Mar 31

E’stata convocata per domani alle 18,30, presso la sede della Regione Abruzzo, una riunione degli esperti della Commissione Nazionale per la Previsione e la Prevenzione dei Grandi Rischi. Lo ha annuncitato in una nota il Dipartimento della Protezione Civile. Secondo il Capo Dipartimento Guido Bertolaso, l’obiettivo è di fornire ai cittadini abruzzesi tutte le informazioni disponibili alla comunita’ scientifica sull’attivita’ sismica delle ultime settimane. All’incontro, “finalizzato all’analisi della frequente attivita’ sismica registrata nella provincia dell’Aquila dall’inizio del 2009″, parteciperanno, tra gli altri, Franco Barberi, presidente vicario della Commissione, Enzo Boschi, presidente dell’Ingv, i professori Gian Michele Calvi e Claudio Eva, ed il vice capo Dipartimento, Bernardo De Bernardinis. Secondo gli esperti non è possibile prevedere in alcun modo il verificarsi di un terremoto e che non c’e’ nessun allarme in corso, ma la previsione è ora più utile che mai. Intanto alle 21.05 una nuova scossa di 3,1 gradi della scala Richeter ha nuovamente colpito la zona dell’Aquilano.

Luca Di Sciascio

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Mar 31

Una scossa di terremoto pari al quarto grado della scala Richter ,è stato registrato alle 15,38 di oggi con epicentro nei comuni di L’Aquila,Pizzoli e Collimento. Molta paura tra le persone che si sono riversate in strada, sono state evecuate anche scuole e uffici pubblici. Lo sciame sismico è continuato con altre tre scosse di entità più breve. L’epicentro è stato a una decina di km di profondità ( poco profondo) ed è stato avvertito anche nelle province di Teramo, Pescara e Ascoli Piceno. Al momento si registrano lievi danni alla scuola De Amicis in piazza Teatro e al Museo Castello, dove i Vigili Del Fuoco hanno registrato qualche crepa. Il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente ha ordinato la chiusura delle scuole nella giornata di domani, per consentire ai tecnici di verificare eventuali danni alle strutture. E’ un fenomeno di rilascio di stress frammentato, la causa è nella scarsa resistenza della faglia, che non riesce a sopportare carichi significativi di energia - ha spiegato Valerio De Rubeis, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia . Se la faglia fosse stata più resistente, continua De Rubeis, avrebbe potuto accumulare energia sufficiente a scatenare un terremoto decisamente violento. Negli ultimi mesi sono state diverse le scosse che hanno colpito l’aquilano fino a quella di ieri con epicentro a Sulmona.

Luca Di Sciascio

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Mar 31

Si è spento questa mattina alle 4.30 dopo una lunga malattia, il Vice Presidente del Consiglio Provinciale di Chieti Roberto Menna (58 anni). Menna era stato eletto nelle liste di Rifondazione nel 2004. “Coerenza, correttezza, disponibilità e impegno. Questo è stato e rimarrà per tutti noi Roberto Menna”. Lo afferma, visibilmente provato, il Presidente della Provincia, Sen. Tommaso Coletti. “Nulla poteva tenerlo lontano dall’impegno politico e, nonostante la malattia lo avesse minato da tempo, ha continuato ad essere presente in Consiglio Provinciale, quale Vice Presidente, portando avanti le istanze del suo territorio e della sua gente che conosceva bene e della quale è stato portavoce.La città di Vasto e tutta la provincia perdono oggi un amico, un amministratore sensibile, umile e combattivo che non ha mai mancato di intervenire, di suggerire e di proporre il suo pensiero in merito agli argomenti ed alle necessità che il territorio avanzava.Tutti noi, al di là dell’appartenenza politica, perdiamo un carissimo amico che ha continuato sorridere e a sostenerci in ogni decisione.Al mio ricordo e nell’espressione di cordoglio alla famiglia, si associano anche il Presidente del Consiglio Provincia, Agostino Monteferrante, la Giunta ed il Consiglio tutto. I funerali si svolgeranno alle 15,30 di domani presso la Chiesa di San Giovanni Bosco a Vasto.

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Mar 31

Il prossimo mercoledì 1° Aprile partiranno le Borse Lavoro, un intervento che rientra tra i progetti innovativi portati avanti dal Comune di San Salvo all’interno del Piano di Zona dell’Ambito Sociale n.26 Costa Sud.
Si attueranno complessivamente 16 Borse Lavoro di cui 13 dal 1° Aprile al 30 settembre e le restanti tre dal 1° luglio al 30 dicembre.
S tratta di un intervento di Integrazione ed inclusione sociale che si rivolge a persone che si trovano in situazioni di disagio economico, con particolare riguardo alle situazioni di disagio relazionale e familiare. Ha lo scopo di favorire l’acquisizione di conoscenze e di competenze professionali all’interno dell’ambiente lavorativo, di facilitare il raggiungimento dell’autonomia e della salute psico-fisica e la ricerca personale di opportunità di assunzione in altri contesti di lavoro.
“L’esperienza professionalizzante a tempo determinato, messa in atto dalla borsa, ha durata 6 mesi e prevede un incentivo mensile di 400 euro nonchè la copertura INAIL a carico dell’Ambito per 15 ore settimanali di lavoro. – ha spiegato l’assessore alle Politiche Sociali Giovanni Mariotti - I contratti a progetto si svolgeranno in collaborazione con l’Ufficio Manutenzione del Comune”.
I borsisti, svolgeranno attività di manutenzione dei giardini pubblici, delle rotonde, delle scuole e degli edifici pubblici.
Al termine del periodo previsto, verrà effettuata una valutazione sul percorso formativo/professionale svolto dal beneficiario e verrà valutata anche la sua spendibilità nel mercato del lavoro.
Il sindaco Gabriele Marchese ha dichiarato: “Il progetto sperimentale, mira a dare un aiuto alle fasce svantaggiate in un’ottica di salvaguardia della dignità e delle capacità personali. Il sostegno ai più deboli è sempre stata una priorità di questa Amministrazione e lo è ancora di più nell’attuale contesto di crisi economica nel quale abbiamo scelto di avvantaggiate le persone uscite dal percorso lavorativo”.

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Mar 31

Dodici extracomunitari, molto verosimilmente di etnia curda, sono stati fermati all’alba di oggi lungo la A14, al confine tra Abruzzo e Molise, dagli agenti della sottosezione di polizia stradale del distaccamento Vasto Sud. Gli stranieri, tutti maschi, forse fatti scendere da un mezzo pesante diretto verso nord, sono stati intercettati all’altezza dell’area di servizio Trigno e accompagnati nella caserma della Polstrada a San Salvo (Chieti). Sembra che del gruppo facessero parte anche altri extracomunitari, visti scavalcare le reti di recinzione dell’autostrada e incamminarsi verso nord lungo il tracciato ferroviario. Le ricerche, condotte dai carabinieri di Petacciato (Campobasso), non hanno dato pero’ esito. Dopo essere stati rifocillati, gli stranieri sono stati avviati in questura per le procedure di rito.

da www.agi.it

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Mar 31

Torna il sorriso in casa San Salvo. L’ultima vittoria della squadra biancazzura risale a 98 giorni fa, esattamente il 21 dicembre nell’incontro casalingo contro il San Nicolò. La prova degli uomini di mister Di Santo, sospinti dai numerosi tifosi, è stata superlativa al cospetto di un Miglianico che malgrado il primo posto in classifica non ha dimostrato granchè. I gol del San Salvo sono stati realizzati al 5′ minuto da Alberico ed al 34′ da Fantini che, un quarto d’ora prima aveva colpito anche l’incrocio dei pali con un’acrobazia in aerea.
Questa vittoria oltre a regalare i tre punti, ha ridato serenità e morale all’intero ambiente in vista degli ultimi due incontri di campionato a Francavilla ed in casa contro la Spal Lanciano diretta concorrente per la salvezza. Purtroppo l’ultima gara casalinga verrà disputata a porte chiuse. Ora il San Salvo occupa la quintultima posizione in classifica (zona play-out), ma la salvezza diretta dista solo e soltanto un punto.

Luca Di Sciascio

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Mar 31

C’era una volta un giovane ragazzo che,in una fresca sera
d’autunno,camminava tranquillo con un vecchio mangianastri nella tasca. Si era
da poco trasferito con i genitori da un piccolo paesino di campagna e perciò
non riusciva ancora ad orientarsi bene tra le vie,i vicoli e le piazze della
città,e la moltitudine di ragazzi e ragazze,così tristemente uguali e
stereotipati,certo non lo aiutava in quella che sembrava una missione
impossibile.Nonostante tutto era sereno..aveva la musica della sua terra a
fargli compagnia…quel ritmo di tamburelli e zampogne vibravano e avvolgevano
tutto il suo corpo a tal punto che avrebbe voluto danzare,come era abituato a
fare nella festa del paese..ma non era certo il caso..gli occhi
torvi verso di lui,erano già
abbastanza….come abbastanza sono i pregiudizi che troppe volte stroncano
relazioni umane a priori…Aveva conosciuto si e no tre persone fino a quel
momento,compagni di scuola più che altro,ma non lo considerava un problema,”Sono
appena arrivato in fondo, ci vuole tempo per socializzare e farsi accettare
dalla comunità” si diceva.Quello che gli fu chiaro fin da subito invece,erano i
grandi paradossi di quel luogo,pieno di ipocrisie e falsità.Sui giornali si
parlava di morti ubriachi sulle strade ogni settimana,e i bar che vendevano
alcolici fino a tardi…scuole ovunque,ma muri ancora invasi dalle
svastiche……gente che dormiva per terra sotto gli archi di enormi centri
commerciali …Quando il sole stava calando,lasciando il posto alle stelle,si fermò
un istante per bere da una fontanella che si trovò di fronte,quando un gruppo
di bulli con il volto abbronzato come fosse
estate,cominciò in modo a urlargli dietro
“Quella è nostra,non la toccare!” ma il giovane assorto nei suoi pensieri e
nella melodia,li ignorò e bevve comunque. Allora uno di questi gli si
avvicinò,colpendolo al viso e preso il suo mangianastri,lo fece vedere agli
amici come si fa con un trofeo, e lo buttò a terra calpestandolo più
volte..”così impari a non obbedire alle nostre leggi e a non ascoltare quando
parliamo”.Il giovane campagnolo rimase fermo..e abbassando la testa si guardò i
piedi quasi si sentisse colpevole dell’accaduto.. poi fissò per un attimo il
bullo come per capire con chi avesse a che fare.. Sorrisino idiota stampato in
viso,orecchini a stella,i capelli phonati,testa alta e petto indentro nemmeno
fosse un militare.La presunzione marchiata a fuoco sul volto di un bambino
cresciuto troppo con la convinzione di essere “un VIP” in un mondo di reality
show e volgarità..dove il più appariscente,molto spesso il più
ridicolo,spicca..Rimase colpito dai suoi abiti.Aveva già visto più volte quei
vestiti nei negozi di super lusso e addosso a molti passanti e rimase sorpreso
nel constatare quanto le masse si facciano influenzare dalle mode e quanti
soldi buttino…e questo proprio non riusciva a capirlo…I suoi genitori lo
avevano da sempre educato al risparmio e a spendere solo quando era necessario,
e quindi si teneva stretti quei vestiti da 20 euro che portava,forse non all’ultimo
grido ma in compenso molto comodi…Non accennò nemmeno una reazione..”non ti
curar di loro ma guarda e passa”  e con
tutta calma si allontanò,mentre i ragazzi continuavano ad inveire contro di lui
innervositi dal suo atteggiamento quasi di sfida secondo il loro strano punto
di vista..Un pensiero lo tormentava più delle loro volgarità..”Forse avrei
dovuto assecondarli…e non dar loro la possibilità di sfogare la loro
frustrazione su di me ma,dandogli la soddisfazione di credere di valere e di
essere qualcuno…”Ma non fece in tempo a rispondersi che sentì una macchina
dietro di lui e cominciò a correre…Un susseguirsi di respiri veloci,il cuore in
gola e le gambe tremanti ma non smetteva di guardarsi intorno. Gli sembrava di
vedere la città da sopra un treno…immagini,frammenti distorti e nessuno tra la
folla che lo aiutasse..gli mancava il fiato quando vide la porta del cimitero
poco distante dal centro aperta e vi si infilò dentro…i suoi inseguitori
scesero dalla macchina ,camminando verso di lui con aria arrogante e superba.
Cominciarono a picchiarlo,strappandogli di dosso quegli “stracci “ Prima di
svenire dal dolore, ebbe la forza di urlare con un pizzico di orgoglio..”Voi a
casa vostra potete dire e fare quello che volete…ma non ha importanza,io domani
mi alzerò e potrò dire di aver imparato qualcosa di nuovo dalla vita” e poi il
buio…Passarono alcuni secondi e il vecchio e zoppo custode del cimitero arrivò
in aiuto del ragazzo,dopo aver assistito impotente alla scena. Sollevò la testa
del ragazzo e una volta accuratosi delle sue condizioni,
rivolse gli
occhi verso i bulletti e una volta capito il senso di quelle che sembravano
solo parole orgogliose,ci cominciò riflettere sopra
“Siete al cimitero.. è questa la vostra casa..perchè siete l’esempio di
quei giovani d’oggi tanto superficiali,egoisti,e vittime dei media da essere utili
alla società e ai problemi di un mondo,che va sempre più a rotoli,come un
morto.. defunti più voi nell’animo che coloro che io proteggo e onoro in questo
luogo sacro” ma non disse nulla…sarebbe stato uno sforzo vano,e sospirò
amareggiato vedendo i ragazzi con il loro sorriso idiota sul viso,tornare in
macchina pronti,come niente fosse successo,per un’altra serata in discoteca.

fonte: thelegendkiller89.spaces.live.com » Vai al post originale

Mar 31

E’ tutto vero: l’intervista alla BBC conferma il ritorno di una delle più grandi band degli anni ‘80! Gli Spandau Ballet in cima alle classifiche per ‘Gold’ e ‘True’, si sciolsero burroscosamente…

continua…

fonte: music-flash.blogspot.com » Vai al post originale

Mar 31

Ecco la meravigliosa copertina del nuovo album di Gianna Nannini “GiannaDream - Solo i sogni sono veri”. L’immagine della cover è opera di Steven Sebring, il fotografo che ha firmato il documentario…

continua…

fonte: music-flash.blogspot.com » Vai al post originale

Mar 31

«E’ uno schifoso bastardo, con lui ho chiuso!»
Lucia è visibilmente alterata anche se cerca di mantenere la calma. E’ diventata rossa rossa in viso e sembra stia per esplodere. Perché quando viene a trovarmi in ufficio mi scombina le giornate?
«Lucia, adesso calmati» le dico «e raccontami cos’è successo. Andava tutto così bene!»
«Non è un uomo, è una merda.»
Mi viene da ridere a vederla così furente. Le trema persino il labbro superiore. «Non avrà mica lasciato la moglie per te, vero?»
«No!» mi risponde con forza «quello sarebbe il meno.»
«Ah, il meno? Ok, adesso respira e calmati. Non era lui l’uomo favoloso che ti riempiva di attenzioni e di regali?»
Silenzio.
«Eri così entusiasta di questa storia. Che sarà mai successo di tanto grave?»
Silenzio.
«Oltre al fatto di per sé - che io già ritengo grave - che fa le corna alla moglie, ma soprassediamo sull’argomento…» borbotto fra i denti.
«Ok. Insomma Lucia, vi siete mollati punto.»
«Non ci siamo mollati. Io l’ho mollato quello schifoso e non lo voglio più vedere!» Adesso la sua faccia ha preso un colorino verde che non mi piace.
«E’ un porco. Un maiale, vizioso. Dovrebbe farle a sua moglie certe proposte.»
«Quali proposte?»
Adesso mi sto stufando. «Si può sapere cos’è successo una buona volta? Mica ho tutta la giornata da perdere io.»
«Mi ha portata in un locale per scambisti» risponde secca.
«Ah.»
Ho azzerato la salivazione. Mi siedo.
Si siede.
Deglutisco.
«E tu…?» faccio cadere lì la frase.
«No» dice scuotendo con forza la testa. «Mica sono scema. Non mi interessano quelle cose lì»
«Già.»
E adesso cosa le dico? Omioddio che situazione!
«Non senti caldo tu?» le dico togliendomi la giacca. Mi manca l’aria.
Lei aspetta.
«Hai ragione, è proprio un porco schifoso. Ci beviamo un caffè?»

Pubblicato da Bellissimagin | Commenti (4)

Tags: amicizie

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fonte: gincastelli.splinder.com » Vai al post originale

Mar 31

6a00e553745ea2883301127982678328a4-320wiPasserò da aspetti finanziari, a quelli assicurativi, sconfinando verso temi più specifici del diritto internazionale. Sarò disinvolto nelle tematiche, peccherò nella non univocità dei contenuti ma penso che vi offrirò comunque delle interessanti indicazioni nel caso vi apprestiate a varcare i confini nazionali.

Che vogliate commerciare con soggetti stranieri, che pensiate più profondamente di acquisire aziende straniere comunque non potrete non confrontarvi con logiche di valutazione societaria. Oggi la definizione di un corretto e veritiero rating è presupposto decisivo per le scelte imprenditoriali ed ancor di più in ottica internazionale.

Si tratta di affidarsi a professionisti che possano fondare le loro analisi su metodologie il più possibile accurate. E’ necessario un rating che esponga con chiarezza le basi infomative da cui attinge le informazioni, che permetta comparazioni trans-nazionali ovvero attraverso principi di redazione contabile differenti.

Il rischio si riduce attraverso informazioni attendibili ma può essere più tradizionalmente contenuto e razionalizzato attraverso gli strumenti assicurativi.
Tipicamente quando si parla di processi di internazionalizzazione e assicurazione, si intende riferirsi a rischi tipici quali quelli legati al paese e al credito. Voglio però portare alla vostra attenzione alcune insidie estremamente diffuse a cui il mondo assicurativo ha risposto con strumenti ad hoc.

Parto con la polizza Director and Officer che tende a proteggere manager e amministratori da richieste di risarcimento conseguenti al loro operare. In diversi paesi esteri, il rischio associato a tali eventi è molto elevato e quindi fornire strumenti di questo tipo può essere estremamente utile ad un imprenditore per attrarre professionalità di alto profilo che in tal modo si sentirebbero maggiormente garantite.
Vi sono paesi poi in cui le conflittualità legate a mobing, demansionamento, licenziamento discriminatorio sono molto probabili e quindi ove è molto utile il ricorso a strumenti assicurativi a hoc.

Purtroppo assume molta utilità anche la cosiddetta Crime Insurance che garantisce l’azienda nei confronti di frodi anche contabili e appropiazione indebita. Vi sono poi strumenti più evoluti che vanno a coprire nel caso di inadempimento del venditore di fronte ad acquisizione di società straniera terza.
Il concetto che deve essere chiaro è che internazionalizzando cambia il profilo di rischio a cui si è sottoposti e quindi deve anche cambiare il quadro degli strumenti assicurativi a cui ci si affida.

Chiudo i miei ragionamenti con un approfondimento di un paio di tematiche legate al diritto societario internazionale.

Sede secondaria o filiale estera? La prima ha il vantaggio dell’essere costituibile con maggiore facilità e quindi anche con minori costi. La seconda nella sua maggiore complessità garantisce la limitazione del capitale di responsabilità a quello della sola filiale; nel caso di sede secondaria invece è sempre la primaria a rispondere in solido per eventuali accadimenti. Va detto poi come l’assetto di una filiale garantisca l’ingresso di soci locali.

Un aspetto di estremo interesse è anche quello rappresentato dalle join-venture ovvero il contratto che disciplina la cooperazione tra più imprese avente ad oggetto la realizzazione di un specifico progetto economico. Benchè realizzabile anche tra imprese italiane, esso viene normalmente utilizzato per le cooperazioni internazionali. Si pensi all’importanza nella conquista di un nuovo mercato delle conoscenze di un partner locale come testimoniano alcune operazioni di stretta attualità nel settore automotive. La join venture può essere o contrattuale o societaria: nel primo caso e per rapporti temporanei vi è solo un legame contrattuale, mentre nel secondo vi è una collaborazione più profonda rappresentata dalla nascita di una società dedicata.

A prescindere comunque dagli ambiti considerati, penso che il miglior consiglio sia quello di affidarsi a professionisti competenti in quanto, data la complessità della realtà economica, non è più il tempo di internazionalizzare in maniera artigianale e approssimativa.

 

25bc5ef.jpg Dott. Dario Ferrigato,
Consulente in marketing strategico
, Senior consultant di ADVBOUCLE & PARTNERS Consulenti marketing

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fonte: comunytation.myblog.it » Vai al post originale

Mar 31

Fondazione Adecco :
Ecco come la responsabile di Fondazione Adecco ha a cuore i disabili….
Scrivo con un piacere inaudito queste righe.
Dunque Adecco ha un Fondazione per aiutare l’ inserimento dei disabili, che mi ha contattato nella persona della sua responsabile, ho comunque potuto capire molto bene la natura di questo contatto : pura questine di immagine.
Vengo al dunque : questa persona mi fissa un appuntamento perche’, gliene devo dare atto, forse vuokle aiutarmi a trovare la voro,
ma a me piace lavorare su internet ( pertanto tra domanda ed offerta non c’e’ intesa..).
Comunque accetto ( anche se poco convinto ) di fare un colloquio con lei.
Poi invio due mail alla suddetta responsabile : in una le chiedo se e’ disponibile a scrivere 2 righe sulla manifesatazione diversitalavoro.it
di cui ho parlato in un precedente articolo, nel secondo le scrivo quanto segue :

….dato i suoi vasti contatti mi piacerebbe illustrarle un mia iniziativa
per l’ inserimento dei lavoratori appartenti alle categorie protette che coniugherebbe  vantaggi e per i disabilie e per l’ azienda che vorrei coinvolgere per questo progetto ( e con la quale lei ha gia’ lavorato).
Saluti….

Non ricevo piu’ alcuna comunicazione ne’ a questa mail ne alla successiva.

Pensate che io volevo solo un contatto con McDonald’s per illustrare una mia iniziativa, e con McDonald’s questa persona ci aveva gia’ lavorato :
Vola con le tue ali
Fondazione Ronald MacDonlad per l’ Infanzia :

Provo a contattare la Fondazione per l’ Infanzia ronald MacDonlad per lo stesso motivo cioe’ un contatto con la MacDonald’s e manco loro si degnano di rispondere. Ecco la mail  :

::: Mi serve solo un contatto per proporre mia iniziativa a McDonald’s italia :::
Spett. fondazioneranald.it,
sono l’ Amministratore de La Voce delle Categorie Protette,
un sito che si occupa dei problemi relative all’ inserimento lavorativo delle categorie protette.
Vi contatto confidando che persone con la Vs sensibilita’ possano essere attenti anche ad altre persone in difficolta’. Etc. Etc.

Che Bello !

Conclusione :

Volete sapere la realta’ di questa fondazioni : e’ pura immagine, pura ricerca del consenso attraverso opere benefiche.
Si il bene lo si fa …ma per farsi vedere : inquanto se fosse realmente interessate alle persone nel bisogno mi avrebbero risposto.
Per quel che riguarda la sig Laura Chiariello responsabile di Fondazione Adecco) agisce solo per fare carriera ( seguendo probabilmente le direttive di Adecco) per cui non si mettera’ mai a presentare uno come me ad un cliente forte come MacDonlads : non rischiera’ mai la sua posizione per me.

fonte: www.lily.netsons.org » Vai al post originale

Mar 31

Mi hai raccomandato di non scriverne. Ché mi conoscono, per carità, e alcuni financo mi leggono. Che una volta ti sei lasciato sfuggire una cosa, che un collega lo sa, che una collega cercava delle notizie e ha trovato me.
Però oggi mi hai detto.
Però oggi mi hai detto “se dovessi scrivere un post, lo comincerei così”.
E io ho pensato: sta’ a vedere. Che potevo provare a raccontare di un direttore di giornale che una mattina si alza, guarda giù dalla finestra della sua bella casa in posizione panoramica e decide che il fiume - un fiume che, non ve lo nascondo, là sotto ci passa da un bel po’ di tempo - si sta asciugando.
Che lì al centro, lui lo vede bene dalla finestra, è spuntato un isolotto. Che sull’isolotto ci è perfino cresciuta l’erba.
Che bisogna sentire cosa dice la gente, chiedere alle autorità, curiosare, saper cercare le notizie.
Le autorità dicono che è normale.
Ma certo che per loro è normale, bisogna chiedere agli ambientalisti.
Gli ambientalisti dicono che è normale. Dicono che il fiume è vivo, ha periodi di secca e periodi di piena, che la ghiaia che adesso sta lì domani capace che sta laggiù. Normale. (Lo scrive anche Luzi in una poesia, che il fiume si sposta dentro il suo cangiante bruco).
Ma quale normale, lo so io come si fa: bisogna chiedere alla gente.
La gente dice che il fiume è sempre stato così. E alcuni ricordano che c’era un poeta, lì, un poeta da osteria di quelle valli, che scriveva i suoi versi proprio sulla ghiaia del fiume in secca. Con i fiori, perché li si potesse leggere dal ponte.
La gente di qui è omertosa, ottusa. La gente non parla.
Qui siete tutti così.
Veramente mi sun de Milàn, rispondi tu.
Non sghiaiano. Dovrebbero sghiaiare.
Cosa gli dici, a uno che si è formato sulla pubblicità del Tasciugo De Longhi.
Fortuna che adesso ha piovuto per 36 ore di fila. Così quel fiume, il cui nome deriva dal latino scorrere, fa quello che sa fare: scorre (giù dalla confluenza della Bela Nadiža e del Črni Potok, di qua e di là del confine, alimentato da sorgenti e torrentelli, per i suoi 60 chilometri di bruco cangiante), e i direttori dei giornali fanno quello che sanno fare: ponderare sull’inarrestabile diminuzione degli spazi pubblicitari (distanti dal pensiero della fatica, del lavoro, del carrello della spesa mezzo pieno o mezzo vuoto, lontani dal sorriso distratto per la pioggia che ha smesso di venire giù, per tutta questa luce improvvisa alle sette di sera, per le finestre spalancate).
“Se dovessi scrivere un post lo comincerei così: esistono i saggi, gli stolti e i direttori dei giornali”.
Io così invece lo finirei.

[Non ti licenziano: prima di te tocca a quello che è entrato in redazione lanciando mortaretti, fischioni e tric e trac e causando una momentanea sordità al collega].

[Disclaimer: in questo post non è stato maltrattato nessun direttore, vice direttore, giovin talento o capo claque. Gli scarsi riferimenti a fatti reali sono casuali e comunque estorti grazie a forme sofisticate di tortura psicologica e a una manciata di onde alfa. Ringrazio le Valli per i tanti bei momenti donati alla mia infanzia brada senza chiedere niente in cambio se non qualche calzino inzuppato, l'Isonzo per il suo colore, Luzi per il bruco, il signor Olivo per le belle poesie e tutti i torrentelli che finiscono in -jak e -čak, per simpatia].

fonte: mirumir.blogspot.com » Vai al post originale

Mar 31

“I santi protettori e intercessori adesso sul vostro cellulare.
L’icona amata del vostro protettore o della Madre di Dio sarà sempre con voi.
Per questo mandate un sms con il codice dell’immagine prescelta al numero 3370″.

Costo dell’sms, mi par di intravedere, 30 rubli=0,66 euro. Seguono caratteri sfocati che potrebbero comporre la scritta “tasse escluse”.
Per la stessa cifra io vi faccio anche i vudù.

Fonte: ru_antireligion

fonte: mirumir.blogspot.com » Vai al post originale

Mar 31

Ieri è ufficialmente nato il PDL, atto sancito dal discorso di chiusura di Silvio Berlusconi.
Visto da Shanghai, attraverso le diverse dirette internet, quello della nascita del PDL, è sicuramente uno di quegli eventi che “fa bene” al cuore e al morale, il riprendersi di un encefalogramma, fino ad ora, sembrato troppo piatto.
Il nuovo PDL, oltre a semplificare lo scenario politico italiano (era ora!), sembra possa essere una “concreta” risposta alle necessità di un paese che stenta a galleggiare sotto i “marosi” della tempesta della crisi finanziaria, ma soprattutto dell’avanzare del tempo.
Nel suo discorso, Berlusconi ha dato pochi ma chiari obbiettivi: “rinnovare e riformare l’intero sistema statale”.
Parole sante da queste parti, visto che quotidianamente dobbiamo fare i conti con un’Italia attorcigliata nel ricordo del passato che fu e con un dinamismo strutturale statale degno del paleolitico.
Il ragionamento fatto da Berlusconi, nella sua semplicità ma nella sua indubbia complessità attuativa, è quello rivedere dalle fondamenta il paese, a partire soprattutto dai vari dogmi ritenuti fino ad ora “intoccabili”.
Nel suo discorso ha infatti citato i grandi “moloch” che hanno tenuto sotto scacco l’intero paese negli ultimi decenni, a partire dai poteri del Primo Ministro per finire alle procedure parlamentari: insomma la carta costituazionale.
La sensazione è che Berlusconi si stia apprestando a riscrivere la Governance dello Stato Italiano, così come il futuro nazionale, in una sfida, una missione, non però sospinta da alcuna ideologia, ma solo dal “sano motore” di un fare che è diventato da ieri, un elemento morale.
Scardinando infatti il concetto stesso di moralità fino da ora usato nella pubblica amministrazione, Berlusconi si è spinto oltre al semplice fatto che un amministratore pubblico non rubi, riscrivendone il significato stesso del termine che ora diventa “un agire coerente alla promessa elettorale”.
Parole innovative, che girano pagina su una questione da sempre aperta, quella della questione morale in politica, dietro la quale troppo spesso si sono nascosti discorsi politici, evitando nel contempo, di fare ed agire, quasi fosse una questione in subordine, accessoria.
Invece Berlusconi, vuole introdurre una chiave nuova nel modo di fare politica presente e futura, privandola di qualsiasi base ideologica (e preconcetta), completamente votata al fare.
A queste parole, ci sentiamo anche di aggiungere l’auspicio dello “scollamento” tra eletti e propri grandi finanziatori (Lobby) attraverso la drastica riduzione dei costi della politica, fatto che permetterebbe di porre fine ai condizionamenti tutt’ora del tutto amorali di quest’ultimi, che rischiano di condizionare le più importanti decisioni future del paese.
I messaggi, le missioni del nuovo Partito, chiamato “Popolo”, esattamente come cita l’Articolo 1 della Costituzione Italiana che si vuole riscrivere, sono quelle di uno spazio comune di un fare che deve cercare di portare fuori dalle secche l’Italia del fu “miracolo industriale”, che ora deve veramente riscrivere la propria storia per non affogare.
La difesa di un passato “immutabile” o i continui no di distinguo dell’opposizione che bloccano qualsiasi azione, risulta essere l’errore di un paese che Berlusconi ha sottolineato, a chiare lettere non va fatto.
Non bisogna continuare ad ingessare lo Stato, che dal dopoguerra sembra attanagliato dalla paure di Potere e che con una metafora calcistica, sembra essere sempre stato più propenso ad un pareggio istituzionale, piuttosto che consentire a qualcuno di “dominare” troppo la scena.
Berlusconi ha lanciato la sfida, più potere a chi deve decidere, più alta la possibilità di risolvere i problemi del paese.
I commenti su questo punto non si sono fatti attendere, ma anche guardando l’evolversi della situazione mondiale, sembra essere un buon modo, per smettere che le continue asettiche ma “democratiche” discussioni o peggio i vergognosi scarica barile, continuino a privare il paese della possibilità di essere attivo e propositivo, anche livello anche internazionale.
Infatti a partire dagli USA, così tutte le grandi potenze che stanno dominando lo scenario mondiale, un ruolo forte del governo e del suo leader, consente loro di fare passi in avanti più rapidi degli altri, potendo beneficiare delle occasioni che si possono incontrare e/o crearsi.
Ovviamente esistono rischi in un approccio come questo, ma il peggior rischio attuale del paese nel prossimo futuro, sarà quello di continuare a sprofondare definitivamente nelle sabbie mobili ma  ipocritamente soddisfatti di non aver dato al proprio avversario politico, la soddisfazione di avere beneficiato di “troppo potere”.
Una visione miope, da post 2° guerra mondiale, che con i mutati scenari va completamente rivista, ritrovando un decisionismo che in Italia si ha quasi vergogna che cresca e proliferi, l’unico modo per cercare di rilanciare il paese, rapidamente e concretamente.
Questo sembra essere il succo del nuovo PDL e delle parole chiave indirizzate dal suo leader, ma anche un messaggio al mondo, di una Italia che finalmente sembra essersi messa in marcia verso il proprio futuro e abbia un leader che voglia esserne la guida e che ha i numeri per farlo.
C’è da crederci? Beh, la fiducia nel futuro è l’unica arma con la quale volere può diventare il potere di fare qualsiasi cosa.
Un messaggio chiaro lanciato ieri da Berlusconi, per questa titanica missione che non potrà realizzare da solo.
Sicuramente è la rotta, affinché la si smetta di contrapporre vetusti modi di fare il bene pubblico a forza di “bilancini” o “Manuali Cencelli” e si inizi veramente a riscrivere dalla base l’agire del paese, liberando così il “valore” che l’Italia possiede, fino ad ora tenuto in naftalina, per paura di perdersi.
Parole che da queste parti non possono che fare piacere e da oggi attese alla prova dei fatti.
Good Morning Italia!!! 

