di questi profili per avere un’azienda di successo.
o Bisogna pensare a lungo termine. Zappos fu creata nel 1999. Il successo ci mette molto tempo e ci saranno molti oscacoli e momenti deludenti. Occorre però capire che un’azienda non è un biglietto della lotteria, non è un progetto per arricchirsi rápidamente, occorre pensare in periodi di 10 anni.
Qui di seguito trovate un video di un programa di notizie molto importante negli Stati Uniti spiegando in dettaglio il fenomeno di Zappos negli Stati Uniti.

• Craig Newmark, Responsabile Attenzione al Cliente, Craigslist.
È evidente che Craig Newmark non ha alcuna paura di “think different”, e chissà, forse è per questo motivo che ha avuto tanto successo nella sua vita professionale. Nella sua azienda ci sono solo 23 dipendenti però nel 2009 fatturerá più di 0.000.000, una crescita del 23% rispetto al 2008, nonostante il settore degli annunci online sia sceso del 29% nel 2008. Ho conosciuto molta gente eccentrica nella mia vita, però lui potrebbe competere per essere il primo della lista. È piuttosto curioso perchè dice le cose in un modo molto elegante e filosofico, come un professore, però riflettendo a posteriori ti rendi conto che il commento è stato almeno un po’ insolito. Qualche esempio:
o “Mi piace la natura, specialmente quando si trasforma in qualcosa di conveniente per me.”
o “Lo scoiattolo comune è davvero molto zen e cristallizza tutto per la tua vera essenza.”
Detto questo è chiaro che è una persona veramente umile, con una visione idealista del mondo e del suo ruolo nel mondo che lo circonda, proprio come si riflette in Craigslist, che descrive come “una piattaforma semplice a tua disposizione”, nonostante abbia più di 50 milioni di visitatori al mese e più di 20.000 milioni di pagine visitate al mese. La sua visione è che come specie abbiamo solo due opzioni: collaborare o morire. E lui preferisce collaborare. E così, a parte il suo ruolo in Craiglist come “responsabile di attenzione al cliente”, sta attualmente lavorando in recovery.gov, un progetto che offre agli sviluppatori informatici la possibilità di creare applicazioni utilizando l’informazione pubblica del governo statunitense. L’obiettivo è quello di utilizzare la tecnología come meccanismo per dare più trasparenza alle funzioni e alle operazioni dei politici statunitensi. Craig dice che partecipa a questo progetto perchè dopo 8 anni di George W. Bush come presidente, è chiaro che c’è molto da sistemare a Washington DC. La cosa interesante, tanto di Alfred Lin che di Craig Newman è che si vede che per loro le loro aziende non sono altro che un modo di guadagnare soldi. I due sono molto idealisti e usano le loro aziende per condividere le loro visioni con il mondo.
Di seguito un video di Craig spiegando come il giornalismo deve funzionare in una democrazia.

• Bill Tancer, direttore di ricerca glogale di Hitwise. La verità è che non mi aspettavo molto da questa presentazione, però alla fine risultó essere molto interesante, perche ti rendi conto che la capacità di misurare e analizzare il modo in cui utilizziamo Internet, offre una gran quantità di informazioni che possono essere sfruttate tanto dalle imprese, quanto dagli accademici. Il problema tipico di molti questionari è che la gente dice una cosa e poi ne fa un’altra. Mentono, o detto in modo più diplomatico, cercano di dare la risposta corretta. Però non è così facile ingannare Google, per esempio. Quindi, indipendentemente dalle questioni sulla privacy, la capacità di poter effettuare un tracking del vero comportamento della gente possiede moltissimo valore. So che può sembrare un po esagerato, però ti darò qualche esempio dei dati che Bill Tancer ha potuto sfruttare grazie alla sua posizione in Hitwise e per la vendita del suo libro: “Click: quello che la gente fa online e perchè ti interessa”:
o Siti Porno e Social Networks: molta gente nega di visitare siti porno online, però il 10,4% di tutte le visite online sono a siti porno. Curiosamente, con l’arrivo dei social networks, la gente visita con meno frequenza i siti porno, specialmente i giovani tra i 18 e i 24 anni.
o La Crisi: prima della crisi, le famiglie che guadagnavano più di 0.000 negli Stati Uniti d’America controllavano giornalmente i loro investimenti, Google Finance, etc. A settembre 2008, il mese in cui la notizia negativa relativa a Lehman Brothers e altre entità finanziarie cominciò a conoscersi, questa stessa gente cambiò le loro abitudini e invece di leggere notizie finanziarie, iniziarono a leggere blogs della stampa rosa come Perez Hilton e TMZ. Quando le cose iniziarono a calmarsi ci fù un aumento della gente che cercava di recuperare la propia password. Attualmente, le ricerche più frequenti di questo gruppo in termini di temi relazionati con il settore immobiliare sono aste, tasse sulle proprietà immobiliari e case di vacanza in coproprietà.
Di seguito un video di Bill che spiega la teoria che stà alla base del suo libro.

• Brian Boero, 1000Watt Consulting: in 10 minuti, Brian ha offerto i 10 strumenti attuali più interessanti a supporto di campagne di marketing e di fidelizzazione dei clienti. In allegato video di YouTube con la dimostrazione di ogni prodotto (tutti i video sono in lingua inglese).
• Jimdo: Creare mini-websites in modo facile e rapido.
src=” http://www.youtube.com/v/62OJdbSUK1I&hl =es&fs=1&” type=”application/x-shockwave-flash” allowscriptaccess=”always” allowfullscreen=”true” width=”425″ height=”344″>
• Screen Toaster: Registrare quello che stai facendo sullo tuo schermo e condividerlo.
Spiegazione del prodotto:
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Intervista con il CEO:

• Usertesting.com: Fornire e registrare prove di usabilità della tua pagina web.

• Viral heat: Seguire la tua reputazione online nelle reti social.

• 99 designs: Un sito di aste online per poter trovare disegnatori, etc. (tipo Elance o eBay).

• MailChimp: Email marketing più flessibile e più web 2.0.

• Issuu: Pubblicare e condividere i tuoi documenti online.
o
• Drop.io: Condividere presentazioni multimediali online.

• GeoChirp: Identificare le persone nella tua area che parlano di temi che ti interessanno e partecipare alle conversazioni.

• Tumblr: Sito di microblogging.

• Gorilla mobile: Un treppiede per il tuo iPhone per poter registrare video.

• Feedmingle: Creare la tua propia versione di Google News mescolando vari feeds.
Video disponibile solo in francese, però se a caso. . . .

