Questo articolo vuole essere un omaggio al personaggio che per primo misurò, con estrema accuratezza, la lunghezza della circonferenza terrestre, intesa come meridiano.
Che la Terra fosse sferica era già noto, senza per altro esser supportata da alcuna precisa dimostrazione, ai pitagorici e ad Aristotele che aveva stimato approssimatamente la sua circonferenza a 64000 Km. Inoltre la sua sfericità era già noto agli antichi navigatori che, notavano, rivolgendo gli occhi al cielo, le costellazioni non sorgere mai spostandosi molto a nord e sorgere e tramontare spostandosi molto a sud. Dalle informazioni giunte fino a noi dall’epoca classica, le prime stime approssimate sulla lunghezza di un meridiano terrestre si ebbero con Eudosso di Cnido e Dicearco da Messina. Ma il primo personaggio che diede una misura accurata del meridiano terrestre fù appunto Eratostene di Cirene. Egli passò alla storia con l’appelletivo di geografo proprio perchè fu il primo a usare tale sostantivo per indicare la descrizione della Terra. Egli fù anche un grande matematico: sua è l’invenzione del crivello di Eratostene, un metodo per individuare i numeri primi e del mesolabio, uno strumento meccanico con il quale si possono calcolare due medi proporzionali da inserire tra due segmenti assegnati, o, equivalentemente, estrarre una radice cubica. Inoltre fu astronomo (sua è la prima misura precisa dell’inclinazione dell’eclittica) e un grande poeta. Ma fra i vari titoli non vi troverete quello di fisico.

Secondo me, Eratostene di Cirene, fu un grande fisico. Questa affermazione scaturisce dall’analisi del medoto da lui utilizzato per misurare un parametro fisico della terra, la lunghezza della sua circonferenza appunto. Prima di tutto egli fece un esperimento intellettuale, cioè ha costruito un modello, approssimando la terra ad una sfera. Ed il lavoro del fisico è in prima analisi proprio quello di costruire modelli che rendono comprensibile aspetti della realtà. In secondo luogo egli adottò un metodo basato sull’osservazione di un fenomeno ripetibile, il fatto che l’ombra di uno gnomone fosse, in presenza determinate circostanze esterne, sempre identica. E questa può essere proprio assunta come ipotesi ripetibile, la base del metodo scientifico introdotto da Galilei e che ha permesso lo sviluppo della scienza e della società moderna. In terzo luogo ha effettuato misure molto precise, intanto assumendo che Siene ed Alessandria d’Egitto fossero sullo stesso meridiano, poi misurando accuratamente la distanza fra queste due città. E proprio nella precisione e nella più generale estrema attenzione per la misura sta un concetto fondamentale della fisica. Tutte queste valutazioni permettono di affermare che Eratostene di Cirene fù anche un fisico.
Ora andiamo ad analizzare in metodo da lui utilizzato per calcolare la lunghezza di un meridiano terrestre. A quel tempo Eratostene era bibliotecario del grande museo alessandrino e doveva, di conseguenza, aver avuto la possibilità di consultare diversi testi sulla posizione delle città d’Egitto ed anche aver dibattuto con diversi studiosi che avevano viaggiato nella loro vita. Quidi, presumibilmente servendosi di queste conoscienze, assunse che Siene ed Alessandria si trovasseso sul medesimo meridiano. Scelse come giorno delle sue misure il 21 giugno, il solstizio d’estate. Notò che a Siene lo gnomone non produceva ombra, mentre ad Alessandria veniva misurata un’ombra tale da indicare la posizione del Sole in 7° e 15′ a sud dello zenit. Ciò stava ad indicare che le posizioni di Siene ed Alessandria sul meridiano differivano appunto di 7° e 15′. Poichè la distanza fra le due città fù misurata in 5000 stadi, Eratostene moltiplicò tale misura per 360° e divise il risultato per la misura angolare ottenuta di 7° e 15′, ottenendo la misura del meridiano terrestre in 252.000 stadi, cioè circa 39700 km, notevolmente vicino alla misura odierna fatta con tecnologia GPS e più in generale di geodesia spaziale.

In realtà il metodo di Eratostene era più complesso, come testimoniato dallo stesso Cleomede, il cui scopo dichiarato era quello di esporre una versione semplificata rispetto a quella contenuta nell’opera di Eratostene, che sembrava si basasse, come dice Lucio Russo in “La rivoluzione dimenticata”, su di una campagna di misurazioni avvenuta per mezzo dei mensores regii, funzionari regi incaricati di effettuare misure capillari del territorio egiziano per fini fiscali.Inoltre, il risultato trovato di 252ooo stadi, sembrerebbe ad occhio attento, un numero particolare, divisibile per tutti i numeri interi da 1 a 10: sempre secondo Russo, basata su di una affermazione di Plinio che parla dello stadio “secondo il rapporto di Eratostene”, Eratostene avrebbe introdotto un nuovo stadio come sottomultiplo del meridiano.
Il fatto che tale misurazione sia in realtà abbastanza vicina al valore reale che conosciamo oggi è probabilmente il frutto di diversi errori sommati insieme i cui principali sono il fatto che Siene ed Alessandria non sono in realtà sullo stesso meridiano e l’errore sulla misura dell’angolo. Ma ciò non scalfisce minimamente l’onorabilità del procedimento utilizzato da Eratostene di Cirene per ricavare un risultato fondamentale per lo sviluppo della civiltà umana. La memoria di Eratostene di Cirene, geografo, matematico, poeta, filologo, astronomo resterà sempre viva fra gli uomini per la prima misurazione della circonferenza terrestre e quindi, delle dimensioni della terra. Perciò nella memoria degli uomini egli apparirà sempre come, prima di tutto, un fisico.

fonte: matteogalli.wordpress.com » Vai al post originale