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Mar 31

Chi non si ricorda le puntate di “Fame”, il mitico Saranno Famosi televisivo degli anni 80?
Chi non ha pensato che quei ragazzi potessero diventare tutte vere stelle del firmamento mondiale, vista la terribile selezione da cui arrivavano e le indubbie capacità dimostrate in tutte le puntate dello show televisivo?
Chi non si ricorda delle performance di Leroy o di Coco, che ballando, cantando e recitando avevano assunto un ruolo d’icona del tempo, così come la terribile insegnate di danza Grant?
Proprio con il senno di poi,  “Fame” sembra dimostrare come la strada del successo non passi da questo tipo di esperienze, che danno sicuramente incredibili notorietà ma alla fine, sembrano anche “bruciare” i propri protagonisti, vista la fine tragica dello stessoo Leroy, la stella dello show o le successive fasi in anonimato di molti degli altri protagonisti.
Un esempio su tutti: Janet Jackson.
Parte del cast dell’84 e ’85, ha finito per fare solo 25 episodi, lasciando presto il proprio ruolo filmico per assumere quello, ben più credibile, di sorella d’arte che l’ha trasformata nella stella di primaria grandezza dello scenario musicale mondiale che conosciamo.
Bene, tutto questo in Cina non è neppure un ricordo, visto che da queste parti non hanno mai visto il famoso “Fame”, ne conoscono nessuno dei personaggi, icone dei nostri anni ‘80.
Per contro, sulle migliaia di canali televisivi cinesi, sono on-air centinaia di concorsi canori, di bellezza, di ballo e di programmi stile “Saranno Famosi”, che danno l’occasione ai molti che vogliono arrivare alla notorietà, di avere un’autostrada che li possa aiutare ad emergere, tra oltre 1 miliardo e 300 milioni d’individui.
Quindi capita che la sconosciuta Li Yu Chun, vincendo nel 2005 il concorso canoro, stile Amici, intitolato “Super Girl”, sia poi diventata una star di prima grandezza in tutta la Cina.
Ma questo personaggio è diventato famoso non solo sulle proprie qualità canore, ma anche (e forse soprattutto) su un’ambiguità di fondo legata alla sua sessualità, una androgenia che non ha tardato a diventare vero culto in Cina.
In qualche maniera è come se con “Super Girl” fosse nato il David Bowie cinese, in questo caso donna. 
Una vittoria quella di Li Yu Chun, che ha contribuito a cambiare radicalmente l’approccio televisivo dei molti partecipanti dei contest televisivi successivi e portare aria nuova nello showbiz cinese.
Va sottolineato infatti come fino ad allora, i massimi innovatori artistici cinesi, fossero in realtà tutti originari di Hong Kong o Taiwan.
Visti i primi successi, i diversi contest televisivi hanno quindi iniziato a lanciare “vagonate” di nuovi talenti a tutte le ore di tutti i giorni della settimana, ma soprattutto hanno dato spazio a nuovi modi di porsi e di proporsi, facendo emergere personaggi come Li Yu Chun che hanno finito per contagiare gli usi e consumi (e costumi) di centinaia di milioni di cinesi.
Ma come successo anche per “Fame”, la notorietà continentale offerta dai questi show televisivi cinesi, non sembra corrispondere ad un duraturo successo per i suoi protagonisti, finendo per rilegare molti di loro ad icone da “esporre” nei momenti importanti o caritatevoli, come successo del resto ai tanti partecipanti dei grandi fratelli occidentali.
L’eccessiva enfasi sulla notorietà acquisita in tempi strettissimi offerta dai molti contest televisivi, piuttosto che una reale selezione di talenti di prima grandezza, ha finito per convincere il governo cinese a regolamentarne l’utilizzo sui diversi canali televisivi, mettendo un tetto sul numero delle puntate e ridurne la frequenza durante l’anno, per evitare che questi “modelli” fossero presi per buoni, quali l’unico modo per conquistarsi un “posto al sole” nella società e che il successo e l’essere sempre e comunque sotto i riflettori, diventasse l’unica ragione di vita per tanti, troppi cinesi alla ricerca del proprio futuro.
L’agire del governo cinese, sembra però evidenziare quale sia il vero limite di questo tipo di programmi che oltre a mostrare il lato “professionale”, vogliono soprattutto mettere a nudo il lato umano dei concorrenti, trovare “personaggi”, spesso anche incredibili, evidenziandone le debolezze e le idiosincrasia , esattamente come lo stesso “Fame” faceva puntata dopo puntata.
Il fenomeno d’immedesimazione tra spettatore e partecipante finisce sicuramente per contribuire a creare l’incredibile notorietà che acquisiscono, ma alla lunga tutto ciò sembra penalizzarli, venendo meno il necessario Pathos per diventare veri miti.
La vera differenza tra i tanti noti dei contest televisivi e i grandi veri miti artistici di sempre, sembra proprio essere su questo punto: il mistero e le leggende che li circondava, la riservatezza del proprio lato umano e delle loro umane debolezze, contribuiva a far emergere il proprio valore artistico, anche oltre i loro reali valori, contribuendo così a trasformare alcuni di loro, in autentiche leggende viventi.

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Mar 31

Sid Meier's Civilization Revolution
Sid Meier’s Civilization Revolution

Sid Meier’s Civilization Revolution è uno di quei titoli gestionali che stimolano il ragionamento e la logica, che arriva direttamente dal Pc, come quasi tutti i videogiochi di questo genere, modificato ed adattato per le console. La grafica del gioco è caratterizzata da uno stile volutamente vicino alla parodia, sia per i personaggi che per i modelli dei soldati, che sono però sottolineati da colori scialbi e sbiatiti, al pari dei paesaggi che molto spesso vengono oscurati dai vari menù che si aprono per avvisarti di ogni cambiamento o proposta di qualche tuo cittadino, menù che ti servono per prendere decisioni importanti e quindi strapieni di comandi.

Sid Meier’s Civilization Revolution fà ben poca attenzione al realismo storico, garantendoti però un’ampia gamma di popoli da scegliere come per esempio gli Spagnoli, gli Antichi Romani, gli Aztechi e molti altri ancora. Le meccaniche di gioco e i controlli necessari per farti salire di livello e quindi arrivare alla vittoria, sono molto semplici e come in Age of Empire N° o altri giochi di strategia, devi preoccuparti di raccogliere e gestire tutte quelle risorse primarie come il legno, il cibo e l’oro, ma anche dell’evoluzione del processo scientifico e culturale del tuo popolo, come pure il potenziamento delle armate, che ti permette di non arrivare impreparato al cospetto del tuo avversario.

Sempre per l’evoluzione del tuo popolo, hai a disposizione le “Reliquie” che però devi trovare, le quali ti permettono di fare un’improvvisa accelerazione nello sviluppo di nuove tecnologie. Non scervellarti per ritrovare queste reliquie, perchè perderesti solamente tempo preziose, visto che appaiono casualmente sulla mappa, e una volta apparse e fatte tue, aggiungono un mucchio di conoscenza alla tua civiltà, quindi maggiori sono le reliquie che trovi in giro, maggiori sono di conseguenza i progressi che ottieni, e una volta scoperte, entrano a far parte degli extra sbloccati e puoi osservarle meglio dall’apposita galleria.

Uno degli elementi più divertenti di Sid Meier’s Civilization Revolution è rappresentato dai frequenti interventi dei personaggi non giocabili, che praticamente non puoi controllare tu stesso, come per esempio i tuoi consiglieri e alcuni tuoi rivali. Di consiglieri ne hai uno per ogni tipologia di costruzioni e di unità militari che puoi creare, e si spintoneranno di continuo pur di essere i primi ad esporti le loro idee per migliorare la gestione dei territori, mentre i leader dei nemici possono variare a seconda del tipo di mappa e di scenario prescelto e passano la maggior parte del loro tempo a proporti armistizi, tregue o nuovi patti commerciali, spesso arrivando a minacciariti! Insomma, nonostante la semplicità di Sid Meier’s Civilization Revolution, questo gioco è capace di trasmettere sempre un certo fascino!
Trailer Sid Meier’s Civilization Revolution


Sviluppo: Firaxis

Pubblicazione: 2K Games

Uscita: 8 Luglio 2008

Genere: Strategia

Modalità di Gioco: Giocatore singolo e Online

Piattaforma: Ps3, Xbox 360, Nintendo Ds

Sid Meier’s Civilization Revolution (Shop): Ps3, Xbox 360, Nintendo Ds

Esci da Sid Meier’s Civilization Revolution

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Mar 31

L' Incredibile Hulk
L’ Incredibile Hulk

La storia dell’ Incredibile Hulk la conoscono tutti e non penso che a te possa essere estranea, comunque giusto a titolo informativo, l’ Incredibile Hulk parla di un giovane scienziato di nome Bruce Banner che è costretto a fuggire dalla città in cui abita, dopo essere stato esposto alle radiazioni gamma, che mixate al suo Dna, hanno dato origine ad un mostro verde strapotente, che più si incazza più forte diviene, e per questo motivo l’esercito gli sta sempre alle calcagna.

Il gioco dell’ Incredibile Hulk invece non è molto centrato sulla vera storia di Hulk, tanto meno collegato ai film usciti, e più che altro è una miscela contorta ispirata a Spider Man 3, e ti immerge in una rappresentazione artistica di New York che fà un pò da spunto per un gioco quasi free roaming. Nulla di particolare insomma…

Se vuoi attivare nel gioco, un particolare evento legato alla trama, o semplicemente dedicare il tuo tempo ai minigiochi presenti, ti basta solamente seguire i punti chiave segnalati sulla mappa, oppure se non è questo quello che cerchi, puoi sempre abbatterti contro gli interi eserciti che ti si parano davanti e distruggere le organizzazioni segrete che complottano contro di te.

L’ Incredibile Hulk è un gioco che presenta il personaggio stesso, gli scenari e tutto ciò che ti circonda (oggetti quindi) con una grafica non sbalorditiva ma in generale più definita rispetto ad altri titoli come per esempio il sopra citato Spider Man 3, ma al contrario, la profondità degli scenari in sè, lascia un pò a desiderare, infatti se per esempio provi ad arrampicarti su di un tetto, noti come la città non sia definità così perfettamente diciamo!

Uno dei punti forti dell’ Incredibile Hulk è semplicemente la capacità che hai di spiccare balzi clamorosi che ti possono tornare utili per attraversare i fossi per lungo per così dire, o per saltare da un palazzo all’altro o ancora per piombare diritto in testa a qualche tuo nemico.

Tutto sommato, se come a me, ti sono piaciuti i due film di Hulk (preferisco il secondo comunque), di sicuro nonostante questo gioco non sia ad altissimi livelli, trovi di sicuro in esso una fonte di divertimento interpretando il grosso bestione verde e distruggendo tutto quello che ti capita davanti!
Trailer L’Incredibile Hulk


Sviluppo: Edge of Reality, Amaze Entertainment

Pubblicazione: Sega

Uscita: 5 Giugno 2008

Genere: Azione

Modalità di Gioco: Giocatore singolo

Piattaforma: Pc, Ps2, Ps3, Xbox 360, Nintendo Ds, Nintendo Wii

L’ Incredibile Hulk (Shop): Pc, Ps2, Ps3, Xbox 360, Nintendo Ds, Nintendo Wii

Esci da L’ Incredibile Hulk

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Mar 31

Fable 2
Fable 2

Fable 2 è ambientato 500 anni dopo del suo predecessore, e questi 500 anni non hanno mutato solo la struttura geografica della Terra di Albion, ma bensì una plebe molto più numerosa, un numero molto più elevato di location, città e segreti da scoprire.

Una delle sostanziali modifiche apportate a Fable 2 consiste nell’opportunità che hai di decidere il sesso del tuo alter-ego, e se nel primo Fable, le tue uniche possibilità di scelta erano ristrette al solo aspetto esteriore dell’eroe, questa volta puoi decidere di assumere anche le forme di una “dolce” fanciulla.

Ciò che scegli tra essere un uomo o una donna, non influisce solamente sull’aspetto estetico del personaggio, ma bensì su tutto il proseguimento del gioco, questa scelta produce quindi delle conseguenze significative. Se sciegli di essere uomo per esempio, devi solo preoccuparti di prendere moglie, mentre al contrario, essendo donna puoi compiere delle azioni supplementari al semplice rapporto di coppia, come per esempio generare dei figli e seguirli durante la loro crescita!

Oltre a questo, esser donna piuttosto che uomo, determina il modo in cui tutti gli altri personaggi di Fable 2 si rapportano con te, come sarà anche diverso il rapporto con le armi che ti costringe ad abbandonare spade o comunque armi pesanti, per dar più spazio ad armi molti più piccole, leggere ed affilate.

Il corpo e le fattezze del tuo personaggio di Fable 2 non sono le uniche con le quali puoi interagire, e così come il tuo aspetto cambia in base alle tue azioni, anche l’aspetto del tuo cane subisce gli stessi cambiamenti, dandoti la possibilità di crescere un rassicurante segugio da compagnia, o altrimenti in un orribile cagnaccio infernale, stà a te decidere!

Per quanto riguarda il sistema di combattimento, gli sviluppatori di Fable 2 hanno dovuto purtroppo eliminare qualche arma per poterlo evolvere e ottimizzare al meglio, in un sistema di combattimento molto agile e veloce che ti permette di padroneggiare diversi tipi di armi e affrontare di slancio anche numerosi avversari contemporaneamente.
Trailer Fable 2


Sviluppo: Lionhead Studios

Pubblicazione: Microsoft Game Studios

Uscita: 24 Ottobre 2008

Genere: Azione/Gdr

Modalità di Gioco: Giocatore singolo, Multiplayer e Online

Piattaforma: Xbox 360

Fable 2 (Shop): Xbox 360

Esci da Fable 2

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Mar 31

Smash Court Tennis 3
Smash Court Tennis 3

Smash Court Tennis 3 è l’ultimo TBS creato dalla Namco Bandai, al suo debutto su Xbox 360 e Playstation Portable. Giocando a Smash Court Tennis 3 ci sono un bel pò di tennisti tra cui puoi scegliere, sono 16 in tutto e puoi decidere di essere per esempio, Roger Federer, Gael Monfils, Nadal, Blake o la Sharapova, ogniuno con le sue caratteristiche fisiche e di gioco.

I modelli dei personaggi sono ricreati quasi alla perfezione, e non hanno nulla da invidiare a quelli per esempio di Virtua Tennis, come lo stesso gameplay che ha delle caratteristiche veramente realistiche. Una delle novità di questo Smash Court Tennis 3, è il sistema con cui sono gestite le battute, e al posto della classica barra di energia da riempire nel modo o nel momento giusto, è presente una specie di mirino collocato affianco del tuo personaggio, quindi, una volta che hai tirato in aria la pallina, l’area di mira da colpire viene sempre più piccola, rendendo il colpo più difficile da eseguire, ma allo stesso tempo aumentando la sua efficacia in caso di tempismo perfetto.

Il sistema di tiro di Smash Court Tennis 3 non è nulla di rivoluzionario, dato che come sempre i vari colpi di racchetta sono collocati sui singoli pulsanti del pad, e in particolare vengono assegnati ai 4 tasti colorati con cui puoi effettuare sia un bel e potente tiro che un pallonetto liftato, e sappi che la potenza del coplo è direttamente proporzionale a quanto tieni premuto il tasto corrispondente.
Trailer Smash Court Tennis 3


Sviluppo: Namco

Pubblicazione: Namco Bandai Games

Uscita: 19 Agosto 2008

Genere: Sports

Modalità di Gioco: Giocatore singolo e Multiplayer

Piattaforma: Psp, Xbox 360

Smash Court Tennis 3 (Shop): Psp, Xbox 360

Esci da Smash Court Tennis 3

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Mar 31

Brutal Legend
Brutal Legend

Brutal Legend è una sorta di omaggio all’Heavy Metal, in cui vesti i panni del protagonista Eddie Riggs, che a sua volta è interpretato dal grande Jack Black. In Brutal Legend ti ritrovi a vivere la vera e propria nascita di questo genere musicale, e alla base del gioco infatti c’è un continuo e sentito omaggio all’Heavy Metal, impreziosito anche da un pò di sana autoironia al folle e delirante immaginario di questo genere musicale, in un mondo popolato da demoni e creature ultraterrene.

La colonna sonora di Brutal Legend è inevitabilmente popolata da alcuni tra i più grandi successi della storia del genere, nate da alcune delle band più importanti di sempre come i Manowar e da alcuni singolari protagonisti dell’Heavy Metal come Judas Priest e Ronny James Dio. Il gioco di Brutal Legend vero e proprio è infine un mix di combattimenti, corse in motociletta e azione a manetta, nel quale interpretando Eddie, viaggi a bordo di una potentissima V8 portando sempre con te una mortale ascia bipenne con cui puoi fare a pezzettini i tuoi avversari!
Trailer Brutal Legend


Sviluppo: Volition, Inc., Reactor Zero

Pubblicazione: THQ

Uscita: Giugno 2009

Genere: Avventura/Sparatutto

Modalità di Gioco: Giocatore singolo e Multiplayer

Piattaforma: Pc, Ps3, Xbox 360

Brutal Legend (Shop): Pc, Ps3, Xbox 360

Esci da Brutal Legend

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Mar 31

Red Faction Guerrilla
Red Faction: Guerrilla

I primi 2 Red Faction erano FPS tradizionali e piuttosto lineari, invece questo Red Faction Guerrilla non è inquadrato in prima persona, ma bensì in terza e oltretutto si sforza di proporre una giocabilità fuori dal comune, con una certa libertà di movimento ispirata alle serie Saints Row e Gta.

La trama di Red Faction Guerrilla vede situazioni e ambientazioni nate dalla fantasia degli anni ‘90, in perfetto stile Atto di Forza, e questa volta ti ritrovi a vestire i panni di un minatore che deve unirsi alla Resistenza Marziana, denominata Fazione Rossa, per bloccare l’avanzata dell’oppressiva Earth Defence Force.

All’inizio del gioco ti viene chiesto di improvvisare per sopravvivere, proseguendo “solamente nelle missioni iniziali” con uno strano arnese da lavoro usato a mò di arma, un futuristico martello pneumatico che puoi usare per sbriciolare le roccie in testa ai tuoi nemici e proseguire quindi nei livelli arena.

Andando avanti col gioco rimedi armi vere e proprie come il lanciarazzi, le mine o il fucile d’assalto, ma il martello è sempre il tuo asso nella manica perchè la deformazione delle superfici ha un ruolo ancora più importante in questo Red Faction Guerrilla rispetto alle passate edizioni, anche perchè se nel caso ti stancassi di distruggere gli scenari, visto che sei liberissimo di farlo, puoi sempre iniziare a raccogliere qualche strano ma pesante oggetto da scagliare contro qualche tuo nemico, così, per divertimento anche!

Il fatto della distruzione riguarda anche i veicoli che trovi in giro, che oltre ad essere distrutti, reagiscono realisticamente con le superfici sconnesse e danneggiate, e anche se il fatto di metterti alla guida non è una novità, il fatto che Red Faction Guerrilla propone un gioco in terza persona, rende la guida, un’azione caratterizzata da qualche nuovo aspetto che scopri solamente guidando. :-)

Mentre giri per le strade di Marte, delle speciali icone sulla mappa ti indicano quali sono le missioni a tua disposizione, ma devi gestirne da solo gli obbiettivi, valutando attentamente le risorse a tua disposizione e portando dalla tua parte altri minatori che poi partecipano attivamente con te agli scontri!

Insomma questo Red Faction Guerrilla, primo episodio dedicato a Ps3 e Xbox 360, è già entrato nella top ten dei giochi più aspettati di sempre, proponendoti una zona di guerra molto più realistica di ciò che potresti immanare...!
Trailer Red Faction Guerrilla


Sviluppo: Volition, Inc., Reactor Zero

Pubblicazione: THQ

Uscita: Giugno 2009

Genere: Avventura/Sparatutto

Modalità di Gioco: Giocatore singolo e Multiplayer

Piattaforma: Pc, Ps3, Xbox 360

Red Faction Guerrilla (Shop): Pc, Ps3, Xbox 360

Esci da Red Faction Guerrilla

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Mar 31

Prototype
Prototype

Prototype è il primo gioco che stanno sviluppando dalle loro idee, gli studi Radical Enterteinment, già creatori di Scarface (videogioco) limitatamente scopiazzato. Il protagonista che impersoni in Prototype si chiama Alex (..peccato non sia veramente mio compare quà…), ed il gioco inizia proprio quando questo Alex Mercer, una mattina, si risveglia in una stanza d’ospedale dove gli è stata rimossa la memoria, assieme al suo Dna e alla sua vera identità, trasformato quindi in un mutante.

Durante il periodo in cui Alex è nello stato vegetativo, New York è vittima di un’assalto biologico da parte di un virus che sta letteralmente mangiando le persone, e anche se non è chiaro come possa propagarsi questo virus (…lo scopri tu durante il gioco…), l’esercito degli Stati Uniti d’America ha deciso di fronteggiare questo nemico invisibile a son di cannonate, e kili e kili di piombo verso le forme informi “scusami il gioco di parole” in cui il virus evolve i soggetti colpiti.

Tranquillo, non fai fatica a riconoscere questi soggetti perchè sono leggermente diversi da noi esseri umani, più che altro appaiono come giganteschi armadi schifosamente mutati con un’incredibile forza e resistenza fisica… Tornando ad Alex, ti viene presentato alla sua massima potenza all’inizio del gioco, ma per pochi istanti perchè poi sei catapultato all’inizio della vicenda che vede Alex come neo-mutante privo di poteri, tutto da costruire con punti da assegnare e potenzialità da sboccare.

I rivali che incontri durante il tuo cammino sono “chiunque” praticamente, perchè sei perseguito dalle forze dell’ordine e braccato allo stesso tempo da tutto il resto dei mutanti che cerca disperatamente di farti fuori, ma sta tranquillo perchè Alex non è solamente in grado di esibire qualche mossa o assestare qualche buon colpo, ma piuttosto le sue doti come l’estrema forza e le potenzialità dategli dalla mutazione, ti consentonio di prendere per esempio un’auto e scaraventarla in testa ad un soldato, saltare sopra ad un mezzo corazzato per atterrargli addosso con una mega gomitata, trasformare i tuoi arti in lame affilate, o in chissà cos’altro , senza dimenticarti che puoi anche saltare “alla Spider Man” tra un grattacielo e l’altro, o prendere a spallate gli autobus in corsa per ridurli a brandelli!

Prototype ti propone obbiettivi piuttosto semplici, almeno inizialmente, uccidendo o assorbendo qualche nemico, impossessandoti della sua memoria e della sua identita per poi prenderne l’aspetto e proseguire la storia con la sua identità, puoi quindi passare per un soldato dell’esercito o per un’uomo d’affari, inomma puoi veramente fare ciò che vuoi!!
Trailer Prototype


Sviluppo: Radical Entertainment

Pubblicazione: Sierra Entertainment & Activision

Uscita: 16 Giugno 2009

Genere: Azione

Modalità di Gioco: Giocatore singolo

Piattaforma: Pc, Ps3, Xbox 360

Prototype (Shop): Pc, Ps3, Xbox 360

Esci da Prototype

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Mar 31

Splatterhouse
Splatterhouse (2009)

Questo Splatterhouse è il ritorno in grande stile su Playstation 3 che arriva direttamente dagli anni ‘80, quando per la prima volta fù lanciato in commercio, e grazie alla sua coinvolgente giocabilità ed una storia appassionate, all’epoca fece molto successo. Oggi Splatterhouse cerca di riportare l’atmosfera che allora fece diventare popolare la saga, nelle console di nuova generazione, rivedendo e riscrivendo la storia, ma mantenendo sempre gli stili e gli elementi riferiti ai cult horror, e mantenendo ancora anche molti dei riferimenti classici per le ambientazioni, per i mostri e persino per le musiche.

In Splatterhouse il protagonista che interpreti è uno studente di parapsicologia di nome Rick che insieme alla sua ragazza Jennifer si reca a casa del dottor West per indagare sulla sua scomparsa, ma già all’inizio qualcosa va storto e Jennifer viene rapita, mentre tu (Rick) vieni prima ucciso e poi resuscitato dalla misteriosa Maschera del Terrore, la quale ti dona la forza necessaria per entrare nuvamente nella casa, scontrarti con le bestiali creature ed infine salvare Jennifer.

Come nel primissimo gioco, hai la possibilità di usare i calci ed i pugni come attacchi di base, ma proseguendo con la storia trovi moltissime altre armi diverse tra loro che puoi utilizzare, come per esempio la famosa e insostituibile ascia, molto utile per le dacapitazioni. Naturalmente le armi sono molte di più ma non te le voglio svelare tutte quante, perchè questa volta i creatori hanno usato molto bene la loro parte grigia del cervello per creare armi a dir poco fantasiose, e ti basta sapere che volendo puoi persino utilizzare i pezzi del corpo dei nemici come arma stessa, magari una gamba che hai appena reciso, sei un vero e proprio macellaio insomma.

Lo schema di gioco di Splatterhouse si basa più che altro sull’azione con alcuni sprazzi di esplorazione e platform, e a differenza del vecchio gioco, la storia narrata è molto più pesante e completa e ti svela parecchi dettagli sulle origini della Maschera del Terrore, sulle ricerche del dottor West e sui personaggi di Rick e Jennifer.
Trailer Splatterhouse


Sviluppo: Namco Bandai Games

Pubblicazione: Namco Bandai Games

Uscita: 28 Aprile 2009

Genere: Azione

Modalità di Gioco: Giocatore singolo

Piattaforma: Ps3, Xbox 360

Splatterhouse (Shop): Ps3, Xbox 360

Esci da Splatterhouse

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Mar 31

Supercar Challenge
Supercar Challenge

Supercar Challenge è il nuovo prodotto della Eutechnyx, che dopo aver fallito il tentativo di uguagliare il fascino delle Ferrari con Ferrari Challenge, ha deciso di rimettersi in carreggiata sviluppando questo nuovo gioco di corse, dopo aver compreso gli errori commessi nel precendete gioco. La prima novità riguarda il parco macchine, e dove prima c’era solo Ferrari ora puoi selezionare auto da sogno appartenenti a più case automobilistiche come per esempio, Lamborghini, Aston Martin, Ferrari, Bugatti e altre ancora. Le vetture sono più di 40 in tutto, da lanciare in corse da brivido su più di 20 tracciati quali, Silverstone, il Mugello ed il Nurburgring, che puoi affrontare in 3 diversi livelli di realismo diciamo, che sono (Assist, Simulation e Arcade).

Tutti i veicoli di Supercar Challenge sono dotati inoltre dei più famosi sistemi di controllo, e in questo modo, anche se sei poco pratico di questo genere di gioco, hai comunque la possibilità di essere leggermente aiutato, mentre al contrario se già sei un’asso del volante, li puoi disabilitare tranquillamente tutti quanti, per avere una vettura che eroga il 100% della sua reale potenza, per una guida al limite del realismo. Per quanto riguarda gli avversari invece, è stata rivista la gestione dell’intelligenza artificiale, permettendo così ai tuoi avversari di adattarsi al meglio al tuo livello di abilità.
Trailer Supercar Challenge


Sviluppo: Eutechnyx

Pubblicazione: System 3

Uscita: Fine 2009

Genere: Corse

Modalità di Gioco: Giocatore singolo e Online

Piattaforma: Ps3

Supercar Challenge (Shop): Ps3

Esci da Supercar Challenge

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Mar 31

Persona 4
Persona 4

Persona 4 è l’ultimo grande Gdr per Playstation 2, e se hai già giocato con i precedenti capitoli, potresti già avere una mezza idea sul gioco che può essere Persona 4, anche se ci sono alcune differenze rispetto alle edizioni passate. Il gioco si svolge per la maggior parte in una cittadina di campagna misteriosa chiamata Inaba, nella quale, vestendo i panni del protagonista, arrivi li per vivere con lo zio ed il cugino.

A Persona 4 sono state aggiunte nuove meccaniche di gioco, e, a differenza dei precedenti episodi che potevano essere catalogati come Gdr esplorativi, questo capitolo tende più all’investigazione, con un’atmosfera molto più vicina ai gialli. Stavolta non devi più aspettare la mezzanotte per combattere le Shadows, visto che ora sei in grado di “entrare” in un canale televisivo chiamato Midnight Channel con lo scopo di ritrovare le persone scomparse misteriosamente, cercandole in luoghi molto simili a dei labirinti che rappresentano il carattere, e le paure delle stesse persona che stai ricercando, oltre a tutto quello che le distingue nell’ambito della trama.

Persona 4 propone anche un sistema di combattimento rivisto rispetto alle edizioni passate, dandoti la possiblità di condurre ogni scontro come vuoi, senza il pericolo di veder sprecate determinate abilità da parte dell’Intelligenza Artificiale, e con la possibilità di sviluppare 5 statistiche di ogni personaggio come, Intelligenza, Impegno, Coraggio, Comprensione ed Espressione. Ogni modifica che apporti ad una sola di queste caratteristiche, influenza notevolmente lo svolgersi della trama, rendendo più o meno disponibili alcune opzioni di dialogo, con la facoltà di interagire con determinati personaggi che ti permettono di sbloccare altre nuove tecniche ed abilità di combattimento, senza poi contare il resto dei tantissimi vari bonus che puoi sbloccare con il proseguimento delle missioni.
Trailer Persona 4


Sviluppo: Atlus

Pubblicazione: Atlus, Square Enix, Ubisoft

Uscita: 13 Marzo 2008

Genere: Gdr

Modalità di Gioco: Giocatore singolo

Piattaforma: Ps2

Persona 4 (Shop): Ps2

Esci da Persona 4

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Mar 31

Mercenaries 2 Inferno di Fuoco
Mercenaries 2: Inferno di Fuoco

Con Mercenaries 2 Inferno di Fuoco puoi letteralmente sfogare il tuo istinto di distuzione, impersonando un soldato a pagamento che ha un conto in sospeso con il dittatore Venezuelano per eccellenza, Ramon Solano, con la colpa di non avergli pagato una commissione oltre che di avergli sparato addosso, dove non batte il sole…

Un’avolta che sei entrato nel vivo di Mercenaries 2 Inferno di Fuoco, puoi iniziare a mettere a ferro e fuoco un’enorme e molto esteso territorio Venezuelano, ricorrendo ad un vasto arsenale che cresce durante il proseguimento del tuo percorso. All’inizio infatti sei provvisto solo di una pistola e una mitragliatrice, ma missione dopo missione inizi ad acquisire un gran bel numero di strumenti da guerra come i carriarmati, o il lanciamissili per esempio, fino ad arrivare ad avere al tuo fianco un gruppo di forze alleate che ti sositiene, e all’occorrenza puòi ordinare loro persino un bombardamento nucleare.

Mercenaries 2 Inferno di Fuoco è stato creato per dare libero sfogo al tuo lato violento, dandoti quindi la possibilità di devastare tutto ciò che incontri, ed accumulare del denaro che ti viene consegnato al termine di ogni missione, e questi soldi li puoi poi usare per farti una base tutta tua, dove puoi acquistare o ordinare nuovi veicoli, armi e ordigni di ogni genere che ti vengono spediti via aerea in qualsiasi punto della mappa.
Trailer Mercenaries 2 Inferno di Fuoco


Sviluppo: Pandemic Studios

Pubblicazione: Electronic Arts

Uscita: 5 Settembre 2008

Genere: Azione/Sparatutto

Modalità di Gioco: Giocatore singolo e Multiplayer

Piattaforma: Pc, Ps2, Ps3, Xbox 360

Mercenaries 2 Inferno di Fuoco (Shop): Pc, Ps2, Ps3, Xbox 360

Esci da Mercenaries 2 Inferno di Fuoco

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Mar 31

Final Fantasy XIII
Final Fantasy XIII

Final Fantasy XIII è uno dei giochi più attesi degli ultimi anni, e ti dico da subito che esce per Ps3 e Xbox 360! Fin’ora tutti gli episodi di Final Fantasy, sono sempre usciti per una singola console, a partire dai primi capitoli che uscirono prima per Nes, poi per SNes ovvero il caro vecchio Super Nintendo, poi a partire dal settimo episodio della serie, uno dei più adorati titoli della storia dei videogiochi, Final Fantasy è stato concesso in licenza solamente alla console Sony Playstation.

Ora, dopo molto tempo passato a sperare, anche i possessori dell’ Xbox 360, possono concedersi la gioia di giocare con Final Fantasy XIII, il miglior gioco di ruolo Giapponese, amato da moltissima gente, che sarà ora amato da ancora più persone. La decisione di portare Final Fantasy XIII anche in Xbox 360 è dovuta al fatto che questo gioco è stato realizzato così bene (…e quindi sono stati spesi tanti tanti bei soldini…), che per riprenderseli la Square Enix, produttrice di Final Fantasy, ha pensato bene di concedere questo capitolo non solo alla Sony Playstation, ma anche al vasto pubblico della Microsoft Xbox 360.

Final Fantasy XIII rispetta le basi dei suoi predecessori, in tutto e per tutto allineato ai classici Gdr Giapponesi, con una lunga e complessa trama, ricca di momenti commoventi e di ardite scene di narrazione, che si sviluppa anche grazie a sequenze animate realizzate con una qualità quasi paragonabile a quella dei film in computer grafica. Ci sono quindi lunghi dialoghi, personaggi profondi e con passati misteriosi e tormentati, con colpi di scena in grado di ribaltare in pochi secondi tutto quello che è successo in 30 o 40 ore di gioco.

In Final Fantasy XIII hai moltissimi mostri da affrontare, e nemici da combattere ricorrendo a tecniche speciali e a strategie di battaglia più o meno raffinate, con tantissimi punti di esperienza da guadagnare per far salire il livello del tuo eroe e guadagnando quindi l’accesso a nuovi poteri. Il sistema di combattimento di questo capitolo è stato radicalmente rivisto evitando quindi gli incontri casuali ma favorendo i combattimenti, che per l’appunto iniziano semplicemente quando ti avvicini ad un nemico, e le sue meccaniche sono un mix tra l’azione in tempo reale e la strategia delle battaglie a turni, sfruttando un sistema basato sulle unità di tempo a disposizione del tuo personaggio.

Final Fantasy XIII vuole farti percepire i sentimenti degli eroi in battaglia, che si comportano diversamente in base al loro ruolo nella trama, con scontri diversi l’uno dall’altro grazie al potenziamento ed al miglioramento dell’intelligenza artificiale dei nemici che incontri durante il tuo percorso in questo mondo magico, in cui la volontà dei cristalli (sempre presenti in Final Fantasy), ha dato vita ad una città volante, costruita per proteggere i suoi abitanti dai percoli del mondo, stracolmo di creature mostruose e insidie di ogni tipo.
Trailer Final Fantasy XIII


Sviluppo: Square Enix Co., Ltd.

Pubblicazione: Square Enix Co., Ltd.

Uscita: Fine 2009

Genere: Gdr

Modalità di Gioco: Giocatore singolo

Piattaforma: Ps3, Xbox 360

Final Fantasy XIII (Shop): Ps3, Xbox 360

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Mar 31

Madden Nfl 09
Madden Nfl 09

Madden Nfl 09 è probabilmente il miglior episodio della serie realizzata dal team EA Tiburon, oltre che ad essere uno dei migliori esponenti della categoria dei videogiochi sportivi.

Madden Nfl 09 inizia con lo spettacolare Madden Test, che volendo puoi anche saltare, il cui test permette alla CPU di valutare le tue capacità di gioco e settare quindi al meglio il livello di difficoltà e quindi di adeguare il gioco in base ai tuoi risultati ottenuti, in questo modo, già la seconda volta che inizi il gioco, ti ritrovi a dover giocare con una difficoltà maggiore della precedente, proprio perchè hai acquisito dell’esperienza durante le passate partite.