• Nick Bilton, New York Times: Nick Bilton realmente è un “geek” tipo Neo nel film Matrix. Lavora per il New York Times nel dipartimento di Ricerca e Sviluppo e, durante la sua presentazione con il suo iPhone, qualcuno gli chiese a proposito di un’icona presente sul suo desktop chiamata “ingorgo”. Spiegò che, visto che si muoveva sempre in bicicletta, era entrato come hacker nelle videocamere del dipartimento dei Trasporti della città di New York per sapere quale strada doveva evitare e poi aveva creado un’applicazione per poterlo vedere tutto sul suo iPhone. Secondo lui le tre tendenze più attuali sono le seguenti:
o Augmented Reality: L’idea è una specie di realità mista. Usando il tuo iPhone, per esempio, potresti fare una foto di un edificio, di modo che la foto si converta in qualcosa di interactivo. Qua è possibile vedere un esempio di come la Augmented reality stà già funcionando in Olanda per cercare una casa in affitto o in vendita.

o e-Readers tipo Kindle. Sembra che uno dei più interessanti è Bookeen. Le previsioni dicono che per la fine del 2009 ci saranno 1.3 milioni di questo tipo di apparato in questo tipo di mercato, ragginugendo i 14 milioni prima del 2014.
o Contenuto Intelligente: Per esempio, se già hai letto qualcosa online, accedendo ad Internet attraverso il tuo iPhone o Blackberry, il sistema nasconderebbe gli articoli che hai giá letto e adatterebbe il resto del contenuto al migliore formato per l’apparato che stai usando. Oppure, se ti trovi in una regione in concreto, il sistema utilizzerebbe tecnología GPS per visualizzare solo le pagine di annunci relazionati con la tua posizione geográfica.
Di seguito un video di Nick alla conferenza Ignite NYC parlando del futuro della stampa.

• Nicole Nicolay, co-fondatore, Effektive Solutions. Nicole moderó una conversazione aperta sulle Best Practices per utilizzare Facebook e Twitter come strumento di marketing. L’importante è ricordare sempre che si trata di “capitale sociale” – ciò significa che mai bisogna richiedere a un contatto più di quello che sei disposto a dare. E se il tuo obiettivo è quello di arrivare a clienti diversi da quelli di google, bisogna cercare di essere molto autentici e più personali. Devi quindi guadagnarti la confidenza della tua rete di contatti, e devi mescolare informazioni personali con informazioni professionali. La regola è 80% personali, 20% professionali. Se vuoi essere al 100% professionale, meglio dirigersi verso LinkedIn o Xing. Facebook e Twitter funzionano meglio come un cocktail. L’altra persona deve avere un buon feeling con te prima che le si possa chiedere qualcosa. E se non sei molto bravo con i cocktail forse non sarai molto bravo come guru delle reti sociali.
o Cose da non fare:
 Mettere il tuo indirizzo email o il link al tuo sito in ogni Tweet
 Inviare Tweets senza contenuto
 Dare troppe informazioni personali su Facebook o includere troppo cntenuto personale sul tuo wall in Facebook
 Partecipare troppo in “guerre di mafia” e “morsi di vampiri” con sconosciuti
 Inviare troppe attualizzazioni
 Inviare materiale pubblicitario non richiesto
o Cose da fare:
 Dare il benvenuto a nuovi contatti. Ringraziare la gente che ti agrega come amico
 Cerca di vedere il profilo dei tui nuovi contatti e conversare con loro
 Usare LinkedIn o Xing come strumento di marketing professionale e aggiungere un link al tuo profilo su LinkedIn alla tua pagina Facebook
 Condividere informazioni e consigli, però creca di non essere pesante o pedante
 Inviare proposte personalizzate alla gente che ti contatta. Potresti anche inviare video utilizando twitcam.com e bubbletweet.com
 Ignora o elimina la gente che ti invia molta spam
 Ascolta la tua rete di contatti e dagli risposte
 Dimostra chi sei. Video su Facebook con consigli professionali ottengono molto meno interesse rispetto a un video dicendo “oggi non vamolto bene perchè volgio un nuovo taglio di Capelli e non so cosa fare”. Questo tipo di “momenti personali” generano più empatía e commenti del tuo social network rispetto a post puramente professionali
 Inviare messaggi di auguri di compleanno ai tuoi contatti. Puoi anche guardare la sua pagina per vedere la sua música preferita e inviarla attraverso iLike, Spotify o YouTube.
 Inviare messaggio o scrivere post congratulandosi con un contatto per il suo successo.
 Scrivere post su cose di interesse generale o sul tuo settore in generale.
 Per aumentare la gamma dei tuoi post é importante non usare le applicazioni di auto-post. Meglio creare un post con la URL direttamente sul tuo wall e aggiungere un messaggio simpatico e un’immagine interesante.
 Usare StumbleUpon come strumento per inviarti più traffico.
 Utilizzare strumenti come www.bit.ly www.tinyurl.com e www.su.pr (Stumble Upon) per ridurre URL troppo lunghe.
Di seguito un video di Nicole parlando del suo nuovo libro, Sacrilicious Marketing, che parla delle tecniche di marketing per le Piccole e Medie Imprese.

fonte: formarealestate.blogspot.com » Vai al post originale





Nov 30

E’ Giuseppe Forte, Presidente del Consiglio Comunale e Consigliere Provinciale il neo segretario del Partito Democratico di Vasto. Il neo-segretario ha ottenuto il 75%dei consensi, mentra la dott.sa Maria Amato ha ottenuto il rimanente 25%. Dopo una settimana molto tesa, Giuseppe Forte vince nettamente ed ora chiede collaborazione a coloro che sono usciti “sconfitti” da queste votazioni. Alla votazione hanno partecipato 316 iscritti su 472 pari al 67%. Luca Di Sciascio

fonte: sansalvoedintorni.blogspot.com » Vai al post originale

Nov 30

Finisce con un pari a rete bianche, davanti ad un’ottima cornice di pubblico, il derby del campionato Regionale di Promozione tra il Vasto Marina e l’U.S. San Salvo. La partita inizia con il San Salvo che sembra avere il pallino del gioco, ma al 5’ è il Vasto Marina a rendersi pericoloso. Al 14’è il San Salvo che si rende pericoloso con Mucci che cinque minuti dopo viene atterrato in area, ma l’arbitro non concede il rigore ed ammonisce la punta sansalvese per simulazione. Al 23’ è ancora il San Salvo a sfiorare la rete del vantaggio. Il primo tempo termina al 48’ con il Vasto Marina che va vicino alla rete. La ripresa inizia subito con la squadra vastese che va vicina al gol dopo solo un minuto di gioco. Al 58’ altro episodio dubbio in area del Vasto Marina per atterramento di un giocatore biancazzurro ma l’arbitro concede la punizione alla squadra locale. Al 65’ è il Vasto Marina ad avere una ghiottissima occasione ma la palla colpisce la traversa piena. Un minuto dopo, brutto fallo sul biancazzurro Felice colpito da dietro da Cicchini che viene solo ammonito dal direttore di gara. Al 67’ Mucci sfiora ancora il gol, ma il suo tiro da posizione ravvicinata termina di poco a lato. I minuti scorrono e le due squadre tentano di portare a casa l’intera posta in palio, senza però mai rischiare più di tanto. L’ultima azione della partita è del San Salvo che tenta di sbloccare il risultato sfruttando un calcio d’angolo, ma l’estremo difensore biancorosso blocca la palla e l’arbitro decreta la fine dell’incontro. Con questo pareggio la squadra di mister Bellomo, recupera un’altra posizione in classifica ma non riesce a conquistare l’intera posta in palio fuori dal “Bucci”, impresa riuscita alla squadra biancazzurra solo in occasione del debutto in campionato sul terreno del Moscufo. La compagine biancazzurra domenica sarà impegnata in casa contro il Vestina Penne, mentre il Vasto Marina sarà impegnato anch’esso in casa contro il fanalino di coda Silvi.
La Virtus Cupello di mister Carosella travolge il Torre Alex per 0-3 grazie alle reti di Della Penna (doppietta), mentre lo Scerni conquista un’ottimo punto pareggiando 2-2 sul campo della Folgore Sambuceto in virtù delle reti dell’ex biancazzurro Alberico.
In prima categoria torna alla vittoria anche il Real San Salvo, che espugna 0-2 il campo del Casalbordino.

Classifica aggiornata dopo la quattordicesima giornata:
Flacco Porto Pe 28; Folgore Sambuceto 27; Torricella Peligna, Virtus Cupello, Lauretum, Acqua e Sapone 24; Casalincontrada 23; Vestina Penne 22; Moscufo 20; Vasto Marina 19; Scerni 18; San Salvo 17; Torre Alex, Perano 16; Pianella 13; Amatori Passo Cordone 11; Castelfrentano 8; Silvi 6.Classifica Marcatori (prime posizioni):Cozzolino (Flacco Porto) 10; Alberico (Scerni), Tacchi (Casalincontrada) 8; Della Penna (Virtus Cupello) 7.Luca Di Sciascio

fonte: sansalvoedintorni.blogspot.com » Vai al post originale

Nov 30

Il consiglio comunale che si è riunito nel pomeriggio di venerdì 27 novembre, ha approvato il nuovo piano commercio della Città di San Salvo, già condiviso dalle associazioni di categoria e dagli operatori commerciali locali.
Si va così a recepire la legge regionale n. 11/08 “Nuove norme in materia di commercio” e a dotare la città di un importante strumento per lo sviluppo del commercio nel territorio comunale. Con il nuovo piano si va a determinare l’apertura degli esercizi dalla media struttura di vendita che passano dai 251 mq. a 600 mq. nel centro urbano, da 251 a 1000 nella zona di completamento, da 251 a 1000 nella zona di espansione, da 251 a 1500 nella zona G (e da 1501 a 2500 per le attività relative a prodotti di grandi dimensioni come mobili, autoveicoli, motoveicoli, legnami, nautica, prodotti ed attrezzature per l’agricoltura, per la casa e la persona, materiali per illuminazione, casalinghi, giardinaggio, attrezzature per uffici, materiali edili).
È stata esclusa l’apertura di grandi strutture di vendita e si è provveduto alla zonizzazione del territorio comunale per l’apertura e il trasferimento di esercizi per la somministrazione di alimenti e bevande.
Nel rispetto della normativa regionale che stabilisce per i Comuni l’obbligo di definire un limite numerico di autorizzazioni da rilasciare per l’attività di somministrazione di alimenti e bevande, il piano prevede, 8 autorizzazioni per il centro storico, 12 per la periferia, 15 + 4 stagionali per la marina.
Si è pensato di dare maggiore disponibilità alla zona Marina tenendo presente lo sviluppo urbanistico della stessa e nella speranza che la nascita di nuove attività possano contribuire ad incrementare sempre di più lo sviluppo turistico.
“Il nuovo piano commercio approvato, oltre ad essere espressione di una volontà condivisa – ha dichiarato il sindaco Gabriele Marchese – va a fornire un utile strumento all’iniziativa privata e a dare riferimenti certi a tutti i cittadini che vogliono intraprendere nuove attività. Il fatto di non prevedere aperture della grande distribuzione va poi, a salvaguardare la realtà dei piccoli negozi di quartiere”.
L’amministrazione comunale ha inoltre incontrato nei giorni scorsi, le associazioni di categoria, come ha ricordato l’assessore alle attività produttive Gabriele Di Lallo, per definire un piano di interventi di carattere socio-economico utile a rivitalizzare il centro storico della città che, come accade in tutti gli altri Comuni italiani, soffre dei mutamenti degli stili di vita avvenuti negli ultimi dieci anni.
Si è deciso di promuovere iniziative pubblicitarie e progetti da concordare in seguito ai risultati di un’indagine che si effettuerà a breve su problematiche quali il traffico e le attività d’attrazione capaci di suscitare nuovi interessi tra i cittadini ed attrarli tra le vie del centro.

fonte: sansalvoedintorni.blogspot.com » Vai al post originale

Nov 30

Ai primordi del marketing virale alcuni hanno provato a ricondurre l’ideazione di un video virale ad alcuni semplici principi. Basandosi sull’analisi di contenuti che hanno avuto una maggiore diffusione contagiosa, hanno cercato di sintetizzare in questo modo una formula estetica del virale in “sex, pets and absurd!”.

Molti dei contenuti virali presenti in rete sono infatti bizzarri, irriverenti, spesso cinici e politicamente scorretti. Oppure sono infarciti di sesso, trattano tabù, argomenti proibiti o censurati dai media, o ancora affrontano temi di critica politico-sociale. Altri sono teneri, romantici e a base di buoni sentimenti. Soprattutto sono pieni di gattini.

Per questo, secondo alcuni praticoni del virale avvezzi a semplificare e banalizzare le cose, il segreto risiederebbe in una semplice formula di buon senso popolare. “Unire l’utile al dilettevole”, come dice il proverbio.

Basterebbe quindi rendere un contenuto enjoyable o valuable, vale a dire divertente o di utilità pratica o economica, per farlo diventare il prossimo tormentone virale.

Si è così diffusa l’idea che per fare marketing virale sia necessario e sufficiente utilizzare un trattamento divertente, grottesco, da macchietta, spesso palesemente volgare. Nel buio si è toccata la zampa dell’elefante pensando che si trattasse di un grande albero.

Noi crediamo che il segreto della viralità non sia da cercarsi semplicemente nel trattamento estetico-creativo. E’ necessario andare oltre, arrivando a cogliere l’essenza e la pregnanza del messaggio, indagando sulle profonde motivazioni che spingono le persone al famigerato “invio ad un amico”, a scatenare entusiasti articoli sui blog o il passaparola durante il pranzo fra colleghi.

Per diventare dei guru del marketing virale è necessario addentrarsi nelle dinamiche psicologiche e sociali della società interconessa e partecipativa, quella del Popolo della Rete. E purtroppo, dal momento che la complessità della società aumenta invece di diminuire, semplificare non sarà più possibile.

di Mirko Pallera, strategic & creative director | Ninja LAB

fonte: comunytation.myblog.it » Vai al post originale

Nov 30

 

Questi sono i principi fondamentali a cui ci ispiriamo:

1. Persone felici e interessate parleranno bene di te.

Non serve molto altro. Comprendi a fondo questo concetto, dedicati ad esso e riscuoterai successo con il word of mouth marketing.