In questo Madden Test trovi ed affronti una serie di giochi davvero divertenti ma soprattutto utili per farti capire le nuove meccaniche di gioco di Madden Nfl 09. Facendo e rifacendo il test, e vincendo le partite in campo, ottieni il Madden IQ che puoi sempre più incrementare, un punteggio grazie al quale hai accesso a tutte le modalità di gioco, quali la “Superstar”, la “Franchise”, “Virtual Trainer”, i “Madden Moments”, i “Mini-Giochi” e la “Practice”, oltre al fatto di aver la possibilità di importare le stagioni e gli altri settaggi del Madden Nfl 08, qualora ci avessi giocato.

Una delle opzioni più simpatiche di Madden Nfl 09 è la possibilità di rigiocare un’azione di gioco, e per esempio, se il tuo giocatore ha corso una traccia sbagliata o semplicemente un Safety ti ha intercettato, puoi sfruttare l’opzione “rewind” e rigiocare daccapo quella stessa azione, sperando in un’esito migliore.

In Madden Nfl 09 infine trovi anche la modalità online, che può contare sulla possiblità di disputare leghe e tornei fino a 32 giocatori, in partite commentate non più dai leggendari John Madden e Al Michaels, ma bensì da Tom Hammond e Chris Collinsworth.
Trailer Madden Nfl 09


Sviluppo: EA Tiburon

Pubblicazione: EA Sports

Uscita: 15 Agosto 2008

Genere: Sports

Modalità di Gioco: Giocatore singolo e Multiplayer Online

Piattaforma: Pc, Psp, Ps2, Ps3, Xbox 360, Nintendo Wii, Nintendo Ds

Madden Nfl 09 (Shop): Pc, Psp, Ps2, Ps3, Xbox 360, Nintendo Wii, Nintendo Ds

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Mar 31

Nhl 09
Nhl 09

Nhl 09 è il diciannovesimo episodio della serie Nhl, e considerato uno dei migliori giochi sportivi in circolazione nel 2009. Con questo nuovo titolo, la Electronic Arts, non solo non ha deluso tutte le aspettative preposte all’uscita del gioco, ma bensì supera nettamente anche la versione precedente, Nhl 08, con un fantastico controllo analogico implementato che nella scorsa versione si limitatava alla fase offensiva, mente ora si estende anche ai difensori.

Con Nhl 09 puoi rifilare cannonate a 360 gradi ancora più devastanti e intercettare il puck più facilmente, soprattutto grazie al fatto che ora puoi, non solo ruotare la mazza, ma anche spostarla orrizzontalmente e verticalmente, e utilizzare altri nuovi trucchetti per frenare gli attacchi dei tuoi avversari.

La fase offensiva che già in Nhl 08 era sbalorditiva, in Nhl 09 è stata ulteriormente perfezionata, dandoti quindi la possiblità di utilizzare la mazza da hockey con una sola mano, per favorire la fase di attacco nonchè per pattinare più velocemente, e proprio per quest’ultimo punto, è stato rivisto anche il motore fisico del gioco e sono state ricalibrate le risse.

Oltre alla rinnovata fase difensiva, la grande novità di Nhl 09 è la modalità “Be a Pro - Diventa un Professionista”, praticamente la modalità carriera, in cui devi creare il tuo personaggio virtuale, iniziando poi a giocare dalla terza linea di una squadra dell’American Hockey League (AHL), per poi un giorno, dopo aver acquisito un bel pò di esperienza di gioco, passare alla prestigiosa National Hockey League (NHL), e sappi che i risultati che ottieni e le tue prestazioni in campo sono valutate dal tuo allenatore.

Questi sono i cambiamenti più importanti riportati in Nhl 09, anche se ce ne sono degli altri, un pò meno importanti come l’aggiunta di un nuovo tutorial interattivo che sfrutta un sistema di controllo meno complicato e ispirato a NHL 94, l’aggiunta di nuove leghe europee, e le partite online in cui puoi scontrarti “live” in squadre da sei contro sei!
Trailer Nhl 09


Sviluppo: EA Canada - HB Studios

Pubblicazione: EA Sports

Uscita: 26 Settembre 2008

Genere: Sports

Modalità di Gioco: Giocatore singolo e Multiplayer

Piattaforma: Pc, Ps2, Ps3, Xbox 360

Nhl 09 (Shop): Pc, Ps2, Ps3, Xbox 360

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Mar 31

Baja Edge of Control
Baja: Edge of Control

Baja Edge of Control ti regala un senso di velocità assurdo mentre ti lanci da una duna, o affronti una S a filo di uno strapiombo, per rendere ancora più emozionanti le corse estreme sul deserto. Il motore fisico di Baja Edge of Control fa derapare, saltare e mandare in testacoda il tuo veicolo mente affronti i pericolosi percorsi, e credimi, non è affatto facile mantenere il controllo del proprio mezzo mentre rimbalzi da un dosso all’altro.

Tenere il mezzo sul tracciato è la nuova sfida che ti propone Baja Edge of Control, e per farlo devi acquisire un certo livello di tecnica di guida, che puoi ottenere solamente impegnandoti veramente a fonto, ed allenandoti, imparando a controllare la frizione ed il freno a mano, che ti sono molto utili per modificare, anche solo leggermente, le tue traiettorie per non finire in qualche precipizio, visto che molte delle sfide di questo gioco presentano percorsi sui cui lati trovi praticamente solo il vuoto.

Le doti di guida che col tempo acquisisci, ti sono utili si per vincere le gare, ma soprattutto per i punti che le gare vinte ti danno, i quali punti ti sono poi utili per potenziare il tuo mezzo o per comperarne uno di nuovo sciegliendo fra otto classi disponibili.

Baja Edge of Control ti offre un’incredibile quantità di miglioramenti e set-up per i tuoi mezzi, modificando le impostazioni delle sospensioni e dei freni per esempio, o comperando direttamente parti migliori per aumentare la cavalleria, migliorare la trasmissione di coppia o evitare l’eccessivo consumo degli pneumatici.

La precisione con cui è stato sviluppato Baja Edge of Control rende le corse di questo gioco molto adrenaliniche ed avvincenti, mente il mix tra la fisica del gioco ed il sistema di controllo ti danno un gran senso di sicurezza nelle sfide in cui raggiungi velocità incredibili, naturalmente sui pezzi di pista senza dossi! ;-)
Trailer Baja Edge of Control




Sviluppo
: 2XL Games

Pubblicazione: THQ

Uscita: 26 Settembre 2008

Genere: Corse

Modalità di Gioco: Giocatore singolo e Multiplayer

Piattaforma: Ps3, Xbox 360

Baja Edge of Control (Shop): Ps3, Xbox 360

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Mar 31

Fracture
Fracture

Fracture è uno sparatutto ambientato in un mondo di fantasia del XXII secolo, più precisamente nell’anno 2161, anno in cui gli Stati Uniti si dividono in 2 parti per causa del riscaldamento globale che ha fatto innalzare il livello delle acque, dividendo così il Pacifico dall’Atlantico.

Per affrontare questo clima impervio, le 2 superpotenze che sono venute a crearsi, hanno deciso di dividere le loro strade anche per quanto riguarda il proprio sviluppo, infatti la zona del Pacifico per vivere e dominare il mondo, ha deciso di modificare geneticamente i propri abitanti, intervenendo nella struttura del Dna di ogni singolo essere umano, mente la zona dell’Atlantico, avendo rifiutato questo genere di evoluzione, punta a dei cyber-miglioramenti, rendendo cosi i propri esseri viventi, mezzi umani e mezzi cyborg.

Quando però, la corsa all’auto-miglioramento e al raggiungimento del potere assoluto si fa troppo smaniosa, la guerra prende il sopravvento, generando così un’ulteriore conflitto mondiale che vede gli esseri umani geneticamenete modificati affrontare i propri ex-fratelli, ora rivali e semi-cybory.

Fracture in fin dei conti è uno sparatutto parecchio profondo, nel senso che si distingue dagli altri sparatutto per il fatto che puoi scavare nel terreno grazie all’uso delle armi e degli ordigni, per creare cunicoli e sorprendere cosi i tuoi avversari.

Ovviamente l’azione scavatrice di Fracture è tenuta strettamente sotto controllo da alcuni elementi come la lava che invade l’ambiente circostante se ti spingi troppo affondo nello scavare, o da alcuni blocchi di terreno insuperabili, e sono appunto questi blocchi che rendono Fracture così soddisfacente, perchè al contrario, sarebbe stato troppo banale scavare a destra e a sinistra ottenendo sempre come identico risultato un buco sul terreno che ti conduce dal nemico.

In questo modo, con gli ostacoli, ti è stata resa la vita più difficile, ma al contempo ti è stato dato un grande aiuto in fatto di protezione. Ok, buchi a parte, Fracture è un gioco sviluppato su ottime idee, con un design artistico eseguito con classe, un’originalità grafica e un ritmo di gioco che riescono sicuramente a coinvolgerti!
Trailer Fracture

Sviluppo: Day 1 Studios

Pubblicazione: LucasArts

Uscita: 10 Ottobre 2008

Genere: Sparatutto

Modalità di Gioco: Giocatore singolo

Piattaforma: Ps3, Xbox 360

Fracture (Shop): Ps3, Xbox 360

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Mar 31

Los Angeles
Midnight Club: Los Angeles

Midnight Club Los Angeles è il quarto capitolo della saga nata nel 2000, il cui punto forte è sempre stato la corsa su strada, con auto così modificate, che i primi due capitoli avano esclusivamente auto di fantasia, perchè i marchi automobilistici non vedevano di buon occhio l’associazione con questo genere di pratiche illegali.

Con il Terzo Midnight Club però, questi timori sono stati fortemente superati, quindi Midnight Club Los Angeles include naturalmente auto ufficiali, con un buon mix fra marchi Giapponesi, Americani ed Europei, senza nulla togliere alle 2 ruote come la Yamaha e la Ducati che ritrovi nel gioco.

Naturalmente anche in questo Midnight Club, il fatto di poter eleborare le auto rimane un’altro punto forte, infatti puoi modificare come desideri la tua auto con decine di accessori tutti realmente esistenti sul mercato, che ti permettono di modificare fiancate, alettoni, cerchi e altri particolari estetici che puoi applicare anche all’interno del tuo veicolo, personallizando l’abitacolo, i sedili ed il volante.

La Los Angeles riprodotta in questo Midnight Club, è molto dettagliata e veramente quasi “indistinguibile” dall’originale, con una dimensione pari a tutte e 3 le città presenti in Midnight Club 3 messe assieme, una successione autonoma del ritmo giorno/notte, e dei fenomeni atmosferici molto realistici, che oltre a rendere più spettacolare la Los Angeles nel gioco, influiscono molto sul modello di giuda delle auto.

Per quanto riguarda le gare invece, sono tanti i tipi di competizione che trovi in Midnight Club Los Angeles, dalle classiche corse, ai checkpoint e ai time trial, o alle gare su circuiti di strde create per le sfide autostradali!
Trailer Midnight Club Los Angeles


Sviluppo: Rockstar San Diego

Pubblicazione: Rockstar Games

Uscita: 24 Ottobre 2008

Genere: Corse

Modalità di Gioco: Giocatore singolo e Arcade

Piattaforma: Psp (remix), Ps3, Xbox 360

Midnight Club Los Angeles (Shop): Psp (remix), Ps3, Xbox 360

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Mar 31

Far Cry 2
Far Cry 2

Gli sviluppatori di Far Cry 2 hanno trascorso 2 settimane in Kenya, campeggiando nella Savana con l’intenzione di catturare le atmosfere, le luci e i colori dell’Africa, per poi riprodurli al meglio nel gioco. Far Cry 2 quindi è ambientato in una zona fittizzia dell’Africa, dove 2 frazioni contrapposte (il Fronte Unito per la Liberazione e il Lavoro e l’Alleanza per la Resistenza Popolare) stanno combattendo aspramente per il controllo del territorio, dopo il collasso del governo che ha aperto le porte all’Anarchia più totale.

La tua avvantura con Far Cry 2 quindi inizia sul sedile posteriore di una Jeep, mentre un guidatore particolarmente loquace ti informa sulla situazione drammatica che è venuta a crearsi nel paese, soprattutto per le manovre losche di un mercante d’armi conosciuto come “Lo Sciacallo”. Ciò che conta veramente per sopravvivere nel mondo di Far Cry 2 sono le armi, che puoi acquistare dai mercanti della zona o strappare dalle braccia dei tuoi nemici caduti, ma in quest’ultimo caso sappi che tendono ad incepparsi, e dopo un uso prolungato, addirittura ad esplodere.

La varietà delle armi a disposizione si sposa perfettamente con la natura aperta di Far Cry 2, visto che ti consentono di affrontare le missioni in mille modi differenti, puoi optare quindi per un attacco rabbioso e ravvicinato, con il fucile d’assalto in una mano e una granata nell’altra, oppure puoi cecchinare sistematicamente tutti i nemici dalla lunga distanza, dopo esserti acquattato e appostato in mezzo ai cespugli, o ancora puoi tentare un’approccio stealth, magari agevolato dal sopraggiungere della foschia e del calar della notte.

In Far Cry 2 infatti, il giorno e la notte si rincorrono costantemente, regalandoti albe rarefatte, tramonti decadenti e mezzogioni di fuoco, con cambiamenti climatici molto realistici che mutano di continuo, così potrebbe capitarti di combattere sotto una pioggia battente, avvolto da una fitta nebbia o frustato dal vento che in particolare riveste un ruolo molto importante nelle manovre d’attacco, perchè puoi sfruttarlo per estendere il raggio d’azione delle molotov e per dare alle fiamme le costruzioni nemiche senza fare molta fatica!
Trailer Far Cry 2



Sviluppo: Ubisoft

Pubblicazione: Clint Hocking

Uscita: 21 Ottobre 2008

Genere: Sparatutto

Modalità di Gioco: Giocatore Singolo e Multiplayer

Piattaforma: Pc, Ps3, Xbox 360

Far Cry 2 (Shop): Pc, Ps3, Xbox 360

Esci da Far Cry 2

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Mar 31

Pure
Pure

Pure è un’altro gioco dove devi correre, saltare e riprendere a correre di nuovo. Pure ha davvero ben poco di realistico, nel sensoche, più che una corsa nel fango in sella ad un potente Quad, assomiglia ad un giro sulle Montagne Russe, soprattutto per il senso di vertigine, che in Pure viene accentuato dal design “verticale” dei tracciati, che sfoggiano curve paraboliche, rampe dalla pendenza vicina ai 90 gradi, e crepacci senza fondo, in cui i salti assumono proporzioni assurde, e le cadute si trasformano in veri e propri sfracellamenti contro il terreno.

In Pure, il tasso di adrenalina, vertigine ed ebrezza, vengono maggiormente sottolineati da alcuni piccoli accorgimenti come il Motion Blur, che si attiva quando sei veramente in alto con il tuo Quad, sfuocando l’azione mentre il brano musicale in sottofondo sfuma e il sibilo dell’aria viene posizionato in primo piano, per trasmetterti al meglio la sensazione di altezza.

Spesso poi, ma soprattutto all’inizio, realizzi che a fine salto il tuo Quad è troppo impennato, o troppo sbilanciato in avanti per poter atterrare senza disarcionarti e spappolarti diretto verso il terreno, ma quando atterri corretamente invece, la ricompensa è assicurata.

Praticamente per fare un buon salto, devi puntare ad una salita abbastanza ripida mentre tieni il gas spalancato, e, un momento prima di spiccare il volo, devi cercare di aumentare la potenza di slancio abbassandoti e poi scattando in piedi di colpo, in modo da accumulare l’energia con l’inerzia del tuo personaggio, per poi liberarla al momento giusto.

Come ti dicevo prima, più che imparare a saltare, devi imparere ad atterrare correttamente, in modo da essere premiato, con la ricarica della “barra del brivido”, che ti garantisce una maggiore quantità di turbo o una riserva più estesa di trick, o ancora, ma solo nel caso della modalità Freestyle, un pò più di benzina extra.

La “barra del brivido” inserita su Pure, che ti ho già nominato prima, ti serve per utilizzare il turbo, e la ricarichi compiendo i trick, quindi devi sempre decidere in maniera rapida e tattica come utilizzare le tue risorse per non rimanerne a secco.

Per quanto riguarda i Quad in sè, ti basta sepere che grazie al ricchissimo editor di Pure, puoi ottenere più di 100.000 Quad diversi tra loro, miscelando le varie opzioni di personalizzazione che puoi scegliere!
Trailer Pure

Sviluppo: Black Rock Studio

Pubblicazione: Disney Interactive Studios

Uscita: 30 Ottobre 2008

Genere: Corse

Modalità di Gioco: Giocatore Singolo e Multiplayer

Piattaforma: Pc, Ps3, Xbox 360

Pure (Shop): Pc, Ps3, Xbox 360

Esci da Pure

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Mar 31

Spider Man Web of Shadows
Spider Man: Web of Shadows

Spider Man Web of Shadows non ha assolutamente nulla a che vedere con nessun film dedicato all’Uomo Ragno, ma prende spunto piuttosto dall’immaginario dei fumetti. Questo significa che sei tu a decidere cosa fare con Spider Man, per poi costruire una storia attorno alle tue decisioni, in un gioco basato sulla spettacolarità dell’azione, e allo stesso tempo dotato di una giocabilità tipicamente da Gdr nel quale Spider Man combatte contro i suoi avversari nella maniera più fluida e credibile possiblie.

Lo scenario principale di Spider Man Web of Shadows è ovviamente rappresentato dall’immancabile New York City, invasa per l’occasione da un’ondata di simbionti che hanno preso a scorrazzare sui tetti e sui muri dei grattacieli. Vestendo i panni di Spider Man questa volta però, puoi contare su un’arma segreta, cioè una speciale tuta nera che una volta indossata, garantisce all’ Uomo Ragno nuovi e misteriosi poteri.

Quando indossi la solita tuta rossa infatti, i movimenti appaiono più lesti e la tela fuoriesce più fluidamente, mentre indossando il costume nero sei più letale nel corpo a corpo, e una mossa dopo l’altra, e combo dopo combo, accumuli un determinato punteggio d’esperienza che puoi in seguito utilizzare, per sbloccare nuove abilità e nuovi attacchi.

L’obbiettivo finale di Spider Man Web of Shadows insomma, consiste nel modellare Spider Man a seconda dei tuoi gusti, sfruttando di volta in volta le particolarità di entrambe le tute, ma sappi che se decidi di infiltrarti nella tuta rossa, piuttosto che in quella nera, non modifichi solamente lo stile di combattimento, ma influisci direttamente sull’esperienza di gioco nel suo complesso.

In altre parole, a seconda che ti comporti bene o male, la trama prende delle pieghe differenti, giungendo addirittura a dei finali multipli, e per esempio, con la tuta buona-rossa, a fine gioco e a fine di ogni missione, gli altri personaggi della parte del bene reagiscono in un certo modo, dimostrandoti affetto e riconoscenza, mentre in caso contrario, indossando la tuta cattiva-nera, i finali si dimostrano sicuramente meno cordiali!
Trailer Spider Man Web of Shadows



Sviluppo
: Amaze Entertainment, Griptonite Games, Treyarch e Shaba Games

Pubblicazione: Activision

Uscita: 29 Ottobre 2008

Genere: Azione/Avventura

Modalità di Gioco: Giocatore Singolo

Piattaforma: Pc, Ps3, Ps2, Psp, Nitendo Wii, Nintendo Ds, Xbox 360

Spider Man Web of Shadows (Shop): Pc, Ps3, Ps2, Psp, Nitendo Wii, Nintendo Ds, Xbox 360

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Mar 31

Tomb Raider UnderworldTomb Raider Underworld

Tomb Raider Underworld è il seguito di Tomb Raider Legend che vedeva Lara chiarire le circostanze della scomparsa della Madre. In Tomb Raider Underworld sempre vestendo i panni della bella archeologa Lara Croft, ti muovi dalla precedente scoperta per riprendere la ricerca, con l’aiuto degli indizi lasciati dal Padre nel corso delle sue esplorazioni.

Per farlo, intraprendi una nuova avventura con l’obbiettivo di recuperare Mjolnir, il martello del Dio Thor, esplorando luoghi molto diversi tra loro come, il Messico, la Thailandia, il Mediterraneo e persino i sotterranei della Magione Croft. Tomb Raider Underworld si sviluppa con le classiche dinamiche che hanno caratterizzato tutta le serie di Tomb Raider, con l’esplorazione di giganteschi livelli ricolmi di pareti da scalare, nemici da abbattere ed enigmi da risolvere.

I salti continuano ad essere il punto forte di Lara, soprattutto grazie ad un nuovo campionario di acrobazie che ti permette di saltare da una parte all’altra, compiere inversioni di 180 gradi in volo o camminare in equilibrio sui pali. Gli scenari di Tomb Raider Underworld sono fatti apposta e offrono un gran numero di appigli, ma devi esaminarli con molta attenzione prima di decidere il percorso, ed inoltre risolvere i numerosi enigmi che trovi in giro per le mappe, alcuni dei quali necessitano di esplorare l’intero livello prima di arrivare alla soluzione.

Per muoverti agevolmente sugli scenari proposti, puoi contare su una moto e su un gran bel numero di gadget, da una videocamera con cui perlustrare e registrare i paesaggi, a un sonar che ti consente di visualizzare una mappa 3D, fino ad un gancio con cui puoi tirare oggetti, appenderti o calarti da una parete. Per difenderti invece, hai sempre a disposizione le inseparabili pistole di Lara, ma non ti mancano anche i fucili, mitra e una fiocina subacquea, oltre alla possibilità di tirare calci e difenderti con il combattimento corpo a corpo.

La storia di Tomb Raider Underworld quindi è molto intrigante, non solo per i riferimenti alla mitologia nordica, ma anche per il modo in cui sono riusciti ad inserire volti nuovi come Natla e Amanda, e a fare luce sulla strana storia personale di Lara.
Trailer Tomb Raider Underworld



Sviluppo: Crystal Dynamics

Pubblicazione: Eidos Interactive

Uscita: 21 Novembre 2008

Genere: Avventura/Sparatutto

Modalità di Gioco: Giocatore Singolo

Piattaforma: Pc, Ps3, Ps2, Nitendo Wii, Nintendo Ds, Xbox 360

Tomb Raider Underworld (Shop): Pc, Ps3, Ps2, Nitendo Wii, Nintendo Ds, Xbox 360

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Mar 31

Rainy WoodsRainy Woods

Rainy Woods è un’avventura horror, la cui storia inizia in una cittadina come tante altre, immersa nella natura. In una normalissima giornata, la mattina scorre tranquilla e serena finchè, durante una passeggiata nel bosco, uno degli abitanti rinviene il corpo esanime e orribilmente mutilato di una donna, il killer con l’impermeabile è tornato.

Da qui inizia l’avventura di David Young Henning, protagonista di Rainy Woods, che sei tu a gestire, vestendo quindi i panni di questo investigatore dell’FBI, che si ritrova a dover investigare con l’aiuto delle forze dell’ordine locali, sul ritorno in attività di questo fantomatico killer.

Durante tutta la vicenda naturalmente, hai modo di controllare sia David che alcuni dei personaggi secondari che incontri proseguendo nel gioco, tutti rappresentanti della legge come, Emily, George e Thomas, che ti aiutano a sgrovigliare una matassa ben più complicata di un semplice caso di omicidio, e ti portano inoltre a scoprire ogni luogo dell’infernale cittadina e del mistero sovrannaturale che si cela dietro questi omicidi.

Praticamente Rainy Woods è un’avventura horror piuttosto classica se non fosse per il protagonista David, un’uomo affetto da seri disturbi della personalità che lo portano ad assumere l’identità di Jeter, un secondo se stesso con cui riesci a collaborare per risolvere il caso.

Questo gioco inoltre ti permette di cimentarti in fasi di esplorazione, azione e sparatutto lungo tutto il territorio di Rainy Woods, offrendoti anche la possibilità di cercare indizi parlando con le persone del luogo, risolvendo enigmi, o semplicemente facendo una passeggiata o un giro in auto per le strade della città!
Trailer Rainy Woods




Sviluppo: Access Games

Pubblicazione: Marvelous Interactive

Uscita: Fine 2009/Inizio 2010

Genere: Azione/Avventura

Modalità di Gioco: Giocatore Singolo e Multiplayer

Piattaforma: PlayStation 3, Xbox 360

Rainy Woods (Shop): PlayStation 3, Xbox 360

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Mar 31

Un tempo il cinema, la televisione e i libri erano l’unico mezzo di intrattenimento, ma con i videogiochi aspirarono a qualcosa che andava oltre il controllo cercando di ricreare la storia perfetta, anche se mancava ancora un’elemento vitale, l’emozione. L’età d’oro dei videogiochi, raggiunse il culmine tra la fine degli anni ‘70 e i primi anni ‘80 con l’isterico Pac-Man e la moltitudine di invasori alieni.

I videogiochi permettevano ai giocatori di controllare la propria esperienza digitale, ma perchè questa nuova forma di intrattenimento durasse, i creatori di videogiochi sapevano di aver bisogno di ciò che possedevano la tv e il cinema, una storia. Per continuare ad intrattenere i giocatori, i creatotri di videogiochi hanno imparato dai registi a connettersi con il giocatore ad un livello più profondo.

Verso la fine degli anni ‘70 un film rivoluzionario, portò il cinema d’azione ad un nuovo livello fondendo una battaglia fantascientifica con una storia drammatica (Star Wars). Guidato da un’eroe Jedi, il viaggio di Luke Skywalker era l’affermazione della grandezza e della possiblità per un’uomo di provocare grandi cambiamenti, un tema molto riconoscibile, e George Lucas lo ha appreso dal testo classico di Joseph Campbell, l’eroe dai mille volti.

Gli avvincenti effetti speciali di Guerre Stellari attiravano la gente al cinema e a quel tempo i videogiochi erano poco più che semplici giocattoli, esistevano videogiochi spaziali come Asteroids e Space Invaders, ma non avevano peronaggi o storie, non ancora! Così i videogiochi dovettero imparare dal cinema che una buona storia combinata con un’azione eccitante, incolla gli spettatori alle poltrone e di conseguenza ai loro Joystick.

Ma per creare videogiochi in grado di far provare emozioni, i programmatori avrebbero dovuto prima imparare a trasformare dei semplici pixel in nuovi eroi digitali. Dopo che milioni di persone in tutto il mondo, avevano seguito l’eroico viaggio di Luke Skywalker in Guerre Stellari, i videogiochi si accorsero che probabilmente anche a loro serviva un’eroe, ma la scarsa potenza di elaborazione, limitava i disegnatori nella possiblità di sviluppare l’aspetto di un personaggio, tanto più di elaborare una storia.

Ci sarebbe voluta l’immaginazione di un artista e una tecnologia all’avanguardia per trasformare i videogiochi in qualcosa di più che un giocattolo. Prima che la compagnia Giapponese Nintendo divenisse famosa per i videogiochi, produceva di tutto, dai giocattoli in plastica alle carte da gioco.

Negli anni ‘70 la secolare compagnia fondata a Kioto, si lanciò nell’industria dei videogiochi distribuendo la Magnavox Odyssey in Giappone, tuttavia per affermarsi come protagonisti sul crescente mercato dei videogiochi, il direttore della nintendo Hiroshi Iamauci, mandò suo genero Minoru Arakawa negli Stati Uniti, per creare la Nintendo of America.

Sommersa da un’immensa montagna di prodotti falliti, la Nintendo of America aveva bisogno di un gioco di successo che si potesse giocare convertendo le macchine invendute, ma un’altro problema insorgeva, la Nintendo non aveva più disegnatori disponibili, perchè tutti occupati in altri progetti.

L’unico disegnatore libero era Shigeru Miyamoto, assunto come artista da Iamauci, un’amico del padre nel 1977, ma non essendo programmatore di professione, Miyamoto era più interessato a raccontare piccole storie nei suoi videogiochi, ed infatti ebbe la visione di un videogioco con cui fosse divertente giocare, ispirandosi ai cartoni anime e manga che resero lo stile dei suoi personaggi distintamente Giapponese, e senza una tecnologia avanzta e alcuna esperienza di programmazione Miyamoto fece l’impossibile!




Miyamoto trasformò un robusto idraulico di nome Japamen in una superstar, e in seguito, quando Donkey Kong fù distribuito nel 1981 al protagonista di Miyamoto venne cambiato il nome in Mario, e inoltre Miyamoto trasformò i pochi bit del computer in una famosa colonna sonora che accompagnava il divertente e innocente gioco di Donkey Kong.

La Nintendo ebbe il suo primo successo e ben presto Mario, sarebbe diventato più conosciuto di topolino. Miyamoto aveva trasformato dei pixel in movimento in Mario, l’eroe di tutti, che non solo salvava la principessa, ma che aveva anche aiutato a salvare l’industria dei videogiochi da console.

Dopo il ritiro dal mercato della console per videogiochi, Atari 2600, il trend imponeva di disegnare videogiochi per l’emergente industria dei personal computer, tuttavia l’industria delle console non sarebbe morta, i videogiochi dovevano solo migliorare. La Nintendo creò la sua prima console per videogiochi da casa, e la distribuì in Giappone con il nome di Famicom, poi cambiato il Nintendo Enterteinment System.

Fù una battaglia faticosa, ma i proprietari dei negozi di giocattoli che erano stati colpiti dal flop dei videogiochi corsero un rischio con la Nintendo e nel 1985 esposero la propria console sui propri scaffali.

La Nintendo distribuì anche il nuovo gioco di Miyamoto, Super Mario Bros, assieme alla Nintendo Enterteinment System, e la combinazione si rivelò vincente. Super Mario Bros, fù un bestseller in tutto il mondo e soprattutto spalancò le porte alla rivoluzione dei nuovi videogiochi per console.

Il successo di Super Mario Bros e della Nintendo segnarono la nascita dei personaggi e della trama nei videogiochi, e mentre i giocatori entravano nel mondo di Mario, Shigeru Miyamoto aveva gia in mente un’altro mondo immaginario che i suoi giocatori potessero esplorare e scoprire, un mondo che ricordava la sua infanzia sulle colline di Kioto (The Legend of Zelza), un gioco intricato accompagnato da una colonna sonora coinvolgente che diede al giocatore, un mondo e un personaggio dei videogiochi con cui potersi identificare per la prim volta.

Legend of Zelza che fu distribuito nel 1987 diventò molto popolare in Europa, Giappone e in Nord America. Seguire un personaggio che saliva di livello e guadagnava energia trovando tesori nascosti, diventò significativo per una generazione che iniziava a concentrarsi su sè stessa. Mentre la guerra fredda si placava verso la metà e la fine degli anni ‘80, le tensioni tra le superpotenze iniziarono a scemare, la Reganomics e il Tatcherismo, abbassarono l’imposta sui redditi e diedero inizio ad un decennio di consumismo.




Dalla loro casa in California, Roberta e Ken Williams crearono Sierra Online, con una tecnologia limitata e inserirono grafica e storia nei primi videogiochi per computer. Nel 1980 Roberta e Ken crearono Mistery House, non aveva suoni, colori, ne animazione, ma aveva una caratteristicha che non aveva nessun’altro gioco per il computer all’epoca, la grafica!

Confezionato in buste di plastica, Ken lo vendette ai negozi di software e con loro grande sorpresa diventò presto un bestseller e vendette più di 10.000 copie, un fenomeno da record per l’epoca considerando il numero limitato di personal compurter venduti, e Mistery House fu venduto con un rapporto di 1:1 con il pc.

Sebbene le console abbondassero nel ‘83, Ken e Roberta guadagnarono terreno sul fiorente mercato dei videogiochi per pc, e la loro successiva avventura grafica fu King Quest. In un’epoca in cui mouse e scheda audio erano concetti sconosciuti, il gioco presentava mondi e suoni in 3d mai visti prima, con personaggi controllati dal giocatore.

Sebbene i videogiochi da console di Miyamoto fossero molto divesi dai giochi per computer dei Williams, la loro capacità di combinare tradizioni e tecniche di narrazione con una nuova tecnologia, era molto simile. Essi portarono i videogiochi e i giocatori stessi in luoghi impensabili, ma il cambiare dei tempi e dei gusti di una nuova generazione di giocatori, avrebbe presto spinto la narrazione e la tecnologia oltre nuovi limiti.

Artisti come Shigeru Miyamoto e Roberta Williams diedero nuova vita ai videogiochi, con trame, personaggi e ambientazioni, con una manciata di pixel e ritmi musicali tra cui scegliere, crearono mondi in cui immergersi, dove ogni giocatore veniva incoronato eroe. Interpretare l’eroe e Super Mario Bros era divertente, ma all’inizio degli anni ‘90, i giocatori erano cresciuti, e volevano un trattenimento che riflettesse la loro nuova maturità.

Dopo il crollo dell’URSS e la fine della guerra fredda, il decennio fù caratterizzato da una nuova globalizzazione economica e culturale, improvvisamente una nuova generazione di giocatori, cresciuta solo con una manciata di canali televisivi, aveva decine di canali sulla propria connessione via cavo, e con i loro nuovi Pc in casa, i giocatori si connettevano a internet, accedendo a informazioni in tutto il mondo in pochi secondi.

Per molti il viaggio dell’eroe era finito, i giocatori scambiavano la prorpia corona con capelli a spazzola, auto veloci e donne ancora più veloci, naquero gli anti-eroi dei videogiochi, e i giocatori più maturi li adoravano. Una compagnia di videogiochi chiamata Sega Enterprises, offriva proprio questo.

Simile alla Nintendo, la Sega era una compagnia di giocattoli che emerse con videogiochi di successo come Frogger negli anni ì70, e più tardi con una console chiamata Sega Master System negli anni ‘80, distribuendo in aree in cui non era presente la Nintendo, la sua console vendette eccezionalmente bene in Europa e in Brasile, ma nel 1983 la Sega ricevette un duro colpo dal crollo dei videogiochi, ma non immaginava che l’industria dei videogiochi non fosse disposta a morire, la Sega non si arrese, anzi, rientro sul mercato dei videogiochi in via di guarigione e distribuì il Sega Mega Drive in Giappone, una console a 16 bit per contrastare l’ 8 bit della Nintendo, e con il doppio della potenza di elaborazione, il sistema della Sega, poteva permettersi suoni e grafica superiori.

Questa nuova tecnologia arrivò appena in tempo, le compagnie produttrici di videogiochi, stavano cercando di attirare la generazione dei giocatori di Mario e di Pong, che ormai erano ragazzi di quasi 20 anni e avevano iniziato ad andare a lavorare. Quando il Sega Mega Drive fù esportato negli Stati Uniti, venne ribattezzato Sega Genesis, e per attirare un giocatore leggermente più maturo, la console fù venduta assieme ad un velocissimo porcospino antropomorfo volante, Sonic.