2. L’opinione onesta e autentica è il nostro medium.

Non diciamo alla gente cosa dire e come dirlo. Riteniamo che le persone devono essere libere di farsi una propria opinione e di condividerla con parole proprie. Sosteniamo la conversazione naturale e stiamo molto attenti a non distorcerla.

3. Sosteniamo, avviamo e semplifichiamo la condivisione.

I professionisti del word of mouth usano tecniche creative per incoraggiare la comunicazione. Facilitiamo la conversazione tra le persone, creiamo cose interessanti di cui parlare, creiamo community per condividere idee, e lavoriamo per trovare quelle persone che dovrebbero conoscere quello che facciamo.

La pubblicità tradizionale spinge le idee sui consumatori. Noi aiutiamo a far circolare le buone idee.

4. Il word of mouth non può essere falsificato.

L’inganno, l’ infiltration, la disonestà, lo shilling, e altri tentativi di manipolare i consumatori o la conversazione sono deplorevoli. I professionisti del marketing onesti non ricorrono a queste pratiche, non lo faranno, e se ci provano saranno smascherati.

I comportamenti scorretti saranno messi in evidenza dal pubblico e si ritorceranno in maniera letale contro chiunque li utilizzi.

5. Il word of mouth marketing dà potere al consumatore.

I consumatori hanno il controllo e sono loro a dettare le condizioni di un   rapporto nuovo, più sano tra i professionisti del marketing e le persone che usano i loro prodotti.

I consumatori richiedono alle aziende soddisfazione, rispetto, prodotti e servizi eccezionali. Quando le aziende glieli offrono, le persone lo comunicano ai loro amici.

I professionisti del word of mouth lavorano per accelerare questo processo, rimpiazzando la pubblicità aggressiva con servizi che mettano al centro il cliente, supporto e comunicazioni bidirezionali.

Fonte Wommy

 

fonte: comunytation.myblog.it » Vai al post originale

Nov 30

Armageddon

di Sergej Kruglov

E si fronteggiano così,
immobili e in silenzio,
senza combattere.

Non lo faranno forse mai, tutte le forze
spese già
per prepararsi alla battaglia.
Sono rimasti solo il bene e il male in quanto tali.
Ecco, guarda, li vedi ancora,
e tutto anche da qui appare fermo. Il vento
muove i vessilli sacri
(il che è abbastanza strano:
da dove spunta questo vento
nello spazio assoluto, privo d’aria?)

Originale: “АРМАГЕДДОН”, Снятие Змия со креста, 2003.

Sergej Gennad’evič Kruglov, nato nel 1966 a Minusinsk, nella regione di Krasnojarsk, ha studiato giornalismo a Krasnojarsk e ha poi lavorato come reporter nel giornale locale Vlast’ Trudu. Scrive poesie dal 1993. Nel 1999 è stato ordinato sacerdote della Chiesa ortodossa russa. È sposato e ha due figlie. Nel 2008 ha ricevuto il premio Andrej Belyj.

Altre poesie di Kruglov tradotte qui con il metodo Miro:

Visione naturale della poesia secondo gli slavi
Bruno Schulz

[Grazie a Sten per il mo' me lo segno.]

fonte: mirumir.blogspot.com » Vai al post originale

Nov 30

Guidata sul campo da Maurizio Forte dell’ICE di Shanghai ed ispirata dallo spirito di Matteo Ricci, “l’Italiano più amato dai cinesi”, l’Italia del Food risponde alla crisi mondiale con una presenza con la P maiuscola all’FHC 2009 di Shanghai, la fiera del Food ed Hospitality. Come del resto affermato dallo stesso Forte, “il 2009 è stato un anno di sofferenza e transizione, ma dai primi segnali che riceviamo, sembra proprio che il 2010 sarà ben diverso e caratterizzato da una decisa inversione di tendenza per il prodotto agro-alimentare Made in Italy in Cina”.

Tra l’altro Forte sottolinea come, “l’EXPO di Shanghai 2010 ci vedrà protagonisti. Infatti lo stile e il gusto italiano potrà essere apprezzato non solo nel ristorante del padiglione nazionale, ma anche nei tre ristoranti che hanno vinto le rispettive gare per l’utilizzo dei 150.000 metri quadri di aree comuni e che così consentiranno alle decine di milioni di visitatori, di fare “un salto in Italia” nella loro visita tra un padiglione nazionale e l’altro”.

Ma tornando alla presenza italiana alla FHC 2009, nei circa 1000 mq. del padiglione comune, di grande rilievo da segnalare la scelta logistica, di fatto all’ingresso della fiera, elemento che così ha obbligato tutte le migliaia di visitatori a dover prima passare a far una visita alle aziende tricolori e poi entrare un contatto con il resto del mondo. Una posizione in linea con il prestigio connesso, visto che numeri alla mano, il mercato del food italiano è il 4° al mondo, ma indubbiamente il 1° per quanto riguarda l’indiscutibile apprezzamento che lo contraddistingue e il continuo tentativo di “copiarlo” all’estero.


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Proprio per poter aiutare ad imparare come “diffidare dalla imitazioni”, l’azione del padiglione italiano è stata quindi focalizzata nell’insegnare, dimostrare e far entrare in contatto i cinesi e i professionisti in visita, con il vero gusto Italiano. Ciò attraverso una continua serie di dimostrazioni e sessioni, che anche attraverso il supporto delle diverse aziende espositrici, lasciando da parte i luoghi comuni, ha offerto in presa diretta le basi necessarie per poter apprezzare a fondo l’esperienza del “mangiare italiano”.

Il mercato cinese è comunque ancora tutto da creare, perché di fatto il gusto a tavola dei cinesi è in continua mutazione ed evoluzione. Per cui occorre, con tanta sana pazienza, far vivere loro l’emozione del mangiare italiano, affiancandoli, in quella che per molti di loro è una vera e propria “cerimonia d’iniziazione”. Quindi la presenza italiana in questi giorni, sta svolgendo la propria funzione di catechesi al gusto italiano, con un’area attrezzata più che doppia rispetto all’anno scorso.

Dietro la presenza istituzionale che fa da driver, esistono comunque le presenze Regionali e d’impresa che raccontano tutte storie di una evidente rinvigorita volontà di voler portare il Made in Italy sul più grande mercato al mondo, quale e quello della Cina. Parlando con i diversi operatori presenti, emerge la coscienza delle non poche difficoltà esistenti per conquistare il mercato cinese, soprattutto per quelle imprese che per le loro dimensioni, fanno fatica ad imporre il proprio discorso di qualità, di fronte all’agguerrita concorrenza dei gruppi alimentari Francesi ed Americani, fatti di grandi imprese e sperimentate multinazionali, che oltre tutto possono sfruttare la leva delle proprie reti distributive esistenti in Cina, come nel caso dei Francesi con la propria Carrefour.

Gli italiani non hanno nulla di tutto questo e con il “coltello tra i denti”, sono costretti come i salmoni, a dover risalire il fiume, giocando su terreni spesso impervi, dovendo per prima cosa sconfiggere l’ingenerosa, ma da queste parti normale, competizione basata sul prezzo, più che sulla qualità. Questo scenario rende tutto più difficile alla singola azienda, che sicuramente necessita di un gioco di squadra e di sistema, che consenta di mettere a fattor comune i punti di forza dei nostri prodotti e che nel contempo minimizzi il problema dei costi e della trattativa con i sistemi distributivi cinesi.

Quindi i sistemi territoriali presenti alla FHC 2009, come concentrato delle eccellenze locali dei diversi territori italiani, in un confronto diretto tra Puglia, Marche, Sicilia, Sardegna, Toscana e Lombardia, si sono trovati così gli uni vicini agli altri, “armati” dei propri prodotti, nel comune obbiettivo di trasferire l’esperienza Italiana fatta di sapori e piaceri e di una qualità a tavola, numero uno nel mondo.

Continuando il dialogo con gli espositori, emergono alcune storie esemplari e spunti interessanti. Per cui parlando con Silvia Molinas della Camera di Commercio di Firenze, emerge come la Toscana intenda “riempire” i propri prodotti anche della storia del territorio da cui provengono, concentrandosi sul trasferimento, prima di tutto, delle competenze che stanno dietro ai prodotti,  necessarie per poter comprendere il prodotto e la qualità che contiene, conoscenze che in Cina sono del tutto inesistenti. Chi meglio degli inventori della bruschetta può quindi far comprendere ai cinesi il valore dell’uso dell’olio a freddo, che non appartiene alla storia e cucina cinese, che come affermato dalla Molinas “dopo una prima diffidenza, finiscono per apprezzare moltissimo”.

Auspicandosi un sempre maggiore gioco di squadra che vada “oltre i particolarismi” ragionali è anche l’elemento caratterizzante della significativa presenza Siciliana, una terra ricca di prodotti, letteralmente sconosciuti ai cinesi. Sicilia che può diventare anche un’interessante destinazione turistica, fino ad ora lasciata fuori dalle rotte del turismo cinese, ma che meriterebbe una sua riscoperta e il suo inserimento nei pacchetti dei Tour Operators cinesi, che fino ad ora considerano solo Roma, Milano, Venezia con una puntata a sud fino a Napoli, per visitare Pompei. Guidata da Enzo Milisenna, lo stand siciliano ha inteso esaltare i colori della terra e delle tradizioni, ma si è caratterizzato anche dalla volontà di entrare in un contatto profondo, attraverso un team misto che potesse tradurre al visitatore cinese il “dietro alle quinte” dei sapori di una terra speciale come quella siciliana, intraducibili con le sole parole occidentali.

Anche la Sardegna ha avuto una presenza importante al FHC 2009, introducendo un territorio che per i cinesi appare ancora misterioso, vista la sua distanza dal classico modello italiano fatto di pasta - pizza e caratterizzato da gusti spesso ben più forti che in altre parti d’Italia. Oltrettutto l’isola sta puntando ad intercettare un turismo cinese di tipo marinaro, più che da spiaggia, qualcosa che in Cina è ancora agli inizi ma in grande crescita, visto il crescente numero delle marine nel paese, opportunità che però deve fare i conti con i retaggi culturali, tanto che ancora oggi per le donne cinesi, prendere la tintarella, è considerato segnale di povertà e basso lignaggio. Vallo a dire a quelli della Costa Smeralda!.

Ma è soprattutto da un ripensamento e riposizionamento dei marchi storici italiani, divenuti negli anni multinazionali di primissimo piano sui mercati occidentali, che può passare la conquista del gusto cinese. Per esempio, alla ormai consolidata presenza di marchi come acqua San Pellegrino che a livello mondiale è riuscita a costruirsi un “marchio di bontà”, ora altri marchi storici stanno cercando il proprio spazio sul mercato cinese.

Addirittura per la Negroni, la Cina sembra “scritta” nel proprio marchio, riportando alla mente lo storico Jingle che lo ha caratterizzato negli anno 80, che visto alla luce delle stelle presenti nella bandiera cinese, sembra quasi un segno del destino.

Ma dietro i marchi, i cinesi in questi giorni stanno anche scoprendo che gli italiani non distribuiscono ciò che madre terra offre loro, ripetendo da centinaia d’anni le medesime procedure, ma che in una continua evoluzione, hanno saputo trasformare in tecnologia la competenza accumulata. Esemplare è proprio il caso della Negroni che può spiegare il profondo Gap che ancora esiste tra l’industria alimentare cinese e la nostra, visto che ancora oggi ai loro occhi appare incredibile che un prosciutto possa avere tempi così lunghi di conservazione, senza che sia necessario aggiungere alcun surrogato chimico e che come detto da Fausto Vecchi della Negroni “sia fatto solo di carne di maiale e sale di mare”. Qualcosa che ai cinesi colpisce e li lascia increduli, un problema di tecnologie, che non consente ai prosciutti “Made in China” di essere mangiati a freddo ma devono essere prima cotti, nelle zuppe o in qualsiasi altro modo.

Per cui esiste il problema di trasmettere la competenza, affinché sappiano comprendere come la differenza tra qualcosa chiamato caffé e un “buon caffè”, non lo fa il network di negozi che te lo vende, ma una miscela sapiente di aromi che sono poi in grado di creare, se opportunamente preparati, l’esperienza comunemente nota di caffé espresso o caffé italiano. Parlando infatti con alcuni dei produttori di caffé presenti al FHC 209 come Massimo Remonti della omonima azienda lombarda, non hanno nascosto la delusione di sentirsi “pesati non per la unicità delle nostre miscele innovative ma per il prezzo, considerato troppo alto se comparato con le altre offerte sul mercato, spesso fatte però con miscele di bassa qualità”.

Per comprendere il problema che sta assillando le aziende italiane, è un po’ come stimare il prezzo di un lingotto d’oro, dove la percentuale d’oro decreta il prezzo giusto sulla base di una quotazione universalmente riconosciuta. Bene il caffé, come un lingotto d’oro subisce variazioni di prezzo a seconda della sua diversa miscela ed è evidentemente del tutto fuori luogo il confrontato con chi spesso si limita a “placcare d’oro” il proprio lingotto. L’attuale incapacità cinese di saper comprendere se si è in presenza di un lingotto realmente d’oro o di uno semplicemente placcato, crea non pochi problemi agli italiani e una difficoltà nel dialogo con i propri interlocutori cinesi, che si limitano a trattare il prodotto solo come una questione di prezzo, come se tutti i prodotti fossero tra loro gli stessi.