In alcuni casi i personaggi meno nobili erano i più divertenti e dunque era più divertente giocarci, e prima che Sonic bucasse gli schermi televisivi, un’altro anti-eroe colpi dritto al cuore migliaia di giocatori di avventure per adulti. Lerry Laffer era il personaggio principale di una serie chiamata Leisure Suit Larry. Larry era imbranato, sfiancato e mal vestito, ma tuttavia adorabile, un perdente di mezza età che cercava di sedurre donne attraenti, e Larry fù uno dei videogiochi più venduti nel 1988, dimostrando che i videogiochi non erano solo più per bambini.




Un’altro aspetto unico di Leisure Suit Larry era che il gioco era ambientato in un mondo reale con personaggi realistici, e anzichè essere i giocatori ad esplorare mondi di fantasia come in altri videogiochi d’avventura, era Larry a portare i giocatori nel ventesimo secolo e oltre, in casinò e bar, offrendo al giocatore un’esperienza più adulta.

Per reggere il peso di questi mondi più realistici ed espliciti, le compagnie produttrici di videogiochi dovevano sviluppare una nuova tecnologia, sebbene la Nintendo si fosse associata al colosso dell’elettronica Sony per sviluppare una tecnologia Cd-Rom per la sua console nei primi anni 90, questa alleanza fù distrutta da dispute contrattuali, e anzichè lavorare con un’altra compagnia di videogiochi, la Sony decise di continuare la ricerca e sviluppare una console per conto proprio, chiamata Sony Playstation.

Mentre la Nintendo produceva ancora videogiochi su cartucce che potevano contenere solo 16 Megabyte, la Sony creava videogiochi su cd che potevano contenere 650 Megabyte, permettvano una grafica e dei giochi più complessi. Dal 1994 al 1997 quasi 16 milioni di unità Playstation trovarono posto accanto agli stereo e ai videoregistratori di tutto il mondo. Un gioco per Playstation che ha fatto impazzire la gente è stato Grand Theft Auto 3, in cui l’eroe non salvava più la principessa, ma piuttosto salvava se stesso, anche se ciò significava infrangere la legge.

Nei videogiochi di Grand Theft Auto i giocatori scelgono di essere dei criminali, proprio come nella vita reale, e quando fù distribuita la Playstation 2, la terza edizione della serie Grand Theft Auto, si rivelò inaspettatamente come il gioco più popolare del 2001, raccogliere monete era sorpassato, ora, era di moda picchiare passanti innocenti. La serie Grand Theft Auto creata dalla Rockstar Game diede inizio ad un trend di giochi che ormai avevano trame da cinema o doppiaggi di alta qualità realizziti da vere star di Hollywood, e persino una colonna sonora.




I videogiochi avevano immagini e suoni sempre più simili al cinema e iniziavano finalmente a guadagnarsi il rispetto di Hollywood che meritavano, e stanno diventando sempre più di tendenza, con trame intricate, personaggi complessi e una grafica realistica, ma a differenza di Hollywood, un’aspetto realistico dei videogiochi presenta dei limiti.

All’alba del ventunesimo secolo, i giorni in cui si giocava con un’omino con dei grossi baffi, sono finiti, le nuove console come la Sony Playstation, hanno rivoluzionato l’industria. La dettagliata grafica ad altà fedeltà a permesso ai giocatori di diventare veri eroi dello sport, a prescindere dalle capicità fisiche del giocatore, che poteva virtualmente essere bravo in qualsiasi sport.

Per far muovere i personaggi dei videogiochi come i veri atleti, i creatori dei giochi hanno usato il Motion Capture, una tecnica presa in prestito da Hollywood, tuttavia nel cercare di creare una grafica più realistica nei videogiochi, gli eroi sportivi hanno iniziato ad apparire più morti che vivi, in quella che i tecnici hanno soprannominato, “la sinistra valle”, un termine per descrivere la reazione di repulsione che ha un essere umano verso l’aspetto quasi umano e inquietante di un robot.

Senza emozione, anche i personaggi dall’aspetto più realistico, non potrebbero offrire al giocatore un’autentica esperienza umana. Fino ad allora probabilmente il rendering non avverrà sullo schermo, potrà avvenire nell’immaginazione del giocatore come accadeva con le prima grafiche a bassa risoluzione, o nei videogiochi d’avventura basati sui testi, ma che un gioco faccia piagere un giocatore oppure no, i videogiochi sono comunque un mezzo potente, dopotutto in quale altro posto premento un pulsante, si può diventare un’eroe?


Prima Parte della Storia dei Videogiochi

Seconda Parte della Storia dei Videogiochi

Terza Parte della Storia dei Videogiochi

Quarta Parte della Storia dei Videogiochi

Quinta Parte della Storia dei Videogiochi

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Esci dalla Storia dei Videogiochi

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Mar 31

Lost Via Domus
Lost: Via Domus

Il gioco di Lost Via Domus, è un survival in terza persona in cui devi muoverti assieme ai protagonisti della serie televisiva per gettare luce sui misteri dell’isola. La serie televisiva di Lost, sta riscuotendo successo dal 2004, anno in cui è andato in onda per la prima volta, soprattutto grazie alla trama contorta che lo ha fatto seguire da milioni di persone in tutto il mondo, e che gli ha permesso di vincere numerosissimi premi.

A seguito di un brutto disastro aereo avvenuto nei pressi di un’isola apparentemente deserta e sperduta del pacifico, i superstiti del volo 815, devono lottare per sfuggire alla generale stranezza dell’isola che provoca strani sussurri, visioni dei propri cari, strani mostri di fumo e abitanti indigeni con la tendenza a rapire e uccidere senza alcuna ragione apparente.

L’uscita del gioco “Lost: Via Domus” comunque, ha posticipato di ben 2 anni la data di conclusione della serie televisiva, e ciò rende questo videogioco, non una spiegazione dello stesso Lost, ma piuttosto un’arricchimento per carpire al meglio la trama, dato anche che il gioco, non devia dalla trama del protagonista televisivo, ma si adatta al mondo di Kate, Jack e di tutti gli altri dispersi!

Trailer Lost Via Domus




Sviluppo: Ubisoft

Pubblicazione: Ubisoft

Uscita: 29 Febbraio 2008

Genere: Azione/Avventura

Modalità di Gioco: Giocatore Singolo

Piattaforma: PlayStation 3, Xbox 360, Pc

Lost Via Domus (Shop): PlayStation 3, Xbox 360, Pc

Esci da Lost Via Domus

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Mar 31

Fallen Angel
Sacred 2: Fallen Angel

Sacred 2 Fallen Angel è un nuovo gioco di ruolo che dal pc arriva sulle console, e ti trasporta in un universo fatto di avventura e magia ambientato 2000 anni prima di Sacred, nel mondo di Ancaria che è in guerra, e l’oggetto del contendere è il controllo della prodigiosa Energia-T, ovvero la sostanza fonte di vita, magia e conoscenza la cui custodia fù ceduta dagli immortali Serafini agli altezzosi Elfi Alti.

In Sacred 2 Fallen Angel, ti cali nei panni di un’avventuriero a tua scelta tra sei classi disponibili ( Elfa Alta, Driade, Guardiano del Tempio, Guerriero Ombra e Inquisitore ), decidendo se schierarti con le forze della Luce o quelle del Caos e intraprendere l’esplorazione di un mondo di dimensioni vastissime, 35 chiloimetri quadrati di mappa con centinaia di missioni e decine di oggetti e nimici diversi. Affronti quindi tantissimi mostri e nemici, compiendo allo stesso tempo una marea di missioni che sembrano non finire mai, viaggiando in lungo e largo, e in totale libertà nella mappa di Sacred 2 Fallen Angel.

Come ti ho detto prima, all’inizio puoi scegliere tra sei classi diverse dei personaggi, e ogniuna delle classi dispone ovviamente di abilità specifiche, ma l’evoluzione del persoanggio sei tu a deciderla, sviluppando il tuo eroe nella maniera che ritieni più opportuna, senza nessuna costrizione, così come sei libero di gestire l’inventario che riempirai con i tesori che trovi durante i tuoi lunghi viaggi!

Trailer Sacred 2 Fallen Angel




Sviluppo: Ascaron Entertainment, KochMedia, Deep Silver

Pubblicazione: Kochmedia

Uscita: 31 Marzo 2009

Genere: Gdr

Modalità di Gioco: Giocatore Singolo, Multiplayer e Online

Piattaforma: PlayStation 3, Xbox 360, Pc

Sacred 2 Fallen Angel (Shop): PlayStation 3, Xbox 360, Pc

Esci da Sacred 2 Fallen Angel

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Mar 29

100 ore di corso svolte dal proprio computer e valide in tutta Italia

L’87% dei corsisti è promosso alla prima prova d’esame.

Sono molti i giovani diplomati italiani che intendono diventare agenti immobiliari. E per farlo frequentano un corso di formazione che li abiliti a sostenere l’esame presso la Camera di Commercio. Oggi non è più necessario sorbirsi serate in aula, stanchi dalla giornata lavorativa e magari lontani da casa, ma è sufficiente iscriversi al corso on line di Corsi Academy . Con questa nuova metodologia potrai frequentare le ore di formazione, previste per legge, comodamente da casa tua o dal tuo posto di lavoro. Infatti è sufficiente possedere un Personal Computer, collegarsi al sito www.corsiacademy.it , sottoscrivere la scheda di adesione e dare il via alle lezioni. Per 72 ore si effettua un’esercitazione fatta di domande e risposte, di video illustrativi e di dispense di approfondimento. Una scuola virtuale dove ci si prepara ad affrontare le prove, scritte e orali, previste dal programma di esame. Al termine dell’on line si passa alle 24 ore di pratica professionale che si deve effettuare presso un tutor esperto e soprattutto iscritto al ruolo. Le 4 ore finali vengono svolte in aula, a Padova al termine delle quali si consegnano gli Attestati di Frequenza validi per presentare domanda d’esame. La Corsi Academy è accreditata presso tutte le Camere di Commercio italiane e assieme al Cescot - Confesercenti rappresenta l’unico ente di formazione abilitato ai corsi on line, riconosciuti e abilitanti all’esame. Un’occasione da non perdere per preparasi a dovere ad affrontare il mercato immobiliare a testa alta e in particolare con le carte in regola. Per informazioni basta rivolgersi al centro servizi utilizzando la mail info@corsiacademy.it .

fonte: formarealestate.blogspot.com » Vai al post originale

Mar 29

E’ partito oggi il progetto “ Alla scoperta delle radici nei centri minori della Provincia” che coinvolge 1500 alunni delle scuole di ogni ordine e grado della Provincia.
L’iniziativa che il Presidente Tommaso Coletti ha voluto realizzare dopo una visita che egli stesso ha effettuato presso i musei e le riserve naturalistiche, è nata dalla convinzione che sarebbe stata un’ottima occasione per far conosce ai bambini ed ai ragazzi le origini del nostro territorio e dei propri avi.
“Abbiamo offerto alle scuole, ha dichiarato il Sen. Coletti, una vasta varietà di pacchetti turistici completamente gratuiti e della durata di un giorno, che permettono agli alunni di visitare la zona opposta a quella dove risiedono.
La risposta è stata davvero entusiasta e numerosa. Durante le uscite, le scolaresche, per metà giornata seguiranno un percorso naturalistico e per l’altra luoghi di rilievo storico e archeologico.
Tutte le spese, continua il Presidente, sia di trasporto che di ingresso nelle strutture mussali cono a totale carico della Provincia.
Così si è voluta offrire un’opportunità, conclude il presidente, oltre che ai ragazzi, anche alle scuole che con i tagli economici inflitti dal Governo, fanno fatica nell’arricchire l’offerta formativa”. I comuni meta delle escursioni sono:
Bomba, Castiglione Messer Marino, Lama dei Peligni, Montenerodomo, Guardiagrele, Pollutri, Palena, Roccascalegna, Rosello, San Salvo, Rapino, Schiavi D’Abruzzo e Tornareccio.

fonte: sansalvoedintorni.blogspot.com » Vai al post originale

Mar 29

Da lunedì prossimo 30 marzo 25 volontari delle Associazioni ARCI, Giacche Verdi, Legambiente e WWF opereranno per la diffusione a tutti i cittadini utenti del Centro Storico delle nuove modalità del ritiro dei rifiuti modellato sulle tecniche della Raccolta Differenziata. La scelta è caduta su quelle associazioni che, avendo un precipuo interesse nella difesa dell’ ambiente, hanno risposto all’appello dell’Amministrazione Comunale. Il Progetto è stato presentato stamane nel corso di una conferenza stampa dal Sindaco Luciano Lapenna e dall’Assessore all’Ambiente Lina Marchesani.“Si tratta di una nuova gestione – ha detto il Sindaco – che ruota su un concetto fondamentale: la raccolta differenziata, ovvero la separazione in casa degli scarti che produciamo giornalmente. Circa il 75% dei rifiuti che produciamo quotidianamente può infatti essere riciclato e rigenerato, evitando di smaltire i rifiuti direttamente in discarica, con un notevole spreco in termini ambientali. Cambierà, quindi, il sistema di raccolta dei rifiuti. I materiali potranno essere recuperati sia con il cosiddetto sistema “porta a porta”, sia con nuovi ed efficienti contenitori stradali, organizzati in mini-isole ecologiche”.Parte così anche per Vasto l’avventura della Raccolta Differenziata, il modello di risposta ormai più diffuso alla problematica del riciclaggio dei rifiuti per ridurre nella maniera più massiccia il quantitativo destinato poi all’incenerimento o al deposito in discarica. Il piano industriale, che sarà attuato dalla Pulchra ambiente s.p.a., prevede in questa prima fase l’interessamento del Centro Storico, individuato, per questo fine, nell’abitato compreso fra la chiesa di S.Michele e l’asse via del Cimitero – v.S.Lucia (alt. Angrella), con il limite interno di v. Madonna dell’ Asilo. 8300 abitanti che formano 3281 nuclei familiari, cui si aggiungono ca. 300 utenze commerciali. A questi cittadini si è già rivolto il Sindaco con una lettera recapitata in questi giorni in cui si informa la cittadinanza interessata delle nuove modalità di ritiro, invitandola ad una fattiva collaborazione per la riuscita del piano. Viene inoltre comunicato il prossimo contatto da parte dei volontari che, oltre a consegnare un Kit con il necessario per la differenziazione dei rifiuti in casa, forniranno tutte le spiegazioni necessarie. Sarà anche attivo da lunedì 30 il numero verde 800-22.99.77 per tutte le informazioni che i cittadini vorranno chiedere.Partner del progetto, oltre alla Pulchra S.p.a., il CONAI, Consorzio obbligatorio nazionale imballaggi, che coordina tutte le industrie che partecipano al riciclaggio delle varie frazioni: vetro, alluminio, acciaio, carta, legno.Alla fine di aprile verrà attivato il servizio operativo per il Centro Storico, mentre a settembre e nella primavera prossima il servizio verrà esteso rispettivamente alla area 2 (città nuova e case sparse) ed all’ area 3 (rione S.Paolo e Vasto Marina, con modalità diverse, considerata la diversa conformazione urbanistica. Anche queste fasi successive saranno precedute ciascuna da una capillare azione informativa.“La cittadinanza – ha aggiunto l’Assessore Lina Marchesani – è chiamata ad una nuova e stimolante sfida: rendere Vasto la prima città in Abruzzo per la pulizia, rispetto per l’ambiente, sostenibilità della gestione dei rifiuti e, di conseguenza, per percentuale di raccolta differenziata, Una sfida a cui tutti sono chiamati a rispondere con il massimo dell’impegno e della collaborazione”.

fonte: sansalvoedintorni.blogspot.com » Vai al post originale

Mar 29

Sono sette i punti all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale.
A darne notizia è il Presidente Giuseppe Forte. Convocata in prima convocazione per lunedì prossimo, 30 marzo, alle 8,30 ed in seconda giovedì 2 aprile alle ore 15, l’assise civica si occuperà di questi argomenti:
- Dissesto idrogeologico del versante orientale di Vasto;
- Ordine del giorno sulle problematiche relative al Consorzio Civeta;
- Ordine del giorno sul pacchetto anticrisi;
- Ordine del giorno su centro di identificazione ed esplusione;
- Nuova Pianta organica del Comune di Vasto: verifica degli indirizzi dati dal Consiglio Comunale ed esame della bozza del provvedimento.
- Interrogazioni ed interpellanze;
- Esame delle osservazioni alla variante delle N.T.A.;
a proposito delle osservazioni si precisa che, stante l’elevato numero di quelle presentate, saranno trattate in prosecuzione di seduta di seconda convocazione nei giorni così indicati, sempre alle ore 9: venerdì 17 aprile, lunedì 20 aprile, lunedì 27 aprile, lunedì 4 maggio, venerdì 8 maggio, lunedì 11 maggio.

fonte: sansalvoedintorni.blogspot.com » Vai al post originale

Mar 29

Come se non bastasse la situazione di classifica critica e la crisi societaria, il San Salvo ha ricevuto l’ennesima stangata da parte del giudice sportivo. Dopo le varie squalifiche, ammende, giornate a porte chiuse e a campo neutro, e punto di penalizzazione ci risiamo; infatti domenica prossima il San Salvo sarà costretto a giocare a porte chiuse. Tale decisione si aggiunge a 500 euro di multa perchè nel rapporto dell’arbitro si legge quanto segue “nel corso del primo tempo propri sostenitori lanciavano una mazza di bandiera in plastica colpendo un A.A. dietro l’orecchio sinistro, senza conseguenze, e lo attingevano con sputi sulla testa”. Insomma un’altro atto di inciviltà, però una domanda viene spontanea. Come è riuscita ad entrare una mazza di bandiera in uno stadio se è vietato? Inoltre questi episodi accadono spesso, però chissà perchè solo il San Salvo viene punito cosi’ pesantemente e forse ingiustamente.

Luca Di Sciascio

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Mar 29

Le classifiche musicali della 13° settimana del 2009. (23-03-2009/29-03-2009)

Poco movimento nelle classifiche: gli U2 con “No Line On The Orizon” si mantengono ancora nelle alte posizioni; “The…

continua…

fonte: music-flash.blogspot.com » Vai al post originale

Mar 29

Il mascalzone latino torna con un progetto in due fasi: 1- Electric Jam; 2- Acoustic Jam. Due cd-ep per mostrare le due anime della black music di Pino Daniele. “il Sole dentro di me” con J-AX, è il…

continua…

fonte: music-flash.blogspot.com » Vai al post originale

Mar 29

Safilo, una morte annunciata: 780 persone presto senza lavoro!

Titola il Gazzettino del 17 u.s.: "Doccia fredda per le operaie Safilo di Precenicco e di Martignacco. Dalla sede centrale del Gruppo, a Padova, dove ieri si è tenuto il Cda aziendale e l’incontro con i sindacati friulani, Safilo ha annunciato ridimensionamenti paurosi per la provincia di Udine: taglio completo dell’occupazione a Precenicco che di fatto è destinata a chiudere (330 persone coinvolte) e taglio di 450 addetti a Martignacco. "

Ho diverse amiche che lavorano in quella fabbrica, attualmente in cassa integrazione fino al 31. Dopo, 780 persone rimarranno senza lavoro. Drammatico il pensiero che tante famiglie dipendono in toto da quell’azienda perché entrambi i coniugi lavorano lì. Speranze di prolungare? Solo una lenta agonia. Inutile illudersi: Safilo ha delocalizzato in Cina! Costa meno. Deve pagare i debiti.

E io m’incazzo. M’incazzo perché un paio di occhiali Safilo, prodotti in Cina a costo irrisorio, lavorati da cani (ci sono già precedenti) quindi di qualità scadente, verranno venduti come Made in Italy allo stesso prezzo che se fossero stati prodotti qui - perché la legge dice che se le ultime lavorazioni le fai in Italia puoi omettere da dove provengono. Ma è merda! Merda che paghiamo a prezzo pieno. E ce la cucchiamo tutta noi, senza sconti.

E ancora m’incazzo. M’incazzo quando entro in un negozio italiano per comprare un paio di pantaloni e sull’etichetta leggo Made in Cina; un pantalone che vendono a € 70,00! Ma se voglio un pantalone prodotto in Cina, tinto in colori tossici alla diossina, me lo compro al mercato con € 10,00 euro, non € 70,00. Se vado in un negozio italiano voglio acquistare merce italiana, frutto del lavoro di chi vive in questo paese. Come quelle persone che presto non avranno più un lavoro! E 780 famiglie sulla strada nella provincia di Udine sono un dramma. Udine non è Milano o Roma. E’ una piccola provincia, che sta morendo.

Non ditemi che sono razzista. Perché non lo sono. Non ho nulla contro i cinesi, poveracci, fanno già una vita di merda senza che ci mettiamo a fargli la morale. Ma credo d’avere il diritto d’incazzarmi contro il sistema. Ho il diritto di dire NO a quei negozianti che pretendono di vendermi un prodotto scadente, come italiano, e  probabilmente anche pericoloso per la mia salute!

NO GRAZIE, QUI NON SI COMPRA PIU’ MADE IN CINA!

Pubblicato da Bellissimagin | Commenti (8)

Tags: nel quotidiano

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Mar 29

Una riflessione che abbraccia le grandi forme distributive organizzate e il piccolo dettaglio locale; una razionalizzazione delle novità di cui i primi sono portatori e degli stimoli per gli imprenditori che si adoperano in questa formula distributiva. Questo è l’approccio con cui voglio trattare il tema dell’assetto del punto vendita.

 

Il dettaglio oggi è oggetto di molti studi di marketing e da esso quindi trae tecniche e strumenti per svilupparsi al meglio. Senza la presuntuosa pretesa di riassumere la materia, voglio comunque cercare una sommaria generalizzazione dell’argomento. Proverò infatti a presentare alcune delle tecniche più innovative, cercando di trovare in esse un minimo comune denominatore.

Due sono i presupposti da cui partono i miei ragionamenti. Il primo: il commercio al dettaglio soprattutto se di piccole dimensioni e non strutturato in forme organizzate, vive un profondo periodo di difficoltà. Al di là dei singoli dati congiunturali, è una evidenza che il piccolo negozio patisca uno stato di sofferenza che rende sempre più lontani i tempi in cui un’attività di questo tipo era considerata una sicura fonte di guadagno.

In secondo luogo il comportamento d’acquisto dei consumatori appare in evoluzione seguendo una traiettoria che vede una sempre maggiore importanza conferita al momento, all’atto del comperare. Sto cercando di raccontarvi la dimensione ludica dello shopping ovvero la ricerca di esperienze d’acquisto entusiasmanti e coinvolgenti. Quando si vende si deve aver chiaro che oggi lo shopping è uno dei divertimenti, non a pagamento, più graditi dalle persone; i consumatori trovano piacevole vagare per gli spazi commerciali. Si compra non solo il prodotto, ma l’emozione che scaturisce dal suo acquisto.

In un quadro quindi di difficoltà e di cambiamento, si innestano tecniche innovative e spesso estreme.
A quest’ultima categoria, quasi per definizione, appartengono quegli esercizi di marketing non convenzionale denominati Guerrilla store. Si tratta di negozi temporanei che aprono all’improvviso con una fine imminente già preventivata. Un po’ come il cambio di una collezione così questi PV chiudono per poi riaprire in altre location. Spesso gli spazi scelti vengono mantenuti nelle stesse precarie condizioni in cui sono trovati, con l’evidente tentativo di contenere al massimo i costi; nessuno spazio a forme di pubblicità, fede assoluta nel passaparola che scaturisce. Si vende la merce al minimo costo possibile e poi si chiude!

Riavvicinandoci al convenzionale e riprendendo una delle osservazioni poste a presupposto dei ragionamenti, inserisco le logiche tipiche del marketing emozionale. Il consumatore passa dall’essere considerato un mero operatore razionale, che paragona le differenti offerte secondo funzionalità e prezzi offerti, per divenire un più “romantico” consumatore emotivo che nella sua scelta d’acquisto cerca un piacere che va al di là della merce acquistata. In questa ottica la capacità del PV di interagire con tutti i sensi del suo fruitore appare fattore determinante; dal solo arredo si passa alla oculata scelta delle luci, dei colori, delle musiche, dei profumi e oggi sempre più spesso dei sapori.

Proseguo il mio ragionamento riportandovi un’altra delle terribili definizioni delle disciplina: visual merchandising. Si tratta della teatralizzazione del prodotto ovvero del processo della spettacolarizzazione della merce in cui il punto vendita diventa il palcoscenico ove viene messo in scena per il cliente ciò che si vende.
In questa logica appaiono molteplici le possibilità di un brand di comunicare attraverso diversi artifici architettonici i valori di cui è portatore. E’ sempre più vero che con un PV così strutturato si acquisti la marca e gli attributi che si riescono a far rivivere nella location.

Chiudo la presentazione con un irrinunciabile riferimento ai concept store; anche in questo caso la materia non offre definizioni univoche. Mi limito a mutuarne un abbozzo dall’idea di concept di prodotto cioè una forma di sperimentazione. Il concept store è appunto un luogo di sperimentazione in cui si possono fondere stili, prodotti, ambientazioni e servizi che in altrove potrebbero risultare incompatibili.

Credo che in queste ultime osservazioni risieda il punto di contatto, il denominator comune che andavo ricercando: la capacità di innovare, di creare un punto vendita che veramente sia di appeal per il consumatore. La capacità di offrire una novità soddisfando il modo di concepire lo shopping da parte del consumatore. Il negozio temporaneo, la multi-sensorialità, il negozio teatro sono tutti tentativi di fornire novità al cliente. Ricordatevi che se create un negozio straordinario non dovrete spendere in comunicazione in quanto i clienti stessi ne parleranno e l’idea girerà autonomamente tra i diversi media.

Un punto vendita avrà successo se saprà andare oltre le normali regole e convenzioni con cui normalmente veniva progettato, risultando portatore di novità per il cliente.

Dott. Dario Ferrigato
Consulente in marketing strategico, Senior consultant di ADVBOUCLE & PARTNERS Consulenti marketing

fonte: comunytation.myblog.it » Vai al post originale

Mar 29

 

Esiste sempre un posizionamento!

 

Questo periodo è stato lungamente nella mia mente come candidato al titolo.
Nessun richiamo pugilistico, ma la sola volontà di rendervi partecipi sulle mie indecisioni nel marcare lo scritto. Alla fine ho optato per una formula più sobria e giocosa, ma l’alternativa, anche se un po’ forte, era forse più indicata, per incentivare manager e consulenti in strategie di impresa, a cercare una corretta dimensione di mercato per il business con il quale si confrontano.

Mi sono battuto in svariate interminabili riunioni, nel tentativo di imporre un atteggiamento positivo nei confronti della ricerca di un corretto posizionamento. Esiste quasi sempre, bisogna avere la volontà, la capacità strategica e non ultima una certa creatività per identificarlo. Di fronte anche ai mercati più difficili esiste sempre una nicchia con la quale dialogare ove non sussiste una opprimente concorrenza.

Mi permetto di fare un esempio, al di là delle buone intenzioni espresse.

Prendiamo il mercato dei motori di ricerca e immaginate un gruppo di giovani imprenditori che intendono entrarvi. Poveri illusi, direbbero i più arroccandosi dietro l’apparente inoppugnabile affermazione: ” ma cosa volete confrontarvi con Google?!”.

Si lo voglio, risposero le giovani speranze imprenditoriali sposando l’intuizione di un posizionamento particolare.
Mi riferisco al caso di Liquida , un motore di ricerca dedicato alla valorizzazione dei contenuti dei blog italiani. Il ragionamento alla base è semplice: prendiamo quel bagaglio informativo che Google trascura e cerchiamo di farlo emergere nei confronti dell’utenza web. Una precisa verticalizzazione, su un unico target trascurato dal “monopolista”. E in più, non facciamo la guerra rispetto a chi è più forte di noi ma cerchiamo forme di collaborazione che nel caso di Liquida ha significato l’inserimento, nell’algoritmo di ricerca, del posizionamento del blog su Google.

Se c’è quindi un posizionamento anche di fronte ad un prodigio come Google, perchè non ci dovrebbe essere anche in qualsiasi altro mercato con cui ci si confronta?

Dott. Dario Ferrigato
Consulente in marketing strategico, Senior consultant di ADVBOUCLE & PARTNERS Consulenti marketing

fonte: comunytation.myblog.it » Vai al post originale

Mar 29

Brand Italia vincente, primo al mondo per awareness e quarto nella classifica mondiale dei nation brand 2008

All´inizio del 2008 abbiamo trovato il brand Italia al settimo posto della classifica mondiale, a partire dai dati del Nation Brand Index 2007. E ora, alla fine del 2008, ritroviamo il brand Italia al quarto posto della top ten mondiale dei nation brand, secondo il Country Brand Index 2008 realizzato dall´agenzia FutureBrand. Una buona analisi dei risultati della ricerca internazionale ce la fornisce Dimitri Grassi.

Il dato piú interessante che viene fuori dall´ indagine  condotta da Futurebrand é sicuramente il primato del brand Italia per quanto riguarda la awareness. L´Italia risulta infatti la nazione piú conosciuta al mondo.

Da sottolineare sono anche i primati del brand Italia come Best Country Brand for Art and Culture e come Best Country Brand for Fine Dining. E sono proprio questi aspetti che ci devono far riflettere sullo stato di salute del nostro Brand nazionale.

La nostra forza come brand risiede infatti proprio nella nostra millenaria tradizione culturale fatta di gusto estetico e  qualitá dello stile di vita che si rispecchiano nella nostra cucina e nel made in Italy.

Questi elementi, gusto estetico e qualitá dello stile di vita, fanno parte del nostro essere italiani e sono riusciti ad attraversare i secoli, a sedimentarsi e a essere costantemente attualizzati culturalmente in un modo o nell´altro.

Approfondiremo nei prossimi post alcuni aspetti che ritengo fondamentali per comprendere il successo del brand Italia nel mondo e ci soffermeremo anche su alcuni potenziali peccati mortali che chi si occupa di gestire il brand Italia non deve commettere.

Intanto rallegriamoci della buona salute del nation brand del nostro Paese.

Luca Taddei

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Fonte Italian Branding

fonte: comunytation.myblog.it » Vai al post originale

Mar 29

capita anche a voi di evitare assolutamente gli operatori dei centri per l’ impiego?
A me assolutamente si! (non amo questo mdo di dire ma e’ cosi’).
Allora ,dove risiedo il collocamento mirato disabili ( si chiamo cosi’ che ci posso fare) ha suddiviso il territorio in specie di circoscrizioni pertanto io non mi reco quasi mai al collocamento mirato disabili che ha sede presso la provincia e ha non nulla a che fare col collocamento normale.
Credo che sappiata che oltra al fetto che questa assurdo modo di applicare la legge 68/99 ogni regione gestisce il tutto in maniera diversa.
Ma ritorno al dunque….l’ operatore che segue la mia circoscrizone in maniera tra l’ altro molto informale,
debbo dargliene atto, mi ha fatto talmente venire l’ ansia e mi ha oppresso cosi’ tanto che manco piu’ il suo cellulare
ho registrato nella mia rubrica. le poche volte che mi chiama io so gia che c’e’ un inculata alle porte.
si perche’ dovete sapere che questa persona non e’ dipendente della provincia per cui a volte pare che non faccia gli inserimenti lavorativi
per noi ma per far vedere alla provincia che rende che poi inserimenti lavor

Mar 29

È arrivati
è arrivati gran giorno! finalmente anche in Italia un grande partito per un grande Paese che deve riconquistare la sua autorevolezza nel modo! buon lavoro ai delegati!

2009 marzo
Bisogna sempre ricordare la STORIA, ma essa è fatta di date ed è li che deve rimanere,siamo nel 2009 marzo diamogli una STORIA buon lavoro.

Statura
Sono un Carabiniere. Sono orgoglioso che l’Italia abbia un personaggio politico della statura di Silvio Berlusconi. Silvio, grazie perchè esisti!

Il cappello
Silvio sei tutti noi! ti adoro con il cappello da ferroviere!

Datti
Esaltante! I datti dell’ultimo sondaggio sono quasi paurosi per la sinistra. Tutti insieme, compreso il Casini, non eguagliano il PDL! Che successo! Grande Presidente

Grandex2
SILVIO SEI GRANDE, SEI IL PIù GRANDE STATISTA ITALIANO DAL DOPOGUERRA AD OGGI, TI AUGURO TANTA FELICITA’ E TANTA ENERGIA, PERCHE’ ABBIAMO ANCORA BISOGNO DI TE!!!!!!!

Grandex4
STO SEGUENDO IL CONGRESSO DI FONDAZIONE E’ UN’EMOZIONE UNICA GRANDE GRANDE GRANDE GRANDE SILVIO

Aliminiamo
sei il migliore silvio contianua a farci sognare! aliminiamo la sinistra!

Fatta
Stimabile Presidente Berlusconi, finalmente ce l’ abbiamo fatta, siamo riusciti a far Rialzare l’ Italia, abbiamo costruito finalmente il partito dell’ Italia nu

Convinto
Sono sempre più convinto che: “Destra vuol dire ambizione, Sinistra vuol dire perdizione!” Forza Italia!

Si no
Oggi si aggiunge una nuova paggina di storia .. La nascita del PDL si no un punto di
arrivo ma di partenza al cambiamento della nostra gloriosa Nazione..

Son sacrifici
Morale alle stelle, speriamo tanto per questa nostra Italia, grazie zio Silvio ti sei ’sacrificato’ per tutti noi e noi ti siamo e saremo sempre grati.

Talinisti
Silvio ha scelto i più capaci xil governo,Prodi scelse, come talent scout, i più scalcinati, talinisti e no-global d’Italia..risultato:Pd al 20, PDL al 45!!VIVA SILVI

Pero
sono molto contento che ce il governo berlusconi pero sono andato via da italia

:-)

bravo silvio forza inter

Tuti
peccato che nonero aroma. silvio vivrai 120 op 150 anni e liseppellirai TUTI

xke
notai farmacisti avvocati sigarette xke? non sono liberi? IL PDL va verso il concetto di dare liberta’ a tutti?

L’attestato
Sono rimasto un pò deluso dal fatto che nessuno del personale addetto della Fiera di Roma abbia saputo indicare come e dove poter avere l’attestato di partecipazione.

Se anche
Dopo la meravigliosa cerimonia di ieri sono certo: NOI siamo l’Italia vera. Grazie Silvio, per tutto ciò che hai fatto per noi. Se anche Dio non ci fosse, tu ci sei!

Ss
Sono orgolioso che vivo in un paesse come Italia. Il carissma di nostro presidente Berlusconi da entusiassmo e gareanzia lavorare ancora meglio per il futuro mondiale.