In questo scenario, emerge però un elemento interessante che potrebbe caratterizzare la prossima fase della presenza dell’industria agro-alimentare italiana in Cina: la produzione in loco. A questa affermazione ed idea, molti “puristi” nostrani rimangono letteralmente scandalizzati, ritenendola una ipotesi irrealizzabile, pura eresia. Bene, l’FHC 2009 sembra dimostrare proprio il contrario, come nel caso di Masciulli Domenico che ha deciso di trasferire la propria decennale competenza nel produrre formaggi all’industria cinese, affiancando una azienda del nord della Cina che produceva latte, creando una prima esperienza di industria casearia Made in Italy, direttamente in Cina. Alla domanda se ci siano differenze tra il prodotto puro italiano e quello fatto qua in Cina, Masciulli, dopo un sorriso, ammette: “sicuramente a causa dell’acqua, molto più dura della nostra e l’ambiente diverso, il gusto finale è leggermente diverso”. “Ma onestamente è una questione marginale, tanto che la caciotta o la mozzarella come gli altri nostri prodotti, quando anche i professionisti del settore gli assaggiano, stentano poi a credere che siano prodotti qua in Cina”. Ed infatti “tra i nostri clienti ci sono parecchi ristoranti italiani, così come hotel a 5 stelle internazionali” che apprezzano il fatto di avere un prodotto che mantiene tutte le caratteristiche di un prodotto artigianale italiano, disponibile secondo le regole di un mercato cinese, “molto diverso dal nostro,” continua Masciulli, “con esigenze spesso incompatibili per le strutture e le capacità industriali delle aziende italiane”.

Quanto fatto da Masciulli nel caseario, sembra essere la strada di una risposta concreta, un messaggio anche per le altre aziende italiane, ad avere il coraggio di fare scelte che consentano non solo di arrivare sul mercato cinese, ma di garantirsi di restarvi anche in futuro, per non rimanere schiacciati dalla competizione portata in Cina dalle industrie internazionali, come i francesi.

Emblematico quanto accaduto con il vino, dove anni fa i francesi hanno addirittura finito per passare la tecnologia per produrlo ad una Join Venture mista Sino – Francese, che ora di fatto fa la parte del leone sul mercato interno, scalzando anche molte delle produzioni francesi, obbligandoli così a concentrarsi sul medio alto livello.

E’ una riflessione che a voce alta ha fatto nella nostra chiacchierata anche Fausto Vecchi della Negroni, una strada ed una sfida, quella di venire a produrre in Cina, da una parte intrigante ma dall’altra piena d’incognite, visto che “nel nostro caso, necessiterebbe di “riscrivere” il futuro della nostra azienda, fatto di un passato partito dalla capacità di creare mangimi di alto livello per i nostri maiali, che poi si evoluto nel saperli macellare meglio degli altri e che solo dopo, quasi fosse stato un incidente di percorso, ci ha portato a produrre salumi”, gli stessi per cui ora è famosa in Europa e in America e che la rendono una delle eccellenze italiane.

Ma questo è un fatto ed una scelta che appare inevitabile, perché in assenza di un approccio diretto ci si ritroverà come già gli Usa ci stanno insegnando, dove solo il 20% dei prodotti “Italians Like” sono realmente provenienti dall’Italia. Ben l’80% di ciò che sulle tavole americane è venduto come italiano è infatti prodotto in America, con nuovi marchi di proprietà non italiana che magari, solo sommariamente, utilizzano le procedure e gli ingredienti italiani, offrendo prodotti che sono simili a quelli italiani solo nel nome. Un esempio palpabile già ora lo abbiamo in tutte le principali catene di Pizza presenti in Cina (e nel mondo), che di fatto non usano ingredienti italiani, a partire dalla mozzarella come da noi considerata tale. Qua in Cina quella che loro chiamano mozzarella, oltre ad essere prodotta in Nuova Zelanda, si presenta con un colore giallognolo da formaggio fuso a quadretti, ben diverso dal candido bianco e gusto della vera mozzarella che da noi tutte le pizzerie usano e che fanno l’unicità anche di una semplice margherita sia a Milano che a Napoli.

La questione è da considerare seriamente, visto che poi, quando i Cinesi arrivano in Italia e vogliono finalmente provare la vera pizza italiana, finiscono per rimanerne delusi, visto che non ha nulla in comune con l’esperienza provata in Cina, tante sono le differenze negli ingredienti e nei metodi di preparazione.

Poi arrivano i casi limite come quello Australiano, dove il Parmesan, la copia del nostro Parmigiano, in assenza di una presenza italiana, ha finito per crearsi nel tempo una solida credibilità locale, tanto che in una pubblicità televisiva era arrivata addirittura ad affermare “diffidate dalle imitazioni!!”. Paradossalmente, per gli australiani un autentico “Parmigiano Reggiano”, da noi addirittura strumento finanziario alla base della Banca del Parmigiano, è ora considerabile copia del loro Parmesan, una situazione incredibile, che però si sta rischiando su una scala ancora più ampia qua in Cina.

Gli esempi si sprecano, come nel caso del vino, dove esistono sul mercato cinesi produzioni industriali che poco hanno a spartire con il vino prodotto come tale. Ma come nel caso del caffé, anche in questo caso il prodotto è affrontato e gestito solo sulla base del prezzo e non sulle capacità di saperne riconoscere la qualità reale, che inevitabilmente si ripercuote sul prezzo e che finisce spesso per mettere fuori mercato il prodotto italiano.

Quindi al FHC 2009 il messaggio lanciato dalla presenza italiana sembra essere riassumibile in: “alfabetizzare per competere” (e vincere).Un’azione sul campo fatta con atti di persuasione, per cercare non solo di trasmettere i nostri brands e prodotti italiani, ma soprattutto la profonda conoscenza del “dietro le quinte” della storia che ogni nostro prodotto contiene e la cultura che trasmette.

Qualcosa che una volta spiegato bene ai cinesi, li appassiona, perché apre loro un mondo completamente nuovo, di quello che noi chiamiamo Slow Food, prima di tutto uno stile di vita oltretutto in grado di avere effetti positivi sulla salute di chi lo segue, qualcosa a cui gli stessi cinesi sono attentissimi, tanto che anche per i loro prodotti, prima di tutto vengono valutati gli effetti alla salute che il loro gusto.

Nella nostra dieta e nei nostri prodotti le due questioni coesistono, sta quindi a noi saperlo spiegare in maniera convincente, accettando la sfida anche di farlo direttamente in Cina. E in questo ci viene incontro proprio l’esempio di Matteo Ricci di 400 anni fa, il testimonial dello stand delle Marche e ancora oggi il portatore di quello che Augusto Bordini, il responsabile dello stand, non esita a definire “il modo corretto per entrare nei cuori dei cinesi, attraverso una profonda e rispettosa comprensione reciproca, per una reale integrazione non realizzata attraverso la presunzione di volere a tutti costi esportare i nostri desideri, con la sola smania di “conquistare”.