Esserlo
Io simpatizzo per il POPOLO DELLA LIBERTA da sempre e sono contenta di esserlo.

Se vivevo
vivo acarpi ma se vivevo a firenze sarei al fianco di giovanni galli per fare campagna elettorale porta a porta persona seria e grande

Credulona
carissimo silvio tutti mi hanno preso in giro per via del congresso perchè sanno che sono credulona e ci sasco soprattutto per le elezioni e non so quando vieni a pado

Il simbolo
Vorrei ricevere nella mia e-mail il nuovo simbolo del PdL nato dal congresso del marzo 2009 in maniera tale che durante le riunioni di partito riesco a scrivere docume

Due cassette
o poche possibilta di scrivere percio riepilogo potreste mettere in ogni comune italiano due cssette una per lamentele o disservizi e una per dire cosa manca nel paese

Ortario
Ministro GELMINI la mia educazione da bambino ASILO(suore)ORTARIO(preti)ELEMENTARI (maestra unica) molto diversa dai giovani d’oggi ma è stata efficace.

Termovalorizzarsi
Caro SILVIO l’opposizione siamo noi basta vedere e ascoltare il popolo e SPAZIO AZZURRO è uno di tanti bisogna essere come un TERMOVALIZZATORE….

Bookmarks
VI CHIEDO DI CANDIDARE ALLE EUROPEE Segnalo anche il suo sito LA SIGNORA PELLICIARI http://angelapellicciari.sitonline.it che a breve diventerà www.angelapellicciari.i

fonte: mirumir.blogspot.com » Vai al post originale

Mar 29

Irrinunciabile momento trash del venerdì pomeriggio:

MOSESTRADA, “Solnca lučik”.

Nenormativnyj leksik, cioè: oscenità, profanity, mat.
E tuttavia. Causa dipendenza in alcuni soggetti.

fonte: mirumir.blogspot.com » Vai al post originale

Mar 29


La Cina sta assumendo, giorno dopo giorno, un sempre crescente ruolo nella riscrittura delle regole cardine del futuro del mondo moderno,
Fino ad ora, con la forza delle proprie esportazioni, si era imposta solo come la “fabbrica del mondo”, contribuendo non poco alla crescita economica degli ultimi decenni di molti paesi occidentali, Stati Uniti in testa.
Ora però, sotto l’incalzare della crisi finanziaria, la Cina ritiene che sia giunto il momento per riscrivere le regole della Finanza mondiale, quella che regolano i flussi di capitale ed investimenti, la base per sostenere la propria Economia reale e continuare a crescere.
Non è pertanto un mistero che la Cina sia seriamente propensa a sganciare il proprio sviluppo e quello del mondo prossimo venturo, dall’influenza del dollaro, proprio per evitare che i destini del mondo continuino ad essere legati, in maniera indissolubile, ai destini di una sola nazione.
Da qui la proposta cinese: creare una “nuova moneta” chiamata “di riserva”.
Ma questa proposta cinese, non vuole essere il preludio per l’ingresso dello stesso Yuan in detto paniere o la sostituzione del dollaro con altra valuta, ma la creazione di una NUOVA MONETA, non coniata da alcun singolo paese e patrimonio dalla Comunità Internazionale tutta, quale bene comune in grado di fornire stabilità agli scambi tra le nazioni.
Un’idea utopica?
Tutt’altro. Dall’idea alla pratica, i dirigenti della Banca Centrale Cinese hanno pertanto proposto che questa “nuova moneta” sia gestita dal Fondo Monetario Internazionale, sfruttando i già esistenti “diritti speciali di prelievo” della Fmi che basati su un paniere allargato di Dollaro, Euro, Yen Giapponese e Sterlina Inglese,  permettono già ora, di essere usati come unità di conto dal Fmi e da alcune organizzazioni multilaterali.
Questo approccio cinese, espresso dal Governatore della Banca Centrale Zhou Xiaochuan, è fortemente connesso anche al fatto che per aiutare le economie più deboli, la “nuova moneta” potrebbe consentire di sostenere molti di questi paesi, spesso ricchi di materie prime, ora “vittime” inconsapevoli delle bizze delle economie già sviluppate, che rende impossibile qualsiasi pianificazione sui lunghi periodi di cui necessitano.
Le ragioni dei timori cinesi rispetto al dollaro alla base di questa proposta, sono stati espressi di recente dallo stesso Premier Wen Jiabao, quando nella conferenza stampa a conclusione della sessione annuale del Parlamento Cinese, si era detto “preoccupato” per gli investimenti cinesi in dollari in buoni del tesoro americano.
Ma mentre tutti i commentatori internazionali hanno pensato si riferisse solo alla paura cinese per un Default USA, in realtà il messaggio cinese agli Americani era ben diverso: che non creassero le premesse per il rilancio dell’inflazione e una svalutazione delle propria moneta, per così diluire nel tempo i propri debiti con l’estero, tra cui anche quelli con la Cina.
Ma come i Cinesi vorrebbero attivare questa nuova moneta??
Lo dice lo stesso governatore della Banca Cinese: attraverso un allargamento del paniere che già compongono i “diritti speciali” di prelievo e l’atto da parte degli Stati membri di affidare la gestione di una parte delle proprie riserve valutarie al Fmi.
Questa azione, ha aggiunto il governatore Zhou, “necessita di straordinaria visione politica e coraggio” richiamando la sua posizione a quella di una proposta simile fatta dall’economista Keynes nel 1940.
In vista dell’imminente G20 di Londra, appare quindi chiaro che la Cina non intenda essere semplice spettatrice, ma soprattutto non ritiene più sia il tempo per “effetti placebo” sull’economia e finanza mondiale, ma che invece occorra agire prendendo decisioni strutturali che “cambino gli scenari” futuri, dalle fondamenta.

fonte: yibuyibu.blogspot.com » Vai al post originale

Mar 29


Mentre ancora stiamo combattendo con una primavera che non vuole decidersi a stabilizzarsi, io con la testa sono già ad Aprile… forse perchè il detto dice: “dolce dormire”?
Eheheh può darsi….

In ogni caso ad Experience Italy fervono i preparativi per il FuturFashion Show del 31 Marzo, in cui spero di stupirvi con la scenografia che ho realizzato insieme a Mexi Lane… vi assicuro che vale la pena di partecipare all’evento il 31 sera!!

Altra cosa che mi preme mostrarvi è il promo di Episode 100, per il progetto delle Aziende Invisibili di Marco Minghetti… non mi stancherò mai di dire al gruppo che l’ha realizzato Bravi Bravi Bravi!

Sempre tra i video realativi alla Web Opera, abbiamo quello completo di Adelchi Rossini e Kristine Lowey “Test Attitudinale”, davvero un buon prodotto!

Cambiando genere, eccovi invece un comunicato da Itland che entra ufficialmente nel programma CG di Second Life.
Sempre ad Itland vi segnalo il concerto di TJ Oanomochi, il 30 Marzo.

Per chi fosse interassato alla finanza, a Cross Universe alecx Writer ci parelerà di Syntetic Finance.

E ancora…. la land di questa settimana: Thibedeau.

Buon weekend a Tutti!!!

fonte: micalitasl.blogspot.com » Vai al post originale

Mar 29

Come dico sempre ci sono diverse tipologie di land che mi piacciono particolarmente.. di solito quelle che amo di più sono quelle interattive, dove si può avere a che fare con gli oggetti…
Ma ce ne sono altre in cui posso passare parecchio tempo ad esplorarle, come quelle commerciali che però decidono per un look originale e accativante.

Rientra in questo caso Thibedeau, una sim completamente scoordinata nel suo insieme, ma a volte il caos contiene dell perle da non perdere.

Prima di tutto noterete al centro del laghetto l’enorme tartaruga che sostiene un Vaso che a sua volta contiene uno store. A mio avviso è davvero bella!!!
E poi devo dire che anche le cose che vendono lì sono molto originali.. c’è ad esempio un graziosissimo tavolo per impastare il pane…

Girando per Thibedeau, all’improvviso mi sono accorta che è quasi Pasqua… su Sl infatti c’è la tendenza a prepararsi per le festività con qualche settimana d’anticipo, un po’ come quando davanti al vostro supermercato di casa a Novembre trovate già le lucine di Natale… questo ovviamente per realizzare una serie di caccie al tesoro ed eventi intorno alla festività il più a lungo possibile.. ma quanto si festeggia su SL? :D

In ogni caso sono notevoli anche le uova giagnti Glow nel giardino accanto.. immerse in una struttura anch’essa tutta Glow…. e io amo il glow!!

Ma non è finita qui… ovviamente ho ancora sperperato il miod enearo nei negozi adiacenti, tutti con una particolarità.. casette fatte a dolcetto, chi ha gli alberi al suo interno, altri ancora hanno nel iardino un enorme canguro che fa la cacca. In continuazione. E si accumula per altro.

Ok va.. fatevi un giro :D

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Mar 29


Serata FUTURISTA a Experience Italy

FUTURfashion Show
Martedi 31 Marzo, ore 22.00

In occasione delle celebrazioni del centenario Futurista e di FUTUROMA, gli stilisti italiani in Second Life hanno dato vita a una rivisitazione degli abiti futuristi, realizzando una collezione sia in chiave di riproposta dei disegni originali di Balla e Depero, sia di nuove creazioni mediante l’ultilizzo di texture ricavate dai quadri più rappresentativi del Movimento Futurista.
Marinetti, Boccioni, Prampolini, Benedetta Cappa Marinetti, Severini, Thayaht, Dottori, Azari e molti altri, rivivranno per una sera sulla passerella di Experience Italy, tramite gli avatar degli stessi stilisti che presenteranno i fantastici e colorati abiti.
Location dell’evento la ricostruzione in 3D di un quadro di Fortunato Depero, le cui texture sono state ricavate da Mexi Lane per l’allestimento di Micalita Writer.
Uno spettacolo nello spettacolo!
NON PERDETELO! :)
(Si consiglia di settare lo schermo in modalità Midnight)
La sfilata sarà presentata in streaming da Cecylia Susanti su 3 SIM adiacenti, collegate tra loro.

http://slurl.com/secondlife/Experience%20Italy%20N/7/9/25

http://slurl.com/secondlife/Experience%20Italy%20W/229/249/25

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Mar 29

Sono lieta di potervi annunciare che è pronto il promo di espisode 100, il cortometraggio tratto dall’ominimo episodio tratto dalle Aziende Invisibili.
Bravissimi!!

Per maggiori info:
http://www.episode100.org
http://icarusrobbiani.wordpress.com
http://salimar.wordpress.com
http://solidea.wordpress.com
http://www.fluidside.com/
http://www.lucalisci.com/

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Mar 29

TJ Oanomochi è una cantante raffinata e rinomata in tutto il mondo, che ha avuto la fortuna di cantare con alcuni dei più grandi artisti di tutti i tempi. Ha terminato di recente un tour con Chaka Khan ed è attualmente in tour con Lalah Hathaway e Rahsaan Patterson. Ha inoltre partecipato a numerose e famosissime incisioni. In particolare, progetti per Patti Labelle, Ron Isley e Michael Bublé (solista per il brano “That’s Life” del suo ultimo brano “Call Me Irresponsible”).

TJ è apparsa in numerosi show televisivi insieme ad alcuni dei più raffinati artisti del settore. È stata corista principale e managing director degli altri coristi per “Singing Bee” della NBC ed è corista/coordinatrice per le principali produzioni BET ed eventi di premiazione.

Nel 2004, le fu offerto un lavoro presso un famosissimo parco dei divertimenti in Giappone. Si esibiva in funzioni pubbliche e private legate al parco nel corso del giorno e in piccoli jazz club di sera. Un incontro di fortuna, le offrì la possibilità di collaborare con svariati musicisti locali, ed un brano inciso da TJ è stata poi utilizzato come tema giapponese per le Olimpiadi.

Oggi TJ è fiera di condividere il suo dono con Second Life. Unisciti al suo gruppo *TJ Hooked* per ricevere informazioni sulle sue performance.

Il concerto all’Itland Jazz Club si terrà lunedì 30 marzo alle 2.00 PM SLT.

www.myspace.com/tjoanomochi

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Mar 29

Comunicato Stampa: “ITLAND entra ufficialmente nel CG program di Second Life” (Linden Lab).

Lunedì 30 Marzo 2009, questa la data di attivazione del nuovo programma italiano sviluppato da ITLAND all’interno del Community Gateway program di Linden Lab.

Da questa data ITLAND diventa il nuovo punto di riferimento per i nuovi utenti italiani su Second Life con un’ampia area dedicata all’insegnamento sull’utilizzo degli strumenti e sulle metodologie di sviluppo di attività all’interno del metaverso.

ITLAND Social Network sarà la nuova community di riferimento e supporterà tutte le attività già presenti nell’arcipelago attualmente composto da 8 SIM principali + 10 SIM correlate a sviluppo di attività di clienti che hanno voluto condividere a diversi livelli la stessa esperienza.

Responsabili del Progetto:

Colpo Wexler – Lalla Blumenthal e Spino Forcella

“Più in generale l’ ITLAND Project, creato e gestito da Colpo Wexler (Dario Buratti), e da un notevole staff di entusiasti collaboratori, sta evolvendosi rapidamente all’interno di Second Life verso un modello avanzato di collaborazione, tra interlocutori diversi e con diversi orientamenti, diversificando le attività e mirando ad un progressivo sviluppo finanziario.

Punto qualificante di tale “filosofia” è un’apertura a collaborazioni e ad idee di diversa provenienza che, oltre a portare contributi all’insieme del progetto, tessono una rete di importanti relazioni che bene promettono per gli sviluppi futuri.

Tale futuro vede una ulteriore espansione e un progressivo consolidamento economico, cercando ulteriori legami con concrete realtà imprenditoriali e culturali della vita reale”. (Articolo liberamente tratto da Esse Elle Magazine)

Ecco alcuni gruppi ed attività di riferimento:

ITLAND Social Network – http://www.itlandsocialnetwork.com

ITLAND, Itland Entertainment, ITLAND Square, ITLAND Jazz Club, ITLAND Fashion, ITLAND Quid Club, ITLAND Shop, Reflex Gallery, FLUX Club.

Digital Cult Lifestyle Building http://www.mydigitalcult.com

Digital Cult Lifestyle Real Estate

Miss Digital Life http://www.missdigitallife.com/

(Comunicato stampa ufficialmente richiesto da Linden Lab)

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Mar 29


Ora: 31 Marzo 2009 da 22:30 a 23:45
Luogo: Second Life
Via: http://slurl.com/secondlife/Galleria/131/10/1
Città: Galleria Szczepanski SL
Sito web o mappa: http://thepyramidcafe.ning….
Tipo di evento: conferenza, interattiva
Organizzato da: STAFF Pyramid Cross_uniVerse

Descrizione evento:
Cross Universe: Synthetic Finance part II
Ospite: Alessandro Casto, aka Alecx Writer
Presenta Lunetta Firanelli
Le imprese Web Based e Synthetic Based.
Le Monete: Reale, virtuale e sintetica.
Il L$: come comprarlo, venderlo e spartirlo in modalità automatiche tra gruppi.

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Mar 29

Test attitudinale è basato sull’episodio 90 de le “Aziende Invisibili” di Marco Minghetti.

fonte: micalitasl.blogspot.com » Vai al post originale

Mar 27

Benvenuta (o benvenuto) sul mio blog. Qui trovi i diari di viaggio delle passeggiate sulle montagne ticinesi che ho fatto assieme a mia moglie, e
spesso in compagnia di amici. Mi farai onore se vorrai segnalare il mio blog ai tuoi amici, nel caso ti piaccia.

Struttura del sito

Sul blog trovi tre tipi di articoli:

1) i diari di viaggio: i resoconti delle passeggiate.
2) informazioni utili: articoli tematici legati alle passeggiate (sacco, abbigliamento, cartine, ecc.).
3) album fotografici: tutte le foto di ogni passeggiata, senza commenti. Li trovi in basso a sinistra.


Ho suddiviso le passeggiate in quattro grosse categorie: trekking impegnativo, passeggiate per famiglie, ciaspole impegnative, ciaspole per famiglie. Chiaramente il confine tra le categorie è
fluttuante, ma dà un’idea di massima del tipo di percorso descritto.

I testi che compaiono in rosso sono link, normalmente a pagine esterne al mio blog, che ho verificato personalmente alla data di pubblicazione dell’articolo. Se dovessi accorgerti che non
funzionano più, e me lo comunichi, te ne sarò grato.

Newsletter, Feed RSS e “Segnala il sito”

Se hai piacere a ricevere l’annuncio della pubblicazione di nuovi articoli, puoi iscriverti alla newsletter (dalla quale puoi rimuoverti in qualsiasi momento), utilizzando l’apposita casella
in alto a sinistra. Dopo aver inserito il tuo indirizzo di posta, ricevi un mail automatico che ti chiederà di confermare la tua volontà di iscriverti. Il sistema NON
mi permette di vedere il tuo indirizzo di posta, per cui niente pubblicità indesiderata da parte di terzi. Se invece (o in complemento) ti iscrivi al Feed RSS, riceverai automaticamente ogni
nuovo articolo nel tuo browser al momento della pubblicazione.

Se non trovi troppo obrobioso questo blog, sarò onorato se vorrai utilizzare la casella posta in alto a destra, per segnalare ad una tua amica o a un tuo amico l’esistenza di queste pagine (un
po’ di sana promozione fa sempre bene). Il tutto resta anomino, l’indirizzo di posta elettronica al quale spedisci la segnalazione non viene memorizzato.

Frequenza dell’aggiornamento

In linea di massima, per scrivere qualcosa, devo fare una passeggiata. Dato che non posso andare tutti i giorni (purtroppo), troverai un articolo nuovo in media ogni due settimane, con una
frequenza maggiore in estate, e minore in inverno. Se sei iscritta/o alla newsletter, riceverai un avviso automatico ogni qualvolta pubblico un nuovo articolo.

Ringraziamenti

Ci sono alcune persone che direttamente o indirettamente hanno contribuito a questo blog, e che desidero ringraziare:

mia moglie Rita, per la fiducia che mi dimostra anche quando scelgo itinerari che sembrano pazzi;

i compagni di passeggiata, che accettano i miei inviti alle scampagnate, non mi pongono domande, e condividono con me la fatica ed il piacere, non ostante le
sorprese (qualche volta);

Pietro, per le revisioni relative alle PLB (pagina sulla sicurezza in
montagna
): oltre alla revisione mi ha scritto quasi un terzo dell’articolo;

Fernando: per le revisioni relative alla meteo in montagna: oltre alla revisione mi ha scritto praticamente metà articolo;

Andrea, per la revisione del testo relativo alla serie “Laghetti alpini della Svizzera Italiana“;

Cristina, per avermi indicato l’esistenza di questo server di blog. Lei tra l’altro, ha terminato da poco la traversata
in solitaria dell’oceano Atlantico su di una barca a vela di 8.5 metri (praticamente un guscio di noce). Visita il suo blog (basta clickare sul suo nome), le sue avventure fanno
commuovere.

Per concludere (ed iniziare): BUONA LETTURA.

Vista sul Piano di Magadino salendo alla capanna Mognone

fonte: montagnaticino.over-blog.com » Vai al post originale

Mar 27

Percorso effettuato: San Defendente (sopra Sementina, Q633) - Monti di Boscaloro (Q998) - capanna Mognone (Q1462) e ritorno.

Difficoltà: sentiero T2

Dislivello: 850 metri.

Lunghezza del percorso: circa 6 Km.

Sforzo equivalente: 14 Km.

Durata (incluse le pause): 6 ore.

Un po’ di cultura (se vuoi)

Il Piano di Magadino è la zona pianeggiante di maggior superficie del Ticino, con i suoi circa 25 Km quadrati. Si estende da Bellinzona alla foce del fiume Ticino per circa 12 Km, e ha una
larghezza media di circa 2 Km (tu che mi leggi da Parma o lì attorno, per favore, non metterti a ridere, tu che quando ti guardi attorno vedi circa 40′000 Km quadrati di Pianura Padana…). Ha
una leggera pendenza Est - Ovest (Q250 a Bellinzona, Q198 alla foce del Ticino).

La nascita di questa piana (geologicamente) è avvenuta in tre fasi: la prima fase è stata caratterizzata dalla formazione delle Alpi, dovuta alla spinta della placca tettonica africana contro il
continente europeo.

La seconda fase ha avuto luogo durante le varie glaciazioni. Il ghiaccio ha scavato una vallata ad U, partendo più o meno da Biasca, scendendo fino a Bellinzona, poi girando verso Ovest e
spingendosi fino a Sesto Calende, dove si trova la morena frontale del ghiacciaio, che fa tutt’oggi da sbarramento. Lo scavo è stato profondo, tanto è vero che il fondo valle originario scendeva
fino a sotto il livello del mare (nel golfo di Locarno il fondo è a circa 100 metri sotto il livello del mare).

La terza fase è stata caratterizzata dal riempimento d’acqua di questo immenso scavo, riempimento che ha formato l’attuale Lago Maggiore (o Lago Verbano o Lago di Locarno), e dall’apporto di
detriti da parte del fiume Ticino che hanno riempito progressivamente il lago (che una volta arrivava fino a Bellinzona) formando l’attuale Piano di Magadino. Nello stesso tempo altri fiumi hanno
formato dei delta invadendo il lago, e il più notevole è quello del fiume Maggia; su questo delta troviamo le località di Locarno ed Ascona. Senza l’intervento dell’uomo tramite la sua estrazione
di inerti alla foce del Ticino e della Maggia, il lago in qualche decina di migliaia di anni si sarebbe “rotto” in due: il delta della Maggia sarebbe arrivato dall’altra parte (a Magadino)
formando un piccolo specchio d’acqua tra Tenero e Locarno, e il resto del Lago Maggiore partendo da Ascona (Interlaken, nel canton Berna, è un esempio di questo fenomeno).

Fino alla fine dell’800 il fiume Ticino scorreva libero sul Piano di Magadino, variando continuamente il suo percorso, e formando di conseguenza una zona paludosa, dove prosperava la zanzara
anofele, portatrice della malaria, malattia che era presente in Ticino per questo motivo. Spesso le pioggie torrenziali creavano buzze spaventose, che spazzavano via tutto lungo il loro cammino,
come ad esepio il ponte della Torretta di Bellinzona,
o la famosa buzza di Biasca del ‘500.

All’inizio del ‘900 è stato formato il Consorzio Correzione Fiume Ticino (esistente tutt’ora), il cui scopo era quello di imbrigliare il fiume in un letto definito, rendere sicuri gli argini, e
bonificare il Piano di Magadino per eliminare la malaria e rendere utilizzabile la superifice da parte degli agricoltori. Il Consorzio ha creato un letto stabile, con un sistema di doppi argini
(le dighe sommergibili, poi una zona piana di alcuni metri, seguita dalle dighe insommergibili). Una volta incanalato il fiume, il territorio ha potuto essere bonificato e per diversi decenni è
stato apannaggio degli agricoltori. Le vie di comunicazione sono state costruite ai margini del Piano di Magadino, e troviamo le due direttrici principali lungo il lato Nord
(Gordola-Cugnasco-Gudo-Sementina-Bellinzona) e sul lato Sud (Quartino-Contone-Cadenazzo-Camorino-Giubiasco-Bellinzona). Il Piano è percorso prevalentemente da strade agricole. Il Consorzio
Correzione Fiume Ticino attualmente si occupa della manutenzione delle dighe (ad esempio ripristinandole dopo eventi straordinari), della vegetazione lungo il percorso, e di dragare il fiume dove
necessario.

Unica zona paludosa rimasta è la “Bolla di Magadino“, odiata dagli abitanti delle zone attigue
per la presenza di zanzare che fanno incursioni in tutte le direzioni, ma indispensabile per l’ecosistema globale, dato che questo piccolo pezzo di territorio viene ampiamente utilizzato dagli
uccelli di passo per sostare durante le loro migrazioni.

Dopo la II guerra mondiale il Piano ha iniziato ad essere oggetto di desiderio per le industrie, il commercio e le unità abitative, e la sua superficie ha iniziato ad essere erosa
progressivamente, partendo dai lati verso il centro. Oggi sono presenti vari centri commerciali, industrie e quartieri residenziali che si sono spinti sul suo territorio,
diminuendone la capacità agricola.

Esistono diversi progetti per salvaguardare l’integrità di questo territorio, come ad esempio la creazione di un
Parco
, ma tutti questi progetti si trovano a combattere continuamente contro le spinte commerciali e monetarie, e tra i due, si sa chi è il più forte…

Il Piano di Magadino è circondato da splendide cime, quali il Corno del Gesero, il Camoghé, il monte Bar, ed il Tamaro sul lato Sud, mentre sul lato Nord troviamo la cima del Gaggio, la cima
dell’Uomo, il pizzo Vogorno, Cimetta, e un po’ più avanti (già sul lago) il pizzo Leone ed il Gridone (o Ghiridone). Tutte queste cime offrono una panoramica eccezionale sul Piano di Magadino, il
lago Maggiore, e le cime delle alpi Vallesane.

E adesso passiamo ai fatti…

Dopo un’interruzione forza di due settimane, causata da impegni famigliari e attacchi influenzali indesiderati, la meteo per domenica prevede una giornata primaverile eccezionale. Propongo a Rita
di esplorare un pezzetto di territorio “dietro casa”, restando a basse quote, in modo da non dover utilizzare le ciaspole. Le mostro tramite la comunità hikr.org il percorso fino alla capanna Mognone e al rifugio Orino, posti nella zona sopra Sementina - Gudo, e la proposta viene approvata. Nel frattempo è arrivato il DVD dell’Istituo di Topografia
Svizzero, che permette di pianificare i percorsi tramite PC, dando le distanze, i dislivelli, i profili altimetrici ed i tempi di percorrenza. Controllo il percorso: tutto a posto. Orami posso
mettere in pensione cartine e curvimetro: questo programma fa tutto lui!!!

10:15 Eccoci a San Defendente, piccola frazione di Sementina posta a Q630. L’idea è quella di salire alla capanna Mognone, poi restando in quota arrivare fino al rifugio Orino, e tornare per la
stessa via. La giornata è splendida, la temperatura gradevole, il sacco è già preparato come in estate.


Si inizia già ad avere una discreta vista sul Piano di Magadino, anche se la folta vegetazione mostra solo sprazzi della piana.


Il solito cartello giallo indica l’alpe di Mognone con un tempo di salita di 1 ora e 40 minuti. Io ho calcolato 2 ore e 40 minuti (300 metri all’ora), e il mio calcolo mi darà ragione. Stà gente
dei sentieri ha preso Abele Bikila per calcolare i tempi: “Quanto ci si
impiega a percorrere i 42 Km? Signore, abbiamo chiesto al nostro esperto, ci ha detto 2 ore e 15 minuti…”. Magari lo chiedessero ad un essere umano, invece che a un maratoneta…


Il sentiero entra subito in un bosco composto prevalentemente da faggi, e pochi castagni, non ostante la quota non sia molto alta. Le gemme sono ovunque, ma manca ancora l’acqua. Iniziamo la
salita con vestiario leggero, dato che la temperatura è gradevolissima.

10:45 Lungo il percorso incontriamo diversi ceppi che presentano evidenti segni di bruciature. Di qui molti anni fa deve essere passato il fuoco, ed il bosco ha avuto il tempo di riformarsi.
Congiungendo idealmente i vari ceppi possiamo “vedere” la linea dell’incendio che sconvolto le pendici della montagna.

 
Lungo la salita troviamo diversi insediamenti abitativi ben tenuti, segno che la zona è ancora molto frequentata. C’è anche una strada consortile che sale verso l’alpe (senza arrivarci), e un bel
filo a sbalzo di una teleferica per il trasporto del materiale.


Sull’altro lato del Piano di Magadino iniziamo a vedere le varie montagne che lo contornano, in particolare il “massiccio” del monte Tamaro, che segna il punto di svolta del lago.


11:00 Arriviamo ad un piccolo pianoro, con una terrazza aperta. Non abbiamo fretta, e decidiamo per una piccola pausa per gustarci la frutta secca ed il the, e lo spettacolo che ci si sta
offrendo.


Oltre al Tamaro e al Gamoghè, vediamo finalmente il Lago Maggiore, il Gridone ed il pizzo Leone (escursione del 15.11.2008).


Poco più in alto troviamo un ulteriore insediamento delizioso. Le nostre montagne sono piene di posticini di questo tipo, che ti fanno venire voglia di dire “mica male passare una domenica
qui”.


11:20 Dopo un bel quarto d’ora di pausa, riprendiamo la salita. Adesso, oltre l’alpe del Tiglio ed il monte Bar, si inizia a vedere la cima del monte Generoso.


11:45 Come al solito camminando tengo le orecchie “drizzate” per ascoltare i rumori ai lati del sentiero. Si pensa sempre che si tratti unicamente di foglie mosse dal vento. In realtà fermandosi
e restando silenziosi, spesso si può vedere un ramarro, o una raganella. Questa volta la mia attenzione viene premiata dall’incontro con una “Vipera aspis atra“, rettile piuttosto
comune nel Sopra Ceneri, anche a quote elevate. Riesco a scattare tre foto della belva per la felicità di Grégoire, appassionato conoscitore di questi rettili. La puoi vedere sulla sinistra
dell’albero. Non è stata molto cooperativa: continuava a nascondersi tra i fili d’erba. Non ho paura dei rettili, ma devo essere sincero: mi ha fatto piacere che lei si allontanasse.


11:55 Durante tutta la salita lo stambecco di famiglia denominata Rita mi ha surclassato, standosene sempre davanti. Per fortuna che è di buon cuore, e ogni tanto si ferma per attendermi.


12:00 Adesso si vede il Piano di Magadino quasi interamente.




La nuova macchina fotografica mette a disposizione un programma di “foto stitch”, che dovrebbe permettere di “incollare” diverse foto che abbiano delle zone in comune, creandone una unica
panoramica. Le tre foto sopra sono le candidate per il test. Ed ecco il risultato (è stato facilissimo, ha fatto tutto il programma).


Salendo, raso terra, troviamo un filo a sbalzo praticamente all’altezza del sentiero. Mi chiedo a cosa possa servire: sotto non ci passa il carrello della teleferica. Di sicuro, se non si fa
attenzione, si rischia una brutta caduta.


12:10 Arriviamo ad una piccola bocchetta (siamo circa a Q1200) e, sorpresa sorpresa, troviamo neve sul sentiero. Con il caldo degli ultimi 10 giorni pensavo che orami a questa quota non ce ne
fosse più: quanto mi sbagliavo…


12:15 Passata la bocchetta arriviamo ad un piccolo punto di sosta, con una fontana, ed un cartello didascalico del percorso che stiamo seguendo. Fuori una banana, un po’ di frutta secca ed il
the, prima di affrontare gli ultimi 300 metri di salita.


12:45 Ullallà. Dopo la fontana il sentiero è entrato nella valle di Sementina, tenendosi sul costone che volge a Est della montagna. Qui il sole non arriva quasi mai, ed il sentiero è ancora
coperto di neve, fradicia, scivolosa e infida. Rallentiamo la velocità di salita, bisogna fare attenzione a dove si mettono i piedi. Concentrazione, un piede avanti, saggiare la tenuta,
appoggiare, avanti con l’altro. Il sentiero è stretto, non c’è molto spazio di manovra. Questa proprio non me l’aspettavo… Rita, con i bastoni, fa da apripista. Per salire non li uso, ma decido
che per scendere questo pezzo li tirerò fuori dallo zaino, dove normalmente fanno peso senza venire impiegati.


12:55 Questo pezzo della salita è stato veramente faticoso ed impegnativo, ma ecco che lassù il pendio si apre, e intravvedo il tetto della capanna… Siamo arrivati!!


Chiaramente Rita è già li che mi attende…


13:05 Hai visto? 2 ore a 40 minuti. Mi faccio assumere dall’Associazione Sentieri Escursionistici
Ticinese
 per rifare tutti i calcoli dei cartelli gialli: lavoro piacevole, ma molto mal retribuito. Fuori ci sono almeno una ventina di persone, suddivise in vari gruppetti di
5-6. Entriamo nella capanna per pasteggiare con il nostro passato di verdura ed i panini, e facciamo conoscenza con un gruppetto escursionista comasco (tutti simpaticissimi) che conosce le
capanne ticinesi meglio delle loro tasche. Ci offrono anche il caffé, quattro ciacole, e molti consigli di vita.


13:45 Pappa fatta, fuori a godersi lo spettacolo. Siamo a Q1462, ma sembra di essere ancora in pieno inverno, con tutta la neve che c’è. Inizio la carrellata di foto di tutto l’orizzonte. Sul
lato Est vedo la zona di Mornera, il sentiero della valle di Sementina che porta alla capanna Albagno (passeggiata del 24.08.2008) e la zona della cima dell’Uomo.


Il Camoghé (a sinistra) il monte Bar (a destra del centro, passeggiata del
31.01.2009
), la zona dell’alpe del Tiglio, e in basso Camorino.

Il lago Maggiore, il delta della Maggia,
le isole di Brissago, il Ghiridone, il pizzo Leone e le alpi vallesane.


Il Tamaro, la catena che si protende verso il Lema (a sinistra), il passo del Monte Ceneri, e in basso la zona di Sant’Antonino e Cadenazzo.


Il corno del Gesero (a sinistra), il passo del San Jorio (si vede il sentiero che sale da destra verso sinistra), Pian Dolce (passeggiata del 26.10.2008), la valle Morobbia ed i Monti di Paudo.


Le altre te le lascio vedere tramite l’album fotografico…

14:45 Avrei voluto continuare fino al rifugio Orino (sarebbe stato il mio premio: alcuni Km praticamente in piano), ma il sentiero è innevato, e sull’altro lato la situazione non è migliore.
Vediamo il rifugio dall’altra parte del vallone, ma è già relativamente tardi, e non è il caso di fare i bulli: in condizioni normali, tra andata e ritorno ci vorrebbero circa 2 ore, con la
neve (a parte i rischi) sicuramente di più. Sarà per un’altra volta….


Iniziamo la discesa, e per la prima volta utilizzo i bastoni. La neve nel frattempo ha iniziato a ghiacciare nuovamente, e ci accorgiamo che è quasi più facile camminare “fuori pista”, dove la
neve cede ed il tacco fa presa meglio. Arriviamo nuovamente alla bocchetta, e come per incanto la neve sparisce. Purtroppo riappaiono anche i rumori della “civiltà”, che erano spariti stamane
quando avevamo passato questo punto.

16:15 La discesa è tranquilla, senza storia (come la salita, d’altra parte), e arriviamo a San Defendente. Prima di tornare a casa ci fermiamo ancora un attimo poco sotto il punto dove abbiamo
parcheggiato, per fotografare la chiesetta, posta su di una terrazza con vista.



Mentre scatto le foto, arriva un gregge di capre che sta tornando alla stalla per la mungitura. Tutte bene in fila, ordinate e ubbidienti al richiamo della signora che si occupa di loro.


16:45 In moto per rientrare. I muscoletti (i quadricipiti in particolare) si lamentano per la discesa, ma ancora un paio di passeggiate come queste, e la ruggine invernale se ne sarà andata.

Se vuoi vedere tutte le foto (non che ci sia qualcosa di speciale), clicka
qui.

fonte: montagnaticino.over-blog.com » Vai al post originale

Mar 27

Percorso effettuato: giro completo del Parco della Breggia (cartina), informazioni sul Parco.

Difficoltà: sentiero T1

Dislivello: circa 200 metri.

Lunghezza del percorso: circa 6 Km.

Sforzo equivalente: 8 Km.

Durata (incluse le pause): 3.25 ore.

Disperato. Sono disperato. Da settimane vorrei salire con le ciaspole alla capanna Bovarina, e per un motivo o per un altro qualcosa si frappone sempre. Questa settimana ha nevicato in quota
giovedi e venerdi, e il pericolo valanghe è salito a livelli di guarda, per cui niente da fare. Invidio Caterina e Leonardo (due amici bresciani conosciuti tramite questo blog) che si saranno
fatti una bella ciaspolata organizzata dagli alpini questa domenica.

D’altra parte la meteo è da scarponi, non si può stare a casa. Devo scegliere un percorso senza rischi… Pensa che ti ripensa, mi brilla un’idea: perché non visitare finalmente il Parco della
Breggia? Percorso facile, raggiungibilità ottima, è anche l’occasione per invitare Lara, Marco, Ivan e Alice a venire con noi (eravamo già saliti assieme al Gaggio nell’agosto del 2008). Inoltre, essendo il percorso
corto, possiamo portare con noi anche la nostra cagnona Zara, la quale, a causa della displasia all’anca, ormai non tiene più botta con le passeggiate troppo lunghe. Detto fatto, sabato
organizziamo il tutto.

Questo parco è un piccolo eden incastonato tra cemento, autostrada, abitati e rumori. Il fiume Breggia, scendendo lungo la vallata, ha scavato nella roccia, portando ad affiorare le
sedimentazioni successive che hanno creato le nostre alpi, in un arco geologico di 200 milioni di anni. Partendo dal basso si trovano gli strati più antichi, poi alzandosi si “ringiovanisce”, per
arrivare al culmine della passeggiata a vedere lo stato attuale della roccia. Un viaggio attraverso il tempo su di un percorso di pochi chilometri affascinante.

13:50 Ci ritroviamo tutti al parcheggio del Centro Breggia a Balerna, punto ideale per la partenza. Ho riesumato dall’armadio i miei pantaloni da trekking (era da ottobre che vi poltrivano, a
parte l’escursione al pizzo Leone in novembre), la camicia a maniche corte, e le calze alte da trekking regalatemi a Natale
da Monica ed Andrea (ottime, veramente ottime), lunghe come quelle invernali che utilizzo per ciaspolare, ma più leggere di tessuto. Inoltre, è arrivata la nuova macchina fotografica, e
l’occasione è ghiotta per poterla innaugurare ed imparare ad utilizzare correttamente.


Partenza. Mentre percorriamo il tratto di Breggia che ci porterà al mulino del Ghitello, uno splendido airone cinerino ci sorpassa volando alla nostra quota. Complice la mancanza di riflessi, la
macchina non ancora accesa, ed il rumore di bimbi, sono lento a fotografarlo (è quella specie di virgola in centro alla foto).


14:00 Arriviamo subito al Mulino del Ghitello, uno dei due mulini presenti nelle gole. Qui ha sede la direzione del Parco, e c’è un piccolo ristorante (deve essere delizioso in estate). Tutto
l’ambiente è ben curato ed estremamente piacevole.

Parco della Breggia, Mulino del Ghitello


14:10 Il sentiero si snoda verso sinistra, e in questa prima fase ci allontana dal Breggia, per portarsi verso l’alto. Percorribilità ottima, avrei anche potuto calzare le scarpe da trekking
basse.


Il sentiero sale portandoci fino all’incrocio con una stradina asfaltata, dove vediamo un vecchio lavatoio (mi ricordo ancora di mia nonna, che con il sapone di marsiglia lavava le lenzuole,
strofinandole con una spazzola dura, e sbattendole contro le sponde del lavatoio: una fatica immane). Incrociamo la strada principale, la quale entra in galleria. Attraversata la strada
riprendiamo il sentiero, che in un attimo ci porta al laghetto del Ghitello.

Parco della Breggia, laghetto del Ghitello


L’acqua è verde smeraldo, limpida, vediamo diversi pesciolini ed una trota (abbiate pietà). Sulla nostra sponda un piacevole punto di sosta, dall’altra parte invece, resti di macchinari. Questa è
una costante: tutto il percorso del fiume, nel passato, era industrializzato, Solo in tempi recenti la zona è stata bonificata e rivalorizzata (in modo encomiabile, devo dire), ma i resti dello
sfruttamente precedente sono presenti ovunque.

Il sentiero ci porta oltre il laghetto, e passando possiamo ammirare uno deti tanti affioramenti di roccia (penso ferrosa) che ritroveremo lungo tutto il percorso.

Parco della Breggia


In effetti, guardando in alto da entrambe le parti, si possono notare stratificazioni varie su entrambi le pareti che delimitano la zona. Sono ignorante in materia, ma i vari cartelli che
troviamo lungo il percorso mi permettono almeno di collocare temporalmente i vari affioramenti che incontriamo.

14:40 Continuiamo in allegria lungo il sentiero, senza nessuna difficoltà, e rientriamo in una zona alberata. Al fianco del sentiero vediamo i primi fiori della stagione: occasione ottima per
verificare se finalmente dispongo di un macro degno di questo nome (quello della macchinetta precedente l’ho utilizzato solo due volte, poi ho lasciato perdere). Aiutato da Ivan e Alice,
identifico un po’ di soggetti adatti, e via di scatto.


Il risultato sul display lascia ben sperare… Arrivato a casa vedrò che in effetti il macro è utilizzabile. Intanto il sentiero, sempre in dolcezza, ci porta fino alla vecchia birreria, posta
sull’altro lato del fiume.

Parco della Breggia, ex birreria


14:45 Passata il ponte entriamo in un sottopasso che attraversa la birreria, usciamo dall’altro lato e ripendriamo la salita, per arrivare nuovamente ad incrociare la strada principale. Lungo il
percorso, segno della religiosità dei nostri anziani, una semplice cappelletta accompagna il viandante.

Parco della Breggia, cappelletta


Dopo esserci portarti sull’altro lato della strada (per fortuna poco trafficata), davanti a noi si para l’edificio dell’ex-cementificio, punto centrale dell’attivà economica delle gole. E’
veramente imponente, e lo si vedrà ancora meglio dall’alto.

Parco della Breggia, ex cementificio


14:50 Il sentiero rientra a sinistra dell’edifico, e si snoda lungo il corso del fiume. In basso diversi affioramenti, in alto pure, e ad accompagnarci il chiacchierio dell’acqua e dei bambini.
La temperatura è gradevolissima, e ogni tanto si sentono delle correnti d’aria più fresca che accarezzano gentilmente. L’acqua ha sempre un colore smeraldo meraviglioso, come quella della Valle
Verzasca. Passiamo tutto il complesso industriale, e arriviamo alla Punt de la Ciüsa, dove il fiume forma una piccola cascata. Attraversiamo il ponte, e iniziamo la salita (facile) verso
destra.

Parco della Breggia, Punt de la Ciüsa
Dinnazi a noi si erge un nuovo affioramento rosso maestoso.

Parco della Breggia


15:15 Questo tratto di sentiero è costruito quasi a sbalzo lungo il percorso del fiume, ed è l’unico dove bisogna fare un po’ di attenzione, e non sostare troppo a lungo (vi è la possibilità di
caduta di sassi dall’alto). La zona è boschiva e fresca, e un nuovo ponticello ci riporta sull’altra sponda, dove troviamo un punto di sosta con una bella fontana, molto apprezzata da Zara. Ci
fermiamo per fare merenda, e per goderci la vista del fiume in basso, e della vegetazione che ha iniziato il risveglio primaverile.

Parco della Breggia, punto di sosta


15:40 Con i bambini rifocillati, si può ripartire. Il sentiero adesso sale più deciso (niente di drammatico neanche per me), per portarci fino al punto più alto del percorso, quello “più
giovane”. Arrivati in cima possiamo notare il ponte di Castello, che unsce Castel San Pietro a Morbio Superiore, sospeso a mezz’aria.

Parco della Breggia, ponte di Castello


Fino a qui la macchina fotografica si è comportata bene (un po’ meno il fotografo). Scatta ad una velocità impressionante (la vecchia necessitava di 5-6 secondi tra una foto e l’altra), ed il
mirino ottico mi permette finalmente di vedere e capire cosa sto fotografando (molte delle foto degli altri diari sono state fatte “alla cieca”). Sono veramente soddisfatto dell’investimento. Le
regolazioni sono veloci ed intuitive, e per passare da “paesaggio” a “macro” impiego meno di un secondo.

Nel frattempo siamo arrivati al punto più alto, ed il sentiero ci riporta nuovamente sull’altra sponda, per iniziare la discesa.

Parco della Breggia
Dopo il ponte il sentiero resta ancora in quota, con qualche piccolo sali-scendi, per portarci sotto l’abitato di Castel San Pietro.

16:25 Arriviamo alla chiesetta rossa di Castel San Pietro, edificata su di un piccolo pianoro dal quale si gode di una splendida vista sul Mendrisiotto. Vorrei visitarla, ma un signore sta dormendo
proprio all’entrata, e non voglio disturbarlo. Cosi lascio perdere, tanto so che questo giro lo rifaremo: è troppo bello.

Parco della Breggia, chiesetta rossa di Castel San Pietro


Da qui seguiremo il sentiero del ‘700, che ci riporterà velocemente al punto di partenza. Lungo tutto il tragitto abbiamo incontrato diversi escursionisti, sia famiglie con bambini che gruppi più
anziani. Quattro chiacchere con diversi di loro rendono ancora più piacevole l’escursione.

In basso possiamo vedere in tutte le sue proporzioni il vecchio cementificio.

Parco della Breggia, ex cementificio


16:45 La discesa è tranquilla, e arriviamo nuovamente alla Punta de la Ciüsa. Durante questa parte di percorso abbiamo potuto ammirare la Campagna Adorna, Chiasso ed i suoi dintorni, e il monte
Olimpino.

17:00 In un attimo siamo nuovamente al Mulino del Ghitello, dopo aver costeggiato il laghetto. Rita e Lara sono entusiate del regalo che hanno ricevuto per la festa della donna, e ci onorano di
uno splendido sorriso. Valeva veramente la pena di fare tutta la sfacchinata! Beh, sfacchinata è un termine un po’ forte… In realtà si tratta di una passeggiata assolutamente deliziosa:
insomma, due piccioni con una fava.


17:05 Siamo nuovamente al parcheggio. Il giro è durato più di quanto avessi preventivato, ma è veramente splendido. Da consigliare caldamente, magari una domenica pomeriggio tardi, poi cena al
ristorante del Mulino (non l’ho provato, non posso garantire ancora la qualità). Tornando Rita ed io ci scambiamo le impressioni su questo piccolo angolo di paradiso in terra. Onore a coloro che
hanno saputo prepararlo e ne fanno la manutenzione: decidiamo di metterlo tra gli appuntamenti ricorrenti.

Domenica prossima, o TeleMarkada al Nara, o Bovarina, se finalmente il pericolo valanghe diminuisce.

Se vuoi vedere tutte le foto della passeggiata (non che ci sia qualcosa di speciale), clicka
qui
.

fonte: montagnaticino.over-blog.com » Vai al post originale

Mar 27

Percorso effettuato: Certara (Q1000) - capanna San Lucio - passo del San Lucio (Q1542) - Certara

Difficoltà: sentiero T2 / WT2.

Dislivello: 600 metri.

Lunghezza del percorso: 12 Km.

Sforzo equivalente: 18 Km.

Durata (incluse le pause): 5.5 ore.

Già settimana scorsa abbiamo rinunciato a ciaspolare, dato che l’Istituto Svizzero per lo Studio
delle Valanghe di Davos
dava un pericolo di 4 su 5 (forte) di valanghe: avremmo voluto andare alla capanna Bovarina, ma avevamo lasciato perdere. Per evitare problemi abbiamo deciso
per un percorso nel Sottoceneri, dove le nevicate sono state meno abbondanti. Memore delle bellezze decantate da Pierfranco e Danila sul passo del San Lucio, chiediamo loro di farci da guida,
proposta che accettano volentieri. A noi si uniscono Tiziana e Paolo, coi quali eravamo già saliti in Dötra e al Tremorgio.

10:10 La giornata è splendida, il sole ci bacia, la temperatura è gradevole, e anche il vento freddo da Nord che tanto aveva infastidito negli ultimi giorni si è fermato. Dopo aver percorso
alcune centinaia di metri sul sentiero, la neve inizia a diventare consistente, e si può passare alla procedura di montaggio delle ciaspole.

Il sentiero partendo da Certara

Il sentiero è forestale, ben battuto (purtroppo anche dalle motoslitte), e la pendenza non eccessiva. Ci mettiamo in moto di buona lena. Dietro di noi si innalza il monte Bar, dove siamo stati due settimane fa, avvolti dalla nebbia: che differenza rispetto ad oggi.

Il monte Bar

Salendo notiamo che il freddo notturno è ancora intenso, tanto da riuscire a gelare un piccolo corso d’acqua, che si presenta come una cascata di diamanti.


10:20 Dietro di noi il paesino di Certara, praticamente in cima alla val Colla: il sole lo scalda benefico.

Il paese di Certara

10:30 Questa prima parte del sentiero si snoda un un bosco rado di betulle, e pochi castagni. Iniziano ad apparire i primi faggi. Siamo nella zona non esposta al sole, e la temperatura è
frescolina. Grazie agli ottimi indumenti (io giro con canottiera termica, camicia da trekking a maniche corte e maglietta da neve) riusciamo a salire senza doverci caricare di giacche, paille, e
protezioni varie.

10:50 La salita già effettuata inizia a portarci in alto. Mi guardo in giro, e con mio stupore vedo una montagna che conosco da quando ero ragazzino e abitavo a Locarno: oltre la catena che
congiunge il monte Lema al monte Tamaro, appare il cucuzzolo del Ghiridone (o Gridone, come viene chiamato in Italia). L’aria deve essere veramente tersa, dato che in linea d’aria si parla di
almeno 15-20 chilometri!!!

La zona del Lema e la cima del pizzo Ghiridone (o Gridone)

11:10 In alto appare quella che penso sia la nostra meta: ha tutta l’aria di essere una capanna. Pierfranco mi spiega che si, si tratta di una capanna, ma è quella del CAI, non quella svizzera dove ci fermermo noi (ha prenotato per tutti, mangiamo al caldo). Sulla linea del passo scorre
la linea di confine tra Svizzera ed Italia, e a distanza di poche centinaia di metri vi sono entrambe le capanne. Quella del CAI, da quanto mi spiega, una volta era una caserma, ora
riconvertita.

La capanna CAI del passo del San Lucio

In effetti, questi erano sentieri da “spalloni”, uomini che contrabbandavano riso, caffé, e sigarette, portandoli dalla Svizzera all’Italia, dove gli stessi prodotti erano molto più cari. Sulle
spalle la “bricola”, sacca chiusa di grande capienza, che veniva caricata con tutti i prodotti, poi via di notte, cercando di evitare la Finanza, su dal versante svizzero, giù dal versante
italiano, senza pile per non farsi vedere, in silenzio per non farsi sentire. Sapevano che nella caserma là in alto c’era sempre qualcuno che scrutava con il binocolo. Era quasi un gioco a
“guardie e ladri”, senza armi, e forse anche con il rispetto reciproco, gli uni per le fatiche che sapevano di questi contrabbandieri, gli altri per gli uomini del Sud, lontani da casa, in un
ambiente così diverso dal loro. Non c’erano sparatorie, non c’erano morti. Piuttosto si abbandonava il carico, e forse non sempre questo finiva nell’erario italiano: la vita in caserma non doveva
essere facile. Se il passaggio riusciva, c’erano storie da raccontare all’osteria del paese: il finanziere che mi è passato a due metri di distanza, quello che mi inseguiva, ma io ho preso
su per il pendio che neanche uno stambecco… Vino e canzoni per festeggiare al paese, e forse una bricola che restava in caserma, dove un finanziere, con il bicchiere di vino in mano, raccontava
ai colleghi di quello spallone a due metri, nascoscto in un cespuglio, che lui aveva visto si, ma era passato via facendo finta di niente… Si conoscevano per nome, per sopranome, alcuni
erano diventati delle leggende per le imprese che avevano compiuto. Tempi andati, ora si riciclano i soldi sporchi, il contrabbando viene fatto in modo organizzato e professionale, e le bricole,
le poche rimaste, sono appese in qualche osteria. Qualche anziano le guarda ancora con nostalgia, i compagni ormai non ci sono più, e i giovani passano il confine con l’auto tutti i giorni per
andare a lavorare a Lugano, a Chiasso, e tornano a casa la sera con la borsa della spesa in bella vista sul sedile dell’auto.

Intanto, il sentiero ha cambiato direzione, e davanti a noi si para il Garzirola, la montagna da cui nasce il Cassarate, che attraversata tutta la val Colla, taglia in due Lugano per sfociare
nell’omonimo lago.

Il monte Garzirola (o Gazzirola)

Verso Locarno invece, appare anche il pizzo Leone (passeggiata del 15.10.2008)

La zona del Lema e la cima del pizzo Ghiridone (o Gridone), e in centro al fondo il pizzo Leone

Il monte Tamaro, invidioso, decide di mostrarsi pure lui.

Il monte Tamaro con la sua antenna

11:20 Cominciamo ad avere un ampio respiro sulla val Colla. Tutti i paesini sono distribuiti sui contrafforti della montagna, esposti a Sud, per aprofittare della benevolenza di Ra. I declivi
dolci permettono l’agricoltura e la strada alta della valle unisce questi piccoli centri abitati, dove la modernità sembrerebbe non essere arrivata (a parte le centinaia di parabole satellitari
che si vedono sugli edifici, camminando nei nuclei).

La Val Colla

12:15 Siamo quasi arrivati: si vede bene la capanna CAI. La nostra meta resta nascosta, ma è a poca distanza. Salendo si sono rivelate le cime che separano il novarese dal Vallese, e la vista
spazia quasi fino al Monte Rosa. L’aria è talmente pulita che persino la mia macchinetta fotografica riesce ad immortalarle, il che è già tutto dire. Fra poco la manderò in pensione: le reflex
digitali finalmente sono scese di prezzo, e ci sono due o tre modelli che sto tenendo d’occhio. L’unico problema è la qualità del fotografo: anche con un buon apparecchio le foto resteranno
monotone.

La capanna CAI del passo del San Lucio

Orami siamo usciti dal bosco di faggi ed in seguito di abeti, e affrontiamo l’ultima salita per la capanna. Rita ed io ci siamo fermati. Abbiamo dovuto fare una pausa dato che siamo andati in
ipoglicemia: tendo sempre a dimenticare che in inverno è necessario più carburante che in estate. I nostri compagni hanno una falcata in salita abominevole, e ci hanno lasciati indietro di
un bel pezzo. Penso che prima o poi mi vendicherò: ho pianificato una tre giorni, durante la quale (il primo giorno) si faranno fino a 40 chilometri tutti in piano: mi prenderò
il piacere di distaccarli di circa due chilometri ogni ora di cammino. Rita ed io tiriamo fuori il cornetto integrale, una riga di cioccolata a testa, e ci godiamo la più classica delle merende.
Non mi ricordavo fosse così buona…


12:30 Sono praticamente arrivato. Durante l’ultima parte della salita un elicottero aveva continuato a ronzarci attorno, facendo evoluzioni, e inquinando con gas di scarico e rumore tutto
l’ambiente circostante. Lo vedo “parcheggiato” lì in alto: ne sono scesi due signori, in giacca e cravatta, che sono entrati in capanna, hanno bevuto il caffé e se ne sono andati. Spero che il
caffé sia andato loro di traverso, con tutte le maledizioni mentali e la distima che ho spedito loro.


Eccomi alla capanna del San Lucio, o meglio, quello che si riesce ancora a vedere
dopo le ultime nevicate: sto guardando il primo piano praticamente alla mia altezza. Per raggiungere la porta di accesso al pianterreno hanno dovuto creare una galleria, e dall’interno sembra di
essere in un igloo.

La capanna svizzera del passo del San Lucio sommersa dalla neve

L'entrata della capanna svizzera del passo del San Lucio sommersa dalla neve


L’interno della capanna è raccolto. Una giovane coppia ci accoglie cordialmente, e ci mostra il tavolo riservato per noi.

L'interno della capanna svizzera del passo del San Lucio

Questa volta Rita ed io ci abbandoniamo ai baccanali, e invece della solita minestra, ci spazziamo mezza porzione di polenta e formaggio a testa: il freddo ha le sue esigenze, e in inverno
l’alimentazione deve essere più abbondante, per fare fronte al dispendio di energia supplementare. C’è relativamente poca gente: essendo domenica ci aspettavamo che il luogo fosse molto più
frequentato.

13:45 Dopo un caffé, esco per primo per guardarmi attorno, e salire fino al passo vero e proprio. Di neve ce n’è: il cartello dei sentieri sbuca appena appena dal manto nevoso.


Sul passo la chiesetta (decisamente di volumetria eccezionale, per il luogo dove è stata costruita) di San Lucio, patrono e protettore dei montanari e degli alpigiani, e San Rocco, protettore
contro la peste. Questa chiesa è già citata in alcuni scritti del 1300, ma immagino che non sia più quella originaria. Dietro la capanna CAI, ben più frequentata di quella svizzera.

La chiesa di San Lucio e San Rocco sul passo del San Lucio

La chiesa di San Lucio e San Rocco sul passo del San Lucio, e dietro la capanna CAI

Dal passo la vista si apre verso le catene montuose italiane. Una guida alpina del CAI (simpaticissima e alla mano, esattamente come mi attendevo) mi cita i nomi delle varie montagne che vediamo
(le ha fatte tutte), ma prutroppo la mia arteriosclerosi galoppante me le fa dimenticare dopo pochi minuti. Ricordo bene quelle dove sono stato, i nomi dei passi, capanne e cime che ho vissuto
direttamente: i nomi mi entrano sotto la pelle quando li ho sudati.

Le alpi comasche

Il Gazzirola in bella vista: Rita ed io abbiamo deciso di venirlo a visitare in primavera, facendo il giro Certara - San Lucio - Gazzirola - Bar - Corticiasca, e percorrendo così tutta la cresta
che chiude la val Colla.

Il monte Garzirola (o Gazzirola)

Verso Locarno si vedono le alpi vallesane, e un pezzetto di lago Maggiore.

Le alpi vallesane, uno scorcio di lago Maggiore e la zona del Lema

E quello? Oddio, potrebbe essere il pizzo Vogorno, all’entrata della valle Verzasca? La forma è la sua, ma il dubbio resta.


Tra il Ghiridone e pizzo Leone vedo il Lema ed il Tamaro: ho mappato due punti laggiù, uno qui, e in mezzo c’è la classicissima traversata dal monte Lema al Tamaro, percorsa ormai da alcune
decine di migliaia di gitanti. Probabilmente già quest’anno la faremo anche noi, e guardando da entrambe le parti vedrò luoghi conosciuti, di cui mi ricorderò il nome. Adagio adagio il
territorio mi sta entrando sotto la pelle, mappato con punti luminosi che risplendono sulle carte; ma è ora di iniziare la discesa.

14:15 Ci incamminiamo per il rientro, e lasciamo un pezzettino di cuore anche qui: non è un problema, tanto un giorno torniamo a riprendercelo, e lasciarne un altro pezzetto. Dato che
in discesa non si fa tanta fatica come in salita (ma va?), ci infiliamo le giacche per termoregolarci. Rita, con i suoi colori, si staglia sulla neve: siamo tranquilli, se dovessimo averne
bisogno, ci vedrebbero ad alcuni chilometri di distanza.


Colto da un attacco di edonismo - narcisismo - vanità mi faccio fotografare anch’io, tanto l’obiettivo della macchina fotografica è assicurato: se dovesse rompersi nel tentativo di inquadrami,
non ci saranno problemi.


14:40 Lungo il percorso del rientro ripassiamo da un canalone dal quale è scesa una slavina, che ha spazzato anche alcuni alberi. Non doveva essere molta neve, ma l’effetto è impressionante.



La discesa è tranquilla, tra chiacchere e rumore di due motoslitte che salgono. In compenso veniamo quasi investiti da alcuni sciatori, saliti con le pelli di foca, che arrivano da una curva
a tutta velocità.


Ti sei accorta/o? Sono davanti!

15:45 Siamo nuovamente al parcheggio. Carichiamo e si parte per rientrare nella normalità di tutti i giorni: borse da fare per i ragazzi che partono, cena da prepare, gatto e cane da curare,
ecc. ecc. ecc.

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Mar 27

Percorso effettuato: Corticiasca (Q1003) - alpe Musgatina (Q1390) - capanna Bar (Q1620) - Corticiasca.

Difficoltà: sentiero T2 / WT2.

Dislivello: 600 metri.

Lunghezza del percorso: 7 Km.

Sforzo equivalente: 13 Km.

Durata (incluse le pause): 5 ore.

Paolo, animatore del gruppo Why Not ha organizzato un’uscita con le ciaspole per principianti, e Rita ed io abbiamo deciso di partecipare per prendere più confidenza con i sentieri innevati, aprofittando anche
del fatto che ci sarà Valentina, guida del Cas Bellinzona e Valli. Partiamo tutti assieme dal piazzale Stadio e Bellinzona, dandoci appuntamento a Corticiasca, sopra Tesserete.

11:00 Paolo ha portato le ciaspole per coloro che non le hanno, e i BarryVox per tutti. Aiutiamo i principianti a regolare le racchette, poi finalmente si parte. La prima parte del percorso non è
innevata, così saliamo portandoci l’attrezzatura fissata al sacco. Siamo in 13 (ma non ci porterà sfortuna), una bella comitiva: Cristina, Danila, Dario, Denise, Gianna, Michele, Paolo,
Pierfranco, Rita, Sara, Valentina, e naturalmente il sottoscritto.


La giornata è uggiosa, e in effetti Paolo era molto indeciso tra questa meta e la capanna Dötra, dato che la meteo aveva annunciato nuvolosità estesa proveniente da sud. Guardando verso la val
Colla si vedono già i segni della nebbia del pomeriggio.


11:15 Siamo saliti di circa 100 metri, ed il sentiero finalmente è abbastanza innevato da giustificare l’uso delle ciaspole. La comitiva si divde in due: il primo gruppo composto da camminatori
esperti, il secondo gruppo dai novizi. Decido di restare assieme a Paolo in questo secondo gruppo per dare una mano, nel caso ce ne fosse bisogno. I contatti tra i due gruppi vengono tenuti
grazie alle radioline che ho portato. Paolo ed io aiutiamo coloro che sono alle prime armi a calzare le ciaspole.


11:20 Partiamo. Naturalmente il primo gruppo ci ha dato sotto, giusto per farci capire che loro vanno su come treni, e li vediamo ben sopra di noi, ma non ci lasciamo scoraggiare. Dove sono
arrivati loro, possiamo arrivare anche noi!


11:50 Siamo arrivati ad un piccolo pianoro, a circa metà salita. Il morale è alto, e tutti si stanno divertendo.


Guardandomi attorno mi rendo conto di quanto la nebbia ci stia portando via in termini di panorama. Verso Lugano si dovrebbe vedere fino alla pianura Padana, e invece…


12:00 La nebbia sta montando in modo sempre più veloce. La val Colla ormai è quasi nascosta, non ostante sia a due passi da noi.


Continuiamo la salita. Il primo gruppo ormai non è più visibile, sia perché è decisamente più veloce di noi, sia perché la nebbia ormai ci dà solo una cinquantina di metri di visibilità.
Affrontiamo il pendio che ci porterà all’alpe Musgatina, con il sottoscritto che chiude la fila (posizione che gli si addice particolarmente).


12:30 Ecco davanti a noi l’alpe Musgatina: qui c’è un allevamento di mucche scozzesi, quelle con il pelo lungo e le corna
chilometriche.


Affrontiamo l’ultimo pendio, il più ripido, che porterà fino alla capanna. Orami è diventato importante non allargare troppo la fila, dato che la nebbia si fa sempre più fitta, ed abbiamo solo
una ventina di metri di visibilità.


Salendo sentiamo un abbaiare di cani, che ci fa capire che ormai siamo vicini alla capanna, ma non la vediamo. I cani però ci fanno da guida, e finalmente arriviamo anche noi.

13:00 Scarichiamo i sacchi, bastoni e ciaspole fuori dalla capanna, e ci infiliamo nella sala da pranzo al primo piano. Al pianterreno troviamo invece i servizi, e gli armadietti per riporre gli
scarponi, dato che ci vengono fornite le ciabatte da spiaggia. Trovo l’ultimo paio di ciabatte che vanno bene a me, poi su per le scale.


L’idea era quella di arrivare fino alla cima del Bar, ma con questa nebbia non ne vale la pena. Da lassù c’è una vista meravigliosa verso nord, e si possono ammirare il Generoso, il Boglia, il
Gazzirola, il pizzo di Claro, la cima di Medeglia ed il monte Tamaro. Purtroppo la meteo rende inutile questi ultimi 200 metri di salita. Così ci godiamo il pranzo in capanna.

14:00 Ora di ripartire. Il gruppo si divide nuovamente in due, ma stavolta con noi restano anche Danila, Pierfranco e Rita. Danila e Pierfranco conoscono questa zona come le loro tasche, e ci
fanno da guida per scendere. La nebbia ormai dà solo una decina di metri di visibilità. Decido di lasciar stare la macchina fotografica, tanto scatterei solo delle foto fantasmagoriche.

16:00 Discesa senza storia, siamo arrivati giusti al nostro parcheggio, grazie all’esperienza di Danila e l’ottima memoria di Paolo che si è annotato dei punti cospiqui durante la salita.
Valentina & Co invece hanno sbagliato sentiero, e sono finiti più avanti. Ci raggiungono dopo pochi minuti. Carichiamo armi e bagagli nei nostri veicoli, Ci rifocilliamo con gli avanzi dei
nostri sacchi, poi saluti e partenza.

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le foto della passeggiata (non che ci sia qualcosa di speciale), clicka qui
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Mar 27

Percorso effettuato: San Bernardino villaggio (Q1650), lago Doss, alpe Pian Doss (Q1735), Acubona, San Bernardino villaggio.

Difficoltà: sentiero T1 / WT1.

Dislivello: 250 metri.

Lunghezza del percorso: 8 Km.

Sforzo equivalente: 11 Km.

Durata (incluse le pause): 3.5 ore.

Laura e Fiorenzo ci hanno chiesto di accompagnarli nella loro prima uscita con le ciaspole, in modo da rendersi conto se fanno al caso loro. Rita ed io discutiamo la meta: deve essere qualcosa di
facile, non pericoloso, ma che nello stesso tempo dia soddisfazione e permetta loro di valutare se questo tipo di passeggiata sia o meno di loro gradimento. Decidamo di portarli a San Bernardino,
prendendo in considerazione due varianti: fino al passo come abbiamo già fatto il 28.12.2008, oppure fare il giro che facciamo normalmente in estate passando dall’alpe Pian Doss. Scelta da
effettuare sul posto in funzione della meteo e del vento.

12:00 Arrivati a San Bernardino alle 11:00, ci siamo imboscati immediatamente in un ristorante per il caffé di rito. La giornata è soleggiata, e non troppo fredda, ma il vento colpisce come uno
staffile. Così decidiamo per il giro corto, passando dal lago Doss, Pian Doss, Acubona e nuovamente San Bernardino. La preparazione è un po’ laboriosa, ma finalmente siamo pronti per partire.


Ci incamminiamo verso la pista di pattinaggio, per passare il ponticello e portarci fino all’inizio del percorso Vita. Arrivati alla pista, prima fermata: le signore devono cambiare
equipaggiamento, risistemarsi, e quant’altro.


Fiorenzo ed io continuiamo fino all’inizio del percorso Vita, e aspettiamo. E aspettiamo. E aspettiamo. Finalmente arrivano le signore, le quali hanno già calzato le ciaspole, non ostante si
possa percorrere il sentiero con gli scarponi senza problemi.

12:15 Saliamo lungo il sentiero pedonale che porta alla strada cantonale, e mi diverto a guardare le signore attraversare la strada con le ciaspole: mmmmh, sembrano volare a 10 centimetri da
terra…


Adesso siamo sul sentiero che ci porterà al lago Doss (appena sopra, a dire il vero). A sud appaiono le prime nuvole, ma nello stesso tempo il vento cala. E’ talmente largo che tempo ci sia un
casello per il pagamento del pedaggio alla fine… Sembra proprio un’autostrada.


12:35 Certo che più che una pista, qui parliamo di un’autostrada… e ben frequentata, anche.


12:40 Arriviamo al bivio che porta verso il lago oppure all’alpe. Svoltiamo a sinistra, e iniziamo a salire. Via vai continuo di gente: e io ingenuo che pensavo saremmo stati gli unici a salire
all’alpe.

13:00 Arriviamo all’alpe. Avevo pensato di fermarci a pranzare al tavolo esterno della latteria, ma i miei piani vengono sconfitti da alcuni cartelli, il primo dei quali dice “No picnic
self-service”, per continuare con “Affitto sedie a sdraio 10 franchi” e per terminare con il pentolone della polenta ed il vin-brulé. Decisamente gli “agriturismi” si occupano di mucche da
mungere anche in inverno, non solo in estate.


Così tiriamo dritti fino al cartello del sentiero, e li, in piedi, ci beviamo il nostro passato di verdura preparato da Rita al mattino, e ci mangiamo il panino.



13:30 Dopo la meritata pausa, anche Fiorenzo ed io calziamo le ciaspole, dato che a partire da qui il percorso ci porterà finalmente nella neve fresca. Nel frattempo il cielo ha iniziato a
velarsi pesantemente, e sono contento di non aver scelto il percorso fino al passo. Il pizzo Uccello si staglia netto davanti a noi, carico di neve.