Un messaggio tutto Italiano, che travalica l’altrettanto famoso Marco Polo, che però si limitò a portare merci dalla Cina a Venezia, non lasciando il segno che invece Matteo Ricci lasciò dietro la sua esistenza, tanto che se ancora oggi la Cina si chiama “il paese di mezzo” lo si deve all’opera di questo singolo gesuita italiano che fece del motto “farsi cinese con i cinesi” la base della sua opera, che finì per essere tanto apprezzata dai cinesi stessi, che ancora oggi la sua tomba è tra quelle delle celebrità che hanno fatto la storia millenaria della Cina. Ora sta a noi, quali “nuovi missionari del gusto” attualizzarne gli insegnamenti e provare a costruire la nuove dimensione del gusto che convinca anche i cinesi ad adottarne i nostri secolari principi ed ingredienti, per un reciproco scambio culturale duraturo nel tempo.

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Nov 30

Lista Giochi Xbox 360 il cui Nome del Titolo inizia per Lettera ( D ).


Damnation

Dante’s Inferno

Dark Void

DarkSiders: Wrath of War

Dead Island

Destroy all Humans: Path of the Furon

DJ Hero

Dynasty Warriors Gundam 2

Don King Presents: Prizefighter

Dragon Age: Origins

Dragon Ball Z: Burst Limit


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Nov 30

Lista Giochi Xbox 360 il cui Nome del Titolo inizia per Lettera ( C ).

Call of Duty 4: Modern Warfare

Call of Juarez: Bound in Blood

Chronicles of Riddick: Assault on Dark Athena

Colin McRae: Dirt 2

Command and Conquer: Red Alert 3


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Nov 30

Categoria Giochi Azione Xbox 360


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Lista Giochi Azione Xbox 360:


alpha-protocol.jpg
Alpha Protocol

armored-core-4.jpgArmored Core 4

armored-core-for-answer.jpgArmored Core For Answer

army-of-two-battlefield-bad-company.jpgArmy of Two + Battlefield Bad Company

assassin-s-creed-2.jpgAssassin’s Creed 2

assassin-s-creed-2-white-collector-s-edition.jpgAssassin’s Creed 2 White Collector’s Edition

assassin-s-creed.jpgAssassin’s Creed

assassin-s-creed-limited-edition.jpgAssassin’s Creed Limited Edition

batman-arkham-asylum.jpgBatman Arkham Asylum

batman-arkham-asylum-collector-s-edition.jpgBatman Arkham Asylum Collector’s Edition

battlestations-midway.jpgBattlestations Midway

battlestations-pacific.jpgBattlestations Pacific

bionic-commando.jpgBionic Commando

bionicle-heroes.jpgBionicle Heroes

bioshock.jpgBioshock

bladestorm-la-guerra-dei-100-anni.jpgBladestorm La Guerra dei 100 Anni

bomberman-act-zero.jpgBomberman Act Zero

brutal-legend.jpgBrutal Legend

bullet-witch.jpgBullet Witch

bully-scholarship-edition.jpgBully Scholarship Edition

clive-barker-s-jericho.jpgClive Barker’s Jericho

conan.jpgConan

crackdown.jpgCrackdown

dead-rising.jpgDead Rising

dead-space-mirror-s-edge.jpgDead Space + Mirror’s Edge

dead-space-mirror-s-edge-army-of-two.jpgDead Space + Mirror’s Edge + Army of Two

devil-may-cry-4.jpgDevil May Cry 4

devil-may-cry-4-limited-edition.jpgDevil May Cry 4 Limited Edition

disney-g-force-superspie-in-missione-occhiali-3d.jpgDisney G Force Superspie in Missione + Occhiali 3d

disney-i-robinson-una-famiglia-spaziale.jpgDisney I Robinson Una Famiglia Spaziale

disney-le-cronache-di-narnia-il-principe-caspian.jpgDisney Le Cronache di Narnia Il Principe Caspian

dynasty-warriors-6.jpgDynasty Warriors 6

dynasty-warriors-gundam-2.jpgDynasty Warriors Gundam 2

dynasty-warriors-gundam.jpgDynasty Warriors Gundam

fatal-inertia.jpgFatal Inertia

fracture.jpgFracture

gears-of-war-2-game-of-the-year-edition.jpgGears of War 2 Game of the Year Edition

ghost-recon-3-advance-warfighter.jpgGhost Recon 3 Advance Warfighter

ghost-recon-3-advance-warfighter-game-of-the-year.jpgGhost Recon 3 Advance Warfighter Game of the Year Edition

ghost-recon-advance-warfighter-2.jpgGhost Recon Advance Warfighter 2

ghost-recon-advance-warfighter-2-legacy-edition.jpgGhost Recon Advance Warfighter 2 Legacy Edition

g-i-joe-la-nascita-dei-cobra.jpgG. I. Joe La Nascita dei Cobra

gta-grand-theft-auto-episodes-from-liberty-city.jpgGTA Grand Theft Auto Episodes From Liberty City

gta-grand-theft-auto-iv.jpgGTA Grand Theft Auto IV

gta-grand-theft-auto-iv-guida-strategica-ufficiale.jpgGTA Grand Theft Auto IV + Guida Strategica Ufficiale

gta-grand-theft-auto-iv-limited-edition.jpgGTA Grand Theft Auto IV Limited Edition

heist-heit.jpgHeist “Heit”

hellboy-the-science-of-evil.jpgHellboy The Science of Evil

hitman-blood-money.jpgHitman Blood Money

i-fantastici-4-rise-of-the-silver-surfer.jpgI Fantastici 4 Rise of the Silver Surfer

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Nov 30

Lista Giochi Xbox 360 il cui Nome del Titolo inizia per Lettera ( B ).

Baja: Edge of Control

Battle Fantasia

Battlefield 1943

Battlefield Bad Company

Beijing 2008 Olympics Game

Bionic Commando

Bioshock

Blacksite: Area 51

Blazing Angels 2 Secret Missions of WWII

Brothers in Arms: Hell’s Highway

Brutal Legend

Burnout Paradise

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Nov 30

Lista Giochi Xbox 360 il cui Nome del Titolo inizia per Lettera ( A ).

Ace Combat 6: Fires of Liberation

Afro Samurai

Age of Conan Hyborian Adventures

Alone in the Dark


Alpha Protocol


Assassin’s Creed

Assassin’s Creed 2

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Nov 30

Lista Giochi Xbox 360 il cui Nome del Titolo inizia per Numero ( 0 - 9 ).