Ci rimettiamo in moto verso Acubona: la neve inizia ad essere soffice, segno che questo tratto non è percorso da così tanti piedi come il sentiero precedente. Davanti a me si stende il segno
evidente dell’intervento dell’uomo sul paesaggio: la linea ad alta tensione, sotto la quale siamo costretti a camminare in questo tratto, udendo un continuo ronzio sopra di noi.


14:10 Siamo alla stazione di monte dello scilift di pian Cales, e continuiamo dritti lungo il versante della montagna. Adesso ci si comincia a divertire veramente, di qui non è passato
praticamente nessuno prima di noi. La camminata si fa più impegnativa, ed arriviamo alla baita che segna Acubona, zona di pascolo estivo per le mucche.



Dato che non possiamo invadere la pista di sci che scende in paese, continuiamo dritti verso il pizzo Uccello restando sotto il gruppo de la Lumbreida. Il pianoro dove in estate veniamo accolti
da campanacci si presenta come uno spettacolare prato di neve, e non ostante le ciaspole si sprofonda di diversi centimetri.


14:40 Foto ricordo prima di iniziare la discesa.

 
La discesa segue sostanzialmente il sentiero che da Acubona porta al villaggio, ma noi non lo seguiremo fino in fondo, dato che lo stesso passerebbe attraverso le piste da sci. Questo significa
che potremo divertirci un po’ nella neve fresca.


Davanti a noi le cime del Trii Oman.


14:55 Finalmente eccoci nella neve fresca. La pendenza è forte, ma le ciaspole tengono benissimo. Tra scivolate, surfate, sprofondamenti e ruzzoloni arriviamo all’impianto di risalita per i
bambini.



15:30 Siamo nuovamente al parcheggio dell’ostello di San Bernardino, e dopo aver sistemato in auto armi e bagagli, indovina cosa facciamo? Si, the e fetta di torta, prima di rientrare a casa.

Se tutto va bene, domenica prossima uscita in ciaspole con il gruppo Why Not, anche se non so ancora la destinazione. Laura e Fiorenzo sono rimasti soddisfatti di quest’uscita, e questo ci
rincuora. D’altronde il giro non è impegnativo, e sicuramente è adatto a chi vuole fare un po’ di road-test delle racchette da neve. Ma domenica prossima, si comincia a fare sul
serio.


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Mar 27

Percorso effettuato: Frasco - Sonogno - cascata di Sonogno - Frasco.

Difficoltà: sentiero WT1.

Dislivello: 50 metri.

Lunghezza del percorso: 10 Km.

Sforzo equivalente: 11 Km.

Durata (incluse le pause): 2 ore.

Il tempo è tiranno, e gli impegni di lavoro ancor di più. Un figlio a militare che arriva il sabato mattina con tonnellate di bianchera da lavare entro domenica sera, e la possibilità di partire
per tutta la giornata sfuma… Ciò non ostante, Rita ed io decidiamo che la giornata è troppo bella per non andare a muovere le gambette almeno al pomeriggio. Che percorso fare? Prima di
capodanno ho letto sul giornale che in valle Verzasca hanno aperto tre percorsi per le ciaspole: uno che parte da Frasco e arriva a Sonogno, un secondo che parte da Sonogno ed entra nella valle
che porta verso la capanna Barone, ed il terzo sopra Brione Verzasca. Decidiamo per il percorso da Frasco a Sonogno, che conosciamo bene per averlo fatto più di una volta arrivando da Vogorno. La
valle Verzasca, secondo me, è una delle più belle del Ticino: caratterizzata da una natura ancora selvaggia, e dalle acque di un colore smeraldo, è bella da percorrere in ogni periodo
dell’anno.

14:15 Siamo a Frasco, pronti per partire. Posteggio alla chiesa, da dove parte il sentiero. Bisogna scendere fino al ponte sospeso, passare sull’altra riva, e da lì si inizia la passeggiata.


Davanti a noi vediamo la meta da raggiungere: la passeggiata è veramente breve.


Il sentiero è praticamente in piano, e sicuramente non siamo i primi a percorrerlo. La pista è segnata bene, e non ostante non ci siano cartelli, non ci si può sbagliare sul percorso da
effettuare.


Il sole c’è, ma solo sulle cime. Decisamente sarebbe stato meglio fare la passeggiata alla mattina, quando probabilmente il sole arriva fino al fondo valle, ma tant’è. La temperatura è
sopportabile (attorno allo 0°), decisamente meglio che a San Bernardino.

Poco prima di Sonogno la pista per le ciaspole si congiunge con quella di fondo che gira attorno al villaggio. Facciamo attenzione a non rovinare i “binari” per gli sci di fondo, sennò qualcuno
potrebbe arrabbiarsi.


14:45 Siamo a Sonogno, il passo è stato decisamente buono. Il famoso cartello giallo dei miei incubi dava l’indicazione di 3/4 d’ora per arrivare qui, ma lui non sapeva che in piano vado
veramente veloce, così stavolta l’ho fregato io!!!


Avanti sulla pista di fondo, continuano nella valletta di sinistra, che porta verso il passo Redorta e la cima omonima. Continuiamo fino alla cascata, che è tutta gelata.


Davanti a noi vediamo il passo Redorta, che porta in valle Maggia.


15:15 Dopo una breve pausa per bere un po’ di te, mangiare una barretta di cereali, e scattarci vicendevolmente una foto ricordo, invertiamo la rotta e ci mettiamo in marcia per rientrare a
Frasco.

Passando nuovamente da Sonogno vediamo l’imbocco della valle di destra che porta verso la capanna Barone.


16:15 Arriviamo a Frasco, rientro senza storia ne gloria. Le cime che portano verso la capanna Efra e il laghetto omonimo sono ancora illuminate.


Tutto sommato una passeggiata di tutto relax, adatta anche alle famiglie con bambini. Da quello che ho visto, mi sembra che sia possibile allungare il percorso partendo da Brione Verzasca, e dopo
aver attraversato il fiume si dovrebbe poter percorrere il sentiero T2 che passa da Gerra, per congiungersi con il tratto che abbiamo percorso noi.

Se vuoi vedere tutte le foto della
passeggiata (non che ci sia qualcosa di speciale), clicka qui
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Descrizione tecnica, con mappe e waypoints (ma con meno testo e foto)

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Mar 27

Percorso effettuato: San Bernardino villaggio (Q1650), passo del San Bernardino (Q2080), San Bernardino villaggio.

Difficoltà: sentiero WT1.

Dislivello: 475 metri.

Lunghezza del percorso: 8 Km.

Sforzo equivalente: 13 Km.

Durata (incluse le pause): 4 ore.

Rita ed io ci siamo regalati le racchette da neve (ciaspole) per Natale, e dopo aver frequentato il corso valanghe del CAS Bellinzona e Valli domenica scorsa, abbiamo deciso che era ora di
innaugurarle.

Memore della passeggiata fatta in febbraio fino alla capanna Dötra, decido per il percorso Camperio - passo Cantonill - capanna Dötra - Acquacalda - Camperio. Clemente (responsabile delle
passeggiate con le ciaspole dell’UTOE Bellinzona) mi sconsiglia di salire al passo Cantonill, dato che la zona non è ancora assestata. Telefono al gerente della capanna Dötra per sapere se sarà
aperta. Il gerente mi comunica che sono pieni: oddio, la zona sarà più frequentata dell’Idroscalo di Milano in agosto! Poi ripenso al numero di motoslitte che sono salite e scese durante la
passeggiata di febbraio, e decido che conviene cambiare itinerario.

Ritelefono a Clemente, gli spiego la situazione, e gli chiedo qualche alternativa. Clemente mi propone il monte Bar, oppure il monte Lucio (entrambi nel Sottoceneri), o da ultimo San Bernardino.
Mi descrive la passeggiata di San Bernardino (che sta effettuando mentre lo chiamo), e decidiamo che è quella giusta per noi.

10:20 Arriviamo al villaggio mentre il sole sta sorgendo. Il termometro dell’auto segna -8°, ma non ci lasciamo intimorire: siamo coperti come Inuit, niente ci fa paura. Scendiamo in paese, ci
beviamo un caffé, poi passiamo all’Ente Turistico per chiedere da dove parte il sentiero. La signora ci spiega che dobbiamo arrivare dietro al complesso alberghiero denominato “Albarella”, e li
troviamo l’inizio del sentiero.


11:35 Come pelandroni finalmente siamo pronti per partire. Gamasce su, ciaspole su, bastoni pronti.


Partenza. Il sentiero è battuto dal gatto delle nevi, e centinaia di piedi sono passati prima di noi. E’ talmente ben marcato che è impossibile perdersi. Saliamo
tenendo la costa sinistra della montagna.


Non ostante la bassa temperatura, il sole scalda, e possiamo alleggerire il vestiario. Il famoso vento di San Bernardino per intanto non si è fatto sentire.


Salendo incontriamo diversi gitanti che scendono. Decisamente sono partiti prima di noi, e hanno già fatto il percorso completo.


Sotto di noi si stende il villaggio, iniziamo a vedere anche la diga.

13:30 Arriviamo all’ospizio del passo.


L’ospizio è chiuso, ma vi sono due signore presenti. Chiediamo loro il permesso di mangiare il nostro panino nella cucina, per ripararci dal vento che qui ha iniziato a soffiare. Ci danno il
permesso, e così ci godiamo il nostro pasto al riparo, e in piacevole compagnia. Ci informano anche che ci sarà una salita al chiar di luna in gennaio, con panettonata e vin brulé all’ospizio. Rita
ed io decidiamo che è il caso di partecipare.

14:15 Ripartiamo. Dobbiamo infilare tutto ciò che abbiamo, compresi i sottoguanti termici, perché il vento è davvero gelido!! Camminiamo sulla piana del laghetto del passo, completamente coperto
dalla neve.


La discesa è agevole, questa volta siamo sul lato destro della valle, ed il sentiero segue sostanzialmente il percorso della strada carrozzabile del passo. Ci divertiamo a fare un po’ di “fuori
pista” per verificare come tengano le ciaspole sulla neve fresca: tutto bene, divertimento assicurato.

Mentre scendiamo il sole si nasconde già dietro la catena montuosa che delimita la valle Calanca, ma per fortuna la temperatura non scende immediatamente.


15:30 Arriviamo nuovamente al villaggio. The caldo e fetta di torta prima di scendere a Bellinzona. Passeggiata splendida, non impegnativa, adatta a dei principanti come noi. Tra l’altro deve
essere molto piacevole anche in estate…

Se vuoi vedere tutte le foto
della passeggiata (non che ci sia qualcosa di speciale), clicka qui
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Descrizione tecnica, con mappe e waypoints (ma con meno
testo e foto)

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Mar 27

Beh, questa giornata non è stata proprio una passeggiata, ma si è rivelata molto utile per le informazioni pratiche che ho potuto ricevere.

Il 04.12.2008 avevo partecipato ad una serata organizzata dall’UTOE di Bellinzona, il cui relatore era Massimo, sulle valanghe. Massimo ci aveva spiegato in teoria l’utilizzo dell’ARVA (BarryVox
e affini), della sonda e della pala, e come valutare il pericolo valanga. Al termine della serata avevo scoperto che avrebbe tenuto una giornata pratica sul campo per poter esercitare la
teoria.

Così, il 21.12.2008 una ventina di partecipanti si è ritrovata per seguire Massimo ed i suoi aiutanti. La giornata è stata organizzata dal CAS Bellinzona e Valli.

09:00 Ci ritroviamo a Carì, dato che la meta iniziale (valle Bedretto) è troppo rischiosa. Ancora il giorno prima 9 escursionisti francesi sono stati travolti in valle Bedretto, chiusta tra
l’altro al traffico proprio per il pericolo di valanghe. Per fortuna si sono salvati tutti…


Da Carì paese saliamo, chi con le pelli di foca, chi con le ciaspole, fino alla stazione intermedia. Mentre Massimo prepara il campo d’esercizio, ci beviamo una cioccolata calda. In basso ci sono
16° (favonio), ma qui il vento è freddo e dà fastidio.

11:00 Il campo di lavoro è pronto, ci ritroviamo tutti per l’organizzazione della giornata.


Massimo ha preparato diversi punti di lavoro: i primi due sono riservati ai principianti come me.

- teoria dei materiali (ARVA, sonda, pala)
- uso dell’ARVA
- ricerca di un ARVA sepolta (ARVA + sonda)
- ricerca di tre ARVA sepolte (ARVA + sonda)
- ricerca di un’ARVA sepolta su di un cuscino (ARVA + sonda)
- tecnica di sondaggio
- ricerca di un ARVA a 4 metri di profondità (mica uno scherzo)
- tecnica di spalatura


L’istruttore per noi principanti è Francesco, il quale ci spiega le caratteristiche che devono avere i tre mezzi di soccorso utili in questi casi. Ci spiega la differenza tra i vari modelli di
ARVA (analogici, digitali), e ci fa propvare in pratica la ricerca di un BarryVox posto in vista.

Poi passiamo alla ricerca di un’ARVA sepolta a circa 50 centrimetri, su di un riquadro di legno di 30×30 cm. Arrivare sul posto con il BarryVox è abbastanza facile, ma trovare la piastra con la
sonda è tutto un altro discorso. Bisogna avere sensibilità, e quando si è sotto pressione non è facile.

Terminati questi primi due punti passiamo man mano agli altri.


In questa foto stiamo saggiando la neve con la sonda, cercando un corpo senza ARVA: l’unico modo è “sentirne” la presenza con la sonda, e la cosa richiede pratica. Una giornata sola non è
sufficiente…


In questa invece, abbiamo tre sacchi posti a 4 metri di altezza, attaccati ad un fune sospesa tra due alberi. Uno solo contiene l’ARVA, e dobbiamo posizionarci esattamente sotto il sacco giusto…
Un metro in qua, un metro in là è già troppo.

15:30 Terminiamo la giornata scendendo nuovamente a Carì. Piccola sosta prima di rientrare ai nostri domicili.


Giornata da ripetere l’anno prossimo: l’uso della sonda richiede destrezza e pratica. Spero di non averne mai bisogno, ma se proprio dovesse succedere, meglio essere preparati adeguatamente.

Se l’argomento ti interessa, trovi due ulteriori contributi che sono il riassunto della serata del 04.12.2008 e della giornata di formazione del 21.12.2008:

Neve, valanghe e slavine

Cosa fare dopo una valanga

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Mar 27

Percorso effettuato: Pozzuolo (Q1181) - alpe di Naccio (Q1395) - pizzo Leone (Q1659) - Pozzuolo.

Difficoltà: sentiero T2.

Dislivello: circa 500 metri.

Lunghezza del percorso: 10 Km.

Sforzo equivalente: 15 Km.

Durata (incluse le pause): 5 ore.

Paolo, animatore e coordinatore dell’associazione “Why Not” di Bellinzona ha (coraggiosamente) organizzato una gita al pizzo Leone in un periodo in cui tutto ti può fregare. Invece il suo ardire
viene ricompensato con una giornata di estate indiana.

11:15 Arrivati a Pozzuolo, parcheggiamo, infiliamo gli scarponi, e partiamo. La comitiva si compone (in ordine alfabetico) di Diana, Laura, Massimo, Paolo, Tatiana, Tiziana, Wanda, Wilma ed
il sottoscritto: tre maschetti per sei femminucce, accidenti…

Il gruppo alla partenza
La vista già da qui è splendida, l’aria tersa, la temperatura quasi primaverile. Tutto fa presuppore una giornata perfetta.

Verso Est abbiamo la vista sul golfo di Locarno ed il Piano di Magadino.

Locarno, Ascona e piano di Magadino
Verso Ovest invece il lago che si protende verso l’Italia.

Lago Maggiore
La salita ci porta verso una chiesetta, prossima alla strada, una delle tante testimonianze della religiosità popolare così sentita fino a non tanto tempo fa.

La chiesetta di Pozzuolo
11:45 Primo checkpoint importante, il bivio che porta verso Rasa. Da qui si iniziano a vedere le Centovalli, e dalla sella cominciano ad apparire le vette della Valle Onsernone e Maggia.


Sotto di noi vediamo il sentiero che abbiamo percorso sotto il sole per arrivare qui.

Le montagne verso Bellinzona
Il gruppo si è sfilacciato, ma fra poco ci ricompatteremo durante la sosta.

L'alpe di Naccio
12:00 Arriviamo all’alpe di Naccio, e facciamo una piccola sosta. Da qui la vista è ancora migliore, soprattutto verso Bellinzona.

Il piano di Magadino dall'alpe di Naccio
13:30 Arriviamo ad una croce che guarda verso il lago. Da qui inizia l’ultimo tratto che ci porterà in vetta. Il gruppo si riunisce per discutere gli ultimi dettagli.

Sosta alla croce
Verso Est vediamo sempre più lontano.

Lago Maggiore, Brissago e Cannobio
Si vede anche il Ghiridone, già innevato.

Il Ghiridone (o Gridone)
12:50 Dopo una salita, una sella, piccola discesa e nuova salita, finalmente vediamo davanti a noi la nostra meta.

La vetta del pizzo Leone
13:15 Siamo tutti in vetta. Si inizia l’organizzazione per smaltire i pranzi al sacco.

La vetta del pizzo Leone
13:40 Terminati i panini e la mela, mi dò alle riprese, a 360°.

Il Ghiridone con la sua capanna.

La capanna al Legn salendo al Ghiridone
Il gruppo del monte Rosa, la valle Vigezzo, e in fondo a destra l’imbocco della valle che porta al Sempione.

La valle Vigezzo e le alpi vallesane
Il laghetto di Palagnedra.

Il laghetto di Palagnedra
Le Centovalli e la loro chiosa di montagne.

Le Centovalli
Il monte Tamaro.

Il monte Tamaro
Il lago verso Luino.

Lago Maggiore, Brissago e Cannobio
Le Isole di Brissago.

Le isole di Brissago
Paolo, con aplomb tipicamente inglese si legge il giornale…

Lettura dei quotidiani sul pizzo Leone
14:15 E’ ora di iniziare la discesa.Tutto fila liscio, senza note degne di rilievo.

16:15 Arriviamo al parcheggio, ultima foto di gruppo per ricordare una giornata splendida.

Il gruppo al rientro

Se vuoi vedere tutte le foto della passeggiata (non che ci
sia qualcosa di speciale), clicka qui
.

Descrizione tecnica, con mappe e waypoints (ma con meno testo e foto)

fonte: montagnaticino.over-blog.com » Vai al post originale

Mar 27

Con l’accusa di maltrattamenti in famiglia, tentato omicidio e lesioni personali aggravate è stata arrestata una badante di 50 anni.

I carabinieri della compagnia di Vasto, in esecuzione di un ordine di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale su richiesta della Procura della Repubblica, hanno arrestato Elena Basova, 50 anni, badante.
Nell’estate scorsa, I.O., 78 anni, vedovo, pensionato di San Salvo (Chieti), conosciuto come arzillo e pieno di energie, aveva sposato la donna.
Subito, secondo quanto appurato dai militari, per lo sfortunato vecchietto cominciano i guai: vittima di vessazioni di ordine fisico, morale e psicologico, costretto, in particolare, a sottostare ad una condizione di vita di totale abbandono e privo dei requisiti minimi di un’esistenza dignitosa, indotto a dormire su una branda, ricoperto di indumenti laceri e ricoperto di bruciature di sigarette, in condizioni igieniche pessime, tra escrementi e sporcizia, privato dell’affetto dei suoi familiari, a loro volta scacciati ed aggrediti, percosso ripetutamente fino alla frattura di un femore.
E’ questa la scena davanti alla quale si sono trovati i carabinieri una volta entrati, ieri, nell’abitazione del vecchietto su segnalazione di alcuni vicini di casa, insospettiti del comportamento della donna e dai lamenti dell’anziano.
I carabinieri hanno trovato, inoltre, l’appartamento saturo di gas, con i fornelli della cucina aperti e l’anziano, incapace di muoversi, già quasi privo di sensi.
Per questo la donna, ora in carcere a Chieti, e’ accusata anche di tentato omicidio, avendo tentato di cagionare la morte dell’anziano consorte per asfissia, simulandone forse il suicidio.
I carabinieri hanno fatto appena in tempo: ora l’anziano e’ al sicuro in una struttura sanitaria.
da www.primadanoi.it

fonte: sansalvoedintorni.blogspot.com » Vai al post originale

Mar 27

In questi giorni, continua l’opera di manutenzione straordinaria degli asfalti danneggiati dalle piogge e dalle recenti nevicate.
La neve, che è notoriamente una delle principali cause di sfaldamento dei manti stradali, ha provocato buche e rovine in alcuni tratti che con la fine del cattivo tempo si può procedere a sistemare.
“L’intervento rientra nell’ambito di quell’azione manutentiva d’emergenza legata alle nevicate che ci vide, già in quei giorni, prontamente mobilitati a rimuovere la neve dalle strade con efficienza. L’azione, continua adesso con la manutenzione straordinaria dei tratti danneggiati. – ha dichiarato l’assessore ai Lavori Pubblici Luciano Cilli.
Al fine di far fronte ad interventi di questo tipo, che non erano previsti, è stato necessario uno sforzo non indifferente per reperire le risorse necessarie date le intuibili difficoltà nell’attuale contesto economico.
“Il monitoraggio puntuale dello stato manutentivo della città, unitamente ad attente azioni preventive, ci consentono di far fronte alle emergenze in maniera tempestiva, infatti è a causa delle intemperie che abbiamo dovuto attendere per intervenire sugli asfalti danneggiati dalle nevicate. – ha spiegato il sindaco Gabriele Marchese che ha anche annunciato “Questa è solo una prima azione in quanto si prevede di attuare un intervento importante e complessivo di rifacimento del manto stradale a San Salvo ed in particolare nelle periferie”.

fonte: sansalvoedintorni.blogspot.com » Vai al post originale

Mar 27

Le norme tecniche sul Piano Regolatore sono legittime.A stabilirlo è stato Il Tribunale Amministrativo Regionale che ha ribadito la legittimità dell’operato dell’Amministrazione Comunale in tema di urbanistica e, nello specifico, per quanto riguarda l’attuazione delle norme tecniche al Piano Regolatore Generale.Stamane è stato il Sindaco, nel corso di una conferenza stampa, a comunicare la notizia.“Una sentenza – ha detto il Sindaco Lapenna – che ci spinge ad andare avanti nella strada della massima legalità e trasparenza e nell’interesse della collettività. Una sentenza che ribadisce la bontà dell’operato del Comune”.Il provvedimento oggetto della sentenza del Tar è relativo ad un contenzioso avviato da una società che, nello specifico, si era visto sospendere il rilascio del permesso a costruire a seguito dell’entrata in vigore delle norme tecniche del Piano regolatore Generale e in applicazione delle norme di salvaguardia. Sospensione ritenuta legittima dai Giudici.“La decisione del Tar – ha aggiunto il Sindaco – è importante anche perché in una parte della sentenza si riconosce la legittimità dell’operato dell’ente pubblico sul presupposto che l’assenza di infrastrutture primarie legittima il diniego. Non è pensabile, insomma, pensare di poter costruire su intere aree prive delle infrastrutture primarie, a partire dalle fogne.”

fonte: sansalvoedintorni.blogspot.com » Vai al post originale

Mar 27

Finisce con il risultato di 1-0, il recupero della 31° giornata di campionato rinviata domenica scorsa a causa della neve fra San Nicola Sulmona e San Salvo. La squadra biancazzura con questa sconfitta è sempre più immischiata nella zona play-out, che a questo punto difficilmente riuscirà ad evitare. La squadra di mister Di Santo esce a testa alta da Sulmona, dove soprattutto nel primo tempo ha dimostrato di giocarsela alla pari. Il goal vittoria è arrivato a 15′ minuti dalla fine, grazie ad un colpo di testa di Aureli ben servito in area da Bovino.
Il San Salvo domenica giocherà, fra le mura amiche, contro la capolista Miglianico in una gara che si prevede accesa e combattuta ed in cui la squadra locale dovrà vincere se vorrà sperare di conquistare la salvezza diretta.

Luca Di Sciascio

fonte: sansalvoedintorni.blogspot.com » Vai al post originale

Mar 27

Il Comune di San Salvo ha aderito all’iniziativa Earth Hour promossa dal WWF a livello planetario.
L’evento è previsto per il 28 marzo: per un’ora, Comuni, aziende, organizzazioni e singoli cittadini spegneranno le luci contribuendo con un gesto fortemente simbolico alla sfida globale nella lotta ai cambiamenti climatici.
“L’Ora della Terra” in Italia è quella dalle 20.30 alle 21.30.
Il nostro Comune spegnerà simbolicamente il monumento della Fontana all’interno dei Giardini Pubblici e la Piazza Papa Giovanni XXIII, sede del Palazzo Municipale.
Essendo entrato a far parte delle città del mondo coinvolte nell’evento, il Comune di San Salvo sarà presente sul sito nazionale ed internazionale dedicato all’iniziativa.
“L’Amministrazione che mi onoro di presiedere – ha dichiarato il sindaco Gabriele Marchese - è fortemente impegnata, attraverso l’attuazione di progetti innovativi, a promuovere uno sviluppo ecocompatibile della città che passi per l’adozione di sistemi per la produzione di energia pulita, la sostenibilità della crescita urbanistica e la promozione della raccolta differenziata”.

fonte: sansalvoedintorni.blogspot.com » Vai al post originale

Mar 27

Il 28 marzo dalle ore 20,30 alle ore 21,30 si svolgerà l’evento l’Ora della Terra. Partito nel 2007 da Sidney, è un’iniziativa mondiale di sensibilizzazione e protesta contro i cambiamenti climatici. Quest’evento, consiste nel semplice gesto di spegnere per un’ora la luce di casa o degli edifici pubblici, con l’obiettivo di arrivare a mille città e un miliardo di persone che aderiscono all’iniziativa. A livello mondiale sono diverse città che hanno aderito spegnendo la luce ad alcuni monumenti fra cui il Colosseo e la Cupola di San Pietro a Roma, il teatro dell’opera di Sidney, la Tour Eiffel a Parigi, le Cascate del Niagara, il palazzo delle Nazioni Unite a New York e tante altre città ancora. Per quando riguarda, la zona del Vastese ha aderito, per il momento, sola la Città di Vasto spegnendo Palazzo D’Avalos e Castello Caldoresco, ma l’augurio e che altri aderiscano all’iniziativa fra cui magari anche la Provincia di Chieti o la Regione Abruzzo. Tutti i cittadini,o gli enti che voglio aderire all’iniziativa, oltre a spegnere con un semplice click l’interrutore possono aderire sul sito www.wwf.it. L’importanza del gesto, sta nel far trasparire un forte messaggio da parte di tutti i cittadini ai leader mondiali che è arrivato il momento di agire contro i cambiamenti climatici.

Luca Di Sciascio

fonte: sansalvoedintorni.blogspot.com » Vai al post originale

Mar 27

A parte un fantastico weekend con fantastici amici da giorni vivo con l’ansia e in giro tra lavoro e medici vari. La boccata d’ossigeno è arrivata stasera con Saviano su rai 3, una pagina meravigliosa di tv. E’la mezza, non sto così bene da poter scrivere una cosa intelligente o commentare la trasmissione, mi vien solo da dire che mi piace pensare che ogni solitudine contribuisca ad alleviare un’altra solitudine e ogni forma di resistenza contribuisca a rafforzare chi “lotta” altrove. Ascoltare Saviano stasera mi ha fatto bene, come mi fanno bene molte altre cose e mi fa bene pensare che sotto sotto c’è un senso ad ogni cosa, anche a ciò che ti sembra ingiusto o terribile o non sopportabile. Colpisce Saviano quando racconta per esempio che lui esiste in quel momento in cui parla, poi lo prelevano e lo portano via, e ricomincia a esistere al successivo incontro pubblico. E’vita questa? La risposta immediata è sì, se si pensa al ruolo fondamentale di un libro come Gomorra e di Saviano stesso, e allora vale la pena non arrendersi, e devo dire grazie a Saviano per avermelo ricordato, sperando solo, nel mio piccolo, di “servire” anch’io a qualcosa.

fonte: oltreilponte.blogspot.com » Vai al post originale

Mar 27

Una data che continuo a ricordare di anno in anno.
Ha segnato il mio destino.

Erano le nove di sera. Stavo rientrando da uno spettacolo di beneficenza che avevo organizzato insieme ad altri artisti - ballerini, musicisti e cantanti - con lo scopo di raccogliere fondi: un bambino di tre anni aveva bisogno di una particolare operazione agli occhi che facevano solo negli Usa e servivano parecchi soldi. Tre settimane di lavoro per una giornata di solidarietà. Ma ne valeva la pena. Lo spettacolo andò molto bene. Il bimbo poteva partire.

L’auto che possedevo all’epoca era una Dyane 6 color panna. Sicurezza zero. Non si usavano cinture, niente air bags. Stavo ferma ad uno stop in attesa di svoltare a sinistra: accanto a me c’era Andrea, il mio fedele amico bassista. Eravamo diretti al ristorante dove avremmo cenato insieme agli altri, quando all’improvviso un’auto che proveniva da dietro a velocità folle ci tamponò. Nessuno stridore di freni. Il botto fu tremendo.

Nemmeno il tempo per dire: Oddio!?
Fu un attimo. L’effetto rimbalzo ci spinse nella corsia opposta, inermi. Il frontale con un’altra auto era inevitabile. Lo sentii arrivare in faccia con tutta la sua prepotenza.

Ricordo ogni istante di quell’incidente. Ancora inebetita e con gli occhi chiusi mormorai: «Andrea! Stai bene?». Allungai la mano nel vuoto… per un attimo temetti il peggio. Poi sentii la sua voce fievole: «Sto bene, sto bene e tu?» Poi di nuovo: «Sei tutta intera? Hai qualcosa di rotto?»
Non capivo perché avesse quel tono stridulo, mi sentivo ovattata e il corpo era pesante, come un macigno.
Andrea insisteva: «Gin, le muovi le gambe? Prova a muoverle dai.» Lui aveva già capito…
Allora aprii gli occhi. Avevo il volante a due centimetri dal naso e la leva del cambio mi stava premendo sulla tempia destra. Ma come cavolo era finita lì? Sentivo voci provenire dall’esterno dell’abitacolo. Qualcuno stava battendo sul vetro: «Signorina! Signorina, mi sente? Mi guardi per favore. Sta bene?»
La sirena dell’ambulanza si stava avvicinando.
Se stavo bene? Mi sembrava d’essere tutta intera ma non ne avevo la certezza. Intorno a me c’erano solo lamiere accartocciate. Poi, all’improvviso guardai in basso nell’oscurità, verso le gambe… sentivo qualcosa in mezzo che mi schiacciava ma non riuscivo a realizzare cosa fosse. Era forse il motore? Era il motore dell’auto? Incredula guardavo quell’oscurità temendo quello che avrei potuto vedere. Oddio. Oddio. Le gambe. Il pensiero delle gambe spappolate mi fece morire la voce in gola. Le gambe. Sentii la mano di Andrea che prendeva la mia e mi tranquillizzava: «Stai calma, adesso ci tirano fuori, non ti preoccupare andrà tutto bene. Hai qualcosa di rotto?» Iniziai a piangere: «Non lo so… Andrea ho paura, non sento le gambe e mi fa tanto male la schiena» mi stava assalendo il panico. Io con le gambe ci lavoravo! Ero una ballerina, ballavo per mestiere. E se avevo qualcosa di rotto? Il solo pensiero mi faceva impazzire. Andai con la mente ad una mia collega che la settimana prima era stata presa sotto da un’auto sulle strisce pedonali. Ricordai - il pensiero in quei momenti è ingovernabile - che ero rimasta impressionata dal fatto che si fratturò entrambe le gambe e che sputò i quattro incisivi superiori. Mi portai la mano alla bocca: era piena di sangue. Una luce abbagliante mi colpì gli occhi e una voce maschile mi disse risoluta: «Adesso vi tiriamo fuori!».

Quando mi caricarono sulla barella mi si avvicinò un uomo: «Sono un medico. Lei è miracolata: ho visto tutta la scena dal marciapiede. Pensavo avesse le gambe tranciate. Si ricordi di accendere un cero alla Madonna!» Quel signore in seguito sarebbe diventato il mio medico di fiducia.
«Mia madre è là» gli risposi con i denti doloranti, ma lui mi guardò senza capire. «La mamma è in pellegrinaggio a Medjugorie…» Lui mi fissò assente. Non importava. Sapevo che qualcuno lassù mi aveva risparmiata. Mi voltai e vidi le lamiere contorte di quella che era stata la mia auto. Ero a pezzi ma ero viva! Ci volle un anno buono di cure mediche per rimettermi in piedi, un altro anno di riabilitazione e dieci anni di causa legale per ottenere il risarcimento danni. Persi ovviamente tutti i lavori che avevo in piedi. Saltarono i contratti con la tv. Qualcuno mi disse che non avrei danzato più. Ma la partita era appena iniziata.

Oggi ricordo quell’incidente come una grande opportunità di "svolta". Non lo capii subito ma da allora misi a frutto altri "doni" di cui ero stata dotata da Chi ci governa lassù e che negli anni a venire mi avrebbero portato tanta serenità.

Ecco, ho voluto condividere con voi questo giorno speciale che ancora al ricordo mi fa scendere le lacrime. Ma non di dispiacere. Di gratitudine.

Pubblicato da Bellissimagin | Commenti (13)

Tags: le mie ciliege

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fonte: gincastelli.splinder.com » Vai al post originale

Mar 27

“Una società di atei inventerebbe subito una religione” Honoré de Balzac

In tempi di incertezza, il mondo della comunicazione frequenta con una certa continuità questioni di alto rilievo. In particolare, nelle ultime settimane, sia offline che online si discute meno dell’ ultima campagna di questa o quell’ azienda e più dell’ uomo nel suo rapporto con se stesso, con gli altri, con la vita.

E riguardano tematiche di fede alcune delle novità in materia di comunicazione a mio avviso più interessanti.

Mi riferisco senza dubbio all’ iniziativa dell’ Uaar - unione atei agnostici e razionalisti italiani, che copiando quanto già visto a Londra e Madrid veste i bus di Genova con slogan su buone e cattive notizie riguardanti la presunta non esistenza di Dio.

Provocazione? Libertà di espressione? Banalizzazione del tema?

Io opto per la terza.

Intanto, in Spagna, l’ associazione E-Cristians risponde: “Dio sì che esiste, godi della vita di Cristo.”

Stati Uniti. L’ organizzazione CatholicVote per contestare la scelta di Obama di aprire al finanziamento pubblico dell’ aborto diffonde su YouTube un video in cui “un feto” viene lasciato vivere nonostante le mille avversità, di tipo economico, familiare, sociale..

..”il bambino sarà abbandonato dal padre”…

..”la madre avrà enormi difficoltà a crescerlo da sola”..

…eppure questo bambino diventerà il primo Presidente afroamericano nella storia degli Stati Uniti.