007 James Bond: Quantum of Solace

50 Cent: Blood on the Sand

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Nov 30

Categoria Giochi Avventura Xbox 360

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Lista Giochi Avventura Xbox 360:


alone-in-the-dark.jpg

Alone in the Dark

alone-in-the-dark-limited-edition.jpg

Alone in the Dark Limited Edition

alone-in-the-dark-steel-collector-s-edition.jpg

Alone in the Dark Steel Collector’s Editio


banjo-kazooie-nuts-bolts.jpg
Banjo Kazooie Nuts e Bolts

bee-movie-game.jpgBee Movie Game

boog-elliot-a-caccia-di-amici.jpg
Boog Elliot A Caccia di Amici

brave-a-warrior-s-tale.jpg
Brave a Warrior’s Tale

cabela-s-dangerous-adventures.jpg
Cabela’s Dangerous Adventures

csi-crime-scene-investigation-intento-mortale.jpg
CSI Crime Scene Investigation Intento Mortale

csi-crime-scene-investigation-prova-schiacciante.jpg
CSI Crime Scene Investigation Prova Schiacciante

dead-space-classics.jpgDead Space Cassics

disney-bolt.jpgDisney Bolt

disney-cars.jpgDisney Cars

disney-pirati-dei-caraibi-ai-confini-del-mondo.jpgDisney Pirati dei Caraibi ai Confini del Mondo

disney-pixar-up-il-videogioco.jpg
Disney Pixar Up Il Videogioco

eragon.jpgEragon

forza-motorsport-2-motogp-07-viva-pinata.jpgForza Motorsport 2 + Moto Gp 07 + Viva Pinata

fusion-frenzy-2.jpgFusion Frenzy 2

ghostbusters-il-videogioco.jpgGhostbusters Il Videogioco

golden-axe-beast-riders.jpgGolden Axe Beast Riders

harry-potter-e-il-principe-mezzosangue.jpgHarry Potter e il Principe Mezzosangue

harry-potter-e-l-ordine-della-fenice.jpgHarry Potter e l’Ordine della Fenice

il-signore-degli-anelli-battaglia-per-la-terra-di-mezzo-2-classics.jpgIl Signore degli Anelli Battaglia per la Terra di Mezzo 2

james-cameron-s-avatar-il-gioco.jpgJames Cameron’s Avatar Il Gioco

james-cameron-s-avatar-il-gioco-limited-collector-s-edition.jpgJames Cameron’s Avatar Limited Collector’s Edition

kameo-elements-of-power-classics.jpgKameo Elements of Power Classics

la-bussola-d-oro.jpgLa Bussola d’Oro

lego-batman.jpgLego Batman

lego-indiana-jones-2-l-avventura-continua.jpgLego Indiana Jones 2 L’Avventura Continua

lego-indiana-jones-le-avventure-originali.jpgLego Indiana Jones Le Avventure Originali

leisure-suit-larry-box-office-bust.jpgLeisure Suit Larry Box Office Bust

l-era-glaciale-3-l-alba-dei-dinosauri.jpgL’Era Glaciale 3 L’Alba dei Dinosauri

looney-tunes-acme-arsenal.jpgLooney Tunes Acme Arsenal

lost-il-videogame.jpgLost Il Videogame

madagascar-escape-2-africa.jpgMadagascar Escape 2 Africa

mostri-contro-alieni.jpgMostri Contro Alieni

peter-jackson-s-king-kong-classics.jpgPeter Jackson’s King Kong Classics

piovono-polpette.jpgPiovono Polpette

ratatouille.jpgRatatouille

rayman-raving-rabbids.jpgRayman Raving Rabbids

scimmie-nello-spazio.jpgScimmie nello Spazio

shrek-terzo.jpgShrek Terzo

silent-hill-homecoming.jpgSilent Hill Homecoming

sonic-the-hedgehog.jpgSonic the Hedgehog

spiderwick-le-cronache-il-videogioco.jpgSpiderwick Le Cronache Il Videogioco

superman-returns.jpgSuperman Returns

tmnt-teenage-mutant-ninja-turtles.jpgTMNT Teenage Mutant Ninja Turtles

tomb-raider-anniversary.jpgTomb Raider Anniversary

tomb-raider-underworld.jpgTomb Raider Underworld

wall-e.jpgWall-E

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Nov 30

Categoria Giochi Arcade Xbox 360


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Lista Giochi Arcade Xbox 360:


beautiful-katamari.jpgBeautiful Katamari

namco-museum-virtual-arcade.jpgNamco Museum Virtual Arcade


pimp-my-ride.jpgPimp My Ride

qubed.jpgQubed

scene-it-campione-d-incassi.jpgScene It Campione d’Incassi

scene-it-lights-camera-action.jpgScene It Lights Camera Action

sega-mega-drive-ultimate-collection.jpgSega Mega Drive Ultimate Collection

trivial-pursuit.jpgTrivial Pursuit

xbox-live-arcade-unplugged.jpgXbox Live Arcade Unplugged

you-re-in-the-movies.jpgYou’re In The Movies


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Nov 30

17

In questo tutorial imparerete come creare un effetto di testo di forte impatto grafico. Per realizzare questo tutorial utilizzeremo la sovrapposizione sfumatura e diverse tecniche per creare uno sfondo in fibra!

Link al tutorial: http://www.adobetutorialz.com/articles/30970191/1/how-to-create-an-impressive-looking-text-effect

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Nov 30

Airmail

In questo articolo troverete una raccolta di 10 templates utili per gli sviluppatori che non vogliono perdere tempo a realizzare una grafica per la loro applicazione.

Link: http://net.tutsplus.com/articles/web-roundups/10-templates-that-solve-problems-for-web-developers/

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Nov 30

Mi capita spesso di dover includere un file solo se si verifica una condizione o comunque di variabilizzarlo in modo da gestirlo al 100%. Per fare ciò utilizzeremo le funzioni ob_start(), ob_get_contents() e ob_end_clean(). Qui di seguito trovate un esempio per realizzare quanto detto!

 
< ?php
// Filename: INDEX.PHP
// ==========================================
 
// all the usual page and template code here
// and where we want out ‘include’ variable to
// appear, we add these lines
 
ob_start(); # start buffer
include_once( ‘/home/user/public_html/ad_table.php’ );
# we pass the output to a variable
$html = ob_get_contents();
ob_end_clean(); # end buffer
# and here’s our variable filled up with the html
echo $html;
 
// we can then continue on with our web page and template
// script or even add another ‘include’ variable!
 
ob_start();
require_once( ‘/home/user/public_html/ad_table2.php’ );
$html2 = ob_get_contents();
ob_end_clean();
echo $html2;
 
?>
 

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Nov 30

507

Grazie a questo tutorial sarà possibile realizzare un sondaggio che permetterà ai vostri visitatori di scegliere i loro tutorial preferiti. Dopo aver votato sarà possibile vedere i risultati tramite un grafico dall’interfaccia amichevole.

Link al tutorial: http://tutorialzine.com/2009/11/jquery-sort-vote/

Demo: http://demo.tutorialzine.com/2009/11/jquery-sort-vote/demo.php

Codice Sorgente: http://demo.tutorialzine.com/2009/11/jquery-sort-vote/demo.zip

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