Insomma, tanto di cui parlare.

Voi che ne pensate?

 

SimoDg ( Fonte ilcomunicatore in quocumque habitu est proficit) di Luca TADDEI

fonte: comunytation.myblog.it » Vai al post originale

Mar 27

La strategia di comunicazione del Parlamento europeo per le elezioni 2009 è stata oggi svelata ai media. I Vicepresidenti Alejo Vidal-Quadras e Mechtild Rothe hanno sottolineato il messaggio principale: l’Unione europea è confrontata a scelte politiche importanti che si ripercuoteranno sulla vita quotidiana dei cittadini europei - recandosi alle urne, i cittadini possono essere coinvolti in tali scelte.

I due Vicepresidenti hanno evidenziato alcuni degli strumenti che saranno utilizzati nella campagna di comunicazione, pensati per sottolineare alcune delle scelte future che saranno influenzate dalla composizione politica del prossimo Parlamento europeo:

  • Poster su temi come energia, carburanti/cambiamenti climatici, alimentazione/agricoltura, frontiere/migrazione, standardizzazione, sicurezza, protezione dei consumatori, bilancio e mercati;
  • Installazioni tridimensionali a complemento della campagna di poster, riguardanti energia, frontiere/migrazione, protezione dei consumatori e sicurezza.
  • Choice box: una scatola multimediale delle dimensioni di una stanza dove gli elettori possono registrare i loro punti di vista - una selezione di questi sarà trasmessa quotidianamente sullo schermo esterno del box, a Bruxelles e attraverso EuroparlTV e YouTube;
  • TV e radio;
  • il sito web delle elezioni aperto a gennaio;
  • il ricorso a “social media”, quali MySpace, Facebook, Flickr e EU Tube.

Il Vicepresidente Alejo Vidal-Quadras (PPE/DE, ES) ha affermato: «L’unico messaggio della campagna riguarda la scelta. Non fa appello al dovere dei cittadini, ma mette in luce che vi sono scelte di grande rilevanza europea che si ripercuotono sulle vite dei cittadini, decise a livello europeo con il concorso determinante del Parlamento. I cittadini possono quindi influenzare queste scelte recandosi alle urne e votando per i candidati che riflettono le loro preferenze politiche».

Ha inoltre aggiunto che si tratta di una campagna istituzionale non di parte, incentrata sul concetto della scelta, ma senza favorirne una in particolare: «Si rivolge deliberatamente a tutta la gamma di opinioni politiche, da quelle più integrazioniste a quelle più preoccupate per la salvaguardia della sovranità nazionale».

La Vicepresidente Mechtild Rothe (PSE, DE) ha dichiarato: «Il principio chiave è quello di usare un linguaggio comprensibile a tutti, non solo quello ufficiale, tenendo anche conto delle sensibilità e delle differenze politiche e culturali dei diversi Stati membri».

Ha proseguito affermando: “Comunicheremo forte e chiaro che il Parlamento europeo è importante per i cittadini e che la loro voce conta nell’UE. Ogni elettore può scegliere: usa il tuo voto»“.

fonte: comunytation.myblog.it » Vai al post originale

Mar 27

I widget sono piccole applicazioni, fatte con diverse tecnologie, che si possono installare su siti, blog, social network e anche sul proprio desktop. Per quanto ancora poco noti alle aziende sono in realtà un ottimo strumento di comunicazione a poco prezzo e, se ben fatti, molto efficaci.

Negli USA sono sempre più diffusi, e si prevede, entro il 2008, una spesa di 40 milioni per creare, promuovere e distribuire i widget delle aziende (Stime di eMarketer, fonte IAB Blog).

 

Perché conviene comunicare con un widget?

Prima di tutto un widget è uno strumento simpatico, alternativo al sito istituzionale, meno formale e più originale.

Inoltre il widget si può installare su spazi dove l’azienda normalmente non riesce ad avere una forte comunicazione: i siti personali, i blog, i social network o anche i desktop dei pc.

Infine un widget piacevole esteticamente e funzionalmente ha ottime possibiltà di essere diffuso in modo virale dagli utenti che lo segnalano ai propri amici.

Gianluigi Zarantonello via http://webspecialist.wordpress.com

fonte: comunytation.myblog.it » Vai al post originale

Mar 27

Ciao a tutti/e
Dal mese di aprile vogliamo rompere le uova nel paniere ai centri per l’impiego di tutta Italia, in che senso??? e come???
Secondo l’art. 8 della Legge nr. 68/99 i prospetti inviati dalle ditte private o da enti pubblici sono pubblici e pertanto visibili a tutti.
La prima cosa da fare è quella di ricercare, nella vostra città, quelle Aziende che hanno alle loro dipendenze 15 persone.

Compilare una lista e andare al vostro centro per l’impiego.

Lì presentate un richiesta di :

“Diritto di accesso di prendere visione e/o di estrarre copia dei documenti amministrativi secondo quanto previsto dalla Legge n. 241 del 07/08/1990 Art. 22″.

Andate con una copia della distinta e una volta preso visione delle scoperture in quelle aziende segnatele in questa distinta.
Una volta tornati a casa collegatevi un questo sito e date massima pubblicità per i posti da ricoprire. I disabile interessato potrà andare al Centro per l’Impiego e autocandidarsi per quel posto. Non abbiate paura potete eventualmente porre questa questione:

  1. L’Azienda ha chiesto l’esenzione ad assumere disabili?
  2. L’Azienda è esente perchè è in stato di mobilità?

All’Azienda vengono comminate le sanzioni previste dall’Art. 15 della Legge nr. 68/99.

Ciao.

P.S.: C’e qualche avvocato fra di noi che voglia esercitare le sue conoscienze giuriche per noi?? Spero che qualcuno si faccia avanti.

fonte: www.lily.netsons.org » Vai al post originale

Mar 27

Buongiorno a tutti,

siamo studenti del corso di Laurea in Ingegneria Gestionale del Politecnico di Torino e stiamo conducendo uno studio sul rapporto tra Disabilità e Internet al fine di comprendere come le aziende potrebbero aiutare i clienti (es. con maggiori informazioni, forum, blog, scambio di opinioni,etc.) nei loro acquisti on-line. I dati raccolti verranno quindi utilizzati per fornire alle aziende operanti nel settore del commercio on-line consigli su come poter aiutare i clienti nel processo di acquisto con particolare attenzione a coloro che sono diversamente abili.
Abbiamo realizzato un BREVE QUESTIONARIO ANONIMO che vi chiediamo, gentilmente, di compilare.
Crediamo che il VOSTRO AIUTO E COLLABORAZIONE SIANO INDISPENSABILI.

Il link per rispondere al questionario è il seguente:

http://www.surveymonkey.com/s.aspx?sm=i1LVRZ7AzeWfSrX5XuBNbA_3d_3d

Vi invitiamo a compilare il questionario anche se non avete mai fatto acquisti su Internet! Il vostro contributo è davvero importante!

Vi ringraziamo ancora per averci dedicato un po’ del vostro tempo!

Il team:
Fabio Basso
Paolo Gariglio
Valentina Italiano
Gabriella Negro
Federica Richard
Carlotta Tesio

fonte: www.lily.netsons.org » Vai al post originale

Mar 27

Carissimi amici,
tutti i vs post ripetono incessantemente la stessa richiesta : lavoro lavoro lavoro. Voglio svelarVi un piccolo segreto che mi ha spiegato uno degli organizzatori de diasbiliallavoro.it la selezione che si terra’ il 2 Aprile a Milano e che verra’ replicata a roma in autunno.

In base a cio’ che mi e’ stato detto e’ bene candidarsi a qualche domanda di lavoro ( mmagari qualcuna semplice ne caso non abbiate le conoscenzerichieste) in modo che il Vs curriculum arrivi , perche’ anche nel caso non veniate accettati i curricula verrano tenuti in considerazione. A me e’ stato detto cosi’ da una responsabile di uno delle Fondazioni organizzatrici, spero di non deluderVi; quindi ecco come fare :

  • oppure clikka direttamente qui :

fonte: www.lily.netsons.org » Vai al post originale

Mar 27

“Proletàrii vsech stràn
zachodìte v restoràn!”

(”Proletari di tutto il mondo
entrate nel ristorante!”)

fonte: mirumir.blogspot.com » Vai al post originale

Mar 27

La Cina è al centro delle “attenzioni” del mondo per quanto riguarda sia l’economia che l’impatto ambientale causato dalla sua vorticosa industrializzazione di questi decenni.
Come spesso però accade da queste parti, ora i Cinesi stanno trasformando un problema in una incredibile opportunità d’affari e di rilancio strategico per il paese.
In questa direzione sta infatti andando anche “l’industria verde” cinese, come del resto è apparso chiaro nella recente conferenza Solarcon di Shanghai, in contemporanea alla fiera Semicon China 2009.
In questa occasione si è potuto toccare con mano quanto l’intero paese e il proprio sistema industriale, siano direttamente coinvolti alla costruzione in quello che i Cinesi hanno chiamato “Economia Verde”.
Sotto la regia degli apparati governative, si sta infatti assistendo ad un vero e proprio “cambio di pelle” delle diverse aree di sviluppo industriale che fino ad ora avevano “solo” una spiccata impronta produttiva e consistenti vantaggi fiscali, ora trasformate in aree “verdi”.

Ricerca sui nuovi materiali, semiconduttori, microprocessori e produzione d’energia, la più verde possibile, sono diventati terreni di una sfida a tutto campo, lanciata senza esclusioni di colpi.
Per cui ora interi dipartimenti universitari, incubatori statali ed imprese pubbliche e private, hanno concentrato le proprie attenzioni su questa nuova industria e sulle ricadute scientifiche e tecnologiche connesse, in grado di aiutare una nuova generazione d’imprese cinesi: le aziende “verdi” appunto!
Così la disfida Celle Solari al Silicone o Thin Film o altri materiali per produrre sempre più energia a costi sempre inferiori e con materiali sempre meno inquinanti, sta appassionando le discussioni di un paese che ha portato l’energia in ogni luogo, proprio attraverso questa nuove “fonti” naturali, energia catturata ed addomesticata rigorosamente “Made in China”.
Per cui dalla moderna Shanghai fino allo sperduto Tibet, è un proliferare d’impianti verdi e così dove prima non arrivava energia, come nel caso dell’altopiano tibetano, ora sono arrivate la luce, la televisione, i fornelli elettrici e l’acqua calda, proprio grazie agli impianti fotovoltaici forniti dai governi locali.
La Cina, paese che sul Carbone ha fatto la propria fortuna recente, viste le immense riserve di cui dispone, ha ora deciso che la propria energia debba arrivare da altre fonti: sole, acqua, vento o dal nucleare.
l Nucleare è infatti considerabile anch’esso “verde”, nel senso che la ricerca cinese sta inseguendo la fusione termonucleare, dopo i primi test positivi del proprio reattore testato nel 2007, chiamato non a caso “Sole artificiale”.
Ma in questi giorni è il Solare ad appassionare di più, perché è anche già diventata un’industria d’esportazione.
Infatti, dopo un periodo d’apprendistato, ora i laboratori e le imprese cinesi sono diventate esportatori di tecnologia che come caso delle Solar Fun Power, sono già arrivate anche alla quotazione Nasdaq, con uffici in Germania, Spagna, Australia e USA.
Dietro a tutto questo, esiste un preciso piano del governo cinese che intende ridurre entro il 2030 le importazioni di petrolio fino al 30/40 %, la sua esigenza di carbone del 40% e tagliare l’emissione di gas serra del 50%.
Risultati che la Cina intende realizzare attraverso gli ingenti investimenti in tecnologie disponibili o in fase di studio nei suoi centri di ricerca.
L’investimento stimato per arrivare a realizzare la propria “economia verde” cinese sono nell’ordine di circa 2 miliardi di yuan, con un investimento annuo nell’ordine del 1,5 – 2,5% del proprio PIL
Ma quali sono le altre azioni concrete che la Cina sta seguendo per ridurre i propri consumi?
Il primo è supportare la crescita di un’industria di veicoli elettrici, quella che consentirebbe di tagliare le necessità di petrolio del 30/40%.
Quindi già da tempo le biciclette sono state sostituite da motocicli, rigorosamente elettrici, riscrivendo così dalle fondamenta il famoso detto “il popolo di biciclette (Elettriche)”!
Con ulteriori ingenti investimenti nello sviluppo di nuove tecnologie per la produzione d’energia pulita, imprimendo anche un’accelerata ad impianti per la produzione eolica, idroelettrica e solare, la Cina conta di ridurre la propria dipendenza dalle centrali di carbone, dall’attuale 81% al 34% del 2030.
Rivedendo poi le regole con le quali sarà possibile costruire case ed uffici, conta di ridurre il fabbisogno elettrico di un ulteriore 10%.
Che dalle intenzioni si sia da tempo passati ai fatti, è dimostrato anche dall’inizio della costruzione della prima centrale a concentrazione cinese, capace di produrre 1,5 MW e che sarà terminata entro il 2010.
Ma questa centrale non è in un posto sperduto del paese, bensì è costruita a Beijing, la capitale, centrale che con un’estensione di 13 ettari ed un investimento di 11, 6 milioni di euro, con il suo centinaio di specchi riflettenti, produrrà circa 2,7 Milioni di kWh annui, tagliando così qualcosa come 2.300 tonnellate di emissione di anidride carbonica.
Quella di Beijing è inserita in un piano ben più vasto di centrali termodinamiche che entro il 2015 dovrebbero produrre 150 MW,
Altri segnali sulle reali intenzioni cinesi? Negli ultimi 15 anni hanno già ridotto in media del 4,9%, la quantità di biossido di carbonio e di altri gas effetto serra emessi per unità di PIL.
Gli Stati Uniti solo del 1,7% e la Germania del 2,7%.
La scelta “verde” cinese va anche oltre essendo in grado da una parte, di migliorare la qualità dell’ambiente, ma dall’altra consente di creare un formidabile sistema industriale che potrà assorbire consistente forza lavoro, offrendo così una nuova opportunità d’innovazione e d’occupazione nel paese.
Per questo i Cinesi hanno lanciato la propria corsa nella ricerca a tutto campo sulle Energie pulite, tanto che alla fiera di Shanghai si è potuto constatare come molte zone industriali della Cina siano ormai a tutti gli effetti tante “Sun Valley” e parti attive nella costruzione del sogno comune dell’ “Economia Verde” cinese.

fonte: yibuyibu.blogspot.com » Vai al post originale

Mar 27

Epiware è un open source document management software (DMS) che include tutti i tools per catturare, gestire e condividere documenti via internet. E’ web based e scritto in PHP e usa MYSQL.

Link: http://sourceforge.net/projects/epiware

fonte: www.sastgroup.com » Vai al post originale

Mar 27

Avant è un potente ma leggero modello object-oriented sistema di PHP.

Non hai bisogno di imparare un nuovo linguaggio di markup o di creare un modello. Il linguaggio dei template PHP, e il modello è un file regolare file PHP.

Non devi preoccuparti per separare le directory (o le autorizzazioni per queste directory) per la compilazione dei sorgenti dei template, perché Savant non è un motore di compilazione (il modello di script sono già scritto in PHP).

Anche se Savant non è essa stessa un sistema di compilazione, è possibile scrivere il proprio compilatore e plug in Savant; questo significa che è possibile utilizzare qualsiasi modello di sistema di marcatura che ti piace.

Savant Il codice sorgente è facile da leggere, comprendere ed estendere, perché è eccezionalmente ben commentato.

Il plug in object-oriented, filtro, l’errore, e per le classi del compilatore Savant sono facili da usare, capire, ed estendere.

Poiché il modello è un normale script di script PHP, si può cospargere con i commenti e l’utilizzo di phpDocumentor documento.

Link: http://www.phpsavant.com/

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Mar 27

web-erp è un Integrated accounting ERP system. Multi-language/currency/inventory locations. Full double entry. SO/AR/PO/AP/GL/Bank/Sales Analysis. BOMs/assemblies/kit-sets. Flexible pricing. Emailable pdf reports. Fast PHP created html for any browser.

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Mar 25

Sei interessato agli Stralci Immobiliari?

Gruppo S.A.P by Fabrinvest S.r.l società leader in Toscana nel settore degli investimenti immobiliari mediante saldo a stralcio, organizza il corso di formazione “Guadagnare con gli Stralci Immobiliari”.

Se sei un appassionato del settore immobiliare, se vuoi imparare a guadagnare con gli immobili, allora sei nel posto giusto! Il corso di formazione ti preparerà ad affrontare al meglio lo stralcio mostrandoti tutto l’iter del saldo a stralcio, dall’apertura della pratica sino alla conclusione dello stralcio. Gruppo S.A.P by Fabrinvest si occupa quotidianamente di stralci e attraverso il corso di formazione intende mostrarti in modo pratico come portare a termine un saldo a stralcio.

Durante le ore di formazione, non ci perderemo in utili chiacchere, ma andremo dritti al punto. Il corso di formazione è volto proprio a mostrare passo dopo passo come si effettua un saldo a stralcio per consentire ai partecipanti di iniziare il loro business immobiliare.

Info sul Corso:
Data: 4 Aprile 2009
Luogo: Pisa-Ponsacco
Coaching by: Eugenio Tonelli, amministratore unico Gruppo S.A.P by Fabrinvest S.r.l
Sito internet di riferimento: www.investoinimmobili.it settore formazione

Responsabile cui rivolgersi: Laura Fiaschi (laura.fiaschi@grupposap.it) – 0571/485095 orario ufficio

Tags: formazione, stralci, formazione stralci, saldo a stralcio

Gruppo S.A.P By Fabrinvest S.r.l
www.grupposap.it
- http://www.investoinimmobili.it/

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Mar 25

E’ stato reso noto il percorso ufficiale che la Coppa del Mondo 2006 compirà nella nostra regione in occasione del 48° torneo delle Regioni organizzato quest’anno dall’Abruzzo. Tre “tappe” verrano effettuate nella zona del Vastese. La Coppa del Mondo, conquistata dagli azzurri in Germania, arriverà domenica 5 aprile a Cupello nel Palazzo Municipale dalle 12,00 alle 16,00 per essere poi esposta dalle 16,30 alle 19,30 al Palazzo D’Avalos a Vasto. La visita abruzzese del trofeo terminerà giovedi 9 aprile a San Salvo, dove sarà esposta dalle ore 10,30 alle ore 13,00 presso il museo civico “Porta della Terra” in piazza San Vitale. Una bella occasione non solo per gli sportivi ed appassionati di calcio ma anche per la nostra regione e per tutti i suoi cittadini che potranno ammirare il trofeo più importante del calcio da vicino. Le altre città dove verrà esposto il trofeo, sono: Lanciano, Ortona, Pescara, Scafa e Chieti.

Luca Di Sciascio

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Mar 25

Sono iniziati i lavori di sistemazione di Piazza San Nicola.
Saranno eliminati i Pini resinosi che creano non pochi problemi all’arredo urbano e le cui radici stanno causando danni all’asfalto e alle abitazioni.
I pini saranno sostituiti con magnolie e fiori di diverse tipologie che miglioreranno l’aspetto di una delle principali Piazze della città.

Ufficio Stampa e Comunicazione
Comune di San Salvo

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Mar 25

Questa mattina, presso il cimitero comunale, è stata effettuata una visita di collaudo in corso d’opera che ha interessato il blocco dei loculi in corso di realizzazione, costituito da n. 1140 loculi e n. 432 ossari.A darne notizia è stato il Sindaco Luciano Lapenna.Il collaudatore, ing. Domenico Lattanzio, alla presenza dell’impresa esecutrice, ditta Catenacci tecno-impianti dell’Aquila, dell’assessore ai Lavori Pubblici Nicola Del Prete e del direttore dei lavori, arch. Stefano Suriani, funzionario comunale, ha verificato lo stato e la consistenza dei lavori, nonché la qualità delle opere realizzate, esprimendo apprezzamenti positivi in merito. I lavori, che proseguono di buona lena, presumibilmente verranno conclusi prima della scadenza della riconsegna dell’opera, fissata per settembre prossimo.“E’ un’opera molto importante – sottolinea l’assessore Del Prete – che ci consente di evadere le numerose richieste da parte dei cittadini. Siamo riusciti, tra mille difficoltà, a far decollare un appalto, seguito dall’assessore Sputore, che negli anni scorsi si era arenato. L’opera, al grezzo, sarà completata entro l’estate. Si tratta, poi, di passare alla fase delle rifiniture per la quale l’Amministrazione Comunale ha destinato la somma necessaria nella proposta di bilancio che verrà sottoposta a giorni all’attenzione ed all’approvazione del Consiglio Comunale. Contestualmente a quest’opera, il Comune sta provvedendo alla realizzazione di altre batterie di loculi. Siamo in attesa del parere del Genio Civile per poter procedere all’inizio dei lavori di una batteria denominata “D1” per altri sessanta loculi: lavori affidati alla ditta Socoge di Vasto.”

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Mar 25

In momenti di grande difficoltà come quello che stiamo attraversando non è certo una soluzione quella di cancellare quanto con grandi sforzi ormai prossimo alla realizzazione costituisce per un territorio opportunità di nuovo sviluppo economico e di sostegno ad una migliore qualità della vita.«Sulla Via verde della Costa teatina non si torna più indietro –ribadisce con forza il Presidente della Provincia di Chieti Tommaso Coletti-».«Il progetto ha ormai terminato la fase preparatoria nei tempi previsti ed è pronto per la realizzazione concreta. Attesa solo l’erogazione dei contributi economici dalla Regione attraverso i fondi Fas; procedimento che, come ribadito dal governo regionale stesso solo qualche giorno fa, sta per essere portato a compimento proprio per via della riconosciuta strategicità al progetto della pista ciclopedonale». «il ripensamento di alcuni amministratori –conclude il sen. Coletti- desta decisa meraviglia e fa riflettere sulle cause dell’annunciato passo indietro. Non si possono né intuire, né tantomeno comprendere, in alcun modo le ragioni di un arretramento da parte di chi ha condiviso, diffuso e partecipato degli obiettivi complessivi del progetto della pista facendoli addirittura propri attraverso la sottoscrizione di diversi Protocolli di intesa tra i Comuni interessati e la Provincia e da ultimo anche con le Ferrovie dello Stato».

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Mar 25

Sono terminati i lavori di installazione di un impianto fotovoltaico sulla scuola materna di via Verdi.
“L’intervento ha un costo complessivo di € 39.282 di cui 20.498,10 finanziati dalla Regione Abruzzo e la restante somma, pari a € 18.784, a carico del Comune” – ha spiegato l’assessore all’ambiente Osvaldo Menna.
L’impianto connesso alla rete elettrica, che ha una potenza di 4,5 kWp, cederà energia alla rete quando ne genera in eccesso rispetto al fabbisogno dell’utenza e ne preleverà nelle ore d’insufficiente insolazione. La rete elettrica si comporterà come una batteria di accumulatori di “capacità infinita”.
“L’amministrazione, prevede di dotare, anche le altre strutture pubbliche di impianti per la produzione di energia pulita. Questo sulla scuola materna di via Verdi è il secondo intervento dopo l’impianto a pannelli solari realizzato sulla Piscina Comunale. – ha dichiarato il sindaco Gabriele Marchese - Investiremo sempre più sulle fonti energetiche alternative per un futuro sempre più improntato alla tutela ambientale e al risparmio energetico ridisegnando gli impianti di riscaldamento e di illuminazione pubblica dell’intera città con approcci all’avanguardia ispirati da una parte alle nuove tecnologie e dall’altra ai criteri di finanza innovativa. Una buona amministrazione non può limitarsi a gestire l’esistente, ma impegnarsi in uno sforzo continuo d’innovazione per promuovere lo sviluppo della città.

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Mar 25

 

..ero diventato il padrone del mondo,si diceva il
sole sarebbe sorto solo per darmi il buongiorno,illuminando d’immenso le mie
coperte di seta…e con non poca tristezza,la piccola stella poi avrebbe lasciato
il posto alla luna impaziente di cullare il mio sonno.Ricordo commosso quei
primi giorni alla Casa Bianca… dovunque i piedi andassero petali di rosa
accompagnavano i miei passi e sotto scroscianti applausi,sapevo aprire le
folle,come Mose faceva con le acque.Tutti sembravano amarmi vedendo in me la
perfezione,la speranza,il futuro,e tutte le virtù che il nostro padre,il Dio
onnipotente,fattosi in me ancora una volta uomo,giuravano avermi donato..ed io
che da piccolo sognavo di fare l’astronauta mi perdevo in questo universo di
menzogne costruito a pennello intorno alla mia figura e ammetto di aver giurato
il falso sulla costituzione..ma come biasimarmi?Mi sentivo imperatore tra gli
imperatori,e quei quattro anni volevo godermeli fino in fondo.. Che tutto sarebbe
cambiato,me lo sentivo e un po’ me lo aspettavo.Sfogliando i libri di storia
avevo imparato a comprendere quanto le persone siano egoiste e false infondo e
avrei subito la stessa sorte..Ciò nonostante mi imposi di farmi guidare dal
senso di giustizia nelle scelte e perciò decisi che non avrei rubato mai ai ricchi
per dare ai poveri,cercando invece di accontentare tutti..anche quelli che fin
dall’inizio avevano dato la mia candidatura come fallimentare..è impossibile
mettere d’accordo milioni e milioni di abitanti e ascoltare le critiche risulta
quasi completamente inutile.I mesi passarono e il mio raggio d’azione cominciò
a restringersi,ma questo la gente comune non lo sa,credendo che quella
targhetta sulla scrivania avesse potuto farmi salvare il mondo..Ci sono delle
regole non scritte,che andavano rispettate e quindi io non feci altro che
seguire la prassi prestabilita del sistema e i fischi che ora ho di sottofondo
mentre cammino sono una delle conseguenze.Una fetta andava divisa con i
ministri,un’altra con gli sponsor dai bugiardi ideali,un’altra con i fidati e
corrotti consiglieri ..e d’improvviso l’unica cosa che sentivo poter davvero
decidere era quando andare al bagno.Trascorrevo sornione le settimane tra
viaggi di piacere,campi da golf e notti di fuoco….ma più il tempo passava e
meno capivo quale fosse il mio ruolo,se non quello del più esposto tra i
personaggi pubblici a cui venivano date colpe e meriti senza aver,di
fatto,mosso un dito…Ma compresi che qualcosa di buono andasse costruito ugualmente
e un mese dopo,guardandomi intorno e vedendo la amata bandiera a stelle e
strisce,ebbi un illuminazione:potevo continuare il progetto di conquista del
globo,cominciata dai miei illustri predecessori e per lo spirito
patriottico,per gli Stati Uniti D’America,per l’economia,avrei quindi lasciato
nevicare una pioggia di bombe nel paese che aveva a capo uno dei più cattivoni…naturalmente
tra il dire e il fare ci furono riunioni,assemblee..tutto questo di nascosto al
popolo,altrimenti non ci sarebbe stato l’effetto sorpresa…Apriti cielo!Il
giorno dopo il primo attacco,mi ritrovai la stampa addosso e le nazioni unite
iraconde sotto casa.. pensai bene di indire una conferenza stampa dove con un
loquace e convincente discorso,sottolineai le necessità evidente ma in realtà
inesistente per cui quella terra andava bombardata.mettendo di fatto a tacere
tutti..e dimostrando a me stesso un altro dogma della società.Quando viene
assassinato un uomo politico,succede il putiferio.. radio,televisione dedicano
ore e ore di speciali,al poveretto..quando migliaia di persone muoiono in
pochi secondi invece si resta indifferenti.. sarà l’abitudine.. sarà che molte
delle decisioni più importanti vengono prese da troppe poche persone proprio
perché le altre pensano a loro stesse e basta…Le leggi sono fatte per essere
infrante,diceva un vecchio motto,e io avendone la facoltà mi sono un pò
lasciato andare,lo ammetto,continuando imperterrito a giocare a Risiko con
soldati e carri armati veri…ma nessuno lo ha potuto impedire,e adesso che sono
qui,seduto da normale cittadino mi rendo conto di quanto questo sia assurdo..Continuai
così ancora per 2 anni e poi finito il mandato,lasciai con piacere…quel mondo
corrotto e sudicio non faceva più per me..notando con amarezza che finito il mio
governo,quella stessa gente la cui voce di dissenso non era arrivata o era
talmente fioca da non poter essere ascoltata,chiede la mia testa su un vassoio,o
almeno che io passi il resto della mia vita a spazzare le strade sui cui ero
solito dare ordini,mentre gli sponsor e i miei “amici” hanno già trovato
qualcun altro da sfruttare…Mi domando,guardando la porta chiudersi alle mie
spalle,in cosa io abbia veramente sbagliato per essere successivamente così
aspramente criticato…infondo quale uomo è arrivato con buoni ideali al potere e
poi è riuscito a non esserne vittima?Quale presidente non è salito in cattedra
perchè raccomandato e finanziato da finanziamenti illeciti…? Io ho solo seguito
l’iter che accomuna tutti i capi di stato..agito di conseguenza insomma…Quello
che più mi da più fastidio sono coloro che si lamentano che dal principio,mai
una parola onesta è uscita dalla mia bocca,quando io non ho fatto altro che ciò
che mi era stato chiesto dagli elettori,in cambio della loro x sul mio nome:illuderli
e convincerli,meglio di chiunque altro,che domani sia un giorno migliore.

fonte: thelegendkiller89.spaces.live.com » Vai al post originale

Mar 25

Secondo i dati Unipro - l’Associazione italiana delle imprese cosmetiche - le vendite di cosmetici dedicati all’uomo non sentono la crisi ma, anzi, sono in costante aumento: nel 2007 si sono registrati valori di vendita in progressione di due punti percentuali pari a oltre 216 milioni di euro! 

"Qualità, dinamismo e completezza dell’offerta sono le parole d’ordine della cosmetica made in Italy per soddisfare i nuovi narcisi della penisola: un consumatore sempre più globale, informato ed esigente, che vuole spendere con intelligenza, compra dove e quando vuole e va quindi fidelizzato a colpi di innovazione". Niente da stupirsi quindi se da "oltre oceano" arriva The pen men (niente battute sul nome per cortesia) il correttore anti-imperfezioni per l’uomo. Ben 17 nuances differenti - nemmeno il mio kit professionale ha tanta varietà di colori - per soddisfare ogni tipo di esigenza e tutte le carnagioni, da quella pallida caucasica a quella africana abbronzata (si sa in America sono in tanti…). Avete delle brutte occhiaie? Niente paura, da oggi basta aloni sotto gli occhi. Acne, cicatrici, macchie e teleangectesie (la famosa couperose) non sono più un problema. Ci pensa The men pen!

Che dire… ? Sono abituata all’uomo che si trucca - soprattutto se lavora nel campo della moda o dello spettacolo - ma è capitato anche di incontrare uomini cosidetti "normali" che per  puro piacere personale usavano mascara e fondotinta. L’importante è non litigare per rubarsi lo specchio del bagno. Ricordo a tal proposito un tipo incontrato parecchi anni fa, con il quale ebbi un breve flirt, che aveva un beauty più grande del mio: ci rimasi malissimo…

Pettegolezzi a parte: donne e uomini della blogosfera che ne pensate?

Pubblicato da Bellissimagin | Commenti (13)

Tags: make up, automaquillage

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Mar 25

L’abbigliamento che in assoluto ritengo più comodo e adatto al tempo libero è la tuta. Non potrei vivere senza - ne possiedo tantissime in diversi colori - e benedico ogni giorno chi l’ha inventata perché come dice Simona Ventura: "Una tuta da mattina a sera ci risolve la vita".

Nella foto a sinistra un modello di Victoria’s Secrets

Chi vive costantemente alle prese con cambi di abito multipli durante la giornata - tipo la sottoscritta che si destreggia fra impegni artistici, professionali e corsi di formazione - mi darà senz’altro ragione. La tuta soddisfa il bisogno di fare in fretta, senza stare tanto a pensare: cosa mi metto? - si indossa e via -  e soddisfa anche la voglia di sentirsi comodi e in ordine - nasconde bene ogni tipo di rotolino e imperfezione del corpo. E’ un capo fashion che fa tendenza come, ad esempio, la linea Star Chic che ha creato la Ventura. Capi casual in morbida ciniglia, colorati e impreziositi da dettagli glamour che li rendono eleganti e portabili anche con i tacchi alti. Impossibile resistere! Attenzione però: a meno che non siate un tipo "alla Simona" - dalla personalità karismatica e molto, molto effervescente - vi consiglio di rimanere sul "sobrio", abbinando alla tuta scarpe da jogging, sneakers o da ginnastica, borse e sacche sportive, anche in colori vivaci di contrasto, e bijoux minimalisti (quindi niente collane, bracciali e orecchini vistosi).

Visita il sito Star Chic

Pubblicato da Bellissimagin | Commenti (4)

Tags: fashion victim, gestione immagine

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Mar 25

Con la primavera tornano di moda i pantaloni "Capri". Creati da Emilio Pucci negli anni ‘50 e diventati famosi grazie alla bellissima Brigitte Bardot che li indossò per prima - cliccando su questo link potrete vedere una foto originale dell’epoca - questi calzoni a 3/4, che scoprono la caviglia, sono stati reinterpretati in lunghezze e fogge diverse. Qui sotto vediamo alcuni esempi.

Fonte Banana Republic

Fonte Omiru.com

Fonte Nordstrom

Innanzitutto bisogna dire che questo tipo di pantaloni sta bene a chi è alta - oltre i 165 cm. - ha gambe molto lunghe e desidera accorciarle. Sconsigliato quindi alle bassine con gambe corte e fianchi rotondi. E se li abbiamo già acquistati? Un rimedio c’è: portarli con scarpe o sandali dai tacchi molto alti che slanciano la caviglia. Vi consiglio un abbinamento "chic" con decolleté o chanel in tinta neutra come il beige o il coloniale che daranno l’impressione d’essere tutt’uno con la gamba. Per allungare ulteriormente la figura andranno accostati a camicette, top o blazer corti e appoggiati rigorosamente in vita. Qui sotto potete vedere come cambiano le proporzioni: nella prima foto la camicia lunga accorcia la figura, mentre nella seconda foto sottolinea il punto vita e le gambe sembrano così più lunghe.

Fonte Spiegel.com

Se non siete alte e state pensando comunque di acquistarli, meglio scegliere per un modello a vita alta, non troppo scampanato e senza risvolto (che contribuisce uleriormente ad accorciare le linee) come l’esempio illustrato qui sotto. Per tutte le altre, via libera ai modelli a vita bassa e agli abbinamenti "pratici" con ballerine e mocassini.

Fonte Shopbop

Pubblicato da Bellissimagin | Commenti (10)

Tags: fashion victim, gestione immagine

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